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Macondo è morto.

Lunedì 20 Settembre 2010, 11:24 in di

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Arriva fresca fresca la notizia ufficiale per bocca dell'ammiraglio Allen:

Dopo mesi di estensive operazioni pianificate ed eseguite sotto la direzione e l'autorità dei team di scienziati ed ingegneri del governo USA, la BP ha completato con successo il pozzo di contenimento intercettando e cementando con successo il pozzo a 18.000 piedi di profondità. Con questi sviluppi, che sono stati confermati dal Department of the Interior's Bureau of Ocean Energy Management, possiamo finalmente annunciare che il pozzo Macondo 252 è a tutti gli effetti morto.

The well is dead. Pace all'anima sua. Le conseguenze, naturalmente, restano.

 

 

22
22 commenti
22
23 Set 2010
alle 11:53

Anacho

In un giacimento a olio e condensati come Macondo la pressione può far uscire in spontanea almeno il dieci percento degli idrocarburi in posto, con portata decrescente, ovviamente, ma comunque ci sarebbero voluti anni per il depletamento.

Assumendo una portata media di 30.000 barili/giorno sarebbero poco meno di 11 milioni di barili all'anno, con quel ritmo Macondo avrebbe erogato per qualche anno, stimando un potenziale di 500 milioni di barili l'erogazione sarebbe continuata per almeno quattro anni.

21
22 Set 2010
alle 20:06

Antonello

Anacho, forse mi sono spiegato male ma mi riferivo all'esaurimento della pressione, quando cioè la pressione all'interno del pozzo eguaglia la pressione atmosferica più la pressione della colonna d'acqua.

20
21 Set 2010
alle 23:38

Anacho

Quando Antonello dice che Macondo si è esaurito da solo dice una cosa impossibile, ma un pozzo in eruzione può franare e fermarsi spontaneamente, vedi Villafortuna 24, valle Padana, 1994.

Purtroppo Macondo era tubato, quindi le pareti del foro non potevano crollare. Adesso è il momento di verificare quali danni siano stati fatti all'ambiente del golfo del Messico, e incominciare a pensare a come uscire da una giostra che sta accelerando sempre più.

19
21 Set 2010
alle 22:42

michele

Di questa direttiva europea qualcuno ne sapeva qual'cs?

Si parla addirittura di problema di approvigionamento e obblighi di gestione delle riserve!!

http://europa.eu/legislation_summaries/energy/external_dimension_enlargement/l27071_it.htm

18
21 Set 2010
alle 19:01

Miche1e

Sono già in corso ricerche, col Giappone all'avanguardia, per trovare sostituti alle terre rare, e sembra che i risultati siano incoraggianti.

Il problema dunque esiste, ma non credo sia così drammatico. Alla fine, il problema maggiore resterà l'energia, specie per i trasporti.

17
21 Set 2010
alle 16:40

ettore

Credo che sia saggio spendere i soldi che abbiamo( certo,avendo sfruttato senza pietà il nostro pianeta e i suoi abitanti) per comprare beni durevoli quali pannelli solari o le più redditizie pale eoliche prima che i loro prezzi salgano per mancanza di materie prime (magneti permanenti) e l energia (petrolio) per costruirli e commercializzarli.

E' inevitabile che dovremmo rinunciare a qualcosa o meglio,sara piu difficile soddisfare uno dei tanti bisogni che l industria ci ha fatto credere indispensabile .

 

 

16
21 Set 2010
alle 16:14

Paolo B.

Sarà la volta buona che il riciclaggio massimo delle risorse non rinnovabili diventerà realtà.

Le miniere del futuro saranno le discariche...

15
21 Set 2010
alle 15:07

andreax

i rifiuti elettronici diventeranno preziosi come l'oro

14
21 Set 2010
alle 12:20

medo

AHahahah... C'era forse qualche umano che pregava o sperava o era convinto che i "metalli rari" sarebbero stati utilizzabili ed utilizzati per oltre un paio di generazioni? In questo tipo di sviluppo tecno-economico?

Boh.

Sembra che pian piano anche gli insospettabili si stiano rendendo conto dell'inesistenza delle "montagne del sapone", come si direbbe a Roma...

13
21 Set 2010
alle 08:48

Paolo B.

Allora addio elettronica di consumo per le masse.

Finché sarà il ciarpame elettronico(cellulari, TV LCD, iphone, ipad, notebook ed altre schifezzuole varie) ad andare in malora poco male; l'importante é che l'elettronica vitale(quella dei servizi primari di una nazione) non segua lo stesso destino.

E sì, la Cina per ora, "mostro" creato dalla globalizzazione voluta dalle lobby finanziarie occidentali, ha il coltello dalla parte del manico. Il classico effetto boomerang.

Il pianeta comunque uno é ed é ormai a corto di risorse; l'egemonia globale economica del dragone cinese sarà sorprendente ma breve.

Prepariamoci a decenni di decrescita inevitabile... 

12
21 Set 2010
alle 08:29

Hunter76Lima

Quello delle terre rare è proprio un problema topico.

Non solo classico picco di risorse da non rinnovabili ma anche 2 fattori fondamentali che rendono la cosa ancora più negativa:

- monopolio quasi totale della produzione in mano alla Cina (97%) che, guarda caso, ne è anche il principale consumatore (per conto terzi)

- mancanza di  sostituti o surrogati validi

Un vero e proprio cappio al collo dell'economia occidentale che la Cina può decidere se allentare o stringere a suo piacimento.

Io penso che verrà usata come merce di scambio per ottenere concessioni estrattive molto appetibili in giro per il mondo, p.esempio terre rare in cambio di Litio boliviano, o in cambio di rame cileno, oro peruviano, petrolio, gas,terre coltivabili e via dicendo.

Un bel problema direi, e dal 2012 avremo anche questo sul groppone

11
20 Set 2010
alle 22:51

Phitio

@fabrizio73

Come se quello delle terre rare non fosse un "peak" anche lui =(

Non c'e' solo il peak oil, purtroppo.

10
20 Set 2010
alle 17:51

fabrizio73

Ecco finalmente il primo di una lunga serie di schiaffi che la Cina ci darà da oggi ai prossimi anni.Altro che picco del petrolio.

http://www.repubblica.it/scienze/2010/09/20/news/terre_rare-7226005/?ref=HREC2-3

9
20 Set 2010
alle 17:36

Mario

@ Antonello

Esaurito da solo. Haha

8
20 Set 2010
alle 17:21

paolo zamparutti

è la stessa cosa, sorry :D

7
20 Set 2010
alle 17:19

Antonello

...possiamo finalmente annunciare che il pozzo Macondo 252 è a tutti gli effetti morto.

Ma che bravi quelli della BP!! Chi gli vuole fare un applauso e dargli una medaglia? Ma siamo sicuri poi che il pozzo l'hanno otturato loro e non si sia più probabilmente esaurito da solo?

6
20 Set 2010
alle 17:18

paolo zamparutti

Trovo scritto che un chilogrammo di petrolio equivale a 10.000 Kcal, non 10.000 cal

5
20 Set 2010
alle 17:11

andreaX

@3

un barile di petrolio sono 160 litri, ogni litro di petrolio sviluppa 10000 calorie (semplifico con cifre tonde) quindi 160 x 10.000 = 1.600.000 calorie.

Se ipotizziamo il consumo di un essere umano a 2000 calorie al giorno fa 800 giorni, oppure diviso 365 farebbe 2,2 esseri umani per un anno.

Dove escono fuori 12?

 

4
20 Set 2010
alle 15:48

Paolo B.

Al link http://quantico-appunti.blogspot.com/2010/09/una-specie-di-microbi-sconosciuta-sta.html ho reperito una notiziola(tratta da Science) che, se fosse vera(lo spero davvero), sarebbe una manna per l'habitat marino e terrestre e le popolazioni umane costiere interessate dal disastro Macondo.

Qualcuno ha altre notizie in merito?

3
20 Set 2010
alle 14:26

Phitio

Un barile di petrolio equivale al lavoro di 12 schiavi, 24 ore al giorno per un anno (senza quindi ne ' mangiare ne bere ne' dormire ne' ammalarsi).

Noi in italia ne consumiamo 10 barili a testa, all'anno. in paratica, abbiamo 120 schiavi personali e instancabili a testa.

E' chiaro che un mondo del genere, non e' mai esistito prima, ne mai esistera' dopo.

E' la benedizione e maledizione di essere vissuti in un momento unico della storia dell'umanita'.

2
20 Set 2010
alle 13:54

Mammifero Bipede

Ridimensioneremo i consumi, ma il costo maggiore renderà il petrolio sempre più redditizio.

Pensa a sostituire il lavoro fattibile con un litro di benzina con l'equivalente animale o umano, e ti renderai conto di quanto abbiamo bellamente sprecato fin qui.

1
20 Set 2010
alle 12:11

Paolo B.

Penso che l'incidente Macondo insegnerà ben poco a questa inciviltà consumistica, perché anche se le multinazionali aumenteranno le misure di sicurezza nelle estrazioni(ed é tutta da valutare la bontà di queste misure), continueranno a cercare in posti via via più difficili ed a rischio disastri ambientali; inoltre c'é il menefreghismo del cittadino/automobilista medio che, salvo una sparuta minoranza, difficilmente rinuncerebbe a riempire il serbatoio della propria auto; emblematica é la Cina dove il parco auto é in vertiginosa crescita.

Saranno l'inizio del declino della produzione globale del petrolio, imminente secondo il Pentagono e di poco spostato nel tempo secondo l'esercito tedesco(ma io opto per l'opinione del Pentagono), ed il conseguente aumento del prezzo dei carburanti a cambiare realmente le carte in tavola a favore di un minor ricorso alla mobilità privata su quattro ruote e finalmente col ridimensionamento dello sfruttamento e ricerca dei giacimenti.

Almeno lo spero...

 

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