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Chi ci scalderà?

Venerdì 8 Gennaio 2010, 11:05 in Energia di

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E' inverno, nevica, piove e tira vento. Messa così, sembro un telegiornale: che d'inverno faccia freddo è una di quelle non notizie che piacciono tanto alla TV. Ma quando entra il fattore energetico, specialmente in tempi di crisi, è tutta un'altra storia.

Ad esempio, c'è chi si sta surgelando senza una via d'uscita. L'Esercito della Salvezza, negli Stati Uniti, ha lanciato un penoso allarme: il numero di persone senza riscaldamento o elettricità è raddoppiato. I loro uffici sono pieni di gente che chiede un aiuto economico per riuscire ad accendere stufe e caldaie, gente che da due o tre mesi se ne sta in casa senza più l'allaccio alla corrente. Molto più lontano, in una situazione completamente diversa, ci sono popolazioni andine che a causa del cambiamento climatico meditano di abbandonare per sempre i villaggi dove vivono da secoli: il freddo ogni anno arriva prima, e non riescono più a trarre dall'ambiente la già scarsa sopravvivenza.

Tutt'altra storia, ma sempre guai, nella calda Florida che a causa del gelo ha visto addirittura distacchi elettrici per eccesso di domanda. La stessa cosa accade a Lhasa nel Tibet, e un po' in tutta la Cina.

Ma la fifa più grossa se la stanno prendendo gli inglesi, che come sappiamo hanno praticamente esaurito le loro risorse del Mare del Nord e ora sono gli ultimi della fila per il gas russo. La compagnia nazionale del gas ha già avvisato che, a causa dell'eccessivo consumo, se il freddo perdura sarà costretta a chiedere agli impianti produttori di energia di diminuire la domanda, o addirittura a tagliare le forniture di gas alle industrie per non lasciare le famiglie al freddo.

 

21
21 commenti
21
09 Gen 2010
alle 22:15

Alberto

Un cappotto su una casa 11x11x4 costava pre-crisi poco piu' di 20k euro. Non mi sembra una cifra da capogiro considerando il 55% detraibili e il risparmio in bolletta.

20
09 Gen 2010
alle 12:59

Goli

Se per migliorare l'efficienza energetica di un edificio si intende la sostituzione di una caldaia a gas con un modello più parco nei consumi oppure coibentare i vani dove stanno i termosifoni ok, costa poco.

Ma quando si deve coibentare (per bene) un edificio il prezzo lievita. Se poi si vogliono aggiungere pannelli o pompe di calore (ove posibile) il prezzo schizza verso l'alto. Si parla di migliaia di euro, non di spiccioli.

Come si fa a pensare di coibentare tutte le abitazioni d'Italia?

19
09 Gen 2010
alle 09:06

francesca

io propongo il bue e l'asinello per riscaldarsi, funzionano a biada, bisogna solo abituarsi al forte odore

18
08 Gen 2010
alle 23:36

Debora/Petrolio

Urca pilota, anch'io ho pensato la stessissima cosa! E il mio bimbo, che aveva visto il film da poco, ha tremato... e non di freddo!

:D

17
08 Gen 2010
alle 22:58

gio

Sulle case si possono fare risparmi incredibili, con cifre accettabili; purtroppo (e lo dico senza ironia) il picco del prezzo del petrolio si è esaurito a settembre: un inverno a quei prezzi (con successivo sgonfiamento) sarebbe stata la piu' salutare delle lezioni: piu' di mille conferenze di copenhagen, piu' di 20 anni di incentivi al 55%

16
08 Gen 2010
alle 22:37

pilotaDD

a proposito di The day after tomorrow, evocato da alcuni di voi...stasera sul TG ho visto la foto odierna della GB dal satellite ed era tutta bianca...diamine era spiccicata alla immagine degli USA dallo spazio che si vede alla fine del film...

e sarà un caso ma abbiamo appena avuto il primo caso di aereo di linea che sembra essere caduto dalla stratosfera (35000 piedi, più di dieci chilometri di quota!) per aver incontrato un fenomeno meteorologico di potenza inusitata, anche questo molto in stile The day after tomorrow...

15
08 Gen 2010
alle 22:19

Giulio Cesare

Fa freddo dappertutto, meno che da Roma in giù. Però sti romani...la sapevano proprio lunga.

14
08 Gen 2010
alle 21:03

loù

la legna ovviamente non può coprire tutto il fabbisogno, perchè in pochi anni distruggeremmo tutto ciò che resta delle foreste. ma può contribuire insieme ad altre fonti, che vanno diversificate il più possibile.

13
08 Gen 2010
alle 18:03

Goli

Mah, secondo me la legna è e resterà una cosa di nicchia. Anche a patto di trovare tutta la legna necessaria per soddisfare i bisogni di tutti, si produrrebbe comunque un sacco di inquinamento.

Poi la legna va lavorata, trasportata, stivata, tanto come il pellets.. Utopia.

La questione degli edifici è corretta, ma:

- ancora oggi, e siamo nel 2010, vedo costruire edifici che fanno cag... dal punto di vista energetico (muffe, ponti termici ecc).

- il recupero di tutti gli edifici già costruiti per me è impossibile per motivi di tempo e soprattutto costi. Fare un cappotto in un'abitazione era già costoso prima della crisi, figuriamoci ora.

Anche con gli incentivi del 55% le cifre restano alte, ben al di fuori della portata dei più.

E' inutile, per sostituire i fossili serve una teconologia a basso costo che semplicemente non esiste. Almeno ora.

12
08 Gen 2010
alle 16:51

Alberto

Magari si potrebbe provare a modificare gli edifici costruendoli con testa per quelli nuovi e cappottando quelli preesistenti.
Una cappottatura a lana di roccia da 8 cm (e sono pochi) porta ad una diminuizione dei consumi del 60%.

11
08 Gen 2010
alle 16:23

loù

si potrebbe provare a modificare gli edifici: diminuire lo spazio interno per aumentare quello esterno (non solo giardini ma anche ( e soprattutto) balconi e terrazze), sul quale coltivare qualunque arbusto a crescita rapida che si possa usare come combustibile (legna o biomassa); rinforzare tutti i balconi con colonne che partano da terra, rendendoli adatti a sopportare il peso della terra e delle piante. qui ovviamente ci vogliono le competenze adatte (statica, geologia,ingegneria etc.), ma non mi sembra così difficile da realizzarsi. e porterebbe anche tante possibilità di lavoro!

a proposito di arbusti a crescita rapida, qualcuno ha esperienza col bambù? io ho letto che cresce molto velocemente e alcune specie arrivano anche ai 30 metri, ma non sò se è buono come combustibile.

10
08 Gen 2010
alle 15:44

fausto

Comunque porto anche un pochino di ottimismo: l'eolico italiano comincia a girare seriamente.

Ho dedotto un fattore di capacità per gli impianti pari a circa il 15,8%. Un pò basso. Bisognerebbe ragionarci sopra.

9
08 Gen 2010
alle 15:38

fausto

Due sere fa ho deciso di fare un pò di conti sui consumi da riscaldamento di casa mia; ho fatto delle medie su pesi e volumi di legna che tiro dentro ad ogni carico, e poi ho misurato il volume del vano che la ospita.

Mi vengon fuori suppergiù 3,3 t di legna bruciata, in un fabbricato rurale. Un delirio, sostanzialmente in linea con la tep utilizzata dall'abitazione italiana media per riscaldarsi ogni anno.

Anche ipotizzando di rifornirci di cellulosa usando canna comune (40 t/ha) , il riscaldamento di 20 mln di abitazioni ci costerebb, con un pò di ottimismo, almeno 60 Mt di biomassa secca, equivalente nell'esempio a circa 15.000 kmq di terra. Il 10% della superficie agricola utile italiana.

Magari si può anche fare, ma credo che converrebbe valutare qualche alternativa. Non vorrei mai che a competere con i notri stomaci ci trovassimo, oltre ai serbatoi delle auto, anche le cucine economiche.

8
08 Gen 2010
alle 15:05

Goli

Prima o poi succederà, a meno che non si trovi qualcosa da bruciare al posto del metano.

Non c'è tempo e non ci sono soldi per convertire tutte le abitazioni esistenti a qualcosa di diverso (che so, pompe di calore), idem per quanto riguarda la coibentazione.

Per come la vedo io non c'è più tempo per far nulla, non ci sono i soldi nè le risorse.

7
08 Gen 2010
alle 14:23

loù

"tagliare le forniture di gas alle industrie per non lasciare le famiglie al freddo"...meno male! pensate se succedesse il contrario....

6
08 Gen 2010
alle 14:23

Paolo

Le temperature medie dello scorso dicembre nel nostro emisfero (durante il quale si era già gridato al 'global cooling')invitano ad una valutazione prudente dell'attuale situazione (da notare l'anomalo rialzo termico nell'Artico, Groenlandia inclusa, oltre che in parte del Nordamerica e nella Siberia orientale):

http://nsidc.org/images/arcticseaicenews/20100105_Figure4.png

Non è un caso che il 2009 sia risultato come il quinto anno più caldo dal 1850.

5
08 Gen 2010
alle 14:01

Phitio

Ma come, ancora non si è fatto vivo nessun "esperto" che rinfaccia questo tempo freddo ai climatologi, sfottendoli sul global warming?

Stanno perdendo i riflessi ?

 

:-D

 

Saluti

 

4
08 Gen 2010
alle 13:30

Luigi ruffini

La NASA già a Settembre ha diramato dei comunicati dove prevedevano pesanti ondate di freddo nel mediterraneo. Prima di Natale nell'area centrale continentale e Gennaio e Febbraio dai Balcani/est Europeo.

Vediamo se i modelli ci azzeccano. Per il momento direi di sì. 

3
08 Gen 2010
alle 12:36

Lego

Giusto stamattina ho detto a mia sorella di tener d'occhio i prezzi dei carburanti, perchè sarà un brutto mese.

 

2
08 Gen 2010
alle 12:14

AndreaX

@1

Troppo bello quel film

1
08 Gen 2010
alle 11:53

Paolo B.

Al contrario di quello che crede molta gente, gli scienziati affermano che il riscaldamento globale comporterebbe una serie di eventi climatici estremi in un senso e nell'altro(anche come temperature) più che riscaldamento vero e proprio.

Leggo in giro che l'Europa del nord(Russia compresa) e gli USA(ma anche la Cina) stanno sperimentando episodi di gelo eccezionale duraturi. Ora i modelli climatici computerizzati più prestigiosi prevedono entro metà mese anche un affondo gelido sul Mediterraneo "primaverile" centrale con interessamento pesante di Marocco e Algeria.

GW o conseguenze della fase prolungata di minimo dell'attività solare?

Certo, letto il post di Debora, sembra di stare piuttosto in un contesto climatico alla "L'alba del giorno dopo"...

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