Uno sguardo dal picco

Non accenna a diminuire l'allarme saudita per il dibattito sul clima. E dire che mi ero azzardata a considerarla un'esternazione momentanea che sarebbe presto rientrata per sopraggiunto limite di sfacciataggine. Dopo aver chiesto aiuti economici per i disgraziati Paesi produttori di petrolio, dopo essersi spacciati per quasi-Terzo Mondo, dopo aver chiesto "contromisure" a Copenhagen, ora manca poco che dichiarino guerra al cambiamento climatico. "E' una delle più grandi minacce che il nostro Paese deve affrontare", ha dichiarato il capo della delegazione saudita all'ONU, "persino peggio della concorrenza". E ovviamente non si riferisce al clima che cambia, ma ai provvedimenti che dovrebbero esser presi e che colpiranno chi produce petrolio.
Siamo preoccupati per la domanda futura, e le sovvenzioni per lo sviluppo dell'energia rinnovabile distorcono il mercato del settore. Poi si sono messi essi stessi a investire pesantemente sull'energia solare, ma ciò non conta: siamo noi che dobbiamo continuare a consumare greggio, per non "falsare il mercato". Come se il petrolio non avesse goduto di sufficienti incentivi negli ultimi sessant'anni.
In ogni caso, i sauditi profetizzano ciò che auspicano: lo stesso capo delegazione ha concluso che non ci sarà mai nessun accordo sul clima, almeno non in un futuro prossimo. Si vede che sa qualcosa che noi non sappiamo.
@5, 6, 10
c´e´anche un altro elemento da non trascurare: le lobby che col nucleare fanno i soldini....ovvio che non vogliono mollare l´osso.
sono piu´di 2 anni che riempiono i giornali di propaganda su quanto e´bello ed ecologico il nucleare, perche´non emette CO2 e quindi "protegge l´ambiente" (puah!), hanno anche creato il panico annunciando che entro pochi anni l´offerta di elettricita´non bastera´a soddisfare la domanda; e l´hanno menata che se si spengono i reattori si dovra´continuare avanti tutta col carbone. gli ultimi 2 punti contengono anche un fondo di verita´;ma ovviamente anche il gov. tedesco, come tutti gli altri, si guarda bene dal parlare di decrescita e riduzione dei consumi, continuando a predicare la crescita infinita....del resto provate a dire al tedesco medio che e´meglio se rinuncia alla bmw e all´essicatore di biancheria....piuttosto risparmiera´sul cibo come fa gia´da sempre: qui e´tipico vedere signori che parcheggiano il macchinone super-accessoriato davanti al discount, dove comprano salsiccie super-economiche dalla qualita´piu´che dubbia..........si salvi chi puo´.
@5 - 6
La situazione non e' cosi fluida come descrive Die Welt. In campagna elettorale la CDU aveva promesso 6 nuovi reattori, in accordo con i Liberali. La CSU ha annunciato (non senza far irrigidire Frau Angela) che delle 6 centrali neanche una sarebbe stata costruita in Baviera: il Bundesland piu esteso della Germania vuole andare dritto verso le rinnovabili.
Ora si parla di un prolungamento del ciclo di vita delle centrali esistenti, non si sa ancora di quanto e per quante centrali. E' ovvio che l'addio al nucleare non avverra' da un giorno all'altro, come era prevedibile che un governo nero giallo avrebbe seguito questa strada.
Ma come la coalizione rosso nera ha avuto problemi legati alle promesse elettorali, anche questa coalizione ne avra', partendo dalle tasse ("le abbasseremo" "forse le abbasseremo" "non le alzeremo") fino al nucleare. In Germania, come in altri paesi europei, l'ambientalismo non fa riferimento ad un solo partito politico, ma e' un tema esteso e frammentato in tutto l'arco elettorale: neanche i liberali possono permettersi di scherzare su certi punti.
@8
"Le sette sorelle dei tempi di Mattei oggi sono incarnate "
Una frase che non ho cancellato per errore...
@7
Le sette sorelle dei tempi di Mattei hanno cambiato pelle, qualcuna é morta, altre sono nate da fusioni, accorpamenti, nazionalizzazioni, ma il succo é semplicemente che sono ugualmente potenti tanto da continuare ad indirizzare la politica energetica dell'occidente...
Le sette sorelle dei tempi di Mattei oggi sono incarnate
4. Paolo B.delle 7 sorelle ne e' rimasta solo una dopo il picco petrolifero statunitense. magari aggiornarsi...
@5
Uscire dal nucleare con centrali funzionanti è una cazzata, però sempre un occhio al prezzo dell'uranio tra poco non ci sarà per tutti altrimenti non faceva un 1000% in piu' di prezzo dal 2000 ad oggi. Il 40% dell'uranio usato nelle centrali elettriche viene dalla dismissione delle testate atomiche.
http://www.repubblica.it/esteri/2010/01/25/news/germania_nucleare-2074175/?rss
Che abbiano ricevuto qualche soffiata sulla prossima penuria di oro nero e si siano accorti dell'impossibilitá per la "produzione" di energie alternative di svilupparsi in tempi tali da riuscire a compensare?
Gli Arabi hanno avuto sempre dei preziosi alleati nel costringere l'Occidente ad usare il petrolio, ovvero le potentissime multinazionali petrolifere, le famigerate 7 sorelle, che hanno condizionato la politica energetica(e agricola anche) del mondo industrializzato dagli anni '30 in poi.
Questo finché il barile ha viaggiato e continuerà a viaggiare su prezzi "compatibili" con le economie dei paesi importatori.
Poi, dopo aver superato il periodo di plateau della produzione globale ed esserci avventurati nell'era della penuria petrolifera, salteranno tutti gli equilibri geopolitici che hanno fatto la fortuna di sceicchi e 7 sorelle.
A quel punto i paesi importatori che avranno diversificato con intelligenza sostenibile il proprio paradigma energetico, riusciranno ad addolcire il passaggio travagliato dall'economia come la conosciamo oggi a quella post petrolio. I paesi esportatori, specie quelli OPEC, che non potranno più contare sui profitti petroliferi per sostenere i propri stati sociali dovranno fare i conti con disordini popolari via via crescenti.
Ma sono pronto a scommettere che ci saranno lacrime e sangue per tutti, Cindia compresa...
E intanto anche la Cina semina dubbi a modo suo:
http://www.guardian.co.uk/environment/2010/jan/24/china-climate-change-adviser
Ognuno tira l'acqua al suo mulino, i petrolieri arabi non possono certo essere contenti all'idea che ci si organizza per rendersi indipendenti da loro, ma se è vero che loro tutelano i loro interessi noi abbiamo comunque diritto a tutelare i nostri. Investissero i loro soldi in ricerca scientifica e rinnovabili (di sole comunque ne hanno tanto) come hanno fatto ad abu dabi, invece che in inutili grattacieli come a dubai.
EUROPA DOVREBE COMPRARE IL PETROLIO DAI RUSSI E NON DAI ARABI PERCHE I ARABI LI USANO I SOLDI DELL PETROLIO PER FINANZIARE I TERORISTI
alle 13:28
fausto
Bah, sarebbe bello sapere dove vorranno comprare l'uranio i tedeschi. A loro fa piacere rimanere nella filiera, costruiscono impianti....
Certo che le rinnovabili ormai hanno poco da spartire con gli ambientalisti più invasati; oggi si tratta di comparti industriali, e non di ninnoli per fanatici. Credo che la vera differenza tra italiani ed europei del nord stia nel fatto di averlo compreso.
Che ridere i sauditi: per fortuna che ci sono loro a raccontarci le barzellette! Cosa curiosa: le quotazioni a breve (marzo) sono date più basse delle attuali. Evidentemente i trader non credono molto a questa ripresina.