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I Rom e il professore.

Venerdì 26 Febbraio 2010, 11:02 in Italia di

rom.jpgSe conoscete l'inglese, vi consiglio il post uscito ieri su The Oil Drum, ove si narra del prof. Ugo Bardi (Presidente di ASPO Italia) che va a fare lezione di peak oil in un campo nomadi di Firenze.

Pensate che ci sia da sganasciarsi? Mica tanto. Scoprirete che: - I Rom hanno un attention span di molto superiore a gente più acculturata di loro; - Sono psicologicamente e storicamente più preparati ad affrontare un crash; - Sono, esattamente come noi, addoloratissimi all'idea di dover un giorno abbandonare le (belle) automobili.

Ma soprattutto sono gentili, simpatici, e amano le conferenze. 

 

12
12 commenti
12
28 Feb 2010
alle 19:49

Debora/Petrolio

Ecco Arturo, aspetto un bel reportage sugli Amish! :-)

11
27 Feb 2010
alle 21:18

Arturo

C'è una comunità negli ipertecnologici USA che vive nella Contea Lancaster e si chiama Amish. Rifiutano l'uso perfino della elettricità dalla  rete e sembra che siano ammesse solo piccole produzioni stand alone di elettricità a 12 V. Fra una settimana vado a trovarli e vi scrivo i dettagli. Forse sono loro meglio di tutti che resisteranno al collasso della società odierna.

10
27 Feb 2010
alle 17:41

mm

...Ma soprattutto sono gentili, simpatici, e amano le conferenze.

Come no...

...sono certamente delle “belle personcine” ben attrezzate a resistere ai marosi della vita... Peccato che lo fanno sovente a spese degli altri (la gran parte di loro almeno) con le loro “collaudate e simpatiche” attività predatorie di branco a danno delle comunità nelle quali si incistano.

Che ci volete fare, salvo lodevoli eccezioni, è nella loro cultura non riconoscere i diritti altrui ma essere sempre degli ottimi ospiti quando qualcuno (un Prof. poi) li va a trovare !

Parafrasando Proietti verrebbe da dire “So' gentili, simpatici e amano le conferenze??
Me co-jo...ahem...me co-mplimento...!”

____

Ammettilo Debora, il tuo articolo è una sofisticata provocazione obliqua in perfetto stile manierista “per vedere di nascosto l'effetto che fa” sui tuoi lettori e solleticarne le indignazioni più o meno celate.... dico bene? Se così è allora brava, con me ha funzionato... ;-)

Se invece volevi dirci che molti italiani sono meno sensibili su certi argomenti addirittura rispetto ai rom allora dillo che provi piacere a tirarci colpi bassi per poi ridertela di gusto davanti al monitor. Birbantella... :-D

 

9
27 Feb 2010
alle 10:49

simone

@8 io.. eh eh, come? mi prendo un pezzo di terra abb grande da sfamare me e la mia famiglia. tra 20 anni le piante da frutto saranno cresciute, avrò legna per cucinare.. api per fare il miele, una gallina per le uova..

8
26 Feb 2010
alle 23:11

francesco pulvirenti

per chi non ha letto l'articolo: dalle interviste ai rom si vede chiaramente come anche le comunita' nomadi abbiano subito lo stesso processo di assuefazione al consumismo della classe media italiana: nessuno lavora piu il ferro come i loro nonni, nessuno ha conoscenze pratiche e manuali, sono assolutamente dipendenti da veicoli a motore per i loro spostamenti (i rom erano i leggendari addestratori di cavalli nell'impero austro-ungarico); insomma hanno perso tutte le competenze utili nel "mondo prima del petrolio", e quindi anche le conoscenze necessarie nel futuro che ci attende (tra non molto)...

mio nonno era panettiere, i miei parenti contadini (mio zio mi racconta sempre di come suo padre mando' a scuola tutti coi frutti della campagna), io faccio il manager di gruppi musicali (un intermediario che parassita il consumo culturale di giovani europei benestanti, a essere cinici) e non saprei crescere una carota, ne so riparare la mia auto ferma in autostrada, se per questo.

la mia domanda quindi, a tutti voi lettori attenti di un blog cosi serio: nomadi o sedentari, rom o italiani o di qualunque parte del globo: chi si salvera? e come? 

7
26 Feb 2010
alle 15:46

Paolo B.

@3

PANA, hai presente un pallone che si sgonfia lentamente? Beh, così ti fai un'idea dell'agonia di questa società, già iniziata se non te ne sei reso ancora conto...

6
26 Feb 2010
alle 14:32

Maurizio T.

#3 Potrebbe non esserci affatto un botto, ma semplicemente una progressiva discesa agli inferi, in una società dove sempre più rapidamente si scivola oltre la soglia della povertà

http://www.europarl.europa.eu/news/public/story_page/047-68974-039-02-07-908-20100212STO68925-2010-08-02-2010/default_it.htm

5
26 Feb 2010
alle 14:21

sbis

@3 PANA

Ci stiamo avvicinando in modo lento e costante al botto, anche se non avverrà dal giorno alla notte, almeno spero.

Il declino è già tra noi e penso che ne sai abbastanza, visto che leggi questo blog.

Ciao

4
26 Feb 2010
alle 14:20

persenaro

Mi chiedo che tipo di società ne risulterebbe, se tutti abbracciassero convintamente lo stile di vita dei rom e quale tipo di relazioni si realizzerebbero tra gli individui.

 

 

3
26 Feb 2010
alle 13:17

PANA

@3

Ma quando arriva sto botto? Sono anni che lo invocate!

2
26 Feb 2010
alle 12:44

hackatao

Mah, a me preoccupano tutti quelli che hanno sempre trovato la pappa pronta e quando ci sarà il Botto non sapranno come arrangiarsi. E sono tanti e mi chiedo come faranno.

 

1
26 Feb 2010
alle 12:22

Paolo B.

Vivono di espedienti in un mondo straboccante di cose materiali e spesso supeflue e quindi ci credo che abbiano le antenne molto più sintonizzate sul futuro di quelle della gente "implotonata" nello stile di vita consumistico odierno.

Vivere di espedienti in un mondo realmente post picco, per loro sarà molto più complicato di oggi, ma almeno son già abituati ad arrangiarsi...

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