Uno sguardo dal picco
La BP ha appena annunciato di essere riuscita per la prima volta a fermare la fuoriuscita di greggio dal pozzo Macondo. Circa un'ora fa.
Le azioni della BP fanno un bel salto all'insù del 7%, e la compagnia comunica che la chiusura sarà costantemente monitorata per le prossime 48 ore dato che la pressione è enorme. Si tratta comunque di uno dei test già previsti, e probabilmente il pozzo sarà chiuso e riaperto varie volte nei prossimi giorni.
Matt Simmons, in onda qualche minuto fa su un network USA, si è mostrato scettico continuando a sostenere che c'è un'altra sostanziosa fuoriuscita a circa 7 miglia di distanza sul fondale.
è ora di comprare azioni lunedi alla riapertura penso schizzeranno alle stelle
Scusate ma non ho le parole per tradurrlo :
Rogge: IOC is OK with BP sponsoring 2012 Games (AP) – 30 minutes ago NEW YORK — President Jacques Rogge said Friday that the International Olympic Committee has had lengthy discussions with London organizers about BP's sponsorship of the 2012 Summer Games, and the IOC is OK with the deal if the company takes the proper corrective measures after the massive oil spill in the Gulf of Mexico. "If a company would have been negligent, that's another issue," Rogge told The Associated Press. "Everyone can be exposed to an accident."
The Associated Press: Rogge: IOC is OK with BP sponsoring 2012 Games
@40
Quelli i soldi ce li hanno ed è meglio costruire una cattedrale nel deserto piuttosto che vederli annacquare dalle stamperie FED
King Abdullah
vuole garantire uno sviluppo più sostenibile e assicurare uno sfruttamento meno intensivo delle risorse petrolifere.L'avveniristica Città del nucleare e delle energie rinnovabili sorgerà letteralmente sui più grandi depositi di petrolio al mondo. La città prende infatti il suo nome (King Abdullah Nuclear and Renewable Energy City) dal Re Abdullah, sovrano assoluto dell'Arabia Saudita.
http://www.nuclearnews.it/news-192/nasce-in-arabia-saudita-la-citt-del-nucleare-e-delle-energie-rinnovabili/
La Famiglia Reale Saudita ha molte spese, ma non paga 4 miliardi di euro l'anno per le auto blu. Alcuni occidentali pensano che il loro regime sia corrotto, ma non buttano i soldi nel cesso pagando l'università di massa e la sanità pubblica e la scuola di indottrinamento capitalista come facciamo noi. Poi non fanno le guerre come noi in giro per il mondo per esportare la nostra dittatura consumista. Vivano prosperi quei regimi che ingabbiano la donna nel Santo ruolo di madre prolifica di figli. Muori occidente ateo, ma muori di fame senza i valori cristiani che hai rinnegato per trenta denari, senza dignità. A morte il lavoro. A morte chi lavora. A morte la borghesia.
@ Anacho
Spero sempre tu abbia ragione, ma la domanda "come fai a essere così sicuro della situazione sul fondale del golfo?" mi ritorna sempre in mente, e non solo a me vedo.
Tu dai una risposta scientifica che sembra inoppugnabile, la geologia è quella e non si scappa, i fondali impermeabili in argilla tornano sempre "sigillati" quindi andiamo sicuri, il fondale tiene e basta. Spero sia così, ma per esempio ricordi il caso dei fusti di scorie nucleari in germania? Seppelliti negli anni '60 '70, dentro una miniera di sale formatasi centinaia di milioni di anni fa, quando invece della germania c'era il mare?
Sembrava il posto adatto, il sito non si era mai mosso di un millimetro per centinaia di milioni di anni, e invece adesso sono costretti a costosissime e pericolosissime opere di rimozione dei fusti, perchè l'infallibile scienza ha fallito, il sito si è mosso eccome, con grande disappunto degli infallibili scienziati. Speriamo che l'infallibilità dei ben informati non continui a regalarci sorprese...
Se poi mi fermo un attimo a osservare la situazione globale sul fronte delle energie non rinnovabili la situazione mi pare grottesca, stiamo assistendo e assisteremo a un crescendo di tentativi sempre più difficili e rischiosi nell'affannoso tentativo di procurarci le sostanze da cui siamo così dipendenti, disastri umani, ambientali ed economici come il delta del niger, il lago maracaibo in venezuela, o guanabara in brasile http://oronero.wordpress.com/2010/07/15/bp-un-saluto-da-guanabara/
sono destinati a ripetersi e ad aumentare credo, vista la corsa sempre più frenetica e sempre più rischiosa in atto, e tutto già sapendo che prima o poi i combustibili fossili cominceranno a scarseggiare, per poi irrimediabilmente finire, senza che siano state trovate soluzioni adeguate in nessun senso, ne sul fronte di energie alterntive, con l'obiettivo di continuare al livello di consumo energetico attuale, nel sul fronte di una eventuale decrescita controllata, nel caso ci trovassimo impossibilitati a proseguire con l'attuale, a mio avviso folle, modello di sviluppo.
sono felice che sia stato che sia stato chiuso.
Se per centellinare intendi vendertene meno a maggior prezzo per più tempo allora si, lo stanno centellinando. :-)
Ovviamente sanno bene che se vogliono continuare a mantenere il loro tenore di vita dipendono dal petrolio in tutto e per tutto, e sanno che il loro picco non è lontano, per cui cercano di farlo diventare un altopiano, sostituendo la produzione persa con i nuovi pozzi, ma senza aumentare la produzione. Sanno bene di essere l'unico paese che è in grado di influenzare il prezzo del greggio e ne approfittano, se sono furbi si butteranno nel businnes delle alternative, in modo da avere il salvagente.
@34
Cercano di centellinare il petrolio che gli è rimasto.
Che la produzione dei reservoir esistenti in Arabia Saudita cali è chiaro, ma per il momento le nuove scoperte permettevano di mantenere costante o di aumentare il livello produttivo. Ora l'Arabia vuole fermare la ricerca (o meglio la messa in produzione) dei nuovi giacimenti, e questo causerà un aumento dei prezzi, che si rifletterà sulle finanze del paese.
Che sia una politica saggia è da vedere, in un'ottica globale si tratta di una buona decisione, perché porterà a far crescere gli investimenti nelle alternative a causa di uno shortage di petrolio pilotato, ma può essere anche un boomerang per l'Arabia Saudita sul lungo periodo.
Quanto ancora i pozzi arabici possano reggere la produzione attuale è argomento di discussione, io credo che se i sauditi non aumenteranno davvero il livello produttivo potrebbero reggere per una ventina d'anni, prima che inizi il declino, con buona pace di Simmons.
Che nessun paese sia disposto ad aumentare la produzione è una stupidaggine, la verità è che nessun paese riesce ad aumentare la produzione, con poche eccezioni, vedi Angola, che ha triplicato la sua produzione in dieci anni, o il Kazakistan (e prima o poi partirà anche Kashagan, si spera).
Scusate, colpa del caldo:-)
mancava l'introduzione
L’Arabia Saudita ferma la ricerca di nuovi pozzi di petrolio.
L’annuncio del re saudita Abdallah è giunto dopo una visita del monarca alla Casa Bianca alla fine di giugno e siccome l’Arabia Saudita è il primo paese produttore di petrolio al mondo la notizia non ha mancato di sorprendere la platea mondiale.
Re Abdallah ha detto che con questa decisione vuole contribuire in maniera attiva a ritardare il piu possibile il declino della produzione mondiale di greggio e al contempo lanciare un monito alla comunità internazionale.....Di fronte a una domanda di materie prime in continuo aumento, la fine della ricerca e dello sfruttamento di nuovi campi petroliferi in Arabia Saudita, nel Mar Rosso e nel Golfo Persico complica il futuro della produzione di greggio, soprattutto perchè il paese detiene il 20% delle riserve mondiali.....
La faccenda sembra essere partita nel 2005, quando un banchiere del Texas, Matthew Simmons, pubblicava “Crepuscolo nel deserto”, un libro assai documentato che spiegava come in realtà l’Arabia Saudita sopravvaluti le proprie riserve di petrolio.Pressata da più parti, la Aramco, la compagnia petrolifera saudita e la più grande al mondo, aveva ammesso che le estrazioni diminuivano fra il 5% e il 12% ogni anno e per compensare questa diminuzione venivano attivati nuovi pozzi per fornire fra 500mila e 1 milione di barili di greggio al giorno in più ogni anno.
Da tempo l’Arabia Saudita avrebbe voluto mantenere una politica petrolifera più prudente ma – aveva dichiarato un diplomatico saudita presso l’ambasciata di Washington – gli Stati Uniti vogliono che la produzione saudita resti alta.
Nessun altro paese è disposto ad aumentare i ritmi di produzione per permettere all’Arabia Saudita di diminuire la propria.
E rimane aperta, e parecchio inquietante, la questione sullo stato di sicurezza dei pozzi abbandonati, segnalata tra altri dalla fox.
E si profilano sviluppi energetici e geopolitici di vasta portata, sin da ora: la UE sembra orientata achiedere una lunga moratoria sulle trivellazioni nel mare del nord. Intanto è sul frontedel nucleare che si segnalano
importanti movimenti...
hyeron.wordpress.com/2010/07/15/rinascimento-nel-deserto/
#28
Scusa Anacho, in che senso la chiusura del pozzo non può avvenire?Niente kill? lo devono riaprire perchè ci sono perdite dovute all'aumento della pressione?Tipo la Boa Deep C?
Spiega, perchè la cosa è sempre più interessante.
Adesso il Boa Deep C ROV 2 sta risalendo alla superficie, comunque sembrerebbeproprio che dal fondo stia uscendo qualcosa, per cui la chiusura del pozzo non può avvenire.
Quanto ai pozzi abbandonati minerariamente una perdita può sempre esserci, del resto tutto il ciclo del petrolio espone a rischi, se vi può consolare è praticamente certo, a meno che non abitiate in Sardegna o Val d'Aosta, che qualche pozzo chiuso sia vicino a casa vostra. O sotto casa vostra.
Scavernamenti superficiali con formazione di cavità, come quelli descritti da Anacho nell'ultima parte, sono infatti, raramente, avvenuti e ne ho visitati di persona alcuni. Mi permetto di rettificare solo in qualche "centinaia di metri".
Molti credono che coi pozzi petroliferi si inneschino terremoti, come si pensò ad Ancona, alcuni decenni fa, quando un terremoto nei pressi del Conero fece scatenare parte della popolazione contro alcune piattaforme in attività a mare. E' falso, le energie in gioco nei due casi non sono neanche lontanamente confrontabili, il caso che un pozzo possa far infiltrare fango od altro lungo faglie attive, è pura fantascienza.
22. Artigiano
ma se non si vede niente?? fuoriuscita? ma dove?!Ovvio che la perdita a 7 miglia non c'entri niente col pozzo ma tu come fai ad essere ragionevolmente sicuro che il fondale del golfo sia geologicamente stabile?
Perché non è possibile fratturare in modo permanente le formazioni plastiche impermeabili, gli strati di argilla ritornano sempre in una condizione di sealing anche dopo shock violenti, per cui il fondale resta stabile. Nei pressi del pozzo la situazione è diversa, i fluidi possono passare dall'interno del casing e risalire lungo la cementazione, una volta che questa è fratturata, una volta arrivati dove il terreno perde competenza filtrano sul fondo, ma in un raggio limitato a qualche decina di metri, e interessando una zona di per sé già incoerente.
Anche io penso che ciò che dice Simmons abbia poca rilevanza, attività di basso sciacallaggio o poco più. Huffington Post non fa menzione dell'avvenuta chiusura, ciò mi rende perplesso, ma può darsi che siano in pausa...sonno, per altro interessante il loro articolo di prima pagina attuale, una indagine sugli "abandoned wells" del Golfo del Messico. Impressionante, su 50.000 pozzi totali, 23.500 abbandonati permanentemente e alcune migliaia temporaneamente. Anacho sa certo che "perdite operazionali" possono accadere durante la vita produttiva e non sono certo da escludere pozzi abbandonati, la cui chiusura non è del 100%.
D'altronde, il Golfo è una delle aree di maggior e più antica attività al mondo, mi viene un confronto spontaneo col Delta del Niger. Se l'attività del Golfo fosse avvenuta non in mare, ma anch'essa in un'area paludosa, con scarsissimi ricambi e poca agitazione delle acque, come in Nigeria, gli effetti ambientali sarebbero stati grossomdo analoghi, putroppo, trattare il petrolio comporta sempre che un po' se ne perda, è come per un fornaio, qualche percento di farina gli rimane sempre attaccato alle mani.
ragazzi il fondale mi sa che non regge ancora per molto sta soffrendo!
guardate qua
bp.com/liveassets/bp_internet/globalbp/globalbp_uk_english/incident_response/STAGING/local_assets/html/Boa_Deep_C_ROV_2.html
ho fatto anche una foto nel caso tolgono l'inquadratura
Confermo, si vede, si vede.
All'inizio credevo fosse fanghiglia sollevata dalle eliche del ROV, ma via via che passa il tempo appare sempre più chiaro che è una fuoriuscita.
Adesso tutto sta a vedere DOVE si trova il Boa Deep C ROV 2.
Ovvero se è a poche centinaia di metri oppure a qualche miglio da Macondo.
Anche se la fuoriuscita di petrolio sembra essersi fermata, il disastro rimarrà a lungo, la mia domanda è: adesso che hanno trovato questa soluzione, come faranno a togliere il petrolio che galleggia nelle acque del Golfo?
Ci vorranno anni per tornare alla normalità, basta pensare a tutti i tipi di pesci morti (in Louisiana, la regione più colpita, una parte della popolazione VIVE con la pesca), gli uccelli e le piante, forse è ora di chiudere il capitolo petrolio (come qualsiasi altra energia non rinnovabile e inquinante) e iniziare a ricercare qualcosa che rispetta l'ambiente!
dal Boa Deep C - ROV 2 si vedono le immagini di petrolio che filtra dal fondale marino. Qualcuno può confermare quello che vedo ?
Quello che raccontano è fuorviante.
E un test.
E un esempio di cos'è l'informazione.
E c'è chi non approva quello che stanno facendo:
Oil industry expert Bob Cavnar isn't buying the official story. He told MSNBC's Keith Olbermann on Wednesday that the repeated missteps cast doubt on BP's explanation for why the cap was necessary in the first place.
"I don't understand this whole operation," Cavnar stated. "Sunday was the first time I heard the words 'well integrity test.' There's never been any discussion about this in their public disclosure or in anything else that I've seen. ... So I'm completely confused as to why they're taking this risk of damaging the well further. ... They didn't have all these steps worked out."
http://rawstory.com/rs/2010/0715/leak-tests-halted-cover-flow-rates/
Expert Cavnar: “They know this well can’t be shut in for a long period of time” (VIDEO) | Florida Oil Spill Law
http://www.floridaoilspilllaw.com/oil-expert-cavnar-they-know-this-well-cant-be-shut-in-for-a-long-period-of-time-video
@15
L'altro giorno leggevo che i test servivano per capire quanto rapido è l'aumento della pressione, più è rapido meglio è messo il rivestimento del pozzo.Stamattina leggo che sono riusciti a chiudere il pozzo, sarà ma leggendo appunto quel comunicato non mi sembra una bella notizia.
@14
Ah, ecco, mi sembrava strano che BP rinunciasse al pozzo. Forse Simmons non avrà competenze tecniche in materia ma conosce molto bene gli "umori" ed i comportamenti delle compagnie in ogni situazione.
Ovvio che la perdita a 7 miglia non c'entri niente col pozzo ma tu come fai ad essere ragionevolmente sicuro che il fondale del golfo sia geologicamente stabile?
Sempre rassicurante Anacho che saluto e vorrei credere a quello che dice rispetto a Simmons.
Sempre secondo Simmons una bancarotta di BP sarebbe impossibile. (BP generates $30 billion a year in cash from its operations, and the total cost of the cleanup will not exceed $30 billion.)
Per come si prospetta il danno non mi pare un clean-up da 30 miliardi.
Ma c'è chi non la vede così ed è ottismista, che la natura risana ( non parlando del coctail tossico che abbimao qui nel golfo).
"Look at what happened in the Persian Gulf when Iraq's troops withdrew from Kuwait. You're talking about a much smaller body of water and you're talking about much, much larger volumes of oil that were spilled-in that case deliberately-into the water. Nobody paid to clean it up. They just left it. Nature took its course, the oil eventually was broken down and everything was fine. Going back there two or three years later, you couldn't even tell it had happened."
Porter Stansberry: "We Can't Live without Gulf Oil" - International Business Times
http://www.ibtimes.com/articles/35927/20100715/oil-gasoline-natural-gas-natural-gas-liquids-ngls-coal-offshore-drilling-gom.htm
Girano voci che ci siano fortissimi spostamenti nel settore energetico in questi ultimi giorni.
La Beoynd Petroleum si muove senz'altro .
AFP: BP 'accelerating' asset sales after Gulf oil spill
http://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5h6UbqaQJdafaNnZAs6D3HMu4knuQ
Già che ci sono spendo due parole sullo sfruttamento di Macondo, tutti e tre i pozzi, quello in blowout e i relief wells possono essere comunque essere resi produttivi tappando con cemento ed eseguendo un "side track", una deviazione che porti alla corretta distanza l'entrata nel giacimento. Ovviamente questo avrebbe un costo, minore che fare un pozzo nuovo ma comunque rilevante, ma soprattutto si potrebbe fare solo se il governo statunitense desse il permesso, e secondo me prima di approvare lo sfruttamento di Macondo ci penseranno bene.
No, ammazzare il pozzo, in inglese To kill, significa riguadagnare il controllo primario, ovvero contenere i fluidi di giacimento mediante la pressione idrostatica del fluido di pozzo. Per controllo secondario si intende quando controlli la pressione mediante i BOP.
Se pompi fango il pozzo poi è sempre sfruttabile, se pompi cemento invece no, resta da vedere se è possibile mettere in produzione un pozzo la cui testa pozzo è inclinata.
@12
Per "ammazzare " il pozzo intendi anche che sarà perduto ai fini dello sfruttamento futuro?
Simmons mi da sempre più l'idea di essere un opportunista che cerca di essere sempre al centro dell'attenzione, ma di competanza tecnica ne ha ben poca, se a sette miglia da Macondo c'è uno sversamento non proviene certo dal pozzo, se il terreno si frattura segue i casing, non viaggia per miglia e miglia.
Il fondale del golfo del messico è stabile come al solito, le uniche perdite possono essere nelle immediate vicinanze di Macondo.
Ormai mi pare chiaro che BP vuole ammazzare il pozzo pompando fango pesante dai relief wells dentro Macondo. Per mantenere una portata sufficiente a riempire completamente il foro useranno il cap, strozzandolo in modo da rallentare il flusso di olio. E' una scelta tecnica che non condivido, io sarei andato subito con il cemento, ma ha il vantaggio che ti lascia la possibilità di un secondo tentativo, mentre il cemento no.
Strano destino quello di Upton Sinclair, riportato in auge dal 'Petroliere', la trasposizione di 'Oil!', romanzo del 1920. Romanziere, polemista, utopista, Sinclair (1878-1968) con la sua passione politica animata da ideali socialisti e anarchici ha avuto un ruolo di primo piano nella coscienza sociale americana del Novecento. Con 90 titoli dall'esordio con il romanzo 'Courtmartialed' del 1898, alla sua 'Autobiografia' del 1962, non ha mai cessato di mettere
in mostra contraddizioni e soprusi del sistema capitalistico. Quando a 27 anni scrisse il suo capolavoro, 'La giungla', che denuncia le condizioni degli immigrati lituani nei macelli di Chicago, il presidente Roosevelt ordinò un'ispezione in quei louoghi di lavoro e il Congresso promulgò una legge per controllarne le condizioni igieniche. Con i 30 mila dollari di diritti cinematografici Sinclair fondò una colonia socialista a Helicon Hall, nel New Jersey, che però fallì in pochi mesi. Dopo 'La giungla' (il suo unico romanzo disponibile nelle librerie italiane, per le edizioni Net), Sinclair continuò a scrivere libri ispirati all'attualità sociale e politica, come 'Boston', del '28, su Sacco e Vanzetti, e saggi che denunciavano la corruzione in vari campi, dal giornalismo alla religione.http://demo.extra.kataweb.it/eolextrademo/eol.jsp?id=1891436&page=article&giornale=espresso
Non trovate i suoi libri, e non è certo un caso.
Ci sono i precedenti che non fanno ben'sperare. Marea nera: un tecnico, anonimo, smentisce le dichiarazioni della BP L'operazione "top kill" non va come annunciato, ma sarebbe stata sospesa già 2 volte 29/05/2010 http://www.milanoweb.com/notizie/attualita-e-cronaca/9619_marea-nera-un-tecnico-anonimo-smentisce-le-dichiarazioni-della-bp
Mi è venuto in mente ieri sera dopo aver' letto la denuncia di Simmons e dopo aver' visto le immagine del golfo via satellite( di questi ultimi giorni) , be, mi sono ricordata un libro letto anni fa. E del 1927 e di Upton Sinclair. Si intitola Oil! ( And Blood will come).
Autore staordinario e NON tradotto. L'avevo trovato nella libreria di una amica che l'aveva scovato visitando una parente nella Germania del 'Est ( stampato là perché Sinclair era Socialista e Anticapitalista).
Occidente il libro era out. Ispirato dal libro il film di pochi anni fa "Il petroliere".
Ci si chiede se ci sono dei pazzi ad operare nel golfo.
Consigliabile il film, visto che il libro non è accessibile. Per chi ancora non vuole rendersi conto di come gira il mondo da qualche parte. Non dico che sia tutto lì. Ma la svolta sarà possibile soltanto aprendo gli occhi. Da non dimenticare Petrolio di Pasolini. Piuttosto che chiamarlo"Oro nero" sarebbe da definire Blood OIL , così come hanno mostrato le sue sembianze trasformate dal Corexit nel golfo. Hanno voluto nascondere, ma messo ancora di più in evidenza.
Ci sono state guerre precise che hanno ostacolato scienza e tecnologia in nome di un filone soltanto, oltre a creare guerre vere e proprie.
Mio figlio da piccolo, e si dice che i bambini abbiano un certo intuito, mi chiese se il petrolio non era forse il sangue della terra? Lo guardavo. Ero perplessa. Chi ha mai chiesto perché questo pianeta produce questa sostanza. Ci serve e basta. Siamo dei sanguisuga ?
/c6149e523c47a35003e9,g/Upton-Sinclair-Oil-There-will-be-Blood.html
"Una fuoriuscita a sette miglia di distanza" non significa niente.Simmons dicesse che il filmato si riferisce ad un pozzo diverso con elementi di fatto che lo dimostrano oppure si stesse zitto.
@Anacho
allora vuol dire che hanno iniziato il relief well? La cementificazione della base del pozzo?
Giovedi a Superquark mostravano un servizio sull'aereo a pannelli solari realizzato da un gruppo di ricercatori molto volenterosi. La cosa interessante è che l'ideatore del progetto, una persona che viene da un illustre famiglia di esploratori, ha detto chiaramente che la sua intenzione è spingere l'umanità ad abbandonare i combustibili fossili a favore delle rinnovabili, grazie anche a questo aereo.Trovo veramente apprezzabile il fatto che anche in tv l'esaurimento del petrolio non sia più un mistero.
Matt Simmons sembra il "signor no" del petrolio però è anche vero che segue l'industria petrolifera da 40 anni e un po' di competenza in materia ce l'avrà. Per questo, a mio avviso, ritengo credibile la sua affermazione sullo sversamento a 7 miglia e con ciò, l'ipotesi sulla compromissione geologica di gran parte del fondale del golfo diventerebbe ancora più inquietante.
Che davvero questa volta l'homo sapiens decerebratus abbia aperto il vaso di Pandora?
Questa faccenda mi ricorda per altri versi le... scarse doti, per così dire, degli amministratori milanesi, i quali, non sapendo più che cosa inventarsi per distrarre i sudditi in una città produttivamente defunta, si son dati a scavare ovunque box e metropolitane (anche cancellando, come in piazza Meda, quartieri romani con l'assenso di una sovritendente poi promossa al Ministero dei Beni Culturali; chiusa parentesi) . Milano galleggia su un acquitrino (abbiamo la falda mediamente a 15 metri) e ogni volta che immergi un cassone di box o una galleria da qualche parte, l'acqua esce dall'altra in base al principio di Archimede. Così può succedere che qualche tombino salti senza preavviso, mentre la Linea 2 della metrò è cronicamente allagata. Certi umani sono come i cani: mangiano oggi perché non sanno se mangeranno domani. Generalmente soffrono di ansia e hanno certe borse sotto gli occhi che a guardarle fanno schifo.
no, non ci posso credere hanno la colf che tiene puliti i vetri dei manometri!!!!!
ma il sonar cosa "sonar" ?
Questa vicenda credo proprio che sara' uno spartiacque tra due epoche: l' epoca del petrolio e la successiva. La mia impressione e' che sia l' inizio ufficiale della transizione dal petrolio al post-petrolio. Non solo e' stato dimostrato che le trivellazioni in acque profonde sono molto rischiose, e' stato mostrato anche che abitualmente le trivellazioni sono dannose per l' ambiente e su questo una informazione ambientalista puo' vigilare, informare anche in futuro e trovera' un' opinione pubblica mondiale cambiata, piu' attenta. Forse piu' che una previsione e' un speranza, ...ai posteri....
Ho letto da qualche parte sul blog la possibilità che il greggio trovi altre vie di fuga attraverso il fondale marino, e altrove ho letto della possibilità che eroda le pareti del pozzo. Se questo si verificasse è immaginabile una catastrofe ben più grave. Gli scenari a quel punto sono imprevedibili, anche da un punto di vista dell'ordine pubblico, ed immagino che in pochi mesi la comunità scientifica, che immagino abbia pochi margini per operare indipendentemente, non si sia potuta fare un'idea definitiva su questa possibilità. Per caso avete qualche riferimento più preciso?
alle 13:15
Hunter76Lima
Ah, sì, proprio un consiglio azzeccato, operator #43 :-))
Oggi, lunedì 19/07/2010, in questo preciso momento il titolo BP quotato a Londra sta perdendo il 3,5%
http://it.finance.yahoo.com/q?s=BP.L
E non è necessariamente una notizia negativa. Semplicemente nel trading gli andamenti sono poco o nulla legati alle notizie ufficiali che si diffondono nei media internazionali, seguono tutt'altri canali e dinamiche.
Non cercate invano quindi una correlazione notizie-quotazioni per trading intraday, tempo perso, al più una correlazione macroeconomica razionale vale sul medio-lungo periodo (proiezioni su un arco temporale di 6 mesi / qualche anno)