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Botte per l'ambiente, e vere priorità.

Giovedì 28 Ottobre 2010, 12:29 in Italia di

terzigno_sopralluogo.jpg

In questa settimana di rivolte a Terzigno, mi è sovvenuta all'improvviso una riflessione che voglio condividere. Una riflessione sulle priorità.

Quando si chiede ai cittadini, a volte tramite sondaggi, quali siano le loro principali priorità per il Paese e per se stessi le risposte sono sempre le medesime, quelle più prevedibili: lavoro e ancora lavoro, sicurezza, la casa, la sanità, l'istruzione. La preoccupazione per l'ambiente raramente si trova ai primi posti, qualche menzione per lo smog e per il traffico e poco altro.

La politica obbedisce e segue, i Verdi in Italia fanno percentuali da zerovirgola e i partiti se ne fregano bellamente di avviare politiche ambientali di un qualche peso. Al contrario: si propongono inceneritori, centrali nucleari e a carbone, continue devastazioni del territorio per opere pubbliche inutili ma che "portano posti di lavoro". In fin dei conti, appunto, i cittadini chiedono questo.

Contemporaneamente, però, in Rete e altrove ci si stupisce di continuo per come il popolo italiano sia propenso a subire senza ribellarsi. Il lavoro è sì al primo posto, ma precari e disoccupati in piazza non scendono mai, malgrado la situazione sia in molti casi davvero disperata. "La rivoluzione? Aspetta e spera! Mica siamo francesi!" è il commento più diffuso, "Finché hanno la pancia piena nessuno si ribella!"

Capite ora dove voglio arrivare? Qui, ovvero: l'unico motivo per cui i cittadini italiani sono scesi in piazza e hanno preso le botte, negli ultimi anni, è l'ambiente. In Valsusa, contro la TAV; a Vicenza, contro l'aeroporto militare; a Terzigno e a Chiaiano, contro le discariche; a Scanzano Jonico, contro i depositi di scorie nucleari; e altre decine di altre realtà più piccole.

Questa improvvisa consapevolezza mi ha sbalordito. Non si scende in piazza per la priorità numero 1, il lavoro, ma si è disposti a farsi rompere la testa con assoluta determinazione, mamme nonni e contadini, per la priorità numero 10. Siamo schizofrenici forse? Perché succede questo, come è possibile?

Una risposta, forse la più semplice, è che i problemi ambientali sono sempre territoriali. Riguardano la situazione locale, e spesso in piccole realtà, dove è comunque più semplice organizzarsi e coordinare un'azione di dissenso. Ma rimane aperta la questione dell'inaspettata volontà di combattere, che per altri temi non si manifesta neppure remotamente. Non sarà allora che, quando l'ambiente è il nostro, quando si parla del parco sotto casa o del monte davanti alla nostra finestra o del mare dove sguazzano i nostri bimbi viene fuori la vera, millenaria priorità che gli italiani hanno da sempre nel cuore, ovvero "la salute"?

Per il lavoro (e i soldi...) non siamo disposti neppure ad uscire di casa, ma per la salute ci facciamo spaccare la testa dal manganello. Qualcosa vorrà dire. Qualcosa su cui dovrebbero riflettere sia i benaltristi che considerano le questioni ambientali come secondarie, sia la politica, sia soprattutto gli ambientalisti. I cittadini stanno dando a tutti una lezione sulle priorità sostanziali, faremmo bene ad ascoltare.

 

.

44
44 commenti
44
02 Nov 2010
alle 21:01

Diego

@Lalica

Anche ammettendo di capire il tipo di contratto di lavoro dei manifestanti guardandoli in faccia, non cambia il fatto che scendano in piazza per difendere il loro territorio e la casa dove vivono, sebbene siano disoccupati o precari (da qualche parte vivranno di certo... e secondo me stanno lì vicino... :-)

Cmq si sta solo cercando di capire perchè scendano in piazza per alcuni motivi e non per altri per i quali "sembrano" apparentemente più preoccupati, senza bisogno di condividere il loro punto di vista o criticarlo.

Il LORO futuro certamente è fatto dalla casa in cui vivranno, o dai soldi che ne otterranno vendendola per andarsene.

Il mio futuro, personalmente parlando, è fatto solo da me medesino, ma se possedessi una casa comprata con X sacrifici e pagata Y soldi e qualcuno mi ci costruisse davanti una cagata qualsiasi che me la fa diventare di colpo Y/2... allora ecco che qualsiasi mia iniziativa, anche violenta, diventa improvvisamente MOLTO giustificata (se ha successo) perchè vale esattamente quanto il valore che perderebbe la mia casa...

In altre parole, qualche manganellata in cambio di decine di migliaia di euro (potenziali).

Mi pare una motivazione più che valida, che poi sia triste pensare che qualcuno sia pronto a lottare per difendere "egoisticamente" le proprie cose, è un altro discorso.

Personalmente, sono d'accordo con te e non comprerei mai una casa, da nessuna parte, ma non mi faccio certo rattristare se c'è qualcuno che vi identifica il proprio futuro, problemi suoi!

43
01 Nov 2010
alle 16:00

Lalica

mah...

io in val di susa vedo per strada anche disoccupati, cassa integrati cococo cocopro etcetcetc.

magari lì si incontrano e nascono le coperative agricole e con esse lavoro, cibo, ambientalismo...

E' comunque triste, per me, vedere che c'è ancora un sacco di gente in giro (tipicamente su internet) che intende il mondo e il futuro come una serie di beni materiali: soldi, proprietà, case...

42
01 Nov 2010
alle 14:53

Diego

Quando scendono in piazza "anziani" proprietari di case (casalinghe e pensionati) lo fanno per preservare il valore patrimoniale delle loro abitazioni.. per il patrimonio familiare che viene intaccato, insomma...

I giovani disoccupati non hanno praticamente nulla e per cui non hanno nulla che gli viene oggettivamente tolto, se non i sogni.

I giovani che lavorano si vedono tolti i contributi previdenziali, ma ci sono ormai avvezzi, e non hanno la percezione di soldi che gli appartengono e che non si vedranno mai restituiti.

Ormai li percepiscono come una tassa, e tanti saluti.

In piazza si va quando ti tolgono soldi tuoi, quando percepisci immediatamente questa mancanza, e ti scatena una reazione istintintiva (difesa del territorio e della propria famiglia e di ciò che si sente come "proprio").

La mancanza di lavoro o di una futura pensione, è un danno sottile, distribuito nel tempo, e non scatena un bel nulla, almeno finchè si potrà mangiare..

Poi la mancanza di cibo scatenerà ugualmente reazioni istintive.

41
31 Ott 2010
alle 20:56

magnabasi

cara debora , quando si tocca il futuro della terra e dell'acqua che dobbiamo preservare per le generazioni future , la gente e soprattutto le donne si incazzano e questo si è visto qui a vicenza e gli ...mericani stessi si sono stupiti della reazione locale alla nuova base e non se l'apettavano e ora hanno paura e li vedi tutti girare con i vetri oscurati nei loro nuovi suv fiammanti che ora si permettono grazie alle indennità di guerra!!!!!  

40
31 Ott 2010
alle 12:52

Barbara

bel post Debora..

Lettera di un abitante di Terzigno

http://www.notav.eu/article5073.html

39
30 Ott 2010
alle 14:18

Lalica

@ 36 sono sicura che negli ultimi anni non hai dormito ma ti sei informato a lungo ed approfonditamente, quindi non può esserti sfuggito che in campania non sono più "sporchi" che altrove, semplicemente ogni tentativo di raccolta differenziata viene castrato pesantemente da chi poi guadagna facendo andare in tv l'emergenza.

qualche esempio?

http://www.aamterranuova.it/article4785.htm

Cimitile era sul sito del ministero come 7° comune ITALIANO per la differenziata

Serre, al momento dei grossi guai aveva preparato tutto compreso destinare nel piano regolatore aree per le isole ecologiche, parlare con la gente e, a conti fatti, potergli dire  che con la differenziata si sarebbe risparmiato. Poi venne bertolaso e il decreto che impone ai comuni di affidarsi ai consorzi da lui indicati, più cari e ovviamente meglio gestibili visto che il trucco per pulire la campania è spostare i rifiuti di qua e di là.

così, per dire eh...

perchè... si fa presto a dire pirla, ma si fa ancora prima a ca..o! (cit. da Paolo Rossi)

38
30 Ott 2010
alle 09:53

terenzio longobardi

Ho scritto qui http://aspoitalia.blogspot.com/2008/11/in-europa-tira-una-brutta-aria.html sull'argomento. Da leggere il link di Bertollini.

37
29 Ott 2010
alle 21:45

Ruby Rubacuori

in Campania, ogni giorno, ci sono roghi di rifiuti di tutti i tipi, compresi quelli tossici, e nessuno fa NIENTE.

www.laterradeifuochi.it

36
29 Ott 2010
alle 20:31

Paolo

@Debora

A me pare che "la gente" non si mobilii e non si faccia spaccare la testa per l'ambiente, ma solo per i propri egoistici interessi iperparticolari. Aggiungo che nelle mobilitazioni in valsusa e nel napoletano c'è un bel po' di strumentalizzazione, in campania purtroppo da parte della camorra, come si evince anche dalle forme di protesta decisamente antisociali.

Per il resto un po' di sano federalismo non guasterebbe: ogni comune/provincia/regione abbia pure le centrali, il nucleare, i termovalorizzatori e le discariche che crede, però non rompa i marroni agli altri. Se i campani non vogliono discariche e termovalorizzatori, e non hanno il senso civico sufficiente per iniziare e imporre la raccolta differenziata, che siano pure sommersi dalla loro monnezza. Capiranno il concetto? Mah...

35
29 Ott 2010
alle 20:26

Paolo

@34 Terenzio

Condivido l'impressione che regni la totale disinformazione sulle questioni ambientali. E già che ci sono vorrei conoscere le tue fonti quando sostieni che l'inquinamento da traffico sia un "emergenza sanitaria". Solo perché al contrario di te ho la ragionevole impressione che l'inquinamento da traffico sia in forte calo da anni, nonostante l'esplosione delirante della mobilità su gomma e degli ingorghi, e che il contributo dello stesso al rischio ambientale sia trascurabile.

Detto questo sono totalmente d'accordo sulla necessità di limitare il traffico automobilistico, le dimensioni, le potenze, le cilindrate dei veicoli, per mille buoni motivi, semplicemente perché è una follia, non perché sia un rischio per lanostra salute (forse solo per la nostra salute mentale sì).

34
29 Ott 2010
alle 18:21

Terenzio Longobardi

E' un fatto positivo che la "gente" si mobiliti per l'ambiente e per la salute. Ma il problema è che la "gente" ha una visione deformata e spesso poco informata dei problemi ambientali, in alcuni casi un atteggiamento ipocrita. Secondo un'infinità di studi delle autorità sanitarie nazionali ed internazionali, l'inquinamento atmosferico da traffico è una delle principali emergenze sanitarie, ma pochi si mobilitano, anzi spesso protestano quando si cerca di limitare l'uso dell'automobile. Quelle zone sono letteralmente martoriate dall'abusivismo edilizio spesso con assenza di fognature e depurazione, ma tutti tacciono. La camorra ha sversato nei terreni agricoli per anni in maniera incontrollata e illegalmente grandi quantità di rifiuti industriali, tutti sapevano ma c'è voluto solo Saviano per fare emergere il problema. E potrei continuare. Chi ha gli strumenti scientifici e culturali per una comprensione razionale dei problemi dovrebbe informare correttamente sui rischi sanitari delle varie attività umane invece di soffiare sul fuoco di proteste che spesso sono male indirizzate. 

33
29 Ott 2010
alle 18:04

Surak 2.0

@24 medo

A' Battisti de'noatri!

Primo mi dovresti spiegare quando ho cambiato nome in questo blog (l'ho cambiato una volta, ma non mi sembra fossi già presente nel blog e si parla di...boh...3 o 4 anni fà), secondo mi dovresti spiegare la logica di rispondere ad un presunto troll solo perchè cambia nome.
Non ci fosse già gente che lo fa in continuazione...e di solito dice cose che dici tu (non dico che sei lo stesso, ma che stanno dalla tua parte).
Infine un troll non è uno che comunque porta argomenti e visioni in contrasto su cui si può non essere d'accordo ma uno che offende, non porta argomenti e ripete le stesse cose anche una volta smentite.
Mmmmh, sembra il tuo ritratto o sbaglio?

@25 daniele.spagli

E meno male! Complimenti...seppure non siamo spesso d'accordo, devo riconoscere che almeno leggi con serietà quello che gli altri scrivono.

@30 Ruby Rubacuori

Magari fossero solo 22 miliardi! Sarebbero i soldi meglio spesi da 30 anni a questa parte.
SE si vuole che l'auto sia un concetto obsoleto, bisogna dare qualcosa di meglio (e vada a corrente)

 

32
29 Ott 2010
alle 17:22

Gabriele

@30
Vorrei completare il pensiero di prima, per non farlo sembrare diminutivo nei confronti di chi combatte giustamente sul proprio territorio, per la difesa del proprio territorio. Il problema non e’ di chi agisce localmente, e’ degli “altri” intorno che non pensano abbastanza globalmente da considerare ad esempio il territorio, tutto il territorio, come proprio ambiente. O la giustezza della causa come una battaglia comune. Che appunto, non dovrebbe essere portata avanti soltanto individualmente e localmente.

31
29 Ott 2010
alle 17:10

fabrizio73

Secondo me il succo del discorso è un 'altro.

Se la gente NON scende in piazza per il posto di lavoro è perchè non sa con chi prendersela.

Di chi è la colpa??

Si va in piazza a protestare contro i cinesi?? Oppure contro la globalizzazione??? O contro le banche che non fanno credito??

A Terzigno e in Val di Susa invece il "nemico" o il colpevole c'è ed  è il governo o regione o comune che dir si voglia. Qui le popolazioni locali si sentono tagliate fuori da decisioni che in fondo li riguardano in prima persona. Quindi piu che ambientalista è una manifestazione di territorialità.

30
29 Ott 2010
alle 12:52

Ruby Rubacuori

Voglio ricordare che i valsusini combattono anche per le tasche di TUTTI gli italiani, visto che la TAV dovrebbe costare 22 miliardi

29
29 Ott 2010
alle 12:31

Lalica

p.s. ovvio che in quest'ottica qualcuno potrebbe dire che in fondo in fondo valsusa campania etc combattono per individualismo (chi chiede alle popolazioni di sacrificarsi per un fantomatico bene altrui vi pare altruista?) ma si potrebbe anche dire che combattono e si fanno picchiare per un diritto costituzionale che viene di fatto abolito nei confronti di qualcuno.

A questo proposito vi lascio il link ad una lettera di un membro togato del consiglio superiore della magistratura

http://www.notav.eu/article4791.html

28
29 Ott 2010
alle 12:25

mia

Belle riflessioni Debora.

Forse la gente non è quella che vogliono far’ credere.

Forse è una dei tanti esempi ( classifica dei principi prioritari) che rende ovvio come i sondaggi sono confezionati semplicemente per raggiungere scopi prefissati. Non di rado è così. L’impostazione giusta del questionario fa arrivare i risultati desiderati Una volta cosa auguravi ad una persona prima di tutto? Salute e lunga vita noo? Mica lavoro. Veniva dopo. E naturale, sta in una logica naturale della vita..

Si sa che il ruolo delle massmedia è impressionante. Stanno formando nelle teste anche l’idea precisa di chi e com’è l’italiano. Gli italiani vogliono da noi eccecceblablabla

Purtroppo funziona…

27
29 Ott 2010
alle 12:19

Lalica

un ambientalista vero pensa globalmente ma agisce localmente (anche onde evitare che gli si dia del falso ambientalista perchè vola in amazzonia per difendere la salute ambientale del territorio altrui mentre a casa sua distruggono di tutto).

In ogni caso, agendo, difendono anche la sanità pubblica (qualcuno consciamente, qualcuno meno, ma di fatto le cure per tutti i campani avvelenati dai rifiuti del nord, chi le paga se non la sanità pubblica?)

Per rispondere a Debora, credo che ad un certo punto, se hai ancora un piede nelle cose importanti della vita o se hai un poco di saggezza ti accorgi che avevano ragione i vecchi: l'importante è la salute, e la salute non la puoi difendere se non difendi dal veleno che vorrebbero buttarti attorno, così come possono toglierti tutto, lavoro e quant'altro, ma fino a che ci sarà terra pulita e acqua (quella che vogliono togliere in valsusa) avrai speranza perchè potrai sopravvivere.

26
29 Ott 2010
alle 10:59

Gabriele

@Debora: Qualunque lotta si fa per se stessi. Mai sentito di gente che si fa manganellare per cose che non la riguardano...

Appunto. Credo che il bisticcio stia tra il concetto di ambiente e di territorio. Secondo me e’ molto raro che le persone si prendano manganellate per l’ambiente. Se lo fanno, e quando lo fanno, scelgono piuttosto di combattere, in vari modi, per la difesa del loro territorio. C’e’ una notevole differenza tra le due cose. Un ambientalista vero (uso la parola ambientalista sebbene mi sia odiosa) sa che i problemi dell’amazzonia o dei pinguini lo riguardano. Di “ambientalisti” di questo tipo in Italia ce ne sono veramente pochi: ovvero persone che siano capaci non tanto di arrivare a farsi manganellare, ma semplicemente di schierarsi, di combattere per cose che essi sentono essere proprie, pur se non avvengono sul loro territorio.
Rispetto all’ambiente siamo terribilmente indietro perche’ manca il salto culturale che crea questo tipo di coscienza collettiva. Non e’ una novita’ del resto che (in generale, salvo eccezioni) piu’ la comunita’ si allarga, e piu’ l’intelligenza e la coscienza collettiva tendono a diminuire.

25
29 Ott 2010
alle 09:02

daniele.spagli

A dire il vero mi sembra che il discorso di Surak non faccia una piega... ognuno scende in piazza per i propri personalissimi interessi:

caso A: la fabbrica chiude, non paga ecc. scendono in piazza i lavoratori di quella specifica fabbrica

caso B: un'intera categoria di lavoratori subisce ingiustizie, scendono in piazza quelli di quella categoria (che magari sono anche sparsi in giro per l'italia)

caso C: un'area geografica viene ingiustamente caricata dei problemi ambientali e di salute di un'area molto più grande, scendono in campo tutti di quell'area

Poi può anche darsi che uno si inc..zzi di più per problemi sacrosanti come la salute, piuttosto che per problemi come il lavoro: dopotutto un altro lavoro c'è sempre la possibilità di raccattarlo, o di farsi mantenere da altri in famiglia, mentre vedersi rovinare il proprio paesello, perdere soldi come diminuzione del valore degli immobili, veder minacciate le falde idriche dalle quali si beve ecc. è molto più pesante.

Direi che in fondo avete fatto centro entrambi.

24
29 Ott 2010
alle 01:32

medo

(...Ancora Surak non viene considerato il troll che è diventato? Ignorarlo sarebbe ormai buona cosa. Finchè non cambierà di nuovo nickname.)

23
29 Ott 2010
alle 00:22

Fatman

"Un diritto "di tutti" nel senso che NON riguarda una sola CATEGORIA (pecorai, operai, tassisti) ma un'intera popolazione nel suo insieme, dai bambini ai vecchi qualsiasi professione facciano o situazione abbiano."

No, un diritto che che rigarda la sola categoria di chi vive lì vicino.

22
28 Ott 2010
alle 23:42

Surak 2.0

@20 Debora

Che differenza ci sarà tra i terzignesi (?) che fanno casino con tanto di pupi al seguito ed i pecorai sardi con tanto di nonno al seguito, lo saprai te.

Non è che sono scesi in strada i siciliani (p.e.) contro la discarica di Terzigno, ma si sono mossi quelli direttamente interessati per far pressione su un loro problema.
Poi ci possono essere proteste che ci piacciono di più o di meno, ma non si può dire che ci sia stato alcunchè di originale.

21
28 Ott 2010
alle 22:50

Mario

I napoletani e simili non sono una categoria ?

20
28 Ott 2010
alle 22:43

Debora/Petrolio

Vabbè allora ce siete.

Un diritto "di tutti" nel senso che NON riguarda una sola CATEGORIA (pecorai, operai, tassisti) ma un'intera popolazione nel suo insieme, dai bambini ai vecchi qualsiasi professione facciano o situazione abbiano.

Ovviamente, combattono tutti per il PROPRIO vantaggio, e non per quello dei congolesi.

Non mi pareva difficile, ma ultimamente mi accorgo che le persone in genere hanno grossi problemi di logica.

 

19
28 Ott 2010
alle 21:13
18
28 Ott 2010
alle 21:12

Mario

@ Debora

ma [si parla di] di INTERE POPOLAZIONI che si uniscono (vecchi e massaie inclusi) per un diritto DI TUTTI.

Qualunque lotta si fa per se stessi. Mai sentito di gente che si fa manganellare per cose che non la riguardano...

Va bene contraddirsi, ma se uno si contraddice nel giro di quattro minuti io mi preoccupo

 

17
28 Ott 2010
alle 20:32

Fermiamo Greenhill

a proposito di lotte

http://www.fermaregreenhill.net/illuminiamo-montichiari

16
28 Ott 2010
alle 20:05

Socialismo o barbarie

Il movimento dell'Onda del 2008 ha mobilitato più persone che il '68. Sapevatelo.

15
28 Ott 2010
alle 19:58

Surak 2.0

@12 Debora

Non ho idea di cosa tu creda di aver scritto (addirittura 3 volte), ma di certo hai scritto:

"Capite ora dove voglio arrivare? Qui, ovvero: l'unico motivo per cui i cittadini italiani sono scesi in piazza e hanno preso le botte, negli ultimi anni, è l'ambiente."

o anche:

"Capite ora dove voglio arrivare? Qui, ovvero: l'unico motivo per cui i cittadini italiani sono scesi in piazza e hanno preso le botte, negli ultimi anni, è l'ambiente."

 

I pecorai o gli ultras non sono forse cittadini?
I pecorai (o altre categorie) hanno portato in piazza ed allo scontro pure mogli (o mariti) e figli, anche perchè servono a far diventare ogni azione della polizia un atto criminale che mette a rischio "le creature".

Se poi importasse la salute il tabagismo sarebbe in via d'estinzione non in crescita (idem l'alcolismo).
Cercati altre spiegazioni, non quelle che ti piacciono

 

14
28 Ott 2010
alle 19:43

Maurizio T.

@ Debora

E anche lì, a Genova, quante delle teste calde erano tali o piuttosto ....

http://www.lemonde.fr/societe/article/2010/10/25/sur-le-web-des-rumeurs-croissantes-autour-de-policiers-casseurs_1430775_3224.html

13
28 Ott 2010
alle 19:15

Debora/Petrolio

Debora, l'accenno al'individualismo era riferito al fatto che si lotti solo per il pratino dietro casa.

karagounis, continuo a non capire. Se lottano per il loro prato dietro casa sono degli egoisti qualunquisti, se lottano per la loro fabbrica e il loro posto di lavoro sono eroi?

Qualunque lotta si fa per se stessi. Mai sentito di gente che si fa manganellare per cose che non la riguardano... tranne forse a Genova.

Ma lì, però, erano delle teste calde spaccavetrine ehhhh...!!!

12
28 Ott 2010
alle 19:11

Debora/Petrolio

surak, andiamo, ce fai o ce sei? come ho scritto già per tre volte, qui non si parla del pecoraio che protesta per i diritti dei pecorai o del metalmeccanico che protesta per i diritti dei metalmeccanici, cose che avvengono ogni giorno, ma di INTERE POPOLAZIONI che si uniscono (vecchi e massaie inclusi) per un diritto DI TUTTI.

Questo non succede affatto ogni giorno.

11
28 Ott 2010
alle 19:08

alex

Non sarà che si protesta laddove c'è ancora un luogo "bello" da salvare. Si protesta in Val di Susa, a Terzigno per salvare il Parco Nazionale del Vesuvio, in Basilicata dove resistono zone ancora in gran parte incontaminate. Non si protesta in molte zone del napoletano devastate da abusivismo e alta concentrazione demografica, non si protesta laddove la camorra ha disseminato i rifiuti nei terreni. Forse è il "bello" la discriminante? Una bella montagna, un bel parco, una bella zona verde...risvegliano nei cittadini la coscienza di lottare per i propri diritti (compreso quello a vivere e a difendere un luogo bello)?

10
28 Ott 2010
alle 17:24

Surak 2.0

Bah, a parte che il messaggio parte da presupposto del tutto sballati visto che basta poco a ricordardarsi che gente ha protestato violentemente per diversi motivi (dal chiedere soldi allo Stato tipo i pecorai sardi agli ultras) ma poi basta ricordarsi che gli umani sono animali  e si muovono a branco

 

 

9
28 Ott 2010
alle 17:18

pirkoil

Io non capisco perche´ogni volta che berlusconi scende in campania per problemi di monnezza ,esce qualche storia di orge con minorenni su repubblica ,ma de benedetti ha qualche interesse nei termovalorizzatori..?

8
28 Ott 2010
alle 17:17

karagounis78

Debora, l'accenno al'individualismo era riferito al fatto che si lotti solo per il pratino dietro casa. Certo che la salute è un diritto per cui battersi, però allora perché non farlo a difesa del sistema sanitario in generale che è allo sbando? Due pesi e due misure.

@5

Noi siamo parte dell'ambiente. Purtroppo o per fortuna la società umana ci scherma del generale ecosistema, agiamo al di fuori degli schemi naturali. Potremmo sopravvivere anche su un mondo deserto, è solo questione di tecnologia e di stile di vita, adattamento, ciò per cui siamo differenti rispetto a tante altre specie.

Con questo difendere l'ambiente non è sbagliato, anzi. Le forze in gioco sono comunque sempre più grandi di noi. In un lontano futuro forse domineremo il clima, ma per ora sarebbe meglio non tirare troppo la corda.

7
28 Ott 2010
alle 13:55

michele

Italiano finchè stai bene: lamentarsi, andare a spasso girare col macchinone e ballare la tarantella... poi dopo solo quando la situazione è insopportabile diventi una bbestia!

6
28 Ott 2010
alle 13:40

Gianluca Urbanelli

Ciò dimostra di come certe situazioni ce le meritiamo in tutto e per tutto, a partire dalla classe politica e dirigente che "ci rappresenta".
E anche che, purtroppo, per vedere certi cambiamenti, occorre che la situazione degeneri ad un livello insopportabile per tutti.
Il punto di biforcazione è ormai prossimo: o incominciamo a gestire con avveduta sapienza quelle criticità che appaiono ora come muri di acqua all'orizzonte (se già non l'abbiamo a 50 metri dalla nave Terra, come nel film Poseidon ) oppure sarà il muro d'acqua a farci svegliare definitivamente e con le sue modalità, che di certo non saranno morbide.
Ormai la questione non è più il se ma il quando e il con che intensità/gravità.

Più aspettiamo, peggio sarà.

 

5
28 Ott 2010
alle 13:36

Vogliamoicaschideglisbirrinumerati

i benaltristi che considerano le questioni ambientali come secondarie non hanno capito un c...o.

Noi siamo l'ambiente, non esiste l'ambiente e poi noi estranei ad esso

4
28 Ott 2010
alle 13:36

Debora/Petrolio

Aggiungo che mobilitarsi in difesa di un proprio diritto (come la salute) o per non subire un sopruso non mi pare una cosa da liquidare come "egoistica" o "individualistica". Mi sembra invece un sensato e giustissimo motivo per ribellarsi.

Oppure vale solo se prendiamo manganellate per i diritti dei congolesi? I francesi si ribellano per la loro pensione, mica per la mia...

3
28 Ott 2010
alle 13:33

Debora/Crisis

karagounis,

certo che ci sono mobilitazioni lavorative. Ma non ho visto finora aziende dove famiglie e anziani hanno partecipato a farsi spaccare la testa. E' quella la differenza di cui parlo.

2
28 Ott 2010
alle 13:21

karagounis78

In realtà ti sei risposta da sola. L'Ambiente non interessa granché e si scende in piazza per difendere la propria salute che dipende dall'ambiente sotto casa.

Ritengo sia più che normale in una società fortemente individualista come la nostra.

Sulle mobilitazioni lavorative, anche in questo caso ce ne sono moltissime attive che cercano di difendere la propria piccola ditta. In fondo lottare per un teorico diritto di tutti è qualcosa per cui ci vuole molta razionalità, non colpisce i sentimenti. Non siamo più nel '68 e pensare a movimenti così estesi quando solo una parte della popolazione risente direttamente del problema è pressochè utopico.

1
28 Ott 2010
alle 13:02

francesco ganz

..Ehhh, gli aitanti di Terzigno dovrebbero scendere in piazza contro gl9i abitanti di Napoli, o forse  in quel territorio anche l'alta densità demografica non è problema ambientale ?

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