Uno sguardo dal picco
Anche io, nel mio minimo, oggi sciopero.
Sciopero contro la legge bavaglio, certo, ma soprattutto sciopero contro i bavagli che quotidianamente la stampa subisce, quelli taciti, quelli non scritti in nessun codice. Sciopero contro i giornalisti servi, che pur di mantenere lussuosi stipendi e posizioni di privilegio calpestano un mestiere importante, anzi indispensabile per il mantenimento della democrazia. Sciopero contro la stampa costretta alla servitù, giornalisti che ogni giorno nelle piccole redazioni o in piccoli ruoli devono censurarsi da soli per conservarsi il posto di lavoro. Sciopero contro la stampa costretta alla schiavitù, al precariato, ai 5 euro a pezzo, al "ti pago tra sei mesi", al "lavori gratis e poi semmai vediamo", fucina e palestra di altri terrorizzati pronti a tutto.
Sciopero soprattutto contro chi, pur potendo, non muove un dito per salvare la libertà di stampa in Italia. L'opposizione, la sinistra; l'Ordine dei Giornalisti e la Federazione della Stampa; i direttori dei giornali, i caporedattori delle testate importanti, gli editori con ancora qualche ritegno (ne esistono?); gli intellettuali. E per ultimo, ma solo per ultimo, chi si limita ad approfittare di questa perdurante situazione, ovvero Berlusconi.
La maggior parte degli Italiani non è preoccupata per la legge bavaglio, la maggior parte degli Italiani è votata al quieto vivere ed in fondo il bavaglio gli fa comodo perché impedisce che si vengano a sentire cose troppo scomode. In questo post spiego perché gli Italiani, in fondo, hanno ciò che si meritano, e che ha senso fare informazione solo per coloro che sono predisposti ad accogliere la verità, per quanto dura essa sia.
..E sei invece della legge bavaglio ci fosse la legge " Beppe Grillo", che vuole togliere i contributi pubblici alla carta stampata, con cui fra l'altro concordo pienamente, sciopereresti lo stesso ?......Din din din, i sghei se ne van.....
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Qualche problema... o meglio, qualche problema in più.
Metti caso, che l'aria non sia sufficientemente insalubre, dopo l'evaporazione di componenti nel petrolio, dopo gli incendi a pelo d'acqua, dopo l'H2S, dopo il Corexit, dopo il flaring, dopo i gas che escono da macondo, dopo (durante) la decomposizione delle carcasse, dopo tutte le altre operazioni svolte nell' Opportunity Program (...già, che opportunita da non perdere per testare le reazioni della gente)... ecco che arriva la protezione civile (...no, no, non parlo di quella italiana, tranquilli, ma di una anche peggiore... o migliore a seconda dei punti di vista)....
Il regalo:
FORMALDEIDE per tutti!!!!
http://www.newser.com/story/94356/toxic-katrina-trailers-now-house-gulf-workers.html
http://www.nytimes.com/2010/07/01/us/01trailers.html?_r=2&ref=global-home
NEL COMMENTO NON SI FA RIFERIMENTO A COSE, FATTI, O PERSONE REALI...
Fai capiere te all'operaio neo-disoccupato che gli attuali tagli sono dovuti nell'impossibilità di estrarre petrolio a basso costo e abbastanza velocemente da alimentare il motore dell'economia!!!
Il povero operaio non capirebbe, si incazzerebbe ancora di più e con un'esercito di altri duemila come lui andrebbe in piazza a protestare contro il governo cattivo di turno (se và bene), al più ci scappano una decina di feriti con scontri contro la polizia!
Ebbene è questa la più grande fregatura del secolo!!...esiste, o è esistito, durante la nostra crescita dall'eta giovanile fino a quella adulta, qualcuno che ci abbia raccontato queste semplici cose?
C'è stato forse qualcuno che ci ha spiegato che il mondo in cui viviamo non può soppravvivere, come i loro abitanti, senza combustibili fossili?
Non c'è mai stato nessuno, dalla scuola alla chiesa che ci abbia fatto notare come avere una casa, un lavoro, del denaro, la possibilità di spostarsi quando si vuole, cibo, una pensione perfino, sia qualcosa di creato! non di certo dovuto da che mondo è mondo.
Ma il popolo degli inconsapevoli in Italia (60 milioni di persone) che di certo non sanno queste cose, a parte alcuni, perchè forse il Corriere della Sera si è dimenticato di metterle manco sulla pagina della cronaca rosa, o forse anche perchè sulla Gazzetta si sono dimenticati di scriverlo.
Più che lo sciopero, il mondo va avanti lo stesso, anche senza i giornalisti, io avrei preferito che i giornalisti levassero a tempo indefinito le firme. Ma ciò probabilmente lede lìego di molti colleghi. L?Economist fa ciò come sistema per tutelare i singoli giornalisti (e le loro carriere). Se ti incazzi per un pezzo dell'Economist quereli il direttore e la causa la fai in Inghilterra. Vi dice niente il fatto che Berlusconi non abbia mai sporto querela derso questo giornale nonostante si stato definito in copertina "Incapace di governare".
capisco e condivido le motivazioni della protesta da parte della stampa indipendente, visto che quella di regime è complice della censura, però ho qualche perplessità sul mezzo dello sciopero inteso come non divulgazione delle notizie, che è il fine stesso della censura
Quando ieri ho saputo dello sciopero dei giornalista ho detto OLE'!........Dato il livello del giornalismo italiano!
Ha detto bene debora........TUTTI SCHIAVI e ZERBINI di qualcuno!
Onestamente questo sciopero mi fa ridere, scioperassero contro la DISINFORMAZIONE CHE LORO STESSI QUOTIDIANAMENTE METTONO IN ATTO.
@Marcello
Sono felice che tu abbia colto il riferimento.
Siamo in un'epoca in cui viene messo in pericolo tutto ciò per cui si sono battuti i nostri padri e nonni.
E non si tratta, come qualcuno disinvoltamente e falsamente vorrebbe far passare, di privilegi, bensì di diritti.
I privilegi e gli sprechi sono da condannare, perseguire ed eliminare, anche perchè sono proprio ciò che mina alla base la convivenza civile.
Invece i diritti sono da ricercare, conquistare e difendere.
Ci sono stati donati da chi ha lottato per conquistarli e sta a noi difenderli per passarli integri e consolidati a chi ci seguirà nel percorso della vita.
@ Artigiano
Bello vedere che c'è ancora chi si ricorda delle parole di Giuseppe di Vittorio, il più grande sindacalista della storia d'italia, l'uomo che da bracciante autodidatta, insegnò a non levarsi il cappello quando passava il padrone.
Come ho già scritto su Crisis, scioperare contro la legge bavaglio autoimbavagliandosi è il più grosso regalo che si potesse fare al nanopiduista.
I suoi giornali aumenteranno le vendite e i cittadini disinformati potranno solo continuare a disinformarsi leggendo feltri, belpietro, ferrara....
Nemmeno a natale avrebbe pensato di ricevere un regalo del genere.
Quella che descrivi, non e' un a perfetta sintesi di un epoca di declino?
Il declino della liberta', e tra queste quella di informare, segue paro paro il declino delle possibilita' potenziali, e queste sono collegate direttamente a cio' che ci permette di esplicitarle: energia, lavoro, benessere, societa' funzionanti.
La disfunzione delle nostre societa' evolute e' in progressivo peggioramento. Io vedo questa cappa di auto-cenura come semplice conseguenza di pressioni economiche e sociali a cui non si riesce a sfuggire. CHe senso avrebbe autocensurarsi per mantenere il lavoro, se non perche' di lavoro ce n'e' poco? Se non perche' il futuro e' precario? Incerto?
CI si organizza per clan forti ( il politico, il giornale, il mafioso) perche' permette, a fronte di un prezzo pagato in liberta', maggiori possibilita' di poter lavorare e guadagnare.
A livello macroscopico, questo non fa che aggravare il problema, inducendo una ulteriore radicaliczzazione delle disfunzioni, ma a livello atomico, personale, queste sono scelte viste come soluzioni.
Ricordo di aver letto come durante il tardo impero romano, il tasso di corruzione politicoandava di pari passo con la debolezza del senato. I senatori erano abituati a farsi scortare da stuoli di guardie del corpo, data l'usanza di assassinii politici. Una sorta di Mafia al governo. Il governo, in realta', era allo sfascio, deole, incapace. L;impero romano perdeva pezzi, per colpa (origine del problema) della depletion delle sue risorse vitali, ferro, legno, oro; della sua sovraestensione, supercomplessificazione ingestibile, sovramilitarizzazione.
Noi, con le adeguate eccezioni, non siamo tanto lontani da questo.
L'importante e' rendersene conto.
È raro leggere pezzi che attribuiscano corresponsabilità nel mantenere l'attuale povertà d'informazione, al meccanismo di cooptazione dei giornalisti e alla sostanziale incapacità dell'Ordine nel garantire una deontologia professionale.
In genere ci si limita ad additare Berlusconi quale causa prima di tutti i mali, e non, come invece è, una conseguenza ed un aggravamento di essi.
Insomma: brava Debora!
Brava Debora.
Condivido al 100% ciò che hai scritto.
Se le cose potranno cambiare lo si dovrà a chi ha oggi ed avrà sempre il coraggio di "tenere il cappello in testa" anche di fronte ai potenti ed ai padroni.
Ancora grazie ed un caloroso abbraccio :-)
alle 15:32
Maria
A Diego N. 2. Solo in (piccola) parte la povertà d'informazione è dovuta al meccanismo di cooptazione dei giornalisti e alla sostanziale incapacità dell'Ordine nel garantire una deontologia professionale.
Il problema sono gli EDITORI, oltre che le leggi e i bavagli.
Parola di chi certe cose le ha vissute sulla sua pelle: i buoni giornalisti costano, nel senso che ci vuole almeno mezza giornata per scrivere un pezzo ben fatto, con spirito critico, dati documentati e dichiarazioni di prima mano.
Agli editori invece interessa riempire lenzuolate con l' inchiostro, che più ce n'è più puoi pubblicare pubblicità. Vera fonte di introito.
Pubblicare lenzuolate benfatte costerebbe l'iradiddio. Però puoi sempre pubblicare lenzuolate di copianincolla, e dire al giornalista che vorrebbe fare il suo mestiere: o ti adatti anche tu alle leuzuolate dicopianincolla o ti licenzio, che c'è la fila di disoccupati pronti a fare copiaincolla per un pezzo di pane.
Il problema non e l'Ordine dei giornalisti, ma il sindacato: che con la scusa di salvaguardare l'occupazione ha fatto passare contratti al ribasso. L'occupazione NON è stata salvaguardata e, appunto, si è creata la fila di gente disposta a fare copianincolla per un pezzo di pane. Ammuffito, pure.