Uno sguardo dal picco
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"Chi ha bisogno di petrolio? Io vado in autobus!"
CHI HA BISOGNO DI PETROLIO?
(A quanto pare, non gli autobus..)
@22 Anacho
L'Iran subì la guerra, dato che fu attaccata dall'Iraq di Saddam ..a quel tempo "uomo nostro". Nonostante l'Iran fosse appena passato dalla rivoluzione islamica e fosse quasi alla fame resistette all'attacco (american, praticamente) mettendo contro moderni arme gentilmente fornite all'Iraq, milioni di pezzi di carne da cannone tra cui ragazzini.
Insomma fu una carneficina, ma non si può dire che l'Iran perse dato che fu attaccata e mentre Saddam è stato tolto di mezzo l'Iran è ancora quello.
Oggi probabilmente non riuscirebbe a mandare milioni di persone coantando contro le mitragliatrici, però non è manco un Paese allo stremo e gli bastano poche migliaia di fanatici per mettere in ginocchio il resto del mondo (in confronto Al Qaida sono straccioni) o almeno farlo pentire amaramente.
@23 fausto
Veramente l'idea di creare Israele in Uganda (non in Madagascar) o in Argentina fu un'ipotesi iniziale dello stesso movimento sionista (a fine ottocento) che poi scelse soprattutto per ragioni propagandistiche la zona attuale.
A giudicare dai risultati forse era meglio l'Uganda
@ in generale
Bon, la pubblicazione della vignetta sembrerebbe indicare che qualcuno incomincia a fare autocritica e a capire che buona parte degli ecologisti sono solo pseudo ecologisti.
Questa è l'ipotesi buona..l'ipotesi ctativa è che in realtà sta uscendo fuori uno pseudo ecologismo fanatico (per cui la gente deve andare a piedi, manco in autobus)
@Poldo #21
L'ipotesi di spedire la popolazione ebraica d'Europa in Madagascar era stata formulata dai nazisti; successivamente quei bravi signori pensarono bene di selezionare i candidati da inviare in Palestina. E dopo ancora, trovarono più comodi altri metodi. Il Madagascar era troppo fuori mani, la logistica non bastava. Lasciamo riposare i piani dei seguaci di Hitler nei loro bravi cassetti.
L'Iran ha combattuto otto anni di guerra (o dieci?) contro l'Iraq senza cavare un ragno dal buco, dubito molto che si voglia impegnare in un altra avventura del genere.
E neppure credo che gli Usa vogliano attaccare l'Iran, con la grana afgana in corso.... su Israele non mi pronuncio.
Ma leggevo che gli Usa devono attaccare l'Iran entro pochi giorni oppure che sarà l'Iran ad attaccarli in Iraq (e per questo Obama starebbe accelerando il ritiro delle truppe combattenti). Speriamo che la centrale atomica iraniana cominci a produrre in fretta uranio arricchito così Israele si trasferisce dove fa meno danno ovvero nel Madagascar. E gli Usa così possono riposarsi cinque minuti tra una guerra e l'altra.
che la spare capacity OPEC non sia enorme è evidente da quanto successo nel 2008, e credo che il 2011 come termine ultimo sia probabile (sempre escludendo i motivi politici, magari l'Arabia Saudita decide di non alzare la produzione da subito).
Credo anche che ormai tutti siano consapevoli che il picco dell'olio sia molto vicino, non so come pensano gli USA di mettere rimedio alla loro dipendenza dall'estero, ma credo che lo sapremo presto.
Grazie Anacho, è un piacere averti come interlocutore.
Sempre disposto a mettere a disposizione con generosità le tue riflessioni e conoscienze.
Non avendone io a sufficenza mi inviti a restare quella che sono, osservatrice non-esperta.
Va bene così. Amo fare domande dove sorgono dubbi.
Bello trovare chi sa e vuole rispondere.
Rileggo con attenzione.
E qualcuno lo farà con maggiore profitto.
Qui comunque varie uscite di Bea in questi mesi.
http://search.bloomberg.com/search?q=Robert+Bea&site=wnews&client=wnews&proxystylesheet=wnews&output=xml_no_dtd&ie=UTF-8&oe=UTF-8&filter=p&getfields=wnnis&sort=date:D:S:d1
uno studio appena uscito su theoildrum ritiene probabile che la spare capacity OPEC venga annullata a fine 2011.
Non proprio esaltante
Il fatto è che questo ha fatto per anni un mestiere che con il drilling non c'entra una fava, adesso pensa di essere un esperto e, purtroppo, lo pensano anche i politici, insomma la NASA per chiudere un pozzo in eruzione.
Adesso passo alla demolizione dell'intervista :-)
Bea teaches engineering at the University of California Berkeley, and has 55 years of experience in engineering and management of design,
Interessante, questo significa che il signore ha lavorato sino a 80 anni nel campo, bravo, la laurea l'ha presa quando ancora i computer non c'erano, e a dire il vero nemmeno le installazioni offshore.
Bea has worked for many years in governmental and quasi-governmental roles,
Curioso, pensavo fosse un operativo.
He worked for 16 years as a top mechanical engineer and manager for Shell Oil,
One of the world's top experts in offshore drilling problems, Bea is a member of the Deepwater Horizon Study Group, and has been interviewed by news media around the world concerning the BP oil disaster.
Continuo a non capire come mai un ingegnere meccanico ne sappia di perforazione, ma andiamo avanti.
WB: Is BP sharing information with the government?Bea: No. BP is using a "cloak of silence". BP is not voluntarily sharing information or documents with the government.
Su questo si potrebbe discutere, dato che in rete ci sono perfino le mail scambiate dai responsabili BP e le registrazioni dei dati di pozzo, comunque...
In May, for example, regarding footage of the seafloor taken before the blowout by BP's remotely operated vehicles (ROVs). We still have not received a response 12 weeks later.
Questa è un'informazione che dovrebbe avere il mining corp, mi pare strano che BP non l'abbia comunicata.
[Bea subsequently clarified that he's not sure whether BP has failed to release the information, or Senator Boxer's committee has sat on the information. My bet is on BP. Indeed, BP has refused to answer some very basic written questions from Congressman Markey, chair of the Select Committee on Energy Independence and Global Warming. See this and this. Indeed, it is unclear whether BP is sharing vital details even with Thad Allen, Secretary of energy Chu, or the Unified Command].
Che BP abbia dato certe informazioni solo a determinati enti governativi è plausibile, come è possibile che BP abbia nascosto qualcosa, anche se personalmente ne dubito.
WB: Might there be problems with the relief wells? I know that it took a couple of relief wells to finally stop the Ixtoc leak, and it has taken as many as 5 relief wells to stop some blowouts.
Bea: Yes, it could take repeated attempts.
WB: Are there any conditions at BP's well which might make killing the leak with relief wells more difficult than with the average deepwater oil spill?
Bea: That's an interesting question. You have to ask why did this location blow out when nearby wells drilled in even deeper water didn't blow out.
You have to look at the geology of the Macondo well. It is in a subsalt location, in a Sigsbee salt formation. [For background, see this and this]
The geology is fractured.
Sticazzi, il pozzo era fratturato.... e quindi?
Ma era anche vicino alla Sigsbee salt formation... come tutti i pozzi della zona, guardate quanti sono i domi salini: http://images.pennnet.com/articles/os/cap/cap_147343.jpg
Usually, the deeper you drill, the more pressure it takes to fracture rock. This is called the "fracture gradient".
But when BP was drilling this well, the fracture gradient reversed.
E quì siamo al ridicolo. Il gradiente di fratturazione dipende dalla profondità, è vero, ma che si inverta parrebbe strano assai, visto cosa è successo dopo.
Indeed, BP lost all pressure as it drilled into the formation.
Questo va spiegato: significa che, a causa del gradiente dei pori troppo basso il fluido di perforazione è stato assorbito causando la perdita di circolazione totale e poi il blowout. Questo può succedere, ma succede quando si perfora la formazione beante, mentre BP è riuscita a tubare il casing di produzione senza perdere la circolazione.
WB: Is it possible that this fractured, subsea salt geology will make it difficult to permanently kill the oil leak using relief wells?
Bea: Yes, it could. The Santa Barbara channel seeps are still leaking, decades after the oil well was supposedly capped. This well could keep leaking for years.
Omg, ma che stai dicendo? Se la formazione è fratturata è più *facile* ammazzare il pozzo.
Scripps mapped out seafloor seeps in the area of the well prior to the blowout. Some of the natural seeps penetrate 10,000 to 15,000 feet beneath the seafloor.
Non solo, Babbo Natale ha una slitta volante tirata da otto renne. 3.000 metri di frattura naturale in ambito sottomarino, come no.
The oil will follow lines of weakness in the geology. The leak can travel several horizontal miles from the location of the leak.
Stiamo confondendo fratture con permeabilità alla grande, eh?
[In other words, the geology beneath the seafloor is so fractured, with soft and unstable salt formations, that we may never be able to fully kill the well even with relief wells. Instead, the loss of containment of the oil reservoir caused by the drilling accident could cause oil to leak out through seeps for years to come. See this and this for further background]
Intanto se si parla di formazioni soft già con le fratture non ci siamo, e poi è evidente che l'ing, non ha capito che gli strati sedimentari non si fratturano tutti insieme, a meno di terremoti di portata catastrofica, e anche in questo caso parliamo di centinaia di metri, non di migliaia. Tra l'altro le formazioni argillose tendono a rimanere impermeabili anche dopo una eventuale (difficilissima) frattura.
WB: I know that you've previously said that you're concerned that there might be damage to the well bore, which could make it more difficult for the relief wells to succeed.
Bea: Yes, that's still a concern.
WB: I have heard that BP is underestimating the size of the oil reservoir (and see this). Is it possible that the reservoir is bigger than BP is estimating, and so - if not completely killed - the leak could therefore go on for longer than most assume?
Bea: That's plausible.
Che BP abbia sottostimato la potenzialità del giacimento è difficile, ma possibile, e con ciò? Dato e non concesso che ci sia una perdita ci interessa veramente sapere se durerà cento o duecento anni?
WB: The chief electronics technician on the Deepwater Horizon said that the Macondo well was originally drilled in another location, but that "going faster caused the bottom of the well to split open, swallowing tools", and that BP abandoned that well. You've spoken to that technician and looked into the incident, and concluded that “they damn near blew up the rig.” [See this and this].
Oggi le comiche.
Il primo pozzo è stato perforato senza grossi problemi, era l'esplorativo mentre quello andato in blow out era il secondo, come da programma di perforazione BP.
Do you know where that abandoned well location is, and do you know if that well is still leaking?
Bea: The abandoned well is very close to the current well location. BP had to file reports showing the location of the abandoned well and the new well [with the Minerals Management Service], so the location of the abandoned well is known.
We don't know if the abandoned well is leaking.
Almeno questo lo ammette.
WB: Matthew Simmons talked about a second leaking well. There are rumors on the Internet that the original well is still leaking. Do you have any information that can either disprove or confirm that allegation?
Bea: There are two uncorroborated reports. One is that there is a leak 400 feet West of the present well's surface location. There is another report that there is a leak several miles to the West
Bene, il primo pozzo non è stato chiuso minerariamente,,, allora perché non è andato in eruzione? Quanto ci mette un pozzo che perde con una spinta di centinaia di atmosfere a mangiarsi cemento e testa pozzo e niziare a erogare?
[Bea does not know whether either report is true at this time, because BP is not sharing information with the government, let alone the public.]
E il governo USa non ha i mezzi per controllare, vero?
WB: There are rumors on the Internet of huge pockets of methane gas under the well which could explode.
La befana vola con una scopa, insomma con una moto senza ruote.
I've looked into this rumor, and have come to the conclusion that - while the leak is releasing tremendous amounts of methane - there are no "pockets" of methane gas which could cause explosions. Do you have any information on this?
Bea: I have looked into this and discussed methane with people who know a tremendous amount about it. There is alot of liquid and solid methane at the Macondo site, but no pockets of methane gas.
WB: That's good news, indeed.
Davvero.
Bea: But there was one deepwater leak I worked with where tremendous amounts of hydrogen sulfite were released. We had to evacuate two towns because of the risk. [I didn't ask Dr. Bea if there were any dangerous compounds which could be formed from the interaction of the crude oil and methane with chemicals in the ocean water or dispersants].
Te lo dico io, non ci sono.
And with the Bay Charman oil leak, more than 50% of the oil stayed below the surface of the ocean. [As I've previously pointed out, the US Minerals Management Service and a consortium of oil companies, including BP, found that as little as 2% of the oil which spill from deepwater wells ever makes it to the surface of the ocean. And the use of dispersant might decrease that number still further].
Vero.
WB: I have previously argued that nuking the well would be a bad idea. What do you think?
Bea: [Bea agreed that nuking the well would be counter-productive. He told me a story about a leaking deepwater well that he was involved in killing. A nuclear package was on its way to the well site but - fortunately - the well stopped by itself before a nuke was deployed. I'm not sure whether this is classified information, so I won't disclose the name of the well.
A questa non ci credo proprio, mi sa che questo è un pallonaro pazzesco.
Bea also discussed alternatives in the form of high-pressure, high-temperature conventional explosives, echoing what Bill Clinton said recently].
La fissa degli esplosivi ce l'hanno tutti, ma per portarlo in quota devi fare un pozzo, e allora usa quello per ammazzare il pozzo, no?
Io credo che la foto non indica soluzioni ma evidenzi un aspetto importante del processo del picco. Il settore trasporti e' l' anello piu' debole, e l' auto lo spreco piu' evidente. L' energia elettrica puo' essere prodotta gia' in gran parte da rinnovabili. E si parla di possibile sostituzione totale del fossile entro pochissimi decenni. Il settore trasporti attuale non ha un futuro nemmeno prossimo. Inoltre l' economia di USA,Europa e Giappone e' ferma, impantanata. Con questo modello energetico declinera' subito, non dopo il picco. Insomma i nodi stanno gia' arrivando al pettine e il primo nodo non sara' la domanda di petrolio superiore all' offerta. Ma il declino economico e l' instostenibilita' economica del settore trasporti.
Non so Anacho, ma proprio l'ultimo arrivato non sembra. Hai letto l'ntervista?
E stato interpellato non poche volte in questi mesi. Penso che meriti un occhiata.
Almeno per me.
Bea has worked for many years in governmental and quasi-governmental roles, and has been a high-level governmental adviser concerning disasters. He worked for 16 years as a top mechanical engineer and manager for Shell Oil, and has worked with Bechtel and the Army Corps of Engineers. One of the world's top experts in offshore drilling problems, Bea is a member of the Deepwater Horizon Study Group, and has been interviewed by news media around the world concerning the BP oil disaster.
Che un paese produttore abbia capacità potenziali di aumento non vuol dire che debba aumentare la quantità di esportato, tanto più se tali capacità appunto sono ancora potenziali(o teoriche?).
Entrando nel campo della politica è evidente che la convenienza di paesi come l'Arabia è *non* aumentare la produzione.
L'opzione militare è sempre possibile, ma ha costi che iniziano a diventare insostenibili anche per gli USA, l'iraq non è andato tanto bene, ma nulla a confronto di quello che sarà l'Afganistan. non so come pensassero di vincere dopo che Inghilterra e URSS ci hanno lasciato le penne, ma evidentemente al pentagono non leggono i libri di storia.
Bea teaches engineering at the University of California Berkeley, and has 55 years of experience in engineering and management of design, construction, maintenance, operation, and decommissioning of engineered systems including offshore platforms, pipelines and floating facilities.
Lol, un altro ingegnere che si improvvisa geologo.
Sometimes vaccagher is the only answer. :-)
aggiungo:
DEVELOPING
Feds admit FORMATION may have COLLAPSED around bottom of wellbore " This is why annulus is blocked, NOT cement (VIDEO) | Florida Oil Spill Law
http://www.floridaoilspilllaw.com/developing-feds-admit-might-not-be-cement-thats-blocking-annulus-formation-may-have-collapsed-around-outside-of-wellbore-video
Anche le notizie sul golfo restano contradditorie.
Qui un'intervista con
Dr. Robert Bea, considerato un esperto di alto livello.
Dice:
The geology is fractured. Usually, the deeper you drill, the more pressure it takes to fracture rock. This is called the “fracture gradient”. But when BP was drilling this well, the fracture gradient reversed. Indeed, BP lost all pressure as it drilled into the formation. … This well could keep leaking for years. …
http://www.washingtonsblog.com/2010/08/top-oil-expert-geology-is-fractured-bp.html
@9
Senonchè bisognerà fare i conti con la domanda petrolifera in continuo aumento dei mercati interni dei paesi produttori.
Che un paese produttore abbia capacità potenziali di aumento non vuol dire che debba aumentare la quantità di esportato, tanto più se tali capacità appunto sono ancora potenziali(o teoriche?).
A meno di forzarne l'esportazione con l'uso della forza militare( ma a parte gli USA non vedo altri paesi), sempre che si riesca(vedi il pantano yankee in Irak).
Tra l'altro, come dice Hunter, l'economia cinese corre come una disperata e presumibilmente avrà bisogno sempre più di petrolio per nutrire il suo parco auto, la petroagricoltura, l'aviazione civile in super crescita, ecc.
Continuo a pensare che tra il 2011 e il 2015 ci sarà "l'evento" epocale che, come ipotizza il solito Hunter, manderà all'aria anche la tenuta delle nazioni.
Il futuro appartiene in maggioranza alle realtà economiche strettamente localizzate, il ritorno alle piccole comunità insomma...
Io credo che riusciremo a superare la produzione del 2008, ma di quanto e per quanto è difficile a dirsi.
Oltre alla spare capacity saudita giocano almeno altri tre fattori:
- l'inizio della produzione di kashagan, un milione (almeno) di barili al giorno non sono uno scherzo, e allo stato attuale delle cose se si costruiscono le facilities di produzione i pozzi di isola D sono tutti pronti.
- la ripresa produttiva irachena, almeno due milioni di barili giornalieri, con tempi dilatati e difficoltà abbastanza serie.
- La capacità dell'Angola di mettere in produzione rapidamente le scoperte degli ultimi anni, 500.000 barili al giorno circa.
A fronte di questo c'è il declino dei giacimenti in produzione, mettere il picco tra il 2011 e il 2015 è una buona previsione, e comunque non vedo molte possibilità che il picco vada tanto più in là del 2020, magari sembra una data lontana...
Il ciccione obeso ambientalista ma carnivoro americano dovrebbe anche dire che ci importa del petrolio, tanto io non mi sposto ma mangio davanti al televisore tutto il giorno...
Voglio la fame, non me ne frega niente se le autostrade chiudono ed il traffico aereo collassa.
Voglio la fame! Forza fame, abbasso i fertilizzanti fatti col petrolio.
Esatto Paolo.
La forbice sembra quella, ma come in una distribuzione gaussiana il punto con più alta probabilità dovrebbe stare nel mezzo, ovvero 2013.
Io, personalmente, propendo più per una distribuzione di probabilità asimettrica, con probabilità più alte concentrate nella prima parte (ovvero 2011-2012).
Anche perchè dei 4mbd di spare capacity dell'Arabia Saudita non è che mi fidi più di tanto per 3 motivi: attendibilità dei dati, attuabilità tecnica in tempi brevi della presunta spare capacity, volonta politica dei sauditi di mettere in gioco a bacchetta questa loro preziosa spare capacity. Potrebbero non essere così disponibili.
Come ben sai, poi, l'inizio del declino non è che cambi di molto il contesto, solamente ne aggrava gli effetti. Già il fatto che siamo arrivato ad una zona di plateau (non crescita) in un economia che funziona solo col mantra della "crescita" ha determinato quello che possiamo vedere, crisi del credito/debito a catena, disoccupazione e deflazione diffusa.
Figuriamoci con l'inizio del declino della produzione petrolifera.
L'abbandono del plateau per l'inizio della fase di declino provocherà semplicemente un aggravio delle condizioni economiche (già depresse) e l'inizio di una catena di default di stati e istituzioni in giro per il mondo. E' da questi eventi che potremo desumere/identificare l'inizio della fase di declino perchè purtroppo le informazioni e i dati disponibili non ci supporteranno (se non a posteriori) a delineare con certezza lo status quo della produzione petrolifera.
Un'altra certezza è che l'economia globalizzata, pur destinata ad un comune movimento di decrescita (anche la Cina, anche se ora corre come un disperato), sarà caratterizzata da free-fall a macchia di leopardo con zone che cadranno in depressione nera e altre che reggeranno i colpi meglio di altre.
Assisteremo probabilmente ad un frantumazione diffusa delle realtà economiche, istituzionali e nazionali con esiti (e dinamiche) probabilmente sorprendenti nella loro velocità.
Se potessimo saltare in avanti nel tempo di 10 anni ed gettare uno sguardo al prossimo futuro potremmo sorprenderci di quanto il mondo sarà cambiato in così poco tempo.
Mi viene da sorridere rileggendo il post sulla macchina solare di poco tempo fa, in cui molti la criticavano per il brutto aspetto, oppure per problemi legati ai crash test. Un vero studio su energie alternative non ha mai ingranato (la marcia), passatemi l'eufemismo. Un autobus con tetto solare, immaginiamo di mettere pannelli anche sui lati, riuscirebbe ad accumulare energia per viaggiare tutta la notte, magari basterebbe fare delle tratte un pò più corte, magari aggiungendone qualcuno in più.
Resta comunque il fatto che, chi ha costruito quell'automobile, non si dovrà preoccupare di fare rifornimento fino a che ci sarà "il sole"
Le affermazioni IEA danno l'idea di quanto l'economia cinese(e in misura minore l'indiana e di qualche altro paese emergente)diventi sempre più energivora nonostante il calo della domanda occidentale di petrolio(o almeno il suo plateau), visto che quella globale aumenta, e questo alla faccia di chi afferma(vedi Il Fatto Quotidiano) che il paese del dragone si stia buttando a capofitto nelle rinnovabili. Solo con queste la crescita economica di tipo liberistico sarebbe utopica, a maggior ragione in un paese con 1.300 milioni di anime.
Ora, ci sono due grandi incognite per determinare plausibilmente il periodo della fine del plateau petrolifero, e cioè la reale consistenza delle riserve saudite e di conseguenza la relativa spare capacity.
Personalmente ritengo che l'inizio del declino avverrà in un periodo imprecisato tra il 2011 e il 2015.
Stay tuned...
@2
Il link non funziona, Barbara.
Saluti.
non so se vi è sfuggita, ma secondo la IEA http://www.countercurrents.org/wild180810.htm già nel 2011 la domanda di petrolio supererà la quantità registrata nel picco di produzione -finora- del 2008.
riuscirà l'offerta a farvi fronte? c'è veramente tutta questa spare capacity?
Molto interessante quel cartello, che rispecchia un atteggiamento abbastanza diffuso, credere che ci siano le soluzioni magiche, senza pensare a quello che ci sta dietro.
Ovviamente un autobus con 50 persone a bordo consuma meno di 50 auto, ed è un passo avanti, ma riduce solo il problema, non lo risolve. Un autobus elettrico sarebbe ancora meglio, ma resterebbe il problema di generare energia elettrica.
Uscire dal mondo dei combustibili fossili sarà un'impresa lunga e difficile, purtroppo le bacchette magiche non esistono.
alle 00:39
Anacho
La guerra Iraq-Iran fu, al contrario delle speranze di Saddam, una guerra tipo prima guerra mondiale, allora come oggi nessuno dei due paesi aveva la possibilità di vincerla con manovre rapide, infatti finì in un pareggio.
Che attaccare l'iran sia un salto nel buio ne sono consapevoli anche gli USA, l'Afganistan avrà un grande merito, quando tutto sarà finito, quello di far dimenticare il Vietnam come disastro politico/militare.