Ceneri.

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finlandiaeliche.jpg
 

Beh, visto che a quanto pare le ceneri vulcaniche se ne stanno sopra gli ottomila metri, gli aerei potrebbero volare al di sotto di quella quota.

Se non fosse che si spenderebbe una fortuna in carburante (per tacere delle assicurazioni che non pagano finché tutta la faccenda non è finita).

Ho detto una sciocchezza?

(Nella foto: dettaglio del motore di un F-18 finlandese che ha perlustrato il cielo dopo l'arrivo delle ceneri, e prima della chiusura degli spazi aerei.)

 

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  • nickname Commento numero 1 su Ceneri.

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    Se la chiusura degli aeroporti dovesse perdurare entro quanto tempo le compagnie aeree entrerebbero in crisi definitivamente?.Molti esperti hanno minimizzato i rischi della cenere vulcanica, molti hanno avuto la sensazione che l'allarmismo sia stato eccessivo, che dietro questa chiusura degli aeroporti si nasconda altro?, ad esempio una manovra orchestrata per abbassare il prezzo del petrolio?. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 2 su Ceneri.

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    solo in EU? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 3 su Ceneri.

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    Bah, qui si sta' facendo troppa dietrologia.Il punto e' che nessuno e' disposto ad assumersi rischi, specie i governi. Se, putacaso, un aereo dovesse cadere, fosse anche perche' uno stormo di anitre e' entrato nei motori, poi voglio vedervi a giustificare la cosa. QUindi questo caos e' in primp luogo un problema di sicurezza teorico (ma nemmeno tanto, ci sono casi in letterarura aeronautica di disastri sfiorati per colpa delle ceneri) che genera una parlisi dovuta alla paura di assumersi certi rischi.Quello che invece vorrei notare, e' quanto fragile sia il sistema di trasporti aereo e in generale il nostro sistema economico. Si parlava di scarsa resilienza dei sistemi portati a eccessivi limiti di "efficienza" e questo e' un caso clamoroso.Immaginatevi una eruzione di un mese e mezzo, cosa possibilissima: che facciamo, avremmo una recessione globale per via di un vulcanetto e un po' di cenere?Ebbene, si. Ci sono ripercussioni di mesi gia' per soli quattro giorni di salto delle programmazioni. Molti grossi convegni internazionali (ma non vi potete vedere in videoconferenza, dico?) sono stati annullati o spostati di mesi, e moltissimi affari sono stati bloccati o annullati (specie nel settore turistico). Siamo fragili. Fragili.    Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 4 su Ceneri.

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    Anche negli USA: i voli intercontinentali hanno subito anch'essi degli stop.Probabilmente nessuno sa garantire che il problemasia reale, pertanto tutto il sistema è vittima della conseguente "paraculite": le assicurazioni non pagano in caso di incidente perchè nessuno si prende la responsabilità di dire che non ci sono problemi per i reattori non avendo provato il tutto in queste condizioni, e le compagnienon si prendono la briga di far partire i voli se non c'è copertura assicurativa. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 5 su Ceneri.

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    @andrea xpensi veramente che blocchino lo spazio aereo per far calare il costo del barile???? Ma dai siamo seri le polveri vulcaniche sono molto abrasive e possono danneggiare i reattori degli aerei moderni.Concordo invece con Phitio sulla fragilità del nostro sistema economico-sociale. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 6 su Ceneri.

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    Anche io concordo con fabrizio73, a che scopo far fallire gli aereoporti? solo per vedere il petrolio scendere? questo avrebbe dovuto succedere anche nel 2008, invece, niente di tutto ciò! Il sistema è fragile, creato da noi esseri umani assolutamente insignificanti ed impotenti rispetto alla natura che non può fare a meno di seguire il propio corso non curante di chi la abita. Se i voli si fermano ora per le ceneri, in un futuro non troppo lontano quando si fermeranno per gli eccessivi costi dei carburanti pensate che problemi inimmaginabili possa affrontare questo settore dell'economia. Adesso il danno è localizzato ad una parte mondiale del trasporto aereo, non oso immaginare quando si espanderà interamente... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 7 su Ceneri.

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    Phitio ha fatto una considerazione eccellente.Eventi imprevisti, pur di scarsa entità, sono ingrado di portare al collasso sistemi iper-complessi, colpendoli nei punti meno resilienti.Nel nostro caso il sistema di trasporto aereo globale è da parecchio tempo che da sintomi di fragilità e di forte sofferenza ai prezzi alti dei carburanti.La finanziarizzazione indotta da questo caro-carburanti per coprire l'aumento delle spese e la riduzione dei guadagni ha imposto una sovra-esposizione delle compagnie aeree ad eventi eccezionali rendendoli non più in grado di fronteggiare le emergenze. Questo perchè irrigidimento della struttura determina un incapacità di prendere decisioni e rischi che si ripercuote a catena sull'intero sistema di trasporto (le compagnie non volano perchè non sono assicurate nell'eventualità dell'incidente fatale)Eventi eccezionali che sono sempre avvenuti (tempeste, uragani, vulcani, terremoti) ma che allo stato attuale hanno raggiunto una capacità di procurare danni sempre più alta (che si auto-alimenta, feedback positivo dei sistemi complessi)La cosa triste (ed è ormai una certezza) è che abbiamo la controprova che il peak-oil dispiegherà i suoi effetti senza per questo lo si riconosca come causa scatenante perchè di volta in volta sarà un altro il capro espiatorio, anche se a ragione a volte (il Vulcano, la guerra, goldman sachs, il malgoverno) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 8 su Ceneri.

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    Come si pronuncia sto c***o di vulcano islandese?"eiafiallagiocull" oppure "eiafiallaiocull"?. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 9 su Ceneri.

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    comunque continuano a crescere le preoccupazioni per il Katla, il tremore è in tendenziale aumento, se dovesse saltare il vulcano pliniano con 500 mt di ghiaccio sopra il buchino.....qualche cam al "Eyjafjallajökull"http://eldgos.mila.is/eyjafjallajokull-fra-thorolfsfelli/http://eldgos.mila.is/eyjafjallajokull-fra-valahnjuk/e un link ai sismografi http://hraun.vedur.is/ja/Katla2009/stodvaplott.html   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 10 su Ceneri.

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    La storia umana è piena di "eventi" che hanno causato il collasso di intere civiltà e, fintanto che erano locali o regionali, nel complesso la civiltà umana ha continuato a prosperare in altre zone del pianeta.Poi è accaduto che una grande civiltà continentale(e oltre), l'Impero Romano, è collassata ed è seguito il medioevo europeo che sostanzialmente  è durato mezzo millennio.Ergo, le civiltà globali o globalizzate sono fragilissime, in quanto singoli eventi significativi potrebbero causarne il crollo o comunque un forte ridimensionamento delle stesse.Coloro che hanno pianificato la nascita della globalizzazione non si sono resi conto(o forse sì?) di aver pianificato la morte prematura(se non in questo decennio, più in là nel futuro sarebbe accaduto comunque) della civiltà consumistica.Aggiunti ai commensali soliti la Cina e l'India(e qualche paese sudamericano), l'esito di morte prematura è stato assicurato...   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 11 su Ceneri.

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    Aumenta la sismica sul Katlahttp://hraun.vedur.is/ja/Katla2009/stodvaplott.html Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 12 su Ceneri.

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    @10Interessante. Il Katla come eruzione potrebbe rientrare tranquillamente in VEI 5 anche se il Pinatubo nel 1991 raggiunse un valore di 6.Però Katla + Eyjafjallajokull potrebbero rappresentare un bel fuoco d'artificio per l'emisfero boreale e un bel casino per gli Islandesi.E uno shock climatico anti GW...  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 13 su Ceneri.

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    Qualsiasi sistema,anche naturale, di grandi dimensioni è soggetto ad essere molto fragile, piccoli eventi o cambiamenti possono determinarne la rottura trà le coesioni esistenti al suo interno ed occorre molto tempo affinche si stabilizzi ai livelli precendenti. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 14 su Ceneri.

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    Interessante questa nota sul Katla. Da Wikipedia:"Katla is a volcano in Iceland. It is situated to the north of Vík í Mýrdal and to the east of the smaller glacier Eyjafjallajökull. Its peak reaches 1,512 metres (4,961 ft) in height and is partially covered by the Mýrdalsjökull glacier with an area of 595 km² (230 sq mi). The crater of the volcano has a diameter of 10 km (6 mi) and the volcano normally erupts every 40–80 years. The last major eruption occurred in 1918, although there may have been a small eruption that did not break the ice cover in 1955.[1] Since 930, 16 eruptions have been documented. The Eldgjá canyon is part of the same volcanic system.[2][3] It is thought that Katla is the source of the Vedde Ash (more than 6 to 7 cubic kilometers (1.4 to 1.7 cu mi) of tephra dated to 10,600 years BP)[1][4][5][6] found at a number of sites including Norway, Scotland and North Atlantic cores. Before the Hringvegur (Iceland's Ring Road) was constructed, people feared traversing the plains in front of the volcano because of the frequent glacier outburst floods and the deep river crossings. Especially dangerous was the glacier outburst that followed the eruption of 1918. Katla has been showing signs of unrest since 1999 and geologists have concerns that it might erupt in the near future.[7] Particularly, monitoring has been intensified following the March 2010 eruptions of a smaller neighbouring volcano beneath the Eyjafjallajökull glacier.[8] The eruption of this nearby long-dormant volcano in March and April 2010 prompted fears among some geophysicists that it might trigger an eruption at the larger and more dangerous Katla.[9][10][11] In the past, all three known eruptions of Eyjafjallajökull triggered subsequent Katla eruptions." Ora , quando parlavo di una eruzione di un mese e mezzo, facevo meglio a stare zitto... ;(   Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 15 su Ceneri.

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    @8 Per la pronuncia prova qui: http://www.comesipronuncia.it/pronuncia.php?id_pronuncia=8145 P.S. EIA-FIATLA-IACUTL o qualcosa del genere. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 16 su Ceneri.

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    Speriamo che quindi ci porti una estate fresca così non devono accendere i condizionatori... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 17 su Ceneri.

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    intanto in eruzione l'Hekla Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 18 su Ceneri.

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    http://www.agi.it/news/notizie/201004191916-cro-rt10354-cieli_ancora_chiusi_compagnie_aeree_ko Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 19 su Ceneri.

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    la domanda di Debora, perchè non si vola sotto gli 8000m, è fondata, anche se occorrerebbe scendere molto sotto per avere margini di sicurezza. E non solo i consumi andrebbero alle stelle ma avremmo altri problemi di sicurezza e comunque il traffico sarebbe  contingentato data la riduzione di livelli di volo disponibili. Ergo, disponibilità solo per i voli di emergenza come è stato (ed è ancora in queste ore).Invece i superricchi o superpotenti se ne fregano perchè si prendono l'elicottero e vanno a 2000 piedi da terra, comunque a velocità da TAV. Come ha fatto tra Roma e Milano il nostro B. E non ha voluto fare (paura? un pizzico di demagogia? Scusa per non andare in Polonia e stare qualche ora in Portogallo e Italia?) la Merkel. Quello che non ho capito, non ho visto i NOTAM, è se hanno chiuso anche gli aeroporti minori, altrimenti, sempre per i ricchi e potenti, basta un bel turboelica, buone condimeteo, e via a 10000 o 15000 piedi e 300 nodi... Detto questo, concordo con chi sottolinea che quanto sta succedendo da la prova del nove della fragilità della nostra civiltà tecnologica. Forse una prova generale della GRANDE CRISI.... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 20 su Ceneri.

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    # 16 Luca: qui dicono di no:http://www.huffingtonpost.com/2010/04/19/hekla-volcano-activity-be_n_543171.htmlMa forse la situazione sta andando fuori controllo, o per lo meno difficilmente prevedibile nei suoi sviluppi Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 21 su Ceneri.

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    prove tecniche di mobilità post picco. :-) Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 22 su Ceneri.

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    cisco systems segnala un grosso aumento delle videoconferenze che vanno a sostituire gli incontri di persona, ma fare le videoconferenze sempre o almeno quasi sempre no eh? Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 23 su Ceneri.

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    http://www.energybulletin.net/node/52460A tutti coloro che non credono al picco del petrolio!  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 24 su Ceneri.

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    Posso nutrire dubbi sul fatto che le ceneri emesse da un vulcano in islanda possano essere in concentrazione pericolosa per un aereo che sorvola bologna o firenze?Così... tanto per parlare Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 25 su Ceneri.

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    @michele This report argues that unless there is a collapse in oil demand within the next five to ten years, there will be a serious oil 'supply crunch' - not because of below-ground resource constraints but because of inadequate investment by international oil companies (IOCs) and national oil companies (NOCs).Come vedi dice chiaramente che il vero problema non è nella mancanza del petrolio nel sottosuolo ma nella scarsità di investimenti fatti dalle compagnie petrolifere. E io concordo pienamente con questa visione. Se vi fosse SCARSITA' di petrolio ,altro che aerei fermi per una settimana.... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 26 su Ceneri.

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    @24E secondo te perchè gli investimenti sono scarsi? Perchè i capitali richiesti da investire per estrarre una risorsa sempre più difficile e quindi costosa da estrarre sono enormi e non giustificati dal prezzo attuale di mercato intorno agli 80 $/b. D'altronde già sui 100 $/b le economie occidentali ricomincerebbero ad annaspare in modo conclamato(ora è solo mascherato).Del resto peak oil non vuol dire fine del petrolio, ma il raggiungimento di una soglia critica di estrazione del crude convenzionale(petrolio di facile estrazione).La tecnologia umana non è magia e come tale si ferma davanti ai limiti geologici della disponibilità del petrolio convenzionale. Tutto ciò che è oltre di esso ha EROEI sempre più basso, il vero indicatore dello stato di salute del paradigma petrolifero(pessimo ormai).Quelle che vedi questi giorni sono solo le grandi prove generali di una battuta d'arresto definitiva dell'aviazione civile di massa e di tanti altri settori di mercato(sempre di massa) che tanto hanno caratterizzato la civiltà consumistica.Ciò che di materialistico(quanto di più superfluo!) oggi ti sembra dovuto, un domani molto vicino sarà per i pochi, come era prima dell'era petrolifera...  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 27 su Ceneri.

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    Dove stà la differenza?? poco tempo fà si era fatto l'esempio dell'oro: in natura c'è nè davvero molto e ce nè in gran quantità sopprattutto nel mare ma è presente in particelle molto piccole e nessuno si prenderebbe mai la briga di estrarle perchè comporterebbe un enorme investimento ma comunque sarebbe impossibile ricavarne una quantità tale che giustificherebbe la spesa. Il risultato quindi è uguale, che differenza fà dire che se gli investimenti non saranno sufficienti (qui si parla di 6000 miliardi di dollari completamente fuori da ogni capitale disponibile da qualsiasi compagnia) potrebbe esserci un declino della produzione, e dire che il petrolio di facile estrazione a basso costo è finito?? Su questo blog non c'è nessuno che dice che il petrolio è finito, sanno tutti che di per se è inesauribile perchè non si riuscirà mai ad estrarlo fino all'ultimo barile.Non puoi negare al fatto che se si dovessero tagliare alberi ad un tasso  superiore di quanto riescano a crescere entro poco ci sarà scarsità di legname!! Mi sembra così ovvio... Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 28 su Ceneri.

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    25@Concordo al 100%; sembra siano trascorsi millenni da quando esiste e opera la società dei consumi, mentre invece coloro che son nati appena negli anni 50, ricordano benissimo che le auto circolanti allora si potevano contare sulle dita di una mano e il  traffico aereo di massa, pura fantascienza.Si è trattato insomma di una piccola parentesi storica, caratterizzata da una irresponsabilità individuale e collettiva, che dovrà per forza rientrare entro quei limiti imposti dalla disponibilità delle risorse. Tutte considerazioni per qualche anno sciaguratamente dimenticate.Gli inutili viaggi sono finiti. Signori si scende.  Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 29 su Ceneri.

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    Per ora non c'è scarsità di petrolio ma come dice il rapporto dell'EB si aspettano un calo della produzione trà il 2011 ed il 2015 quando l'oilo di eccesso (spare capacity) non sarà più disponibile ed i giacimenti saranno esposti al propio tasso di declino. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 30 su Ceneri.

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    @28in una parola (anzi, due): peak oil Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 31 su Ceneri.

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    @ fabrizio73Quella degli investimenti mi pare una scusa leggerina.Dice bene Paolo.......se sotto ci fossero quantità enormi di petrolio, perchè le major petrolifere non hanno fatto investimenti.Per un secolo hanno continuamente fatto tutti gli investimenti necessari per far crescere la produzione, diventando dei giganti economici. Capaci di competere in termini di fatturato con i PIL di intere nazioni.Cosa è accaduto ai manager di questi colossi della finanza!? Non sanno più far di conto!?Non credo. E' molto più logica un'altra considerazione. Per aumentare la produzione è necessario spostarsi sempre più verso greggi non convezionali che hanno un EROEI infimo. Gli investimenti giganteschi potrebbero non restituire nel tempo il giusto ritorno economico.Comunque fabrizio, su cosa basi l'idea che sotto terra ci sia petrolio in quantità sufficienti per far salire la produzione in maniera indefinita.I dati con i quali bisogna fare i conti sono due: le riserve provate e le nuove scoperte.Le prime sono quasi unanimente valutate in circa 1400 miliardi di barili (solo l'USGS si spinge più in là). Le seconde hanno visto il loro picco negli anni sessanta. Da allora ogni anno, come ovvio (salvo pensare che il petrolio sia infinito), le nuove scoperte sono sempre meno. In particolare sono completamente sparite le scoperte di giacimenti giganti.Questi dati fanno intendere che la produzione non può crescere ancora in maniera indefinita ma senza nuove clamorose scoperte è destinata in breve tempo a subire un declino. Declino che è gia stao visto (seguendo peraltro la curva di Hubbert) in svariate regioni petrolifere.Il petrolio è un fatto geologico non finanziario. Puoi fare tutti gli investimenti che vuoi ma se per tirare fuori un barile di petrolio devi impiegare un barile di petrolio di energia equivalente, sei un folle.Se quindi fosse un problema di investimenti mi si deve spiegare perchè questi sono mancati........ Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 32 su Ceneri.

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    ...intanto oggi Mr P. ha preso 2 dollari, probabilmente a fine settimana avrà già raggiunto le quotazioni precedenti in cui si attestava a 86-87 dollari. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 33 su Ceneri.

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    @ pinnettu il petrolio come ben sai non è solo un problema geologico o di EROEI. SE seguissero il tuo ragionamento le tar sands canadesi se ne starebbero li belle belle per i prossimi millenni, invece che essere prese su con enormi ruspe, trasportate con enormi camion ed infine estratte con uno spreco di energia enorme.Il mio discorso è molto più semplice:-voi parlate di limite massimo di produzione, io invece parlo di prezzo oltre il quale ACQUISTARE petrolio, non è più conveniente...il problema è fissare il limite di questo prezzo. E' come se domani ci dicessere che l'acqua costa 5 € al litro..cosa fai non bevi più??? La stessa cosa col petrolio a priori non può stabilire quale sia il massimo che la società può permettersi di pagare (100, 200$). Quali sono i parametri se non la sopravvivenza del sistema stesso (da qui il mio paragone con l'acqua che beviamo)???Poi so bene anche io che il petrolio non è infinito, ma anche tu sai bene che fino agli anni 90 si estraeva circa la META' del petrolio presente in un giacimento (col petrolio a 30$ non era conveniente estrarlo).Quindi come vedi il petrolio è più che altro un fattore geo-economico. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 34 su Ceneri.

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    Fabrizio, accettabili le tue disquisizioni, ma secondo me ti perdi in un bicchiere d'acqua.Le tue sono più argomentazioni di tipo filosofico. Vediamo di parlare più concretamente.Cosa ci si prospetto analizzando la situazione geologica, macro-economica e geo-politica?Ci hanno pensato in molti, esperti e meno esperti.La conclusione più plausibile (al 99,9%)? Declino della produzione (o consumo, poco cambia) petrolifera, cambio di paradigma economico e sociale.Tempistiche: inizio del declino da 1 a 5 anni (entro), fine del declino da 5 a 20 anni (a seconda degli scenari)Indicatore affidabile (seppur empirico e da decifrare di volta in volta) per monitorare la situazione: prezzo del petrolio, spare capacity (per quanto riguarda le riserve non ne conosciamo esattamente l'entità e mai le potremo identificare esattamente: il riflesso diretto, che a noi interessa, che ingloba i dati su riserve, EROEI, tecnologie di estrazione sono i due indicatori prima indicati)Quindi, questi sono i fatti. Va bene, si può disquisire su tutto, ma a che pro se alla fine ci si perde in un labirinto di "se", "come" e "perchè"?!?!L'importante è il risultato e questo è davanti ai nostri occhi; in base a questo possiamo agire, non perdiamoci in elucubrazioni inutili Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 35 su Ceneri.

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    @ fabrizio73Un paragone con l'acqua non è proponibile.Ciò che tu dici và contro la realtà della crisi economica del 2008! La domanda ha superato l'offerta e quando il petrolio ha sforato quota 147 dollari i consumi si sono ridimensionati brutalmente le fabbriche chiudevano ed era scoppiata la bolla del credito (era tutto già ampiamente argomentato e previsto nel libro "La festa è finita di Richard Heinberg") quindi oltre quel valore è molto improbabile che l'economia riesca mantenere gli attuali consumi di petrolio riducendosi come appunto ha già fatto! La società non riuscirà mai a pagare il petrolio a 200 dollari perchè aumenterebbe il costo dell'energia in generale e le materie prime con esso. Scritto il Date —

  • nickname Commento numero 36 su Ceneri.

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    @ fabrizioscusa...non ti seguo.Non è una questione di prezzo....è solo ed esculsivamente una questione di EROEI.Certo è vero che con il miglioramento delle tecnologie è aumentata la quantità di greggio estrata da un singolo giacimento, ma questi miglioramenti sono sempre più marginali e la quota estrattiva in più che garantiscono sempre più ridotta. Pensa al Mare del Nord. Fanno uso delle migliori tecnologie estrattive. Questo ha permesso una crescita della produzione rapidissima e probabilmente anche la capacità di estrarre una percentuale di greggio dal giacimento fra le più alte al mondo. Eppure il Mare del Nord ha piccatto inesorabilmente. Con tassi di depletion impressionanti.....6-7%.All'esempio che mi fai sull'acqua, ti rispondo che non ha senso parlare di soldi. Anche qua è un discorso di EROEI. Se il lavoro fisico per andare alla fontana a prelevare un litro d'acqua, mi fa perdere l'apporto idrico di un litro d'acqua, tanto vale che rimanga fermo.Per il petrolio è ovviamente peggio. Ad un certo punto non è più una questione di prezzo.Poi è ovvio che il barile può arrivare anche a 500$ e continueremmo ad usare petrolio. Ma in quale contesto economico!? Pensate sempre al settore strategico dei trasporti. Qual'è il prezzo che non può sostenere!?!? 150? 200? Quando le aziende di trasporto non riescono più a far quadrare i conti. falliscono!! Che importanza può avere se ci sono ancora tante persone che potrebbero resistere fino a 300$ !?Un disastro nel settore trasporti si porterebbe dietro tutto l'apparato economico.E comunque continuo a chiedere: perchè sono mancati gli investimenti!?!? Scritto il Date —

 

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