Uno sguardo dal picco
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Doveva restare segreto persino l'evento stesso del meeting, ma il Guardian ha rotto le uova nel paniere. Questa è la prima notizia che ci riporta Rob Hopskins dal suo blog. Rob ha presenziato al summit sul peak oil del governo inglese come rappresentante di Transition Network, e racconta com'è andata.
Definito "affascinante e frustrante" allo stesso tempo, il meeting ha visto la partecipazione di 20 selezionatissime persone, tra le quali ministri, esponenti del governo e dell'industria e studiosi del problema. 4 le presentazioni, la prima delle quali ha riassunto la non consapevolezza dei governi sul peak e la necessità immediata di prendere provvedimenti.
La seconda presentazione ha esposto il punto di vista dell'industria petrolifera, secondo la quale il plateau è cominciato nel 2004. Dal 2005 è finita inoltre l'era del petrolio a basso prezzo. E' stato chiarito che non conta la disponibilità, ma la continuità del flusso sul mercato, e che le compagnie sono ben consapevoli del fatto che, malgrado le riserve siano ancora consistenti, buona parte di esse non sono economicamente sfruttabili. L'esempio usato è stato quello delle particelle d'oro nell'acqua del mare: ce ne sono moltissime, ma nessuno si sogna di prendersi la briga di estrarle. Esiste qualche margine di sfruttamento nel gas non convenzionale, ma per renderlo conveniente occorre che il prezzo aumenti di parecchio. Fin qui l'industria, che a me pare assai chiarificatrice: a porte chiuse si ammettono verità generalmente ben occultate quando ci si rivolge al grande pubblico (e ai mercati...)
La presentazione della Peak Oil Task Force si è focalizzata sulla produzione, chiarendo che difficilmente si raggiungeranno i 90 milioni di barili al giorno e che da quel momento comunque non si potrà che scendere; che i Paesi occidentali, meno abituati alla volatilità dei prezzi, avranno molti più problemi di Cina e India; infine, che il primo settore su cui agire è quello dei trasporti.
Transition Network ha presentato le proprie proposte per una discesa soft, incentrata su un mondo a bassa energia, e portando i molti esempi di comunità locali che già stanno adottando politiche di transizione.
La discussione che è seguita ha un po' sconcertato il nostro insider. Qualcuno ha suggerito che non occorre prendere provvedimenti di sorta, visto che ci penserà il mercato a regolare la transizione attraverso il meccanismo del prezzo. Al che, qualcun altro ha saggiamente obiettato che se penserà a tutto il mercato, allora cosa ci sta a fare il governo? Quest' ultimo, infatti, dovrebbe agire proprio per rispondere alla volatilità e all'indeterminatezza del prezzo. Qualcun altro ha osservato che dovrà cambiare l'intero approccio politico, da una società dove ci si preoccupa di distribuire il surplus ad una dove bisogna invece saper dividere una torta più piccola.
I gruppi di studio a seguire si sono concentrati sulle risposte nazionali e locali alla sfida in atto. Molta la preoccupazione per i trasporti. Le conclusioni finali del lavoro sono state le seguenti:
- La data del peak è incerta, ma comunque inevitabile;
- C'è un alto rischio che i problemi si presentino nel giro di 3 o 4 anni;
- I prezzi saranno inevitabilmente più alti;
- A breve termine, si conterà di più sul gas naturale
- L'intervento del governo sarà inevitabile;
- Lo stile del cambiamento sarà decisivo, e il governo dovrà trasmettere il messaggio alla popolazione in modo chiaro ma non pessimista;
- Ci sarà bisogno di intervenire nei trasporti pubblici;
- Il sistema di pianificazione per l'uso del territorio dovrà tenere il problema ben in mente, e in futuro si potranno considerare anche i razionamenti.
Rob ha trovato affascinante come il governo sia sia finalmente deciso ad affrontare seriamente la questione peak oil, e si è sentito onorato per l'invito esteso alla sua associazione che è molto attiva a livello locale. Ha trovato invece frustrante l'impossibilità di farli uscire dal mito dell'eterna crescita economica, dal mito di "la tecnologia risolverà i problemi" e da come ogni preoccupazione sia concentrata essenzialmente sui trasporti, panacea per i quali pare essere il semplice passaggio alle auto elettriche e tutta la rete di alimentazione ad esse connessa.
Sembra non esserci alcuna considerazione di come una nazione che è la seconda più indebitata al mondo, che è diventata un importatore di energia in un momento di volatilità dei prezzi, riuscirà a pagare una simile infrastruttura.
Credo che questo summit sia da considerarsi un evento di importanza storica. E credo anche che, forse, la segretezza dell'evento non sia stata violata del tutto casualmente...
eh, ma quello è in inglese...
:)
Bernardo mi raccomando studia pure gli aggiornamenti alla teoria se vuoi essere sicuro di passare l'esame del blog petrolio:
http://www.oilcrisis.com/duncan/OlduvaiTheorySocialContract.pdf
:-)
mamma mia che figuraccia, bernardo !
subito a studiare:
http://www.oilcrash.com/italia/olduvai.htm
:)
e domani interrogato :D
Bernardo....che non conosci la teoria di Olduvai mi rifiuto di crederci......che invece hai batutto la testa forte......beh è possibile :D :D
#29 io non conosco ne l'uno... ne l'altra... ma sono ugualmente picchiato. Forse perche' sono caduto da piccolo? :P
Le linee elettriche (sopprattutto quella italiana) sono estremamente vulnerabili ai cali di energia basti pensare al 2003... Senza energia elettrica non sono reperibili (almeno che non si abiti in prossimità di un bosco incontaminato e si sia esperti in sopravvivenza in alta montagna)
- Luce
-Acqua
-Gas (le elettro valvole dei contatori sono elettriche!... almeno che i libici aprano i rubinetti gratis)
-Cibo
-Qualsiasi altra comodità vi venga in mente.
Eh eh.....michele!!!!!!
Duncan e la teoria di olduvai sono un passagio obbligatorio per qualunque "picchiato" che si rispetti :D :D
@27: direi di si, siamo figli di duncan (in un certo senso)
@24: perchè era a quell'incontro?
Avete mai sentito parlare di Richard Duncan (ingeniere petrolifero)?? elaborò, nel 1989 una teoria sulla base della quale auspicava la fine della società industriale a causa dei black out dei sistemi elettrici che porteranno gli elettrodotti e gli organi associati ad un declino irreversibile a causa degli enormi costi ed enormi problemi di riparazione in caso di interruzione di energia... ora... ricordate cosa è successo il 28 settembre 2003...
#24 Cristiano
...Perché Hopkins era a quell'incontro? Questa è la domanda da farsi? Chi è costui e cosa sta facendo per esser l'unico "movimentista" invitato a un incontro del genere?
http://www.transitionnetwork.org/
visto che si deve cambiare cominciamo da qui
come piccola azione personale ho mandato il link a questa pagina al candidato al consiglio regionale che penso di votare domani.
Non so se servirà e se lo leggerà mai ma secondo me dobbiamo fare di tutto, se non vogliamo veramente suicidarci in silenzio, perchè la classe politica nostrana diventi consapevole della partita che si sta giocando a livello globale sulla nostra pelle, nonostante la sciatta informazione se non disinformazione vera e propria nostrana.
Esorterei tutte le persone consapevoli della situazione di passare dal vaticino all'azione informadosi accuratamente su cosa sia il processo di Transizione.
Perché Hopkins era a quell'incontro? Questa è la domanda da farsi? Chi è costui e cosa sta facendo per esser l'unico "movimentista" invitato a un incontro del genere?
@21: veramente inquietante...
Salto quasi tutti i commenti e dico la mia... come al solito... NUDA E CRUDA.
CHE CI CREDIATE O MENO, IL 75% DELLA RAZZA UMANA E' DESTINATA ALL'ESTINZIONE. IN UN MODO O NELL'ALTRO.
E QUESTO A CAUSA DELLA STRUTTURA DEL SISTEMA CHE LA TIENE IN VITA, TROPPO DIPENDENTE DA ASPETTI CRITICI.
IL PETROLIO NE E' SOLO UN PICCOLO ESEMPIO... CHE TRA L'ALTRO E' ANCHE L'ASPETTO PREPONDERANTE.
IL PETROLIO INFLUISCE SULLA SANITA', SULL'AGRICOLTURA, SULL'ECONOMIA, SUI TRASPORTI, SULLA SICUREZZA, SULL'INDUTRIA.... SU TUTTO. E QUANDO FINIRA' DI ESSERE ECONOMICAMENTE VANTAGGIOSO ESTRARLO, TUTTI I NODI VERRANNO AL PETTINE.... CONTEMPORANEAMENTE.
QUESTO... METTETEVELO BENE IN TESTA. POI SI PUO' DISCUTERE SE CIO' AVVERRA' IN 1, 10 O 100 ANNI...
....MA LE STIME PIU' OTTIMISTICHE NON VANNO OLTRE I 10 ANNI!
@9
"Questo è uno dei tanti miti MODERNI con la TECNOLOGIA si risolve tutto , esistono le soluzioni e sono tenute nascoste ..."
Il positivismo del XIX secolo (la scienza è capace di risolvere tutti i problemi dell'uomo...) purtroppo non è ancora morto.
@14
"E' ora di tornare con i piedi per terra, purtroppo senza il paracadute..."
...A strapiombo direi! Sono riuscito a trovare un bellissimo articolo di David Murphy su TOD dove si vede il grafico della curva di Hubbert corretto tenendo conto dell''EROEI (fig.3). Mentre per la curva tradizionale al raggiungimento del picco significa che in teoria abbiamo consumato il 50% del petrolio disponibile, con la curva corretta si vede invece che è il 73% (al netto dell'energia) e che ne rimane quindi solo un misero 27%.
http://netenergy.theoildrum.com/node/5500
É giusto che la crisi generale da carenza di energia inizi da dove questa energia è stata usata per prima e da dove l'industria del vapore si è estesa al resto del mondo.
Il problema è che i "padroni del vapore" sono diventati i "padroni dei nostri debiti", ma lo hanno potuto fare solo assicurandoci che il loro modo di vivere era il migliore e tutto sommato l'unico degno di essere preso in considerazione.
Dunque tutte queste dichiarazioni ufficiali sono una parte del problema e non la soluzione.
ho trovato questo articolo interessante sul gas:
http://it.peacereporter.net/articolo/21007/Usa%2C+la+corsa+a+chi+ha+pi%26ugrave%3B+gas
forse è OT, ma non troppo.
I politici useranno qualunque scusa per ritardare e, possibilmente, scaricare su qualcun altro la responsabilità di prendere provvedimenti. Questo del gas in abbondanza potrebbe anche funzionare.
@ 17
Quel mio collega che ha riso, sono un ingegnere meccanico, dovrebbe ritornare a studiare Fisica I!!!
Andrea
@13
direi di sì, conviene cominciare col suicidio di massa. Chi si fa avanti? ;)
Comunque...o cmq come piace scrivere ai gggiovani, meglio tardi che mai. Se piano piano gli inglesi si stanno svegliano suppongo, mi auguro, che a cascata anche le altre nazioni civili comincino a pensare alla transizione.
Lo stivale, non facendo parte delle nazioni civili, dorme beatamente. L'unica forza politica che parla di decrescita, transizione e sostenibilità è il MoVimento5stelle. Per il resto, coma profondo.
Vorrei però dire una cosa a tutti i "veggenti" (amichevolmente) commentatori del blog: il futuro non lo può predire nessuno. Il picco è una certezza, ma molte delle catastrofi che annunciate nei vs commenti non è detto che si realizzino. Potrebbe anche andare peggio di come la pensate ;-)
P.S. espongo la teoria del picco ad alcuni colleghi, tra cui un ingegnere che ridendosela mi ha detto: "ma cosa dici, finchè la produzione supera la domanda non ci sono problemi, e sarà sempre così".
E' come coi seguaci del nano, puoi esporre dati, fatti incontrovertibili... per loro, semplicemente, non è vero.
@14
Più che altro fine della più consumistica era dell'umanità, il che è diverso.
Sprecare energia (in generale) non è benessere, è spreco per l'appunto.
Tanto per chiarire: oggi ci possiamo permettere di comprare tre banane, mangiarne una e buttare le altre due. E' benessere questo?
A proposito di petrolio, avete notato che il prezzo del barile sembra inchiodato sugli 80 $(80,32 $/b per la precisione, ovvero 59,88 €/b) già da un po?
Intanto l'euro continua a deprezzarsi sul dollaro(1,3413 $) e mi aspetto di risentire a breve le sirene dell'aumento del prezzo dei carburanti...
@10
Il peak oil sembrerebbe "un picco solo" ma se ci pensi bene é in buona compagnia.
Picco del benessere, picco delle rese agricole, picco della motorizzazione di massa, picco dell'occupazione, picco dell'ordine pubblico, picco del welfare, picco del turismo di massa, picco del trasporto merci su gomma, picco dei gas serra, picco del PIL, picco...ed infine il picco demografico.
In una piccola frase, "fine della più duratura(eppur breve) ed unica era di benessere dell'umanità(dei paesi sviluppati)".
Mezzo secolo vissuto "alla grande", ed oltre i limiti fisici del pianeta, dall'homo sapiens.
E' ora di tornare con i piedi per terra, purtroppo senza il paracadute...
Dite che siamo spacciati?
purtroppo anche nel campo energetico, i Tedeschi sono davanti a tutti.
ricodo anni fa' in TV un intervista a un padre di famiglia bavarese, di Monaco, che possedeva una sola auto in famiglia ( mercedes tanto per essere un tantino nazionalista) e che nel fine settimana non utilizzava quasi mai l'auto.
Perchè? semplice usavano il tram di Monaco, loro due genitori pagavano 1 euro a testa e i due figli gratis. andavano al cinema, o al centro commerciale col tram, con le borse in mano, o col il troiller...felici di lasciare l'unica auto in garage.
Col servizio di trasporto pubblico, risparmiavano denaro ( carburante + parcheggio ) e tempo di percorrenza etrovare il parcheggio vicino al centro.
Capito sti crucchi ?
#10 Mammifero Bipede
Un picco solo, per il momento, può anche bastare... serve a far capire a tutti che la festa è finita.
No serve solo a prendere soluzioni tampone e parziali , lasciando l'illusione che la CRISI è Temporanea e che i cambiamenti da fare sono minimi
La Crisi è SISTEMICA e non solo energetica
ed è amplificata dalla logica del profitto ...
serve un cambiamento epocale a cominciare dai valori etico /morali delle persone
altrimenti si ripetono gli errori
serve una visione complessiva , dei limiti dell'ambiente in cui viviamo, e delle leggi Naturali che lo governano ... e noi uomini con tutto il nostro caos siamo comunque piccoli abitanti del pianeta.
Un picco solo, per il momento, può anche bastare... serve a far capire a tutti che la festa è finita.
1) il punto di vista dell'industria petrolifera... il plateau è cominciato nel 2004....non sono economicamente sfruttabili...Fin qui l'industria, che a me pare assai chiarificatrice: a porte chiuse si ammettono verità generalmente ben occultate quando ci si rivolge al grande pubblico (e ai mercati...)
Si comincia a parlare chiaro sulle disponibilità ... ma mi aspetto altre novità (ulteriore riduzione delle quantità ... usabili)
2) che i Paesi occidentali, meno abituati alla volatilità dei prezzi, avranno molti più problemi di Cina e India; infine, che il primo settore su cui agire è quello dei trasporti.
Certamente i Trasporti (troppo energivori) ... e certamente il mondo OCCIDENTALE ... troppo dipendente dalla GLOBALIZAZIONE ... e da beni prodotti chissa dove.
3) Transition Network ha presentato le proprie proposte per una discesa soft, incentrata su un mondo a bassa energia, e portando i molti esempi di comunità locali
In parte condivisibile ... ma l'approccio legato alla considerazione di un CLIMA (AGW) con temperature in aumento può essere DELETERIO
4) Ha trovato invece frustrante l'impossibilità di farli uscire dal mito dell'eterna crescita economica, dal mito di "la tecnologia risolverà i problemi" ...concentrata essenzialmente sui trasporti, panacea per i quali pare essere il semplice passaggio alle auto elettriche
Questo è uno dei tanti miti MODERNI con la TECNOLOGIA si risolve tutto , esistono le soluzioni e sono tenute nascoste ...
In un sistema chiuso ... prima o poi si raggiungono i limiti.
auto elettrica ecc ... non si considera mai tutto il ciclo energetico in gioco .
Una visione comunque ancora legata a cercare di mantenere il sistema attuale ... la CRISI è del SISTEMA ... e non solo ENERGETICA.
#2 Paolo B - al primo posto in assoluto, per le emergenze prossime venture, il problema dell'alimentazione da fine agricoltura petrolio-dipendente.
Quoto in pieno e aggiungerei anche , Agricoltura/Trasporto dipendente ... perchè molto di quellom che mangiamo viene dal resto del mondo.
La disoccupazione di massa sarà il primo e catastrofico effetto crisi
Aggiungerei anche un inasprimento delle tensioni sociali dovuto a un calo progressivo di tutte le tutele date dallo stato sociale.
Come conclusione
anche se si comincia a parlare di uno dei problemi il Picco del Petrolio la visione è comunque limitata e non si estende alla CRISI complessiva del SISTEMA, e non vede altri Picchi in arrivo.
La disoccupazione di massa sarà il primo e catastrofico effetto crisi che i paesi occidentali si troveranno ad affrontare e i cui effetti sull'ordine pubblico ed in molti paesi potrebbero portare alla svolta autoritaria dei relativi governi.
Se in UK pensano "apertamente" ai problemi futuri del trasporto, ci scommetto che "segretamente" stanno prendendo, non solo loro, già le contromisure per mantenere l'ordine pubblico...
Gli inglesi ce la faranno, magari tornando ad una austerity da 2nda guerra mondiale ; quindi l'indiscrezione che fiat licenzierà 5000 dipendenti nei prossimi anni qui in Italia vi preoccupa o non vi preoccupa ?
No non era segreta, ma condotta secondo le Chatham House Rules, in pratica puoi parlarne ma senza dire mai chi ha detto cosa. Nessuna bufala e Hopkins non è un giornalista.
L'indiscrezione sull'incontro (prima dell'incontro) è invece opera del Guardian.
Scusate ma se questa riunione doveva rimanere segreta come mai questo rob hoskins ne ha poi diffuso impunemente i contenuti?, ma stiamo a scherzare?, alle riunioni segrete non ci vengono certo i giornalisti, a me sembra tutta una bufala.
Il fatto che Rob e Peter fossero invitati è davvero interessante. Dimostra quanto l'approccio di Transizione consenta di aprire canali e creare forti contaminazioni anche a livello politico.
La strada da fare è ancora tanta, ma le cose si muovono sempre più velocemente. Sono, tutto sommato, buone notizie.
PS: ti rubo la traduzione...
Non credo proprio che la riunione potesse realisticamente essere tenuta segreta.
Qui, semplicemente hanno voluto che filtrasse e si diffondesse da sola, senza proclami governativi, in modo da non generare ondate nell'opinione pubblica.
QUi da noi, a parte questo e pochi altri blog, l'informazione non dico che dorme, e' proprio in coma sull'argomento.
Suppongo che i feroci morsi della crisi stiano svegliando anche i piu' dormiglioni del quieto vivere.
Quello che bisogna fare, e' far capire alla gente da dove vengono i problemi, o la propaganda populista se li prendera' tutti.
Anche qui e in crisis si parla spesso e troppo dell'automobile, a dimostrare che la priorità "motorizzazione di massa" è radicata non solo nei Governi ma anche in modo patologico nella testa della gente.
Duro a morire il mito dell'automobile individuale, ma morirà inevitabilmente.
A parte questa mia "velatuccia" polemica resto allibito, ma comunque me lo aspettavo, per quanto sia ottuso il potere a non mettere al primo posto in assoluto, per le emergenze prossime venture, il problema dell'alimentazione da fine agricoltura petrolio-dipendente.
Ne va della vita di miliardi di individui e questi pensano all'alternativa elettrica che non potrà mai sostenere la motorizzazione di massa.
Nel frattempo guardano al gas naturale, altro fossile sull'orlo del picco e vitale per produrre energia elettrica e per riscaldarci(oltre che per i fertilizzanti).
Nelle stanze del potere ci sono individui pazzi e pericolosi che ci stanno conducendo verso una catastrofica decrescita e temo che riusciranno nel loro intento...:-(
Ma che palle... non vogliamo capire che i problemi del mondo sono essenzialmente 3:
1 - i magistrati di sinistra
2 - le intercettazioni telefoniche
3 - l'aborto
Per tutto il resto c'è VISA (e Bertolaso).
alle 08:53
Hunter76Lima
#27 Michele, sostituirei ad "auspicava" con "prevedeva"
E' vero, Duncan è un filo pessmista, non penso però che fosse misantropo.
O no?