Uno sguardo dal picco
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Io amo James Howard Kunstler. Lo so, è un tremendo catastrofista, il più cassandra tra i peakoilers: ma è un catastrofista letterario, e scientifico allo stesso tempo. Chi conosce il suo blog Clusterfuck Nation sa come Kunstler sappia rapirti nel descrivere il suo girovagare per un'America cupa, opaca, retriva e dalle sfumature quasi gotiche; chi ha letto i saggi Collasso e The Geography of Nowhere (considerato un autorevolissimo testo di scienze sociali) ha visto trasformarsi il quadro epico in una concretissima fotografia della realtà da incubo che potrebbe aspettarci dietro l'angolo.
Qualche fortunato, visto che in Italia non è stato tradotto (questo è un Paese ottimista, guai ad incoraggiare certe letture!) è riuscito a leggere anche il primo romanzo di Kunstler, ovvero World Made By Hand. Qui ne trovate una bella recensione, sul blog di ASPO. Il racconto è risultato così avvincente che l'autore ne ha fatto un sequel, dal titolo The Witch of Hebron. Ne trovate un estratto qui.
R Antonio : io a naso ho sempre parlato di un 15 % di Pil per 15 anni, a cui però aggiungerei un altro 5-10 % di recupero territorio e suoli agricoli, per cui ci siamo : se l'unione sovietica ha toccato il 40 % di pil per spese militari con risultati fra l'altro disastrosi ( Noi italiani da soli col 40 % di pil in spese militari li avremmo scorticati vivi i sovietici sul piano convenzionale).. . C' è d aggiungere che parte dellaspes upubblica attuale è palesemente inefficace/ insostenibile, per cui omunque una maetà circa del welfare e burocrazia andrebbe tagliato ed in parte reindirizzato verso il sostenibile, con la buona pace dei sinistrorsi attaccati alla mammella dello stato / debito pubblico: parassiti.
Bah, io ho letto un estratto da lui stesso pubblicato, e purtroppo il suo immaginario e' irrimediabilmente modellato sulla forma mentis dell'americano-cowboy, un po' agricoltore e un po' Chuck Norris.
La descrizione del protagonista che da solo con una katana fa fuori tre tizi armati, venuti per depredare (insieme ad altri 9) la tenuta e' da action movie di serie C.
Forse questo qui non ha chiaro come si muovono realmente questi criminali, forse dovrebbe documentarsi su cosa fanno, tipo le bande che dalle nostre parti assaltano le ville isolate.
E poi, successivamente, l'approfondimento psicologico dei criminali presi prigionieri e' da cerebrolesi. Marionette senza vita e senza sentimenti, pupazzi che poi il protagonista fa impiccare, non senza aver prima "interrogato" (interrogatorio che un bimbo di due anni farebbe in maniera piu' intelligente del protagonista) uno di loro sottoponendolo a una specie di sevizia psicologica (noi abbiamo tutto e voi no, ascolta questa musica classica, mangia questo buon cibo, tanto poi ti impicco, gne gne gne) che sa molto di perverso e compiaciuto.
Scadente, ecco cos'e' questo libro, mi spiace.
Da quello che mi aspettavo, doveva essere un libro ricco di umanita', invece e' una ricostruzione pop-corn-ideologica di un cow-boy fascistone che si professa democratico.
Meglio che parli di architettura e manutenzione del territorio, va. Al limite di infrastutture ferroviarie da recuperare. Il resto e' delirio.
Letto "Collasso" a suo tempo: un buon esercizio letterario, oggi abbastanza sterile. Soprattutto perche' i costi di transizione ad un 100% rinnovabili sono stati oggi calcolati in modo affidabile. Jacobson nel suo celeberrimo paper li stima nell'ordine del 10% del PIL mondiale per 20 anni. Impegnativi, certamente, ma non da triplo collasso carpiato.
Ho letto "Collasso", bel libro non c'è che dire, ma lo spazio alle energie rinnovabili prendono pochissime pagine. Dell'eolico quasi nessuna menzione - libro scritto 5 anni fa. Del FTV lui considera solo la sua esperienza di produzione e consumo diretto di elettricità, concetti come il "grid connected" e il "conto energia" erano ancora lontani.
si, Kunstler e' uno che la sa raccontare bene, ma non e' un gran scienziato AMMA (a mio modesto avviso). Ogni tanto mi ascolto il suo podcast "kunstler cast", alle volte dice delle cose originali, spesso si ripete o si parla un po' addosso. Un po' come tutti, comunque, io compreso.
Kunstler : nomen omen ?
Io ho letto world made by hand, e l'ho trovato piacevole ma più un esercizio lettterario che altro in quanro ci proietta in una realtà non post peak ma veramente agli sgoccioli dell'era petrolifera : poco interessante proiettarsi di qui a 50-70 anni, senza una transizione al rinnovabili/nucleare posta in essere, più interessante invece se avesse descritto lo scenario post peak, e cioè della long emergency. ( In world made by hand parla di quando l'emergenza non cìè più semplicemente perchè non c'è più niente da salvare o da spartirsi : più interessante ancora sarebbe raccogliere gli stridi della nuova morale sostenibile che cozza contro la morale consumistico/cristiana pro overpopulation light crude based che tutti accoglie e che ci ha condotti al disastro )
Giusto per sottolineare che oramai di mismatch tra domanda e produzione attesa di petrolio se ne parla tranquillamente e senza dietrologici "segreti":
http://www.project-syndicate.org/commentary/alhajji7/English
alle 23:06
fausto
@7
Per farlo lo faremo, di smantellare gli enti pubblici. Se poi i soldi risparmiati li metteremo in cose utili si vedrà.
Al momento i nostri illuminati governanti stanno distruggendo la scuola; i soldi così ricavati, però, mi pare che non stiano andando in interventi di tutela ambientale o sviluppo delle rinnovabili. Francamente, non ho neanche capito dove stiano andando.
Magari, prima di proporre certi modelli a mò di futuro salvifico, sarebbe il caso di dare un'occhiata al presente: capita che quegli stessi modelli stiano già ora mostrando il proprio penoso fallimento. Basta guardare bene.