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Concimi e geopolitica.

Lunedì 15 Febbraio 2010, 12:13 in Gas, Italia di

nitro_humic_acid.jpgE' praticamente questo, Concimi e geopolitica, il titolo dell'interessante articolo uscito su Grist. Racconta come alla tempesta perfetta si stia aggiungendo un elemento che tutti trascurano, dandolo forse un po' troppo per scontato: anche l'agricoltura, il cibo sulla nostra tavola e su quella di altri sei miliardi di persone, dipende dai combustibili fossili.

Spiega il blog ASPO :

La particolarità che nessuno considera, sta nel fatto che i fertilizzanti azotati derivano direttamente dai combustibili fossili in particolare dal metano. Nonostante l'aria atmosferica sia una fonte inesauribile di azoto, questo per essere “fissato” in forme assimilabili dai vegetali, richiede una notevole quantità di energia. Infatti tutti i concimi azotati derivano dall'ammoniaca che si forma a partire dall'azoto atmosferico mediante il processo Haber-Bosch, che mediante opportune condizioni di pressione e temperatura è in grado di far reagire azoto ed idrogeno secondo la formula N2 + 3H2 ----> 2NH3 , dove la fonte di idrogeno è sempre un combustibile fossile, generalmente il metano (CH4).

Capito dove si va a parare? Grist racconta che negli Stati Uniti si producono sempre meno fertilizzanti azotati e se ne importano sempre più. La dipendenza dai Paesi esteri (e questo vale anche per noi) non è più solo relativa alla benzina per le auto, ma anche al cibo che mangiamo. Come accade per le raffinerie, infatti, man mano che il prezzo del gas aumenta i produttori locali chiudono in favore di produttori stranieri "più competitivi". Qualcuno sperimenta il fertilizzante derivato dal carbone, ma la soluzione è ancora poco promettente oltre che inquinante.

Non che la produzione di fertilizzanti sia una cosa salutare: oltre ad emettere biossido di carbonio, un impianto rilascia tonnellate di elementi tossici. La zona di maggior produzione, in USA, è chiamata significativamente "la via del cancro".

Da dove viene buona parte dei fertilizzanti USA? Da Trinidad, dal Canada, dalla Russia e dall'Ucraina, con i conseguenti costi di trasporto e le implicazioni politiche che nei prossimi anni peseranno sempre più. Volendo diversificare, infatti, gli USA hanno altre due opzioni: Venezuela e Iraq. Bel guaio.

E in Italia? Ce lo spiega un accorato appello di Assoconcimi, risalente alla fine del 2008: un aumento di prezzo dal 50% al 500%, e la dipendenza totale dalle forniture estere, Medio Oriente, Nordafrica e Russia in primis. Come a dire: quando facciamo valutazioni frettolose e ideologiche in politica estera, ricordiamoci del concime.

 

18
18 commenti
18
16 Feb 2010
alle 22:00

barbara m.

@Gabriele
grande quel post di PallinoF, spero che lo leggano in tanti.
i metodi di Fukuoka mi affascinano molto e secondo me le sue idee nell'orticoltura sono un po' sottovalutate.
il mio sogno sarebbe quello di mettere un po' di Fukuoka nell'oliveta di famiglia.. vedremo, intanto sperimento un po' di tecniche sparse nel mio giardinetto :-)

cereali perché no? se sono stati coltivati pure in piazza Duomo a Milano, perché non dovrebbero venire nei nostri orti? anche il granturco dovrebbe essere facile e si può associare a zucche e fagioli (le famose tre sorelle http://en.wikipedia.org/wiki/Three_Sisters_%28agriculture%29).

17
16 Feb 2010
alle 20:26

Gabriele M.

@14 eco1

Alberi delle strade pubbliche della mia zona: magari! Purtroppo le mie forze sono limitate, perché NON uso macchinari a motore. Nessuno. Per scelta. Quindi è già tanto che riesca a fare quello che faccio, senza schiattare ;-) Devo pure lavorare, eh !

Eppoi credo che la biomassa prodotta da un ettaro di terreno dovrebbe rientrare in quello stesso ettaro. Altrimenti il terreno si impoverisce e necessità di apporti fertilizzanti esterni. Che poi è il gran guaio nel quale ci siamo cacciati con le nostre idiote pratiche agricole "moderne".

Una delle pratiche piu' sbagliate è bruciare potature, sfalci, foglie ed ogni qualsivoglia "scarto" che renda "disordinato" il campo od il giardino. Andrebbe tutto compostato o lasciato sul posto o interrato o triturato e sparso.

Le tue siepi: sì, buttaci pure l'erba secca: si trasformerà, col tempo, in nutrimento per le piante. Puoi anche creare dei cumuli stretti e lunghi, da posizionare vicinissimi alla siepe (per lasciar passare l'aria) e da lasciar lì anche un anno. Poi, quando il tutto si sarà degradato in simil-terriccio, lo potrai spingere sotto la siepe.

 

 

16
16 Feb 2010
alle 20:02

Gabriele M.

@15 barbara m(itica pure tu)

Ma guarda che coincidenza!!!

Abbiamo letto lo stesso lunghissimo post :-))) Quella tecnica la conoscevo già, PALLINOF me l'ha confermata. E la logica vorrebbe proprio che le cose funzionassero così.

 Il Trifolium repens nano resta alto sui 10 cm. Anche meno. Ed è pure bellino da vedersi: trasforma un campo in un quasi prato verde lucido.

Erba medica: quella la seminerò il prox mese, in miscuglio con altre sei varieta (leguminose + graminacee) sulle porzioni infestate dalla gramigna e che, con gran fatica, sono riuscito parzialmente a tagliare con la falce prima di natale. Non sono sicuro del risultato, ma ho voluto fidarmi dei consigli del solito PALLINOF. Ah, non sono un esperto, ma un appassionato piuttosto curioso e determinato a mettere in pratica qualche idea che ho appreso da libri, blog, fortum e amici contadini. 

L'erba media (medicaio) sconfigge la gramigna: sono entrambe graminacee, ma l'erba medica (pianta pluriennale) dispone di un apparato radicale piu' profondo della gramigna (pianta perenne) e, durante il periodo secco estivo, arriva a scippare l'acqua alla gramigna. Tirerò le somme il prossimo autunno...

Orzo: ne consumo molto, tostato e solubile. Perché non provare a produrmelo in proprio ? Provo. Magari qualcosa riesco a ottenere ;-) A me piace sognare e realizzare un po' di quel che immagino a occhi aperti mentre lavoro o mi diverto/fatico sul campo.  

 

15
16 Feb 2010
alle 13:28

barbara m.

@13 Gabriele M(itico)
il trifoglio repens rimane basso quindi? e quanto?
altra curiosità: perché pianti orzo e non grano?

volendo si può pure piantare erba medica invece che o insieme a trifoglio e con le sfalciature pacciamare l'orto con materiale ricco d'azoto.
questo trucco l'ho letto qua http://www.forumdiagraria.org/orticoltura-f42/realizzare-un-orto-con-il-metodo-fukuoka-t792-90.html e vorrei provarlo nel mio futuro orto (disponibile a fine 2010 se tutto va bene).

14
16 Feb 2010
alle 09:51

eco1

@13

i miei complimenti

se riuscissi a concimare anche un po' gli alberi delle strade pubbliche della tua zona faresti un'ottima cosa :)

interessante questa della pacciamatura, sotto le siepi di confine cosa dovrei fare? buttare l'erba falciata? ho 20 centimetri dalla terra (senza erba per via dell'ombra cred) ai primi rami cadenti con foglie per chiarire il volume, la siepe è spessa mezzo metro

13
16 Feb 2010
alle 09:09

Gabriele M.

@11 hacktao

Esatto. E' necessario lavorare per ricostituire la fertilità dei suoli, azzerata dall'attuale pratica agricola criminale. Rotazioni, impiego massiccio di colture da sovescio, pacciamature varie negli orti, recupero dei terreni marginali inutilizzati, trasformazione dei giardini in orti familiari. Serve urgentemente l'azione combinata delle singole persone che hanno capito come stanno le cose. Ed anche degli agricoltori meno schiavi dei "consigli" velenosi delle multinazionali dell'agro-chimica.

Il prossimo autunno intendo seminare un po' d'orzo, tanto per non restare alle solite parole :-) Le infestanti (secondo il punto di vista umano, naturalmente) le sto via via contenendo per mezzo del trifoglio bianco nano  (Trifolium repens), seminato una prima volta nell'autunno 2008 e poi in quello 2009 in altre zone. Il primo, nato rigoglioso, ha già iniziato a fare il suo "lavoro", soffocando e prendendo il posto delle "erbacce": tutto lavoro in meno per me per falciare (a mano). E tutta concimazione azotata per il terreno e gli alberi da frutto, che ringraziano.

Pacciamature concimanti: attorno ad ogni pianta da frutto e da bosco ho messo un bell'anello largo e spesso anche 20 cm. di erbe secche frutto della falciatura. Vantaggi: 1) il terreno sottostante resta morbido; 2) la vita microbica e fungina procede ottimamente, degradando la pacciamatura a contatto del terreno in ottimo humus; 3) lombrichi (e talpe che corrono dietro ai lombrichi) numerosi e ben distribuiti sul campo; 4) umidità mantenuta piu' a lungo e minor lavoro per l'irrigazione (sempre a mano, con secchio); 5) protezione delle radici dagli effetti delle gelate; 6) autosufficienza del campo per le concimazioni provenienti da fuori-campo (meno spese, meno trasporti, meno chimica o letame da allevamenti). Ah, la pacciamatura con erbe secche va periodicamente integrata, dato che si trasforma in concime naturale. Per il campo ho disseminato svariati cumuli di erbe secche falciate nel corso dell'anno: altre quintalate di terriccio di compost in formazione, pronto all'uso per l'orto e qualche amico.

 

12
16 Feb 2010
alle 08:38

Paolo B.

@10

E' strano che su Petrolio non si sia ancora parlato del gas non convenzionale(o  shale gas). Prima di prestar fede ai dati della IEA(sempre mediamente gonfiati) sarebbe il caso che si aprisse un post dedicato su di una "risorsa" che a quanto pare prevede alti costi di purificazione e ambientali(rispetto al gas naturale vero e proprio che si estrae già puro) i quali la rendono poco competitiva sul mercato.

Chi ha notizie fresche, fresche?

 

11
16 Feb 2010
alle 08:17

hackatao

L'azoto si fissa lo stesso, con la rotazione delle colture. Piantando mais e soia. Convertire in agricoltura biologica si deve fare e in fretta. I terrenti sfruttati a culture intensive si sono così tanto impoveriti che ci vorranno decine di anni per riportarli ad uno stato naturale.

10
15 Feb 2010
alle 21:53

Marbert

è giusto porsi il problema in termini di sostenibilità e di certo per noi in EU (dato che il gas Russo sta piccando, come ha anche dichiarato Putin), il problema è serio e urgente.

Lo stesso NON vale per gli USA perchè la produzione di gas, grazie agli shale-gas, sta salendo in modo considerevolissimo: sono dati dello IEA dal WEO 2009.

Ne consegue che le conclusioni di politica estera USA di questo post sono sbagliate.

9
15 Feb 2010
alle 21:33

Max Bertoni

Tra l'altro la produzione del Fosforo è tanto dannosa quanto quella dei concimi azotati... Vedasi il capitolo fosfogessi.

http://www.focus.it/fileflash/inquinamento/italia_speciale/fosfogessi_popup.html

8
15 Feb 2010
alle 21:17

eco1

OT ma questione carburanti

 Benzine, Up: consumi petroliferi -8,8% a gennaio

http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/businessNews/idITMIE61E0KZ20100215

bene: soldi che rimangono in Italia da spendere in altro invece che lasciarli correre verso l'arabia e chissadove

7
15 Feb 2010
alle 20:56

Fabio Rulliano

Credo che in questo caso il grido di allarme sia piuttosto esagerato. La produzione di cereali a elevata intensità ha una sua ragione tutta economica, non certo tecnica. Si può fare benissimo a meno dei concimi chimici, purché le regole di coltivazione siano razionalizzate e non subordinate al mero profitto. 

6
15 Feb 2010
alle 18:04

Vil

yuuhuuuu!
se mancano investimenti in idrocarburi ciao ciao pastasciutta a mezzogiorno...! alla russia in effetti converrebbe esportare cibo e non concimi! cmq la si rigiri fukukoa non e' applicabile in europa.. dovremmo distribuirci capillarmente sul territorio tanto x iniziare. non vedo alternative se non un kaput in stile lemmings. forse il soylent. forse e' il caso di attrezzarsi con un enorme cisterna d'ecqua, sacchi di grano e riso e tanto gasolio e sedersi davanti allo spioncino: quando le strade si desertificheranno si esce.

5
15 Feb 2010
alle 17:18

M.Persico

Ancora con sta storia... Attualmente in pianura padana si sospende la concimazione per troppi nitrati contenuti nel terreno. Fatto registrato anche per lo smaltimento stesso di tali sostanze che sta divenendo un problema non da poco sopratutto per gli allevamenti avicoli, e le porcilaie.

4
15 Feb 2010
alle 14:58

WonderEnd

Meno male che su questo paradiso dimenticato dall'uomo e' passato qualcuno di nome Fukuoka e ci ha riscoperto con si coltiva la terra. 

Peccato le perle caschino spesso nei porcili e facciano + male che bene ... chissà magari un giorno riusciremo a capire non siamo noi a dover insegnare alla terra come crescere i suoi frutti ma al limite possiamo sperare di imparare osservandola 

3
15 Feb 2010
alle 14:52

fausto

Già discusso tante volte, ma mi pare sempre utile. Anche immaginando 150 Kg/ha di azotati (roba discutibile, si potrebbe fare diversamente), e sapendo che la nostra SAU ammonta a circa 150.000 kmq, dovremmo impiegare stabilmente 2.250.000 t di ferilizzante. Per italiano, questo sproposito di roba ammonta a 37,5 kg/anno a capa.

Da confrontare con le tre tep consumate annualmente da ognuno  di noi (energia primaria), e da mettere in prospettiva assieme alle considerazioni sulle tecniche (già in atto) volte a ridimensionare consumi e sprechi di azotati. Credo che sia fattibile.

Più grave mi pare la carenza di fosforo che si sta delineando. Ad oggi abbiamo reagito abbattendo gli sprechi ed evitando sovradosaggi in campo, ma non potremo procedere così all'infinito. Prima o poi, dovremo deciderci a considerare i reflui urbani come una risorsa; e le esportazioni di prodotti agricoli come una minaccia alla conservazione dei nostri suoli, la nostra ultima miniera.

2
15 Feb 2010
alle 14:15

eco1

più in stile 300 direi :D

1
15 Feb 2010
alle 13:58

francesco ganz

..Vista anche la gobba lunga della curva demografica prevista nei paesi ocidentali nei prossmi 30 anni, ( da invecchiamento popolazione ), io proporrei anche di aspettare a prendere qualsiasi provvedimento in tal senso, di aspettare fino all'ultimo, e poi buttare giù dal burrone 4-5 miliardi di persone in perfetto stile lemming...oppure fin da adesso escludere dal servizio sanitario nazionale chi fa più di 2 figli e recuperare un equilibrio fra le generazioni.

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