Uno sguardo dal picco
Primo del mese, ecco il grafico storico del prezzo del barile aggornato al 30 Giugno 2010. Si tratta di una visione d'insieme degli ultimi 9 anni. Cliccate per ingrandire.
@4 Hunter Lima
le quotazioni riflettono mollto l'andamento delle previsioni macroeconomiche, ma la storia è più complessa. diciamo che agiscono alcuni fattori down
_ incertezza sulla crescita europea e americana;
_ manovre restrittive in UE, soprattutto in Germania e Uk;
_ segnali contrastanti sulla crescita cinese (ma entro l'estate si chiariranno un po')
_ impatto dello shale gas americano
e potenti fattori up
_incertezze sulle prospettive e la regolazione dell'offshore profondo
_ incertezze sul futuro di Bp (che controlla una discreta fetta dell'upstream globale)
_ tensioni mediorientali (irrisolto nodo iraniano ed inasprimento dell'embargo, cui ora partecipa la Cina)
_ crescente concorrenza cinese sulle risorse
poi c'è da considerare l'impatto, tutto da valutare, della nuova regolazione Usa di mercati finanziari ed hedge funds sulla speculazione in commodities e in particolare sul greggio
è tutto da vedere quale sarà il risultato netto nei prossimi mesi.. a mio parere però è più up che down, o stazionario.
@28
OK, Anacho, credo di aver capito il perché, anche se uno studio approfondito dei meccanismi della pressione dei fluidi non rientra nei miei piani di studi.
Li per li pensavo ad un cono rovesciato solido, che scarica tutto il proprio peso su una superficie più piccola ed ha quindi tensioni molto più alte alla base inferiore di appoggio.
E' proprio il fatto che una differenza di pressione enorme sia facilmente bloccabile da un materiale che ha una resistenza molto inferiore a lasciarmi perplesso... non riesco proprio a costruirmelo come meccanismo... non potrebbe accadere che i liquidi si troverebbero comunque una strada sbriciolando tutto quello che trovano sulla loro strada... rocce comprese e portandosele su per il pozzo?
Ma probabilmente "inzuppando" uno strato molto spesso di roccia di cls e facendo in maniera che "faccia presa" contemporaneamente, lo sforzo si potrebbe distribuire su un'area così vasta da risultare sopportabile ai materiali, attraverso una specie di cupola rovesciata molto molto spessa.
Non mi sembrava che si fossero alzati. :-)
Comunque il pozzo di Macondo ha una pressione di strato di quasi 950 atmosfere, la pressione idrostatica con il pozzo pieno d'olio è di 504 A, 353 A dovute all'olio, considerato a densità 0,87, e 154,5 A dovute all'acqua di mare. Aggiungendo le perdite di carico (che non so cosa possano essere, ma potrebbero essere stimate in 26 A, giusto per fare cifra tonda), si arriva a 540 A a fondo pozzo.
L'olio esce spinto da 410 A circa, quasi mezza ton su centimetro quadro.
OK. Reset e tutto come prima... (modero i toni ;) )
@Anacho e Daniele Spagli
Considerare (come ho indicato) la pressione derivata semplicemente dalla colonna d'olio (e acqua sopra) non è correttissimo, potrebbe dare esito a valutazioni totalmente errate, in quanto si trascurano turbolenze perdite di carico attriti viscosità temperature... almeno bisognerebbe inserire un coeff di sicurezza diciamo ;)
Mio, in realtà io rispondevo a daniele.spagli, che nel post 7 diceva:
Però c'è il fatto che il pozzo è fatto ad imbuto, quindi il materiale sovrastante che preme sarebbe in realtà molto di più.
Mettiamo che il diametro sia 5 volte maggiore il peso aumenterebbe di un fattore di circa 20-25 (anche se poi non è proprio così, visto che la sezione del tubo è variabile) e quindi 20*300=6000 7000-6000=1000 si potrebbe iniziare a ragionare.
Avrei dovuto mettere il riferimento, in effetti, comunque era una risposta a una domanda diretta, da qui il fraintendimento, io non rispondevo alla tua affermazione, corretta, ma a quella di Daniele che è errata.
@Anacho,
quanto scrive paolo p. ritengo andasse inteso nel caso dei fluidi, con P=ma/A dove la massa considerata è quella sovrastante (nel caso del pozzo ovviamente, era su questo che si scriveva) all'area indicata con A (ed unicamente nei suoi limiti)
P.S. il caso di un imbuto, didatticamente e da leggi sull'idraulica è corretto, giusto per curiosità però, a causa delle pareti inclinate il comportamento del fluido (reale) è leggermente (in piccole scala) diverso dalla teoria "elementare", o almeno così appresi in passato...
circa il:
"Vuoi continuare? prego e risponditi anche da solo...."
ritiro :)
@Anacho
Veramente non capisco chi contestavi o perchè quando hai scritto
"La pressione idrostatica è indipendente dalla massa, dipende unicamente da densità del fluido e altezza"
perchè precedentemente il termine massa (nei commenti del post) era nominato solo qui (con indicate parole non irrilevanti) :
"In altri termini: se il BOP corretto è quello per 15'000 psi allora semplificando alla base del pozzo la pressione sarà (per pollice quadrato) 15'000 psi + la massa della colonna da un pollice quadrato di petrolio nel pozzo."
ti pare che ho indicato tutta la massa nel pozzo?
Io direi di concludere così: sappiamo la stessa cosa, io l'ho scritta, tu volevi contestare (o non hai prestato attenzione ai termini) e l'hai fatto.
Vuoi continuare? prego e risponditi anche da solo.... :<
La pressione è una proprietà intensiva, questo vuole dire che è indipendente dalla quantità della materia, ma solo dalle condizioni di prova.
Se metti un imbuto alto dieci metri che contenga 20 tons d'acqua su un centimetro quadrato avrai la stessa esatta pressione di un cilindro con area di base di un centimetro quadrato e alto dieci metri che contenga un chilo d'acqua.
@paolo p.
GRAZIE. Per aver moderato il mio commento ;)
Oltre ogni matematica certezza :D
In effetti avrei dovuto chiarire anche io così
GRAZIE.
Qualcuno ha visto, oltre a me, il servizio sulla marea nera fatto da superquark giovedi sera?
F = ma
P = F/A
P = ma/A = (V Ro a)/A = (A h Ro a)/A = h a Ro
F = forza, P=pressione, A=area, V=volume, m=massa, a= accelerazione, Ro = densità, h= altezza
OT California (fallimenti su fallimenti)
200 000 lavoratori pubblici dello stato in luglio saranno pagati tutti il minimo (7,25$/ora) perchè il budget non è stato approvato e non c'è più un dollaro in cassa. E' la prima volta nella stori degli USA che accade, è una manovra che viola la legge e lo Stato della California si espone ad un ulteriore grave fatto: che i 200 000 facciano causa e che debbano essere rimborsati con gli interessi nei mesi successivi, aggravando di fatto la situazione budgetaria e la posizione assicurativa dello stato che è sotto zero con i suoi bond dichiarati spazzatura dall'anno scorso.
Tutta la notizia qua:
...finance.yahoo.com/news/Schwarzenegger-orders-min-apf-3417314169.html?x=0&sec=topStories&pos=9&asset=&ccode=
@Anacho,
??? esperto in DW ??? ...no scherzo :)
Credo sia un refuso o genere:
"La pressione idrostatica è indipendente dalla massa"
ed aggiungi, tanto per dimostrare il contrario :)
"dipende unicamente da densità del fluido e altezza"
...pensaci, nell'argomento trattato è l'identica cosa (ovviamnte tenendo conto che le mele cadono verso il basso, alias gravità)
una massa non è forse determinata da densità per volume (o misurando in psi, un volume alto X e base un pollice quadrato?)
...per carità mi sbaglio io...
Saluti Anacho grazie per le formule...
Per quanto riguarda il prezzo minimo del petrolio, il discorso e' analogo a quello di un gruppo di persone che devono marciare insieme: si procede al ritmo del piu' lento.
Per il petrolio, dato che ce ne sono di diverse qualita', il prezzo minimo e' dato dalla frazione a maggior costo che pero' e' necessario vendere, dato che e' richiesta.
Per aumentare il ritmo di marcia del gruppo, bisognerebbe lasciare indietro i piu' lenti, e, per il petrolio, smettere di vendere le parti piu' costose.
Nei due casi, dobbiamo ridurre qualcosa, o il numero di persone in marcia, o la quantita' di petrolio venduta.
Nello specifico del petrolio, la riduzione di domanda scaccia via dal mercato le frazioni di offerta piu' costose, con conseguente riduzione del prezzo medio. Il problema e' che le frazioni piu' economiche stanno progressivamente calando di volume. Quindi la proporzione si sta' spostando sempre piu' verso componenti costose, e questo pone un limite a quanto in basso potrebbe scendere il prezzo minimo del greggio. Da come la vedo io, e' una competizione tra quanto velocemente peggiora la situazione economica e quanto velocemente procede la depletion. A seconda di chi sopravanza chi, si possono ottenere fluttuazioni di valore del prezzo MINIMO.
Il punto essenziale, da tenere sempre a mente pero', e' che esiste un fattore limitante definitivo alla quantita' di greggio estraibile per unita' di tempo, e che questo fattore limitante ha una componente determinata ferreamente dalle leggi fisiche di depletion.
La' sotto non si sta' formando nuovo petrolio economico, non in tempi che abbiano significato per noi.
La sotto c'e' solo petrolio sempre piu' rognoso da prendere.
Non ci sono all'orizzonte innovazioni estrattive significative, in quanto la dinamica dell'estrazione e' guidata da leggi molto consolidate e poco malleabili, cioe' essenzialmente l'idraulica, la chimica e la termodinamica. Sono materie sviluppate e ben definite ormai dal 1800, non esiste piu' niente da inventarsi a riguardo.
Quindi, al momento la dinamica dei prezzi ci dice essenzialmente che depletion e recessione mondiale sono in equilibrio dinamico, al momento, ma questo equilibrio sta portando il sistema verso punti di criticita' crescenti. Sotto certi livelli di energia procapite, molti sistemi cominciano a malfunzionare o a cessare di funzionar del tutto.
Tra questi, il primo che mi viene in mente e' la democrazia.
e 2 . disastro petrolio mar rosso..
http://it.peacereporter.net/articolo/22814/Egitto,+fuoriuscita+di+petrolio%3A+disastro+nel+Mar+Rosso
La pressione idrostatica è indipendente dalla massa, dipende unicamente da densità del fluido e altezza, la formula è /(D * H)/10, densità per altezza diviso 10. Siccome la densità di fango di Macondo era 1,7 Kg/litro la pressione di fondo non poteva superare le 951 atm. (18.360 piedi - 5.5596 m di profondità * 1,7 /10), 13.971 PSI. Quindi il BOP della DWH era perfettamente in grado di reggere la pressione anche a pozzo vuoto, si trattava di un Cameron nuovo, testato a 30.000 PSI.
Il relief well funzionerà perché il cemento entrerà nei pori e nelle fratture della roccia, anche con un differenziale di pressione molto alto l'area di ogni singolo poro è molto bassa, la forza risultante non è abbastanza forte da spingere via il cemento quando questo inizierà ad andare in presa, l'importante è riuscire a mantenere una portata di cemento elevata, in modo da chiudere tutte e due le formazioni produttive.
OT - o forse no -
Il caldo ha portato anche una serie di spie rosse nel cruscotto dei link dedicati al tentativo di seguire le crisi militari in atto.
Spero di poter verificare i contenuti a breve.
Le contorsioni degli apparati in USA si è arricchito del capitolo spie. La consecutio degli eventi ancora non ha una declinazione chiara.
Abbiamo visto nuovamente l'utilizzo di riviste popolari per dare sostanza alle politiche delle gerarchie militari, non è un buon segnale. Vuol dire che i contrasti sono ancora forti, e non c'è una guida univoca. E' la situazione ideale per gli avventurismi dell'apparato militare-industriale.
Ma queste sono considerazioni generiche, al solito la conferma si vedrà dal tipo degli assetti in movimento, analisi sempre più difficile a farsi con mezzi limitati.
@ medo
Sto leggendo questo dove si riassume lo scenario finanziario della devastazione messa in moto da BP, con le conseguenze visibili e quelle che ancora non sono visibili.
Sugli scenari economici pesa come un macigno questa carta
//roseysoutlook.blogspot.com/2010/06/double-dip-one-chart-that-says-its.html
Che ho postato qualche giorno addietro, sappiamo bene che il BDI parla di cose concrete.
Ma sulla bilancia va messo anche il repentino peggioramento della situazione geopolitica, con scossoni su tutto l'arco del fronte asiatico, le quotazioni del petrolio di carta ne verranno sostenute, impedendo la riflessione completa di eventuali gap imprevisti di domanda.
@ medo
Sto leggendo questo dove si riassume lo scenario finanziario della devastazione messa in moto da BP, con le conseguenze visibili e quelle che ancora non sono visibili.
Sugli scenari economici pesa come un macigno questa carta
//roseysoutlook.blogspot.com/2010/06/double-dip-one-chart-that-says-its.html
Che ho postato qualche giorno addietro, sappiamo bene che il BDI parla di cose concrete.
Ma sulla bilancia va messo anche il repentino peggioramento della situazione geopolitica, con scossoni su tutto l'arco del fronte asiatico, le quotazioni del petrolio di carta ne verranno sostenute, impedendo la riflessione completa di eventuali gap imprevisti di domanda.
@ 8
Tra 10-20 anni i pozzi norvegesi produrranno praticamente solo gas. Se non si scoprissero nuovi pozzi, la produzione andrebbe a zero in circa nove anni. Qualcosa di nuovo si scoprira', ma tra massimo 30 anni la produzione dovrebbe tendere a zero. Tra l'altro alcune delle licenze piu' interessanti sono della Bp, per esempio Skarv.
L'unica variabile che potrebbe spostare la data di qualche anno e' Gro, un prospetto della Shell che promette molto bene. Ma anche Ormen Lange e l'area del Mare di Barents (dove tra l'altro e' in direttiva di arrivo Goliat, dove l'Eni e' operatrice) promettevano bene, invece...
Comunque, non mi starei tanto a preoccupare per i norvegesi, devi considerare che quel fondo e' a disposizione di meno di 5 milioni di persone. Non hanno neanche l'euro, non devono stare a preoccuparsi di aiutare paesi come il nostro.
Ora, secondo me, stanno facendo un po' come i cinesi. Comprano roba vera, non cartacce o azioni (anche se hanno anche un sacco di titoli di stato statunitensi).
http://www.accuweather.com/blogs/news/story/33445/watching-central-gulf-coast-fo-1.asp
Alex ha lasciato un bel ricordino; come lo chiamano?
Il prezzo del barile dopo l' esplosione della crisi greca e' sceso subito a 70 dollari ma si e' subito stabilizzato ed e' risalito fino a 74-76 dollari nonostante le aspettative sulla congiuntura economica peggiorassero settimana dopo settimana. I tagli ai bilanci europei si porteranno dietro una recessione, sicuramente europea, o almeno una instabilita'. Ma il prezzo e' sempre alto, in parte per il disastro del Golfo del Messico, ma in parte perche' piu' di tanto il prezzo non puo' piu' scendere essendo il costo dell' estrazione molto differenziato da zona o zona. Ricordate il post dell' anno scorso sui costi di estrazione e la proposta dell' Eni per tenere su il prezzo anche quando la domanda scendeva sensibilmente ? Il prezzo del petrolio meno di una certa soglia non puo' piu' andare e questa soglia in questo maggio-giugno e' stata ben 70 dollari. Il rischio e' soprattutto per l' Europa che puo' trovarsi con un prezzo relativamente alto, una recessione o stagnazione e l' euro debole o comunque instabile. L' euro debole puo' anche essere voluto per favorire le esportazioni ma per paesi fragili come l' Italia puo' essere un intreccio pesante. Forse ho azzardato qualche previsione di troppo ma da quando ho notato questo rischio l' andamento di tutti i dati ha rafforzato il mio timore.
@9. daniele.spagli,
A Mio parere (basato sulle maleinformazioni di certe società) ed in attesa di risposte da Anacho (spero che possa aiutar)
La pressione è sufficientemente bassa da non aver fatto saltare tutto già durante la fase di trivellazione, la pressione è sufficientemente bassa da poter essere contenuta dal BOP (stando a quanto sostiente BP e Gov) se funzionante, fatti idea dello spessore delle "pareti" del BOP (semplificando)
Circa il fatto che debba essere calcolata la differenza di pressione tra interno ed esterno è per esempio necessario quando si computa la flessione, diverso invece è il fatto che la compressione eccessiva potrebbe comunque snervare o "sgretolare" il materiale.
In altri termini: se il BOP corretto è quello per 15'000 psi allora semplificando alla base del pozzo la pressione sarà (per pollice quadrato) 15'000 psi + la massa della colonna da un pollice quadrato di petrolio nel pozzo.
Per spiegarmi in altro modo: se ci fosse una sacca di gas a 100'000 psi nel giacimento, tale pressione dovrebbe già aver influenza sulla pressione del petrolio in fuoriuscita, ergo se ci fosse, alla sommità un BOP da 15'000 psi non potrebbe restare d'un pezzo (se chiuso) e conseguentemente BP sarebbe stata molto fortunata nella trivellazione e molto negligente (o peggio) nella scelta del BOP (non che usandone uno degli ultimi per i 20'000 psi sarebbe stato diverso).
OVVIAMENTE E' FANTASIA ED I NOMI USATI NON SI RIFERISCONO A NULL'ALTRO CHE ALLA FANTASIA STESSA. EVENTUALI COINCIDENZE CON NOMI REALI SONO DOVUTI AL FATTO CHE HANNO COPIATO DALLA FANTASIA :)
Ora i titoli alla James Bond:
"AL MONDO NON CI SONO ABBASTANZA SOLDI" http://www.agi.it/estero/notizie/201007011010-ipp-rt10041-marea_nera_al_mondo_non_ci_sono_abbastanza_soldi_per_i_danni
(come dicevano sul blog in passato? BP ripagherà tutto anche fallisse (e cascasse il mondo aggiungo io) o usasse il chapter 11? ...già, già allora pensavo così: già...
Questo potrebbe essere uno degli effetti indesiderati per i MASS-MALINFORMATORI che volevano usare i mondiali per distogliere il popolo dall'attenzione (dite che ci sono riusciti) http://www.smirkingchimp.com/news/29836/bp-offices-to-be-serenaded-by-orchestra-of-vuvuzelas
P.S. che dite? è successo qualcosa al blog di A. Higgins... (ancora alle 20.55 non funziona, censura o banale errore)
potrebbero interessare:
puppetgov.com/2010/07/01/obama-administration-accused-refusing-free-dutch-ships-designed-clean-water-spills/
motherearthnews.com/green-homes/green-architect-zero-energy-home.aspx
cstars.miami.edu/Media/photo-gallery?func=detail&id=450 (se non è fumo è metano, come su titano!)
cstars.miami.edu/Media/photo-gallery?func=detail&id=448 (MACCHIA NERA in un momento di coesione)
@7
Ho scritto una serie di cavolate, vero?
:-)
investimenti del fondo sovrano norvegese da produzione gas e oil
Gjedrem si aspetta che la produzione di petrolio scenda "velocemente" nell'arco dei prossimi 10-20 anni ed è pertanto necessario raddoppiare gli utili per compensare tale calo.
http://borsaitaliana.it.reuters.com/article/fundsNews/idITLDE6600OR20100701
Avrei una domanda per Anacho... siccome voglio essere ottimista credo che il relief well funzionerà e che partirà prima del previsto, fosse altro per migliorare l'immagine che la BP in questo momento ha (ai minimi termini).
C'è un dubbio però che mi prende.
Allora, ho sentito dire che la pressione all'interno del pozzo è all'incirca 100.000 libbre al pollice quadrato... con 2 calcoli molto veloci mi sembra che siamo nell'ordine dei 7000 kg/cmq dico bene?
Se fosse così la resistenza di un qualsiasi materiale da costruzione sarebbe messa in grosse difficoltà.
Però immagino (non ho fatto studi in materia però) che quello che conta non sia la pressione in se, ma la differenza di pressione nella quale i materiali si trovano ad operare.
Allora... facendo un conto (molto approssimativo e probabilmente errato) della colonna di materiale che preme sul pozzo a 3000 meri di profondità arriverei a 300 kg/cm2: 7000-300=6700 ergo sempre troppo.
Però c'è il fatto che il pozzo è fatto ad imbuto, quindi il materiale sovrastante che preme sarebbe in realtà molto di più.
Mettiamo che il diametro sia 5 volte maggiore il peso aumenterebbe di un fattore di circa 20-25 (anche se poi non è proprio così, visto che la sezione del tubo è variabile) e quindi 20*300=6000 7000-6000=1000 si potrebbe iniziare a ragionare.
Ora se tutte queste mie elucubrazioni sono corrette (o perlomeno questo è il modo di ragionare) il problema potrebbe essere drammatico se qualche anello di chiusura si fosse rotto e quindi il peso della colonna sopra il pozzo non raggiungesse livelli abbastanza alti, oppure se ci fossero delle fratture che dessero una via di fuga al petrolio.
Peggio ancora se queste fratture dovessero essere sotto l'anello di chiusura rotto: il relief well potrebbe non funzionare perché il cls verrebbe semplicemente espulso con il petrolio.
Ho capito male?
Allora l'unica speranza sarebbe quella di aspirare il petrolio ad una quota inferiore di quella del relief well sperando di diminuirne la pressione?
Il mese di luglio è determinante: i mercati sono allo stremo con una volatilità elevatissima. Se la prossima settimana non si rialzano e continuano nell'escalation di vendite (ma tenete d'occhio la valutazione dell'oro...), col cavolo che rivedremo il barile a 100$ per almeno un paio di anni.
In compenso una trentina di banche non riapriranno dopo la pausa estiva. E la disoccupazione in area OCSE tornerà a crescere, questo pare a certo.
ASPO ci ha avvisati tutti!!!
1o2 anni e la produzione declina... il gap che si verrà a creare trà domanda e offerta deciderà il prezzo,ma anche le crisi economiche che si succederanno di anno in anno quando verranno a mancare dall'erogazione giornaliera 4o5 m/bg... Sarà una catastrofe secondo me, prima finanziaria, poi quando la massa degli inconsapevoli si sveglierà sarà ormai troppo tardi.
L'euro è ormai morto, costringerà i paesi a dover adottare monete di emergenza (molto probabile che la moneta di emergenza italiana sarà così debole rispetto ad altri che avremo un costò dell'energia altissimo e cibi costosissimi visto che sono tutti importati e trasportati su gomma) per non parlare dei servizi pubblici, assistenza, ospedali...
L'italia se la passerà malissimo, senza parlare del settore industriale, agricolo (che non fanno niente senza petrolio a basso costo), manifatturiero, il turismo (pericolosamente tramortito) Nà catastrofe insomma.
Quel che è peggio, (pensieri miei) è che ogni volta che ci sarà un pesante ridimensionamento dell'economia,il prezzo al barile piomberà a basse quotazioni e si ripercuoterà direttamente sull'industria petrolifera generale che sarà costretta a tagliare progetti futuri, ed anche per i produttori che saranno costretti a dover accettare di produrre magari in perdita ed alcuni falliranno (come accade in Italia con l'agricoltura), a fronte di ciò ad ogni ridimensionamento economico ne consegue uno della produzione petrolifera che farà sempre più fatica a contrastare il declino naturale dei campi.
Buona fortuna a tutti!
Concordo con Paolo B., gli 85$/b sono stati un picco che ha segnato (non determinato, prendetelo come una cartina al tornasole) il rientro ufficiale in recessione (double dip).
E' prevedibile quindi che per quest'anno 85$ rappresenti il massimo e per i prossimi 6 mesi e quindi il barile potrebbe dirigersi, ovviamente con moto oscillanti, verso valori via via più bassi.
Personalmente penso che il ribasso accompagnerà quello dei corsi azionari, cmq terminando ad un nuovo minimo superiore a quello del 2009 (35$/barile).
Questa volta la soglia minima dovrebbe essere 50$/barile, a naso.
Inoltre per il 2011 mi aspetto un lento aumento delle quotazioni in ambito recessivo/depressivo, con esplosione delle quotazioni nel secondo semestre del 2011 (in questo caso è possibile che si ritorni sopra quota 100).
Il 2012 invece è imprevedibile perchè potrebbe entrae in scena un nuovo elemento di disturbo: razionamenti di carburante.
In quel caso la quotazione del petrolio WTI perderebbe parzialmente di significato perchè si restringerebbe come riferimento ad un mercato molto più ridotto e poco indicativo per dare una rappresentazione fedele degli scambi mondiali
@2
"Per come la vedo io i 100 $/b non sono più raggiungibili a causa degli evidenti problemi di un'economia virtuale sempre più traballante."
Sul breve/medio termine quasi sicuramente sì.
Poi bisognerebbe fare i dovuti distinguo tra il prezzo del future e il prezzo spot, e considerare imprevedibili fluttuazioni valutarie (dovesse svalutarsi di molto il $ rispetto all'€ non è che ce lo regalerebbero il petrolio eh! Il prezzo del future, in $, potrebbe salire anche sopra i 100$ in questo caso).
Saranno coincidenze? A 85 $/b è esplosa la crisi greca nelle borse con calo del barile rapido; a 78 $/b(a coronamento di un evidente risalita del prezzo) il tracollo delle borse dell'altro giorno, seguito dal solito calo del barile.
Si abbassa sempre più la soglia prezzo del barile/crisi delle borse o è solo un caso? Per come la vedo io i 100 $/b non sono più raggiungibili a causa degli evidenti problemi di un'economia virtuale sempre più traballante.
Il peak oil è anche questo...
L'ultimo periodo di calma prima del picco.
alle 08:51
Hunter76Lima
Per #34,
Andrea, condivido la tua visione, in effetti in questo periodo la quotazione WTI del petrolio appare come dipendente da forze contrapposte che tendono a spingerlo in direzioni opposte.
E' ovvio che sia sempre stato così, ma l'impressione è che ultimamente le forze agenti siano sempre più intense e in equilibrio precario e il prevalere di una di esse tende a sbilanciare di molto l'equilibrio.
Da qua ne deriva l'estrema volatilità della quotazione, cosa che a volte lascia perplessi perchè i movimenti si verificano a prescindere dalle condizioni macroenomiche sottostanti (derivante dalla valutaziona analitica del "giusto prezzo" di estrazione e raffinazione)
Concordo anche sul fatto che la tendenza di medio-lungo sia rialzista ma nel breve (1 anno) vedo prevalente l'azione di deleveraging della finanza mondiale che inevitabilmente trascinerà al ribasso le quotazioni del barile.
Tutto ciò in un contesto di alta volatilità che facilmente produrrà falsi segnali.
Proprio per il fatto che io penso che in un prossimo futuro la volatilità stessa del prezzo diverrà sempre più ampia e addirittura non sopportabile (da un punto di vista finanziario/programmatico) che prevedo che verranno introdotti strumenti di regolazione forzosa che comporteranno, dal punto di vista pratico, alla realizzazione di razionamenti di carburante e la creazione collaterale (non voluta) di un mercato nero delle benzine/carburanti