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2012? "Abbiate paura!"

Sabato 24 Aprile 2010, 20:15 in Peak Oil di

eia1.jpg

 

Un po' parafrasando catastroficamente Giovanni Paolo II, in questo articolo su Countercurrent si commenta un clamoroso documento dell'EIA (che ha preceduto quello del Pentagono, di cui avevamo parlato qui), che "chiama" ufficialmente il punto di non ritorno del petrolio nel 2012. Il documento è questo.

La disponibilità della più importante fonte di energia mondiale sta per precipitare. Non in un futuro lontano, ma tra un anno e mezzo. La produzione di tutti i combustibili liquidi, incluso il petrolio, tra vent'anni sarà ridotta alla metà. E la speranza risiede in "progetti non precisati", che uno dei principali geologi petroliferi mondiali definisce come "eufemismi per scarsità", e il più eminente banchiere dell'industria petrolifera sostiene siano "basati sulla fede". 

E per porre rimedio abbiamo "zero time", ovvero non c'è più assolutamente tempo per metterci una pezza.

 

95
95 commenti
95
07 Mag 2010
alle 13:23

barbara m.

@Hunter76Lima

ho ripensato al The Tipping Point  leggendo questo http://lagrandecrisi2009.blogspot.com/2010/05/ipotesi-sullanomalia-americana-meno-700.html sul crollo improvviso  del Dow Jones, che ha perso il 9% in pochi minuti. questo il pezzo 'incriminato':

"2- Dunque le MACCHINE hanno preso il POSTO dell'UOMO ad un livello non tollerabile ed il sistema "artificiale" ormai ha raggiunto una tale complessità che ne abbiamo perso IL CONTROLLO (...come è successo sugli assets tossici....).
3- Sistemi troppo complessi tanto da diventare incomprensibili ed incontrollabili per chi li ha creati, sono destinati a generare ROVINA ED A COLLASSARE."

siamo veramente nelle mani di Dio. basta un nonnulla per far crollare tutto in poche ore, un vulcano dal nome impronunciabile, un operatore di borsa che (manovrato o meno) scrive una b (billions) invece di una m (millions) o chissà che altro. 

94
01 Mag 2010
alle 06:59

Giovanni Maria Boffi

@ Leonardo M     @ pilotaDD    @ persenaro

Perdonate se mi intrometto.

Il picco nell' estrazione dei combustibili fossili, del minerale di uranio e degli altri prodotti dell'

industria mineraria rientra nell'ordine naturale delle cose, succedera' se non subito, a medio

termine, ma questo non significa che siamo condannati al disastro, alla poverta, allo stato

stazionario.

Una soluzione tecnicamente ed economicamente praticabile per evitare questa trappola esiste.
E' stata  proposta nel 1976 dal fisico americano Gerard K. O'Neill.
Nel 1976 il lavoro del club di Roma sui limiti dello sviluppo, e le indicazioni di Carl Segan circa la

portata termica massimma dell' ecosistema terestre, erano freschi di stampa.
Muovendosi tra questi due limiti invalicabili, O'Neill suggeri un piano per evitare che la crisi

energetica del 1973 si ripetesse.

Suggeri' di andare a prendere l'energia, per il presente e per il futuro, dove questa fluisce in

abbondanza; trecento chilometri sopra le nostre teste.

Ho ritrovato gli articoli dove spigava come, e con quali strumenti tecnici attingere a questa fonte sei

mesi fa presso la biblioteca  dell' istituto di ingegneria areospaziale dell'universita " La Sapienza " di

Roma.

Il piano di O'Neill era quello di costruire nello spazio una linea di produzione in grado di asseblare

ogni anno due centrali elettriche poste in orbita geostazionaria, ciascuna delle quali avrebbe

aggiunto (e fornito) alle reti elettriche di terra una potenza istallata di 10000 MegaWatt/ora.
(Una potenza in grado di soddisfare agevolmente la domanda di una regione come il piemonte)

Il progetto avrebbe prodotto la prima centrale a 7 anni dal suo inizio, avrebbe raggiunto l'equlibrio

finanziario a 11 anni dall' avvio e restituito ogni capitale alla fine del diciannovesimo anno.
Sarebbe costato in tutto 46 miliardi di dollari spalmati in 11 anni.

Tenendo conto dell' inflazione i 46 miliardi del 1976 pesavano allora, quanto oggi pesano 250

miliardi.
Da allora tuttavia, la tecnologia a camminato, puo fare facilmente e a basso costo, cose che nel

1976 erano futuribili.
Credo che oggi portar giu quell'energia non costerebbe piu di 120 / 130 miliardi di dollari.

Chiedo una cortesia a chiunque legge queste note.
Desidero discutere approposito dei due articoli dove Gerard K. O'Neill propone la sua soluzione

(per trovarne i punti deboli e i punti forti) per questo li inviero a chiunque vorra' chiedermeli.

A fine messaggio aggiungo il mio indirizzo di posta elettronica.
Spero, cosi facendo, di non violare le regole del sito; ma se cosi fosse, prego l'amministratore del

blog di fare in modo che io sia contattabile per chi lo desideri

Indirizzo virtuale  guruni@bigfoot.com 

93
29 Apr 2010
alle 16:44

Antonello

E se Campbell avesse sbagliato !?!?  Nel senso che magari era più corretto prevedere un plateau anzichè un picco preciso.

Pinnettu, allora ha sbagliato anche Duncan (e non solo lui) e qui stiamo solo discutendo di nulla.

Pensa a Matthew Simmons (altro picchista di spessore)...


Simmons non è un ricercatore ma solo un appassionato, e non ne azzeccava una. Certo che confrontarlo con Campbell però...

Io direi che le variabili in gioco sono talmente tante che nessuno può dare una data precisa......neppure Campbell.


Stà proprio qui la bravura di un ricercatore che non perde la bussola dietro alle molteplici variabili. La teoria del peak oil è prevista teoricamente dalla curva di Hubbert (come ben sai), la quale non prevede nessun plateau di nessun tipo. Non c'è alcuna teoria a supporto di questo concetto, ma solo una catena di "dati" basati su semplici volumi di cui non si conosce bene il loro valore intrinseco.

Aggiorniamoci fra qualche mese ok ;-)

Concordo.

92
29 Apr 2010
alle 13:43

Pinnettu

E se Campbell avesse sbagliato !?!?

Nel senso che magari era più corretto prevedere un plateau anzichè un picco preciso.

Pensa a Matthew Simmons (altro picchista di spessore).........nel 2005 prevedeva che entro il 2008 la produzione del gas Nord Americano sarebbe andata in contro al collasso.

Così non è stato. Con la messa in produzione degli shale gas, il problema è stato rinviato e i prezzi del gas Nord Americano sono crollatti.

Io direi che le variabili in gioco sono talmente tante che nessuno può dare una data precisa......neppure Campbell.

Aggiorniamoci fra qualche mese ok ;-)

91
28 Apr 2010
alle 18:20

Antonello

Pinettu, Campbell quello che doveva dire lo ha già detto in modo chiaro, se poi qualcuno che si nasconde dietro le sigle di organizzazioni varie pensa ad altro, pazienza. Ripeto per me la sigla ABCD o quello che vuoi tu, mi dice poco o niente, a me interessano nomi di ricercatori che siano almeno alla sua altezza e che abbiano il coraggio di prendersi la responsabilità di quello che dicono senza nascondersi dietro sigle finanziate da altre sigle che hanno rapporti con altre sigle...

Quanto al 2011 è solo una data che darà un ulteriore indicazione sulla lunghezza del plateau.....perchè di calo se ne parlearà probabilmente un pò più in la.

I dati sui volumi dopo il peak oil 2008 per me hanno significato solo se corredati da EROEI e indice API, se qualcuno mi fornisce soltanto dati su volumi e basta io le interpreto solo come "bolle" di petrolio.

Se ti interessa che considerazione ha avuto Campbell delle sigle e dei loro benemeriti "dati ufficiali" allora questo è quello che ho trovato per esempio su wikipedia:

"Colin Campbell argues that the 2000 United States Geological Survey (USGS) estimates is a methodologically flawed study that has done incalculable damage by misleading international agencies and governments. Campbell dismisses the notion that the world can seamlessly move to more difficult and expensive sources of oil and gas when the need arises. He argues that oil is in profitable abundance or not there at all, due ultimately to the fact that it is a liquid concentrated by nature in a few places that possess the right geological conditions. Campbell believes OPEC countries raised their reserves to get higher oil quotas and to avoid internal critique. He also points out that the USGS failed to extrapolate past discovery trends in the world’s mature basins.[129]"

http://en.wikipedia.org/wiki/Peak_oil

90
28 Apr 2010
alle 16:04

Pinnettu

Beh Antonello.....Campbell è un fondatore di ASPO International.......il suo nome e la sua immagine sono su tutti i siti dei vari ASPO nazionali. Se avesse motivo di credere che i dati che dimostrano il plateau sono fasulli, farebbe un articoletto velocissimo con una sintetica tabella con quelli che invece dovrebbero essere i dati veri.

Quanto al 2011 è solo una data che darà un ulteriore indicazione sulla lunghezza del plateau.....perchè di calo se ne parlearà probabilmente un pò più in la.

Sono più che convinto che se ASPO avesse numeri diversi li pubblicherebbe all'istante!!!!!

Comunque secondo me basta ancora un annetto per capire se siamo su un plateau, che magari può durare ancora qualche anno, oppure se siamo già in fase calante da due anni.

89
28 Apr 2010
alle 09:53

Antonello

@81 Pinnettu

Comunque per il monento i dati dicono plateau e nessuno è intervenuto a dire che non è vero ;-)

Sarebbe interessante chiedere a Duncan e Campbell ma in questo momento sono troppo occupati.  ;-)

Nel 2011 avremmo un quadro sicuramente più chiaro.

Concordo, purchè non spostiamo sempre in avanti anche questa data eh? :D

88
27 Apr 2010
alle 23:41

Claudio

Un articolo che analizza il nucleare molto recente.

http://qualenergia.it/UserFiles/Files/61-63_n2-2010.pdf

 

87
27 Apr 2010
alle 23:12

Claudio

Articolo interessante  ( a mio avviso naturalmente)

Un saluto a tutti.   Claudio

http://qualenergia.it/UserFiles/Files/5-7_n2-2010.pdf

86
27 Apr 2010
alle 22:07

pilotaDD

@80, cara Lou non sono Leonardo ma provo a risponderti io...se una centrale nucleare ha EROEI decisamente superiore a 1, e così è, non ti serve per forza neanche una goccia di petrolio. Puoi usare l'energia in eccesso per sintetizzare idrogeno, per esempio, o più semplicemente, e meno ecologicamente, per produrre carburanti sintetici dal carbone o altre fonti. E con quelli alimentare i camioni, le navi o le attrezzature che ti servono a estrarre, manipolare e far viaggiare l'uranio.

85
27 Apr 2010
alle 22:07

loù

beh, pinnettu, se questi davvero useranno pannelli fv per alimentare le trivelle....allora mi sà che continueranno fino all'ultima goccia (si salvi chi può.)

84
27 Apr 2010
alle 22:06

loù

beh, pinnettu, se questi davvero useranno pannelli fv per alimentare le trivelle....allora mi sà che continueranno fino all'ultima goccia (si salvi chi può.)

83
27 Apr 2010
alle 21:09

Pinnettu

Errata corrige

"in quei 2400 miliardi" = in quei 1400 miliardi

82
27 Apr 2010
alle 21:06

Pinnettu

@77

Di petrolio non ne avremmo per decenni.....

...........ne avremmo per l'eternità!!

Nel sottosuolo ne rimarrà per sempre una discreta quantità che non varrà mai la pena tirare fuori, semplicemente perchè ci vorrà più energia di quella che riuscirà a restituire.

E comunque ci vogliono numeri......... per il monento siamo a riserve provate pari a circa 1400 miliardi di barili. Dove è questo petrolio di cui si conosce l'esistenza e che ancora non si è iniziato ad estrarre!? E che non viene conteggiato in quei 2400 miliardi !?!?

Senza numeri discutiamo del nulla.

81
27 Apr 2010
alle 20:56

Pinnettu

@78 Antonello

Certo la domanda non è una cosa rigidissima ma ho forti dubbi sulla sua comprimibilità. Come vedi, nonostante metà del pianeta sia in crisi profonda, la domanda globale non è assolutamente crollata (circa -2,5% dal massimo del 2007). Oggi siamo ad appena un -1% da quel massimo.

La cosa a mio avviso è spiegabile solo col fatto che il gap non è cosi ampio da giustificare aumenti talmente sostenuti da distruggere la domanda e mandare tutto a gambe all'aria.

Comunque per il monento i dati dicono plateau e nessuno è intervenuto a dire che non è vero ;-)

Nel 2011 avremmo un quadro sicuramente più chiaro.

80
27 Apr 2010
alle 19:50

loù

scusa leonardo m, ma anche il nucleare ha bisogno del petrolio...sennò l'uranio come lo estrai, arricchisci e trasporti fino ai reattori, a dorso di mulo?

79
27 Apr 2010
alle 16:51

nickvandeerpeers

@77 Sul giustamente facendo avrei i miei dubbi; lasciare eredità pesanti per 250.000 anni di scorie radioattive non mi sembra una brillante idea, se poi consideraimo che non esiste una certezza di assenza di incidenti (grossi), la statistica dice che se aumenti gli impianti parallelamente aumentano le probabilità che un grosso incidente accada oggi o l'ultimo giorno di funzionamento dell'ultima centrale nucleare al mondo!

Per farsi un po di cultura sul nucleare....

http://www.progettohumus.it/include/nucleare/specials/baracca/appendice1.pdf
78
27 Apr 2010
alle 16:13

Antonello

@76 Pinnettu

Io molto semplicemente penso che se fossimo già in fase calante da 2-3 anni, lo scollamento tra domanda e offerta sarebbe tale che le conseguenze sui prezzi dei derivati del greggio sarebbero devastanti.....per dire, benzina ampiamente sopra i 2 €/litro.

Non è detto. Tu parli della domanda come se fosse qualcosa di rigido e immodificabile. Ti faccio un esempio: se 1000 persone lavorano nella stessa fabbrica e si spostano da casa usando l'automobile consumano all'anno una certa quantità di benzina (domanda) ma se a causa della crisi la fabbrica fallisce e chi lavora non riesce a trovare un lavoro in un altra fabbrica automaticamente la domanda di benzina scenderà di parecchio, moltiplica ora questa situazione per le migliaia di fabbriche che falliscono; quindi se in un primo momento l'offerta di petrolio diminuisce (generando una crisi del sistema) non è detto che il passo successivo sia per forza l'aumento del prezzo della benzina, anche perchè il governo potrebbe anche intervenire scaricando il gap dei costi del carburante sottoforma di tasse su altri beni, ridimensionando i finanziamenti per il welfare o altro.

77
27 Apr 2010
alle 15:44

Leonardo M.

Io penso che il grafico sia stato male interpretato. Significa solo che una discreta percentuale di produzione proviene da aree dove non si è ancora cominciato a scavare, ma si sa che c'è petrolio. Questa è la differenza. Avere la certezza che c'è, ma non aver iniziato l'estrazione non equivale a non sapere dove andarlo ad estrarre.

Di petrolio ne avremo ancora per decenni, a prezzi però alti e questo favorirà lo sviluppo di energia alternativa, nucleare in primis, come Obama sta giustamente facendo.

76
27 Apr 2010
alle 14:38

Pinnettu

@72 Antonello

Premettendo che stiamo solo spulciando i particolari e che poi la sostanza continua a non cambiare, non sono d'accordo con quanto esponi.

Dici:

"Lo hanno fatto eccome! C'era pure chi ridicolizzava il concetto di picco dicendo che ne avevamo fiumi interi e la colpa era degli speculatori;"

Che si ridicolizzasse il picco è pacifico, ma le varie agenzie non hanno mai nascosto il gap fra domanda e offerta

Questi sono i dati dell'EIA, e se vedi, nel triennio di cui sopra, non nascondono in nessun modo il gap fra domanda e offerta. Se vuoi dire che dicevano cose in contrasto con i dati che pubblicavano...ok......dire che però non pubblicassero i dati veri è falso ;-)

Dati in milioni di barili/giorno

 

................Totale........Domanda........Crude

2003..........79,583.........79,681..........69,433

2004..........83,088.........82,456..........72,476

2005..........84,550.........84,038..........73,719

2006..........84,522.........85,202..........73,435

2007..........84,409.........86,138..........72,987

2008..........85,379.........85,752..........73,690

2009..........84,166.........84,039..........72,261

2010.........85,400...........................73,000

 

I dati per il 2010 sono ovviamente un dato tendenziale, estrapolabile dalla produzione degli ultimi mesi che nel caso degli "all liquids" stà attorno agli 85,4 milioni di b/g

 

Dici poi:

"E' già successo guarda caso nel 2008 con il petrolio a 147$/barile e crollo a precipizio dopo con fallimenti a catena. Per una prima forma di "razionamento" vedi prima Islanda e poi Grecia."

La cosa lo fatta notare pure io. Ma questo non dimostra in nessun modo che siamo in fase calante. Dimostra invece un'altra cosa (comunque già abbastanza grave) e cioè che la produzione non riesce a superare un certa soglia, oltre la quale si genera un gap fra domanda e offerta, che innesca il rialzo verticale dei prezzi

Lo dimostra il fatto che negli ultimi mesi la produzione si è riportata su valori uguali a quelli del record del 2008.

 

Io molto semplicemente penso che se fossimo già in fase calante da 2-3 anni, lo scollamento tra domanda e offerta sarebbe tale che le conseguenze sui prezzi dei derivati del greggio sarebbero devastanti.....per dire, benzina ampiamente sopra i 2 €/litro.

Poi ripeto nessuno stà pubblicando dati che vanno in contrasto con quelli ufficiali.

75
27 Apr 2010
alle 12:26

paolo zamparutti

#74 mah non credo

loro fanno quello che fanno per istinto predatorio, non per ritirarsi su una isola sotto l'ombrellone; alla fine del cretaceo non sopravvissero i Trex, anche se avevano montagne di carogne da consumare tanto che potevano tranquillamente starese a panciolle, ma sopravvissero in genere  gli animali considerati piu' umili e piccoli.

74
27 Apr 2010
alle 11:30

Mammifero Bipede

Concordo con lo scenario di massima, anche se non saprei come affrontarlo.

Gli "avvoltoi finanziari" secondo me stanno mettendo da parte le risorse per trasferirsi, una volta iniziati i guai veri, in qualche paradiso tropicale con riserve energetiche ed un potere militare forte, per continuare a spassarsela a spese del resto del mondo. Ma anche così non sarà semplice cavarsela...

73
27 Apr 2010
alle 08:39

Hunter76Lima

Mi accodo al post di Phitio al #64.

Il pezzo pubblicato su TOD a puntate è estratto integralmente da "Tipping Point" di Feasta, come ho già parlato in un precedente post.

Riporto il link per vs visione:

http://www.theoildrum.com/files/Tipping%20Point.pdf

E' un bel mattoncino, quindi prendetevi tempo x leggerlo.

Phitio sintetizza benissimo quanto ivi riportato (vedi commento #64) e concordo anch'io su questa visione della realtà come complesso auto-organizzato.

Ed è per questo che, contrariamente ad Antonello, vedo gli effetti più forti nei primi anni dopo il peak-oil secondo una serie di eventi così elencabili:

- processo di de-complessificazione non regolato: va a impattare sui meccanismi di trasporto e comunicazione decurtando fortemente le componenti economiche e finanziarie legati ai commerci internazionali

- riassetto a livello locale (forzato, non voluto) delle attività economiche per fronteggiare le situazioni di emergenza. Questo processo potrebbe anche fallire e portare a depauperamento locale (a macchia di leopardo)

- sviluppo di fonti di sostentamento energetico autarchico: sono propenso a pensare che ogni zona del mondo attuerà un proprio diverso profilo di approvvigionamento energetico, a seconda delle proprie disponibilità, tornando a scenari "classici" di fornitura di energia (p.es. carbone in Cina, vento in Olanda, idroelettrico in Norvegia, solare termico e FV nei paesi arabi e così via)

- ridefinizione dei rapporti di forza geo-politici mondiali, possibile frammentazione dei super-stati in realtà più piccole (p.es. Stati Uniti e Unione Europea)

- comparsa di nuove realtà socio-politiche interne in risposta a nuove esigenze di auto-regolazione di ogni singolo stato (possibile insorgenza di nuovi poteri forti dittatoriali locali o forme simil socialiste-comuniste, sul modello sud-americano)

Quindi, come Phitio, non vedo nessun movimento globale complottardo a dirigere questa Grande Crisi.

Piuttosto avvoltoi finanziari che nella loro supponenza e dalla loro posizione di prestigio pensano di poter dominare e sfruttare un sistema iper-complesso di cui però non conoscono i meccanismi e non su cui non hanno potere effettuale.

Il destino non è nelle loro mani, anche nel caso lo pensassero.

72
26 Apr 2010
alle 23:36

Antonello

@71 Pinnettu

Anche i vari "indipendenti" nelle loro previsioni prendono come dati sulla produzione passata quelli ufficiali quindi........

E' vero solo in parte, gli "indipendenti" i risultati li filtrano per bene come ha fatto Campbell che è un ricercatore estremamente sospettoso, lui per esempio non ha mai parlato di picco spalmato su un vago plateau.

Se mentissero, perchè non lo hanno fatto anche nel triennio 2006-07-08 !? In quegli anni i dati ufficiali, palesavano in maniera evidentissima che la domanda aveva superato ampiamente l'offerta.

Lo hanno fatto eccome! C'era pure chi ridicolizzava il concetto di picco dicendo che ne avevamo fiumi interi e la colpa era degli speculatori; c'era poi chi ci diceva le cose come stavano veramente e noi a "fiuto" lo capivamo...

Se fossimo davvero in una fase avanzata di post-picco, il gap fra domanda e offerta avrebbe già fatto schizzare i prezzi alle stelle, oppure staremmo asistendo a qualche prima forma di razionamento.

E' già successo guarda caso nel 2008 con il petrolio a 147$/barile e crollo a precipizio dopo con fallimenti a catena. Per una prima forma di "razionamento" vedi prima Islanda e poi Grecia.

No, direi che il plateau è più che evidente..ed insistere che invece siamo già da tempo nella fase calante ci fa passare solo per dei millenaristi un pò svitati ;-)

Per Duncan che dal 2008 entriamo nella fase calante non ci sono dubbi e lui non parla di plateau oltre questa data. Io penso che parlare di un picco che in fondo non arriva mai o quasi, è peggio (oltre che falso) e ci fa apparire come un branco di confusionari che non sanno neanche loro quello che vogliono.

Il problema è che la gente pensa erroneamente: "peak oil" = "immediata apocalisse" ma non è così, è piuttosto una lenta agonia i cui effetti finali veramente "apocalittici" si vedranno solo tra 20 anni.

71
26 Apr 2010
alle 22:17

Pinnettu

@ 67 Antonello

Io credo di capire cosa intendi.....il punto è cosa capiscono gli altri.

Mi spiego:

Che il picco coincida con una data ben definita o invece coincida con un plateau decennale, cambia poco la sostanza. In ogni caso, il sistema economico su cui si basa la nostra società, andrà in contro, in tempi comunque brevi, verso una idisponibilità di petrolio a basso costo e poi verso una graduale indisponibilità in senso assoluto.

Le conseguenze, per ovvi motivi, sono potenzialmente disastrose.

Questo è il punto su cui insistere per far riflettere anche chi di picco non sa nulla (99% della popolazione).

Se invece ci ostiniamo a dire che il picco è arrivato nel 2005 o nel 2008 e che quindi il collasso è imminente, quel 99% ci ride dietro......per due motivi:

  1. La crisi economica è evidente ma allo stato attuale non siamo in presenza di nessun collasso.....
  2. I dati sulla produzione confermano un lungo plateau che va avanti dal 2005, quindi potrebbero dire: "ma di che picco andate cianciando."

Partendo dal pressuposto che per me il picco è un fatto geologico inevitabile rispondo alle tue domande:

 

"Diffido fortemente del concetto di plateau o "tendenziale"di plateau"

Beh......tutti i dati confermano che siamo in un plateau..!!!

"dove sono stati presi questi dati?"

Nella fatispecie sono i dati EIA (Energy Information Administration). Ma puoi anche prendere quelli IEA o BP e non cambia nulla. Differiscono solo perchè ad esempio l'IEA aggiunge al conteggio anche i biofuels e BP invece non considera alcui greggi pesanti. Tutti però confermano il plateau.

"qual è L'EROEI o l'indice API associato ai rispettivi volumi? Capisci quello che voglio dire?"

Ti ripeto.......io capisco.....ma gli altri!?

......consumi pro capite di elettricità ecc. Beh, quasi tutti presentano un picco concentrato nel periodo 2005-2008.

Come ripetuto tante volte, il picco dei consumi ha riguardato solo i paesi occidentali+Giappone+qualcun'altro. Su scala mondiale invece la domanda complessiva di greggio stà nuovamente salendo, riportandosi su valori non lontanissimi dal pre crisi.

 

A questo punto tu mi dirai.......si mai quelli sono dati ufficiali quindi non veritieri.

Personalmente non ci credo. Sia perchè non sono particolarmente incline a credere ai complotti globali dove si riesce a mettere d'accordo tutti, sia perchè la logica fa pensare al contrario.

Infatti:

  1. Anche i vari "indipendenti" nelle loro previsioni prendono come dati sulla produzione passata quelli ufficiali quindi........
  2. Se mentissero, perchè non lo hanno fatto anche nel triennio 2006-07-08 !? In quegli anni i dati ufficiali, palesavano in maniera evidentissima che la domanda aveva superato ampiamente l'offerta.
  3. Se fossimo davvero in una fase avanzata di post-picco, il gap fra domanda e offerta avrebbe già fatto schizzare i prezzi alle stelle, oppure staremmo asistendo a qualche prima forma di razionamento.

No, direi che il plateau è più che evidente..ed insistere che invece siamo già da tempo nella fase calante ci fa passare solo per dei millenaristi un pò svitati ;-)

Tantopiù che nessuno tra gli "indipendenti", a partire da Campbell, ha fino ad ora mostrato dati sulla produzione diversi da quelli ufficiali!!

70
26 Apr 2010
alle 20:55

nickvandeerpeers

@55 Per farsi un po di cultura sul nucleare....

http://www.progettohumus.it/include/nucleare/specials/baracca/appendice1.pdf
69
26 Apr 2010
alle 18:33

Debora/Petrolio

Ehhh, mica sei l'unico qui. C'è posto per tutti... quelli che non esagerano!

:-)

68
26 Apr 2010
alle 18:23

gio_bass

@54 Debora.

Grazie, e scusami. Ogni tanto vado via per la tangente... 

67
26 Apr 2010
alle 18:10

Antonello

@52 Pinnettu

Diffido fortemente del concetto di plateau o "tendenziale"di plateau che per me nel dopo picco ha poco senso, dove sono stati presi questi dati? Campbell? Laherrere? Duncan? Quanto bitume c'è in quei volumi? 10%? 15%? 20%? o se preferisci con l'andare del tempo qual è L'EROEI o l'indice API associato ai rispettivi volumi? Capisci quello che voglio dire? Purtroppo non possiamo verificare di persona la cosa ma possiamo vedere gli effetti nei dati economici come il pil pro capite a parita di potere di acquisto o i consumi pro capite di elettricità ecc. Beh, quasi tutti presentano un picco concentrato nel periodo 2005-2008.

66
26 Apr 2010
alle 17:53

paolo zamparutti

non è che l'aspo sposti la data, ma affronta la tempistica in modo scientifico proponenso una serie di scenari che offrono un ventaglio di possiblità che dipendono dalla variazione delle condizioni.

se non lo facesse, allora si la potremmo considerare un esercizio di indovini.

che io sappia, la somma delle varie previsioni aspo danno questo grafico.

 http://www.theoildrum.com/files/PU200906_Fig3b.png

65
26 Apr 2010
alle 17:02

michele

...ai filo nuclearisti... parla della centrale di caorso!

www.youtube.com/watch?v=nK2wo7P21lk

64
26 Apr 2010
alle 15:33

Phitio

Purtroppo, ad ulteriore umiliazione del nostro pensiero umano, c'e' uno studio pubblicato su Theoildrum di oggi, che sostiene sotanzialmente questo: il nostro benessere attuale, generato da una societa' ipercomplessa, a sua volta generato da flussi di energia concentrata a basso costo, non e' stata costruita secondo uno schema predefinito, secondo un progetto: e' semplicemente una entita' che si e' autoorganizzata. La complessita' e' al di fuori delle possibilita' di comprensione e di gestione della nostra specie.  

La conseguenza e' che la dissoluzione dei sistemi complessi su cui basamo il nostro benessere seguira' a sua volta secondo processi non regolati e non progettati. 

 

In questo contesto, la strategia della decrescita e' un puro fallimento intellettuale, in quanto non si comprede che la messa in atto delle strategie di decrescita non fanno che  velocizzareil processo di degenerazione del sistema stesso.

Ora, io devo studiarmi per bene questo documento (e' un pdf scaricabile di una cinquantina di pagine), perche' devo seriamente meditarci su.

 

Saluti

Phitio.

63
26 Apr 2010
alle 14:45

loù

hai dimenticato la costruzione della tav e del ponte sullo stretto! anche quelle di fondamentale importanza per i marziani che volessero trasferirsi in italia

62
26 Apr 2010
alle 12:10

Paolo B.

Però è quasi suggestivo pensare, oggi dal punto di vista del nostro attuale stile di vita ancora nel contesto petrolifero, che dal 2012 le cose potrebbero cambiare(al ribasso) in modo visibile a chiunque.

Riduzione del traffico automobilistico per i primi razionamenti dei carburanti(e per i loro prezzi), fine dei viaggi aerei low cost, crisi del turismo di massa, fiammata inflattiva dei prezzi dei generi essenziali, scricchiolio degli stati sociali e della tenuta UE, disoccupazione nell'area euro verso il 20%, inquietudini sociali diffuse, primi black out programmati, ecc.

E tutto questo perchè i governi non hanno mai fatto e continuano a non fare assolutamente un c...o in direzione della decrescita controllata. Del resto probabilmente il tempo per farlo è scaduto.

L'importante è che l'inter dei calciatori strapagati(come in tutta la serie A)vinca lo scudetto e che la Fiat annunci il raddoppio della produzione di auto da vendere agli abitanti... di Marte forse?

61
26 Apr 2010
alle 11:25

loù

"E' per questo che penso che chi e' filonuclearista in realta' non si comporta da buon padre di famiglia: non pensa al bene reale dei suoi figli e nipoti. E' miope. Fa debiti oggi, e poi mette i figli e nipoti nei guai."

phitio, hai centrato in pieno il problema. siamo ostaggio di una generazione che per conquistare un pò di comodità ha bruciato risorse per 3...e ora non vuole mollare!

60
26 Apr 2010
alle 10:56

Giuseppe Corona

Ieri sera Mario Tozzi a Raitre durante la trasmissione Glob ha detto la parola picco in un discorso sul petrolio dicendo che abbiamo consumato la metà delle riserve di petrolio della Terra. Ha anche detto chiaramente che stiamo consumando il petrolio scoperto negli anni '60-'70 e che le scoperte di nuovi giacimenti si stanno riducendo dato che la terra è stata ormai tutta esplorata e che non si può trivellare l'Antartico.

59
26 Apr 2010
alle 10:41

Luigi Lucato

#56 Hunter76Lima

...Non ci interessa la data del picco, e nemmeno quella del fine di plateau ...i problemi sono già iniziati quando siamo entrati nel plateau circa 5 anni fa (nel 2005). ... Il mondo non cadrà e neppure il cielo, ma l'erosione del tessuto socio-economico sarà continua...  Non giriamoci attorno, prendiamone atto e reagiamo di fronte a questa emergenza.

Non c'è nessun salvatore in arrivo.

Quoto ... ma penso che ... l'erosione del tessuto socio-economico sarà continua ... non si limiterà a pochi anni ...si deve ridisegnare tutta la società su nuovi principi ... i tempi sono lunghi

58
26 Apr 2010
alle 10:33

Phitio

Centrali nucelari, seee.

Quelle che hanno materiale fissile, se tutto va bene (nel senso se le miniere nuove fanno il loro dovere, ed il numero di centrali mondiali non aumenta troppo)  suffiicente per 35 anni (previsto 5 anni fa, quindi ora 30 anni, a parte la fanfaronata di 100 anni, uscita da un rapporto di nuclearisti), poi il declino produttivo.

Il Nucleare, quello che ti lascia delle centrali radioattive da disinstallare in 120 anni, e scorie radioattive da custodire per 5000 anni.

Nemmeno i  Faraoni sono durati tanto, sara' gia' un miracolo per l'attuale assetto geopolitico durare altri 50 anni, e voi vorreste fare delle opere che sequestrano il nostro futuro per secoli o millenni.

Demenziale. Come acquistare una pagnotta di pane per mangiare oggi, e pagare questo pane con la schiavitu' a vita, pero' dei nostri figli e nipoti.

 

E' per questo che penso che chi e' filonuclearista in realta' non si comporta da buon padre di famiglia: non pensa al bene reale dei suoi figli e nipoti. E' miope. Fa debiti oggi, e poi mette i figli e nipoti nei guai.
57
26 Apr 2010
alle 10:26

Luigi Lucato

per chi ha poca memoria NUCLEARE

http://petrolio.blogosfere.it/2010/04/chernobyl-24-anni.html

 

56
26 Apr 2010
alle 10:05

Hunter76Lima

Concordo con Pinnettu.

Non ci interessa la data del picco, e nemmeno quella del fine di plateau e inzio declino

A noi interessano gli effetti della mancanza/riduzione del petrolio disponibile.

Quindi, detto chiaramente, i problemi sono già iniziati quando siamo entrati nel plateau circa 5 anni fa (nel 2005).

Se per assurdo questo plateau continuasse all'infinito, i nostri problemi aumenterebbero comunque, di anno in anno, perchè dovremmo condividere risorse costanti con un numero crescente di persone e con una domanda esterna crescente,anzi, fortemente crescente (leggi Cina e paesi produttori, sia in termini di crescita economica che demografica)

Adesso noi picchisti sappiamo che addirittura questa produzione non solo non rimarrà costante ma addirittura comincierà a decrescere in un prossimo futuro. Quindi il discorso fatto sopra sarebbe ancora valido, anzi ampliato all'ennesima potenza con un gap domanda-offerta crescente di anno in anno.

Quindi, conclusione: non è necessario stabilire una data, perchè quella data ce l'abbiamo già, ovvero dal 2005 siamo entrati nella fase problematica. I problemi non potranno che crescere. Il mondo non cadrà e neppure il cielo, ma l'erosione del tessuto socio-economico sarà continua, per almeno un decennio ancora, a volte con eventi traumatici, a volte con eventi più blandi e continui.

Questo è il messaggio, questa è la realtà da affrontare. Non giriamoci attorno, prendiamone atto e reagiamo di fronte a questa emergenza.

Non c'è nessun salvatore in arrivo.

55
26 Apr 2010
alle 01:28

Giovanni Maria Boffi

@ 48 / @ 51

Non e' possibile uno sviluppo infinito in un ambiente limitato.    Il picco esiste per tutti i materiali frutto di estrazione mineraria, uranio compreso.

Certo, dovendo scegliere centrali nucleari sarebbe il caso di sceglierle con intelligenza per ottenere almeno qualche vantaggio di piccolo cabotaggio.

I reattori CANDU, per quel poco che ne so,(Wikipedia) bruciano Uranio naturale non arricchito, carburante esaurito proveniente da reattori ad acqua leggera, plutonio di bombe dismesse, torio.

 

54
26 Apr 2010
alle 00:49

Debora/Petrolio

Bella, giobass... :P

53
25 Apr 2010
alle 23:39

Goli

Interessante il video di Rubbia, non l'avevo visto; parla di bruciare le scorie, mai sentito prima. 

Peccato solo per quei due idioti che continuano ad interromperlo, ne sanno loro di nucleare.....

52
25 Apr 2010
alle 23:17

Pinnettu

@ 31 Antonello

Ma guarda che insistere a identificare il picco in un anno preciso ha veramente poco senso.

Dal 2005, sia il "crude" sia gli "all liquids" sono su un plateau. Dire che il picco c'è stato nel 2005 o nel 2008 o nel 2010 non ha granchè senso.

Prendi il crudo per esempio. Nel 2005 la produzione si è attesta a 73,719 milioni b/g nel 2008 a 73,690. Come vedi non cambia nulla. Fino a quando non c'è una chiara inversione, non si può dire di aver abbandonato il plateu. Dopo un calo a 72,261 nel 2009, il tendenziale per il 2010 è nuovamente superiore ai 73,000.

Nel caso degli "all liquids" poi il tendenziale per il 2010 è gia superiore al record di 85,379 del 2008........

E' un lungo plateau.........non c'è un picco perfettamente identificabile in un preciso anno.

Ha ragione Mario.....se il plateau dovesse continuare per altri 2, 3 o anche 5 anni si finisce con il fare la figura dei matti a continuare a sostenere che il picco c'è stato nel 2008 o nel 2007 o nel 2005.......

51
25 Apr 2010
alle 22:57

nickvandeerpeers

@ pilota; si e tu sei il classico personaggio che farebbe di tutto per manatenere il paradigma attuale, centrali nucleari che siano o fottere "gli altri" per il tuo status!

La festa è finita per tutti e chi non ha partecipato è stato fregato!

50
25 Apr 2010
alle 22:52

pilotaDD

NIMBY in diretta!   :-)

49
25 Apr 2010
alle 22:30

michele

Per chi dice che si pùo riattivare la centrale di Caorso si guardi questo filmato di Repor.

Chi vuole una centrale nucleare se la faccia costruire vicino a casa propia! (abito nella provincia di Piacenza) 

48
25 Apr 2010
alle 22:19

pilotaDD

@45, risentito quanto disse Rubbia un anno fa...posso solo ripetere la mia impressione che ebbi in diretta...grande Casini!

Mi sa che Casini è un criptopicchista...  :-) 

Nel frattempo in questo anno Obama ha ordinato di far ripartire le costruzioni di centrali atomiche, un po' tutti stanno ammettendo che il mondo è sul ciglio di un burrone energetico...GE sostiene che possiamo ancora riattivare una centrale prima del 2014! 

parlare oggi di resa economica in 40 anni delle centrali nucleari suona come se prima di attraversare un deserto a piedi per una settimana un uomo si chieda se vale la pena portarsi appresso delle riserve d'acqua..diamine nell'oasi che sta per lasciare l'acqua costa il doppio che nel supermercato a Roma...  :-)

47
25 Apr 2010
alle 22:07

pilotaDD

cara Loù, non direi tanto "obsoleto", quello di Caorso quando fu chiuso per decisione politica era un reattore praticamente nuovo e di ultima generazione. Riattivandolo GE lo doterebbe di protezioni e impianti state of art. Uscirebbe fuori qualcosa di meglio di tutte le centrali che oggi ci sono in Germania o negli USA, scusa se è poco.

Quindi niente bombe atomiche innescate, almeno non più di quelle che francesi e svizzeri hanno ai nostri confini, ma di cui hanno pieno controllo loro.

Il vantaggio, se GE dice il vero, è che avremmo almeno una centrale funzionante prima che il picco dispieghi i suoi malefici effetti, per mitigare i due tremendi punti deboli del nostro sistema energetico, la dipendenza dall'importazione di energia elettrica estera e il perdurare di dipendenza da olio combustibile (=petrolio) per la produzione di corrente.    

46
25 Apr 2010
alle 21:28

loù

scusa pilota, ma riattivare dei reattori obsoleti che avranno seri problemi di manutenzione e sicurezza non mi pare proprio il caso. cosa è peggio, stare al buio o rischiare l'olocausto atomico da un momento all'altro? magari mi potrai obbiettare che comunque lo rischiamo lo stesso per via dei tanti altri reattori e bombe atomiche disseminate per il pianeta, o per il vulcano marsili e quant'altro, ma non per questo dobbiamo aggiungere ulteriori minacce a quelle già esistenti....

45
25 Apr 2010
alle 21:22

Antonello

Per chi è interessato all'opinione di Carlo Rubbia sulla fattibilità del nucleare e non alle solite chiacchere:

http://www.youtube.com/watch?v=SALsYKE5wsU

44
25 Apr 2010
alle 21:15

nickvandeerpeers

Ma Pilota, la scelta di Angela è pure condivisibile in liena di massima ma partono dal presupposto che loro le centrali ce le hanno in funzione e tutta la filiera avviata e lo fanno solo per avere un maggion vantaggion el convertirsi alle rinnovabili!

Qui si parla a vanvera e basta,  si parla di 900 Mwe ma non a quali costi, nessuno parla di sicurezza, ti fideresti a rimettere in funzione un coso del genere dopo 25 anni! Per avere un costo competivivo l'operazione dovrebbe stare sotto i 2 miliardi di euro, se una centrale nuova  da 1600 Mwe costa 4-4.5 miliardi e questa potrebbe dare 900Mwe circa la metà (2-2.2). 

Un aerogeneratore Vestas da 2.5 Mw costa circa 4 milioni di euro,  quindi (4.5 miliardi/4milioni*2,5Mwe=2812,5 Mwe), comunque ci sono anche quelle da 3MWe e rese maggiori...

43
25 Apr 2010
alle 21:07

Paolo Marani

Non è che i Maia avevano inventato i SUV, e che avevano previsto la fine del mondo nel 2012 proprio preveggendo che non sarebbero più riusciti a farli andare ?

42
25 Apr 2010
alle 20:40

pilotaDD

bello il link sul nucleare tedesco, la cosa più seria è che La coalizione di centro-destra guidata dalla cancelliera Angela Merkel ha annunciato l'intenzione di abrogare una legge che prevedeva la chiusura di tutti le centrali nucleari entro il 2020.

Magari avessimo da noi politici come la Angela...

Comunque non chiedo che noi si abbia tante centrali nucleari quanto i tedeschi, che pure al contrario nostro hanno una certa autonomia energetica (sono ancora pieni zeppi di carbone), mi basterebbe, per stare più tranquillo sul nostro futuro, che ne avessimo 4 o 5 funzionanti...

però mi piacerebbe che avessimo la stessa superficie di FV e lo stesso numero di generatori eolici che hanno loro. Magari avranno più vento ma certo di sole ne abbiamo più noi. 

Poi per chi si fosse perso la notizia di GE e Caorso (riattivabile in 2 anni):

http://www.borsaitaliana.it/borsa/notizie/mf-dow-jones/italia-dettaglio.html?newsId=723358&lang=it

Così viene annullata l'obiezione di chi dice che è già troppo tardi per ripristinare il nucleare in Italia e che non ci resterebbe che suicidarci o espatriare (dove?)...

41
25 Apr 2010
alle 20:31

nickvandeerpeers

per i curiosi...

http://www.worldometers.info/
40
25 Apr 2010
alle 20:20

nickvandeerpeers

@38 è da anni che lo dico che il lavoro del fututo è il MANISCALCO!

In quanto a risorse e popolazione, i nuovi abitanti sono circa 72 milioni anno, quindi un nuova italia all'anno....

39
25 Apr 2010
alle 20:03

Alle sette di mattina tesoro

Gerusalemme                                 (parte II)               2/05/98

 

In treno tramontava anche l’alba

vibrava sul tuo viso il sole il sudore

la sete chiamava la tua bocca

finché non baciasti il collo della bottiglia.

Lineare come una funzione di primo grado

vestisti le tue pupille di nere lenti

a proteggere lo schermo della tua vista

a proteggere a coprire la tua colpa.

Una battito di ciglia toglie la luce,

non tornerai mai dove eri prima

non tornerai mai dove eri già.

In una carezza al mento hai ripensato

hai ripetuto ancora quell’affondo,

quell’uomo si era meritato il tuo coltello

non certo le coppe dei tuoi seni

e quei giorni d’amore a Gerusalemme.

 

Ricordi assolati

Ormai perduti di un tempo lontano

Il ricordo è un po’ morire nell’anima

Quell’uomo, ormai giunto alla deriva,

ti aveva salvato e tu lo uccidesti crudelmente

nulla ha più un senso nella memoria.  

Gerusalemme ti portava alla mente quell’uomo

Quella stanza le sue urla i suoi gemiti

Sorda alle implorazioni

Ai richiami alle parole d’amore

Che ti gridò mentre tu te andavi lontano.

 

38
25 Apr 2010
alle 19:46

hackatao

..è ora di darsi all'Ippica! ve li immaginate i box e i garage pieni di cavalli? che bello.

37
25 Apr 2010
alle 19:45

lucaspazio

@20 Se vuoi i tassi di natalità, li trovi qui. Sarebbe opportuno però confrontarli con i tassi di mortalità e la vita media.

36
25 Apr 2010
alle 19:35

Debora/Petrolio

Roberto, se vuoi geologi, ingegneri ed esperti anche di compagnie petrolifere internazionali li trovi tutti in ASPO.

Questo è un blog giornalistico.

http://www.aspoitalia.it/

35
25 Apr 2010
alle 18:26

nickvandeerpeers

notoriamente NOI italiani siamo sempre i più furbi di tutti...

http://tv.repubblica.it/copertina/germania-catena-umana-di120-km-contro-nucleare/46112?video=&pagefrom=1
34
25 Apr 2010
alle 18:08

nickvandeerpeers

@29 Pilota, e tu pensi di riuscire a riattivare la centrale ci caorso che sono 25 anni che la stanno smantellando?

Buttare ancora di più soldi per contaminare quel poco che rimane di non contaminato?

Si io ci sputo sopra a 1GW Nucleare anche fossero 20 GW piuttosto sto al freddo al buio e senza pc. Investire in nucleare per poi trovarsi senza combustibile in 5 anni? Siamo alle solite, ma la filiera nucleare ce l'abbiamo noi italiani? Estrazione e raffinazione uranio, arricchimento con le famose centrifughe, lavorazione in barre, gestione centrali e stoccaggio scorie, su quale di questi punti siamo pronti?

Con gli stessi soldi ci puoi installare, solare, fotovoltaico. geotermico, solare a concentrazione stirling (sto facendo una ricerca e tutte le grosse aziende che installano i famosi paraboloni da 25 kw sono talmente pieni di lavoro che trattano solo con le utility company), per non dimenticare il kitegen!

Il tempo è già scaduto e siamo già ai supplementari, e il primo che segna vince!

33
25 Apr 2010
alle 18:05

pilotaDD

@30, e se facessimo sia quello che scrivevo io che quello che scrivi tu? Giusto per fare TUTTO il possibile per scongiurare un crollo del nostro povero Paese e dei suoi abitanti?

32
25 Apr 2010
alle 18:03

febo

#30

perchè una cosa dovrebbe escludere l'altra?

finiamola con il "benaltrismo" per favore! è poltiglia stantia dei politici di sinistra.

31
25 Apr 2010
alle 17:59

Antonello

RAGAZZI FINIAMOLA UNA VOLTA PER TUTTE. Quando si parla di data del picco per tutti gli idrocarburi ognuno è pregato di dire a quale ricercatore si riferisce, (per inciso ASPO, EIA, o CERA non sono nomi di ricercatori!); io mi riferisco sempre a Colin Campbell. Qui c'è un intervista dove è chiaro che per il crude il picco è stato il 2005, e per tutti i petroli il 2008.

Se c'è qualcuno che ha un altra data o altro concetto (tipo plateau) mi citi per cortesia un ricercatore affidabile almeno quanto Campbell che si prende la responsabilità personale della previsione e non un partito, una cricca o una organizzazione!

"The net result of all of this is a financial economic crash of really almost unparalleled magnitude; and it may be no coincidence that it matches the date of the peak of all oil in 2008."

http://www.energybulletin.net/node/50427

30
25 Apr 2010
alle 17:39

persenaro

@ 29

E se invece di riattivare la centrale di Caorso guadagnando 1,5-2% di potenza complessiva, ci si impegnasse per un guadagno di 10 volte tanto da qui al 2020, con una politica di riduzione dei consumi e una decrescita pilotata?

 

29
25 Apr 2010
alle 17:28

pilotaDD

che il vero picco arrivi nel 2012 o nel 2011 o nel 2015, o magari c'è stato nel 2008, cambia poco, tanti segnali convergono a dirci che ci siamo e questo concorda con le previsioni "picchiste" di qualche anno fa.

Poi sul dopopicco nessuno sa bene cosa succederà, e credo si possa andare dal crollo verticale dell'economia, quindi della civiltà moderna, magari con qualche guerra nucleare globale x accapparrarsi quello che resta, al...non succederà nulla, i risparmi già impostati per lotta all'effetto serra o per le varie crisi finanziarie maschereranno il fenomeno (come magari sta già succedendo ora) finchè saremo tutti transitati alle "nuove energie (qualunque siano).

Insomma nel 2020 potremmo essere quasi tutti trapassati e i pochi sopravvissuti piombati in uno scenario alla Mad Max...oppure avremo quasi tutti sostituito  la puzzolente auto diesel o a benzina con belle ibride o, per i più cittadini, elettriche, avremo sostituito i vecchi elettrodomestici energivori, avremo tutti sul tetto dei pannelli FV di ultima generazione , avremo tutti in vista almeno un generatore eolico, e le "vecchie" centrali nucleare, a gas e a carbone ancora pomperanno in attesa di meglio.  

probabilmente saremo in una via di mezzo, spero però orientata verso il secondo scenario...

...e, proprio per questo, scusate, se faccio sempre il Dott. Stranamore del blog, che ne direste di sbrigarci a dar retta a GE e riattivare nei prossimi due anni (toh, in tempo anche x il 2012) la centrale di Caorso?. 

Avremmo in un botto 1 GW in più assicurato, dice la GE, ovviamente anche di notte o se non c'è vento o pioggia. Fanno 5-6 TWh all'anno, Ci sputiamo sopra?  Se non sbaglio è circa l'1.5%, se non quasi il 2%, dei consumi  nazionali pre-crisi e della potenza installata necessaria...

Tanto per iniziare.

Ovviamente dovremmo pure cortesemente mantenere incentivi per FV e eolico, finchè che li possiamo permettere.

Tanto per continuare. 

 

28
25 Apr 2010
alle 17:18

persenaro

@ 26

Sono d'accordo con te, perché sarà logico e coerente, che gli ultimi barili di petrolio saranno a disposizione di coloro che lo hanno nel loro sottosuolo e non saranno per niente interessati a venderlo; forse a scambiarlo, ma a fronte di altre preziose risorse o importanti tecnologie.

Noi non abbiamo ne le une, ne le altre.

 

 

 

 

27
25 Apr 2010
alle 17:15

Mario

Vedo che molti continuano a giocare a indovinare la data per la fine del mondo. Dire che la data del picco sia da sempre individuata nel 2012 e' una emerita cavolata. Si parla o di plateau che arrivano anche fino al 2020 o 2030, o arriva il guru che preannuncia una crisi nel il 2008, poi 2010, ora ecco il 2012.

La gente naturalmente pensa di assistere a un al lupo al lupo infinito e noi tutti perdiamo credibilita'. Il commento @18 addirittura ci rivela che non supereremo il 2010. Cosi facendo facciamo solo il gioco di chi ci prende per matti.

26
25 Apr 2010
alle 16:35

fausto

La discussione va bene; ma ci scordiamo di un dettaglio importante: per noi italiani la disponibilità di carburanti sta già crollando. E' possibile che l'identificazione precisa di un picco globale di produzione non ci riguardi più.

25
25 Apr 2010
alle 16:11

Pinnettu

Ancora una considerazione.

Non è che sia poi vero che i sostenitori del picco continuino a spostare la data sempre un pò più in la. Quantomeno non lo hanno fatto fino ad ora.

Attorno al 2005 quando ASPO ha iniziato a parlare di picco, ha sempre sostenuto che era molto probabile assistere ad un plateau piuttosto che a un picco preciso e ben delineato.

Quando peraltro si menzionavano date "precise" si palava di picco del crude atttorno al 2005 (e per il momento quel massimo non è stato superato o comunque rimane su un plateau di circa 73 milioni di b/g) e di picco di tutti i liquidi, attorno al 2012. Solo successivamente si è parlato di 2008-10.

24
25 Apr 2010
alle 15:59

Pinnettu

@ Roberto

Diciamo che il concetto di picco lo abbiamo imparato seguendo le argomentazioni di ASPO international e ASPO Italia....dove i geologi e gli insider del mondo petrolifero non mancano.

Il concetto non è di per se molto complicato (diverso è ovviamente capire le dinamiche geologiche) per cui anche per un profano non risulta molto difficile capire che, dati certi numeri (riserve, tassi di depletion, produzione ecc...) ad un certo punto la produzione mondiale seguirà un andamento simile a quello già ampiamente verificato in singole aeree petrolifere.

L'unico dubbio, lo vado dicendo da tantissimo tempo, è stabilire una data più o meno precisa. Sulla possibilità invece che il massimo produttivo venga raggiunto nel corso del decennio è una opinione comune a tutti (oil company, industria, agenzie varie ecc).

E ovvio che il nostro pensiero (almeno il mio) rimane esclusivamente il pensiero di persone che si informano e raccolgono dati, senza naturalmente poter confermare attraverso competenze tecniche specifiche.

Quindi almeno da parte mia nessuna convinzione assoluta sui tempi di un fenomeno che comprende comunque molte variabili.

Da quello che si può estrapolare dai dati a conoscenza, la mia impressione continua ad essere che che la produzione stà attraversando un plateau che può andare avanti ancora per almeno 2 anni, con anche un probabile nuovo massimo attorno agli 86 milioni di b/g.

Dopo questi 2 anni, senza l'aggiunta di nuove scoperte importanti che possano rimpinguare la spare capacity, parrebbe logico pensare all'inizio di una fase di declino, non accentuata però come fa pensare il grafico.

 

@ wu-ti

Ho notato pure io la cosa, ed effetivamente è una contraddizione non da poco. Sinceramente non ho capito.

Per il resto (produzione USA) è normale che durante la fase di declino, per gli USA iniziata nel 1971, possano verificarsi temporanee inversioni di tendenza. Negli ultimi due anni per esempio gli Stati Uniti hanno visto la loro produzione smettere di scendere è aumentare di circa 500.000 b/g. Puo anche essere che per qualche anno la cosa continui, però immaginare che la produzione USA possa aumentare di altri 2 milioni di b/g mi pare esagerato.

23
25 Apr 2010
alle 15:39

loù

comunque anche duncan (teroria di olduvai) prevedeva approssimativamente l'inizio della discesa intorno al 2012; se ha ragione assisteremo (sempre approssimativamente) da quella data a black.out sempre più frequenti. chi vivrà vedrà.

22
25 Apr 2010
alle 15:36

loù

i francesi??? mi sembra un pò strano; comunque dai, andiamo tutti su pandora a cavare l'unobtanium e avanti tutta con la crescita infinita! :D

21
25 Apr 2010
alle 15:09

lucaspazio

@20 I francesi per esempio

20
25 Apr 2010
alle 14:32

Goli

Chi è che sta spingendo questa crescita demografica mondiale?

In quali Paesi la natalità è elevata e perchè?

Nei Paesi sviluppati c'è la crisi e comunque si fanno pochi figli (così si sente dire), in quelli in via di sviluppo (...) c'è la povertà, in Cina c'è la legge che lo vieta.... Chi continua a far figli? 

 

19
25 Apr 2010
alle 14:02

michele

...ma vuoi vedere che i maya sapevano già tutto?!!

18
25 Apr 2010
alle 13:46

il complottista D.O.C.

Le previsioni ottimistiche di tutti quelli che vengono pagati per farle (alias... sparare cavolate...), servono per cercare di convingere la gente a continuare con l'attuale stile di vita fino al momento di non ritorno... ovvero subito dopo l'orlo del baratro.

Per il resto... la realta' e' evidente:

il petrolio e' ormai finito... manca poco... di fatto non possiamo piu' fare programmi a 10 o 20 anni perche' non sappiamo se superiamo il 2010...

....la popolazione mondiale continua a crescere...

E questo, presto o tardi, si trasformera' in una ecatombe a causa della mancata produzione alimentare... mancati trasporti... mancata assistenza ecc... ecc... ecc.....

Per poter fare previsioni certe... catastrofistiche o meno... ovvero dire la data precisa... bisognerebbe conoscere PRECISAMENTE la quantita' di petrolio effettivamente a nostra disposizione. Ma siccome questo e' un dato piu' che altro politico... pompato negli anni scorsi per farsi "grandi" agli occhi della gente... ecco che... di fatto... non possiamo essere cosi' precisi.

Ma la realta' ci sta confermando che... in effetti... siamo ormai vicini al baratro.

 

17
25 Apr 2010
alle 13:42

Hambardo

Nessuno deve preoccuparsi! Possiamo sempre approfittare delle incredibili tecnologie di produzione dell'energia (fra l'altro espressione "produzione" risulta assurda per chiunque conosca le basi di fisica) che naturalmente sono state tenute segretissime e che verranno tirate fuori il giorno prima dell'annuncio che l'attuale economia strutturata sul petrolio e sulla mobilità assoluta sta per crollare, o quanto meno per ridimensionarsi notevolmente.

Ma l'abbiamo visto sempre che è tipico della nostra società reagire razionalemente e senza farsi prendere dal panico, e la prova l'abbiamo ogni giorno osservando come praticamente ogni cosa viene affrontata per emergenze e come il crollo o anche solo il ridimensionamento di una piccolissima parte del sistema possa produrre il dissesto di tutto il castello di carte.

E poi c'è sempre Pandora da invadere, su. Quindi è inutile star a parlare di modificare le abitudini, perseguire l'efficienza, rivedere i piani di sfruttamento delle risorse, magari cercando almeno di consentire a quelle rinnovabili di potersi rinnovare (vedi risorse idriche, ittiche o del suolo), insomma pilotare una decrescita graduale e ridistributiva. 

Here lies Resiliency, beloved fellow and mentor of an ancient world 

 

16
25 Apr 2010
alle 13:28

Thomas

la cosa spettacolare dei primi commenti riguardo il petrolio e che il grande giacimento di "cantarell" non ha insegnato un benedetta cippa. Eppure basta leggere, anzi vi riporto il link ai dati estrattivi: http://spreadsheets.google.com/ccc?key=0AsknaxRdWJD6clRKUl9VdGVaVjEzenpabGJzYlhNbEE&hl=en Addirittura uno in un momento di ilarità ha sparato: 20 anni!!!! 87 milioni di barili per 20 anni? 20 milioni di barili per 20 anni potrebbe essere...ma è decisamente diverso

15
25 Apr 2010
alle 13:25

Lego

Sei mesi fa ho venduto la moto.Una stradale da 750 cc.Ufficialmente perchè la crisi mi ha tolto gli schei per mantenerla.(ma gia da un anno era ferma inutilizzata)

Ultimamente, però, sto fornendo la vera versione della vendita:entro due/tre anni, inizieremo a vedere i primi razionamenti di carburante. Ovviamente nessuno mi crede...

14
25 Apr 2010
alle 13:01

marco

roberto il punto non è quanto petrolio ci resta (tanto), ma quanto costa estrarlo e soprattutto quanta energia ne puoi ricavare rispetto a quella che impieghi per estrarlo.

Il fatto che il grafico sia di fonte EIA è una novità.

13
25 Apr 2010
alle 12:58

Maurizio T.

#12 a me funziona benissimo

# 11 esatto, la Eia è quella che fino a pochi mesi fa derideva gli aspisti bollandoli di catastrofismo. La data di inizio deriva è difficilmente determinabile, il meccanismo delle economie occidentali potrebbe incepparsi e poi fermarsi per una crisi solo apparentemente slegata dalla produzione petrolifera, così come si potrebbe procedere oltre la data indicata in uno scadimento progressivo delle condizioni di vita. Cosa che tra l'altro sta già avvenendo, con buona pace di chi prospetta la ripresa economica

12
25 Apr 2010
alle 11:56

Filippo Zuliani

vi funziona il link al documento originale? A me risponde "file corrotto" e non apre nulla.

11
25 Apr 2010
alle 11:47

Gnurant

C'é una differenza: questo grafico arriva dalla EIA, non proprio conosciuta come un covo di catastrofisti...

10
25 Apr 2010
alle 11:44

Roberto

Ragazzi,io seguo questo sito da un po,tuttavia oggi mi sono sorti dei dubbi!

Su quale base si fonda il vostro ragionamento? cioè,c'è tra di voi un qualche geologo che magari lavora nel settore?

Sono convinto che il petrolio non sia infinito,ma parlando con persone del settore, studio per divenrare ingegnere specializzato in energia e contatti con persone del settore ne ho avuti,e, la loro idea generale è che di petrolio ce n'è e ancora tanto, ho l'impressione che questo picco di produzione possa scivolare tra un quindici-venti anni,sembra che qui il picco lo si desideri, non vedo nessuna preoccupazione.

ora,non voglio assolutamente criticare nesuno qui ho solo i miei dubbi tutto qui

un saluto

 

 

9
25 Apr 2010
alle 11:13

fabrizio73

@ mario

hai perfettamente ragione, sono stra sicuro che nel 2012 sposteranno la data di qualche anno in avanti. Chi segue il peak oil da un po di tempo sa che la tendenza è propio questa, aspettano il picco come i cristiano aspettano l'apocalisse.

8
25 Apr 2010
alle 07:49

gio_bass

Mario ha ragione.

7
25 Apr 2010
alle 07:38

Ale

Perfettamente d'accordo con Mario

6
25 Apr 2010
alle 00:32

Mario

Allora, sul fatto che la situazione sia drammatica le persone intelligenti e informate sono tutte d'accordo.

La cosa che ci fa perdere credibilita' di fronte alla gente della strada sono queste previsioni. Quelle precedenti le conoscete tutti meglio di me, dai primi del novecento passando per Carter, poi nel 2008 doveva accadere il finimondo e invece ancora tiriamo avanti. Tutte le previsioni perentorie e catastrofiste hanno ridicolizzato tutto il movimento che vuole far aprire gli occhi sul problema del picco petrolifero.

Per il nostro bene, cercate di far capire che il punto fondamentale non e' sparare una data e spostarla in avanti di due anni in due anni. Anche se stavolta fosse la volta buona.

Il dramma vero e' che il picco inevitabilmente si verifichera', nessuno sa dire quando, ma non possiamo fare niente per evitarlo. Il problema e' il dopo.

5
25 Apr 2010
alle 00:14

corrado

riportato anche su information clearing house

 http://www.informationclearinghouse.info/article25306.htm

 

4
24 Apr 2010
alle 23:14

wu-ti

Scusate, ma c'è una cosa che non capisco: in buona parte delle schede-paese presenti nel pdf, l'expected production (fino al 2030) tende a salire.

Non è in contraddizione col grafico inserito in questo post ?

E poi, ad esempio, come si fa a dire che la produzione USA salirà, se il picco è stato raggiunto nel 1971 (almeno secondo questo grafico) ?

Non è che nella expected production sono comprese gli unidentified projects ?

3
24 Apr 2010
alle 23:01

Guido

Ogni tanto una buona notizia.

 

2
24 Apr 2010
alle 22:36

persenaro

Se questa è la situazione, mi chiedo con sgomento che senso hanno le previsioni degli economisti, industriali, finanzieri, politici e compagnia cantante che giurano all'unisono sulla imminente ripresa dei consumi, sulle radiose prospettive occupazionali, su aumenti consistenti del pil etc.

 

1
24 Apr 2010
alle 21:35

Maria Ferdinanda

Un altro mondo è possibile. Peccato che ci si possa arrivare solo così :)

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