Uno sguardo dal picco
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Mi era sfuggito. Un importante report del Pentagono, e precisamente dell'American Joint Forces Command, esamina il Peak Oil facendo nome e cognome e giunge a conclusioni assai serie.
A pagina 24, un boxino che titola proprio "Peak Oil" recita:
Come mostra il grafico, il petrolio dovrà continuare a soddisfare la gran parte della domanda di energia fino al 2030. Anche assumendo lo scenario più ottimistico di crescita della produzione attraverso nuove tecnologie di estrazione, lo sviluppo di oli non convenzionali e le nuove scoperte, la produzione petrolifera sarà drasticamente sotto pressione per raggiungere la futura domanda di 118 milioni di barili al giorno.
A pagina 29 il drammatico riassunto della questione, che pare scritto dall'ASPO:
Per generare l'energia richiesta da qui al 2030, il mondo dovrà trovare altri 1,4 miliardi di barili all'anno per vent'anni. (...) Il ritmo di nuove scoperte seguito negli scorsi due decenni (escluso forse il Brasile) lascia poco spazio all'ottimismo di chi pensa che in futuro si troveranno nuovi giacimenti. Al presente, gli investimenti stanno appena aumentando, con il risultato che la produzione raggiungerà un prolungato plateau. (...) Nel 2012, la produzione in eccesso sparirà completamente, e nel 2015 mancherà un 10% di output per soddisfare la domanda.
E' il Dipartimento della Difesa degli Stati Uniti, e non mi pare ci sia altro da aggiungere alla loro perfetta disamina della situazione. Certo, c'è sempre Repubblica a dire che è tutta una sciocchezza, e chi è in fin dei conti il Pentagono per smentire Repubblica?
Riccardo, #50
Beh, se le tue argomentazioni si riducono a:
"BP sputa sul piatto dove mangia da anni"
beh, non mi sembrano molto convincenti e utili.
Troppo semplicistiche e riduttive, oltre che poco realistiche.
Saluti
a proposito del pezzo di Repubblico su "Addio Peak Oil...".Conteneva nell' ultima parte alcune frasi di Scaroni, la mia impressione e' che quell' articolo lo abbia "suggerito" lui. Non e' nuovo a uscite del genere,talvolta spara la sua propaganda quando almeno una parte di opinione pubblica e' ormai in grado di non abboccare.
Altro commento a chi diceva Toscana liberati dalla sinistra. No in Toscana non comanda piu' la sinistra.L' ha fatto per anni confondendo le amministrazioni gestite con le proprie sezioni di partito. Ma ora governa un apparato burocratico (qualcuno dice anche affarista) appoggiato da una opinione pubblica passiva.
si beh certo...
i siti dell'aspo sono indicati..si si
le statistiche BP sono per eccellenza sotto stimate tanto è vero che sono prese a riferimento da kyotisti, ambientalisti e rinnovabilisti vari.
BP sputa sul piatto dove mangia da anni. lasciamo perdere.
comunque tra 40 anni il petrolio finisce.non c'è ne più.ovvio.
have fun!
@ Riccardo Gallottini
Porta numeri è ne possiamo riparlare.
A dire il vero la logica vuole che le stime siano sempre sovrastimate. E' un vantaggio per i paesi OPEC per esempio (che hanno sempre stabilito le quote estrattive in funzione delle loro riserve.... più sono alte le riserve maggiore è la tua quota produttiva). E' un vantaggio per le major, che assicurano ai propri azionisti un futuro roseo.
Comunque, i dati BP che sono fra i più presi in considerazione, parlano di 1258 miliardi di barili che arrivano a 1408 considerano anche le oil sands.
Tutte le altre considerazioni (rapporto R/P, riserve che aumentano sempre e quant'altro) sono state argomentate in lungo e in largo.
Io non ho le capacità comunicative per spiegarlo, quindi ti indirizzerei verso i vari siti dell'ASPO, dove ovviamente le dinamiche del picco vengono ampiamente sviscerate.
Riccardo, forse documentarsi un po' prima !?!?
Se ci si affida solo a luoghi comuni, impressioni e a "è sempre stato così" si rischia di prendere grossi abbagli.
E' solo un consiglio ...
ma non è vero!! le Stime AIE sono al ribasso per natura.
Nessuno nota ma c'è una certa volontà di tenere le stime al ribasso! Ti sottolineo che questo fa mantenere i prezzi alti e lauti profitti per le compagnie.
Comunque il rapp riserve produzione è 40 / 45 anni dal 1955 ( ghawar docet). Non credo sia attendibile la solita stima fatta quindi.
un saluto
@ Riccardo Gallottini
La stima più ottimistica sulle riserve di petrolio rimanenti è di circa 1500 miliardi di barili (le più accreditate parlano di 1300).
Poniamo pure che sia corretta la stima di 1500 miliardi.
I consumi attuali ammontano a circa 31 miliardi l'anno.
Come si farebbe a non avere problemi di riserve per almeno i prossimi 100 anni!?!?!?
Non credo che ci sia un problema di riserve da qui ai prossimi 100 anni. Lo sanno tutti. é un problema si di raffinazione / ingegneria ma anche di investimenti. Quindi speriamo che il petrolio si mantenga sui 90 100 a barile e tutto girerà per il meglio. Poi è ovvio che andrebbe risparmiato in qualche modo.
Es. Gas ( che spreco l'uso per produrre elettricità )
:-)
Vualà Debora, Repubblica ti accontenta.
E' apparso oggi un articolo (nelle pagine di economia) in cui si parla di peak oil , del boom dei prezzi petroliferi del 2008 come vera causa della recessione e altre cosucce ben note ai frequentatori di questo blog. Contenta?
E ora in coro : Voglio una vita esagerataaaa/ voglio una vita come Gianni Muraaaaa
@ 32 Paolo B
Consumi petroliferi Italiani in migliaia di tonnellate :
2002 93283
2003 92974
2004 89642
2005 86686
2006 86663
2007 83989
2008 80411
2009 75250 (preconsuntivi)
Quindi è perlomeno dal 2002 che i consumi stanno calando anche se nel 2009 il calo ha subito una accellerazione.
http://dgerm.sviluppoeconomico.gov.it/dgerm/consumipetroliferi.asp
Saluti Claudio
@ fabrizio73
Ma ormai un rapporto sul picco non è più un documento scottante.
E vero che non ne parlano i TG ma orami il picco è sdoganato. Rimangono ancora dicordanze sulla data ma negli ambienti energetici e governativi se ne parla.
L'ho già segnalato prima, l'ultimo in ordine di tempo e un report di qualche settimana fà del Dipartimento dell'Energia del governo americano che parla di inizio del declino della produzione in una data compresa fra il 2011 e il 2015.
@ Nick
Si è normale che tenere in giro per il mondo decine e decine di migliaia di soldati generi un enorme giro d'affari per le aziende che orbitano attorno ai ministeri della difesa, però qualcosa a me non torna.
Mettiamo da parte per un attimo il discorso petrolio e prendiamo per buono che queste due guerre siano state fate solamente per rimpinguare le casse delle industrie dell'indotto della difesa.
Potrebbe essere vero in assoluto se tutte le spese per le operazioni sudette fossero voci extra bilancio dei vari ministeri della difesa. In sostanza, oltre ai fondi che comunque (guerra o non guerra) la difesa riceve annualmente si aggiungono altri soldi che sono un più per tutti quelli che riescono a fare affari.
In realtà però non è così o almeno lo è solo in parte.
Alcuni paesi che sono oggi in Afghanistan, stanno letteralmente immolando le residue capacità operative delle proprie FF.AA. per riuscire a tenere in piedi il dispostivo militare all'estero. Questo perchè i fondi extra non bastano e quindi si attinge ai fondi ordinari.
Esemplare il caso della Gran Bretagna che stà ridimensionando molti reparti (pure pregiati) per poter fare cassa.
Oppure il caso dell'Italia, che praticamente vedrà sparire nei prossimi anni qualunque capacità operativa di molte brigate dell'esercito, causa dirottamento dei pochi soldi rimasti per sostenere le brigate che turnano all'estero.
La mia impressione è che gli USA siano li per interessi diversi dal sostenere l'industria della difesa e che gli altri paesi, per ragioni a me oscure gli vanno dietro.
Ritengo che se tutta la faccenda fosse stata messa in piedi con questo scopo, ci si sarebbe presi la briga di evitare il logoramento delle FF.AA. che stanno faccendo salti mortali per tenere in piedi la baracca.
Piano piano infatti tutti paesi europei (che peraltro stanno riducendo le loro FF.AA. a livelli minimi) stanno cercando di deffilarsi.....la prossima forse sarà l'Olanda.
documento scottante? non mi pare. Il documento dice che la domanda di petrolio porra' sotto stress i fornitori. Tuttavia dice anche che: i) il problema non sono le riserve ma gli investimenti nel settore dell'estrazione, ora insufficienti (ergo: trivellate di piu' che di petrolio ce n'e' a bizzeffe), ii) le rinnovabili non daranno piu' dell'1% dell'energia totale anche nel 2030 (ergo: lasciatele perdere).
A me francamente questo documento pare un incitamento al business-as-usual delle fonti fossili.
Ho letto il report e la sintesi fatta dalla Billi mi sembra corretta ma mi sorgono alcuni dubbi.
Per prima cosa mi sembra stano che il Pentagono pubblichi un documento così esplicito rispetto al peak oil ... e mi spiego meglio. Obama ha recentemente approvato l'esplorazione dei fondali al largo dell'atlantico per scovare nuovi pozzi e tac d'improvviso il pentagono pubblica un bel documento pubblico sulla fine del petrolio..... Se è vero che a pensar male si commette peccato ma il più delle volte ci si prende allora ,se permettete io penso molto male. Stimo Obama ma la sua ultima concessione ai petrolieri "drill baby drill" mi sembra una mossa solo politico-economica, e non dettata dalla paura della fine del petrolio.
In secondo luogo il documento cosa riporta di così nuovo???Sono grafici e dati, trit e ritriti forse copiati pari pari da TOD o da qualsiasi altro sito che parla di petrolio e di demografia e risorse. Secondo voi al Pentagono renderebbero pubblico un documento che ritengono scottante??? Secondo me no..ai posteri l'ardua sentenza.
Il politico medio non dirà mai che ci saranno problemi di approvigionamento energetico nel prossimo futuro perchè l'italiano medio è completamente estraneo a qualsiasi discorso rigurdi l'energia, non è disposto ad ascoltare e totalmente assorbito dalla televisione e dalla frivola vita quotidiana, che per quanto possa essere movimentata garantisce cibo e anche qualche divertimento. A nessuno piacerebbe sentirsi dire che da prossimo anno ci sarà una crisi peggiore di quella che stiamo vivendo ora e peggio ancora che non ci sarà modo di evitarla, a tutti piacerebbe sentirsi dire: la crisi durerà fino a tal data, i modi per superararla sono questi ecc... I politici per essere eletti devono avere l'appoggio del popolo, quindi la palla passa in mano a tutti gli italiani che ovviamente non hanno la benchè minima idea di ciò che stà accadendo, tutti a rincorrere i propi guai: chi la casa, la macchina, i figli, tutti con l'obbiettivo di cercare in tutti i modi di galleggiare nell'attuale vita consumistica. E chi glielo spiega a questi poveri cristiani che stà accadendo?? Berlusconi?? il tg 4?? i quotidiani nazionali??... (dico ciò perchè ieri ho provato a spiegarlo ai miei ma... non hanno capito una parola).
Un tempo leggevo Repubblica, ma poi mi sono accorto delle futilità che diceva e mi traeva in inganno: ho aperto gli occhi e non ho comprato più Repubblica: Vivo in Toscana dove comandano i sinistri, dico a tutti gli Italiani " Liberate la Toscana da questa gentaglia, ALTRIMENTI PERDERETE LA VISTRA IDENTITA' "
@31
E' esattamente quello che penso anche io, non possono ammettere che la nazione ha un problema che non sanno proprio come risolvere.
@31 Hunter, vabbè ma allora dove sta la lungimiranza e le qualità che dovrebbero distinguere chi guida un paese? Troppo comodo dire, farei anche io cosi', le vie d'uscita ci sono mepre, dipende da quelle che scegli, possono essere impopolari forse ma se alla fine ti portano fuori dal "cul de sac" si sceglie anche la via più ripida e tortuosa.
@33 probabilmente hai ragione, la storia ci insegna che i periodi di cirisi economica sono sempre costellati dalle dittature e dal polulismo, cosa in cui siamo già dentro fino al collo, anche qui vale il discorso di sopra.
@34 Pinettu, propbabilmente è vero quello che dici tu, io lanciavo un teoria, ma sette anni in IRAQ e 9 in Afganistan vuol dire che servono solo a far girare l'economia di guerra come mi ha raccontato chi ci è stato; ( ancora 3 anni fa il mio vicino che si è fatto 6 mesi alla periferia di Bagdad [ora si sta facendo 6 mesi di Kabul] mi raccontava che il "soggiorno" di ogni soldato o civile costava per "servizi" quali letto, pasto, doccia, palestra, connessione internet, dai 55 ai 110 $ al giorno a seconda dei servizi di cui usufruiva; costi che il governo USA pagava alle multinazionali dei servizi; esclusi i costi di armi, munizioni, mezzi blindati, carri armati, elicotteri, aerei; che vanno comunque nelle tasche dei produttori di armi e tecnologie, ora immaginatevi un decennio di fiumi di soldi che vanno nelle tasche di queste aziende private, probabilmente con la guerra semplicemente si guadagna molto più che con il petrolio!
@ bik @ FelixBaat
Certo che l'area (irak) è strategica per il petrolio, ma la guerra non è secondo me da mettere in relazione col picco. Tantopiù che in Irak prima della guerra operavano già tantissime compagnie occidentali. Era meno dispendioso trovare accordi con il governo di Saddam che imbarcarsi in sette anni di guerra!!!
Quanto all'Afghanistan di oleodotto non mi pare esserci nessuna traccia. Oltretutto per il gas proveniente dal Caspio dovrebbe essere già pronto il Nabucco che dall'Afghanistan non passa proprio. Quindi anche in questo caso 9 anni passati a controllare nulla. Poi rimane da vedere quanto petrolio arriverebbe effetivament dal Caspio e se questo giustifica il gigantesco sforzo logistico di mantenere all'infinito un contingente militare di quelle dimensioni, che forse bruccia più petrolio di quello che gli USA riuscirebbero a recuperare da quell'oleodotto.
@ Nick
Detto da un picchista però ;-)
Quando ci fà comodo le riserve mondiali sono sovrastimate per nascondere la prossima penuria di greggio. Quando invece non ci va più bene sosteniamo il contrario!
@31
La mia idea personalissima è che nessun Governo democraticamente eletto dalla gente(quella che vota a fronte dell'esercito di elettori che si astengono ormai) possa approntare politiche di decrescita che per la loro natura sarebbero sicuramente impopolari.
A meno di promettere(la coalizione politica candidata) balle colossali e gradite alle masse in fase pre elettorale per poi gettare la maschera una volta arrivata al potere e restandoci ovviamente con l'aiuto di polizia ed esercito.
La coalizione che dovrà traghettarci nella tempesta della decrescita(visto che la classe politica oggi dorme ancora) a mio avviso non sarà eletta democraticamente; probabile che un governo di unità nazionale si faccia carico di questo immane compito, probabilmente fuori dall'ambito democratico, sperando che abbia come priorità soprattutto il bene del popolo...
@27
L'ho letto poco tempo fa e non ho avuto l'accortezza di appuntarmi il link, peccato.
Comunque l'Italia consuma già il 3,9% in meno di petrolio rispetto al 2007(dato del 2009) e oggi possiamo tranquillamente affermare che il paese è in decrescita effettiva(insieme a buona parte del mondo occidentale).
Togli dal totale consumato un ulteriore 5% di petrolio ed è facile immaginare che il nostro paese cambierebbe drasticamente volto economico e sociale...
Il post di Debora penso che evidenzi come nelle alte sfera sia ben individuato e preso in considerazione il problema del peak-oil.
E questo senza necessariamente introdurre complottismi vari. E' un problema delicato che si è deciso di analizzare approfonditamente senza propagandarne troppo risultati delle analisi e potenziali effetti.
Nella versione edulcorata possiamo dire che chi ci governa sta tentando in tutti i modi di trovare una soluzione per non generare scossoni. Il problema è che questa soluzione non c'è allora ci si affida a 2 mosse ben collaudate: procrastinamento del problema e dissimulazione del problema.
Entrambe sono alla base delle bugie che chi sta in alto ci propina. Senza nessun intento diabolico, ideologico o truffaldino ma solo x salvarsi la faccia (pensateci, voi, nei loro panni, se vi rendeste conto che il vostro paese è in un grosso guaio e non avete la bechè minima idea di come uscirne, cosa fareste? non cerchereste di nascondere il problema il più possibile sperando che la provvidenza vi salvi. Reazione umanissima ed è quello che stanno facendo nelle alte sfere)
Suggerisco a tutti quelli che sono preoccupati dalla cosa di passare all'azione (preoccuparsi va bene, ma è solo il primo passo).
È già molto tardi per muoversi, ma possiamo ancora fare in tempo a trasformare un potenziale disastro in una grande opportunità (senza farsi troppo male).
Informatevi sul movimento di Transizione e fondate o favorite la formazione di un Gruppo Guida nella vostra comunità.
È molto probabile che finireste per arrivare a noi comunque, preso o tardi, ma presto è decisamente meglio :-)
miiii, signora Debbora. Quando cita, cerchi di citare tutto il pezzo. Sbadatamente, nello stesso paragrafo si e' dimenticata di citare questo:
"The central problem for the coming decade will not be a lack of petroleum reserves, but rather a shortage of drilling platforms, engineers and refining capacity." [trad: il problema centrale della prossima decade non sara' la scarsita' di riserve petrolifere, quanto la scarsita' di piattaforme di perforazione, ingegneri e raffinerie (visto che ci si aspetta un aumento della domanda del 50%, ndAntonio]
Spero apprezzera' la mia correzione.
@23 in realtà c'è da pregare che avvenga così, che la descrescita sia graduale e che si aboliscano prima i consumi inutili, come in minimissima parte sta già avvenendo (ad esempio leggevo ieri che è crollata la vendita di surgelati e piatti pronti in genere).
in molti in realtà prevedono la fine del sistema tutto d'un botto o giù di lì e allora sarebbero cavoli amarissimi per tutti. questo a grandissime linee perché il mondo attuale è troppo connesso e globalizzato in un intrico interconnesso di finanza, produzione, IT, etc, se togli un tassello rischi che viene giù tutto in un tragico processo a catena. allora si aprirebbe una finestra temporale drammatica prima di mettere in funzione un nuovo sistema delocalizzato e fondato su basi non petrolifere.
pensiamo soprattutto alle conseguenze sul cibo, che oggi è prodotto e fornito just in time da ogni parte del mondo con l'utilizzo di trattori, autotreni, concimi chimici. a trovarsi con gli scaffali dei supermercati vuoti bastano pochissimi giorni.
@ 24
A chi si chiede cosa comporti l'insufficienza petrolifera, pensi che appena il 5% in meno di petrolio nelle forniture italiche causerebbe problemi enormi all'economia del paese ed allo stile di vita individuale basati sulla crescita.
Scusa Paolo ma da dove l'hai trovato il dato del 5%. Non è per criticarti bensì per approfondire. Per gli Stati Uniti vale la stessa percentuale??
@23
Ok, ma quello che mi chiedo è se, ad un certo momento, i Paesi più forti non decideranno di estromettere con la forza quelli più deboli per accaparrarsi anche la loro quota di petrolio.
OT
Notizia ghiottissima che getta una bruttissima luce sulla banche italiche, che bene non stanno per niente come invece cercano di farci credere http://www.comedonchisciotte.org/site/modules.php?name=News&file=article&sid=6934
Irak=tanto petrolio, Afghanistan=passaggio degli oleodotti.
Sono i motivi principali causa delle guerre di invasione USA di quei paesi, quindi guerre direttamente(il primo) e indirettamente(il secondo) per le risorse energetiche.
A chi si chiede cosa comporti l'insufficienza petrolifera, pensi che appena il 5% in meno di petrolio nelle forniture italiche causerebbe problemi enormi all'economia del paese ed allo stile di vita individuale basati sulla crescita.
In una breve frase, decrescita sicura per tutti...
@19 e 20
il petrolio non finirà da un giorno all'altro ma la produzione scenderà inevitabilmente fino a non soddisfare l'attuale domanda, risultato: prezzi in salita come vuole la prima lezione di economia a scuola, e contrazione conseguente della domanda fino a trovare via via nuovi equilibri tra domanda, offerta e prezzo spazzando via i consumi comprimibili e/o inutili e alzando i prezzi delle merci e dei servizi associati al petrolio
Mi sembra che anche gli altri punti accennati dal report (altre bombe innescate su scala globale) meriterebbero attenzione...
@14 E chi lo dice che sotto l'AFGANISTAN non ci sta un mare di petrolio? Chi ce le ha le mappe dei giacimenti, come chi dice che la scarsa produzione di petrolio dell'IRAQ sia perchè non ce n'è?, Se fossi io e sapessi di megagiacimenti pin IRAQ e AFGANISTAN me li terrei li belli e buoni per quando serviranno davvero, e loro sicuramente lo sanno che tra qualche anno serviranno eccome!
Mi chiedo cosa accadrà tra qualche anno, quando il petrolio non sarà più sufficiente per tutti.
Il prezzo del barile aumenterà enormemente, ma il petrolio sarà comunque disponibile in tutto il mondo, oppure il prezzo aumenterà leggermente, ma il petrolio rimarrà disponibile solo per alcuni Paesi, quelli più ricchi o più forti?
Mi chiedo cosa accadrà tra qualche anno, quando il petrolio non sarà più sufficiente per tutti.
Il prezzo del barile aumenterà enormemente, ma il petrolio sarà comunque disponibile in tutto il mondo, oppure il prezzo aumenterà leggermente, ma il petrolio rimarrà disponibile solo per alcuni Paesi, quelli più ricchi o più forti?
DAPAURA!
@13 14
Tenendo conto anche del fattore Eroei quanto petrolio in meno toccherà agli utilizzatori finali?
@14
In Afghanistan non è per la quantità i petrolio bensì peril controllo degli oleodotti...
C'è un documentario di qualche anno fa che correlava se non sbaglio il crollo delle torri con il picco del petrolio... http://www.youtube.com/watch?v=OKu9fvEvJto
In ogni caso la mia domanda è: riusciremo a superare il picco del 2008? Vorrei avere la macchina del tempo per vedere come vivrò nei prossimi 20anni!
@14
si ma perchè gli USA vogliono il controllo politico (e militare) proprio di quell'area (golfo persico)? Sotto quel mare di sabbia secondo te cosa c'è?
Mah..... io non sarei così tanto convinto che gli americani abbiano iniziato le guerre in Irak e Afghanista per il petrolio.
Secondo me quello che premeva agli americani era garantirsi, nell'area del vicino oriente e dell'asia centrale, una alternativa all'alleato saudita che non è detto rimanga alleato per sempre. Il tutto in funzione di contenimento dell'espansione politica cinese nell'area.
Per mantenere il controllo politico dell'area gli americani hanno necessità di avere avanposti sicuri dove poter rischierare ingenti forze. Questo secondo me è stato l'obbiettivo principale delle due guerre.
Tantopiù che il discorso "guerra per il petrolio" farebbe pensare che gli americani si siano bevuti il cervello!. Mentre invece credo che purtroppo siano ben consci di quello che fanno.
Dico bevuti il cervello, perchè la guerra in Irak dopo più di sette anni non ha portato nessun benificio in termini di upstream....solo ora c'è un timido acenno alla ripresa della produzione. In Afghanistan di petrolio poi non ce n'è proprio eppure stanno li da quasi 9 anni
Io credo che i conti se li siano fatti fin dall'inizio e gli obbiettivi erano appunto altri.
Direi che sembra abbastanza in linea con molte recenti stime che vedono la produzione sul plateau ancora per qualche ..... poi dovrebbe iniziare il declino.
Non ultima arriva la recente stima del DoE del governo americano che prevede l'inizio del declinio in una data compresa fra il 2011 e il 2015.
Il plateau peraltro (ne abbiamo discusso anche nei recenti post) è confermato dai dati più recenti sulla produzione.
Non credo però che assisteremo al declino già dal 2011. Molto più probabilmente si andrà avanti sul plateau (con anche un possibile nuovo record di produzione) per almeno altri 2-3 anni.
A sostenere ancora la produzione per qualche anno ci sono alcuni fattori:
@11
le ragioni di quello già si sapevano...
Che bello, lavoro nel settore auto, comincio il conto alla rovescia verso la disoccupazione
11/9 Iraq Afghanistan...tutto si spiega.
Allora succederà davvero qualcosa nel 2012!? e io che pensavo che ci sarebbero stati cataclismi inimmaginabili, tempeste, spettacolari eruzioni, pestilenze, guerre... e guarda un pò che succede invece! la produzione di petrolio comincia a declinare... a bè ma allora possiamo stare tranquilli! :-) Aveva ragione Richard Duncan, povero Richard e pensare che già nell'89 (data dell'elaborazione della teoria) sprofondò in un profondo stato di epressione, capendo la posta in gioco.
"...il petrolio dovrà continuare a soddisfare la gran parte della domanda di energia fino al 2030"
Già, infatti dopo il 2030 lo sanno anche loro che non serve più preoccuparsi, saremo già in pieno Olduvai.
@2: guarda che non solo il metano per autotrazione viene incentivato, ma anche quello per riscaldamento.
In molte zone del centro-sud Italia la rete del metano per usi civili non è affatt ocosì sviluppata come si puo' pensare, e in molti comuni uno dei topic delle discussioni sull'energia riguarda il metano per riscaldamento, che è molto diffuso solo al di sopra degli appennini.
Più che il razionamento farà il prezzo, fidati ^_^
I giornalisti de la repubblica penso che non abbiano familiarità con il concetto di picco petrolifero, con le sue diramazioni e conseguenze.
Da quanto ho letto, i progetti descritti sono messi in campo per utilizzare lo "shale" sorterraneo, in pratica produrre la stessa cosa che viene realizzata in Canada e Venezuela, andando inoltre a pigliarlo sottoterra.
La sostituzione di petrolio ad alta resa energetica con surrogati di tal genere è in fin dei conti espressione di "peak oil", ma non pretendo che dei giornalisti ne abbiano comprensione (eufemisticamente, possiamo dire che non tutti i giornalisti maneggiano il concetto di "eroei" come Debora Billi, anzi mi aspetto che, accennando alla nozione di "eroei", questi poi si chiedano cosa c'entrino personaggi tipo Achille col petrolio).
i giornalisti de la repubblica penso che nn abbiano familiarità con il concetto di picco petrolifero, con le sue diramazioni e conseguenze.
da quanto ho letto, i progetti descritti sono messi in campo per utilizzare lo "shale" sorterraneo, in pratica produrre la stessa cosa che viene realizzata in canada e venezuela, andando inoltre a pigliarlo sottoterra.
La sostituzione di petrolio ad alta resa energetica con surrogati di tal genere è in fin dei conti espressione di "peak oil", ma non pretendo che dei giornalisti abbiano comprensione di sta cosa (eufemisticamente, possiamo dire che nn tutti i giornalisti maneggiano il concetto di "eroei" come Debora Billi, anzi mi aspetto che, accennando anna nozione di "eroei", questi poi si chiedano cosa c entrino personaggi tipo Achille col petrolio)
@2
Volevo scrivere "non si raziona" invece di "non si razionalizza" :-)...
E' possibile che nel biennio 2010/2011 si vedano "cose fuori dall'ordinario"? Sono aperte le scommesse...
Ci sono oggi giacimenti attivi e/o da scoprire in grado di assicurare ulteriori 28 miliardi di barili(1,4*20 se l'aritmetica non mi inganna)?
Quindi stando al pentagono, dal 2012 comincia il tanto temuto declino, ergo, vivremo ancora in pieno plateau petrolifero il biennio 2010/2011.
La cosa a cui non mi abituo mai è che tutti gli attori interessati(economisti, governi, apparati industriali, lobby) continuino a parlare di come far fronte all'aumento della domanda(della Cina e di altre economie "emergenti", su quelle occidentali non faccio molto affidamento) per assicurare la crescita.
Che ce ne fosse uno, dico uno, che "timidamente" cominci a parlare di una qualche politica di effettivo risparmio energetico, giusto per mascherare, a chi non deve sapere, la tanto temuta decrescita a tempo indeterminato.
Tanto per dimostrare in quali paradossi energetici viviamo, basta considerare, ad esempio, le fasce climatiche di accensione del riscaldamento nelle case e negli edifici pubblici nei paesi industrializzati; si impongono precisi periodi dell'anno di accensione e spegnimento degli impianti ad olio combustibile e a metano, però si cerca di favorire la diffusione del metano per l'autotrazione(privata) e nel contempo non si razionalizza assolutamente l'uso di benzina e gasolio.
Risparmio energetico da una parte e folle spreco di risorse non rinnovabili per mantenere a galla la motorizzazione di massa(e l'aviazione civile, il turismo di massa, ecc).
Allucinante...
In quale articolo Repubblca smentisce il peak oil?.
alle 12:20
Pinnettu
@ Riccardo
Non hai portato un numero alla discussione......
Fa come ti pare......
Arrivederci!