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I pannelli? Servono a noi!

Martedì 6 Aprile 2010, 09:37 in Energia di

agip2.gifMentre il barile si avvia a toccare gli 87 dollari, molti si affrettano ad implementare tecnologie alternative, come quella dei pannelli solari. In prima fila, troviamo le compagnie petrolifere. Ma prima di festeggiare, c'è da capire quel è l'uso che progettano di farne: ad esempio... estrarre più petrolio.

Non c'è limite alla perversità della mente umana. Riporta blogeko che la Chevron installerà ben 7700 pannelli solari in un suo giacimento californiano, per un totale di 740 kW prodotti su 3,8 ettari. My brain hurts, mi fa male il cervello, titola il blog americano che ha commentato la notizia, evidentemente succede anche a loro.

Lo scopo di tale lodevole sforzo da parte della Chevron risiede infatti nella volontà di risparmiare energia nel processo di estrazione da quello che è il quinto giacimento degli Stati Uniti, in depletion dura come tutti gli altri giacimenti americani. Risparmiando energia si risparmiano quattrini, rendendo sfruttabile per un altro po' il petrolio rimasto.

Insomma, la tecnologia solare pare appannaggio dei petrolieri, come potrà testimoniare chiunque sia stato fuori porta per la Pasqua. Negli ultimi mesi sono fioriti enormi "campi" di pannelli sopra tutte le aree di servizio autostradali, con grande invidia degli ambientalisti. E' un po' triste vedere che l'energia solare sia così dispendiosamente usata per distribuire benzina, non è vero?

 

38
38 commenti
38
10 Apr 2010
alle 17:32

louise

"senza fosfati 7 milardi di persone campano assai poco"

....7 miliardi di persone camperanno assai poco comunque, e non solo senza i fosfati....e l'acqua potabile? la legna, i terreni coltivabili/pascolabili, lo spazio abitabile? siamo nella merda fino al collo......

36
09 Apr 2010
alle 18:44

Luigi ruffini

Quindi torniamo alle celle da 5% di conversione, così usiamo meno energia per produrle?

Mi pare di sentire quel muratore che mi diceva di lavorare più lentamente, così potevo fare più giornate di lavoro....e guadagnare di più.

E' il bello della pluralità di pensiero del web....fortuna che in pratica è un'altra cosa.

35
09 Apr 2010
alle 13:53

Hunter76Lima

Ah, luigi, mi hai tolto le parole di bocca.

Quando ci si deve affidare alla tecnologia dei materiali per migliorare una metodologia di conversione di energia vuol dire che siamo ormai alla frutta.

Quello che si ottiene con il miglioramento tecnologico dei materiali fotovoltaici è solo un miglioramento apparente della resa per 2 motivi:

- l'aumento di contenuto tecnologico di un dispositivo, sia in termini di trattamento dei materiali che in termini di assemblaggio e costruzione, ne aumenta la complessità riducendo di molto i fattori principali del successo di una risorsa energetica in epoca di decrescita forzata: facile riproducibilità, facilità di sostituzione, reperibilità dei materiali.

Il fatto che si passi a materiali sempre + sofisticati x migliorare la resa comporta il fatto che per costruire questi pannelli dovrò avere a disposizione alle spalle un reparto produttivo sempre ad alta efficienza ed con una qualità del materiale sempre al top, cosa molto difficile in un'era post peak-oil e post peak-minerali.

E' una trappola tecnologica che si auto-inibisce. La sostenibilità si ottiene non aumentando la complessità bensì diminuendola. E il contenuto tecnologico, purtroppo, concorre a incrementare fortemente la complessità di un sistema

- secondo motivo, EROEI. Come al solito questo non balza all'occhio nella produzione foto-voltaica perchè bisognerebbe tener conto di una miriade di fattori connessi (materie prime, produzione, vendita,installazione,trasmissione alla rete). Non è assolutamente automatico che un miglioramento delle prestazioni comporti un miglioramento dell'EROEI perchè il trattamento cui si sottopongono i materiali per renderli più performanti. oltre al fatto di introdurre spesso materiali rari per migliorare la resa del pannello (sempre meno reperibili), comportano spesso una forte riduzione del rendimento del processo complessivo di conversione.

Unitamente a quanto sopra detto, non penso quindi che sia una grande mossa spingere sulla ricerca nel FV quale sostituto del petrolio ... anche perchè esiste già un processo di conversione solare con EROEI globale praticamente insuperabile, leggesi fotosintesi clorofilliana.

Cercare di superarlo è un po' insensato ... sarebbe più opportuno avvalersene.

34
08 Apr 2010
alle 20:49

Luigi ruffini

Ragazzi io montando pannelli ci campo da 3 anni ( ed anche i governi, che in tasse si riprendono in proporzione più da me che dai petrolieri), ma vi garantisco che se finisce il petrolio siamo in guai grossi. Il problema energetico è in fondo alla lista.

Quì leggo di chi è pro e chi contro. Ma senza fosfati 7 milardi di persone campano assai poco

33
08 Apr 2010
alle 13:11

_Stefano

@30

In effetti hai ragione.

Ma converrai con me che in qualche modo cercheranno di stare sul mercato, non posso credere che spariranno punto e basta. 

32
07 Apr 2010
alle 12:00

eco1

domanda: quando passano i 20 anni di contoenergia e le installazioni non vengono tolte dalla rete l'energia prodotta come viene pagata? a prezzi di borsa dell'energia?

31
07 Apr 2010
alle 11:00

Andrea

@ antonello

Beh...sulla durata dei pannelli FV sono stati fatti diversi studi nel corso degli anni, ti segnalo uno studio dei Sandia Labs ( il laboratorio del DOE USA ) ;

http://photovoltaics.sandia.gov/docs/PDF/IEEE%20Quintana.pdf

In buona sostanza la perdita media intorno ad un punto percentuale è una buona stima  che dipende anche dalla tecnologia adottata e dalla cura posta nell'installazione.

30
07 Apr 2010
alle 09:49

Paolo B.

@23

Spiegami come potrebbero le multinazionali del petrolio fare profitti paragonabili a quelli derivanti dal petrolio e dal gas sulla generazione di energia da FV, quando il sole è gratis, inesauribile e soprattutto non si deve estrarre dal sottosuolo.

Basta avere dei pannelli solari, costruiti e venduti da qualche corporazione(l'unico profitto è sulla vendita) e poi tenerseli per 20-25 anni con un minimo di manutenzione....

 

29
07 Apr 2010
alle 07:21

Davide

@28

Vero... meglio farsi passare l'abitudine di considerare la roba cinese tutta come necessariamente di bassa qualita'... questo era forse vero 10-15anni fa ma adesso come dici tu "c'e' cinese e cinese..." e stanno facendo passi da gigante anche sul fronte qualita'...

28
07 Apr 2010
alle 00:15

Z

L'importante è che la tecnologia fotovoltaica si diffonda, questo aiuta ad abbassare i costi grazie alle economie di scala. Le stazioni di servizio che installano i pannelli sulle loro superfici hanno fatto un buon investimento, grazie al conto energia italiano che almeno fino a tutto il 2010 resta uno dei migliori al mondo come ritorno sull'investimento.

Per quel che riguarda la durata dei pannelli durano ben oltre i 20 anni e studi indicano buone rese potenzialmente fino a 50 anni (da verificare, ma sembra ci siano buone speranze). C'è cinese e cinese poi, alcune delle migliori ditte sul mercato vengono da lì, senza contare che molte compagnie europee e giapponesi mettono il loro marchio su pannelli fatti quasi in toto in Cina.

27
06 Apr 2010
alle 22:24

gallago

@Antonello
sto seguendo un corso proprio di impianti solari fotovoltaici. Il nostro insegnante, del politecnico di Torino, come lavoro effettua test e misurazioni sui moduli e su interi impianti.
Ci ha confermato che ci sono moduli che durano anche più di 25 anni, se fatti bene. Se poi si vuole risparmiare comprando la merda cinese, che anche in questo settore è entrata prepotentemente, allora ti fumi sia la durata che l'efficienza che dichiarano scrivendo un sacco di balle.
Ma fortunatamente li fanno anche i tedeschi

26
06 Apr 2010
alle 22:01

Claudio

@ 22 nickvandeerpeers

Bee , è sempre una superfice inutilizzata , meglio che utilizzare superfice agricola.

Nel frattempo la tecnologia e il tasso di conversione aumenta.

http://www.zeroemission.tv/Objects/Pagina.asp?ID=8631

Saluti Claudio

25
06 Apr 2010
alle 21:49

Pinnettu

@ 20 Daniele

Effettivamente sembra esserci una piccola anomalia.

Non so......bisognerebbe vedere le quotazioni CIF MED

In ultima analasi e da quelle quotazioni che deriva il prezzo alla pompa. Potrebbe essere che ci siano spinte rialziste legate alle dinamiche sulla domanda e offerta della benzina (che possono prescindere dall'andamento del petrolio). Ricordo che nel 2008 il gasolio salì in proporzione più della benzina, per via dello spostamento della domanda su quest'ultimo.

In più può anche essere che stiano iniziando a salire i costi di raffinazione. Non dimentichiamo che più passa il tempo e più aumentano i greggi pesanti difficili da raffinare.

24
06 Apr 2010
alle 21:29

bik

Ma esiste un "conto energia" anche negli USA per caso? No, perchè senza quello non credo proprio che sarebbe conveniente la conversione al FV.

23
06 Apr 2010
alle 21:16

_Stefano

@1

Concordo pienamente.

@2

Cosa faranno le compagnie quando non venderanno piu' petrolio? Semplicemente spariranno dopo aver avuto in mano il mercato dell'energia per un secolo? Non credo proprio.

Io penso che continueranno a vendere energia, solo sotto un'altra forma. Hanno scelto il FV come metodo piu' economico per estrarre il petrolio... ma il petrolio finirà, il FV invece....

22
06 Apr 2010
alle 19:56

nickvandeerpeers

Certo che non ha molto senso; montare i pannelli fotovoltaici sui tetti dei distributori; e cosi' quando non cisarò più benzina, saranno già li a portata di mano per f*TT*rli e portarseli a casa?

Bah valli a capi re sti petrolieri!

Certo che se adesso che il petrolio è a 87$ Barile e la benza a 1.4, quando arriverà a 150$ non sarà meno di 2.0 euro litro!!

21
06 Apr 2010
alle 19:19

Antonello

@16

80% dopo 20 anni è magnifico. Peccato che è proprio chi me lo vuole vendere che mi dice questo. Immagino che la Sharp si sia messa in contatto con i suoi abituali clienti di FV dal 1990 in poi e abbia fatto una serie di statistiche accurate, oppure si sia basata su un pannello "campione" montato 20 anni fa sul loro tetto, o ancora ha fatto una sbrigativa e conveniente estrapolazione sul solito pannello "ideale". Beh, di certo una volta comprato lo sapremo tra 20 anni se è vero o no...

Intendiamoci: per me il futuro sono le rinnovabili ma non il FV, almeno non nei termini speculativi nei quali viene proposto oggi.

20
06 Apr 2010
alle 19:03

daniele.spagli

Non so se avete notato, ma c'è in giro un po di malumore per il prezzo della benzina.

Non mi sarei preoccupato molto visto che di solito son grida senza senso, e oltretutto il dollaro si è rafforzato sull'euro.

Però in seguito ad insistenze ho rimesso mano al mio vecchio grafico ed ho notato in effetti un po di guadagno di troppo da quasi un annetto a questa parte.

http://spreadsheets.google.com/pub?key=p0VzDs1oKQ_Yawnl8olm_XA&gid=8

qualcuno ne sa di più?

19
06 Apr 2010
alle 18:04

Gnurant

Non é solo un fatto di risparmiare energia, ma di ridurre i costi. Come tutti i settori negli ultimi anni la riduzione dei costi é fondamentale per continuare a guadagnare. E come ogni altra azienda tentano di farlo in mille maniere.

In piú, la Chevron, come si legge su un blog linkato, investe in ricerca sul solare e affini giá da anni: quindi nessuna sorpresa che testi diversi tipi di pannelli dove gli fá piú comodo. Anche perché se non usa i pannelli fv, cosa avrebbe usato? Lo stesso petrolio che estrae? Idrogeno? Vento? Una bicicletta? Qualcosa lo avrebbe usato, no? 

18
06 Apr 2010
alle 17:53

Thomas

Intanto il giacimento "Cantarell" dopo un Gennaio con l'estrazione in aumento del 1,69% su Dicembre a Febbraio si scende ancora a Febbraio del 2,75 rispetto a Gennaio.

http://spreadsheets.google.com/ccc?key=0AsknaxRdWJD6clRKUl9VdGVaVjEzenpabGJzYlhNbEE&hl=en

17
06 Apr 2010
alle 17:36

fabrizio73

@ debora/petrolio

non vedo cosa ci sia di male ad usare i pannelli solari per tirare fuori più petrolio OGGI ma che DOMANI farà (forse) andare la luce di casa nostra.

Trovare sempre il lato negativo delle cose mi sembra sia il leitmotive di questo blog e di molti dei suoi frequentatori.

L'importante è che anche le compagnie petrolifere si convertano al solare e al rinnovabile... come diceva MAO: supponiamo che il nostro compito sia di attraversare un fiume; non lo realizzeremo senza ponti né barche; fino a quando la questione del ponte o delle barche non sia risolta, a cosa serve parlare di attraversare il fiume?

16
06 Apr 2010
alle 17:24

Andrea

@7

Scusa ma i dati sulla durata dei pannelli dove l'hai pescati ? negli articolo del prof. Battaglia per caso ?

Ti ricordo che la Sharp garantisce una resa pari al 80 % dopo 20 anni di utilizzo.

http://www.solensy.com/index.php/Pannelli-Solari/sharp-210-230.html 

15
06 Apr 2010
alle 16:56

Antonio

Pardon, era: e' vero che fa politica? Mamma mia... 

14
06 Apr 2010
alle 16:54

Antonio

@andreaX

la cosa importante e' che il FV si diffonda. Se oggi pure le compagnie petrolifere sono "costrette" al FV domani lo saranno ancora di piu'. E ancora di piu' e di piu' finche non avranno finito il loro petrolio da estrarre. E poi amen a loro.

Intanto, la diffusione del FV crescera' a dismisura, proprio per il lavoro dei piu' diretti rivali.

Che schifo, signora Debora, vero? Chi vorrebbe mai un futuro del genere? Meglio pretendere (p-r-e-t-e-n-d-e-r-e) che le compagnie petrolifere chiudono ieri. E i contrari, in galera.

Seriamente, e' vero che la politica? Mamma mia... 

13
06 Apr 2010
alle 16:45

Antonio

Io si', cara Debora. Mi chiedo se l'ha capito anche lei, che il post l'ha scritto.

Posso farle una domanda? che lavoro fa? 

12
06 Apr 2010
alle 16:38

andreaX

@7 

 i pannelli FV durano 20 e più anni e sono riciclabili al 100%

@8

sostanzialmente condivido il tuo pensiero, anche se avrei preferito che il FV si diffondesse direttamente tra i privati e gli enti pubblici, diciamo che in questo modo hanno salvato capra e cavolo. E poi se proprio i produttori di petrolio si mettono ad usarli quale pubblicità migliore?, è come se gli eschimesi comprassero frigoriferi..

11
06 Apr 2010
alle 16:18

Debora/Petrolio

Antonio, non è faticoso da capire, strano che ti faccia male il cervello: la questione non è che usino rinnovabili, ma che le usino per estrarre petrolio poco conveniente che altrimenti sarebbe rimasto sottoterra e buonanotte!

Capito ora?

:D

10
06 Apr 2010
alle 15:52

Thomas

appena visto 87$, ormai la differenza tra light e brent è ridotta a 50C

9
06 Apr 2010
alle 15:33

Thomas

intanto il rame.....corre al record di venti mesi

8
06 Apr 2010
alle 15:33

Antonio

Mi fa male il cervello. Si', perche' a chiunque abbia a cuore le sorti dell'energia rinnovabile farebbe male il cervello a leggere questo post. In pratica, le societa' petrolifere si inchinano alla rinnovabili (solare, in questo caso) per far andare avanti pozzi ed apparati a combustibile fossile. Invece che rallegrarsi per la portata di una simile "genuflessione", qui - tra i piu' sfegatati sostenitori delle rinnovabili - non si riesce ad andare oltre l'acredine e l'ironia tagliente.

Ma vi fa schifo che perfino le compagnie petrolifere si "abbassino" ad usare il solare? (cosa che se l'aveste detta 10 anni fa vi avrebbero riso in faccia per due ore). Veramente, mi fa male il cervello.

7
06 Apr 2010
alle 15:26

Antonello

Magnifica trovata pubblicitaria, della serie: il FV è servo del petrolio, e in un certo senso è vero tenendo conto del fatto che tra le rinnovabili è la più costosa con una media di 0.45 €/KWh mentre al confronto l'energia fossile da petrolio al netto costa 0.036 €/KWh (il doppio se consideriamo i costi di produzione).

Personalmente non credo moltissimo nel FV, ci vogliono industrie molto specializzate (energivore e per necessità di costi petrolio-dipendenti) per lavorare il silicio in modo ottimale, e poi non dimentichiamo la questione "usa e getta"; non credo affatto che costruiranno pannelli (per non parlare dell'inverter) che possano durare addirittura 25 anni! Forse 12 anni al massimo è poi nella spazzatura ad alimentare il problema dello smaltimento dei rifiuti, tanto di silicio da sprecare ne abbiamo in abbondanza. Con la sua diffusione si abbatteranno i costi? Vorrei proprio vedere che fine farebbero i costi se le industrie dovessero fare a meno dell'economicissima energia da petrolio.

Insomma il FV è l'ideale per perpetrare (finchè dura) la vecchia mentalità sprecona consumistico-industriale petrolio-dipendente ma in salsa ecologista (che fa tanto figo) e non mi meraviglia che si stia cercando di lanciarlo sul mercato in tutti i modi.

6
06 Apr 2010
alle 13:39

Claudio

 1 andreaX

Sono le stesse considerazioni che feci io quando lessi alcuni giorni fa la notizia , non ricordo più su quale sito.

Saluti a tutti , Claudio

5
06 Apr 2010
alle 12:01

Archimede

@ Raimondo:

Interessante la tua considerazione... perchè non ci dai il dettaglio dei tuoi calcoli? Li pubblicherei volentieri sul blog...

4
06 Apr 2010
alle 11:03

Raimondo

Nel sito dell'ARPA Emila Romagna si possono vedere i documenti relativi al processo di autorizzazione ambientale di migliaia di aziende di quella regione.

Uno dei settori più energivori è quello della ceramica.

Ho personamente calcolato che un impianto medio di produzione di piastrelle ha un'estensione sufficente che se fosse coperta di pannelli fotovoltaici potrebbe soddisfare il proprio fabbisogno di energia elettrica.

Inoltre se l'acqua piovana vensse interamente raccolta renderebbe suprefluo l'emungimneto dai pozzi (principale fonte di approvigionamento di acqua per uso industriale)

Scrivetemi se volete maggiori dettagli.

3
06 Apr 2010
alle 10:45

louise

...quindi per quel poco che resta dell'ex-belpaese non c'è speranza. mi illudevo che l'eroei negativo rendesse il trivellare i nostri parchi nazionali poco conveniente, e invece ci trivelleranno usando energie rinnovabili....oltre al danno anche la beffa!!!!!!!!!!

2
06 Apr 2010
alle 10:21

Paolo B.

Il nuovo assioma della società di fine impero, ovvero "usare le energie rinnovabili per ridurre l'EROEI del petrolio". Paradossalmente si ricorre all'uso delle rinnovabili per prolungare la durata dell'era più inquinante della storia umana, quella petrolifera.

Mi aspetto che gli Arabi, che di sole ne hanno da vendere, facciano altrettanto.

Mi "consolo" pensando che alle latitudini più settentrionali, Alaska, Canada, artico, Siberia, il sole sfruttabile dall'FV è puro optional.

Però c'è da pensare anche che la spinta alla ricerca data dalle multinazionali petrolifere, con l'uso del solare nell'estrazione del greggio, potrebbe far fare un bel balzo tecnologico all'efficienza di conversione delle celle solari.

Una cosa è certa, con le energie rinnovabili le grandi corporation dei "fossili" e del nucleare non avrebbero motivo di esistere...

1
06 Apr 2010
alle 10:02

andreaX

Non tutto il male vien per nuocere, tanto per cominciare se più aziende, petrolifere o meno, usano il fotovoltaico ne accrescono la domanda e quindi ne sospingono la diffusione. Aumnetando la diffusione aumenta la concorrenza e quindi diminuiscono i costi. Allo stato attuale il fotovoltaico non può essere usato (perolomeno direttamente) per i mezzi di trasporto ,quindi le aziende petrolifere lo usano come "ponte" per estrarre quella che allo stato attuale è la forma di energia più adatta alla mobilità: il petrolio per l'appunto. Diciamo che si sta inziando a percorrere la strada giusta, sebbene per il motivo sbagliato, ma l'importante è iniziare, vorrà dire che quando il petrolio finirà del tutto nel frattempo il fotovoltaico (forse addirittura proprio quello prodotto dalle aziende petrolifere) si sarà diffuso e potrà sostiuire l'oro nero. Forse addirittura le aziende petrolifere stanno silenziosamente spostandosi verso questa altra forma di energia giustificandosi con l'estrazione dell'oro nero più come paravento che non come vera motivazione.

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