Uno sguardo dal picco

Un classico, quando si parla di energia solare, è l'esempio del deserto: "Basterebbe una piccola porzione di Sahara per dare energia a tutta Europa! E' la volontà che manca! Chissà cosa c'è sotto!"
Invece, non è facile per niente. Contrariamente a come noi lo percepiamo, il deserto non è un'inutile distesa di sabbia assolata a disposizione di tutti, neanche per sogno. Ne è la prova il progetto Desertec, così riassunto da e-gazette:
Lanciato nel 2009, il piano Desertec, con costi stimati in 400 miliardi di euro, prevede la costruzione di decine di grandi centrali a energia solare termodinamica nel deserto, in particolare nel Sahara. Secondo gli studi, per raggiungere l'obiettivo del 15% del fabbisogno europeo, cioè circa 585mila MW di potenza, sarà necessario coprire di pannelli solari un'area di deserto pari a un quadrato con un lato di 67 chilometri.
Un progetto gigante che sta infatti per fermarsi ad appena un anno dal lancio, neanche cominciato. Riporta infatti sempre e-gazette che l'Algeria sarebbe percorsa da serie inquietudini riguardo alla propria sovranità nazionale. Quel pezzo di inutile sabbia è infatti roba loro, perché concederlo per infrastrutture che saranno poi di proprietà di tedeschi, italiani, spagnoli? Mica sbagliato, come discorso, anche se può essere rovesciato considerando che la fonte del 15% della nostra energia sarebbe in territorio algerino. Fatto sta che gli algerini hanno una scossa di dignità nazionale e rifiutano il colonialismo della sabbia.
Dignità nazionale che però non pare compromessa dalla nuova proposta che piace molto ad Algeri: ovvero la costruzione di centrali nucleari, per cui ha già firmato con Francia, USA e Cina. Magari avranno pensato che, anche se sono molto meno sicure, si tratta in fondo di inutile deserto...
Un progetto del genere si basa sulla possibilità di trasportare l'energia elettrica per grandi distanze con il minimo della dispersione, quindi con un cavo/i superconduttore, che al momento non credo sia disponibile (ma non ci giurerei, ogni giorno scoprono qualcosa nel campo dei superconduttori).
Superato questo problema tecnico il progetto è valido, anche se capisco l'Algeria, le perforazioni si spingono sempre più a sud e si trovano sempre nuovi giacimenti, perché mai aiutare l'Europa ad affrancarsi dalla dipendenza delle fonti fossili?
Invece le centrali nucleari fornirebbero energia al paese permettendogli di vendere più idrocarburi, che offrono anche un numero di posti di lavoro, al solare ci penseremo poi.
è un progetto valido...punto..
andreaX dice: "Anche io trovo il progetto desertec validissimo, nel deserto arriva una maggiore quantità di energia solare,non piove mai, non è mai nuvoloso, questo permette al fotovoltaico di superare i ben noti limiti di intermittenza ed imprevedibilità che hanno le rinnovabili..."
A tal proposito, riprendendo quello che avevo scritto nel mio precedente commento (il no.26) vorrei confermare che il Desertec, in linea di principio, è molto interessante. D'altra parte, se in certe zone della Terra vi è energia solare in grande abbondanza, perché non sfruttarla?
In generale è conveniente se possibile, andare a prendersi l'energia proprio laddove essa è presente in grande quantità. Anche nell'eolico vale la stessa idea: se i venti d'alta quota sono molto più costanti e potenti dei venti a terra, perché non andare a prendersi l'energia dei venti in alta quota attraverso il kitegen?
Sono tutti tentativi tecnologicamente molto impegnativi (ma comunque sensati), motivati dall'interesse di andarsi a pigliare l'energia laddove abbonda senza soluzione di continuità. Allora visto che, in un certo senso, non abbiamo ormai nulla da perdere, tanto vale fare il possibile per mettere in funzione queste tecnologie. Non penso che sia stato perso il "momento topico" per costruire il Desertec. Vuoi che l'intero continente europeo, accomunato dall'interesse per questo progetto, non riesca più a trovare le risorse necessarie per realizzarlo?!
Le questioni, come avevo detto, sono principalmente politiche. Bisogna implementare uno "scambio degli ostaggi": i paesi del Nordafrica devono capire che il petrolio finirà anche per loro e che devono iniziare a moderarne l'estrazione; nel frattempo gli Europei offrono tecnologia per lo sfruttamento dell'abbondante energia solare del deserto in cambio di una certa parte dell'energia elettrica ricavata, e così vivrebbero tutti (un pò più) felici e contenti. Facile a dirsi, ma a farsi.......
Tanto finchè la gente non capirà che la festa è finita nessuno muoverà un dito!!
Per chi si fosse perso questa piccola ricerca sul solare a concentrazione domestico con lo STIRLING, in collaborazione di SARA..
http://oronero.wordpress.com/2010/04/18/200-anni-di-sviluppo-per-stirling/#comment-13
p.s.: se davvero l'algeria fosse l'unica a non volere il desertec... basterebbe girarle attorno, non sarebbe poi una tragedia
un nome che trasuda fascino solo a sentirlo, mi fa sognare lorens d'arabia e i 40 ladroni di alì babà...
un sogno? un'utopia?
io credo poco che riusciremo a vederelo opertivo, ma provte a sbirciare quante equali imprese stanno CONCRETAMENTE investendo...
chissà
AndreaX, solo una precisazione doverosa.
Il desertec non prevede fotovoltaico come fonte principale, bensì centrali solari a concentrazione, quelle proposte da Rubbia per intenderci.
In sostanza campi specchi con generazione di vapore come una classica centrale termica con turbine a vapore dove però la caldaia (o generatore di vapore) anzichè essere alimentata a combustibili fossili e alimentata dall'energia radiante concentrata del sole tramite specchi riflettenti in una zona focale (il generatore di vapore appunto).
In più l'energia in surplus viene accumulata in serbatoi soluzioni saline e recuperata nel ciclo notturno. Un ottimo esempio di compensazione delle punte di domanda e di produzione.
Questo è il fulcro di Desertec che però prevede anche un interconnessione capillare per sfruttare tutte le fonti rinnovabili disponibili, quindi centrali solari nelle zone desertiche, eolico sulle zone costiere, idroelettrico e biomassa nelle zone interne e montuose/collinari, geotermico in zone vulcaniche (islanda e italia sono 2 ottimi esempi), fotovoltaico solo a integrazione e localizzato e sparso in zone urbane.
Ovviamente il kitegen e altre idee simili (microgenerazione locale) sono tutti elementi utili che andrebbero a integrare/completare il progetto.
Ripeto il progetto era/è bellissimo (inutile criticarlo), l'applicabilità però allo stato attuale è minima perchè ci siamo persi il momento topico per avviarlo.
Roba da mordersi le mani per i prossimi decenni a venire.
@30
Io direi che almeno col desertec il tentativo andrebbe fatto, funziona già con le tecnologie attuali, ed anche se venisse realizzato solo in parte quella parte comunque fornirebbe energia, che comunque sarebbe utile e sulla quale comunque ci si potrebbe fare affidamento.
Per quanto riguarda l'ITER li il discorso è diverso: non è detto che poi funzioni, non è detto che si riesca a costruirlo o che la sua costruzione non subisca ritardi o complicazioni, è molto più rischioso.
Se tutto ti crolla addosso non credo proprio che la cosa migliore sia rimanere fermi a non fare nulla.
@30
Mi sa che non abbiamo altre possibilità energetiche oltre le energie rinnovabili. Finita l'era dei fossili il genere umano non avrà più disponibilità di abbondante energia come l'ha avuta nei secoli XX/XXI, a meno di riuscire a produrre industrialmente quella elettrica tramite la fusione nucleare, ma i tempi di realizzazione sono di diversi decenni(semmai si realizzerà).
Tenendo ben presente che la versatilità del petrolio e del gas nella vita quotidiana va ben oltre le applicazioni dell'energia elettrica.
Il futuro a brevee medio termine é un mix di rinnovabili(in crescita), petrolio, gas, purtroppo carbone(tutti fossili sempre meno incidenti nella produzione globale di energia), disastri ambientali più o meno gravi legati allo sfruttamento di giacimenti "impossibili", disastri climatici da gas serra(spero di no), aumento delle patologie da inquinamento; e anche una quota minoritaria di nucleare.
Il business as usual esige tutto questo...
@31
Ah non lo so... se lo sapessi conoscerei la Storia in anticipo... un esercizio che hanno provato in tanti e che è riuscito a pochissimi. Quello che volevo sottolineare è soltanto questo: per chi ha in mano un martello tutti i problemi somigliano ad un chiodo.
Credo che verranno provate tante strade diverse (compresa quella standard a cui siamo abituati) e credo pure che la maggior parte dei tentativi (compresa la strada standard) falliranno. Del resto è così che funziona l'evoluzione: un nuovo problema genera una nuova soluzione che a sua volta genera un nuovo problema...
@30
e cosa dovremmo fare invece?.
I tedeschi, durante la guerra, avevano un detto: "vincere fino alla morte". Questo illustra in modo paradigmatico quando un organismo continua a comportarsi in modo stereotipato, anche quando le condizioni esterne sono mutate e richiederebbero un corrispettivo cambiamento di comportamento. Desertec è un esempio di applicazione di un vecchio modo di fare le cose a nuove tecnologie che richiederebbero un modo diverso.
Ecco un'altro esempio di vicolo cieco:
Anche io trovo il progetto desertec validissimo, nel deserto arriva una maggiore quantità di energia solare,non piove mai, non è mai nuvoloso, questo permette al fotovoltaico di superare i ben noti limiti di intermittenza ed imprevedibilità che hanno le rinnovabili. E poi il fatto che in questo modo ci vanno a aguadagnare anche i paesi che ospitano il deserto stesso, magari proprio quelli che il petrolio non lo hanno, dovrebbe essere un motivo in più per loro ad incoraggiare il progetto. Noi forse non paghiamo la libia per avere il suo gas naturale?, oltretutto le riserve fossili prima o poi si esauriranno mentre l'energia solare è eterna.
In questo momento io vedo desertec come la soluzione migliore, era l'idea che io stesso avevo in mente prima ancora di leggerla su internet, proprio non capisco perchè non venga appoggiata.
@15 pablo
Ma tu scrivi in questo blog giusto per insultare?
Va a cagare altrove le tue scemenze da perfetto ignorante, troll imbecille...
Il Progetto Desertec è un progetto validissimo in un'ottica di business as usual e di mondo e relazioni globalizzate.
Per attuarlo sarebbe stato necessario pianificarlo e realizzarlo, con sforzi e intenti congiunti, a partire da 20 anni prima del picco del petrolio. Era possibile e fattibile, niente di trascendentale, solo lungo lavoro, pianificazione e relazioni inter-regionali.
Sarebbe stato un super-progetto pilota che poi poteva venire esportato in tutto il mondo (praticamente in ognuno dei 5 continenti)
Le risorse e le possibilità di finanziamento c'erano, 20 anni fa. E sarebbe stata una rete interconnessa che avrebbe favorito sviluppo anche dei paesi meno sviluppati (p.es. quelli africani) e con la qualità di essere auto-riparante (ovvero si ricava l'energia per far funzionare e riparare il sistema dallo stesso organo che la genera lasciando al petrolio e ai combustibili fossili compiti ben più nobili)
Ormai il tempo è esaurito. Farlo ora significherebbe sottrarre risorse e sacrificare interi settori industriali in nome di una presunta indipendenza energetica in cui nessuno crede; quasi impossibile in questa fase recessiva tendente alla depressione.
Non penso che tornerà mai più il "magic moment" propizio; ce lo siamo giocato anni fa (anni 80 e 90) e non ci siamo neppure resi conti che ci è passato sotto il naso.
Il progetto desertec è un tentativo disperato innanzi alla paura dell'esaurimento delle sorgenti energetiche non rinnovabili. In linea di principio esso sarebbe interessante, se non vi fossero tutte le implicazioni politiche di cui sopra.
Proprio l'dea su cui si basa, cioè raccogliere energia in zone aride dove ce n'è in abbondanza e trasportarla in paesi stranieri (ricchi d'accqua) molto lontani, è qualcosa che potrebbe disturbare gli animi degli abitanti del nord Africa.
A dire il vero sarebbe proprio quello che si era fatto finora col petrolio, tuttavia le petroliere si sono sempre dileguate in mare aperto verso mete ignote; questa volta è differente: l'energia generata è ad uso e beneficio degli Europei. Certo, anche i nord africani potrebbero giovare di questa nuova sorgente di energia (e reddito), ma bisogna farli stare veramente bene; bisogna riverirli, come ha fatto il nostro governo con Gheddafi in diverse occasioni.....
Debora, centrali nucleari in Algeria?? E con che acqua le farebbero funzionare?? Solo con quella di mare e, quindi, suppongo saranno sulla costa. Bene, che ci provino. Intanto chiediamoci perchè quasi tutte le centrali in funzione al mondo usano acqua dolce e quante acqua di mare e perchè quasi tutte usano la prima!!
@21 Gigi; scusa ma non ho capito che comparazione hai fatto;
l'impianto in costruzione in finlandia è di 1600 MW Elettrici; tutte quella pale costerebbero comunque meno in termini di scorie che qualsiasi altra soluzione.
Noi non abbiamo nemmeno quelle; in 24 mesi hanno installato e messo in funzione 100 pale, qui da noi in 2 anni hanno solo parlato del nulla!!
visto quello che hanno fatto alla jugoslavia per andare a tuffarsi in adriatico, non mi stupirebbe tirino fuori le .... e si accordino coi franzosi per andarsi a prendere il western-sahara, attualmente quasi "terra di nessuno"
nel qual caso mi iscrivo al genio della legione straniera...
altra cosetta: dovrebbe essere un "EROI for dummies"
http://www.sanea.org.za/CalendarOfEvents/2010/SANEALecturesJHB/Sep21/DrChrisCooper.pdf
non riesco a leggerlo con okular, vale la pena installare acrobat?
@nickvandeerpeers
In realtà servirebbero 11 GW di eolico per 33 miliardi.
Son sicuro che per quelle quantità un po' di sconto te lo fanno...
Il vero problema è che nemmeno così riusciresti a garantire 1 GW di potenza minima.
Bye
Gigi
@ Paolo B
"Se ci sono due caratteristiche..."
Ce ne sono anche molte altre: Aleatorietà, Intermittenza, Stagionalità, Densità...
Giusto per dire....
N°100 pale x 3 Mw = 300 MW a 910 milioni
Costo indicativo di una centrale nucleare di III Gen EPR, circa 6 miliardi di euro (non definito); ti ci verrebbe un impianto eolico da 2000 MW...
"un quadrato con un lato di 67 chilometri."
Ottimo post, Debora. L'Algeria ha scelto il nucleare e sta bocciando i progetti rivali (Desertec) con la scusa della sovranita' territoriale. Vuoi mettere il possesso di 67 chilometri quadrati di deserto con la possibilita' di produrre il 15% dell'elettricita' europea in casa propria?
Per chi si fosse perso questa piccola ricerca sul solare a concentrazione domestico con lo STIRLING, in collaborazione di SARA..
http://oronero.wordpress.com/2010/04/18/200-anni-di-sviluppo-per-stirling/#comment-13
#5 Paolo B.
In Italia invece con tutto il sole che abbiamo non avremmo bisogno del Desertec, però abbiamo una classe politica servile alle lobby e per niente orientata verso le rinnovabili(Tremonti docet)...:-(
Ah già, la classe politica servile alle lobby..
In italia non c'è l'incentivo per il FV vero? che c***o dovrebbero fare di più?
i pecoroni come te sanno solo lamentarsi
"piove governo ladro" ...non cambiate mai, l'importante è non fare un cazzo e dare aria alla lingua.
Se tu credessi nelle stronzate che scrivi avresti già installato i panelli, ma in realtà questa è l'ultima cosa che ti interessa. Quello che vuoi è continuare il tuo lamento infinito, l'importante è accusare gli altri continuando a non fare un c***o
Non ti scomodare a rispondere, lo so già.
ll poverino abita in condominio e non si può permettere i pannelli (anche questo colpa di tremonti e del governo immagino)
Mi fa sorridere il sottinteso che siano gli algerini o il governo algerino a decidere cosa si fa e dove. Invece a decidere sono coloro che gestiscono e gestiranno l'energia elettrica. Essendo l'Algeria una ex-colonia francese, dal punto di vista industriale e finanziario, è ovvio che la sovranità è solamente nominale. Chi comanda in Algeria ha i nomi seguenti :
GDF Suez
EDF
Areva
Ed è gente che sa di poter guadagnare e molto solamente da nucleare e gas. Stop.
Tutto il resto sono belle speranze.
L'Europa va verso un brown-out elettrico. Già iniziato visto che i distacchi di utenti morosi aumentano costantemente dal 2007. Indipendentemente dai consumi globali o pro-capite, entrambi in calo, lo scenario è che 1 famiglia su 3 non sarà allacciata alla rete elettrica già dal 2020.
Un solo punto sulle Rinnovabili
Sole , Vento , Biomasse ecc ...
sono tutte a bassa densita energetica
e distribuite sul territorio
non hanno senso i maximpianti , che perdono solo la poca energia sulle linee di trasmissione.
Si deve rinnovare il modello di societa tornando a una dimensione locale integrata con il territorio.
Il grande multinazionali, industrie stati ecc ... consumano troppo per sostenersi ,
e l'energia con le risorse a buon mercato è finita.
R diputa centralizzato vs puntiforme : le rinnovabili si prestano al puntiforme, ma non impediranno la necessaria decrescita economica , dei consumi e della popolazione : è sbagliato guradarle in antitesi a questi processi inevitabili e quindi giusti, semmai potranno costituire un sostegno importante per la difesa della complessità delle nostre società .
Punto 2 : nel deserto i pannelli fotovoltaici sono inutili: sabbia ed alte temperature li renderebbero meno efficienti di pannelli fotovoltaici a Stoccolma, ecco quindi perchè si parla di solre termodinamico o a concentrazione, che per forza di cose non può essere puntiforme e proprietà del singolo (Piccolo privato) .
Punto 3 : a naso l' EROi del solare termodinamico dovrebbe essere sensibilmente superiore alla tecnologia fotovoltaica attuale : qualcuno può illuminarci ?
Punto 4 : ricordo a tuti che la FAO ha previsto una produzione cerealicola mondiale per il 2010 inferiore al 2009 del 5 % : quando questa cifra raggoiungerà il 10-15 %, secondo voi la guerra fra stati o pura guerra difensiva delle frontiere saranno improbabili ?
Se ci sono due caratteristiche per definire la energia da fotovoltaico sono SCALABILITA' (dalla cella che alimenta la calcolatrice alla centrale da MW) e LOCALIZZABILITA' (è installabile praticamente in ogni luogo assolato).
Date queste caratteristiche, pensare ad una soluzione tipo Desertec è volere sparare alle mosche con il cannone. Per intenderci, è come se, una volta inventato il PC, l'IBM avesse detto: "Adesso metto un milione di PC al posto del mio Mainframe, e voi potete tutti connettervi da remoto".
Paradossalmente, l'idea di produrre in maniera centralizzata e trasportare all'utente finale si addice più ad una tecnologia già di per sè centralizzata come il nucleare.
@9
Il nucleare é una banderuola da agitare per questa criminale maggioranza(nel senso che non sta facendo assolutamente nulla per preparaci alla decrescita) per non dire che l'abbondanza energetica é agli sgoccioli e che la cuccagna é finita.
Si sa che i politici hanno il naso lungo e le gambe corte ma questa maggioranza é decisamente bugiarda.
Del resto ricorderai le discussioni sull'argomento qui affrontate e in crisis e quanto sia subito apparso evidente che il futuro energetico dal nucleare é una grandissima bufala...
Approposito visto che si parla di nucleare; nessuno ha visto PRESA DIRETTA su RAI3 domenica scorsa?
E ancora si vuole il nucleare??
PAZZI!!!
@ 7 ovvio; paghi 1 prendi 2 !
Secondo me, le fanno mettere solo se gli danno anche l'atomica. E' semplice.
Ma come?, in algeria il solare no il nucleare si?.
In Italia invece con tutto il sole che abbiamo non avremmo bisogno del Desertec, però abbiamo una classe politica servile alle lobby e per niente orientata verso le rinnovabili(Tremonti docet)...:-(
A suo tempo esternai proprio in questo blog le mie perplessità sulla dipendenza dall'estero, e dai paesi islamici in particolare, per l'approvvigionamento energetico via sole.
Ed oggi questo post mette a nudo tutti i limiti del progetto Desertec.
Le conclusioni sono che l'autarchia energetica é d'obbligo nel mondo post fossili, autorchia che non potrebbe mai assicurare i consumi attuali del mondo industrializzato a conferma che l'era petrolifera sarà ricordata come un periodo di abbondanza(non per tutti) unico ed irripetibile per il genere umano.
Una considerazione: se il solare dinamico e FV dovessero prendere decisamente piede nel futuro, é logico supporre che, visto che l'Europa mediterranea ed il sud del mondo sono ricchissimi di "insolazione", il nord industrializzato del pianeta potrebbe essere destinato a perdere gran parte del peso geopolitico ed economico di oggi.
Picco generalizzato delle risorse a parte...
Se si parla di "solare termodinamico" la dizione "pannelli solari" non è corretta... sono specchi.
Hai scritto le parole "centrali nucleari"! Ora gli suona la campanella d'allarme sul PC e arrivano in massa i soliti troll! hahaaa
non dipenderà da intrecci politici, meglio i francesi che i tedeschi??? si sa che i due in campo energetico si fanno guerricciole da anni..... ;-)
alle 16:31
Luigi ruffini
Terna è entrata a far parte di Desertec.