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Idroelettrico non sostenibile e imperialismo cementista.

Lunedì 29 Marzo 2010, 08:20 in Energia, Italia di

cavallette2.jpg

La caccia all'energia perfetta non finisce mai. Appurato che gli idrocarburi sono agli sgoccioli, il carbone ci asfissia, il nucleare cova disastri, confidiamo nelle energie alternative o rinnovabili. Però il fotovoltaico è minuzzaglia, l'eolico rovina il paesaggio, le biomasse puzzano e il geotermico "fa i terremoti". Che ci rimane? L'idroelettrico: che bello, energia dall'acqua, pulita profumata sostenibile ed inesauribile.

E invece no! Come possono testimoniare i milioni di "vittime" della diga delle Tre Gole in Cina, il mostruoso idroelettrico moderno devasta l'ambiente e le popolazioni. Sarà pure rinnovabile, ma non è sostenibile per niente, forse perché sottende comunque l'intervento degli immancabili cementificatori e si sa, quelli non sono certo famosi per la sensibilità ambientale.

Nei Paesi del Terzo Mondo, poi, la popolazione fa parte del paesaggio e conta quanto i cespugli o le pietre. Un progetto per un'altra diga-monstre, stavolta sull'Omo River in Etiopia, è destinato a devastare un'area abitata da 200 mila persone: niente più acqua, né cibo dai campi, il fiume sarà bloccato a monte per il bacino artificiale. Per tacere di un'altra area attorno al celebre Lago Turkana, che l'Omo River alimenta.

La diga sarà alta 240 metri, e fornirà 1800 megawatt (immagino quanto indispensabili, a chi non avrà neppure acqua da bere), per un costo di 1 miliardo e 600 milioni di euro. Si sa, l'Etiopia è un Paese ricco, investe per "lo sviluppo".

La cosa più tristemente divertente è... indovinate un po' chi avrà l'onore di cotanta cementificazione inutile? Esatto: i soliti prenditori italiani. La Salini Costruttori, che si è già coperta di gloria costruendo un'altra diga mezza crollata 10 giorni dopo l'inaugurazione.

Fortunatamente, in Etiopia alle cavallette ci sono abituati.

 

 

16
16 commenti
16
12 Mag 2012
alle 23:34

AGO

Bravi, anche voi siete della banda dei ciechi, con il massimo rispetto di coloro che veramente lo sono. Ma chi ha detto che l'idroelettrico vuole dire dighe? vuole dire salti?.....già qualche migliaio di anni fà, esistevano macchine idrauliche a ruota, per fare energia, non elettrica ma di potenza, era sufficiente portare o sollevare acqua. Ma lo vogliamo capire che la soluzione è nella diversità della produzione energetica? Oggi siamo in grado di procurarci la piccola e la media energia che ci occorre nelle abitazioni, attraverso fotovoltaico, minieolico, termico solare, idraulico.....perchè dobbiamo accanirci a trovare il Risolutore Energetico per eccellenza? forse perchè poi ci potrebbe essere come oggi un Detentore Energetico e qualche decina di milioni di coglioni che lavorano per pagarsi l'energia che dovrebbe spettargli (in un paese decente dove è ormai impossibile sopravvivere senza energia elettrica e qualche altra quisquiglia) almeno nella misura minima casalinga naturalmente gratuita.   Ecco che avremo semplicemente raggiunta la meta Kioto senza problemi in due o tre mesi. Dunque Idroelettrico? dove e come lo desiderate, senza salti ne dighe ne altro, esitono già macchine adatte a produrre energia da tubi percorsi da acqua con pendenze dell'1%. Macchine che pur brevettate non possono essere prodotte perchè per avere una certificazione devono passare anni e anni. Purtroppo è l'ignoranza che ci mette nella condizione di essere governati da altrettanti ignoranti; in questo Paese, politica e le lobbies ci hanno portano piano piano ad essere ciechi e sordi e ancor peggio a girar di spalle quando vediamo cose che non vanno.E' ora di mettere mano al cambiamento, senza indugio. Abbiamo tutte le risorse indispensabili che ci occorrono per autosostenerci e dimostrare la qualità delle nostre capacità. Togliamole dalle mani di chi solamente specula sull'ignoranza e dedichiamoci un poco a noi. Apriamo un Blog per acquisire la forza di essere propositivi, basta demolire, diamo la dimostrazione della nostra creatività. Chi lo vorrà potrà operare per la comunità e per se stesso, ma solo con proposte concrete che possano determinare un risultato tecnico concreto e la obbligatorietà di un cambiamento reale nel nostro attuale modello di vita. Quale idiota si prenderà l'onere di contrastare la realtà di un oggetto funzionante e funzionale alla soluzione del nostro problema quotidiano più grande? Domanda quindi: chi può proporre un progetto reale di una macchina che possa produrre energia massima per 6kw? Cercheremo di sostenerlo nella realizzazione del modello, insieme al designers che saprà dimostrare di esserlo; troveremo Partners per la prototipizzazione e per la costruzione , contrariamente a quanto l'industria,  salvo casi sporadici afferma di voler fare senza farlo.

15
10 Lug 2010
alle 03:44

Alessandro Ciarlo

Vorrei sapere quanti morti hanno fatto le 600 dighe attualmente presenti in Italia e quanti ne hanno fatto le 6000 dighe degli USA…
Non capisco: Le dighe raccolgono l’acqua dei fiumi in un bacino, il bacino non può prendere tutta l’acqua che proviene dal fiume perchè altrimenti strariperebbe… il bacino alimenta una centrale idroelettrica, quindi tanta acqua entra in centrale tanta acqua esce e prosegue lungo il letto del fiume.
Non capisco dove dovrebbe finire l’acqua del fiume Omo se non nello stesso fiume…
Nel 2006 lo straripamento del fiume Omo ha causato la morte di 7000 indigeni, come li chiamate voi, i bacini da quando esistono (qualche centinaio di anni) hanno la proprietà di modulare le acque dei fiumi ed evitarne lo straripamento, in oltre nei periodi di siccità hanno la proprietà di continuare a fornire acqua alle popolazioni.
La cosa strana è che tutto questo avviene normalmente ogni giorno in Italia come nel resto dei paesi sviluppati e non riesco a trovare nessuna notizia di prosciugamento di nessun fiume o lago a causa delle dighe in nessun posto del pianeta.
L’Italia acquista il 40% dell’energia elettrica dalla Francia, che la produce con centrali ATOMICHE l’idoelettrico è sicuramente ecologico rispetto al nucleare. No?
Detto questo, non capisco perchè l’Etiopia non può vendere l’energia prodotta nel suo paese ai paesi confinanti, i soldi incassati dalla vendità entrano in Etiopia e ne determinano lo sviluppo del paese.
Si parla da anni del terzo mondo, dei paesi africani che sono sottosviluppati, si dice da decenni che noi dobbiamo aiutarli allo sviluppo… e allora?
Non sarà che vi state sbagliando?
Non sarà che si sta seguendo l’innesco del servizio della BBC mandata appositamente per conto della British Petroleum perchè quest’ultima ha grossi interessi economici per il recente ritrovamento di bacini petroliferi in etiopia?
Un paese sviluppato non permette certo alle multinazionali di mettere le mani sulle proprie risorse naturali…
Quindi bisogna creare una campagna ingannevole al fine di poter continuare a fare affari tenendo i paesi del continente nero in regime di sottosviluppo economico,  tecnologico e culturale, per continuare a sfruttarne le materie prime, come il petrolio ecc... senza essere disturbati da qualche "INDIGENO" che è andato a scuola perchè il suo paese può.
Certe volte si grida alladro!!! alladro!!! per distrarre e commettere il furto dietro le quinte.
Chi non ha cognizione tecnica e non ha la possibilità di valutare secondo parametri realistici e scientifici, fa come tutta la massa della popolazione, segue la scia al grido di battaglia e poi si trova a combattere contro i propri fratelli.
Allora…?
Adesso che sapete un po’ di verità, cosa ne pensate di questa campagna contro l’energia rinnovabile ecologica
per eccellenza, l’idroelettrico e il favoritismo al petrolio e le sue centrali fumose?

Ciao.
Ale.

14
31 Mar 2010
alle 16:50

lou

scusa ma essere buttati a calci fuori dalla propria casa in cima a una collina o in una valle per essere trasferito a forza in un condominio di qualche periferia, affinche'altri godano dei benefici di una diga, E' di fatto una violenza nazista, una deportazione e un crimine contro l'umanita'. NO GRAZIE, non e'di questo che abbiamo bisogno.

13
30 Mar 2010
alle 18:19

Surak 2.0

@8 lou

Intanto, se devo essere coerente con quanto affermo, dovrei trasferirmi in Giappone non certo in Iraq.
Lo farei volentierissimo ma purtroppo non ho soldi a sufficienza per un Paese ricco come quello, non ho qualità tali da trovare impiego in una civiltà avanzata come la loro...a meno di non sperare di fare "spettacolo" facendo finta di essere il tipico italiano (hai presente il ridicolo ignorante?) e poi hanno una lingua troppo complicata per uno non portato come me.

Per quanto riguarda l'Iraq, le cose sono un po' diverse da quelle che affermi te e d'altronde, per quel che valgono, ci sono norme internazionali che regolano i corsi d'acqua che percorrono più nazioni. Ovviamente valgono fino ad un certo punto se gli interessati non sono abbastanza civili da divedersi i vantaggi in modo equo.

Qui c'è un articolo che parla dei problemi della questione.
In buona parte sono le solite polemiche da "pensatore da salotto" per cui se un gruppo di persone deve spostarsi nell'interesse di milioni di altre e loro (trannè il lasciare la zona) allora si descrive come fosse una roba da nazisti..peccato che non ci sia luogo al mondo, ormai, dove non ci sia qualcuno.
Quindi alla fine se manco questo piccolo sacrificio (purchè la gente sia ricompensata in modo equo tipo avere una casa in città o un equivalente monetario della catapecchia persa) o se vecchi ruderi devono contare più del benessere di oggi, allora manco l'idroelettrico ha alcuno spazio reale.
Ed in quel caso il probelma non è la mancanza di energia nè il costo del petrolio, nè quello del gas nè i presunti problemi del nucleare nè  quelli dell'idrolettrico nè quelli dell'eolic etc, ma quelli mentali di certi signori contrari a tutto o che si contano tutti insieme contro qualcosa ma poi divisi e contrari fra loro pure sulle soluzioni.
Roba da psichiatria, insomma

#12 spero non tu ti sia fatto male

 

12
30 Mar 2010
alle 12:01

lou

@lucaspazio, qua casca l' asino, come si suol dire: se le cose si facessero come si deve.....ma non e'cosi'. ai costruttori e alle societa' energetiche non importa un fico secco di lasciare acqua a sufficienza per tutti, animali e piante compresi.

un esempio per tutti, quello che ho gia'citato nel mio commento n. 8: le dighe del progetto ataturk in turchia, che stanno stremando le regioni a valle in irak. gli abitanti di quelle regioni dipendono del tutto dalle autobotti che gli portano l'acqua (ovviamente a pagamento, certo non per filantropia); i pastori devono comprare l'acqua per i loro animali, che prima si dissetavano al fiume;  e immagina cosa succedera' quando nel post-peak ilprezzo del trasporto con autobotte schizzera'alle stelle, o forse non sara' proprio piu' possibile......ORRORE

11
30 Mar 2010
alle 11:24

Davide

Non sono riuscito a trovare i dati di produzione stimata di quest'opera... avete + info?

Per adesso ho trovato solo il potenziale idroelettrico stimato totale dell'etiopia stimato in 30Gw, quindi molto superiore al fabbisogno interno. L'intento dichiarchiarato e' quello dell'esportazione.

 

10
30 Mar 2010
alle 10:59

nickvandeerpeers

@9 Luca, le differenze stanno sempre nel COME e nel SE, cose che mi pare pochi si prendano la briga di considerare! Credo che nessuno sia contro a priori all'energia idroelettrica!

9
29 Mar 2010
alle 23:45

lucaspazio

Per una volta sono d'accordo con Surak, in teoria. Se la diga è fatta bene il bacino acquifero permette alle popolazioni di avere una riserva d'acqua sufficiente. Il problema si presenta se la riserva d'acqua non è gestita correttamente. Se non si fa una rete di acquedotti capillare per permettere alla gente di bere e di utilizzare l'acqua per le coltivazioni, se non si lascia acqua a sufficienza per i bisogni degli altri fruitori della risorsa (animali e piante) il disastro avrebbe proporzioni colossali. Se conosco bene l'uomo. La più probabile delle soluzioni è questa qui. Però ho fiducia nel fatto che esista gente capace di controllare e di creare un rinnovamento sostenibile. Se tale gente esiste in Etiopia la scommessa potrebbe essere vincente.

L'esempio é la diga che volevano fare in Gabon sul fiume Congo per permettere ai Cinesi di impiantare una miniera di ferro al centro di una riserva nazionale. Un pover'uomo afflitto dalla poliomelite creando una organizzazione è riuscito a far desistere il governo da tale tentativo (fonte: trasmissione Vu du Ciel, France 3, del 29/03/2010)

8
29 Mar 2010
alle 22:55

lou

surak, dai il buon esempio e trasferisciti in irak, nelle regioni in cui la portata del fiume si e' ridotta ai minimi termini a causa delle dighe costruite in turchia. vedrai che bello dover aspettare l'autobotte a cui dovrai pagare tanti bei soldini per non morire di sete....ma che vuoi che sia?

7
29 Mar 2010
alle 20:59

Francesco Ganz

Non conosco le specifiche di questo progetto etiope, cmq, alcuni punti mi sono ben chiari :

- L'idroelettrico dovrebbe essere sempre il ben venuto quando va a sostituire fonti non rinnovabili.( Non so se questo sia il caso)

_ L' Etiopia è in chiaro overshot demografico

_ Il lupo dell'abissinia rischia grosso per progressiva espansione degli uomini ( etipopi) anche nei pascoli d'altissima quota ( Sarebbero rimasti poche centinaia di esemplari )

_ I cattivi sarebbero in questo caso gli imprenditori italiani o l'incapacità bicentenaria del mondo occidentale di darsi dei valori in accordo con le possibilità di Gaia ?

 

6
29 Mar 2010
alle 18:36

Gino

Ma insomma, io non ho capito cosa vorrebbe fare l'autrice di questo blog... Tutti siamo d'accordo sul fatto che i combustibili fossili, speriamo più tardi possibile, piccheranno se non lo hanno già fatto e inesorabilmente smetteranno di essere economicamente convenienti prima ancora di esaurirsi.

Però se neanche le sostenibili vanno bene per principio, che vogliamo fare?

5
29 Mar 2010
alle 17:49

Surak 2.0

Chi contesta ogni cosa ancrebbe spedito in una zona perfettamente naturale...poi si ride.
Una diga, intanto, non lascia a secco nessuno ma anzi permette, volendo, di ottimizzare l'acqua. Chiaro che il selvatico là o il buzzurro qui, abituato a fare alla "porco boia" e che è l'unico modo che conosce di fare le cose si oppone ad ogni trasformazione anche perchè non ne capisce i possibili vantaggi.
Certo, se fanno le cose da cani possono fare danni, ma è più da fessi opporsi ad una cosa per arretratezza mentale e culturale che non chiedere la propria parte di vantaggi.

 

4
29 Mar 2010
alle 14:17

lucaspazio

Oggi ho partecipato ad una riunione per lo sviluppo sostenibile organizzata nell'azienda dove lavoro. Un tizio della "Nef", banca etica francese, ha detto che c'é molta gente che va con le bandiere a lamentarsi del nucleare (TAV, ponte, quello che volete...), ma poi non si occupa dei suoi soldi. Ovvero li lascia in una banca che finanzia tali opere. Se davvero volete evitare che mostri di cemento insostenibili sotto tutti i punti di vista vengano creati, scegliete bene dove mettete i vostri soldi. Sono la prima azione politica che avete. Prima ancora di votare questo o quel moviemento o prima di non votare.

3
29 Mar 2010
alle 10:46

david c

http://stopgibe3.it/ da questo sito si puo' firmare la petizione contro la costruzione della diga

2
29 Mar 2010
alle 09:39

nickvandeerpeers

Ecomunque sia; guarda un po' chi paga?:

Italian law and international agreements require that development aid only fund infrastructure projects that are based on international tenders. Yet in violation of that law, and against the recommendation of its own evaluators, Italy’s Ministry of Development Cooperation awarded 220 million Euros in aid money for Salini’s contract on Gibe 2.  The European Investment Bank contributed another 50 million Euros, and the Ethiopian government funded the remaining 104 million Euros for the project
1
29 Mar 2010
alle 09:11

Paolo

...il geotermico "fa i terremoti".

 Ma non erano le dighe a farli?

http://www.lastampa.it/redazione/cmsSezioni/esteri/200805articoli/32727girata.asp

 

 

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