Uno sguardo dal picco
![]()
Ha preoccupato un po' tutti la dichiarazione dell'UP:
"Il settore della raffinazione in Italia è in crisi e ammontano a circa 7.500 i posti di lavoro a rischio. In Italia ci sono 4 o 5 raffinerie a rischio chiusura. Una raffineria ha in media 4-500 dipendenti più l'indotto che conta per tre o quattro volte. Fa 1.500 persone ad impianto, se si moltiplica per 4 o 5 il conto è fatto."
Così ho chiamato un esperto del settore, un ingegnere "veterano" di raffinerie che lavora per un'importante compagnia petrolifera, e ho chiesto delucidazioni. Ecco cosa mi ha raccontato.
Qual'è il problema? Impianti vecchi? Calo della domanda?
Il 2009 è stato un anno pessimo per il downstream. Quando si parla di carburanti, si pensa subito al prezzo del petrolio: ma bisogna capire che per chi raffina, e chi rivende, quello che conta è il costo/prezzo del prodotto finito. E a causa della crisi abbiamo perso oltre il 10%. Dobbiamo considerare che in Europa, e in Italia, c'è un'eccedenza nella capacità di raffinazione. Cosa ci facciamo con tutti questi carburanti sul mercato?
Allora non è una crisi congiunturale, come dice Scajola, ma strutturale...
Si: a lungo termine, tutte le compagnie investono in energie alternative. Dai rigassificatori, alle centrali a metano, alle stesse rinnovabili. La raffinazione è destinata a contrarsi, e quando ci sarà meno offerta sul mercato chi sarà sopravvissuto potrà finalmente vedere di nuovo utili decenti, anziché rimetterci milioni come accade ora. Con il risultato che la benzina aumenterà, ca va sans dire, ma questo non lo dice nessuno.
E chi sopravviverà?
Difficile a dirsi, ma comunque i più furbi, come sempre. Ad esempio chi ha già venduto ai russi. Oppure le raffinerie che si stanno costruendo nei Paesi produttori: sono enormi e molto più efficienti delle nostre. Finiremo col comprare da loro i carburanti, invece del petrolio. La stessa cosa sta facendo la Cina, costruisce raffinerie che producono meglio e a costi inferiori.
Qualcuno parla di ricatto occupazionale, c'è qualcosa di vero?
Ti rispondo con un'altra domanda. Hai sentito cosa ha chiesto Marchionne? E cosa chiede l'Alcoa? Senza incentivi, si chiude e ciao. E noi, saremmo più fessi di loro?
E cosa chiedete davvero?
Beh, almeno che si faccia fuori quell'accidente di Robin Hood tax. Non serve a niente, ma per noi qualcosa fa. Un piccolo margine in più.
Ma il destino è comunque segnato...
E' segnato si. Si tratterebbe comunque di palliativi, di prolungare l'agonia. E non ti credere: i sindacati lo sanno benissimo...
Grazie Luigi per la tua risposta. Visto quanto riportato nel link che hai postato a proposito della classificazione dimensionale dei giacimenti, anche io propendo per l'interpretazione piú conservativa. Cercando di rispondere al tuo ultimo quesito: se consideriamo esclusivamente gli USA e prendiamo il valore dei cosumi medi annuali pre-crisi, che si attestavano intorno al 21 milioni di barili (http://img521.imageshack.us/img521/7584/wrpupus2wub3.jpg) il calcolo ci porta a una riserva per circa 2 anni e 8 mesi. Puó darsi davvero che possano aver pensato che valesse la militarizzazione dell'isola ei sicuri contrasti con Cuba in caso disfruttamento. Saluti
Altro link http://www.racine.ra.it/europa/uno/ESAME2008/terzaa/linda_simona_bakki_109/html/giacimenti.htm
Qui dice che un "super gigante" deve contenere almeno "5000 milioni di barili" che se non faccio male i conti sarebbero 5 miliardi di barili (mille milioni sono un miliardo no?) quindi con 20 miliardi il giacimento prospettato sotto Haiti rientrerebbe nella categoria anche con l'interpretazione più conservativa di "billion". Se 8 mesi di consumo mondiale valgano la militarizzazione di un'isola appena rasa al suolo da un immane catastrofe, non saprei dirlo, ma credo che ci sia gente in grado di non scandalizzarsi e di mettere in pratica un proposito simile. D'altra parte si dovrebbe poi valutare a quanto corrisponda in termini di consumo USA...
per togliersi o complicarsi il dubbio si può guardare qui
http://en.wikipedia.org/wiki/1,000,000,000,000_(number)#1012
Se capisco bene sarebbe 10 alla 12 ma effettivamente mi sembra veramente enorme: salomonicamente punterei su 2 alla 12 barili, pari a 65 anni... Bisognerebbe vedere gli altri giacimenti supergiganti quanto "cubano" per farsi un'idea
per togliersi o complicarsi il dubbio si può guardare qui
http://en.wikipedia.org/wiki/1,000,000,000,000_(number)#1012
Se capisco bene sarebbe 10 alla 12 ma effettivamente mi sembra veramente enorme: salomonicamente punterei su 2 alla 12 barili, pari a 65 anni... Bisognerebbe vedere gli altri giacimenti supergiganti quanto "cubano" per farsi un'idea
A meno che nell'articolo suddetto non sia stata usata l'accezione NON ANGLOFONA del termine bilione e che quindi stiano parlando di 1000 miliardi. In quel caso ovviamente sarebbe ovviamente un altro paio di maniche, corrispondendo circa a 652 anni di consumo mondiale (al ritmo odierno). Aspetto ragguagli. Grazie
@Fatman, Ieri, ore 05:24
L'articolo citato riporta: "Secondo le stime il giacimento cubano conterrebbe fino a 20 bilioni di barili di petrolio, diventando il dodicesimo giacimento super gigante di petrolio scoperto dal 1996."
Anche nel caso fosse vero e che le stime fatte fossero realistiche, sulla qual cosa concedimi qualche dubbio, 20 bilioni, ovvero 20 miliardi di barili, al consumo attuale di circa 84 milioni al giorno (ma certamente andrá crescendo, nei prossimi anni) coprirebbero il fabbisogno mondiale per circa 238 giorni (8 mesi). Permettimi di dire che non sarebbe altro che un piccolo ritardo in un processo inevitabile. Ne convieni?
@16
Condivido, ottima l'idea di recuperare anziché abbandonare. Genera professionalità e lavoro, e ci aiuta rendere migliore il mondo in cui viviamo. Resta il nodo dei costi: ogni intervento richiede energia. Sempre più scarsa. Credo che tutto questo potrebbe essere l'occasione per riconvertire vecchie fabbriche inutilizzabili a moderni impianti per l'energia rinnovabile. Un trucco per pagare lo smantellamento con una nuova attività.
La palla ora ai sardi: devono trovare il coraggio di abbandonare il carbone (che in effetti li ha abbandonati da tempo) e di dedicarsi a sole e vento (che non li abbandoneranno mai).
E chissà che l'isola non diventi il primo produttore di alluminio davvero "pulito". Con impianti siderurgici adibiti ad assorbire e stemperare le produzioni rinnovabili eccedenti le richieste della rete. Chissà.
Max, ma non sai che Piangere Miseria e', dopo il Calcio, lo sport Nazionale Italiano?
Deb tappati le orecchie.
machecazzodicrisipossonoaverequesti???????????????
minchia io ci lavoro con snam et similia e girano soldi a palate che puoi comprarti l'utero d'oro di Madonna o affittarlo ogni mese.
se la robin tax di sta minchia fosse una mazza da baseball la infilerei nel deretano asfittico di tremonti così si sveglia un po' sto stoccafisso leghista seghista.
Deb ora puoi ascoltare.
@13
Il peak oil e' arrivato a pungere il pallone gonfiato della economia globalizzata circa uno-due anni fa.
Le economie sono schiantate in recessione ( ditemi voi se non e' uno schianto perdere il 20-25% di produzione industriale in 12 mesi) e ora stanno semplicemente cercando di mettersi a sedere per capire che cosa e' successo.
Di rimettersi in ginocchio o addirittura in piedi, se non succede niente nel frattempo, se ne parla fra qualche annetto.
Ora, emplicemente il surplus di carburanti che vediamo oggi e' la differenza tra le valanghe di energia che servivano nei momenti d'oro a far girare il commercio e la produzione, e le ridotte e sbertucciate necessita' attuali.
Il picco ora e' finito fuori dagli schermi radar, non tanto perche' il tetto di disponibilita' energetica non continui ad abbassarsi, ma perche' semplicemente ora siamo piegati in due e non sbattiamo la testa su qesto soffitto.
Ora possiamo o attendere restando piegati che il tetto pian piano ci raggiunga, o iniziare a rialzarci e sbatterci noi contro un po' prima.
Un po' come camminare sotto una pressa.
che intervista...
Se la Robin Tax da un margine alle raffinerie, allora perchè l'intervistato chiede che venga tolta?
è una contraddizione bella e buona.
E invece sarabbe veramente politica.Invece di ammollare la cassa integrazione lo stato garantisce il salario fino alla pensione a condizione di ripulire i siti e farli tornare uno specchio.Si ripulisce tutto fino a farlo tornare come Dio ce l'ha dato prima che diventasse una latrina.Il problema e che gli ex operai sono i primi a non volere la soluzione più logica poichè preferiscono vivere di sovvenzioni e non fare un nerkiale piuttosto di essere retrocessi a detta loro spazzini.Come se fosse facile il recupero ambientale ,magari come al solito potremmo pure essere all'avanguardia.Sogno scusate.....
Il problema non è chiudere le raffinerie, cosa che avverrà comunque, presto o tardi. Il problema è smantellarle. Chi se ne accollerà i costi, dopo che i privati avranno spremuto il limone guadagnandoci fino all'ultimo? (domanda retorica, lo so da me)
"petrolio raffinato" ovvero carburanti in eccesso, si estrae molto petrolio ma siamo già arrivati al picco massimo di produzione giornaliera, questo a livello mondiale
in italia i consumi di carburante sono in calo sia in consumo interno che in esportazione e le raffinerie hanno i margini di raffinazione che si azzerano o vanno in perdita quando non trattano volumi sufficienti rispetto alle spese fisse (lavoro, tasse e energia)
Scusate ma una domanda.... ma sto picco del petrolio c'è o no ? Se l'ingegnere addetto alla raffinazione parla di SURPLUS di petrolio raffinato i conto non mi tornano.
Qualcuno sa darmi qualche spiegazione??
Il settore petrolifero é uno dei tanti settori di mercato che collasseranno o si contrarranno(turismo di massa incluso) in seguito al picco nei prossimi anni, per cui aspettiamoci una crescita spaventosa dei disoccupati che riguarderà comunque un po' tutto il sistema economico. Arriverà un momento in cui gli ammortizzatori sociali e i welfare in generale salteranno perché sarà esplosa la prossima bolla, quella dei debiti pubblici degli Stati.
Se penso a quale inferno quotidiano potrebbe diventare (soprav)vivere nei medi e grandi centri urbani in un futuro molto vicino e a cosa stanno facendo(niente) l'Italia ed il resto del mondo industrializzato per impedirlo, mi vengono i brividi...
@10
infatti io non capisco cosa ci faccia in Italia la produzione di alluminio, l'alluminio va prodotto nei paesi che hanno grandi disponibilità di energia, non come l'italia, vedi l'Islanda che esporta l'energia in eccesso tramite la produzione di alluminio
ma si chiudiamo queste raffinerie, è la volta buona che miglioriamo il nostro ambiente prezioso anche per il turismo
deborah ci fai un post sui consumi del metano da autotrazione e del gpl negli ultimi anni? graaaazie :)
Voi vi dimenticate sempre della politica (c.z.o!).
Mica si può dire che 1500 addetti cinesi e pakistani costano un decimo di altrettanti con contratto europeo.La raffineria la piazzi a singapore o in arabia saudita ,ci metti i soliti cingalesi a lavorare.Stessa cosa per l'alcoa ,voglio dire per fare l'alluminio ci vuole una quantità spaventosa di energia elettrica con il costo che aumenterà a dismisura.Se sono i difficoltà i distretti cinesi e siberiani con un costo del lavoro minimale qualcuno mi dice come si fanno a pagare i sardi con un salario accettabile?
Ma guarda, dove sono le belve che strepitano sempre che l'energia rinnovabile funziona solo con le sovvenzioni? Pare che sia l'unico settore sovvenzionato...
Dichiarazioni che, guarda caso, cozzano con quelle di Tabarelli:
http://rassegna.governo.it/testo.asp?d=43167068
'"Teniamole tutte Boom nel 2011 domande a Davide Tabarelli Nomisma Energia Altro che chiuderle, dobbiamo tenerci strette tutte e 16 le raffinerie italiane». Parola di Davide Tabarelli, presidente di Nomisma Energia.
Allora non è vero che c`è un surplus strutturale di raffinazione? «Nel settore dell`energia si fanno diagnosi troppo ondivaghe [....] E i cinesi, gli indiani e gli arabi che ci tolgono quote di mercato con le loro nuove raffinerie? «Hanno costi bassi ma non sono competitivi sul piano tecnologico' .... bla bla
No, non è un caso
Io non capisco, non so che pensare, in questo blog si dice sempre che il petrolio di qualità migliore si sta esaurendo e quello che rimane è di qualità più scadente, ed è quello che penso anche io. Però se le cose stanno così allora le raffinerie dovrebbero lavorare di più, non meno. Qualcosa non mi torna.
Qui dice che pare ci siano grandi riserve di petrolio tra Haiti e Cuba, che però non sono state sfruttate. A me pare strano che l'avidità umana si sia per qualche motivo fermata ai Caraibi....
http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6732&mode=&order=0&thold=0
La dichiarazione dell'UP dice che il governo dovrebbe provvedere con incentivi meno vincolanti sul fronte delle immissioni ambientali!!...ma ci rendiamo conto??... io abito a Cremona che è famosa per l'importante raffineria Tamoil; qui abbiamo degli inormi problemi ambientali: falda inquinata da metalli pesanti eidrocarburi, aria inquinata, e come se non bastasse piscine di società sportive che registrano valori di presenza di idrocarburi 400 volte sopra le normative. Cremona è la quinta città in Italia, appena dopo Brescia, per aumento di tumori legati all'inquinamento. Se la gente morirà di tumore non importa l'importane che abbia il lavoro.
....Se i margini si sono ridotti vuol dire che anche i consumi dei derivati dal petrolio sono sull'orlo di una ripida discesa.....E vi preoccupate per qualche migliaio di posti di lavoro ?!
...Scusate, ma il blog si chiama petrolio perchè si augura un incremento infinito del consumo di petrolio e derivati?
hanno fatto i soldi? sì, ora ne perdono e si chiude, il mondo cambia, l'impresa è rinnovamento e difficoltà, devono individuare nuovi business o chiudere
@2 la detrazione al 55% è un incentivo incredibile solo che lo diamo per scontato e comunque sta dando risultati importanti affatto scontati, va male la questione della certificazione energetica e dell'imposizione dei nuovi standard di costruzione quello sì, colpa dei burocrati
E invece di dare incentivi al settore petrolifero/raffinazione, dessimo incentivi, veri e pesanti a tutto il mondo dell'edilizia, per ristrutturare/costruire solo ed esclusivamente case ad elevata efficienza?? in Italia poi, sappiamo bene quale sia la qualità media degli immobili, e cioè mediamente bassa! Vogliamo guardare avanti o continuare a tenere in vita un settore che prima o poi è destinato ad essere marginale? senza tenere conto poi, dei continui "ricatti" dei Paesi produttori di petrolio, e a quanto sembra, sempre più produttori di carburanti(sempre più cari...)
ummmmm.....mentre qui si parla di crisi e chiusura delle rafinerie, c´e´chi invece vuole costruirne nuove ed e´pronto a distruggere uno degli ultimi brandelli rimasti dell´ex-belpaese:
http://iltempo.ilsole24ore.com/abruzzo/cronaca_locale/abruzzo/2010/02/03/1122500-serena_giannico_bomba_lago_mobilitazione.shtml
alle 08:21
Hunter76Lima
Sicuramente si tratta di 20 miliardi di barili (billions è termine diffuso per indicare miliardi nella stampa anglofona)
Un bel giacimento, non c'è che dire, considerando anche che la zona non ne ha altri di simili.
Ma ben poca casa rispetto ad altri super-giganti e soprattutto un palliativo per il peak-oil conclamato.