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La Grecia è spazzatura. Il petrolio e le armi, molto meno...

Mercoledì 28 Aprile 2010, 09:29 in Geopolitica di

mediterraneo1.jpg

Ufficialmente, ce ne sarebbero appena 10 milioni di barili. Una secchiatina, se pensiamo che nella nostra Basilicata le riserve di petrolio ammontano a 900 milioni di barili. Eppure, il petrolio del Mar Egeo è causa di conflitti da oltre vent'anni, da quando nel lontano 1987 si arrivò ad un soffio dalla guerra tra Grecia e Turchia. Da sempre, le due nazioni si contendono il diritto alle esplorazioni nel Mar Egeo dove si sospettano riserve di ben altra entità.

Forse qualcuno ricorda la bella isola di Kastellorizo, dove Salvatores girò il film premio Oscar, Mediterraneo. E' proprio da lì che qualche giorno fa il premier greco ha lanciato il suo appello ufficiale per il bailout alla Grecia da parte dell'UE. Kastellorizo è a un tiro di schioppo dalle rive turche, ed è l'isola da cui i turchi hanno annunciato che riprenderanno le loro esplorazioni sottomarine a caccia di petrolio. I greci, in piena bufera finanziaria, si sono ritrovati a dover dichiarare che non permetteranno mai tutto ciò, che non rinunceranno alla loro sovranità, e che rimetteranno in mare le loro navi esplorative. Una gatta da pelare nel momento sbagliato, o forse nel momento giusto: dipende dal punto di vista. Dal punto di vista turco questo disastro greco rappresenta una bella opportunità di business, e infatti la prossima settimana il primo ministro turco Erdogan se ne va in Grecia con ben 10 dei suoi ministri al seguito, una cosa mai sentita prima. Il limite delle 6 miglia intorno alle isole greche potrebbe alfine rivelarsi un boomerang che si ritorce contro la Grecia, che oggi certo non può dire di no a nessuno.

Ma non c'è solo il petrolio offshore, sul tavolo delle ghiotte opportunità che offre oggi un Paese in ginocchio. Ci sono anche le armi. Mentre con tanta severità la UE punta il dito sui greci spreconi, che dovrebbero tagliare la spesa pubblica e vergognarsi di andare a chiedere quattrini altrui dopo essersi dati alla bella vita, sottobanco i Paesi membri premono ignobilmente affinché la Grecia "compri" la loro benevolenza e le loro elargizioni. Come? Con le armi.

Di tutto ha bisogno il nostro vicino greco, fuorché di armi. Eppure Francia e Germania stanno pressando perché compri caccia e navi da guerra.

Alcuni ufficiali greci raccontano, in via ufficiosa, che Parigi e Berlino stanno usando la leva della crisi per promuovere contratti sulle armi o ricevere pagamenti, proprio mentre la Grecia cerca di ridurre le spese. 

Questo è Ekatimerini, supplemento dell'Herald Tribune in Grecia, mica un fogliaccio anarchico. 

"Nessuno sta dicendo 'compra le nostre armi oppure non vi aiuteremo', ma la chiara implicazione è che loro saranno molto più amichevoli se faremo ciò che ci chiedono sul fronte degli armamenti", ha dichiarato un consulente del primo ministro su richiesta di anonimato.

La Francia sta spingendo per vendere 6 fregate, 15 elicotteri e 40 caccia top di gamma. (...) La Germania sta pressando Atene al pagamento di un sommergibile elettrico Thissenkrupp.

L'ammontare per la Francia corrisponde a circa 6 miliardi di euro, mentre la Germania (per un sommergibile che non funzionava) chiede oltre 700 milioni.

Nelle tasche di chi andrà, allora, il prestito di 10 miliardi che farà il Fondo Monetario? Il "salvataggio" della Grecia è in realtà una partita di giro, che va a beneficiare i soliti noti?

 

 

21
21 commenti
21
02 Mag 2010
alle 18:38

Gnurant

"I Greci hanno il coltello della parte del manico, non dimentichiamolo. Basta un ondata di scioperi e fiamme in piazza e proteste e non pagano più, vanno in default e chi se visto se visto e i titoli diventano carta straccia.

Le banche tedesche sono molto esposte, il salvataggio  è più per le banche che per il popolo che in tutti modi ridiventerà povero."

Esatto, é proprio quello su cui si discute qui in Germania; con una piccola differenza: la paura é che tra 6 mesi o anche meno il governo cade e quello nuovo dichiara default.

Dopodiché parte la sforbiciata sul debito e il finanziamento che stanno per emettere sará l'ultimo ad essere pagato (categoria Junior se non sbaglio). E lí son cazzi per tutti. 

20
30 Apr 2010
alle 15:01

Pinnettu

@ 19

Inromarci di cosa!?!? 

quali clausole accordi NATO !?!?

La Grecia ha un suo bilancio della difesa come tuti i paesi del mondo. Compra in base ai suoi bisogni come tutti gli altri.

I suoi bisogni sono la conseguenza di quello che fà la Turchia. I due paesi sono infatti, in ambito NATO, fra quelli che in termini relativi spendono più di tutti (circa il 2,5% del PIL).

Già da tempo la Grecia ha comunque ridotto il suo bilancio per la difesa. Tanto è vero che il programma di sostituzione dei vecchi A-7 e F-4, di cui indirettamente si parla nel post, è fermo da tanti anni.

Nessuno gli ha mai puntato una pistola alla tempia per comprare ciò che non possono comprare.

 

19
29 Apr 2010
alle 21:10

MarcoT

-1- Le agenzie di rating e in generale le investment muovono il mercato e lo influenzano in modo decisivo...Senza "rating" non si muove una foglia. Ha ragione  pirkrisi.

L'Europa necessita delle agenzie di rating NON americane.

-2- Grecia è "obbligata" rinnovare-comprare le armi... in mezzo vi sono le clausole degli accordi NATO. Informatevi.

18
29 Apr 2010
alle 17:37

fabio1979

@17

Ho fatto confusione stavo rimettendo a posto ed ho inviato

L'all-liquids capacity e' scesa da 90.36 mbg di febbraio 2010 a 90.16 mbg di marzo 2010 fonte Oilwatch (TOD)

17
29 Apr 2010
alle 17:32

fabio1979

@Pinnettu e Hunter76Lima

C'e' un altro fattore che potrebbe influenzare e si lega al commento @15 nell'ultimo oilwatch la oil production capacity e' declinata di 200mila barili da 90.36 mbg di febbbraio a 90.16mbg ovviamente per gli all-liquids

16
29 Apr 2010
alle 15:13

Pinnettu

Quanto all'oggetto del post, sia il programma relativo ai nuovi sottomarini, sia quello che riguarda gli aerei, sono un requisito espresso dalle FF.AA. greche parecchi anni prima che iniziasse la crisi.

E se decidono di portare avanti questi programmi (molto difficile) non è che hanno molte alternative. Per i sottomarini praticamente nessuna, per gli aerei al massimo possono rivolgersi al mercato USA, ma comunque hanno sempre lasciato intendee di volersi orientare su un prodotto europeo.

15
29 Apr 2010
alle 14:51

Pinnettu

@ Hunter

Devo dire che sono sorpreso dalla tenuta del greggio. I fondamentali non sembrano ancora giustificare quotazioni stabilmente sopra gli 80$.

Non ci sono ancora aggiornamenti recentissimi da parte dell'EIA ma sono diponibili quelli dell'IEA (ricordate che sono due cose diverse).

I dati IEA comunque, depurati dai biofuels, continuano a confermare gli 85,400 milioni di b/g. In rialzo rispetto allo scorso anno di circa 1,200 milioni di b/g e sostanzialmente in linea con le previsioni sulla domanda prevista per il 2010.

A meno che nei trimestri sucessivi la domanda non esploda letteralmente, sembrerebbe che per ora sul fronte domanda/offerta non ci siano grosse difficoltà.

Certo, siamo sempre al limite e se nel 2011 la domanda dovesse salire ancora, le cose possono cambiare radicalmente.

Può anche essere quindi che il mercato stia scontando i potenziali problemi del prossimo anno.

Rimane però sempre il dubbio di quel milione e mezzo di spare capacity che l'Arabia Saudita, aldilà delle dichiarazioni ufficiali, dovrebbe comunque avere per logica, considerando che la stessa quantità la levata dal mercato due anni fà in seguito al calo della domnda nei paesi OCSE.

14
29 Apr 2010
alle 13:03

robertatosoni

arabia saudita ha ricavato con l esportazione del greggio 91.7 miliardi di dollari il 70% delle entrate del paese (SCHAJBAH campo petrolifero di greggio ) e li che si fonda la ricchezza del paese il greggio viene caricato sulle petroliere passa per il mar rosso diretto al canale di suez il pedaggio per passare e di 305.000 dollari e i costi giornalieri di una petroliera si aggirano tra i 18000 23000 dollari per poi arrivare a rotterdam il costo del viaggio e di circa mezzo milione di dollari + tasse portuali di 130000 dollari in tutto il trasporto del carico dall arabia saudita in europa edi circa un milione di euro ( UNA VERA PAZZIA) la guerra tra palestina e israele deve esistere assolutamente perche grazie a questa si ottera sempre il controllo del canale di suez GAMAL ABDEL NASSER nel passato ne fu vittima con tutto il suo popolo egizio.DIETRO TUTTO CI SONO SEMPRE I ROTHSCHILD-ROCKEFELLER-WINDSOR la nazione che dirige il gioco e sempre stata l inghilterra non l america anche nel campo dei diamanti e l oro le risorse mondiali sono nelle loro mani solo NAPOLEONE e riuscito a contrastare il loro dominio per poco tempo

13
29 Apr 2010
alle 12:40

Cataldo

@ Hunter76Lima

ALcool e sopratutto benzina non sono consumi voluttuari, ma consumi di base. Quando i governi basano le loro entrate sulla tassazione indiretta dei beni primari significa che il prelievo non è progressivo,  che la base fiscale è costituita dai più poveri. Inoltre la tassazione indiretta dei beni che stanno alla base della produzione, come il petrolio, si traduce in una amplificazione eccessiva del prelievo diretto dai consumi, mentre viene in secondo piano quello dai redditi e dalle rendite. Il problema è tassare le rendite, che sono giuste, ma non possono essere esentasse, visto che l'apparato statale ne è la garanzia ed il presupposto. Nelle rendite sono comprese le prebende politiche e parapolitiche, che costituiscono un cancro della spesa statale corrente,  alla base del sistema della casta. Questo corpus di costi non ha mai subito tagli, anzi, ed è estremamente improduttivo, mentre innalzare la spesa per i redditi minimi si tradurrebbe in un incremento della base fiscale di prelievo.

Per questo è opportuno che si ritorni alla economia politica di base, che i cittadini si rendano conto della posizione sociale che occupano.

Oggi molti vivono nell'illusione di essere "classe media" è si nutrono di consumi surrogati mediaticamente, mentre sono spolpati fino all'osso; quando avranno bruciato lo stock di risparmi della generazione che li ha preceduti, e sta accadendo, basta guardare al numero di finanziarie che chiudono ;) forse si sveglieranno.

Per agire sul peak oil bisogna qualificare la spesa pubblica e quella privata incidere nelle modalità di accesso ai beni pubblici ed alle autorizzazioni, inserendo nel concreto i criteri di risparmio energetico nella realtà economica.

 

11
29 Apr 2010
alle 08:48

Hunter76Lima

Per Paolo B.

Lo so, lo so, è un po' che ne parliamo, si tratta di un tentativo illusorio da parte di tutti di negare il peak-oil e continuare nel business as-usual: ricorda molto Don Quijote che combatteva contro i mulini a vento.

USA rappresenta il nocciolo della domanda (che non si scalfisce, non diminuisce), la Cina rappresenta il bubbone in continua crescita e rigonfiamento.

IO volevo far notare però che il prezzo tiene il livello degli 80$ e più anche in condizioni finanziarie sfavorevoli (derating paesi europei, borse in discesa, rischio default sovrani e perdite per banche). Questo mi fa pensare 2 cose: o la componente speculativa si è focalizzata sul petrolio come arma-rifugio e quindi la quotazione rimane sostenuta anche in periodi difficili, oppure, ed è ciò che dubito, l'anticamera della spare capacity che solitamente garantisce libere fluttuazioni sul prezzo (spare capacity significa che la produzione può facilmente e velocemente rincorrere la domanda nel caso questa salisse) non è poi così ampia e l'assotigliamento si sta facendo preoccupante.

E' ovvio che infatti che il peak-oil prima procede con l'annullamento della spare capacity che decreta la fine del plateau e poi cn la discesa. Questo sulla carta.

Servirebbero più dati per confermare questo assunto. Forse Pinnettu ci può dare una mano

Per Cataldo

Non parlo di risoluzione dei problemi, bensì di alleviare i traumi post peak-oil.

E poi l'ingiustizia sociale non risiede nella tassazione indiretta bensì nell'assenza di servizi e assitenza sociale.

Io accetto infatti che lo stato prelevi dalla mie tasche un surplus per un consumo voluttuario (alcool, tabacco, beni di lusso, carburante e via dicendo) purchè mi garantisca assistenza nei momenti di bisogno (casa, cibo,lavoro,salute, maternità, disoccupazione, anzianità, invalidità, trasporti).

L'utilità dello stato sociale è questa, non che mi venga assicurato il mio gruzzoletto (quella sarebbe uno stato capitalista), ma che mi vengano assicurati i miei servizi indispensabili. Il welfare italiano è una grande conquista, sono ben contento di sostenerlo con le accise sulla benzina, anche se questo può portarmi a rinunciare la macchina perchè non ho abbastanza soldi per permettermi di viaggiare e pagare la benzina (e infatti allo stato attuale per me è così). Non sto forse rinunciando a un bene voluttuario in cambio di un bene primario?

10
28 Apr 2010
alle 23:32

Mago

Le armi son sempre in giro, ma se la Grecia ha spese militari esagerate gli unici responsabili sono loro (i greci) ed i loro compagni di merende( i turchi dall'altro lato del mare). I Crucchi hanno rifilato ai greci un sacco del loro armamentario da guerra fredda a prezzi stracciati.

 I Greci hanno il coltello dalla parte del manico? e che lo usano? per fare harakiri?

Quanto ai maneggi UE devono ancora scoprire tutte le carte perchè si possa sapere esattamente dove vogliono andare a parare...

9
28 Apr 2010
alle 22:17

ste

I Greci hanno il coltello della parte del manico, non dimentichiamolo. Basta un ondata di scioperi e fiamme in piazza e proteste e non pagano più, vanno in default e chi se visto se visto e i titoli diventano carta straccia.

Le banche tedesche sono molto esposte, il salvataggio  è più per le banche che per il popolo che in tutti modi ridiventerà povero.

8
28 Apr 2010
alle 17:22

pirkrisi

@ Mario

Sono dei luridi parassiti i quali ,corrompendo i governi drogati, riescono da intascare somme oscenamente immeritate nella quantita´e nella qualita´e il suesteso ammontare di denaro serve a nascondere ,solo a loro stessi e momentaneamente, l´oggettiva ed imbarazzante inferiorita´ sia a livello fisico ,che spirituale della quale sono mal dissimulati portatori e che e´fonte di isterica e omossesualeggiante rivalsa alla quale una societa´di smollacciati e smidollati consente il vomitevole e volgarisssimo esplicarsi.

In breve:topi di fogna.

 

7
28 Apr 2010
alle 17:21

michele

@ Hunter

Gli economisti in primis non accetteranno mai il picco del petrolio, con i politici da una parte che richiamano a gran voce i primi facendosi assicurare, sulla sempre più precaria situazione ecomomica, che non è provocata dalla mancanza di crescita dell'industria petrolifera e tanto meno dell'esistenza del picco.

I politici così facendo vengono obbligati a non prendere la situazione sotto controllo ma solo a rattoppare il sistema qual'ora dovesse incepparsi, vedi incentivi auto, ed elettrodomestici, il piano casa ecc... insomma riforme delle riforme su riforme!! Qualsiasi politico negherà dell'esistenza del declino della produzione petrolifera anche davanti all'evidenza e qual'ora non si potrà più mentire si preferirà, invece di accettare la realtà, dare la colpa agli arabi che vogliono tenerselo per loro, atti di terrorismo, combattere i cambiamenti climatici riducendo le emissioni di CO2...ecc

Stò sospettando da tempo ormai che la frase "combattere i cambiamenti climatici" sia una frase in codice ma che in realtà voglia dire "combattere il picco del petrolio"!

6
28 Apr 2010
alle 16:04

Mario

@ pikrisi

Mi spieghi gentilmente che c'entrano Goldman Sachs e le agenzie di rating ?

5
28 Apr 2010
alle 14:56

Cataldo

@ Hunter76Lima

Il prelievo fiscale indiretto è alla base dell'ingiustizia sociale interna ed internazionale ai paesi "sviluppati" . Non è certo con carbon tax ed altre minchiate finanziario-fiscali sorrette dai meno abbienti che si potranno risolvere i problemi.

4
28 Apr 2010
alle 14:23

pirkrisi

Comunque questi greci dovrebbero dare l´esempio a tutta la comunita europea di come uscire a testa alta dalla crisi.Per esempio potrebbero far scomparire nella notte e nella nebbia tutti i dipendenti delle agenzie di rating e di goldman sacs che risiedono in grecia.....

3
28 Apr 2010
alle 13:50

Paolo B.

Hunter, in USA non vedo come potrebbe esserci una crescita della domanda visto lo stato dell'economia reale; in Cina se tutti i cinesi volessero arrivare allo standard occidentale ci vorrebbe molto, molto più dell'attuale produzione mondiale di greggio e di gas.

Ergo, se crescita della domanda ci sarà in certe aree del pianeta, lo sarà per breve tempo, poi i limiti geologici delle risorse seppelliranno l'ultimo tentativo di ulteriore crescita sul globo...

2
28 Apr 2010
alle 13:16

Hunter76Lima

Vado OT e parlo di prezzo del petrolio e della benzina

Con tutti i casini in mezza europa (Grecia, Portogallo e compagnia cantante) con indici di borsa a precipizio (-3% di media), il petrolio (WTI) tiene livelli onorevoli (82$) e considerevoli (in poche parole, non fa una piega)

Conclusione: l'europa non interessa, nè ai produttori nè agli speculatori. In effetti il cuore della domanda è altrove (leggi USA, Cina) ma soprattutto i margini di crescita sono altrove.

L'Europa ha già tagliato tutti i consumi che poteva tagliare, l'eventuale fallimento dei PIIGS non smuoverà il bilancio domanda/offerta mondiale di petrolio (beh, forse ho esagerato, il fallimento di Spagna e Italia in effetti qualche effetto dovrebbe averlo) e quindi non influisce più di tanto sulla dinamica del prezzo.

Voglio far notare inoltre come il prezzo basket dell'OPEC ha momentaneamente superato il WTI, la prima volta da quando è stato creato. (82$ il WTI, 83,5$ il OPEC).

Domanda: vuoi vedere che la tanto decantata spare capacity dell'OPEC (Arabia in testa) è falsata come i bilanci greci ?!?!?!

Infine, questione benzina.

Scajola ha mandato al mittente la richiesta da parte di Bonanni (CISL) di riduzione delle accise (giustamente rifiutate mio modo di vedere).

Il populismo di chi grida continuamente al prezzo "ingiusto" della benzina alla pompa mi sembra da sconsiderati.

Si vogliono sgravi per continuare su un paradigma già morto (quello dell'auto) quando invece nella situazione attuale è importante disincentivare l'uso dell'auto per mobilità privata e reimpiegare (a mo' di carbon tax) i proventi dall'uso voluttuario di idrocarburi per ripianare un debito statale già alle stelle.

Forse è per questo che in questo momento non siamo messi come la Grecia, è vero, poco ci manca, ma tirarsi la zappa sui piedi è proprio da fessi !!!

 

1
28 Apr 2010
alle 12:14

Paolo B.

E chi immaginava ci fossero dietro le forniture militari? Insomma, le lobby  delle armi stanno dirigendo la politica finanziaria franco/tedesca verso la Grecia.

Ma l'UE non doveva essere nelle intenzioni degli idealisti un superstato unitario? Domanda superflua la mia...

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