Uno sguardo dal picco
Un commentatore dell'articolo precedente ha riassunto perfettamente la mia visione del futuro energetico italiano (nucleare -forse- a parte...).
Noi italiani consumiamo LA META' dell'energia di un americano medio, diamine, se tutti loro si uniformassero al nostro stile di vita il pianeta di blocco guadagnerebbe decenni di salute in più! E sono sicuro che pure noi vivremmo molto bene, meglio, anche con metà dell'energia che usiamo, solo sprecandola meno. Ma non senza energia del tutto tranne quel po' di idroelettrico che ci ha regalato madre natura, che tutto il resto oggi viene da fuori. Idroelettrico, solare specie al sud (quello che c'è oggi, non quello fantascientifico che magari forse avremo tra venti anni...), quel po' di eolico che si riesce a rimediare nel nostro non ventoso paese, gli scampoli di idrocarburi che comunque riusciremo a trovare sul mercato, un qualche percento di nucleare che giri sempre pure nelle buie e poco ventose notti invernali...beh se condito con un sano risparmio energetico ci farebbe sopravvivere alla grande anche al peggiore dopopicco...spero!
Diamine, tra l'andare a piedi spingendo sotto la neve il carretto con le nostre masserizie e andare a 150 km/h con un SUV da due tonnellate che brucia nell'aria un litro di benzina ogni 5 chilometri ci sono centomila vie di mezzo, no?
Non mi pare di dover aggiungere altro. Grazie pilotaDD.
e sarebbe ora che se ne tornassero in usa, qui siamo già maledettamente in troppi, fuori gli invasori!
e qui a vicenza l'esercito usa si sta facendo la base più grande d'europa , dove oltre all'acqua potabile ciucceranno anche quella calda (alla faccia delle terme euganee che pescano dalla stessa falda) e grazie a questi scavi alcuni edifici della città hanno iniziato a scricchiolare e creparsi ...ma tanto i mericani porta schei!!!Inoltre visto il gelo che attanaglia il centro nord europa, adesso ho capito perchè hanno fretta di scappare dalle basi tedesche!! ciao debora e complimenti sempre.
@19 attenzione alla geotermia in zone sismiche. in svizzera la geotermia ha causato un terremoto (dalle parti di zurigo).
@4, 7 pur capendo le motivazioni dei pro-nuke, continuo ad essere scettica, perchè oltre al problema delle scorie, del consumo di acqua e della contaminazione di terreni e falde idriche, vedo anche le stesse difficoltà che riguardano il petrolio e il gas: riserve di uranio in calo, problemi futuri di trasporto, nonchè un rapporto eroei sempre più negativo.
@19
Giusto, un mix di tutte le fonti energetiche rinnovabili esistenti ed un uso coerente e senza sprechi dei fossili sarebbe la soluzione opportuna per decrescere dolcemente.
Quindi niente bufala nucleare, dell'idrogeno e del carbone "pulito".
Ma con questa classe politica la decrescita(già blandamente iniziata) sarà senza dubbio sempre più dolorosa...
La Geotermia avanzata, (Egs, Enhanced Geothermal Systems) può essere la principale rivoluzione energetica rinnovabile, e di lungo periodo, per l'Italia.
Oltre al solare....
http://blogs.it/0100206/categories/peak/2007/02/22.html#a6464OT dollaro, barile, estinzione del ceto medio
Visto che la neve mi sommerge e dove sto ora tutto è ancora bloccato dal gelo, volevo condividere qualche spunto e prendere il poco tempo di una riflessione.
Dollaro record di debolezza (3 settimane contro Euro e record su 12 mesi contro Yuan) e coincidente record del barile degli ultimi 15 mesi. Siamo ancora una volta ai fondamentali, il mercato è tornato razionale, ma non è che c'è da stare troppo allegri: con questo trend vedremo i 100$/b in primavera.
Ed ancora mi viene da parafrasare l'atteggiamento filosofico di Bakhtiari sul picco ed il prezzo; ovvero che per quel che è il prezzo del barile e viste le energie e le componenti multiple in gioco, attorno e dopo il picco bisogna immaginare una pentola vicino al punto di ebollizione, l'acqua sembra ferma eppure basta un pochino di energia in più immessa nel sistema (ad esempio una temperatura media inferiore di 3°C, ed in contemporanea, in almeno 5 paesi OCSE, oppure il dollaro che ha una caduta lieve ma protratta sullo Yuan per 50 settimane, una decina di comunicati stampa caustici di un paese produttore etc) e voilà si avverte subito "l'ebollizione" del sistema con fiammata dei prezzi e il carosello di licenziamenti, fallimenti, inflazione che ricomincia (se mai si fosse davvero fermato) qui e là.
Allora mentre pian piano ci si abitua ai 70$/b, si arriva in meno di un mese agli 85$/b ed effettivamente il mondo sembra crollare di nuovo. Poi stessa storia, l'acqua da bollente smette di fare le bolle dopo aver dissipato l'energia in distruzione del capitale e del lavoro, ma è ancora vicina al punto di ebollizione e la prossima piccola news negativa rifarà crollare il castello di carte di nuovo...
Deve esserci, da qualche parte, un manuale che spiega come CONVIVERE con questi su e giù che prima di far male alla salute, stanno facendo estinguere una classe media che dagli anni '90 non stava già molto bene. I saggisti Gaggi e Narduzzi non oltre dieci anni fa, ipnotizzati da un relativo basso costo della vita e di materie prime e simili, parlavano di una società (anche italiana) destinata ad un futuro low-cost, dove sarebbe il basso ceto finalmente ad appropiarsi dei "privilegi" della classe media, mentre il ceto "alto" continuava a sterminarsi per arrivare in alto alle piramidi, rigettando nel ceto medio delle famiglie "rifiuto". Quello a cui stiamo assistendo con una crisi inflattiva "bianca" (da sparizione del reddito a partire dal fondo della piramide) invece è l'evaporazione rapida del ceto medio, assieme ai "poveri" che aveva attaccati alla cintola... Mentre il ceto "alto" sta assorbendo da sublimazione gassosa alcune famiglie del ceto medio incattivite ed arricchite da alcuni recenti redditi di posizione, soprattutto affitti e riqualificazione immobiliare (poca roba).
Finito il fenomeno dei nuovi arrivi nel ceto medio, abbiamo un nuovo arricchimento di autentici pezzi di merda e neo-palazzinari.
Ma a voi risultano gli stessi fenomeni?
Da due minuti c'è un nuovo post proprio su TOD sul lavoro di Javons: credo meriti una lettura e una riflessione.
Non condivido il post.
Innanzitutto non tiene affatto conto del paradosso di jevons, cui stiamo assistendo in questi giorni, per cui un minor consumo porta ad una riduzione di prezzo che riaumenta il consumo (magari spostandolo globalmente, vd cina, verso economie che tatticamente riescono a sfruttare meglio il momento). A tal fine gaurdatevi i post di Jeff Vail eventualmente su TOD (http://www.theoildrum.com/node/2499).
In secondo luogo non dice come e chi deve risparmiare, e chi decida quali siano gli usi leciti o meno del petrolio, ma su quale base di valori possiamo dire che se gli americani sono nel torto NOI siamo nel giusto? e un africano che consuma 1/10 di noi?
Inoltre dovendo viaggiare nei prossimi anni su strade dissestate io sono seriamente intenzionato ad acquistare un fuoristrada (consuma PIU' di un SUV) magari usandolo su distanze molto più brevi e NON a 150 Km/h.
Per il nucleare basta che si facciano PRIMA i depositi delle scorie, ci mettano quelle che già abbiamo e poi si compri subito l'uranio non tra 10 anni: io sono per il non si butta via niente.
In ogni caso ci serve energia elettrica e non cattedrani nel deserto o ponti sul mare.
OT gas UK e terza crisi del gas tra Ucraina e Russia
Entro oggi 11 gennaio 2010, Naftogaz Ucraina doveva pagare alla Gazprom 892 milioni di dollari di gas (consumo di dicembre). Tuttavia le obbligazioni di Naftogaz per poterle pagare ad oggi non sono pagabili dal governo ucraino, nonostante febbrili incontri con la banca centrale etc. Unica risorsa di emergenza saranno mezzucci tipo nazionalizzazione ulteriore di quote di Naftogaz e con quella liquidità pagare una parte della fattura. Questo nei libri di economia e finanza è traducibile come "vendere un rene". Ma l'Ucraina l'altro rene l'aveva (s)venduto l'anno scorso.
La terza crisi del gas russo non sarà certo l'ultima. Intanto temperature attorno ai -20°C in Norvegia hanno bloccato per alcuni giorni il flusso di gas liquido verso sud ( ...in.reuters.com/article/oilRpt/idINOSN00259420100111 ), lasciando con le pezze al culo soprattutto Scozia ed Inghilterra le quali sono alla fine delle scorte, il governo inglese ha imposto la chiusura ad un centinaio di impianti industriali per garantire l'approvvigionamento di circa 500mila famiglie.
fonti : ria novosti / romandie news / interlink
Cosa ci riserva il futuro? Decrescita forzata e poi... Di necessità si farà virtù. Il futuro slogan dei nostri futuri politici "verdi" sarà:
<E' bene che la gente impari a consumare di meno!>*
*Per permettere ai privilegiati di sprecare di più...
Non so, forse dico una cavolata, ma credo che la decrescita sia allo stato attuale non percorribile nemmeno volendo, la società economica/finanziaria si basa sulla crescita futura riguardo al debito.
Oggi spendo o sono indebitato per quanto dovrò lavorare il 30% in più tra due anni, quindi se io riduco per descrescita volontaria il debito chi lo paga?
Forse un pò contorto...ma questo è il mio pensiero.
Vorrei aggiungere qualche cosa pure io ma avete già detto tutto voi, comunque il petrolio è arrivato sopra 83 $/barile.
Battutaccia: mi sa tanto che l'anno prossimo la befana il carbone lo regala ai bambini buoni anzichè ai cattivi...
@10
E futuri...
Peccato che la visione del futuro energetico alla pilotaDD, Debora, ecc(anche la mia sostanzialmente e di tanti nel blog) non sia condivisa dalle classi politiche occidentali e da chi le manovra soprattutto.
Consumare meno per stare meglio tutti oggi e domani sembra lo slogan "lavorare meno, lavorare tutti".
Peccato che nessuno dei due verrà tradotto in pratica almeno ora che saremmo ancora in tempo, o forse qualcuno qui pensa il contrario?
Ergo, la decrescita ci sarà comunque e non sarà affatto dolce.
Intanto mi chiedo che diavolo sta succedendo al clima euro/asiatico e del continente nordamericano.
Nevicate come non se ne vedevano da anni, temperature polari un po' ovunque(ed a giorni anche nel comparto mediterraneo e un po' meno nel Nordafrica).
Estremizzazione del clima da GW magari, però quel letargo solare perdurante(seppure la nostra stella sia ripartita ma decisamente sottotono) potrebbe pesare come un macigno sugli eventi climatici attuali...
Lasciando stare le battute e tornando seri, condivido <una parte dell'> ultimo commento: siamo troppi e consumiamo troppo... ora, assodato che nessun...
Ancora cò sta decrescita volontaria??? quando si capirà che è solo un'illusione sarà forse troppo tardi... Tutta l'evoluzione umana è basata sul superamento della "frontiera", qualunque essa sia... siamo geneticamente programmati per avanzare, sempre... qualunque filosofia di vita che comporti la stasi o la decrescita è destinata a consegnarci, tutti, alla decadenza e poi alla barbarie.
Ma poi "chi" dovrebbe decrescere? Mi torna in mente un vecchio detto: "tutti vogliono tornare alla Natura, ma nessuno vuol fare il cammino a piedi".
Lasciando stare le battute e tornando seri, condivido l'ultimo commento: siamo troppi e consumiamo troppo... ora, assodato che nessuno volontariamente deciderà mai di consumare di meno, quale sarà l'alternativa? Semplice, quel che è "sempre" accaduto: la lotta per le risorse... e temo che le nuke di cui scrive @ 7 pioveranno dall'alto... :-(
Bel post! Batti e ribatti siamo sempre li.
Se fossimo la meta' e consumassimo la meta'... del picco ci farebbe una pippa; idro + vento e al limite un po di nuke per la transizione e saremmo felici e contenti.
E' la situazione dell'italia tra le due guerre.... non certo il medioevo che ci aspetta se finiamo a farci la guerra per le ultime gocce di petrolio.
C'è solo un problema: la gente non capisce; prima deve trovarsi il petrolio a 150 dollari, i pescherecci fermi e i camion pure; poi se ne rende conto, si strizza, maledice tutti quelli che l'hanno illusa che 'bastasse poco', tira su 4 nuke a casaccio e intanto decresce, va in crisi (e quindi non compra piu' il superfluo) e l'equilibrio si ristabilisce: l'importante è saperlo prima e governare la transizione, che non sara' indolore, MA NON E' IL MEDIOEVO.
Forza Deb, è brutto da dire ma DOBBIAMO dirlo: dobbiamo decrescere volontariamente prima di esserne costretti.
dite a un americano: "e' GIUSTO che tu consumi di meno", imbraccera' il suo M16 "di ordinanza" per chiedervi di ripetere (se e' "democratico")
rendetelo un quasi-morto-di-fame con delocalizzazioni e la piu' infame bolla speculativa e accettera' (ovviamente senza gioire) di prendere l'autobus
esattamente il contrario di quello che farebbe un franzoso!
io SPERO che NON abbiano ragione questi:
http://petrolio.blogosfere.it/2009/11/petrolio-fumo-e-specchi.html
ma mi pare proprio che...
...prego Debora! Evidentemente dopo anni che ti leggo sono entrato in sintonia energetica con te.
...nucleare - forse -a parte..., ma guarda che prima di leggere quotidianamente il tuo blog ero pure io, inconsapevole di dove stavamo veramente, ferocemente contro le centrali attuali produttrici di scorie...pensa a quei signori dei paesetti scozzesi di cui scrive Medo se, in assenza di centrali nucleari, gli staccano pure la corrente in piena tormenta di neve...e quando nevica i pannelli solari producono proprio pochino pochino...:-)
...prego Debora! Evidentemente dopo anni che ti leggo sono entrato in sintonia energetica con te.
...nucleare - forse -a parte..., ma guarda che prima di leggere quotidianamente il tuo blog ero pure io, inconsapevole di dove stavamo veramente, ferocemente contro le centrali attuali produttrici di scorie...pensa a quei signori dei paesetti scozzesi di cui scrive Medo se, in assenza di centrali nucleari, gli staccano pure la corrente in piena tormenta di neve...e quando nevica i pannelli solari producono proprio pochino pochino...:-)
La questione purtroppo è piu complessa aldilà dello stile di vita degli americani (25 gradi in casa sia che fuori ce ne siano 40 o -10) i loro consumi derivano da quello che producono. Diminuire il consumo di energia comporta cambiamenti profondi nell'economia.
( ... Ed in Scozia non arriva quasi più cibo ai "villaggi" da qualche giorno per colpa della mancanza di sale e mezzi per rispondere alla prolungata nevicata ed al ghiaccio più duraturo del normale, bizzarro perchè una volta era da là che il cibo giungeva alle città; invece ora bisogna che arrivi dall'estero, sia stoccato nelle città e per le città e se c'è qualche briciolina che vada là dove un tempo nessuno aveva bisogno di niente : ...cnn.com/video/#/video/world/2010/01/08/cowan.uk.snow.food.supplies.itn?iref=allsearch )
Tradotto per un inglese, ad esempio, oggi cosa significa?
Questi signori sono con le pezze al culo*, agli ultimi metri cubi di gas e senza la possibilità di andare in diretta sulle pipeline dalla Norvegia, e lasceranno la gente via via senza gas per riscaldamento (e alimentazione); allora dove sarebbe la via di mezzo tra il pezzetto di legna nel camino ed i metri cubi di gas briciati dalle moderne caldaie?
Non c'è nessuna via di mezzo dopo un disboscamento secolare se non abituarsi al freddo ed alla (poca) resistenza che un corpo umano puo' offrirvi (se ha mangiato, se si è coperto un minimo, et cetera).
Non è possibile risolvere questi paradossi del progresso tecnologico, è solo possibile conviverci, dopo averli scoperti, approfonditi, compresi, accettati.
* GAS CRISIS IN THE UK : ...google.com/hostednews/ukpress/article/ALeqM5hSJTEwYK7XGeruLRq87UARNK9GoA
alle 21:49
magnagati triste
la vedo dura , visto lo spiegamento di forze dell'ordine dentro e fuori della nuova base usa...e inoltre pagati da noi italiani !!! un saluto da vicenza la triste e militarizzata.