Uno sguardo dal picco
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Indovinate un po' dove circola questa auto solare? A Hebron, in Palestina. E' il risultato del lavoro di tre studenti della facoltà di Ingegneria della locale università (si, hanno anche tempo e voglia di fare ricerca, colà). Non è certo un modellino trendy per il quale la nostra bella gioventù farebbe follie, ma è costata solo 3000 euro e raggiunge la velocità di 30 kmh, come un piccolo motorino. Manca la benzina, in Palestina, ma il sole c'è ed è gratis, quindi una bella idea.
Qui altre info.
@Luigi Ruffini
idea interessante. Proviamo a fare un passo avanti. Immagini che domani vengano immesse sul mercato delle auto elettriche come quella del post (stessa velocita', costo e bassa sicurezza ma dal look piu' cool). Mi aspetterei che tali veicoli entrino in compezione coi quadricicli a motore, con cui condividono molte specifiche tecniche. Il vincitore verrebbe determinato da molti fattore (hype, costo, facilita' d'uso). Tuttavia non capisco ancora quali dovrebbero essere i vantaggi per chi ha gia' una normale auto cittadina a benzina nel passare ad una auto elettrica (ecologia esclusa).
Dimenticavo: le moto inquinano da pazzi. Più delle auto.
@ Antonio
Dipende: associare la moto al rischio calcolato per me non ha senso. Non più dell'obbligare un automobilista all'uso delle cinture (che uso da prima che fossero obbligatorie).
La moto non serve. Consuma, fa rumore, non semplifica il traffico, costa un botto ed è pericolosa. Quindi va vietata.
Non si fa perché facendo leva sulla mente semplice dei motociclisti si inneggia al lavoro del settore ed "alla passione".
E allora per me se si può andare in moto va bene anche un'auto elettrica come quella nella foto, che poi per migliorare l'estetica non è che ci voglia molto...
@ Antonio
A Roma da anni una cooperativa di ex-detenuti sta cercando di avviare un servizio di risciò a pedalata assistita. Il veicolo funziona grazie ad un motore elettrico che "assiste" la pedalata del guidatore consentendogli di trasportare dei passeggeri... una specie di taxi. Ad osteggiare il progetto e tenerlo bloccato è stata fin qui la polizia municipale, asserendo che il veicolo "non è omologato" (sic!).
La mia domanda è: come si fa a fare innovazione quando le lobby consolidate e fossilizzate difendono lo status quo ed i propri privilegi acquisiti mettendo, ove possibile, i bastoni tra le ruote?
@Luigi Ruffini
buon punto. Tuttavia mi lascia perplesso. Le spiego perche': se voglio una moto so di aver meno sicurezza. Non v'e' altra scelta proprio per come e' fatta una moto. Se voglio un'auto invece ho una scelta, i) prenderla convenzionale (benzina) e avere sicurezza o velocita' e ii) prenderla alternativa (elettrica) con minori velocita' e sicurezza. A parte motivi ecologici, l'unica ragione per scegliere la due sarebbe il costo, che ora tuttavia penalizza le auto elettriche. Dunque? Attendiamo?
@ Antonio
scusa per la risposta tardiva, sono stato impegnato.
la mia filosofia coincide quasi totalmente con mammifero bipede, ancher se non sono un ciclista di lunga data come lui.
Cmq, per rispondere alla tua osservazione, sono per lo spostamento quasi totale della circolazione nelle città in bicicletta, salvo per il traposto di merci o attrezzature.
La sicurezza dei vicoli elettrici in caso di scontro con veicoli pesanti tradizionali non è diversa dal problema delle moto.
Dotiamo gli autoveicoli di air bags, cinture, ABS e quant'altro ma con le moto si rischia la pelle e basta, con potenze dei motori da suicidio collettivo. Se le auto elettriche devono sottostare a certi standard le moto non dovrebbero neppure essere messe in circolazione, per sempre, visto l'impossibilità di adeguarle agli standard di sicurezza.
@ fausto
Grazie per il link, mettiamolo nel quadro, ma non scommetterei il mio pranzo sulle stime delle scorte, ricorda che in Cina è ancora in corso la revisione, e le stime USDA sono criticate fortemente da molti esperti di varia estrazione anche per le partite correnti.
"Immagino che lei sia un sostenitore del limitatore di velocita' per legge a 30kmh, assieme a non so quanti altri divieti, sanzioni, obblighi e interventismo statale da grande fratello orwelliano."
Citando Woody Allen: "Grazie. Adoro essere ridotto ad uno stereotipo".
"interventismo statale" è da incorniciare. Da qualche parte abbiamo dimenticato (o ci hanno fatto dimenticare) che lo Stato siamo noi...
Io sono un convinto sostenitore del fatto che le scelte collettive, prima di farle, vadano ragionate, ma finché continueremo a correre in tondo come criceti nelle gabbie delle nostre convinzioni non avremo mai tempo di farlo, e continueremo a farci "decidere addosso" da chi ha il potere (e i soldi) per farlo.
aMammifero Bipede
"E' un delirio collettivo del quale, vivendoci dentro praticamente da sempre, non riusciamo a vedere i contorni."
Frase da incorniciare. Sottolinea benissimo come il pensiero duale riesce a dividere il mondo in due categorie: quelli che la sanno lunga e i poveretti che nulla sanno (perche' troppo stupidi, o egoisti, o collusi, o tutti e tre). Immagino che lei sia un sostenitore del limitatore di velocita' per legge a 30kmh, assieme a non so quanti altri divieti, sanzioni, obblighi e interventismo statale da grande fratello orwelliano. La lascio pure continuare nella sua filosofia.
Ovvia, mammifero bipede, e con questo tuo quarto intervento, spero che fra quelli duri di comprendonio non ci sia rimasto altri che coloro che non vogliono capire!
Condivido quel che scrivi
Con simpatia
@ Antonio
A quanto pare dissentiamo profondamente sui meccanismi di causa/effetto. Affermare che: "ci sono degli standard da rispettare in fatto di sicurezza (...) inventati (...) dalla politica per il bene dei passeggeri" IMHO sfiora il ridicolo. L'automobile privata (anche per mezzo dell'industria connessa) ha colonizzato pesantemente l'immaginario collettivo mondiale per decenni mettendoci davanti agli occhi delle fette di salame di uno spessore invalicabile. Gli "standard di sicurezza" sono uno specchietto per le allodole, politici e costruttori ci fanno credere che si stiano preoccupando per noi mentre mettono in campo obblighi che ricadono interamente sulle tasche degli acquirenti dei veicoli (air bag, barre anti intrusione, autovetture pesanti come carri armati che consumano quantità mostruose di carburante per spostare i fatidici 70km di passeggero avanti e indietro da casa all'ufficio). Tutto questo al fine di salvare la faccia e consentire di produrre autovetture strapotenti e veloci, perché da decenni la pubblicità (e il cinema, e la narrativa) ci piantano in testa questo concetto malsano che qualsiasi nullità può diventare "qualcuno" se seduto al volante di un'automobile "figa". In tutto questa "corsa alla sicurezza" restano purtroppo fuori quegli stessi che restano fuori dalle automobili: ciclisti, anziani, bambini. Il prezzo che abbiamo pagato per quest'ansia eteroindotta allo spostamento a tutti i costi è che le strade sono diventate luoghi pericolosi, rumorosi, nauseabondi e soprattutto mortali. Gli air-bag restituiscono forse ai bambini la libertà di correre spensierati per strada? Lo so che può sembrare un'assurdità, ma è una libertà di cui l'umanità ha goduto per millenni, fino all'avvento del "predator tetragommato". Se conosce l'inglese le consiglio di leggersi questa fiaba: "The Flying King" fino alla fine. Non è uno scherzo, si arriva alla fine e ci si sente male.
"Io per lavoro mi trovo costretto a viaggiare tra impianti di produzione distanti minimo 3 ore di auto. Tre ore a 120 km/h sull'autostrada. a 30 km/h non mi basterebbero 12 ore di viaggio, e tanti saluti alla produttivita"
Ok, quindi la "produttività" è la divinità alla quale sacrificare le nostre vite? Perché se si impongono dei vincoli accade che le società si organizzino semplicemente in modi differenti, non che all'improvviso crollino. Se lasciamo liberi i cittadini di spostarsi in auto da casa all'ufficio a chilometri di distanza otteniamo numerosi "benefici": in primo luogo diamo respiro alla speculazione immobiliare per coprire di cemento aree fertili ("e checcefrega, tanto compramo da magnà dall'estero..." sì, finché "l'estero" ha un surplus alimentare, poi ci mangiamo il cemento...), poi garantiamo salute all'industria automobilistica ed al suo "indotto" (che c'è pure l'indotto...!), consumiamo (e paghiamo) petrolio, guadagnandoci gratitudine dai paesi produttori, il tutto indebitandoci fino al collo per poterci permettere una vita piena di oggetti vistosi e superflui, spesa in gran parte a guidare automobili e cercare parcheggio.
E' un delirio collettivo del quale, vivendoci dentro praticamente da sempre, non riusciamo a vedere i contorni.
Copenhagen (col clima che si ritrova!) ha il 30% degli spostamenti quotidiani effettuati dai cittadini in bicicletta. Roma ha lo 0,4% (e dentro ci sto anch'io). Possiamo affermare che la qualità di vita dei danesi è inferiore alla nostra? No, è che siamo un popolo di "diversamente astuti".
E' noto che petrolio arriva sempre prima in qualche modo :)
PS
Dicono che è chiuso il pozzo
E' noto che petrolio arriva sempre prima in qualche modo :)
PS
Dicono che è chiuso il pozzo
Cataldo, ho appena visto che anche wallstreetitalia ha postato questa informazione, primo commento: "evvai con la speculazione"
P.S.: Direi che aprire un post su qeusto argomento specifico sarebbe ottimo...
precisazione al #35
"la diminuizione delle spedizioni minime dei principali importatori"
Volevo dire che il lotto minimo di spedizione è stato diminuito da molti importatori; storicamente questo precede un cambiamento nei rapporti di forza tra acquirente e venditore, rafforzando chi vende.
OT - Produzione Primaria
Purtroppo si avvalorano gli elementi che avevano portato all'allarme di inizio anno, sulla crisi nella produzione primaria, ma si commenta quasi solo delle quotazioni, che è un aspetto manipolato e secondario, della questione. Il condizionamento dogmatico del "libero mercato" è sempre fortissimo.
Purtroppo si è presentata una serie di problematiche strutturali nella produzione, per motivi legati ai cambiamenti climatici ed all'ipersfruttamento delle monoculture. L'entità e la profondità non sono ancora chiare ma non si tratterà certo di uno sbalzo dei prezzi momentaneo o speculativo di poco momento.
Questa crisi man mano si farà strada nella realtà del commercio internazionale, ma è già immanente nelle valutazioni strategiche degli attori politici consapevoli.
Sul piano commerciale i segnali strutturali si vedono da altre informazioni, non solo dalle quotazioni, come la diminuizione delle spedizioni minime dei principali importatori, o i caveat all'esportazione di paesi come l'Ucraina.
Se poi aspettiamo che la notizia la dia il telegiornale commentando i prezzi di Chicago ..........
Non approfitto ulteriormente dello spazio OT. Se si aprirà una discussione nello specifico posterò alcuni riferimenti.
Anche da altre fonti (ultima tabella: http://www.scribd.com/doc/34292012/GEAB-46-Italiano) si nota che i cereali quest'anno sono in rosso (come titoli di borsa).
Da cosa si puó desumere che inizi un rialzo?
Non sarebbe mica niente in se: siamo ai livelli della metà degli anni 70. Solo che in quegli anni in alcuni paesi poveri c'era la carestia.
I cereali sono ancora quotati un'inezia; crederò ad un reale rialzo dei prezzi solo quando vedrò di nuovo mio padre armeggiare con un aratro.
Eh, sì, Cataldo.
I più catastrofisti avevavno previsto una crisi alimentare mondiale per il 2010, a quanto pare è rinviata di solo 1 anno o 2.
Il grano è già quotato a 7,5$ al bushel con rialzo di circa il 50% in un mese, prima della grande crisi iniziata innescatasi nel 2008 (in cui siamo tuttora immersi), il grano aveva toccato un picco di 10 e passa $ al bushel.
L'andamento petrolio / grano è correlato. Per entrambe le commodities il discorso è simile, siamo vicino a quotazioni critiche (no, non è il prezzo a essere critico, ma è il livello di prezzo ad essere indice dello stato di stress dell'economia)
Leggevo in un comm di standard si sicurezza... Qualcuno sà quali siano questi standard per i quadricicli leggeri? che genere di gomme possono montare, se i telai debbano presentare caratteristiche particolari...
@Luigi Ruffini
Lei con me sfonda una porta aperta: da sempre sono sostenitore della city car e della bicicletta cittadina. Tuttavia non capisco se intende interdire le citta' a qualunque veicolo convenzionale. Perche' se cosi' non e', lei capisce benissimo che le soluzioni sono solo due: o si costruisce una doppia viabilita' (convenzionale/alternativa) per evitare gli scontri, oppure le richieste di sicurezza per le auto elettriche vanno tarate in base agli scontri con le pesanti auto convenzionali. Mi fa capire quale delle due ha in mente?
io avrei fatto un bell'articolo sul piagnisteo delle associazioni dei venditori di auto che hanno pubblicato i dati con il relativo tracollo delle immatricolazioni
@ Antonio
Questo vale non solo per te. Io faccio mediamente 35.000 km l'anno, ma mia molgie raramente oltre 100 al giorno. Se i veicoli elettrici costassero meno di 30 - 40 mila euro ci penseremmo, come la stragrande maggioranza degli automobilisti.
Già così sarebbe molto. Se poi per piccoli spostamenti si usasse una bici ci si portebbe meravigliare della comodità e del monor tempo per spostarsi (in città SEMPRE).
@Phitio,
non e' solo questione di mentalita' generale, ma anche di necessita'. Io per lavoro mi trovo costretto a viaggiare tra impianti di produzione distanti minimo 3 ore di auto. Tre ore a 120 km/h sull'autostrada. a 30 km/h non mi basterebbero 12 ore di viaggio, e tanti saluti alla produttivita'. Un auto potente qualche volta e' il desiderio di uno stolto. Molto piu' spesso invece e' una scelta dettata dalle necessita'.
OT -
Con dispiacere si annuncia che la crisi dei cereali e della soia si è avviata, come accennato nei mesi addietro, più o meno come previsto. Da seguire con attenzione. I cicli della produzione primaria sono lenti ma inesorabili.
Segnalo un post di TOD che tira le somme sul reale sversamento da Macondo prima che lo chiudessero il 15 luglio ultimo scorso.
http://www.theoildrum.com/node/6805
A quanto pare le stime veritiere sono:
- 62'0000 barili al giorno all'inizio
- 53'000 barili prima al giorno della chiusura con cap (causa parziale depletion del pozzo)
Totale sversato: circa 5 milioni di barili di cui 800.000 direttamente recuperati da BP con operazione di raccolta.
Intanto si sta cominciando la procedura di killing, attualmente la pressione del pozzo è a 7000 psi (il casing sembra tenere), il killing comincerà con iniezione di fango prima di cementare il tutto, il livello di allarme oltre il quale si stopperà la procedurà è 8000 psi.
Stiamo a vedere, quindi, se alla fine si riuscirà a sigillarlo definitivamente
@Antonio
Al momento, comperare un quadriciclo a motore significa mettersi in mezzo ad un traffico di mostri da 15 quintali di acciaio. Gia' andare in bici e' una specie di sfida contro la possibilita' di essere falciato da auto e moto.
In secondo luogo, mezzi leggeri, lenti e meno prestanti non hanno nessun incentivo ne' materiale ne' psicologico, presso gli acquirenti. In pratica manca lo stimolo di convenienza (alias benzina a peso d'oro) e di necessita' (comperare un auto di quelle di adesso diviene un spesa eccessiva).
Deve poi cambiare anche la mentalita' generale, che al momento privilegia lo sfoggio di potenza e l'abbondanza di confort (l'auto da 0 a 150 imbottigliata nel traffico, il rav4 da pendii 35% usato solo in pianura, le monovolume da 2 m^3 di interni usate per commutare casa-lavoro).
Quest'ultimo e' il punto decisivo: questo cambiamento, di per se piuttosto faticoso da innescare, richiede un mutamento radicale delle condizioni economiche generali, al momento simao solo agli inizi.
Secondo me, se non siccedono fatti eclatanti, ci vogliono almeno altri 10 anni di questo andazzo di crisi e peggioramenti incrementali
Penso che la frase "farsi abbagliare dal sole", negli ultimi tempi, abbia un significato diverso.
TED MARCIANO
@ Fausto
Pensa se gli israeliani invece di fare razzi, carri armati, mitra, giubbotti antiproiettile, proiettili, aerei caccia e bombardieri, spie, tecnologie per uccidere in maniera teleguidata, muri per segregare, e last bu not least ordigni nucleari, si impeganssero a fare quello che hanno fatto qui tre ragazzi, quanto sarebbe bello
@Mammifero Bipede
no, non lo avrebbero gia' fatto perche' ci sono degli standard da rispettare in fatto di sicurezza. Standard inventati ne' da FIAT ne' da Ford, ma dalla politica per il bene dei passeggeri. E non si capisce perche' le auto che vanno a 30 km/h - che venderebbero bene, secondo lei - non siano gia' in commercio, dato che apparentemente abbiamo frotte di mammiferi bipedi che le comprerebbero subito. A proposito, auto leggere e a bassa potenza ne abbiamo gia': sono i quadricli a motore. Velocita' massima 45 km/h, leggerissimi. Mi spiega perche' sulle strade se ne vedono pochi?
Pirkoil, sì penso sin tratti di operazioni di pulitura.
Da Skytruth si evidenzia che la sparizione della marea superficiale è stata rapida dal giorno in cui Macondo è stato tappato per vari effetti concorrenti (evaporazione, correnti marine, tempeste, corexit e operazioni di pulitura) ma ciò non significa che sia scomparso, anzi almeno la metà del quantitativo si ritrova sotto il pelo dell'acqua galleggiante o depositato sul fondo dell'oceano.
Qua un'evidenza di come a volte torni in superficie:
http://2.bp.blogspot.com/_edvxM1dkFlo/TFJAXKZ9STI/AAAAAAAAAmM/24cDO3XUxts/s1600/SkyTruth_dhrig_spill-modis-28jul10-aqua-interp.jpg
Questo potrebbe giustificare la concentrazione di pulitori a ovest di Macondo.
Intanto segnalo petrolio vicino alla soglia degli 82$; questo non significa che sia lanciato verso i 100, ma ad ogni timido accenno di ripresa (e soprattutto speculazione) il petrolio parte a razzo. Eccessiva suscettibilità .... non siamo ancora cotti a puntino, la domanda dovrebbe crescere ancora un 2Mbd per creare problemi all'offerta, però intanto si fanno le prove generali ...
Chissa quanto potrà durare a Gaza il gingillo, con le bombe che cadono e cadranno
Mammifero ha colto in pieno il concetto di "spostamento".
Io ho 34 anni ma sò per certo che un tempo mio nonno non aveva bisogno di andare in paese per comprare pesanti casse di acqua naturale in bottiglia, e nemmeno il cibo, perchè gran parte di ciò che serviva era auto prodotto. Ok, utopia pensare di poter tornare indietro di 50 anni, ma l'automobile molto spesso viene usata per spostare il nostro corpo e cervello in un ufficio nel quale semplicemente schiacciamo dei tasti e stampiamo dei fogli di carta... o no?
Beh, simpatica la macchina. Credo che avrebbe bisogno di un vano di carico: è sensato usarla per spostare delle cose. E poi mi fa piacere che i palestinesi si impegnino in cose simili; di sicuro meglio che preparare razzi.
Qualche giorno fa ho visto in vendita, in un concessionario modenese, un usato interessante: un hummer giallo canarino. Il pezzo forte della mostra. Bisognerebbe farci un autobus. Chissà quanta gente ci si potrebbe mettere!
"Quanto alla sicurezza, se gli interessasse davvero (e non solo quella dei loro guidatori/passeggeri/clienti) basterebbe ridurre la velocità e la potenza"
Grande Mammifero Bipede!
Phitio,se usi la funzione show vessel track su qualcuno di quei tug puo vedere che stanno pulendo.....
Per Mammifero #6
Ovviamente, io considero la mobilità elettrica come semplice supporto minimale, con livelli di traffico pari ad un 50esimo di adesso, o anche meno.
Io sono l'ultimo che pretende di proseguire questo andazzo con altri mezzi rispetto alle fossili ;)
Da non credersi, non avevo idea che esistesse uo strumento come marine traffic O_o' spettacolare, davvero
Dalla mappa, però, non siamo sopra a Macondo dato che le coordinate che ho trovato per la piattaforma di macondo sono 28°44′12″N 88°21′58″W.
I relief wells sono a nord, ho individuato infatti due piattaforme di trivellazione, una a
28.7315N - 088.3716W
e l'altra a
28.7315N - 088.3624W
E come dice pirkoil, a circa 12 miglia nautiche c'e' una certa concentrazione di navi. Potrebbero tuttavia essere semplicemente in zona ma ad una certa distanza, per non inciamparsi a vicenda nelle manovre.
Scusate l' OT,ma stavo cazzeggiando su marine traffic e in effetti a circa 10 km a ovest di macondo c'è una concentrazione di navi un pò sospetta....che avesse ragione Simmons?
@ Antonio
No, non lo "avrebbero già fatto" perché non gli conviene. Gli conviene vendere automobili più pesanti, accessoriate e costose. Quanto alla sicurezza, se gli interessasse davvero (e non solo quella dei loro guidatori/passeggeri/clienti) basterebbe ridurre la velocità e la potenza.
A me una bella idea non par proprio. Un aggeggio del genere fallirebbe miseramente qualunque crash test, tanto e' privo di protezioni ed espone il conducente a rischi fatali in caso di incidente. Fatelo a prova di sicurezza moderna - leggasi assai piu' pesante - e vediamo quanto (e se) corre. Potessero mettere in commercio un auto cosi' leggera e dai consumi limitati, credete che FIAT, Ford, VW e tutte le altre non lo avrebbero gia' fatto?
Ci sono le gare di solarcars da anni, con modelli di ogni tipo ..... qui una.
MTA - Tokai University Wins 2009 Global Green Challenge
http://www.mta.org.nz/n1333.html@ Phitio
Quell'aggeggio è molte cose insieme, su questo sono d'accordo con te, su "quali" un po' meno. Intanto è un arnese che sottrae almeno 6mq di suolo pubblico solo per la sosta, in movimento ha una quantità di moto (dipendente dalla massa) capace se non di uccidere un pedone almeno di ferirlo seriamente, in grado cioè di riprodurre tutti devastanti effetti delle automobili attuali quanto a degrado della qualità della vita nei centri urbani ed extraurbani (se hai dei dubbi in proposito prova a chiedere ad un bambino di città quanto sia contento di non disporre di alcuna "libertà di movimento", dato che se la sono presa per sé tutta quanta gli automobilisti).
Quanto al "suolo necessario per alimentare un ciclista" vorrei domandarti se per disporre di un'autovettura saresti disposto a rinunciare ad alimentarti. Gli automuniti americani mangiano il decuplo dei ciclisti indiani, e l'abitudine alla sedentarietà gli produce il decuplo delle malattie.
L'automobile privata è un lusso deleterio di cui, in un'ottica di decrescita, dovremo per forza fare a meno. Ci sposteremo con i mezzi pubblici sulle lunghe distanze e con le biciclette sulle brevi, riorganizzeremo le nostre città e paesi in modo da avere i servizi essenziali vicino casa e non a chilometri di distanza e molto probabilmente raderemo al suolo la gran parte delle periferie costruite negli ultimi decenni, dopo che si saranno spopolate.
Popoli meno beceri del nostro, soprattutto in nordeuropa, queste cose le hanno capite e le mettono in pratica da anni, e godono di una qualità della vita che noi ce la sognamo.
@ Luigi
E' più una velocità di punta che una "media", però sono in grado di tenerla anche di notte! :-)
Con i pannelli montati sopra la vettura siamo su alimentazioni in bassissima tensione. Mi chiedo che tipo di motore avranno usato.Interessante, comunque.
@ Mammifero
Beato te che riesci a mantenere ancora quella media. Io me la sogno...
Caro Mammifero, non so ora quali siano le capacita' di quella vetturetta, ma l'idea e' interessante.
Se porta due persone, vuol dire che almeno 120 kg li trasporta in giro, suppongo che la tua bicicletta farebbe un po' fatica. Se poi proprio non puoi farne a meno, puoi sempre metterci dei pedali e andare in giro come i Flinstons :D
Andare a 30 all'ora o piu' non mi pare la questione essenziale, non e' mica un modello per gare su pista (ciclabile).
Quell'aggeggio e' molte cose insieme: un veicolo per la mobilita' sostenibile, un accumulatore, una citycar low cost, e soprattutto una testimonianza che si puo' consentire una certa autonomia di movimento anche senza petrolio.
Vorrei poi invitarti a considerare quanto suolo bisogna occupare per coltivare il cibo che serve ad alimentare un ciclista, rispetto a quella vettura.
Ugo Bardi ne ha fatto un articolo interessante, anni fa, su Aspo Italia, sulla intensita' di utilizzo del suolo delle varie forme di energia.
Basterebbe fare un automobile dalla forma più tradizionale con i pannelli solari sul tettuccio ed il gioco è fatto, questo è solo un modello sperimentale.
Considerando poi che quando si va al lavoro l'auto rimane sotto il sole per circa 8 o 9 ore ecco che gli abbiamo dato anche il tempo necessario per ricaricarsi, almeno per quei piccoli spostamenti cittadini di poche decine di chilometri, andrà a finire che in estate cercheranno tutti di parcheggiare l'auto al sole anzichè all'ombra!.
30km/h li raggiungo (e li supero) in bicicletta.
Quando ci decideremo a rottamare il concetto stesso di "automobile"?
A me sembra una tipica produzione post peak-oil .... funzionante ma estetica raccappricciante e rabberciata in modo artigianale e provvisiorio con pezzi disponibili al momento
Per i crash-test, poi, meglio non parlare ....
alle 17:59
Luigi ruffini
Immettere in circolazione auto come quella non è proprio quello a cui pensavo io. Recentemente la Tazzari (Imola) ha commercializzato ina vettura elettrica molto simile alla Mini, ma più sportiva. 2 posti, 160 KM di autonomia, bagagliaio tipo smart, batterie litio. L'ho giudata e posso garantire che va che è una meraviglia. 19.000 euro.
Ora: considerando a d esempio la Smart, direi che abbiamo già una valida alternativa ai motori endotermici.
In riferimento a chi ha già una normale vettura tradizionale, consiglio di "tirare" l'uso per qualche anno in attesa dell'entrata in commercio delle veuure elettriche. Ovvio che chi ha percorrenze giornaliere superiori ai 100 km dovrà orientarsi su veicoli più costosi, ma comunque è scontato che l'era dei motori a scoppio è finita.