Uno sguardo dal picco
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Non ho mai replicato ai vari articoli di Paolo Barnard che ultimamente hanno creato scalpore. Sentirmi obbligata a fare un post per rispondere a qualcuno che non abilita i commenti sul proprio blog mi infastidisce.
Ma la sua ultima esternazione riguarda un argomento sul quale già riflettevo per conto mio, ovvero: come mai oggi, che l'informazione internettiana ci permette di conoscere e approfondire in modo senza precedenti nella storia, il popolo non si è sollevato ed è anzi più addormentato che mai? Mentre i nostri padri e nonni, con molti meno strumenti, sono stati capaci di rivoluzioni come il divorzio, l'aborto, i diritti del lavoro, il '68?
Barnard ci mette 315 righe e ne fa uno dei soliti pamphlet, ma il succo è questo. La sua tesi è che i Cattivi abbiano progettato internet proprio per lasciarci sfogare, e contemporaneamente imbambolarci davanti ad uno schermo, così da impedire qualsiasi rivolta.
Perché era evidente, Cristo, che se ci davano la Rete era perché loro sapevano benissimo cosa la Rete ci avrebbe fatto, lo sapevano con serena precisione, ci avevano pensato a lungo, si erano confrontati, e la loro conclusione era che ne avremmo fatto questo videogioco da videodipendenti all’ultimo stadio
Insomma, una Teoria del Complotto quasi all'altezza dei rettiliani. Cosa che sorprende da uno come Barnard, che deride chi osa qualche dubbio sull'11 settembre e lo etichetta come complottista.
Ma oltre al complotto dei Cattivi, immancabile è l'accusa di idiozia generale, che il Nostro non si astiene mai dal sottolineare. Come se non si potesse esprimere un'opinione, anche drammaticamente severa, senza insultare qualcuno. E chi insulta stavolta? Noi.
il Potere ha di nuovo vinto. Siamo una manica di stronzi maniacali totalmente risucchiati da questo mostruoso videogioco globale, del tutto incapaci di fare quello che i nostri nonni o i nostri padri...
Per fortuna, al termine dell'invettiva, Barnard propone una soluzione fattiva a tanta nostra incapacità e a tanta crudeltà del Potere che tutti ci opprime. Eccola:
Smettete di leggere e commentare ossessivamente, disintossicatevi, piantiamola di pubblicare a raffica (noi autori e voi siti), ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere: perché non so più cambiare il mio tempo? Perché il Potere mi ha fottuto, ancora una volta?
Chiudersi a casa a piangere è pur sempre una proposta, in fin dei conti, sempre meglio che, come fa la sottoscritta da anni, campare la vita a cercare e diffondere notizie ignorate dalla stampa nella speranza che qualcuno raccolga il testimone. Anzi, ora che ci penso, invece di piangere passo direttamente al suicidio: la mia vita (dedicata a questo) è inutile e sciocca e meno male che Barnard mi ha aperto gli occhi.
La risposta a cui ero arrivata io è diversa. Sono sufficientemente anziana da ricordarmeli, gli anni '70 e '80, e ricordo come funzionava l'informazione. I giornali, ad esempio: esistevano testate quotidiane, molto lette, che oggi verrebbero chiuse come sovversive in un secondo. Parlo di Lotta Continua, del Secolo d'Italia di allora, persino di Paese Sera, e un Giornale come quello di Montanelli (paragonabile a Il Fatto di oggi) era considerato moderato e roba da vecchi. In libreria uscivano i libri di Pasolini, e di cento altri che come lui sapevano fare denunce asprissime. Oggi fa sensazione un libro come La Casta, che racconta che i politici si fanno la villa. Sai che rivelazione. Al cinema? C'erano capolavori che (guarda caso) NON sono mai più passati in televisione. Gian Maria Volonté incarnò personaggi indimenticabili che smuovevano le coscienze, nei film di Elio Petri (chi era costui?). E la gente andava a vederli in massa, non erano roba da cineclub. I giovani leggevano Allen Ginsberg e Jack Kerouac. Sono i primi esempi che mi vengono in mente, tengo a precisare. Per tacere poi del sindacato, che ai tempi era una scuola di impegno civile e insegnava ad aprire gli occhi a migliaia di cittadini.
Sicuramente dimentico tanto, ma il quadro è questo. Cosa è rimasto oggi di tutto ciò? Nulla. Fuori da Internet non esiste informazione, non esiste alcuna remotissima possibilità di presa di coscienza, esiste solo un incessante intrattenimento sciocco e notizie annacquate quando non apertamente falsate. Ovviamente non parlo solo del nostro Paese, in tutto il mondo più o meno accade lo stesso. Sembra di vedere i piatti di una bilancia: più Internet cerca di andare a fondo nelle notizie, cerca di diffondere consapevolezza, più i media tradizionali diventano stupidi, inutili, dannosi. Quasi a cercare di compensare, almeno per una larga parte dei cittadini, il fastidio recato dalla Rete al Potere. E ad uno sguardo attento, infatti, questa dicotomia non sfugge: mai come oggi la popolazione è stata profondamente divisa tra chi ha un'idea di come va il mondo e chi invece crede ciecamente alle favole.
E se i Cattivi hanno una responsabilità, è questa: aver preso possesso dell'informazione come mai nella storia recente, rendendola in tutto il mondo simile alla propaganda di una dittatura.
Per chiudere, voglio ricordare a Barnard che forse non è ancora il caso di suicidarci. Le lotte sessantottine erano forse più vistose, ma la Rete ha causato eccome reazioni popolari dovute alla presa di coscienza. Penso al movimento antiTAV: chi vi partecipa, in tutta Italia (e non solo in ValSusa) non ha certo compreso il problema leggendo libri o guardando la TV. E' in Rete, che si trova tutto. Lo stesso vale per chi combatte per l'ambiente, contro gli inceneritori, per le proteste popolari locali. Ristrette? Forse. Ma chiediamoci come fanno i cittadini di un paesino a scoprire che la tale industria fa venire il tumore. Non vanno certo a dirglielo i giornalisti "di qualità", come li chiama Gad Lerner, ovvero quelli che non sanno più fare i giornalisti.
Insomma, forse non saremo in grado di far scoppiare la rivoluzione, ma d'altronde nella Storia ci sono riusciti appena in tre o quattro. Però in casa a piangere io ancora non mi ci chiudo. Anche perché, onestamente, le mie due lire dovrei comunque guadagnarle altrove: e scrivere la pubblicità delle automobili, come mi accadeva anni fa, seppure più redditizio mi pare ancora un filino meno utile...
Salve,
Credo di sbalordire quando leggo che il Giornale di Montanelli fosse paragonabile al "Fatto" così come sbalordisco quando sento che l'informazione è solo su internet. L'informazione è al bar, per me che ho l'hobby della politica, non certo sui giornali o sui blog, che al 90% riprendono le notizie dei giornali e non sono capaci di fare alcuna inchiesta. O forse non è vero? non si commentato forse le notizie provenienti dai giornali sul web? non accade forse al 90%? il web è utilizzato solo come cassa di risonanza a cui tutti possono aggiungere il loro commento. I famosi 15 minuti di celebrità garantiti a tutti. Che il web racchiuda sommamente questa forma, è insindacabilmente vero. Questa non è un'opinione, è un fatto, e se avessi la possibilità e il tempo di imbastire un sondaggio, i dati mi darebbero ragione. Ciò che invero sostiene Barnard, secondo la mia interpretazione, è che con i social network e compagnia bella, non esiste più un'informazione "umile". Oggi c'è il blog di "mr.X" che propugna le notizie di "mr.X". Inoltre vi è sempre meno, notizia, inchiesta, e prove, riguardanti le notizie, ma tantissime, e spesso orribili, opinioni. La rete continua a puntare sul fatto che tutti hanno diritto di esprimere le proprie idee, ma non dice mai che è una colpa esprimere idee sbagliate. Ed è una colpa, assolutamente, poichè se non avvertiamo più il senso del pudore o il senso di rabbia e frustrazione quando diciamo qualcosa di sbagliato e facciamo uno sbaglio, finchè siamo trincerati dietro il fatto che "tutti possono esprimere liberamente quello che vogliono", come mai potremo migliorare? quale progresso avremo mai se si può dire e fare quello che uno vuole? se tutti possono giocare al roleplay del giornalista con il loro blog, non c'è il rischio che qualcuno si confonda e creda di essere giornalista davvero? Questa secondo me è la vera critica di Barnard, ed ha ragione. E tutto perchè viviamo in una società dove se non sei bravo a fare qualcosa sei una merda. Se poi sei una merda a fare qualcosa che ti da un'inspiegabile superiore dignità sociale nella collettiva degli status symbol in cui viviamo, allora non solo sei una merda, ma sei un nemico. Tutti sono liberi di esprimere quello che vogliono, ma se raccontano stronzate avrebbero l'obbligo di sentirsi in colpa. O no?
Enrico Sighinolfi.
Fuori da internet non esiste informazione: vero! Debora Billi!!!
(Oddio io mi informo anche all'università...ma la tua dichiarazione è provata)
Esempio, Concreto: ho letto in internet della smilitarizzazione dell'Arma dei Carabinieri. Quindi sono andata alla fonte.
Ho interpellato i carabinieri.
Risposta: "Beh...Si...non è ancora stabilito ma, insomma.... ci stanno pensando...."
"Ci stanno "pensando"? PENSANDO??? Da quando in qua si "pensa" di smilitarizzare l'Arma"? Oggi in Francia, la gendarmerie frainçaise è sparita nel nulla...rimpiazzata dall'Eurogendfor.....l'italia nella politica europea conta meno e seguirà a ruota"
Ottenuta la conferma della notizia...nei giorni successivi, ho informato alcuni conoscenti sulle sorti dell'Arma.
Risposta: ma va.....ma figurati.....ma cosa dici? ....non dar retta...se credi a tutto
Giusto, chissà cosa ne penserà Pinocchio.
Non esiste informazione. Hai ragione tu. Ho ragione io. Abbiamo ragione in 4 gatti. E in 4 gatti che siamo, dove andiamo? al bar? Tu cosa prendi?
E non esiste Pier Paolo Pasolini. Vero! ( in compenso abbiamo qualche straccio di intellettuale di second'ordine, però)!
Non esistono i sindacati. Vero! ma abbiamo il Gabibbo.
Non abbiamo fonti d'informazione alternative. Ma abbiamo 'giornalisti di qualità', come li chiama gad lerner, e che dio li fulmini con la HAARP se è a corto di lampi.
Che diceva Monnicelli? Che in ITALIA NON C'E' MAI STATA UNA RIVOLUZIONE.
Vero: Con e senza internet. Alla faccia di Barnard e degli idioti come noi.
E come mai non c'è mai stata una rivoluzione?
Tento una risposta:
Perché questo non è un popolo. La scelta di diventare una nazione non è stata l'urgenza delle genti italiote. Ma della massoneria. Della massoneria inglese, per la precisione. Che con giusta supponenza dichiarò: "In Italia esistono solo 2 regioni funzionanti. Se le uniamo alle altre, l'Italia non rappresenterà mai un pericolo per noi"
Vero
Cosa pretendere da un'accozzaglia di gente, messa insieme a colpi di schioppettate?
Rivoluzione femminista? IO sono una femminista... ma chi mi dice, pensandola alla barnard, che il femminismo non sia stato un "proetto"... una volontà del Potere? Infondo....non è gradito al Potere che nascano i figli. Giusto? La sovrappopolazione è un loro assillo. Mica un nostro.
E inoltre, la donna doveva diventare una Consumista. Nè più né meno di tutti gli altri appartenenti alla specie homo sapiens-sapiens. Sai quante cagate avrebbe comprato?
E' solo un sospetto.
Movimento NOTAV? Anche in questo caso hai ragione Debora!
Brava debora.
Per non parlare dei contadini del paesino con l'industria da una parte e il tumore da quell'altra. Informati da chi? Dalla Repubblica? Dai funzionari di regime che sono i nostri giornalisti in gamba???? ma va.....ma basta cretinate.
Quanti rincoglioniti abbiamo davanti alla TV?
Ci si preoccupi -ragionevolmente- di questi, prima di quelli seduti davanti a Internet.
E di quelli che dicono "ma va...." quando gli si parla dei carabinieri
E chiediamoci anche quanta gente si ammasserebbe, nei summit di barnard, se internet non esistesse?
quasi quasi mi chiudo a casa a piangere.
Io credo che Paolo Barnard non vada letto come qualc'uno che dice "è finita tutti a casa" ma vicerversa.Ci chiede di riflettere e comprendere del perchè oggi ci troviamo in questa situazione che sembra senza vie d'uscita gli strumenti politici sulle analisi sono completamente fuori rotta e portano fuori rotta tutti.Incapaci di toglierci i prosciutti dagli occhi e capire che noi siamo umanità abbiamo forza e risorse per cambiare la nostra condizione economica sociale politica ma non lo facciamo vittime di una trappola mortale preparata ad hoc che ci vogliono divisi tra di noi tra me e te che mi stai leggendo credendo che il nemico e silvio che era solo un pupazzo nelle mani del Potere scambiandolo per il Potere stesso.
fino ad ora qualc'uno ha pensato che le idee di PB andassero trasformate in iniziative io sono tra questi e credo che sia il tempo.
Ferraioli Domenico
Ai ai anche voi non l'avete letto tutto il sito e filmati,ci vuole ben 2 ore al di' per un paio di mesi; comunque del complotto non ne parla dice che chi comanda ora e' la finanza, per uscire da delle dritte come il ritorno alla moneta sovrana,e poi che dire 300, 400 anni fa il ceto medio rischiava la vita per non farsi portare via molto molto meno quello che porteranno via a noi e poi fa nomi e cogniomi che il travaglio a parte su silvio non fa', cacarella?. Saluti
Gli Italiani non sono ne´piu´stupidi ne´piu´intelligenti degli altri.
Non c´e´un "tipico" italiano come non c´e´un "tipico" tedesco, ci sono intelligenti e stupidi dappertutto.
L´Italiano ora e´spaventato, in panico di finire in "default" prospettato come la perdita di tutto cio´che ha, casa, lavoro, famiglia.
E non capisce che e´esattamente l´opposto.
Questo nuovo governo serve solo a "comperare tempo" a "raggranellare piu´briciole possibili, e finira´per ridurci in miseria e lasciarci fallire tra 18, 24 mesi.
Invece a questo punto il default e´di gran lunga la soluzione migliore:
1) ci libereremmo del debito
2) Ci libereremmo della classe politica in toto( e di chi li finanzia).
Queste trasfusioni di sangue sottoforma di ICI, aumento IVA e tasse varie NON SERVONO A NULLA.
Il nostro paese e´dissanguato da sanguisughe: i politici e gli amministratori.
Iniettare piu´sangue significa solo alimentarli maggiormente.
L´ICI finisce nelle tasche comunali e non serve a diminuire il debito, ma solo ad alimentare lállegra gestione di molti comuni italiani.
La diminuzione delle tasse sul lavoro non servira´a produrre nuova occupazione.
Infatti per ottenere quello scopo dovrebbe essere condizionata: se assumi nuovi operai hai una diminuzione x e y a seconda del numero.
Dare soldi indiscriminatamente serve solo a generare fondi che verranno immancabilmente trasferiti all´estero.
Per combattere il precariato TUTTI indistintamente diventano precari.
Infatti: tutti devono essere assunti a tempo indeterminato, ma possono essere licenziati…cioe´il “tempo indeterminato” e´una metafora per Precariato.
Forse qualcuno ha parlato di diminuire i costi della politica?
Di tassare le banche?
Di proibire speculazioni finanziarie?
Credetemi, un default programmato dai cittadini sortirebbe effetti MOLTO migliori.
1) L´Italia diventa stato nazionale, privatizza le banche e STAMPA la sua moneta.
2 )Diventa una democrazia diretta in cui governano i cittadini.
Se abbiamo bisogno di esperti di economia, gente come Krugman e´molto meglio di Monti, perche´Nobel per l´economia e perche´DALLA PARTE DEI CITTADINI.
Se decidiamo noi del nostro futuro, possiamo anche decidere cosa e´meglio fare.
Noi ci troveremo cittadini di uno stato in cui comanda un dittatore straniero, prendendo decisioni su cui non abbiamo alcun potere di veto, in balia di poteri che neppure conosciamo.
Io sono molto scettica quando qualcuno vuole a tutti i costi obbligarmi a fare quello che secondo lui e´"il meglio" per me.
E per gli europeisti convinti, anch´io pennso che l´Europa sia essenziale per il progresso degli europei, ma non QUESTA Europa.
Chi ci puo´impedire di fare l´Europa se questa fallisce?
Un´Europa VERA, lÉuropa dei cittadini, non una dittatura di vecchi burocrati.
Non scriverò se PB ha ragione, se ha torto. Però tutto questo mi ricorda una setta esistente negli stati uniti che non riconosce nulla al di fuori del proprio credo. Il fatto è che l'essere umano è incline a credere al complotto, sempre e comunque, vero o falso, virtuale o artefatto. Portare documenti a supporto non significa necessariamente che la teoria che espongo sia vera. Anche perchè chissa quante cose hanno scartato per avvalorare questa ipotesi, senza considerare che le cose possono essere lette in modi molto diversi.
Il sig. PB avrebbe dovuto darci il materiale di studio, darci il tempo di vederlo senza preconcetti, e poi confrontare la sua idea con la nostra e vedere se è lui visionario o se tutti vediamo lo stesso disegno. Dandoci invece un documentario già montato ad arte partiamo con'idea di base preconcettuale al nostro pensiero e che influenzerà ogni ragionamento successivo.
E non entrerò nel merito del vero o falso, io non credo ai complotti globali su scala secolare, perchè l'uomo è egoista e ci tiene a vedere il frutto delle proprie azioni, giuste o sbagliate che siano.
Spero di avervi dato ulteriori argomenti di elucubrazione.
"Proprio in questo periodo che urge, per dirla alla Gaber, molta "partecipazione" e io aggiungo tanta unità". Tu dici?.
Vero ma contro chi, mobilitarsi ebbene si ma solo contro il vero potere, che Paolo Barnard ha saputo chiaramente esporre sia nei suoi scritti che nelle conversazioni che tiene nelle conferenze in Italia e non contro chi non ha responsabilità di tale scempio economico e sociale ovvero Silvio Berlusconi e company, alziamoci ebbene si ma manifestiamo con il coltello fra i denti ad esempio contro Goldman Sacks scandendo bene i nomi di chi dirige questa società e altri come questa organizzazione criminale che non ha nulla da invidiare alle camorre andrine e mafie d'Italia.
"Stare chiusi in casa a piangere sui propri casini" è la cosa peggiore che una persona possa dire. Proprio in questo periodo che urge, per dirla alla Gaber, molta "partecipazione" e io aggiungo tanta unità.
Con l'allevamento dei bovini stiamo distruggendo il pianeta. Chi ne parla? E' mai possibile che nessuno spieghi quanto faccia male alimentarsi con carne e pesce, animali che sono stati nutriti con sostanze pericolose? Questa è l'umanita . Quando parlo di questi argomenti mi sento dire. ma come faccio!!!!. a me la bistecca piace tanto!!!!
SERGIO DA CZ-IO MI SONO AVVICINATO DA POCO NELLA LETTURA E NEI VIDEO DI BARNARD.SARA' PURE UN COMPLOTTISTA VISIONARIO,MA DITEMI VOI SE NON HA RAGIONE IN MERITO A TRAVAGLIO,IL QUALE SARA' SICURAMENTE UN BRAVO CONOSCITORE DEI PROBLEMI GIUDIZIARI DI BERLUSCONI E POI CHE FA.-HHJHALLA DOMANDA DEL SIGMORAGGIO RISPONDE CHE E TROPPO PER LA GENTE CHE NON PUO' CAPIRE.SUVVIA UN PO' DI FIDUCIA LA MERITA.E POI COSA INSOLITA FA NONI E COGNOMI....IMPORTANTISSIMO
Il neorealismo nel cinema? Oggi sarebbe impossibile proporlo se non su internet....!!!!!
...in alcune cose mi e' piaciuto ma riconosco i suoi limiti.
Dopo il deludente saggio sul signoraggio poi...dove nn ha capito la differenza tra aria fritta creata dal nulla da un banchiere per disce...ndenza dinastica e la mia valorizzata da 50 ore a settimana di lavoro che sono costretto a fare per 2 lire...nn ha capito il valore indotto della moneta, facendo un minestrone incredibile senza nessuna ricostruzione storica....facendo affidamento solo sulle spiegazioni di un monetarista anglosassone, quindi per chi ha esperienze all'estero nei paesi anglosassoni, un lobotomizzato del capitalismo che vede come unico Dio il denaro.
Chiedere a un monetarista e' come chiedere a Toto Riina un parere sulla mafia; anche la mafia ha le sue regole "democratiche". Vista dall'interno e' un sistema che funziona, ma dall'esterno e' quello che e', un'organizzazione criminale che depauperizza i cittadini.
Il sistema bancario all'interno ha le sue regole, belle, fatte bane con camere di compensazione, ma dall'esterno e' quello che e' un sistema fraudolento che depauperizza i popoli!
non ha assolutamente capito cosa e' il denaro, quel pezzetto di carta che in realta rappresenta un patto sociale, un concetto mentale, che pero' il banchiere crea dal nulla senza nessun valore intrinseco, mentre il cittadino lo valorizza con il suo lavoro.
Amo molto la descrizione che il corano fa del denaro accanto agli studi di Auriti in materia.
Il denaro e' la misura del valore, non la ricchezza stessa (Auriti), e la ricchezza puo' essere prodotta solo con il lavoro dell'uomo (Corano).
Ora nn fa altro che attaccare Massimo Fini come paladino delle donne, ma nn ha capito una parola di quello scritto da Fini al riguardo.
Lei, caro Barnard, non può arrogarsi il diritto inqualificabile di definire STRONZA un'altra persona mai vista e conosciuta. E' chiaro?
si crede il paladino della libertà di stampa e non lo conosce nessuno, poi attacca tutti senza ritegno e motivazioni
che spreco tutte queste parole per uno come Barnard che non sa neanche quello che scrive. Le parole di questo presunto giornalista è fuffa!
paolo
Mi hanno appena girato Il Crimine Più Grande, di P. Barnard.
Opinabile come sempre il discorso sul signoraggio, ma purtroppo, per esperienze professionali nel Private Banking, devo dire che i punti che solleva nell'ultimo capitolo - quelli sul processo di distruzione della democrazia e parallelamente di concentrazione di poteri forti (economici, finanziari, legislativi) in mani "intelligenti" ci stanno tutti. Ho potuto ascoltare, in tempi ben antecedenti all'articolo, personaggi che sostenevano la tesi "panem et circensis per il popolo bue" per giustificare il loro conseguente posizionamento "strategico" in termini di business plans ed investimenti, forti dell'appoggio del sistema bancario.
Quindi la mia opinione su Barnard ogettivamente non può che essere "relativamente favorevole" in quanto effettivamente ha fatto i dovuti approfondimento del campo, intervistando economisti ed attingendo a documenti importanti, reali (e non "internetinformazione") e di peso.
Poi ognuno è libero di scegliere se credere nel marketing o se cercare le verità ad esso sottostanti. Personalmene ho sempre optato per la seconda.
Ciao ros concordo con la tua posizione,ho scoperto Barnard da non molto tempo e devo ancora leggere parecchio del suo materiale.E' un altro punto di vista,da conoscere e rispettare come le idee di tutti.Ti segnalo un'altro sito a mio avviso stimolante Gli invisibili di Diego Cugia.Ciao.
Ciao, io seguo il sito di Barnard da diverso tempo e non sempre sono d'accordo con lui: tutto è opinabile per fortuna. Ma ho trovato molto interessanti i suoi articoli e i suoi libri che vi invito a leggere. Si può anche non condividere Barnard, per carità, ma merita rispetto, più di Travaglio. Ed in merito allo scontro Barnard - Gabanelli è emersa una verità: ciò che Barnard criticò alla Gabanelli 3 anni fa (censura legale) era sacrosanto. Tant'è che la stessa Gabanelli fece fuoco e fiamme sullo stesso tema nel dicembre 2009 (se non ricordo male) quando a pagare le spese della censura legale toccò a Report. Quindi, ben venga la critica a Barnard, ma trattarlo come un visionario senza averne letto nulla e senza sapere nulla della sua storia umana e giornalistica, mi sembra poco onesto. Ragionare con la pancia non fa bene a nessuno.Grazie
Riguardo all'articolo di Barnard consiglio a tutti quelli che lasciano i commenti su questo blog di andarselo a leggere cercando di capirlo a fondo. E' molto meno banale di quanto non l'abbia dipinto l'autrice di questo blog che evidentemente, senza offesa, non ne ha colto il senso e lo scopo.
Seconda cosa, voi che pensate di cambiare il mondo seduti alla vostra tastiera, continuamente a caccia di informazioni, sappiate che a mancarci non sono le informazioni, sono le palle: quanti di voi rischierebbero il posto di lavoro per rivedicare un diritto? Quanti di voi sono disposti oggi a cambiare il proprio stile di vita per il bene collettivo? Non siamo capaci di farlo neanche per il bene personale (leggi fumatori)! Allora chi è disposto a farlo? Vedo poche mani alzate...
Ma soprattutto, vi rendete conto che il popolo di Internet è polarizzato su delle tematiche molto meno urgenti di quanto possa sembrare? Possibile che i problemi di una nazione siano il legittimo impedimento, Noemi e la D'Addario, i tagli alla lirica, la legge sulle intercettazioni, gli scandali sessuali nella Chiesa? Ma vi rendete conto che prendiamo farmaci tutti i giorni, dobbiamo pagare i debiti e le bollette tutti i mesi, ci ingozziamo di cibi addizionati di sostanze dalla provata insalubrità, respiriamo tutti i giorni composti tossici per il nostro organismo e quando ci ammaliamo rischiamo di finire nelle mani di gente incompetente, ovviamente dopo una lista d'attesa di mesi e mesi oppure tirando fuori i pezzi da 100 euro, uccidiamo un numero spaventoso di animali ogni giorno per avere la cinta o le scarpe di pelle per assomigliare a quei lobotomizzati che sono i nostri modelli di bellezza, mandiamo i nostri ragazzi in una scuola che ogni anno abbassa la sua qualità e a un'università sempre più a corto di fondi che deve chiudere i corsi, sopprimere i laboratorii, chiudere le biblioteche? Vi rendete conto che ci siamo già da molto tempo al punto che molti indicano come punto critico? Quello superato il quale doveva scoppiare la rivoluzione. E invece? Siamo qui a piegare la testa e siamo anche felici perché qualcuno ci informa che in Germania hanno più pannelli solari di noi o che anche quel politico che credevamo tanto onesto poi faceva i festini a spese nostre. Vi sembra che sapere questo possa cambiare qualcosa? Vi sembra che se domani cancelleranno una delle tante leggi ad personam cambierà qualcosa nella nostra vita? A voi il giudizio.
P.S. Volete davvero fare qualcosa per cambiare la realtà? Bene io vi posso dire la mia, voi ditemi la vostra ma soprattutto ditela al vostro vicino di casa, al vostro collega, ai vostri parenti, a vostri amici, a tutti quelli a cui potete dirla, e soprattutto agite: non volete la guerra in Iraq? Riducete al minumo il consumo di petrolio (piatti e bicchieri di plastica, carburante, elettricità, ecc..)! Non volete una TV spazzatura? Non guardatela! (= non vedrete pubblicità = non comprerete prodotti pubblicizzati =i marchi investiranno di meno = la TV dovrà proporre programmi migliori per sopravvivere) Volete fare il bagno in un mare cristallino? Cambiate detersivo dei piatti, della lavatrice, il bagnoschiuma con le alternative che oggi ci sono, fate la raccolta differenziata, risparmiate sui consumi! Volete vivere in salute? Informatevi sull'agricoltura biologica, mangiate bene e fate un pochetto di sport. Ci sono altri mille modi per agire trovate i vostri e mettetevi in azione. Spero di esservi stato utile. Ciao.
Debora/Petrolio dixit: " Barnard non ha suggerito di uscire e andare a risvegliare la sopita coscienza del fruttivendolo. Ha suggerito di chiudersi a casa a piangere sui nostri fallimenti e sulla vittoria definitiva del Potere. A me questo approccio non garba, e se proprio vogliamo fare i complottisti, non mi piace neanche certo disfattismo di principio..."
Invece quello è proprio quello che Barnard auspica, e ha sempre auspicato. Non solo: ha lavorato anche per realizzare quell'idea, con Alex Zanotelli, ma purtroppo l'esperimento non ha avuto successo.
Inoltre Barnard non è un "complottista". Quando parla di Potere, esprime un'idea - condivisibile o meno - alla quale offre sostegno citando fatti.
Penso che prima di giudicare e stroncare una persona (e, piùancora, un intero modo di concepire l'attivismo) in modo cosi netto, sarebbe corretto informarsi un po' meglio.
Non serve il complotto, basta avere qualche nozione scientifica sul funzionamento dell'entropia sociale cosa che vista l'ignoranza subumana dilagante di oggi si attribuisce addirittura agli alieni ed invece è umana. Comunque suggerirei di leggere qualche blog in meno e qualche libro in più. Perchè leggere magari questo libro di Cannata può valere più di quanto un bloggher potrà mai scrivere in tutta la sua vita (a parte i blog strettamente di info).
@74 nickvandeerpeers
Sì, visto che ad un certo punto ci arrivi pure te? Mica serve sottolinearlo che ho ragione ;-)
Bon, mi fa piacere esserti stato utile e vedo che sei riuscito a scrivere un testo chiaro e leggibile, ti ringrazio per il consiglio pure io ma, senza offesa, non è proprio buonissimo, neh!
Di nicchie dove la gente se la racconta fra di loro, magari dovrei chiamarle "Chiese, la rete è già piena ed io non sono tipo da "nicchiare" e poi i missionari portano il Vangelo ai selvaggi, mica ai credenti...quindi posa la lancia e comprendi il senso ;-)
@ Surak... si come no hai ragione tu come sempre! Infatti di quello che hai detto ha senso solo nella TUA logica!
Il mondo è diverso da come lo vedi tu!
Grazie dei tuoi consigli; il mio è quello di aprirti il tuo blog e fare il pastore di anime, magari salvi qualcuno vediamo quanti verranno a leggerti.
Ciao
La società è sotto assedio: le nuove élite organizzate hanno, per riaffermare il dominio del mercato, rotto tutti i legami che la tenevano unita. Sono finiti i partiti politici e sono in crisi le associazioni, sono più deboli i nostri vincoli con la comunità religiosa e perfino i legami matrimoniali e familiari sono più labili. Sedotto dalla pubblicità e da potenti modelli televisivi, l'individuo è solo di fronte al mondo globale. In teoria può collegarsi sempre e dovunque con tutti. In pratica, i suoi contatti sono momentanei, sempre reversibili e mai duraturi. (Zygmunt Bauman)
stessi concetti di Barnard espressi in maniera non povocatoria da Bauman, non un "complottista" (termine abusato e di cui devo ancora capire bene la semantica) ma uno dei più grandi intellettuali a livello internazionale del nostro tempo, naturalmente non lo toverete da vespa ne tantomeno nel "suo blog".
capisco che qualsiasi concetto che ci venga gettato in faccia nudo e crudo e che vada a scalfire le poche nostre piccole certezze che ci ancorano a una parvenza di libertà faccia male e la prima reazione è la classica: ridicolizzare e insultare, infatti se ne è fatto largo uso nei commenti.
ma se si riesce a mettere da parte per un momento il proprio orgoglio e si prova a ragionare scremando gli inevitabili preconcetti che ci si trascina dietro (qualsiasi essi siano) vi assicuro che c'è solamente da imparare
ad maiora
zigo
Daniel Estulin....
Cercate... leggete... informatevi... conoscete... salvatevi!
@69 nickvandeerpeers
Ammazza' che casino che hai scritto, la prossima volta fai una brutta copia, poi togli un po' di digressioni e contraddizioni e sviluppa maggiormente i concetti che vuoi che vengano capiti.
Altrimenti scrivi una roba come questa:
"Ah ma approposito qual'è il tuo contributo oltre a criticare tutto e tutti? ah già la logica che pervade il tuo pensare. Si perchè sono le persone come te credono di avere la ragione infusa dalla grazia divina che mi fanno paura!"
Deciditi...parlo per "logica" o per "ragione infusa"?
Tra l'altro, se mi ostino a spiegare le cose, è perché ritengo i miei concetti talmente semplici che pure te, li potresti capire...anzi mi stupisco sempre che vi sia bisogno di spiegarli, quindi no mi ritengo dotato di alcun superpotere o dono sovrannaturale, ma semplicemente ho adottato un approccio all'universo basato sulla comune logica e quindi mi viene facile smontare le tesi umanistiche (tanto care e poetiche , quanto quasi sempre demenziali) e so che ciò comporta forti reazioni da chi alle favole è legato.
Quanto al '68 ho già spiegato perchè lo critico e quel che ho detto é osservabile da tutti, ma chiaramente si preferisce dare la colpa al Drive In.
Ciao!
vero che internet, e forse più google in particolare, sta cambiando la natura umana.
tutto ciò può fare paura?
leggetevi "i barbari" di baricco, se volete farvi un'idea della porata dell'evento che stiamo vivendo (e/o subendo) e se ancora pensate che l'orda possa essere, in qualche modo, fermata.
amen
@ Surak, eccolo che arriva a dare il suo contributo! Ah ma approposito qual'è il tuo contributo oltre a criticare tutto e tutti? ah già la logica che pervade il tuo pensare. Si perchè sono le persone come te credono di avere la ragione infusa dalla grazia divina che mi fanno paura! Critichi il '68, manco c'eri, come non c'ero io, e quello che posso dire di bene del '68 è che almeno è esistito, quello che ha fatto di buono o di cattivo non lo so con esattezza, so solo che è stato in quegli anni che il nostro misero paese ha fatto un balzo in avanti nei diritti dei lavoratori e nella tutela delle madri lavoratrici. Diritti che vedo abbattere piano piano ogni giorno da questo modo di governare contando sul fatto che finchè la gente ha la pancia più o meno piena nulla si muoverà e possono farlo, lo stanno facendo ci stanno togliendo tutto quello che è stato guadagnato. Internet è un fenomeno di massa ma al momento stesso non lo è, è il collante si, ma quando l'individualismo sfrenato ha già devastato i rapporti tra le persone internet riuscirà a cambiare le cose? Riuscirà a farci condividere qualcosa oltre alle idee, molto effimere, riuscirà a farci condividere il sale con il vicino o l'attrezzo che non mi posso permettere di comprare? Decrescita passa per risparmio ma non lo puo' fare se prima non vi la condivisione FISICA delle cose materiali poi forse delle IDEE. Non a caso negli ultimi tempi google sta puntando sulla localizzazione geografica dei servizi cercando di dare un collante fisico a qualsiasi iniziativa, che sia la petizione per cancellare il canone rai, o la raccolta di firme della via per cambiare il senso unico imposto dall'amministrazione comunale!
Chiudersi in casa a piangere può servire ad aumentare il numero di suicidi o il numero di persone che lanciano souvenir, ma occhio che gli obiettivi posso solo aumentare.
Un volta si diceva "carta canta"; oggi Internet si appresta diventare forse l'espressione dl pensiero del popolo, se solo la posta certificata avesse preso il sopravvento!
La strada è lunga, mancano molte cose, prima di tutto la connettività a tutta la popolazione, poi spetterà a noi creare gli strumenti per far conoscere il nostro pensiero ai vertici su ogni argomento in tempo reale, e non con i sondaggi pagati da loro stessi.
Quindi i satelliti come la Billi possono avere solo stima da parte di chi legge, strano molto strano che le notizie passano prima da questo blog e dopo 6 mesi le vediamo sulle testate dei giornali o delle TV raccontate in maniera molto diversa per poi accorgerci che NOI avevamo ragione; vedi l'influenza truffa A.
Che poi oggi lo sforzo del potere sia quello di lavarsi la coscienza santificando la morte di CRAXI e tutti li a dire sii povero cristo, inventando ed annaquando la verità vera dei fatti, questo mi fa veramente vomitare!
Io sono di parte. Barnard è un frustrato. Attacca continuamente Grillo, Travaglio e co. (su cui posso avere anch'io i miei dubbi ma non da costruirci un tale castello di accuse) è un cafone, è stato licenziato dalla Gabanelli perchè aveva preso più denunce per diffamazione di Sgarbi. Un personaggio lunatico che cambia opinione ogni post (tranne per i punti fissi sopra esposti) e che mi guardo bene dal leggere... Poi già un postodove non si può commentare...sembra il blog di Mastella!
La rete è una forza, se di controllo o meno dipende da chi la frequenta. Ditelo ai cinesi o agli iraniani che ne pensano.
Noi (i cosiddetti "grillini") attraverso la rete abbiamo organizzato convegni, riunioni, manifestazioni, fatto informazione DAL VIVO e molto altro; la differenza tra noi e chi si spara 20 ore di facebook è che noi ci incontriamo anche e cerchiamo di concretizzare le nostre riflessioni.
Internet è un aggregante, un collante, un mezzo per ricavare o condividere informazioni (non sapete quanti politici si possano sputtanare solo consultando gli archivi on-line dei giornali) ma se abusato diventa un'arma di distrazione come la tv. Ovvio che chi vuole questo ci provi a tutti i costi.
Bah, sostanzialmente il tipo ha ragione sul risultato (la pressocché inutilità dell'internet com'é usata oggi) ma sbagli il ragionamento.
Internet non è questa minaccia per il potere costituito (malamente) poichè come tanti altri mezzi è un calderone dove tutti possono scrivere e pochi si devono prendere le responsabilità di scrivere il vero inteso come dimostrato.
In sostanza, in rete, chi scrive oroscopi e chi una denuncia di un malcostume è posto sullo stesso piano.
Nel calderone poi ci sono quelli che fungono da "cani pastore" che come certi satelliti dell'anello di Saturno attirano a se pezzi più piccoli come se li volessero far sottrare alla gravità del pianeta ma essendo gli stessi "cani pastore" uniti ad essa fanno sì che si distendano formando i vari anelli ma senza mai farli sfuggire ed infatti gli anelli sono lì e resistono da miliardi di anni.
Nel nostro caso chi sono i cani pastore? Il più noto è Beppe Grillo, per esempio, ma la stessa Billi seppure in modo minore o il tanto citato Bardi svolgono quella funzione.
Sì, lo so, non é cortese criticare la "padrona di casa" ma spero che ritenga più serio ed importante il sentirsi dire un'analisi della situazione che i soliti inutili complimenti fatti da chi la pensa come lei.
In tutti questi casi, la loro funzione è quella di dare motivi di discussione sempre piuttosto parziali e distorti e allo stesso tempo proponendo o appoggiando tesi del tutto indimostrate e pure soluzioni spesso illogiche, contando sul fatto che comunque la gente dimenticherà oppure manco se ne accorgerà troppo tesa a cercare conferme a ciò che pensa e non a pensare alle conferme.
E così, nel vasto oceano che internet, trovi siti su vari argomenti dove ognuno può continuare a pensare quel che già crede leggendo le varie notizie filtrate in maniera tale che i dubbi vengano fatti sparire. Occhio non vede...
Quanto alle rivolte degli anni 60-70 c'è da dire che in buona parte sono state delle vere e proprie manifestazioni criminali e quelle sì molto appoggiate dai business poichè un ventenne viziato spende molto di più di una famiglia stile anni '50 dove il "babbo mi compri" finiva già a 10 anni e si trattava di caramelle al massimo, mentre oggi il risultato è che se un ventenne non ha quel tipo di jeans visto in tv deve andare dallo psicologo.
Insomma, chi pensa bene del '68 non ha capito bene come sono andati i fatti, in fondo basta sapere da dove sono arrivati i "modelli di vita moderni" altro che Pasolini (che infatti dava degli iidoti ai figli di papà "rivoluzionari" appoggiando i figli dei poveracci costretti a fare i poliziotti).
una spiegazione moooolto più semplice alle rivoluzioni citate (aborto-divorzio-68): quella società era bigotta(aborto-divorzio), ed eravamo in piena guerra fredda (sconvolgimenti politici-br-gladio e 68). la società di oggi è anni luce avanti a quella, molto più libera e tollerante. Capace di accettare 5 milioni di immigrati in dieci anni senza alzare un sopracciglio (rimangono i fatti isolati: su 60 milioni di persone qualche razzista ci sarà pure, o sbaglio?). una società in cui puoi divorziare e risposarti, in cui puoi fare fondamentallmente quello che ti pare e la legge te lo consente. In cui 2 uomini possono camminare mano nella mano e baciarsi senza finire in galera e pure convivere. Nella nostra società non c'è bisogno delle rivoluzioni che, negli anni sessanta, erano solamente una richiesta di maggiori libertà. (e personalmente non credo che l'informazione sia annacquata o manipolata: esistono giornali e trasmissioni di parte ma quelli, come dice lei, sono sempre esistiti)
Spiegarlo a chi non conosce la vera natura di internet, il "com'e' fatta"... il "come funziona" realmente e su quali principi e' stata elaborata, non e' affatto semplice.
Io mi "connettevo" gia' diversi anni prima che internet prendesse forma. Ho 38 anni.... e le prime "connessioni" le facevo a 15!
All'epoca le BBS erano poche e la velocita' di trasmissione bassissima (2400 baud)!
Quel che posso dire in questa sede e' che, comunque, le informazioni inserite in internet non sempre hanno come obiettivo quello che possiamo intuire leggendole....
...Spesso la disinformazione agisce col tempo... e per vie a noi ignote. Ma agisce. Sempre!
Di casi eclatanti ce ne sono tanti...
Come sono tanti i falsi servizi e le false "migliorie" che internet ci ha regalato.
Certo... ce ne restiamo chiusi in casa (io in primis) con la facolta' di "vedere" tutti i nostri amici sparsi per il mondo....
....oppure possiamo giocare on-line... o anche lavorare a distanza....
...ma abbiamo perso quasi completamente la gioia che Madre Natura puo' regalarci con un bel tramonto... o un paesaggio.
Stiamo diventando sempre piu' delle "marionette"...
...e purtroppo il pensiero salta subito al film "Il mondo dei replicanti".
Chi lo ha visto non puo' che comprendere cio' che sto dicendo.
Cosa ti ha dato veramente internet?
Cosa ti sta facendo fare che prima non potevi fare?
Chattare? Al bar o in piazza lo si e' sempre fatto!
Lavorare? Sempre fatto!
Incontrato gente? Idem!
Giocato con altri? Idem!
Cercato informazioni? Idem... con il problema che ora fai la ricerca su google con i termini "frittata di patate" e ti escono fuori circa 91.400 risposte diverse!
Internet sta staturando la vera natura umana.
E a dirtelo e' uno che in internet ci e' cresciuto, ci ha lavorato, c'ha incontrato 2 ragazze della propria vita, c'ha trovato amici, il lavoro, informazioni e quant'altro!
Ma ora basta.
Quando e' troppo... e' troppo!
@61
Io non contesto affatto che ci si voglia controllare internet. Non contesto neanche che ci si stia provando con tutti i mezzi a farlo. Sarei cieco altrimenti. Quello che contesto è l'idea assurda che ci sia stata una pianificazione, della serie inventiamo internet perché così controlliamo quelli che non guardano la televisione.
Tornando al tentativo di controllo, ci stanno provando, ma la natura decentrata della Rete, la sua tecnologia, e il rumore enorme generato dalla massa di dati che passa attraverso i router rende la cosa più difficile di quanto sia mai avvenuto prima, per qualsiasi mezzo di comunicazione.
Per Giunone (come di ceva de andré), i dissidenti russi, quelli della Samisdat, comunicavano passandosi uno con l'altro copie ciclostilate in gran segreto!! Possiamo immaginare il confronto? Cosa avrebbero dato loro per avere a disposizione qualche cosa come Internet?
Il punto quindi è un altro, ovvero che cosa ce ne facciamo *noi* di questo strumento straordinario e unico nella storia delle comunicazioni umane?
È evidente che questo da solo non è sufficiente a generare quel rinnovamento sociale, politico ed economico di cui abbiamo disperatamente bisogno. Ma pensare che sia *a causa* di Internet che non si riesce a generare questo cambiamento, che dobbiamo chiuderci nuovamente nel nostro isolamento pre-rete, tornare alla stampa clandestina per fare qualche cosa di buono, implica che il problema sia il mezzo Internet piuttosto che noi stessi. E questa è una lettura completamente ribaltata della situazione, anzi di più, totalmente folle. Ovvero, a furia di guardare dietro le quinte, ci si perde lo spettacolo sul palcoscenico.
La verità è che i problema risiede nel nostro egoismo e codardia. I nostri discendenti pisceranno sulle nostre tombe, diranno di noi che eravamo ricchi e ci siamo mangiati tutto, che avevamo conoscenza ma abbiamo scelto l'ignoranza e la superstizione, che potevamo comunicare istantaneamente ma non avevamo nulla di buono da dirci.
@ tutti
la cosidetta libertà di "Internet" è una libertà che paghiamo a caro prezzo perché qualcuno, non dico il grande fratello, il grande vecchio, i cattivi, ma semplicemente un provider, sa esattamente quello che state scrivendo "pensando" voi in questo momento, da dove lo scrivete, quali siti visitate, cosa comprate online, ecc.
Internet è il più grande strumento di depotenziamento rivoluzionario, sia come strumento di "sfogo degli istinti" sia come strumento di controllo e/o prevenzione.
Il romanziere Philip Dick ci aveva visto lungo. Ecco come funziona Internet. In Facebook nascono, giustamente dico io, dei gruppi "Ammazziamo a martellate Berlusconi" ed ecco che il potere corre ai ripari,pianifica, controlla, rafforza la scorta, arresta, reprime.
Propongo una strategia. Usciamo da Internet, torniamo nella clandestinità, chiudiamo i nostri blog, nessuno commenti più niente! E riappariamo in massa all'improvviso per la rivoluzione, vera, quella sì.
Lo so, è solo una provovazione... ma forse no.
Tanto è vero che i potenti (chiesa e impero) non avevano nessuna intenzione di insegnare ai poveri a leggere e a scrivere. Se questo non era già controllo delle masse premeditato io sono topolino.
Scusami Carlo, ma nel momento in cui si inventa un mezzo di comunicazione tecnologico, come può il suo controllo non far gola a chi ha smania di potere? è non dirmi che i colossi economici mondiali non abbiano smania di potere. Guarda le televisioni. Guarda le compagnie telefoniche. l'informazione è una risorsa grandiosa, ma il suo controllo fa sbavare chiunque sia avido di potere. Il fatto che il controllo di un mezzo come internet non interessi a nessun avido maiale al mondo è una barzelletta
Oh god. Che mi tocca leggere.
Anche il telefono è stato inventato per controllare il popolo? E che dire della scrittura? Certo, inizialmente serviva alla burocrazia reale, ma poi hanno capito che diffondendola a tutti diventava uno splendido mezzo di propaganda! Anzi, ancora a monte: anche il linguaggio serve ai potenti per comandare la ggente, infatti è parecchio più facile farsi obbedire se i sottoposti sono in grado di capire gli ordini.
Tutte cose pianificate a tavolino come mezzo di controllo delle masse?
È proprio vero che a furia di guardare dietro le quinte, ci si perde quello che avviene sul palcoscenico.
Vedo che molti sono d'accordo con me...
Internet è uno dei tanti depotenziamenti della carica rivoluzionaria insita negli sfruttati.
Lo stesso Grillo, è una di queste valvole di sfogo, credo che la "V" del Vday stia proprio per "valvola" di sfogo. Si firma, si scende in piazza, si ascolta Travaglio, e si torna davanti al monitor.
Ci sono almeno 70 tipologie di depotenziamento, col tempo ve le descriverò.
Ma il nocciolo è sempre lo stesso, evidenziato nel commento 43, il fottuto individualismo di questa NON-società, di questa massa di individui l'un contro l'altro armati...
Questo è l'eterno dilemma è la tecnologia ad essere cattiva o l'uso che se ne fa?
Per me la tecnologia, e in questo caso internet, è uno strumento utilissimo per conoscere e comunicare ma non altrettanto efficace nel passaggio successivo: l'azione o la dimostrazione.
Un esempio, nel1994 quando ci fu l'alluvione in Piemonte vennero a scuola a chiederci chi era disposto a partire e andare a spalare o aiutare gli alluvionati. Oggi una cosa del genere sarebbe impensabile, al massimo si crea un numero 48540 dove mandare un'euro e la coscienza è a posto.
Vai su Facebook e trovi mille gruppi ben intenzionati: maltrattamento animali, pena di morte, nucleare...diventi fan fai numero e sei a posto con te stesso.
La conoscienza è alla base di tutto ma la re-azione è un altra: io posso sapere che qualcosa non va ma quante volte ci mettiamo la faccia e andiamo a protestare?
Personalmente sono rimasto impressionato da due eventi:
1) La battaglia vera e propria di Greenpeace contro le baleniere giapponesi. Vi rendete un attimo conto: una barca che segue le baleniere e fa la guerra tutti i giorni fino a venire speronata per poi affondare!!
2)Il NO BDAY è stato un caso unico e analizzato in tutto il mondo come raro esempio in cui la comunity sia riuscita effettivamente a trovarsi e reagire andando in piazza.
Onestamente penso che il problema non sia internet o tantomeno di complotti, il fatto e che siamo una comunity di individualisti! Questo è il problema, vogliamo fare parte di un gruppo ma agiamo solo nel nostro specifico interesse che ovviamente non è quello collettivo.
Detto questo penso che in un certo senso Bernard in questo avesse ragione: guardiamo dentro di noi e cerchiamo di essere meno individualisti poi (aggiungo io) usiamo anche internet per rendere il movimento più capillare possibile!!
il fatto che attraverso si conformi il popolo non implica comunque che si conformi nel modo in cui il potere desidera. Ma le proteste più forti, quelle che hanno avuto successo, godevano di una certa omogeneità nei fini e nei mezzi.
Le possibilità, le informazioni, e i modi della protesta diventano così vari con internet da far perdere la possibilità di conformazione della protesta. l'effetto è più di dispersione che di conformazione
bery caro, come puoi affermare che: "Internet e' nata solo ed esclusivamente per CONFORMARE il popolo.."
google è governato dall'algoritmo, certo, ma basterebbe che gli umani usassero un poco i neuroni per valutare le informazioni ricevute...
Giudicare dal casino che sta emergendo dai vari commenti, il post ha sortito gli effetti desiderati. Brava Deb... sottoscrivo in pieno il tuo pensiero.
E come dico sempre in queste occasioni, ricordatevi che Internet e' nata solo ed esclusivamente per CONFORMARE il popolo... Per "controllarlo" e indurlo ad un comportamento UNIFORMATO alle aspettative di chi ci COMANDA TUTTI. Non e' un mezzo di comunicazione o telepresenza o quel che e'... serve solo a CONDIZIONARE la mente della gente. E fa cio' che la TV non riesce a fare in chi non l'ha mai amata... ovvero noi "giovani" (dentro).
Escludo che Internet sia stato pensato per le ragioni che sostiene Barnard. Penso che vi sia un mutamento sociale e antropologico rispetto ad alcuni decenni fa, e avendo trascorso la mia adolescenza nei "dorati anni Ottanta" me ne posso accorgere.
P.s. mi sono permesso di aggiungere il link a questo blog nel mio spazio da me qui segnalato. Se vi sono controindicazioni al riguardo lo tolgo.
ragazzi non c'è dubbio che se non vi piace il post potete cambiare blog, non vi obbliga nessuno nè a leggere nè a scrivere.
A torto o a ragione, Barnard ci sbatte in faccia una realtà a cui dobbiamo fare attenzione, ovvero che ora come ora non stiamo andando molto lontani, rispetto alla concentrazione di potere delle èlites che pare inarrestabile. Prego iddio che nessuno si rinchiuda in casa a piangere, ma una riflessione e un confronto su questo tema mi sembra necessaria.
ps. Michele, guarda che abbiamo combattuto per il divorzio e per l'aborto proprio per le tante disgrazie famigliari. se tu non le hai vissute buon per te.
Come in ogni cosa ci vuole un briciolo di consapevolezza e intelligenza per poter usare al meglio.
In Natura non esistono problemi. Lei se ne fotte e se li fotte gli Umani. I Problemi esistono solo nella mente umana e solo nella mente umana si risolvono.
Basta!!! che palle... sempre la solita retorica, prima si stava meglio, adesso fa schifo.... Tutte balle!!!!! Ogni periodo è bello e brutto. Sono solo ridicole cagate scrivere e pensare che prima si stava meglio!!!! Il passato è passato e va visto da passato punto. Oggi è il presente!!!
ps. non ritengo il divorzio e l'aborto una conquista dell'umanità, anzi.... la causa di tante disgrazie familiari.
@49
Parla per te. Io ritengo che la qualità di questo post non faccia scendere di certo la media. Anzi. Il tema sollevato è molto importante. Barnard in questo è del tutto marginale.
Scusa tanto Debora ma le GIUSTE critiche non vertevano sul fatto che non hai pubblicato un post sul petrolio ma sulla qualità del post che lascia piuttosto a desiderare. Hai usato tanto livore contro un povero pinco pallino qualunque da riuscire a farlo diventare quasi simpatico. Ti ha infastidito il fatto che dice che "le donne sono tutte puttane"? Beh, sicuramente adesso che lo hai "punito" non lo pensa più, vero?
Il blog è tuo e ci fai quello che vuoi? Se il contratto con blogosfere dice questo...
@ 40: sfoltire?? seeeeee... voglio vedè...
Internet e' cosi' vasto che per cercare qualcosa serve un motore di ricerca.Digitate la parola ed ecco che magicamente spuntano i link.Sapreste darmi piu' notizie di quante ne abbia io su quanto possa essere dannoso per l'ambiente l'hydraulic fracturing?Certo, passando per Google.Voi non decidete cosa debba spuntare dalla ricerca su Google, e' l'algoritmo che decide.E chi decide per l'algoritmo?In Cina avrebbero molto da raccontarvi su questa storia.Cosa c'entra tutto questo con Barnard?Chiedetelo a Google.
@40
Infatti io ho scritto dispiaciuto, non vengo certo a dirti di cosa e chi devi scrivere.
Incredibili ste donne, si offendono sempre
Forse il problema di internet è che c'è troppo. Io che con l'informazione ci lavoro a volte mi trovo a pensare: e che cavolo troppa roba, datemi un filtro! Qualcuno che selziona per me il meglio. Forse per questo l'unico settimanale che leggo è Internazionale.
Il web può essere un amplificatore e un coordinatore d'intenzioni, ma difficilmente rafforza la volontà di chi lo usa.Il web è intrinsecamente ipnotico, sebbene in modo diverso dalla televisione.
Il mondo reale richiede però un diverso stato di coscienza che implica la percezione del qui ed ora, dell'attimo fuggente che non si ripeterà mai più uguale.Nel mondo fisico occorrono astuzia e coraggio applicati in un modo diverso.Il web rende le persone ingannevolmente onnipotenti, ma il salto fra l'azione concepita nel web e quella poi vissuta nella realtà è legato alla consapevolezza e alla volontà dell'individuo.
In due parole, se sei rivoluzionario, lo sarai anche con il web, ma se sei un pusillanime non è con il web che puoi diventare un Alessandro Magno.
E poi, il web è ancora giovane, tra dieci anni potremo cominciare a tirare le somme sulla sua influenza nell'etologia umana.E' la prima volta, forse, che nella storia umana abbiamo la possibilità di creare un organismo, il web, che ha la potenziale complessità della stessa mente umana.E questo lo rende simile ad uno specchio magico in grado di rispondere alle domande sulla nostra profonda natura.Ciò rende il web anche inevitabilmente pericoloso in misura estrema, ma è impossibile averne i vantaggi senza alcun inconveniente.
Tanto per fare un esempio solo il web permette lo sviluppo della biochimica computazionale, ricerca di frontiera dagli esiti altamente imprevedibili.Per non parlare della ricerca di vita extraterrestre con il progetto SETI.Che poi la natura umana sia in grado di gestire solo qualche dozzina di rapporti personali profondi mentre facebook crei l'illusione di creare migliaia di amicizie, mostra quanto la gente, ovvero ciascuno di noi ami indugiare nelle fantasticherie invece che agire nella realtà.
Per concludere temporaneamente, mi pare che questo Paolo Barnard se la voglia cavare con qualche dichiarazione pirotecnica, che può incantare il bimbetto che non s'è mai affacciato ad un balcone la sera di capodanno. Finiti i bagliori, la notte va di nuovo rischiarata con la torcia dell'intelligenza.
Marco Sclarandis.
Barnard, Piambal, Ciocabum, Pittolem e tantissimi altri hanno colto nel segno. Sai che notizia.
Che la "tele informazione" di Internet rincoglionisca come la "tele visione" catodica, non c'è dubbio
Che ciò sia un complotto, mah... non è così importante e comunque è tutto da dimostrare.
Il vero nocciolo della questione è che oggi siamo tutti, e dico tutti, nessuno escluso, larve denaro dipendenti, incarognite contro il prossimo, incapaci di vivere nella realtà, con gli altri, per gli altri, per il benessere comune.
Oggi ognuno fa per sé, il senso di essere comunità, di essere gruppo, di essere anche banda armata organizzata e sostenuta da milioni di persone, è morto.
Oggi si è in funzione del denaro, siamo delle macchine caca denaro.
Il vero complotto, se ce n'è uno, è quello di chi ha fondato questa società incardinandola sul sistema monetario, sul denaro, su quei merdosi pezzettini di carta con le facce a culo stampate sopra per i quali siamo tutti pronti a calare giù le brache... Barnard compreso.
Gli intellettuali russi non si sono chiusi in una stanza a piagere, loro. E internet lì consisteva nel fare copie ciclostilate da diffondere col velocissimo protocollo PPP (Print, Pass-it and Pray).
« "E non aspettavamo una vittoria, non ci poteva essere la minima speranza di vittoria. Ma ognuno voleva avere il diritto di dire ai propri figli: "Io ho fatto tutto quello che ho potuto." »
Vladimir Konstantinovič Bukovsky, "Il vento va e poi ritorna"
...Analisi semplice semplice : una volta si trattava di decidere come ridistribuire le risorse aggiuntive, oggi invece si tratta di decidere dove tagliare, e poi destinare alle rinnovabili: nessuno ci fà a corse , visto che quasi tutti abbiamo i nostri scheletri nell'armadio ( Parente assunto nell'università di provincia od altro ente pubblico da sopprimere, o semplicemnte la nonna da 30 anni in pensione propritaria di casa pur non avendo mai lavorato, quanto oggi, tanti giovani lavoratori, non possono godere della stessa privacy )
Ragazzi, scusate, ma mi tocca ricordare che questo è il mio blog e non sta scritto da nessuna parte che devo parlare obbligatoriamente di petrolio tutti i santi giorni che Dio manda in Terra.
Anzi, mi sa che per un po' non ne parlo per niente, così sfoltiamo...
>:-(
nel web ognuno legge quel che vuole leggere... il grosso della fetta finisce fra pornografia e cazzate. ed e' altamente di nicchia... nemmeno noi che ci lavoriamo riusciamo a comprenderlo. si possono fare cose straordinarie ma se non sai non trovi. non x niente il settore + quotato oggi e' il quaternario, la pura informazione.
...non è arrivato il post precedente lo rimando.
Detto questo, Debora sono un po' dispiaciuto dal fatto che hai dedicato un post su Petrolio, UNO DEI MIEI BLOG PREFERITI, per rispondere ai deliri di un personaggio del genere.
Quoto al 100%
Debora questa volta mi sa che Antonio (#22) non sbaglia di molto, mi hai fatto venire perfino la nostalgia di Surak, figurati un po'.
LA coerenza di barnard rasenta quella dei leghisticieloduristi. Cominciasse lui a chiudersi in casa a piangere e la smettesse di scrivere cazzate.
Due articoli su 3 sono contro Travaglio e Grillo, una volta ha pubblicato la sua corrispondenza email con Travaglio, questo fa capire che personaggio è. Fuori di testa, da quando la Gabanelli l'ha licenziato ha sbroccato e non si è più ripreso.
Rimane mitico il suo post dove dice che se gli uomini vanno con le prostitute è colpa delle donne che non gliela mollano: mi sono fatto delle grasse risate! :D Di solito quelli che la pensano così sono gli sfigati che con le donne non ci sanno fare per niente e riversano la propria frustrazione sulle donne.
Detto questo, Debora sono un po' dispiaciuto dal fatto che hai dedicato un post su Petrolio, UNO DEI MIEI BLOG PREFERITI, per rispondere ai deliri di un personaggio del genere.
Indifferenza, indifferenza.... e ancora indifferenza. Così gli fai pubblicità, perchè non importa se male o bene, l'importante è parlarne
credo che la cosa di andare a piangere a casa sia dettata da un momento di sconforto... ha sempre detto l'esatto contrario cioè di combattere per i propri diritti senza aspettare i capopopolo di turno che parlano e non agiscono mai. d'altraparte la piega supercomplottista lascia di stucco anche me... che sono molto complottista.
richicit, no, non è per questo. E' vero che molti di noi sono incollati alla sedia (non tutti!), ma una spiegazione ho tentato di offrirla nel post.
Per informarsi su Internet occorre un alto grado di alfabetizzazione. Occorre aver voglia di leggere pagine e pagine di testi, saper incrociare i links, saper verificare la veridicità di ciò che si legge, e spesso sono argomenti ostici: dalla geologia all'economia alla politica internazionale. Quanti sanno farlo? Pochi. E se l'informazione tradizionale, a cui tutti gli altri si rivolgono, offre soltanto frottole e culi al vento il risultato è una maggioranza addormentata.
Non esiste più un'informazione corretta e adeguata al fruitore. Una volta il professore leggeva saggi, lo studente Lotta Continua e l'operaio aveva il sindacato che informava bene. C'era poi un dibattito culturale nel Paese che coinvolgeva tutti, e a cui persino i politici non si sottraevano. Oggi, o sai seguire Internet, o c'è il deserto. E non si può pretendere che chi scrive Internet sia costretto anche a rivestire tutti gli altri ruoli ormai mancanti nella società civile e nell'informazione, è fisicamente impossibile, oltre che ingiusto...
sono d'accordo Debora, anch'io credo che abbia esagerato. Ma al di là di questa esagerazione Barnard non ha tutti i torti nel dire che la l'azione civile funzionava meglio prima del web, a guardare i risultati. questo non vuol dire che il web ne sia il responsabile. Ma è certo che da attivisti non stiamo creando coscienza al di fuori dei nostri siti. Ed è per questo che al di fuori di noi "drogati di post" la popolazione è incapace di reagire in maniera forte.
richicit, Barnard non ha suggerito di uscire e andare a risvegliare la sopita coscienza del fruttivendolo. Ha suggerito di chiudersi a casa a piangere sui nostri fallimenti e sulla vittoria definitiva del Potere. A me questo approccio non garba, e se proprio vogliamo fare i complottisti, non mi piace neanche certo disfattismo di principio...
Barnard è un provocatore, a volte la spara grossa, ma è un ottimo conoscitore della storia contemporanea, e riesce a mettere in primo piano concetti semplici di cui spesso ci dimentichiamo (consiglio http://www.paolobarnard.info/intervento_mostra_go.php?id=42 ).
è vero, noi siamo qui che discutiamo di molti argomenti importanti grazie al web, siamo tutte persone che hanno cari gli argomenti della lotta al potere e alla soluzione di macroproblemi che appaiono impossibili da risolvere. ma forse non sarebbe meglio che anzichè parlare tra noi non ne riuscissimo a parlare con quel 90% della popolazione che se ne frega? Forse questo prima del web era una possibilità che oggi ci precludiamo.
Nei monitor che abbiamo davanti mentre scriviamo c'è LSD, che ci viene somministrato inconsapevolmente mentre respiriamo affannati per dire la nostra.
E' il progetto MK-PIRLA della CIA.
ho visto qualche video di barnard (ecco come morimmo) e mi ha impressionato positivamente. Poi ho letto l'articolo che citi e critichi.
Beh.. quello che critichi tu ne e' solamente la conclusione, che io leggo come un invito alla riflessione. Una provocazione. Il web e' utile per l'informazione ma e' evidente che informazione = cambiamento e' un paradigma un po' vecchiotto. Ci vuole anche qualche altro ingrediente, che Barnard ci invita a cercare da noi stessi.
O almeno questo e' quello che ci leggo io.
(complottismo estremo)
barnard è un agente della CIA, pagato per denigrare la rete
:-)
brezzarossa,
"ma perchè nonostante noi (della rete) il sistema è ancora in piedi? Quando è che cade? Perchè non cade?"
LOL mi sa che hai ragione!!
antonio,
i tuoi commenti cominciano sempre con "post sconclusionato." "post inutile." "post scorretto."
Attendo con trepidazione la pagella del primo quadrimestre...
:D
A)Quindi internet è buono o inganna la gente?
B)Alle prossime elezioni vincerennno le merde o gli stronzi?(pare che dipenda da come di alleeranno questa volta le cacche che in alcune regioni faranno coalizione con le merde ,in altre invece con gli stronzi).
C)Ti senti spiato?
faccio notare che siamo un manipolo di estranei che si scambiano libere opinioni in tempo reale, modalità impensabile pochi anni fa. Se mio marito torna a casa - sai com'è, deb, io sono malata, lui è in un ufficio di femmine e si sa, le donne sono tutte puttane - gli parlerò di questo scambio e gli proporrò di scrivere un articolo a 4 mani su internet e potere. E' una scusa per saccheggiarlo, visto che è un geek. Lui mi fornirà una serie di preziose informazioni che riproporrò nel prossimo dibattito in redazione. Nonostante l'aria di sufficienza, qualcuno raccoglierà quelle osservazioni e le farà circolare. Arriveranno all'orecchio di qualcuno più affamato di noi e, quando l'inevitabile blackout globale ci avrà impedito di accedere agli erogatori automatici di merendine con cui il Potere droga i nostri corpi, nelle pause in cui ci stacchiamo dai computer con cui il Potere narcotizza le nostre menti, quel giovane affamato tradurrà la teoria in azione e la rivolta scoppierà. Il Potere traccerà tutto il percorso, e noi saremo additati dalla propaganda ufficiale, o da ciò che ne resta, come i mandanti morali del cataclisma che ne seguirà. Qualcuno di noi prenderà le distanze, altri saranno già espatriati, altri ancora abiureranno. Ma la Billi non cederà, faro di resistenza. E cque, per allora la propaganda ufficiale sarà un cenacolo di pochi sessantenni sprovvisti di ISlate.
Secondo me internet è l'equivalente tecnologico delle "pasquinate" della roma papalina. Uno sconosciuto appendeva un cartello con frasi di provocazione e accusa restando nell'anonimato ma facendosi allo stesso tempo portavoce del malcontento popolare. Ci vuole ben altro per creare le rivoluzioni, ciò non toglie che internet sia utile per trasmettere notizie poco divulgate e far conoscere le proprie idee o consigli, comunque non mi pare poco.
Post sconclusionato in risposta ad un post sconclusionato. E' sempre colpa dell'altro: il potere, la stampa, internet, la tav, BeppeGrillo. Noi siamo meglio di loro, o e' il contrario? Ma poi chi sono loro? Sotto al prossimo dito e occhio alla luna.
Carissima Debora
La riflessione è corretta, credo: rispetto a 30-40 anni fa l'informazione si è trasformata in un' onnivora, rassicurante e placida propaganda. Il dissenso, l'originalità e spesso anche la verità sono diventate note stonate, fastidiose, superflue. Allora erano invece di moda.
Oggi, grazie a internet, le cose stanno cambiando: io sono ottimista e mi sembra che qualche risultato stia già emergendo. Certo ci vorrà del tempo, ancora molto temo, ed è inutile illudersi: la superficialità è molto rassicurante.
Barnard è il classico sfigato che quando cominci ad avere speranze ti umilia con presuntuosi distinguo: una primadonna isterica che non vale tutti questi commenti.
Apprezzo molto il tuo blog, che riesce ad essere sempre interessante.
Sono convinto che Barnard sia affetto da un tormento del genere: ma perchè nonostante noi (della rete) il sistema è ancora in piedi? Quando è che cade? Perchè non cade? Lo scoramento di una persona che vorrebbe tanto che le cose cambiassero. Purtroppo i nostri desideri non sempre si trasformano in realtà ed il perché deve essere compreso, parte da qui tutto il resto.
Saluti a tutti
Io invece credo, e l'ho sempre pensato, che sto Barnard abbia ragione, in buona parte. Certo, togliendo le sue iperboli...
Non credo che ci sia un piano dei Cattivi e che il Web sia stato creato per "toglierci le palle"... e neanche che la soluzione sia di "chiudersi in casa a piangere", tutt'altro, semmai bisognerebbe uscire di casa e tornare al dialogo "in presenza".
Però è vero, secondo me, che l'esplosione del web, con tutti i blog, socialnet, ecc., ha decretato la definitiva vittoria di esso, al posto di TV e giornali, come mezzo narcotizzante di massa. Basti pensare a FB.
Quanto alla presunta maggiore diffusione, grazie al Web, di notizie e di informazioni utili, faccio semplicemente notare che non serve maggiore informazione se non si è in grado di discernere quali sono i dati veramente utili e veri, e poi di utilizzare questi ultimi. E' la nota questione del rapporto segnale/rumore nei flussi di informazioni.
Infine, sulle rivoluzioni, vorrei cavarmela con una citazione: "Le barricate in piazza le fai per conto della borghesia, che crea falsi miti di progresso...", :-)
però aggiungo che certamente non si fanno se si ha la pancia piena, ma sicuramente non si faranno MAI stando seduti dietro un monitor.
Pero' é vero che internet é anche uno sfogatoio per frustrati; molti fanno la voce grossa nei commenti dei blog ma poi se si tratta di scrivere una lettera di protesta firmando con nome e cognome si tirano indietro.
La gente (anzi a' ggggente... :-D ) non scende in strada perché ha ancora la pancia piena, chi per la paghetta dei genitori, chi per quella dei nonni; inoltre in questo momento manca una "ideologia di riferimento" come poteva esserci negli anni 60/70 quando molti avevano ancora delle illusioni; oggidì le illusioni sono sfumate ed in cambio vige ovunque una totale assenza di progetti.
Chi non ha mai fregato lo stato italiano scagli la prima molotov.
Definire Internet in termini complottistici rimanda alla scarsa preparazione generale del figuro. Le temperie storiche nelle quali si deve calare l'origine del protocollo Internet non sono di facile lettura, mi limito a dire che sono distanti dalla realtà attuale molto più di quanto lasci pensare la cronologia; alcune indicazioni generali comunque dovrebbero essere note, almeno sul piano dei dogmi originari, come la natura non gerarchica del nodi della rete, il suo essere autonomo dal piano della trasmissione fisica, etc etc. Queste informazioni di base potrebbero aiutare il ragionamento, in mancanza diventa difficile dire cose sensate.
Tutti, ad iniziare dagli stessi fautori, sono stati sorpresi dalle capacità dimostrate da questo protocollo, è una costante che l'evoluzione tecnologica dell'uomo sopravanzi la capacità di comprenderne la portata.
Anche dall'osservatorio privilegiato della fantascienza i prodromi di Internet non erano stati immaginati per quello che potevano essere, come è invece stato per altre tecnologie, che almeno nell'immaginifico erano state oggetto di approfondite elaborazioni.
@13
Debora, come ho scritto prima, questa é una società di fine impero, ben diversa da quella del '68. E poi allora la TV e l'informazione non erano così palesemente specializzate nel narcotizzarci e disinformarci.
L'unica molla, a parer mio, oggi in grado di far scoppiare la "rivoluzione" é lo stomaco mezzo vuoto.
E poi lo vedi anche tu che "nun se move 'na foglia", no?
grazie
non so se tutto ciò sia involontaria pubblicità a barnard, di cui vorrei avere il tempo di leggere di più (mi pare che spesso abbia punti di vista interessanti)
non ho capito: secondo lui saremmo più "rivoluzionari" se meno informati?
aggiungo solo che con tante piccole azioni possiamo cambiare il mondo ! (vuoi cambiare il mondo? comincia dal caffè, - diceva una reclame di ctm altromercato)
Ragazzi, però, la storia che "la rivoluzione la fa chi ha la fame nera" non sta proprio più in piedi. Nel '68, è scoppiato un casino mondiale da Washington a Parigi a Roma e tutti avevano la pancia ben piena.
Cominciò con le proteste per il Vietnam: anche oggi i soldati tornano a casa dentro le buste, ma nessuno fa una piega. E' questo che dovremmo discutere. Io la mia idea l'ho espressa...
Sabrina, grazie del tuo intervento.
Gaspar, lo so, lo so! Finora avevo resistito, ma confesso che mi ha più infastidito stavolta di quando diceva che le donne son tutte puttane! :D E' che sono una che "ce crede"...
Sono diuturnamente sorpreso dal credito che riesce a riscuotere Barnard. Quando andavo al liceo una scritta compariva nel delirio grafico di un marmoreo muro istituzionale: "Dio non ha creato nulla di inutile, ma Fanfani e le mosche ...". A distanza, per Fanfani ho maturato una certa stima, malgrado la sua storia dell'Economia sia un'opera mediocre, oggi si potrebbe scrivere ma Barnard e le mosche ...
leggo da tanto ma non ho mai commentato. questa volta pero' mi tocca. se internet e' stato pensato per imbambolare la gente ho paura che gli ideatori se ne stiano proprio pentendo. mi viene in mente il caso aldrovandi, per esempio. il problema grosso e' che quando si sta bene non si pensa a far rivoluzioni. cio' che temo e' che un giorno, quando scoppiera' il tumulto, e scoppiera', in molti rimpiangeranno la ghigliottina.
Internet è bella proprio perché tutti possono dire tutto e nessuno ha l'obbligo di niente. Ma una regola esiste, una sola, fondamentale: never feed the troll.
A proposito di favole, che con ogni probabilità nei prossimi giorni racconteranno media e quotidiani, approfitto nuovamente del blog - perdonami Debora, ma è per una buona causa - per un link che diffonde notizie sul campo:
"mai come oggi la popolazione è stata profondamente divisa tra chi ha un'idea di come va il mondo e chi invece crede ciecamente alle favole"
parole sante...
Proprio la discussione che si faceva ieri in redazione: io sulle tue posizioni, metà dei colleghi che mi guardavano con sorrisi di compatimento. La loro versione: la rete è un'altra, più subdola, manifestazione dei Potere, e chi ci crede è un illuso e un idiota. Sottotesto: non c'è altro che il Potere, e chi fallisce l'assalto al Potere non esiste. E io che sempre più debolmente cercavo di spiegare che la rete è un'ALTRA COSA, quello che un tempo si poteva chiamare un ALTRO PARADIGMA, forse una via di liberazione da quella ossessione sessantottina. Che l'informazione, la politica e la cultura in rete siano sempre più separate dalle omologhe "reali", che le strade siano per il momento parallele e che si vadano distaccando sempre più, e soprattutto che l'informazione "di qualità" non abbia gli strumenti, l'interesse e l'età mentale per capire cosa succede in rete. Mi pare anche che la rete provi repulsione per la politica com'è praticata, disgusto per l'informazione ufficiale, disinteresse per la cultura mainstream e che questo si traduca in un distacco che è facile scambiare per impotenza. E mi chiedo cosa accadrà, se sarà la rete a dover fare i conti con il vecchio mondo, il vecchio mondo a svecchiarsi o se, semplicemente e fra più tempo, i dinosauri si estingueranno naturalmente e noi potremo finalmente riciclare le macerie ricominciare tutto da capo.
Ma chi e' Barnard?
Ma chi se ne impipa di uno sconosciuto?
O forse lo conoscete (io non lo conosco ripeto)... Perche' e' su internet? Questo qui "chiagne e fotte", come direbbero a Napoli, e da tipi come lui non mi faccio insegnare nemmeno come si mettono i calzini.
Se andate sul blog di Ugo Bardi, si para di meme e ipernormazione delle societa', e di opposizione ai cambiamenti. Nelle risposte e' linkato un documento molto, molto interessante .
IN termini analoghi, il web e' un meme dalla potenzialita' devastante per i cambiamenti, che e' riuscito a sfuggire al sistema immunitario memetico ed a installarsi in pianta stabile.
Ora, che questo Barnard (chiunque egli sia) si lamenti perche' non vede gente che corre in piazza per cambiare le storture che vede solo grazie alla rete, invece di stare a fare discorsi da osteria in un bar e fischiare dietro alle donne (se lo fa) in perfetta ingnoranza del mondo, mi fa davvero ridere a crepapelle.
Le rivoluzioni del passato ( e anche solo le grosse manifestazioni) sono nate da condizioni ben piu' gravi e diffuse, e locali, di quelle che sperimentiamo oggi.
Va a farti un bicchierino, Barnard dei miei stivali.
Saluti
Debora, mi spiace dirlo ma la penso come Barnard, anzi è da tempo ormai che mi frulla in mente questa teoria che la rete non è la base di partenza adatta per una rivoluzione. Sono stato da sempre un fedele seguace del Beppe nazionale. Ho firmato, sono sceso in piazza ma poi alla fine dei giochi sono sempre tornato su internet. Ad un tratto mi sono reso conto di come tutti ormai ci siamo abituati ad utilizzare internet. Per arrabbiarci, fare severi commenti di protesta sui blog, pagine di satira e smorfie di sdegno dopo aver appreso determinate informazioni che ai telegiornali non passano. Ma poi? Poi una volta sfogati dopo aver commentato con tutta la foga che abbiamo in corpo l'ultima notizia che ci è stata passata sotto banco dal nostro pusher di informazioni di turno, torniamo a dormire sonni tranquilli in attesa della catastrofe, invecchiando dietro ai nostri luminosi schermi seduti sulle nostre comode sedie. Per anni mi sono convinto che la rivoluzione poteva passare anche dal web, col tempo poi ho capito con il web non si scalfisce neanche un panetto di burro.
Paolo Barnard ha un po' di fisime mentali complottistiche in cui si perde.
Se nessuno si solleva é perché la quota di coloro che hanno la pancia mezza vuota non ha ancora raggiunto il numero critico, superato il quale iniziano moti di piazza spontanei.
Nel frattempo continuiamo ad informarci intelligentemente sul web( una minoranza rispetto a chi non naviga o chi usa internet per tutt'altro) a stomaco pieno, con una occupazione stabile o anche precaria(ma che assicuri il "mensile").
Al potere fa paura solo una cosa, la disoccupazione di massa reale, quella che innesca la rabbia sociale e che indurrebbe grandi masse di persone a scendere per strada quotidianamente a manifestare "più o meno" pacificamente.
Una cosa é evidente, il tempo dei grandi ideali é tramontato definitivamente, mentre dilagano corruzione ed indifferenza etica e morale, e questo é un altro segno distintivo di una società di fine impero.
Dopo potrebbe seguire l'inferno sociale o un pacifico instradamento nella decrescita, ma in Italia le condizioni odierne depongono fortemente per la prima ipotesi :-(...
Grazie Debora, per seguire i dettami di Barnard - ma è lo stesso che piangeva come un vitello contro la Gabanelli e Travaglio rei, secondo lui, di avergli reso la vita impossibile ? - commento il meno possibile, lasciando solo questo link
Chi vuole altre notizie su quanto accade da queste parti potrà attingerle dal sito, sicuramente non dai 'giornalisti' servi delle varie testate nazionali
Forse barnard si dimentica una cosa importantissima:
la rivoluzione non viene mai dal basso ma da una parte della media borghesia: e questo la storia lo insegna. Per fare una rivoluzione ci vogliono i mezzi adatti di propaganda e mezzi materiali, persone giuste nel posto giusto che al momento deciso svolgono il loro compito.
Purtroppo per Barnard e per noi la borghesia media non esiste piu' ed e' questo il vero nocciolo della questione,. Non essendoci piu' manca la lotta per il potere tra quelli che ce l'hanno e quelli che lo vorrebbero. al popolino, essendo tale, umile e non agognante di potere non gliene puo' fregare di meno di fare la rivoluzione...a meno che non manchi il pane ed il companatico sulla tavola.
Adesso ci sono tre famiglie su dieci che non arrivano a fine mes, quando saranno sei su 10 allora queste sei andranno dalle quattro e si faranno dare quel che le spetta...e saranno guai seri.
alle 23:20
Calancea mihai
"Stare chiusi in casa a piangere.".????? P.B. Non a detto questo.Invece " ritiriamoci nelle nostre case e chiediamoci fino a piangere" e un altra cosa. Comunque ,e la fine.Gente complicata che non riesce a capire il senso di una frase semplice.