Uno sguardo dal picco
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- ...E con l'augurio che il mondo dimentichi il disastro del Golfo con la stessa velocità con cui ha dimenticato Haiti!
Per Fabrizio #18
Sono iscritto anch'io a OilWatchMonthly di Koppelaar dell'ASPO olandese.
Alcune considerazioni sparse sull'edizione di agosto 2010:
- il total liquids ha raggiunto quota 87.22 mb.
Siamo vicini alla soglia critica di 88mb che può essere superata temporaneamente arrivando nella regione iper-critica compresa tra 88 e 90 (quest'ultimo, secondo me, è limite invalicabile).
Aspettiamoci quindi un 2008 bis entro 6 mesi, se il trend segue come adesso
- i biofuels hanno arrestato la loro crescita (a razzo per 4 anni solo grazie a prezzi alti e turbo-capitalismo), le uniche fonti in crescita è il NGL (Natural Gas Liquids).
E' in atto un tentativo di riconversione del fabbisogno mondiale al gas (soprattutto USA e Europa), la Cina forse dovrà pensare al carbone (a meno che gli venga in mente di allearsi con l'Iran contro gli USA, ma sarebbe guerra).
Tentativo che potrà smorzare il picco energetico al massimo fino al 2020 (più probabile che tale spinta si esaurisca già nel 2015)
- la spare capacity è ormai solo Arabia Saudita (75% dei totali 5mb).
Questo fatto è preoccupante per 2 motivi: primo perchè è praticamente in mano ad un solo paese, secondo perchè non è un rubinetto che si apre dall'oggi al domani, richiede un periodo di 3 mesi per dispiegarsi tutta, e data la forte inelasticità della domanda di petrolio penso che questo tempo di reazione sia troppo lento per contrastare eventuali forti fluttuazioni.
- la Cina sta piccando,infatti il 70% della sua produzione interna (che soddisfa circa poc meno della metà del fabbisogno nazionale) arriva da 9 giacimenti giganti di cui 5 in declino, 3 prossimi al termine del plateau e 1 solo, Xinjiang, che manterrà il plateau fino al 2020.
Quindi la forte espansione della domanda Cinese e Indiana dovrà trovare nuovi fornitori all'estero, la competizione per accapararsi le risorse dal 2011 diventerà molto forte e l'Iran rappresenterà un punto molto critico.
- gli unici paesi produttori in crescita e con buone prospettive sono Brasile, Kazakhstan e Azerbaigian.
USA e Russia sono in plateau (USA al secondo plateau, inferiore a quello del 1970, questo grazie ai campi petroliferi dell'Alaska) e stanno ormai spremendo al massimo le loro risorse residue. Il Canada con le sue sabbie bituminose è ormai impantanato con prospettive di crescita debolissime (tanto aumenta tanto decresce)
Quindi, a parte le 2 ex repubbliche sovietiche, che continuano a gravitare nell'orbita russa e serviranno il mercato cinese e indiano (anche per ragioni geografiche, lì ci vogliono oleodotti, petroliere neanche a parlarne visto che nn c'è il mare), rimane il Brasile con i suoi opff-shore che probabilmente servirà a compensare parzialmente il declino Messicano e l'ostilità Venezuelana.
Per il resto l'Europa, alle prese con i picchi conclamati del Mare del Nord (UK e Norvegia), può solo sperare nei paesi del Medio Oriente e Nord-Africa ( e il resto dell'Africa, promettente ma altamente instabile)
L'Iraq, pur avendo tantissime riserve, data la situazione politica, sembra l'eterna promessa che mai sboccerà (quindi le rosee previsione di Staniford rimarranno probabilmente sulla carta)
Detto in poche parole: nn ci sono più appigli, a partire dal 2012 dovremo cominciare ad arrangiarci (noi italiani, e, per estensione, noi europei) e a rinunciare a parecchie cose (e questo cominceremo a rendercene conto già dai primi mesi dell'anno prossimo)
- i consumi italiani (analogamenti ai giapponesi) sono in forte declino, ormai da 5 anni (un calo da 1,8mbd a 1,4 mbd di circa il 25%).
Ovviamente ciò non significa morigeratezza (minori consumi) o maggiore rendimento degli impianti e macchinari (sì, ma solo in parte) bensì calo forte della produzione industriale e quindi del PIL.
Tale picco dei consumi sembra ormai conclamato e irreversibile.
@ anacho
come più volte hai ricordato tu li sottto c'è una pressione tale che per generare una fuoriuscita cspontanea del petrolio in quantità rilevanti cu vorrebberro pressioni enormi.
Per ciò che riguarda il GW penso infine che l'attività dell'uomo ,nel bene o nel male, abbia una piccola incidenza su di esso.
In effetti il petrolio esce da solo, a volte... ma in quantità minima. :-)
Quanto alla moda di ingrandire le cose credo che sia normale, si vuole attirare l'attenzione e si grida forte, atteggiamento sbagliato da un lato ma a volte necessario per attirare l'attenzione di una opinione pubblica sempre più distratta.
Non ricordo chi scrisse, parecchi anni fa, che non metteremo mano all'ambiente sino a quando non perderemo una grossa città per inquinamento (era sicuramente uno scrittore di fantascienza).
Spero che non si arrivi a questo, i russi secondo me stanno capendo che è ora di fare qualcosa, dopo la stringa che hanno preso, gli americano dopo la DWH forse hanno capito.
@ 19
cioè ? spiega che cosa vuoi dire perchè così non si capisce cosa c'entra l'inerzia della natura rispetto ad un disastro provocato dall'uomo.
Non penso che il petrolio esca da solo da li sotto..
@ hunter
concordo in pieno con la tua analisi.
Il rischio di gridare al lupo a lupo e poi quando il lupo arriva davvero e nessuno ti caga allora si che sono guai. Non so se ti ricordi la lettera dell'ASPO di alcuni mesi fa che riprendeva un documento del Pentagono (ahimè) sulla possibile depletion dal 2012..ebbene io dissi che messa giù cosi si rischiava di vanificare un lavoro per certi versi prezioso di sensibilizzare più persone possibili sull'argomento.
In modo analogo si può dire la stessa cosa per questo incidente.
E qua concordo con Phitio sul fatto della localizzazione del disastro. Pensa solo all'immane disastro che si sta consumando in Pakistan e a quanto peso ha nella nostra informazione... cioè zero o poco più.E pensa se fosse successo in America o in Europa.
per Phitio
si OWM è l'acronimo di oilwatch monthly realizzato mensilmente dall'ASPO olandese.SE ti iscrivi ti mandano ogni mese la mail con l'allegato con i dati mondiali di consumi e produzione più i dati sulle spare capacity.
Se hai modo di vederlo dai un occhiata hai consumi italiani degli ultimi 5 anni ..poi mi dice che ne pensi.
Il disastro ambientale della Deepwater horizon e' stato caratterizzato dal fatto che e' capitato proprio sui piedi degli americani, gli ha impiastrato le isolette, messo a riposo forzato i pescatori di professione e sopratuttto quelli che ci si dilettano, messo a rischil le bianche spiagge Baywatch style. Insomma, uno scaracchio nero ne TUO piatto ti fa imbufalire cento volte di piu' di un barile di liquami nel piatto del tuo vicino di casa.
Altrimenti, che dire della Nigeria, impestata da 20-30 anni, con le condutture che quando non si rompono per consunzione, non si rompono esplodendo mentre la popolazione cerca di spillarle, bruciandone vive a centinaia, non si rompono perche' i combattenti del Mend le fanno saltare, allora sversano allegramente di quando in quando perche' tanto un governo che gli faccia rispettare l'ambiente non c'e'?
Laggiu' avviene una Horizon ogni due anni, ma ne avete mai saputo nulla? Al massimo, venite a sapere che e' colpa dei terroristi cattivi del delta del niger se il petrolio fa una fiammata ( di prezzo).
Oggi non e' che laggiu' si spari di piu' o di meno di prima.
Semplicemente ora abbiamo i nostri cacchi economici e politici davanti al naso e il prezzo del petrolio e' appena sotto il livello di dolore.
@ Fabrizio73, per cosa sta OWM ? Al momento mi sfugge: fose OilWatch Monthly?
Saluti
Phitio
Fabrizio
Concordo
Spinta emotiva oppure tentativo di farsi ascoltare quando nessuno ti caga.
E come se un tuo familiare venisse colpito in un incidente, non gravemente, ma cmq tale da rimanere ferito. Nell'indifferenza della gente, che potrebbe considerare di poco conto l'accaduto o sottovalutarlo per disinteresse o cattiva percezione, uno sarebbe disposto a gridare "guardate che sta morendo" pur di ricevere aiuto.
E' lo stesso processo mentale di soccorso/emergenza che si è scatenato con la questione della Deepwater.
Di fronte all'indifferenza generale, i più interessanti (e forse anche i più informati, ma nn sempre coincidono) si sono aggrappati a qualsiasi ipotesi funesta pur di richiamare l'allarme e l'attenzione sull'episodio.
Il fatto che questo processo si diffonda sempre di più (l'eccesso di allarmismo) deriva secondo me da un problema di base: l'indifferenza sociale della gente, la perdita di senso di appartenenza comunitario.
Potrebbe risultare un grave handicap nel caso (secondo me probabile in ottica peak oil) saremo costretti ad affrontare emergenze ben più gravi di quella del Golfo. La nostra risposta, come uomini, come società, come nazioni potrebbe risultare alquanto scoordinata e inefficiente, addirittura scomposta e deleteria.
Mai come in questo periodo abbiamo bisogno di teste pensanti ma soprattutto ... menti fredde.
@14
Aggiungo, oltre a pithio, anche il competente Anacho :-)...
@7 fabrizio73
Premesso che in linea di massima non hai torto, e l'ottimo Phitio ha già puntualizzato i punti deboli del tuo elenco, vorrei farti notare, relativamente al punto 5, che i danni sulla salute umana non si possono misurare nell'arco di pochi mesi.
Gli effetti negativi li vedremo negli anni e decenni a venire purtroppo.
Nel frattempo altri disastri ambientali da fine impero non ci saranno risparmiati.
In fondo è il nostro attaccamento allo stile di vita occidentale che autorizza le multinazionali a devastare l'ambiente, no?
@ phitio
come dice Mario non mi riferivo a te o a pochi altri che ci pensano su prima di scrivere qualcosa.
Ma se tu ti vai a rileggere i commenti dei mesi precedenti leggerai tutto quello che io ho scritto punto per punto (compresa quella della Loop Current del golfo, tra l'altro ipotizzato da uno studioso italiano!!).
Insomma mi sembra che ogni singolo evento venga amplificato e moltiplicato per 10 o 100 non so se a ragion veduta o spinti dalle emozioni, ma il risultato è che a volte si fa a gara a chi la spara più grossa.
Per concludere propporei alla brava Debora di cambiare argomento quando tornerà dalle ferie.
Per esempio ho appena ricevuto l'ultimo OWM e mi sembra ci siano dati molto interessanti sia sul lato dei consumi che su quello della produzione...
Magari l'opinione pubblica dimenticherà presto, ma il mondo del petrolio no, si sta mettendo in modto il meccanismo già visto dopo il disastro di Piper Alpha, procedure e attrezzature cambieranno, e questo, come ha detto Phitio, alzerà il costo delle trivellazioni offshore. Che la ricerca e la produzione non si sarebbero fermate era ovvio, siamo sulla tigre, cavalcarla è piacevole, scenderne però non è facile.
@ Phitio
Hai ragione, ma anche fabrizio non ha torto. Credo comunque che fabrizio non ce l'avesse con quelli tra i commentatori, te compreso, o Paolo, Hunter e altri,che ragionano prima di scrivere.
Il fatto e' che qua si leggono spesso commenti assurdi, di gente che non capisce un cazzo ne' di petrolio ne' del mondo in generale, per i quali ogni occasione e' buona per sparare le loro fantasiose profezie.
E di falliti che si riempono la bocca di stupidate credendo di aver capito tutto, senza poi mettere in atto un millesimo di quello che dicono, qui ne girano parecchi.
E' colpa di questi individui e delle loro continue fandonie se la gente finisce col mettere il picco petrolifero, il signoraggio, i cerchi nel grano, i teschi di cristallo e le inchieste di voyager all stesso livello.
Si parlava del Loop Current che si era staccato e non mi pare che si sia ripristinato finora. Si spera, altrimenti...anzi non si spera per il momento, così il petrolio che non c'era più, ma che invece risulta di esserci, resta ben raccolto nel golfo e lontanto dalla Corrente .
http://www.oilspillnews.net/bp-oil-spill-news/gulf-loop-current-stalls-due-to-bp-oil-leak-truth-is-treason/
Fabrizio73, se elenchi solo quello che non viene azzeccato, fai lista piena, ma
1) la trivellazione continuerà, ma i costi saliranno (in primis quelli assicurativi
2)collegare il prezzo del petrolio agli esiti di un (1) pozzo mi sembra una cosa avventata
3) la maggioranza degli scriventi NON ha parlato di atomiche, ma solo della stupidità di un eventuale uso. Anacho è stato chiaro ed esaustivo . E poi, di kill dall'alto ne hanno fatti due, il primo miseramente fallito (per non parlare di cappucci e cappuccetti precedenti)
4) che si risolva nel giro di 5-6 anni è una indebita estensione del caso ixtoc. Probabilmente potrebbe essere, ma anche non essere affatto. Al massimo, la ixtoc è un caso limite inferiore.
5)che non vi siano stati uragani, è solo questione di deretano. In ogni caso, era counque improbabile trasorto di greggio nell'entroterra
6) suppongo che aparlare di deportazioni siano stati in due in tutto: tu e tuo cuggino :-D (ovviamente scherzo)
7) Se qualcuno ha parlato di interruzione della corrente del golfo, è un ignorante. Ma in realtà si + parlato di trascinamento del greggio nell'Atlantico da parte della suddetta corrente. Sii più attento.
8) Per un certo periodo lo si è pensato e a ragione che la BP fallisse, e non è ancora detto. Ma la probabilità ora è bassa.
Come vedi, non è corretto dire che non ci si è preso mai ;)
Saluti
Phitio
@7 Fabrizio73
Sei un trollone, ma in effetti hai ragione.
(Fa anche rima!)
Torno dalle vacanze e cosa mi trova ..ancora sta merea ner.
Alloa visto che siamo in tema vorrei un MEA CULPA da parte di coloro che in questi mesi hanno sparato a ero su chi la pensava diversamente (me compreso).
IN ordine:
1-La BP NON èfallita;
2-la corrente del golfo NON si è interrotta;
3- NON vi sono state deportazioni di massa;
4- NON vi sono stati uragani pronti a disperdere il greggio nell'entroterra;
5- NON vi sono stati morti causati dall'evaporazione del greggio;
6- il disastro (come nel caso dell'Ixtoc) si risolverà nel giro di 5 o 6 anni;
7-il killerraggio è avvenuto dall'alto senza uso di bombe atomiche;
8-non vi sono state ripercussioni significative sul prezzo del petrolio;
9-le trivellazzioni off-shore continueranno come e più di prima (anzi questo incidente servirà per migliorare ancora di più la tecnologia esistente).
INSOMMA NON NE AVETE AZZECCATA UNA.
COMPLIMENTI!!!
La memoria corta è direttamente proporzionale alla distanza dal disastro, ovvero, l'importante è che l'orticello di casa sia sempre in ordine.
Aggiungiamoci una disinformazione o non-informazione allucinante da parte di media più o meno collusi con le lobby di potere sulle porcherie che accadono nel mondo ed il risultato di indifferenza totale delle masse è sicuro.
Chi è disposto a ridurre in modo consistente(o annullarlo) l'uso voluttuario(e non solo) dell'automobile alzi la mano!
Memoria corta ma non troppa.
Sigla di richiamo?
La Halliburton.
La scorsa settimana l'Environmental protection agency ha dovuto rimandare un'audizione pubblica sul tema a Syracuse, New York, a causa delle preoccupazioni che la sede poteva non essere in grado di accogliere gli 8.000 o più cittadini che ci si aspettava volessero far sentire la loro voce e le loro passioni in materia.
http://www.greenreport.it/_new/index.php?page=default&id=%206297
Oggi cmq diversi mezzi di informazione italiani hanno pubblicato i risultati di un rapporto stilato da scienziati.Risultato?L'80% del petrolio è ancora sul Golfo, oltretutto la maggiorparte non si vede perchè è sotto la superficie, luogo in cui i batteri faranno ben fatica a mangiarsi le molecole di greggio.Altra buona parte è stata sepolta sotto la sabbia e pure lì essendoci pochissimo ossigeno i batteri non prolifereranno e rimarrà lì per anni o almeno finchè un uragano non rimuoverà la sabbia da sopra!!!
ma perchè hai tradotto "America" con "mondo" ?
Scusate... ma quale marea nera?
Dimenticarsi della marea nera?
Ma chi, se al di fuori della rete manco sanno cosa sia successo.
alle 11:25
fabrizio73
@ hunter
concordo in larga parte con la tua analisi. Penso comunque che questa fase di plateau possa durare parecchio, anche perchè paradossalmente, la Cina che è pur sempre un mostro energivoro, si sta convertendo in maniera massiccia e molto veloce alle energie alternative (oltre comunque al suo "bel" carbone).
Per ciò che riguarda il prezzo del petrolio, secondo me, oscillera intorno agli 80-85$ forse con qualche puntatina verso i 90-95 $ (soglia che secondo me si potrà superare SOLO in caso di attacco all'IRAN).
L'economia mondiale (e questo lo sa bene chi il petrolio lo vende) non può permettersi un prezzo più alto di 85-90$ e un double-dip non pensa convenga a nessuno.
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