Uno sguardo dal picco
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Molto molto interessante questa notizia, che lascia spazio a ogni sorta di ipotesi:
La International Energy Agency ha rivisto al rialzo le sue previsioni per la domanda globale di petrolio, citando consumi inaspettatamente alti in Nord America, in alcune parti dell'Asia e nel Medio oriente. La nuova previsione è di 86,6 milioni di barili al giorno per il 2010.(...) Il precedente record per la domanda di petrolio è stato di 86,5 milioni di barili nel 2007, prima dell'avvento della crisi finanziaria globale e di due anni di recessione.
Insomma, sembra che la domanda sia ricominciata a crescere allegramente molto prima della fine della crisi, contrariamente a quel che si è sempre previsto (l'uscita dalla crisi che aumenta i consumi). E la crescita della domanda fino a livelli record e pre-crisi (cosa francamente inaspettata) è probabilmente tra i fattori che determinano il notevole aumento di prezzo delle ultime settimane/mesi.
Non sembra, infine, che il mondo abbia attivato particolari risposte per rallentare il consumo di petrolio, e forse è questa l'implicazione più allarmante di tutto ciò.
Per quanto riguarda la popolazione a mio avviso da un punto di vista di flussi di energia, per forza, declinerà inesorabilmente fino ad arrivare a livelli pre industriali per poi scendere ulteriormente causa guerre, malattie ecc... non dimenticate che chi si troverà senza energia, data dal petrolio, nel futuro non avrà a disposizione le stesse risorse dei nostri avi, ben sì ciò che fino ad ora siamo stati in grado di costruire e distruggere: milioni di abitazioni in cemento, palazzi, centinaia di migliaia di chilometri di asfalto, totale accantonamento della natura, totale mancanza di selvaggina apportata con il numero della popolazione, risorse idriche non a portata di mano, totale mancanza di protezione da fenomeni naturali, totale mancanza di cure o di un'organo in grado di fornirle. Praticamente ci si troverà in un mondo nuovo, o meglio, visto con occhi diversi... L'uomo si troverà a dover affrontare la natura e il declino di quel che un tempo fù un mondo ove c'era posto un pò per tutti con le difese di un canarino in una gabbia di gatti!
L' illusione dello sviluppo illimitato e' finita davvero mentre c'e' gente poverissima. La risposta a tutto questo non puo' essere solo tecnica, occore cambiare anche dei valori, delle scelte di fondo collettive.....Oltre alle nubi di ceneri oggi stanno arrivando nubi minacciose sulla grande finanza......ma anche qui non basta la tecnica economica e' necessaria la politica, non come professione e apparati burocratici ma come scelte collettive...
@ fabrizio73
non sbagli.....sono convinto pure io che dalla Cina arrivino molti prodotti di qualità. Cosi come credo che l'aumento della domanda di greggio cinese non sia da collegarsi esclusivamente alla produzione per l'export ma che ci sia anche una consistente componente di domanda per uso "interno".
Quanto all'aumento della domanda come segnale della ripresa economica.....e più complicato.
I paesi che hanno attraversato la crisi sono, come si diceva in precedenza, quelli OCSE, il Nord America e il Giappone. Se per ripresa dell'economia parliamo di questi paesi, direi che non ci siamo ancora. Dal punto di vista dei consumi energetici c'è stato solo un piccolo aumento rispetto allo scorso anno.
Quello che stà riportando la domanda su livelli quasi record è la richiesta che arriva da paesi come Cina, India, nazioni dell'area del Golfo Persico ecc.. che non hanno sofferto la crisi come noi.
Ricordate poi (ce ne dimentichiamo sempre) che dall'inizio della crisi ad oggi, all'allegra brigata dei consumatori si sono aggiunti circa 140.000.000 di nuove anime.
Questo a me pare fondamentale. Per quanto poco si possa consumare, circa 70.000.000 di nuovi abitanti ogni anno, qualcosa la consumano comunque!!!!!
@paolo B.
in ordine: i pannelli solari prodotti in cina fanno schifo , cosi come le lampadine a basso consumo e da lì arriva solo robaccia a basso prezzo e di plastica (sintesi degli ultimi post della Billi).
La realtà, purtoppo per noi è ben diversa, ripeto chi ha a che fare con ditte cinesi (poi è ovvio come capita in tutto il mondo c'è chi lavoro bene e chi no) sa che il loro livello qualitativo è decisamente migliorato. Inoltre stanno investendo moltissimo in ricerca e tecnologia , che a volte sono si copiate, ma dicevamo la stessa cosa 30 anni fa dei giapponesi..e poi si è visto dove sono arrivati; quindi non prendiamoli sotto gamba.
Per quello che riguarda la variabile energetica a mio modesto avviso è più che altro inflazionistica e quindi porta le banche centrali ad aumentare i tassi e quindi si paga di più di interessi sui leasing, mutui, prestiti etc, quindi si "strozzano" le famiglie imprese etc che si trovano a pagare rate più alte ed ad avere meno liquidità e così l'economia entra in crisi (detta in parole molto povere, ovvio).
Però se mi parli del "petrolio sù = economia" giù allora non sono propio d'accordo, anche perchè come vedi nonostante il barile sia sopra gli 80$ da tempo la domanda continua ad aumentare.
@26
Ma dalla Cina arriva anche molta robaccia, su questo non ci piove.
Per il prezzo del petrolio, a parte le speculazioni di borsa, la chiave energetica è quella preponderante, visti i tempi di picco conclamato...
Ma se aumenta la domanda di petrolio, non sarà mica che la ripresa economica non è una balla?
Tutto ciò premesso i feel good
@ Hunter
non so dove trovi queste informazioni sulla futura crisi finanziaria , forse lavori da Merrill Lynch ;)
In ogni caso il nesso che lega il prezzo del petrolio all'economia è molto complicato e mi sa che siete fuori rotta se volete spiegare l'attuale crisi in chiave solamente "energetica".
Inoltre mi sono un po rotto le palle di sentire da chi gestisce il blog che dalla Cina arriva solo robaccia. Da anni commercio con diverse ditte cinesi e, dalla metà degli anni '90 in poi, vi posso assicurare che molte di loro hanno standard qualitativi MOLTO superiori a quelli italiani. Quindi basta dire che dalla Cina arriva solo robaccia, prima cara Debora sei pregata di informarti.
@21 Debora
vero e drammaticamente terribile, usano una quantità assurda di carbone per l'energia elettrica e di petrolio come materia prima per produrre soprammobili attirapolvere, giocattoli plasticosi orrendi, chincaglieria varia destinata a finire entro un mese nel cestino.
ecco, mi chiedo io, perché non si parla mai dei km zero fuori dall'alimentare?
perché per dire è uno scandalo comprare una pera che viene dall'Argentina ed è la normalità acquistare un portapenne di plastica di mezzo chilo a forma di babbo Natale con le lucette multicolore che si accendono che viene dalla Cina?
@ Hunter
Non so.....però credo che i sauditi abbiano ancora una certa spare capacity.
Non tanto per quello che dichiarano (addirittura 4 milioni di b/g), ma per il fatto che nel 2008-09 il taglio alla produzione portato dall'OPEC è stato quasi totalmente a carico dell'Arabia Saudita. In sostanza in pochi mesi (per riallineare l'offerta alla domanda) i sauditi hanno tolto dal mercato circa 1,5 milioni di b/g.
Non può essere che a distanza di soli due anni non siano più in grado di rimetterli in produzione.
Ecco perchè credo che ancora per il 2010-11 ci siano buone possibilità che non si crei un gap fra domanda e offerta, quantomeno non così grande da portare il greggio sopra i 100$.
Poi può essere vero il ragionamento di Paolo, che i sauditi cerchino, da ora in avanti, di non sovrasfruttare (e magari dannegiare) i loro giacimenti. Allora le cose possono andare diversamente.
Da notare anche che la scorsa estate, in una sorta di prova di forza, la Saudi Aramco testò la capacità produttiva fino al record (per un brevissimo periodo....pochi giorni) di 12,5 milioni b/g. Quindi addirittura 3 milioni più degli attuali livelli.
Certo poi questi sono numeri che non possono essere tenuti a lungo....però indicano ancora un certo margine di crescita.
a causa di un copia incolla sbagliato, il mio messaggio precedente è scritto in modo abbastanza surreale, ma spero il senso sia chiaro
direi che i sauditi stanno attentissimi a non intaccare le loro riserve con eccessi di produzione che potrebbero danneggiare le loro riserve
credo che il loro intento sia manterenere a questo livello la produzione il più possibile, in tal senso i recenti megaprogetti servirebbero a compensare la fase iniziale del declino di Ghawar e ad assorbire l'aumento del consumo interno più che a aumentare l'output destinato alla esportazione.
Un aumento della produzione penso sia tecnicamente possibile, ma causerebbe un danno e una fase discendente della produzione piu' accentuata.
penso che il loro ragionamento sia:
"stabiliamo un livello del prezzo per l'un aumento della produzione, abbastanza elevato da non essere sostenuto dall'economia."
io penso che si calcolando molto finemente il punto di equilibrio in grado di garantire la massima ottimizazione fra rischi recessivi e possibilità produttive per l'arabia saudita, stante le presenti condizioni.
Quello che sembriamo dimenticarci, però, è che la Cina non consuma petrolio per scaldare le piscine o per andare in giro col SUV, ma sostanzialmente per produrre tutta la monnezza di plastica che consumiamo noi.
Se, per ipotesi ovviamente assurda, tutti smettessimo di acquistare altro che cibo per un anno, il consumo petrolifero della Cina si dimezzerebbe. Il nostro invece no... ;-)
@19
La gente è letteralmente malata di motorizzazione individuale, non c'è niente da fare, almeno fino a quando il prezzo del barile non metterà fine a questa dannata malattia.
Apparentemente il prezzo alto del barile sembra una iattura, e invece è la cosa più augurabile perchè le intenzioni di andare verso un'economia più sostenibile lascerebbero il campo delle vacue parole per entrare in quello dei fatti...
OT
Stavo leggendo un articolo sull'incentivo al consumo (no comment) erogato dal Governo in questi giorni.
In poche parole c'è stato un boom di richieste di contributi per le moto (7500), mentre il resto non è andato molto bene (solo 7 le richieste per pompe di calore per l'acqua calda).
Bah.......
Trovate l'articolo sulla Gazzetta di Parma online (www.gazzettadiparma.it)
Per #13, Michele
Concordo col buon Colin, anzi io addirittura anticiperei di qualche mese (settembre/ottobre 2010) l'inizio delle tempeste finanziarie
Intanto l'OPEC fa orecchie da mercente e alza di nuovo l'asticella a 100 (prima era a 90 e prima ancora a 80), come limite prima di andare a ritoccare (aumentare) la produzione.
http://it.finance.yahoo.com/notizie/petrolio-prese-di-profitto-dopo-il-rally-l-opec-non-toccher-la-produzione-per-ora-trend-238adbd06ce8.html?x=0
Il fantasma della spare capacity aleggia negli uffici dell'OPEC !!!Sì, il fantasma, perchè la spare capacity è già morta o è lì lì per passare a miglior vita.
Pinnettu, tu cosa ne dici?
@16 se ci si gira di spalle sì
Ma allora la crisi è davvero alle spalle? Come scrive Repubblica?
Una ripresa economica e' impossibile, perche' questa avvenga occorre prima una rivoluzione nel risparmio energetico. Ma con l' attuale governo del mondo giudico questo impossibile. Solo dei traumi potrebbero cambiare lo spreco di energia attuale. I ragionamenti, lo studio serio,la sobrieta', mi sembrano estranei al mondo di oggi. Un consiglio "strano": leggete Gandhi e Capitini, aiutano a vedere meglio l' insensatezza del mondo consumista attuale e a individuare alternative piu' semplici e piu' serene.
L'aveva detto Colin Campbell che nel 2010 quando e se arriverà la ripresa avremo ancora il problema del prezzo. E' molto probabile che nel 2011 ci sia un'altra crisi innescata dall'eccessivo costo del barile.
Potrebbe essere che i consumi inaspettatamente alti nel Nord America derivino dalle particolari scorte che il governo sta facendo in vista dei prossimi eventi di fine ERA (2012).
@ barbara m
Quoto. Il calo della domanda (comunque non un crollo) ha interessato i paesi OCSE, il Giappone e il Nord America. Il resto del mondo ha continuato a far crescere i consumi.
@ Paolo Rebuffo
Non concordo e mi autocito da un precedente post:
.........nel mondo chi consuma veramente sono i paesi OCSE e gli USA.
I cinesi, che sono 1 miliardo e 300 milioni, consumano circa 8 milioni di barili/giorno. Gli indiani (1 miliardo e 200 milioni) circa 3 milioni di b/g.
Giusto per fare qualche esempio invece dei paesi OCSE abbiamo l'Italia (60 milioni di abitanti) che consuma 1,6 milioni di b/g, la Germania (80 milioni) consuma 2,4 milioni di b/g.
Gli USA poi mandano i grafici fuori scala. Sono 300 milioni e consumano circa 19 milioni di b/g.
In sostanza se i cinesi consumassero come gli americani, la Cina avrebbe bisogno di circa 80 milioni di barili/giorno di greggio!!!! Praticamente l'intera produzione mondiale!!
"Non sembra, infine, che il mondo abbia attivato particolari risposte per rallentare il consumo di petrolio, e forse è questa l'implicazione più allarmante di tutto ciò."
E' vero il mondo globalmente non si è attivato nel senso che alcune aree specie Cina e India hanno una Intesità Energetica altissima rispetto ad altre (tipo l'Europa) lo spostamento delle aree di produzione verso quelle aree determina una forte ineficenza nei consumi di Petrolio. (stesso Pil + petrolio per generarlo).
Considera poi il costo enorme in termini di petrolio del semplice fatto che ogni singolo giorno qualche 10 di migliaio di Cinese/Indiano può comprarsi il motorino o addirittura un utilitaria.
Una persona che guadagna 3000$ usa i mezzi pubblici, una che ne guadagna 6000$ forse il motorino, una che ne guadagna 12.000$ forse un utilitaria.
Ma uno che guadagna 50000$ non consuma molto petrolio in più per gli spostamenti di uno che ne guadagna 6000$.
Una Berlina consuma 4 volte un motorino. Ma un motorino 20 volte un mezzo pubblico.
Saluti
Il problema è che chi muove le redini non ha perso abbastanza soldi da smuovere il culo e fare qualcosa. Gli Umani che avevano una lunga visione nel tempo delle cose sono tutti morti centinaia di anni fa.
mah consumi inaspettatamente alti non direi, con la Cina primo mercato auto mondiale che immatricola un milione e parecchi rotti mila auto al mese, il Pil al +10%, l'India che la insegue da vicino.
anche perché il consumo di petrolio in Europa è calato sì, ma mica crollato..
secondo me il brent per fine settimana arriva a 90, anche se il dato della disoccupazione in USA non aiuta o forse si.....
E' alquanto interessante notare che, seppure il prezzo del barile sia in flessione 85,79 $/b, il cambio €/$ a 1,3549 porta lo stesso barile a seguire un trend del prezzo in aumento per il corrispondente valore in euro, ovvero 63,32 €/b, quando ieri era a circa 61 €/b...
anche oggi, pur con una notevole debolezza dell'euro il petrolio nello specifico il brent che sale ma anche il light in questo momento passa in territorio positivo.
@2
Quoto
Tutto ciò accelererà la fine del bumpy plateau e metterà allo scoperto la nuda verità circa la spare capacity di Saudi Arabia et allies
I mesi di giugno e luglio potrebbero già regalarci alcune novità.
Il movimento in accelerazione del prezzo del petrolio non lascia molte speranza. Aspettiamo ancora un paio di settimane prima di sentenziare, ma sembra che ormai anche il livello a 80$ sia stato conquistato definitivamente.
Io rimango dell'idea che a fine estate ci si debba aspettare altri rovesci finanziari che si potrebebro estendere fino a tutto il 2012
Questa è solo la valutazione della IEA, non è detto che debba essere per forza così, ciò non toglie che se fosse vero sarebbe allarmante.
alle 22:11
Diego
Saudi Arabia announces nuclear centre
By Abeer Allam in Riyadh
Published: April 18 2010 14:37
Saudi Arabia, the world’s largest oil supplier, is set to establish a civilian nuclear and renewable energy centre to help meet increasing demand for power as the country pushes forward with economic expansion plans.
[..]
Although the kingdom possesses roughly a quarter of the world’s petroleum reserves, increasing domestic and global demand has prompted plans to spend $80bn in power-generation and transmission capacity over the next eight years to keep pace with industrial and desalination needs.
But the country’s officials are alarmed by increasing oil and gas consumption. Saudi Arabia burns 1.25m barrels of oil a day to meet domestic and industrial demand, according to the ministry of water and electricity.
Saudi Arabia “is witnessing sustained growth in demand for power and desalinated water due to high population growth and subsidised prices of water and power,” the news agency said on Saturday in announcing the new programme.
The government subsidises energy for domestic, industrial and agricultural use. Although the market price of oil averaged almost $70 a barrel last year and reached a record $147 in 2008, the government sells oil for domestic use at only $5 a barrel, says the ministry of water and electricity.
Aramco, the state oil company, has estimated that the kingdom spends about SR30bn ($8bn) on fuel subsidies a year.
Copyright The Financial Times Limited 2010.