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I nuovi amici dei sauditi.

Venerdì 5 Febbraio 2010, 11:09 in Geopolitica di

sauditochina.jpgIl significativo grafico qui a sinistra rappresenta le esportazioni di greggio dell'Arabia Saudita: in particolare, la linea blu quelle verso gli USA, la linea rossa quelle verso la Cina. Interessante, vero?

Come riporta Seeking Alpha, che ci ha informato dell'importante tendenza, negli ultimi due anni le esportazioni saudite verso la Cina sono balzate all'insù del 60%, mentre quelle verso gli States subiscono un'emorragia crescente, un meno 18% dal 2003.

Non mi metto a fare la geopolitica da trattoria, ma è legittimo comunque chiedersi cosa ne sarà, nei prossimi anni, della storica alleanza tra Arabia e USA. Soprattutto alla luce delle tensioni tra questi ultimi e la Cina. Mentre appena qualche anno fa gli USA acquistavano sette volte più petrolio dei cinesi, nel giro di un anno vedremo avvenire il sorpasso: a quale superpotenza andrà allora la fedeltà saudita? E soprattutto, sarà indolore?

 

27
27 commenti
27
07 Feb 2010
alle 19:37

barbara m.

@26
mmmmmmmh tu usi il futuro, ma dovresti usare il presente.
dovremmo già ingerire meno medicine perché sono già incluse nel cibo (e neanche aggratis).
peccato solo che non facciano bene, sotto nessun punto di vista.

26
07 Feb 2010
alle 04:31

Alby

<ottimismo mode on>

Vorrà dire che dovremo ingerire meno medicine perchè già incluse nel cibo ^_^

<ottimismo mode off>

25
06 Feb 2010
alle 14:32

barbara m.

@quelli dei polli cinesi (chiedo scusa x l'OT)

eh, fosse solo un problema dei polli cinesi!
purtroppo a mangiare la carne industriale, tutta, ci vuole coraggio.
per come la vedo io l'unica cosa sicura o almeno meno-insicura è di acquistare direttamente da contadini o da fattorie biologiche.

per il resto mah! mangiare animali che vivono ammassati l'uno sull'altro all'interno di capannoni, non è purtroppo una scelta salutare.

per dirne una, mio padre tempo fa è passato accanto ad un allevamento di tacchini e ha visto fuori delle cataste di confezioni di farmaci usati. lui non ha competenze mediche tali da dire che farmaci erano, però ci capisce abbastanza da poter affermare che quelli erano farmaci.

d'altra parte non è un mistero che per sopravvivere in quelle condizioni quelle povere bestie debbano essere imbottite di antibiotici.

basta leggere qualche inchiesta giornalistica sugli allevamenti industriali (anche in Google) per farsi imbiancare i capelli.

la carne un tempo era una roba da ricchi, mentre adesso costa pochissimo, vi siete chiesti il perché?

24
06 Feb 2010
alle 10:38

Antonio

@ 19 e 20

 http://attivissimo.blogspot.com/2010/01/polli-cinesi-rischio-di-rimetterci-le.html

Antonio

23
06 Feb 2010
alle 02:06

giobbe 1971

nessuno di voi ha letto Nostradamus ??

 

sull'Alleanza tra L'impero Celeste ( Cina) e Islam ?

 

giobbe

22
06 Feb 2010
alle 00:34

dantes76

per il primo post...  se l'economia cinese dovesse scoppiare, il secondo botto economico sarebbe quello statunitense, il terzo quello europeo

21
05 Feb 2010
alle 18:00

Pinnettu

Il consumo degli USA è sceso negli ultimi 4-5 anni da circa 21 milioni b/g a circa 19 milioni b/g.

Il primo fornitore degli USA è il Canada con circa 2 milioni b/g.

Considerando che negli ultimi anni la produzione canadese è andata via via crescendo è possibile che gli Stati Uniti abbiano preferito aumentare la quota import canadese sacrificando quella Saudita. E poi del resto il calo dei consumi di quasi 2 milioni di b/g in pochi anni giustifica anche un calo dell'import.

Per il momento forse non c'è intenzione da parte dei sauditi di privilegiare la Cina a scapito degli USA.

20
05 Feb 2010
alle 17:31

riccardo

funziona... TOGO !

19
05 Feb 2010
alle 17:30

riccardo

provo se questo funziona...

18
05 Feb 2010
alle 16:41

Michele

Leonardo, la Cina è cresciuta perché chi comanda realmente in Occidente (le multinazionali) hanno deciso di localizzare lì gran parte della produzione. Le copie illegali sono solo una piccola frazione della produzione cinese.

La popolazione cinese era alla fame 30 anni fa. Ora ci sono circa 350 milioni di cinesi con un livello di vita "occidentale" (casa, possibilità di spese extra, generazione di risparmio...). Certamente, lavorano (e studiano) molto più di noi. L'altro miliardo di cinesi si sta velocemente sviluppando, e comunque è un mercato capace di assorbire la produzione cinese di 20 e più anni, nel futuro. Già ora il mercato interno supera il 50% della produzione (era il 40% due anni fa).

Sono d'accordo che lo Yuan è tenuto artificialmente basso (il suo valore reale dentro la Cina è di un euro, fuori di 10 cent.), e questo deve cessare.

Infine, democrazia e libertà non ci sono mai state in Cina, e probabilmente in questi anni c'è una libertà a un livello mai avuto prima, certo sempre molto inferiore alla nostra. L'Occidente sarebbe credibile nell'imporre democrazia e libertà se non lo facesse a senso unico e con le armi.

Non sono un fan acritico della Cina, ma oltre a rilevare e criticare le loro (giuste) magagne, perché non analizzare i loro punti di forza e cercare di imitarli?

17
05 Feb 2010
alle 16:39

Michele

Leonardo, la Cina è cresciuta perché chi comanda realmente in Occidente (le multinazionali) hanno deciso di localizzare lì gran parte della produzione. Le copie illegali sono solo una piccola frazione della produzione cinese.

La popolazione cinese era alla fame 30 anni fa. Ora ci sono circa 350 milioni di cinesi con un livello di vita "occidentale" (casa, possibilità di spese extra, generazione di risparmio...). Certamente, lavorano (e studiano) molto più di noi. L'altro miliardo di cinesi si sta velocemente sviluppando, e comunque è un mercato capace di assorbire la produzione cinese di 20 e più anni, nel futuro. Già ora il mercato interno supera il 50% della produzione (era il 40% due anni fa).

Sono d'accordo che lo Yuan è tenuto artificialmente basso (il suo valore reale dentro la Cina è di un euro, fuori di 10 cent.), e questo deve cessare.

Infine, democrazia e libertà non ci sono mai state in Cina, e probabilmente in questi anni c'è una libertà a un livello mai avuto prima, certo sempre molto inferiore alla nostra. L'Occidente sarebbe credibile nell'imporre democrazia e libertà se non lo facesse a senso unico e con le armi.

Non sono un fan acritico della Cina, ma oltre a rilevare e criticare le loro (giuste) magagne, perché non analizzare i loro punti di forza e cercare di imitarli?

16
05 Feb 2010
alle 15:34

Leonardo M.

La Cina è già cresciuta troppo alle nostre spalle, rubando brevetti, copiando illegalmente, tenendo la popolaziona alla fame attraverso il cambio del remembi drogato comprando titoli di stato americani (e non). Ormai è una guerra aperta e dichiarata e farebbe bene l'Italia a fare la voce grossa come la sta facendo Obama. Anche l'euro debole aiuterebbe, e la gente dovrebbe andare a protestare a Bruxell! Gli unici beneficiati sono gli statali. La democrazia e libertà sono i punti deboli del regime comunista cinese e su quello tutto il mondo occidentale deve battere, come giustamente ha iniziato a fare Obama.

15
05 Feb 2010
alle 15:00

Phitio

Il greggio viene venduto sul mercato e dato a chi compera i contratti di fornitura sul mercato spot, non è mica come il gas naturale che viene comperato con contratti di fornitura decennali.

Semplicemente, compera chi paga di più. Vuol dire che gli USA vengono "outbidded" significativamente, oppure che la stessa domanda interna USA stà calando oppure ridirezionando altrove (IRAQ ?) dove magari gli costa meno.

14
05 Feb 2010
alle 14:45

Michele

Dovrebbe essere 1 milione (1,000 sta per 1). La Cina importa 5 milioni al giorno, quindi il 20% dall'Arabia Saudita.

Per chi è stato in Cina (io un anno fa l'ultima volta), i tassi di crescita dichiarati non sembrano poi così irrealistici: la Cina è tutta un cantiere.

Poi, anch'io ci andrei cauto sul prevedere gravi crisi in Cina. E' vero che il governo ha aumentato molto la liquidità per tamponare la crisi, ma sta anche aumentando molto il consumo interno. Poi, in Cina le banche sono statali, e lo stato controlla tutto il sistema. E' vero che le importazioni di cibo sono in aumento, ma la Cina ha i dollari per comprarsi tutto ciò che vuole. In caso di crisi alimentare, i problemi li avrà chi non ha i soldi per comprarsi i cibo (a livello di singoli e di stati), non la Cina. 

13
05 Feb 2010
alle 14:38

Paolo B.

Spezzo una lancia a sfavore della Cina.

Tutti sappiamo che é il maggiore esportatore mondiale di ciarpame di ogni genere, ma anche di prodotti tecnologici di buona qualità, prevalentemente verso i "ricchi" mercati occidentali che ora tanto ricchi non lo sono più e questo si sta riflettendo sostanzialmente su una sensibile contrazione dell'esportazione cinese.

Se questo paese ha basato la propria fortuna sul decentramento manifatturiero sul suo territorio voluto dalle balorde lobby occidentali, cosa succederà quando il suo surplus di export(anche quello ordinario) non potrà più essere assorbito dall'occidente sempre più impoverito? Si appoggerà al proprio mercato interno? La verità é che senza export un'economia nazionale muore o si riduce ai minimi termini o, come ha ipotizzato qualcuno, sussisterà su una quota di mercato occidentale del 30% rispetto all'attuale, ovvero non più il mercato di massa.  La Cina dovrà far fronte a problemi sociali e di ordine pubblico immani, questo é molto probabile.

E probabilmente le elite finanziarie internazionali stanno pianificando un'economia di mercato globale ristretto alla percentuale suddetta o meno. Giusto i ceti alti perché quelli medi saranno stati messi fuori gioco dalla crisi strutturale. Si produrrà per i pochi, le masse dovranno arrangiarsi...

 

12
05 Feb 2010
alle 13:34

ilario

Ma... c'è qualcosa che mi sfugge...

1,000 million barrels per day equivale a un miliardo di barili al giorno...

La produzione petrolifera mondiale giornaliera non è compresa tra 80 e 90 milioni di barili?

11
05 Feb 2010
alle 13:32

AndreaX

Ci sono alcune riflessioni da fare, se le esportazioni usa calano e quelle cinesi aumentano significa che la somma delle due è grossomodo costante. Quindi è ovvio che l'arabia saudita non riesce ad aumentare la produzione per soddisfare entrambi e quindi è costretta a scegliere. Chi sceglie?, ovviamente la cina perchè paga meglio, il problema è che quando la produzione comincerà a scendere il problema si farà ancora più accentuato, anzi si accentuerà comunque anche nell'ipotesi solo di un aumento di domanda della cina senza diminuzione di produzione.

A quel punto gli USA si troveranno privi del loro fornitore principale e non credo che questo succeda dopo che alla cina sia successo qualcosa di talmente drammatico da bloccarla. Quindi gli stati uniti dovranno trovare una soluzione, quale?, un intervento armato?, un altro fornitore?, oppure sprofondare...

10
05 Feb 2010
alle 13:14

Lego

@7

Il problema con la Cina è che noi sappiamo solo quello che i cinesi ci dicono. Certo, qualcosa trapela, ma è poco, si fa fatica a trovare conferma, e pochi si azzardano a parlarne.

Resta il fatto che qualcosa sta accadendo. Sfido chiunque a dire che la crescita del pil cinese sia sostenibile anche considerando la valanga di miliardi di surplus detenuti dalla Cina.

9
05 Feb 2010
alle 13:09

Gigi

@4,5,6 magari spegnendo anche le TV.

8
05 Feb 2010
alle 13:06

Gigi

@4,5,6 magari spegnendo anche le TV.

7
05 Feb 2010
alle 13:04

daniele.spagli

Non per fare troppo il guastafeste... ma tutta questa bolla speculativa in cina poi non è che la vedo così chiaramente.

Non conosco esattamente la cina, ma di solito i paesi asiatici spendono il denaro loro... non sfruttano meccanismi speculativi tipo banche o altro (insomma si paga in contanti).

Se noi occidentali abbiamo creato bolle speculative ipotecando il nostro futuro, non si può dire altrettanto di chi se qualcosa ha ipotecato, è stato il proprio passato.

Certo, i consumi caleranno e qualcuno ci rimetterà dei soldi (probabilmente tanti) anche in asia... ma mi sa che a quel punto noi saremo messi pure peggio.

Almeno finché qualche stato non si deciderà ad essere insolvente... ma allora saranno cavoli amari per tutti... specialmente per noi poveri italici.

6
05 Feb 2010
alle 12:51

eco1

@4-5 clap clap clap :)

5
05 Feb 2010
alle 12:15

riccardo

è per notizie come questa che renderei "petrolio" obbligatorio ogni mattina in tutte le scuole, di ogni ordne e grado... altro che riforma gelmini! (mamma mia che sviolinata!)

 

4
05 Feb 2010
alle 12:12

riccardo

è per notizie come questa che renderei "petrolio" obbligatorio ogni mattina in tutte le scuole, di ogni ordne e grado... altro che riforma gelmini! (mamma mia che sviolinata!)

 

3
05 Feb 2010
alle 11:58

Paolo B.

Di questi tempi fare i taccagni petroliferi verso gli USA equivale a "dichiarargli" guerra e subire da questi una bella invasione militare e questo i sauditi lo sanno benissimo. Però é anche vero che la crisi economica reale nel paese a stelle e strisce ha fatto crollare i consumi e quindi anche calare le importazioni di petrolio.

E poi, checché ne dicano della Cina i soliti economisti da quattro soldi, la sua economia "impetuosa" é sovrastimata di un buon 20%(si dice che il regime di Pechino gonfi le cifre) e non é affatto immune al peak oil, anzi, e poi con quella pesantissima palla al piede di 1.300 milioni di abitanti da nutrire(e che nutre ormai importando una bella quota di cereali) allo scoppio della bolla speculativa seguirà un casino epocale.

Altro che futura nuova potenza economica del XXI secolo...

2
05 Feb 2010
alle 11:46

paulista

-18% dal 2003? a me sembra un meno 40%, con un -33% solo nell'ultimo anno

1
05 Feb 2010
alle 11:34

paolo zamparutti

gli usa sanno benissimo che quella cinese è un economia in bolla speculativa

appena scoppierà il fabbisogno cinese di petrolio calerà bruscamente e gli usa avranno petrolio a prezzi relativamente bassi, a causa della vistoso calo della domanda globale non piu' trascinata dalla cina.

Insomma un peak oil guidato dalla riduzione della domanda.

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