Uno sguardo dal picco
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Magari il nome sir Richard Branson non vi dirà nulla, ma il nome Virgin sicuramente sì. E' quello dei negozi di musica, delle linee aeree low cost, dei megastores, delle carte di credito, delle palestre, delle bevande, del turismo, degli alberghi, della televisione, dei cellulari, della radio, insomma una mostruosa conglomerata globale che spazia in tutti i campi dello scibile, anzi del commerciabile.
L'eclettico magnate che ha inventato tutto ciò si chiama appunto Richard Branson, e ha ultimamente dichiarato, secondo il Guardian:
Nei prossimi anni dovremo affrontare un'altra crisi, la crisi petrolifera. Questa volta, abbiamo l'opportunità di prepararci. La sfida, è usare bene il tempo che abbiamo. Il nostro messaggio ai governi e alle imprese è chiaro: agite. Non facciamoci cogliere di sorpresa dalla crisi petrolifera come abbiamo fatto con quella finanziaria.
Interessante, vero? Certo, è lecito che si preoccupi visto che nel suo core business ci sono le linee aeree, soprattutto considerando che già da un paio d'anni Branson va sperimentando gli aerei a biofuel. E visto che si tratta di una potenza mondiale, ci si affretta a dargli ascolto: già qualche think tank si è precipitato a sostenere che il biofuel per aviazione deve reso obbligatorio in tutta Europa entro il 2020.
Chissà a quanta gente toglieremo il pane, per i nostri viaggetti low cost...
Ma che biocarburanti...
Se si levasse il petroglio dalle inutili auto private ce ne sarebbe a bizzeffe per aerei, navi, benne, scavatrici, industria chimica, fertilizzanti e tutti quei settori deve "veramente serve"...
Tutto lì il problema... al lavoro in bici o metro e in vacanza in treno: quando proprio serve serve davvero, l'auto al massimo te la noleggi...
Il problema vero è come farlo capire a 60 milioni di italiani...
@26
Eh, 20 anni come dici sono già un'eternità, visti i tempi stringenti. Però vedo che concordi con me sui viaggi aerei per ricchi.
Infatti non é che questa (in)civiltà dei consumi finirà di botto, semplicemente si esaurirà per esclusione graduale delle fasce sociali dai consumi/sprechi di oggi.
In parole povere, fine del mercato dei consumi di massa e ritorno a nicchie di mercato ristrette ai ceti sociali più abbienti, come era una volta. Dopo non ce ne sarà nemmeno per i ricchi se non si comincia ad andare in direzione di un paradigma più sostenibile...
@27 "contrarre di almeno dieci volte il nostro stile di vita" suona molto male e probabilmente a farlo è peggio...a quel punto non mi è chiaro cosa succederebbe di peggio a sbattere contro un muro, morire letteralmente di fame con moglie e figli?
Io spero che dovremo "solo" "contrarre di almeno dieci volte i nostri consumi energetici"!
Il chè, ad essere molto ottimisti, non vuol dire necessariamente peggiorare la vita...
In ogni caso proprio lo sviluppo di biocarburanti da alghe potrebbe essere una buona soluzione. Certo non per rimpiazzare tutto il petrolio oggi bruciato in vario modo ma, insieme con nuove tecnologie meno energivore, almeno per garantire una buona mobilità anche individuale nel futuro. A dire il vero temo che sia la sola soluzione che si intravvede, sperando che non ci siano grossi intoppi tecnologici nello svilupparla. E che poi i nostri nipoti non saranno vittime di qualche disastro ambientale da alghe...
batterie al litio, idrogeno, altri biocarburanti difficilmente copriranno mai più che nicchie...
O forse no, l'idrogeno potrebbe forse essere la soluzione in un futuro non vicino e molto ipotetico di grande disponibilità di energia elettrica (da fusione?)
Oppure ci aspetta un nuovo medioevo, tutti a piedi e a spingere a mano l'aratro tranne il signorotto che anzichè il cavallo avrà ancora il suo SUV a bioetanolo...tocco ferro!
@ 22
Mi confermi quello che ho scritto nel post cioè che chi non capisce il problema non lo capisce dal punto di vista QUANTITATIVO. Chi ha mai detto che il biofuel non è una soluzione oggi? Lo è già da decenni. Ho chissà dove un numero di "Scienza e vita del 1980" dove si descrivevavo le Fiat 127 che fanno il pieno di alcool in Brasile. Il problema è il QUANTO. Ma non ti preoccupare, non ce l'ho con te perchè pure io, se oso affacciarmi su un giornale od una tv subisco un bombardamento mediatico che, tra le tante cose impone questo concetto: "Il petrolio inquina, occorre un rimpiazzo amico dell'ambiente" oppure "il petrolio è sempre meno, occorre rimpiazzarlo con altro". MAI TI DICONO "NON ESISTE FONTE ENERGETICA COSI' POTENTE ED ABBONDANTE COME I COMBUSTIBILI FOSSILI PER CUI DOBBIAMO CONTRARRE DI ALMENO DIECI VOLTE IL NOSTRO STILE DI VITA SE NON VOLGLIAMO ANDARE CONTRO UN MURO" Questo non lo sentirai da loro, ma lo sentirai sussurrare in giro, sempre piu' forte
uh, uh, caro Paolo B. perchè sei così negativo sui biocarburanti dalle alghe?
E' una tecnologia certo ancora da sviluppare ma sperabilmente ci metteranno meno che a fare centrali a fusione mobili... :-)
Nell'ambiente dell'aviazione civile sono considerati la speranza numero uno. Ci mettessero pur venti anni è comunque un tempo non infinito...
Va considerato che il trasporto aereo è già oggi molto efficiente sulle lunghe distanze e ancora più lo sarà nel futuro. Salvo immaginare di dover tornare a viaggiare stipati sul ponte di clipper a vela...
Anche se concordo con chi ritiene che nel dopopeak i voli low cost finirannoe viaggiare lontano sarà di nuovo affare per ricchi...
@1 il GNL (Gas Naturale Liquefatto) non è il metano per autotrazione, quello che si mette nelle bombole delle auto è il CNG (Compressed Natural Gas). Il GNL puo' essere utilizzato anche per alimentare autoveicoli ma in Italia non c'è nessuna struttura in funzione con tale tecnologia se non come metodo per il trasporto con autocisterne criogeniche.
Non si fanno articoli sul maggiore consumo di gas naturale per autotrazione per il semplice motivo che esso, sebbene sia in forte aumento e sia raddoppiato in pochi anni, rimane una frazione piccolissima del totale del gas naturale consumato in Italia: circa il 2%.
Paradossalmente conta di più sull'intero percato dei carburanti per autotrazione quel 5% di biodiesel che viene infilato nel gasolio, che è a sua volta sul totale dei consumi il 50% o giu' di lì.
Tutto questo accanimento nei confronti Branson proprio non lo capisco, ce ne fossero altri di personaggi di spicco inglesi, americani o di qualsiasi altra nazionalità che abbiano perlomeno il coraggio di ammettere come stanno le cose.
@21
Giovanni, ricordo che quando Branson fece volare il suo aereo con un combustibile ottenuto in parte da noci di cocco, tutti fecero mille conti su quante noci avesse usato. E mi sta bene che sia cosi. Fa capire quanta strada abbiamo davanti a noi.
Ma permettimi di pensare che il patron della Virgin voglia far suonare la sveglia, dicendo che e' ora di darci una mossa perche' ora come ora il sistema "trasporti" non e' sostenibile. La ricerca pero' non e' ferma! Permettimi di riportare una citazione del 1949: "In futuro un computer potrà forse pesare solo 1,5 tonnellate."
Il biofuel oggi non e' la soluzione, ma domani?
Deb, ci ha già pensato un tuo collega blogger, specializzato in queste cose, a fare il conto. Tenpo fa pubblicò le calorie necessarie a produrre 100 litri di bioetanolo, il pieno di un SUV: 930 MILA kcalorie. 2500 calorie al giorno. Una buona dieta di un occidentale. Figuriamoci un aeroplano. Chi parla di biofuel per gli aerei non ha capito nulla. Io noto una cosa. Che in genere chi non capisce non è dal punto di vista qualitativo, è QUANTITATIVO. Non ci siamo coi numeri. Pochi capiscono l'abnormità delle quantità in gioco
coraggio, che oggi il TG1 ha espressamente detto che presto arriveremo al picco della popolazione...
dovo sono finiti, quei pazzi catastrofisti del club di roma?
Ma Branson non e' Inglese?
Non capisco un passaggio.
Branson non ha detto che bisogna ORA passare al 100% di biocarburanti per i trasporti. Ha detto che abbiamo il tempo (speriamo) di prepararci ad una futura crisi petrolifera. Qui si parla sempre di questo concetto: prepararci. Significa sponsorizzare per quanto possibile progetti come le citta di transizione, ma significa soprattutto (ai piani piu' alti) fare ricerca, ricerca ricerca ricerca.
Ora, eco1 dice che "stanno sviluppando i biocarburanti di 2a e 3a generazione che non usano prodotti alimentari, lavorano alle alghe e alla trasformazione della biomassa qualunqu". Io non so se sia vero o meno, ma di sicuro ci sono laboratori che studiano queste possibilita', e in futuro speriamo di poter utilizzarne i risultati.
Sono daccordo con chi dice che non potranno sostituire in toto l'energia richiesta dal parco macchine attuale, e sono daccordo nel dire che sara' un passaggio doloroso. Ma credo che una riorganizzazione dei trasporti affiancata da motori e carburanti piu' efficienti (in senso molto ampio) sara' il nostro futuro. Tutto sta nella velocita' della ricerca scientifica e dal grado di elasticita' del nostro sistema.
@16
Ecco perchè ha avuto il coraggio di dire quello che ha detto...
x >Andreax
Sir Branson è inglese.
Ciao
@14
Come ho scritto prima, la percentuale dei biocarburanti sul totale dei carburanti é ridicola, ma fa comunque comodo alle solite lobby.
E non é certo il modo migliore per tenere viva l'agricoltura come dici...
@12
In teoria sarebbe giusto come dici tu ma in pratica non lo fanno. Oggi gli eccessi di produzione ortofrutticola vengono sotterrati con le ruspe, non vengono dati ne ai poveri italiani ne ai poveri del terzo mondo, spreco per spreco non sarebbe meglio farne biocarburanti?. Già i contadini vengono pagati una miseria rispetto agli intermediari adesso stiamo pure a condannarli quando le colpe sono di ben altre persone?, se poi grazie agli incentivi vengono sfruttati di più i terreni altrimenti abbandonati o poco sfruttati non mi sembra una cosa negativa, è comunque un modo per tenere viva l'agricoltura, eppoi coi biocarburanti i "catorci a quattro ruote" comunque puzzano ed inquinano molto di meno, e non danno contributo all'effetto serra perchè la co2 rilasciata dai biocarburanti è quella che la pianta ha assorbito per crescere, scusate se è poco.
Altra considerazione: in prospettiva futura si potrebbe ipotizzare una società basata su rinnovabili tipo fotovoltaico ed eolico che usa automobili ibride, ovvero a trazione elettrica nei corti ma frequenti spostamenti, mentre andrebbe a biocarburanti sui lunghi ma rari spostamenti. Praticamente si percorrerebbe la via della sostenibilità attraverso un uso ridotto dei biocarburanti riservandoli esclusivamente ai lungi tragitti, mentre per quelli brevi le batterie delle auto si ricaricherebbero tramite le rinnovabili, in questa ottica anche i biocarburanti avrebbero comunque una loro validità ed una loro collocazione.
Mai sentito parlare di soldi?
Perché qui siamo tutti bravi a fare i froci con il culo degli altri... gli agricoltori coltivano quello che gli rende di più (economicamente parlando) e se, per paradosso, gli convenisse bruciare il raccolto probabilmente lo farebbero.
Di buone azioni si muore di fame... ed un settore da sempre in crisi di liquidità come quello agricolo ci rimetterebbe le penne in un attimo se decidesse di produrre cose che il mercato paga poco.
Il problema è, in questo senso, prettamente politico e non degli agricoltori... il problema è che tutti noi sappiamo in che razza di mani siamo.
Il tipo della Virgin ha almeno le idee chiare, possiamo lamentarci del biofuel per gli aerei, ma non dimentichiamoci che a volte gli errori si commettono (figurarsi che in tantissimi scommettono sull'idrogeno come "fonte di energia" del futuro).
E' probabile che non passerà molto per far capire ad un personaggio del genere (che evidentemente stupido non è) che non ha senso investire in qualcosa che ha un EROEI tanto basso... certo che se qualcuno glie lo dicesse succederebbe prima. Il problema magari sarà prospettargli un'alternativa che gli permetta di salvare capra e cavoli (far girare i suoi aerei senza bisogno di cambiarli e magari in maniera abbastanza economica). In assenza di tali alternative è probabile che il tipo non vi ascolti neppure: certa gente ha bisogno di gente che i problemi li risolva, non che glie li crei.
Qualcuno ha idee? in alternativa immagino dovremo aspettare il tonfo di qualcuno di grosso... almeno per far si che i gruppi economici di pressione politica diventino meno influenti.
@10
Moriremo di proposizioni e proposte visto che i fatti(in direzione della sostenibilità) si perdono in un oceano di perdurante insostenibilità.
Tanto vale destinare gli eccessi di produzione ortofrutticola nostrana agli Italiani in vera difficoltà economica e poi ai popoli affamati e invece no, la precedenza spetta alla defunta(ma gli automobilisti nemmeno lo sospettano) motorizzazione di massa ed alla moribonda aviazione civile.
Meglio salvare vite umane o mantenere sotto il culo delle persone un puzzolente e inquinante catorcio a quattro ruote?
@9 Paolo B.
Concordo perfettamente.
D'altra parte, cosa aspettarsi da chi avvelena la terra, se stessi ed il cibo prodotto per mezzo di veleni (pesticidi, fertilizzanti, anticrittogamici) ???
Cosa aspettarsi dall'agricoltura criminale di questi ultimi decenni ? Un mio caro amico (agricoltore bio) ha perso il padre (agricoltore pure lui), per un tumore causato dai veleni che usava sui campi.
Le vostre critiche sono senz'altro fondate ma a me sembra già tanto che un americano abbia il coraggio di ammettere quale sia il problema, forse la soluzione che propone lui è perlomeno discutibile ma almeno ha il coraggio di proporre qualcosa, poi ripeto si potrebbe applicare questo sistema perlomeno alle eccedenze di produzione che andrebbero distrutte inutilmente. Non dimentichiamoci che viviamo ancora (per adesso) il paradosso degli eccessi di produzione alimentare nei paesi ricchi e di fame nei paesi poveri.
@8
Gli agricoltori sono sensibili solo agli incentivi economici per "coltivare" biocarburanti, che gli frega se poi sprofonderemo tutti nel baratro? Come si suol dire, meglio un uovo oggi che una gallina...ops, nessun futuro domani, no? E' fuor di dubbio che la maggior parte della categoria sia informata sul picco e sulla limitatezza delle risorse quanto lo é il popolo bue.
E' la filosofia che porterà la specie umana verso una riduzione demografica da record...
@ AndreaX
http://www.aspoitalia.it/blog/nte/tag/eroei/
'Mi è capitato qualche volta di parlare di energia a delle assemblee organizzate per gli agricoltori. Il risultato non è stato brillante. Ho parlato di EROEI, ovvero ritorno energetico sull’investimento e su questa base ho detto che non è una buona idea coltivare biocombustibili. C’è mancato poco che mi rincorressero con i forconi'
@4
AndreaX, biocarburante non certo per tutte quelle quasi 40 milioni di automobili circolanti in Italia. Nessun carburante biologico(le alghe meglio lasciarle perdere per ora e chissà per quanto, semmai diverranno competitive) potrebbe mai sostenere da solo un parco auto mondiale di 800 milioni di autoveicoli in aumento. L'incidenza oggi sul mercato dei carburanti é ridicola e ci sono scarsissimi margini di aumento per ovvi limiti insuperabili.
Allora, piuttosto che affamare gli esseri umani sarebbe meglio puntare sulla mobilità pubblica e su quella individuale muscolare ed elettrica a livello di bicicletta.
Invece é sicuro che pochi individui potenti abbiano già scelto di affamarci...
@Andreax: I visionari fanno sempre bene all'umanità. Solo che oggi forse il vero visionario è quello che pensa non alla crescita ma alla decrescita e al mantenimento di un ambiente vivibile.
se la disoccupazione e l'inflazione vanno avanti di questo passo, col cavolo che facciamo in viaggi in aereo, in vacanza ci andremo in bicicletta....
Richard Branson è un uomo per cui ho una profonda ammirazione, non è assolutamente l'ipocrita che volete dipingere, è un visionario, è una delle poche persone capace di guardare "oltre", mi da fastidio che mettiate in chiave negativa le sue iniziative.
Tanto per cominciare ha avuto il coraggio di dichiarare quello che tutti gli altri negano, cominciando bene o male a proporre qualche alternativa, vi sembra poco?, e lo ha fatto andando a ledere i suoi stessi interessi. E' vero che i biocarburanti pongono un problema di natura etica ma è fuori discussione che essi danno contributo zero al global warming ed inquinano infinitamente meno dei fossili, ad esempio in italia anzichè praticare l'odiosa azione di distruggere l'eccedenza dei prodotti ortofrutticoli se ne potrebbero fare biocarburante, tanto queste eccedenze non vengono comunque regalate ai popoli del terzo mondo ma vengono comunque DISTRUTTE.
Ritornando a Branson lo ammiro perchè è il primo imprenditore privato che sta cercando di raggiungere lo spazio, proprio adesso che Obama invece ha tagliato i fondi al programma spaziale Constellation.
Ho sempre sostenuto l'idea che se l'umanità avesse proseguito nel campo dell'astronautica con la colonizzazione della luna e poi via via con marte adesso avremmo trovato li le risorse naturali che nel nostro pianeta stiamo sempre più velocemente esaurendo, il problema è che questa svolta andava fatta molto tempo prima e temo che adesso sia troppo tardi.
Ho scovato questo articolo interessante, ci sarà un altro Peak, al contrario: http://www.astronomia.com/2010/02/05/la-difesa-del-diavolo/
Niente può sostituire in toto il petrolio e se l'aviazione civile dovesse sopravvivere al picco, sarà roba soltanto per ricchi(un mercato ristretto al 30% di quello odierno ad essere ottimisti).
Così come per l'autotrazione privata, dove il metano potrebbe dare un po' di ossigeno nel post picco ma per poco tempo, dato che incombe anche il peak gas; oltretutto c' é da mettere in piedi moltissima infrastruttura per rendere disponibile il metano in modo capillare su tutto il territorio nazionale.
Sta di fatto che tra biofuel da cereali e metano per le auto, le competizioni con l'alimentazione umana, con la generazione di energia elettrica e con il riscaldamento sono destinate a crescere sempre più.
Prima ancora dei picchi delle risorse, sarà la follia umana a precipitarci nel baratro...
stanno sviluppando i biocarburanti di 2a e 3a generazione che non usano prodotti alimentari, lavorano alle alghe e alla trasformazione della biomassa qualunque, il problema è la cellulosa che è proprio difficile spezzare chimicamente e in maniera economica ma c'è futuro
piuttosto di recente l'italia ha rivisto a rialzo la percentuale di biocarburante per autotrazione da immettere
io aspetto ancora un articoletto sui consumi in aumento di GNL, il metano per autotrazione :)
alle 13:49
Mammifero Bipede
@ Pierluigi #5
Io in vacanza in bicicletta ci vado da vent'anni, ed è un modo di viaggiare che non cambierei con nessun altro al mondo.
Quanto alla conclusione del post, non credo che toglieremo "il pane" ai poveri più di quanto non lo stiamo già facendo, probabilmente toglieremo un po' di carne dai tavoli della "middle class", e non sarà una pessima cosa