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Jeff Rubin: una verità scomoda.

Venerdì 22 Gennaio 2010, 12:52 in Peak Oil di

Vi consiglio, se sapete l'inglese, di ascoltare questa conferenza di Jeff Rubin tenuta al Business of Climate Change Conference in Canada qualche mese fa. Rubin è un economista di fama mondiale, e sentire la sua opinione riguardo al peak oil fa un certo effetto.

Ad esempio, afferma che il prezzo del barile si manterrà ai livelli attuali solo e soltanto finché rimarremo in uno stato di recessione. Non appena, per qualsiasi motivo e sotto qualsiasi forma, si vedrà una ripresa economica, possiamo prepararci ad un'immediata risalita a tre cifre. D'altronde, per quanto riguarda il petrolio convenzionale siamo già ad una depletion del 6% annuo. Per quanto riguarda il non convenzionale, ad esempio le tar sands canadesi, Rubin dice che occorrerebbe trasformare un'area del Canada pari a quella della Florida in un gigantesco lago di catrame per ottenere un output decente, e comunque sarebbe conveniente solo col barile a 200 dollari.

Inoltre, menziona anche l'Export Land Model del nostro post: "Indovinate chi sta aumentando più vertiginosamente la domanda" chiede Rubin "no, non è la Cina: sono i Paesi OPEC, più Russia e Messico."  E perché aumenta? Perché laggiù la benzina costa 25 centesimi, e l'olio combustibile per l'elettricità appena 7 cents. Ciò mantiene alto il consenso per quei governi. "Già, proprio quei Paesi che, vi avevano detto, avrebbero provveduto a rifornirvi abbondantemente di greggio. Smettete di preoccuparvi per quanto petrolio producono, e cominciate a preoccuparvi di quanto ne consumano."

Rubin prevede che per la fine del 2010 ci troveremo di nuovo alle prese col problema prezzo. Dice che non esistono soluzioni finanziarie: l'unica possibilità che abbiamo è limitarne l'impatto, e per farlo dobbiamo passare da un'economia globalizzata (molto energivora) ad un'economia localizzata. Sorprendente, per un autorevole economista. E non saranno i governi a deciderlo: saranno le stesse forze economiche a ridimensionare drasticamente la globalizzazione.

 
22
22 commenti
22
18 Apr 2010
alle 13:46

Giuseppe

Il Petrolio sale sempre più perchè da noi non cè stato è ne ci sarà controllo finche la barca va lasciano andare a discapito di quelle famiglie che a fine mese non arrivano ed hanno anche mutui di prima casa da pagare non contando i tanti disoccupati che sono in cerca di lavoro che purtroppo non cè il primo! ed essenziale articolo 1° della nostra costituzione non è non sarà mai rispettato!se tutti i partiti politici prendano decizioni univoche ed essenziali per aiutare le famiglie più disagiate solo cosi ci si può definire un popolo progressista ed civile da diventare da esempio per gli altri stati membri europei fin quando i nostri politici tirano lacqua al loro mulino tutto questo non avverrà devono capire che se loro sono dove sono siamo noi che ce li abbiamo mandati e che per il bene di tutti dobbiamo avere le stesse possibilita di sviluppo e crescita del nostro paese divisi non si arrivera mai a niente!

Lista Civica (LAVORO PER TUTTI)      

21
24 Gen 2010
alle 21:13

Weissbach

@Yoko: dov'è che hai letto in esergo "Buone notizie"?

20
24 Gen 2010
alle 15:40

Valdo

Mi sembra di capire che c'è una grande cunfusione. E nessuna notizia certa. Mi chiedo come un cambiamento così epocale possa passare sotto silenzio!? A questo punto forse basta aspettare 5 - 10 anni e poi si vedrà chi aveva ragione....

19
23 Gen 2010
alle 13:15

YokoshimaTadao

Nessuno ha notato che le previsioni di Rubin implicano un generalizzato e profondo impoverimento della società che vedrà crisi economiche susseguirsi senza soluzione di continuità?

È vero che l'economia tornerà ad essere locale, ma questo non necessariamente aumenterà l'occupazione totale: l'acciaiocosterà meno produrlo in loco che in Cina, ma solo perché il costo dell'acciaio sarà comunque molto più alto che adesso... e quindi verrà usato per molte meno cose!

Similmente il cibo costerà molto più che adesso [sempre che ce ne sia abbastnza per tutti].

Alla fine si prospetta un mondo occidentale pieno di gente che si spacca la schiena per fare il lavoro che adesso deleghiamo alle macchine... Non mi sembra un progresso.

18
23 Gen 2010
alle 10:27

paolo zamparutti

sono tar sand, non pozzi petroliferi

17
23 Gen 2010
alle 08:12

marco

 da Repubblica on-line

Un giacimento gigantesco o una gigantesca bufala?

PETROLIO:USGS IN BACINO ORINOCO IN VENEZUELA 513 MLD BARILI

L'Istituto geologico statunitense (Usgs) ha raddoppiato la stima della consistenza del giacimento petrolifero sfruttabile nel bacino del fiume Orinoco in Venezuela. Secondo uno studio dell'Usgs il greggio effettivamente estraibile e' pari a 513 miliardi di barili. In precedenza la compagnia statale Petróleos de Venezuela S.A. (PDVSA) aveva calcolato in 1.300 miliardi di barili la consistenza del giacimento, di cui 280 miliardi sfruttabili

 

16
22 Gen 2010
alle 22:22

Giuseppe

Buona sera secondo me il greggio aumenta di prezzo sempre più per speculare il più possibile in un mondo sempre più affarista e meno ecologico quindi aspettatevi aumenti eagerati per intascare più petroldollari possibili è meglio passare al GPL è Metano che aspettare ancora per svuotarci ancora di più le tasche le aziende petrolifere e le varie tasse sulla benzinaqui da noi in italia! http://www.eurorisparmio.com incominciamo a risparmiare.

15
22 Gen 2010
alle 20:16

gio_bass

Intendevo augurare la buona notte anche ai sognatori......

14
22 Gen 2010
alle 20:13

gio_bass

It seems to me that the current recession is very much energy-related, and is likely to continue. The recession is occurring because the current US “system” (individual homes, private cars, many imports) was built for cheap ($20 barrel) oil and gas, and cannot function well using expensive oil and gas.

 

Questo è il punto, tratto da un post su TOD di Gail E. Tveberg

 O l'economia è veramente in sofferenza a causa del prezzo dell'energia, oppure andiamo avanti altri 20 anni senza preoccuparci di un cazzo di niente.

Buona notte ai suonatori ed ai suonatori.

13
22 Gen 2010
alle 19:16

Pinnettu

Scusate.......fino a quando c'è greggio convenzionale che rimpiazza greggio convenzionale, non ha senso dire:

"siamo già ad una depletion del 6% annuo".

Anche 30 anni fà c'erano pozzi che si esaurivano e pozzi che li rimpiazzavano e chissà, magari qualcuno di questi si esauriva con tassi di depletion anche superiori al 6% !!!

Attenzione poi a prendere per oro colato queste dichiarazioni "forti". Ricordo che pure il buon Matt Simons nel 2005 prese una cantonata colossale con il gas Nord Americano.

Poi che il picco sia un fatto geologico e che è scontato che arriverà.......è un'altro discorso

12
22 Gen 2010
alle 18:36

Surak 2.0

@9 Paolo B.

Non ho mica detto che siano tutti mercenari, infatti c'è tanta gente che non viene "invitata" e pagata e tanto meno riceve attestati di stima e valore sulla stampa.  ;-)

 

11
22 Gen 2010
alle 18:17

louise

l´economia localizzata e la fine della globalizzazione non mi dispiacciono per niente....e datemi pure della "deficiente locale" se volete.

10
22 Gen 2010
alle 16:49

paolo zamparutti

quelli sono i dati EIA che parlano di una depeletion del 6% dei pozzi, ovviamente la parte mancante viene continuamente sostituita dall'entrata in funzione di nuovi pozzi ma altrettanto ovviamente questa parte mancante sarà sempre piu' difficile e sopratutto sarà sempre piuì costoso rimpiazzare. Per questo motivo si ha un calo vistoso dell EROEI e un aumento dei costi di estrazione, tanto che in futuro per avere un consistente contributo da parte delle TARSAND dovremo aver un prezzo di 200 dollarial barile (che nn avremo mai visto che l'economia nn lo sopporta)

ne piu' ne meno che il concetto di peak oil.

9
22 Gen 2010
alle 16:33

Paolo B.

@8

Non é affatto scontato che Rubin dica quello che fa comodo a chi lo ha pagato per intervenire alla conferenza, é una tua opinione personale.

Non sono tutti mercenari...

8
22 Gen 2010
alle 16:22

Surak 2.0

Chi ha organizzato quella conferenza?

"climate change" farebbe pensare agli pseudo ecologisti, ma il "business" prima rende dubbia la cosa. Non so l'inglese, e posso leggerlo, come senso, sia come "chi ci guadagna dall'allarmismo del cambiamento climatico" ma anche come "l'economia nel post catastrofe" quindi il titolo non dice molto se sia una conferenza contro o a favore della tesi del cambiamento climatico (di natura umana).

Chiarito questo è del tutto evidente che il tizio viene pagato profumatamente per fare l'ospite (di solito è così) e quindi cerca di dire ciò che chi lo paga e gli fa fare le giratine vuol sentirgli dire.

Poi "economista di fama internazionale" è un concetto che si può paragonare a "cartomante bravo" o "psicologo abilitato" qualunque altro insieme di concetti non scientifici che alcuni ritengono arti di tutto rispetto fregandosene della scientificità.

Si è visto quanto sono bravi 'sti economisti, no?

Tra l'altro ha detto cose piuttosto ovvie (e lo pagano pure..magari gli affari globali non li azzecca, ma i suoi li fa benissimo)

 

 

7
22 Gen 2010
alle 16:17

Paolo B.

Uno di fama mondiale come Rubin non può dire castronerie sulla depletion al -6%, se sono castronerie.

Comunque l'IEA non aveva previsto una depletion  del 9,1% annuo sulla produzione globale senza investimenti sulla ricerca di nuovi giacimenti? E del 6% in caso di investimenti?

Forse Rubin ha calcato la mano ma non ha detto cavolate, questo é certo, e se il catastrofismo é in ottica di un ritorno all'economia localizzata ben venga...

 

6
22 Gen 2010
alle 16:13

paolo zamparutti

quelli sono i dati EIA che parlano di una depeletion del 6% dei pozzi, ovviamente la parte mancante viene continuamente sostituita dall'entrata in funzione di nuovi pozzi ma altrettanto ovviamente questa parte mancante sarà sempre piu' difficile e sopratutto sarà sempre piuì costoso rimpiazzare. Per questo motivo si ha un calo vistoso dell EROEI e un aumento dei costi di estrazione, tanto che in futuro per avere un consistente contributo da parte delle TARSAND dovremo aver un prezzo di 200 dollarial barile (che nn avremo mai visto che l'economia nn lo sopporta)

ne piu' ne meno che il concetto di peak oil.

5
22 Gen 2010
alle 15:50

gio_bass

Però Pinettu ha ragione.
C'è chi si bea nel catastrofismo....

4
22 Gen 2010
alle 14:08

AndreaX

Rubin ha avuto l'ammirevole coraggio di dichiarare pubblicamente quello che io e voi già sapevamo da tempo, le sue previsioni mi sembrano assolutamente corrette.

3
22 Gen 2010
alle 14:07

Pinnettu

Il discorso sulla capacità di esportare da parte dei paesi produttori ci stà tutto........ma per spiegarlo ha detto comunque delle corbellerie!!!

1. Da dove si è inventato quel -6% nella produzione del petrolio convenzionale!? Questi sono i dati degli ultimi anni per la produzione del solo crudo (EIA)

  • 2006  73,457 ml b/g
  • 2007  72,997
  • 2008  73,711
  • 2009  72,105 *

* I dati del 2009 sono ancora parziali ma negli ultimi mesi la produzione è ritornata vicino ai 73 milioni. Quel -6% è una cavolata

 

2. Per il resto........altrochè se è la Cina che fa salire la domanda. A questa vanno aggiunte sicuramente l'Arabia Saudita e l'India ma non certo il Messico e la Russia. Questi ultimi due vedono si salire la domanda ma non certo ai livelli dei primi tre.

2
22 Gen 2010
alle 13:54

persenaro

Rubin afferma delle tremende verità, che ogni persona ragionevole, ha realizzato e fatte proprie da molto tempo.

Aspettiamo con impazienza le nostre tremebonde classi dirigenti, a riconoscere che il tempo delle pietose menzogne è finito. 

1
22 Gen 2010
alle 13:50

Hunter76Lima

Applausi per Rubin !!!

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