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Iraq. Gli oleodotti non interessano.

Lunedì 18 Ottobre 2010, 09:13 in Geopolitica di

bassora oloed1.jpg

La guerra in Iraq è cominciata nel 2003; se dei morti non importa nulla a nessuno, del denaro invece sì: ed è una guerra che costa oltre 100 miliardi di dollari l'anno. Dopo aver sprecato fiumi di parole sappiamo anche che si tratta di un conflitto per il controllo di un'area strategica dal punto di vista energetico, visto che l'Iraq vanta il terzo posto al mondo per le sue riserve petrolifere. E ricordiamo anche le furiose battaglie per le strade di Bassora, il più importante terminal petrolifero del Sud del Paese.

Ebbene, assodato tutto ciò, scopriamo che l'oleodotto di Bassora rischia di chiudere. Perché? Perché è vecchio e casca a pezzi. Costruito nel 1975, sarebbe dovuto durare vent'anni e invece ne compie trentacinque senza alcuna manutenzione sostanziosa. 52 chilometri di tubo rugginoso che potrebbe rompersi da un momento all'altro. Così scrive l'Iraq Oil Report:

Il potenziale scenario da incubo ambientale è più tangibilmente terrificante, da quando è esplosa la piattaforma nel Golfo del Messico. (...) Gli esperti sostengono che la gravità di una rottura dell'oleodotto iracheno dipende dal punto in cui si verificherebbe. Nello scenario più probabile, e più rovinoso, l'oleodotto si romperebbe a distanza dalla costa, spingendo il petrolio per tutto il Golfo Persico.

Il giornale rende pubblici due documenti da cui si evince che il genio militare americano aveva avvisato di tale possibilità fin dal 2007. Nei report si ricorda che, da un'ispezione risalente al lontano 1991, l'oleodotto era già dato per spacciato al 76% a causa della corrosione. Stiamo parlando di venti anni fa. E che oggi addirittura è troppo pericolosa persino una nuova semplice ispezione, per i rischi che comporta. Praticamente quell'oleodotto è una carta velina, e tale situazione riduce di oltre un terzo la capacità di esportazione dell'Iraq oltre a far correre gravissimi rischi ambientali.

Quanto ci vorrebbe per porre rimedio, costruendo un nuovo oleodotto e un nuovo terminal? 500 milioni di dollari subito, e 4 miliardi entro il 2012, secondo il governo iracheno. Appena il 4% delle spese annuali della "guerra per il petrolio". Magari non ce li hanno, oppure non hanno trovato il tempo per occuparsene finora. O anche, ci sono altre motivazioni che rendono persino più conveniente il permanere di tale situazione di sfascio.

 

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11
11 commenti
11
20 Ott 2010
alle 17:18

Anacho

Ma senza andare in Iraq, che ne dite del gasdotto Transitgas?

Gli amici di Stogit mi dicono che se non ci sono problemi il gas per questo inverno ci dovrebbe bastare... se non ci sono problemi.

Debora, urge un post a proposito :-)

10
19 Ott 2010
alle 09:22

Alessandro P.

"riduce di oltre un terzo la capacità di esportazione"

E se fosse invece a pieno regime, si potrebbe usare la scusa dell'oleodotto fragile per spedire il terzo mancante in Arabia?

9
18 Ott 2010
alle 22:38

medo

ot FRANCIA : I POLIZIOTTI SFASCIANO PARIGI

Qua nel primo video vedete un "casseur" (poliziotto) che viene bloccato da un cittadino-manifestante. Subito altri agenti liberano il finto casseur, massacrano il povero cittadino-manifestante e lo arrestano mentre lanciano fumogeni da stadio per sviare l'attenzione :

http://www.rue89.com/2010/10/18/manif-des-retraites-la-violente-equipee-des-casseurs-dans-paris-171868

Ecco come si fa a vincere le prossime elezioni 2012. La paura fa 90. La maggiorana silenziosa, di vecchiacci e gente di destra chiusa in casa a guardare la tv e leggere i giornali-spazzatura, rivoterà il nano nazista amico dei banchieri e degli industriali e la Francia colerà a picco allegra e felice.

Mi viene il dubbio che i depositi di petrolio siano bloccati e sbloccati dalla polizia, a seconda dei risultati dei sondaggi...

8
18 Ott 2010
alle 18:04

Mike

oh no, ritorna il troll pagato... guai a parlare seriamente di petrolio, meglio rimanere sugli aneddoti, il fotovoltaico e le vignette, altrimenti arrivano le agenzie di PR! ehhhhh!

7
18 Ott 2010
alle 13:40

nickvandeerpeers

Semplice, aspettano che si rompa cosi' poi la comunitò internazionale e qualche bella dittarella (multinazionale) si beccherà i lavori in EMERGENZA per ripulire e ricostruire.

Scommettiamo??

 

6
18 Ott 2010
alle 13:36

Christian

Articolo ricco di spunti interessanti...

Non ho visto tuoi articoli sulle ultime previsioni OPEC relative alla futura domanda di petrolio... curiose... mi sembra che alcuni paesi parlino di "aggiornare" le riserve dichiarata dai membri OPEC... spudorati?

Saluti.

 

5
18 Ott 2010
alle 13:31

karagounis78

La discussione dovrebbe girare attorno all'opportunità di chiuderlo perché danneggiato, non riguardo al perché non lo si ripara o ricostruisce.

Si chiude e quando ci sarà volontà se ne costruirà uno nuovo. Un oleodotto rotto non serve  a nessuno, salvo assurdi dietrologie.

4
18 Ott 2010
alle 13:01

Antonio

Divertente, quell'ultimo link. Dice sostanzialmente le stesse cose del post di oggi, ma e' datato 2007. I commenti, poi, sono sempre la parte migliore.

Sul quella spesa del 4% non effettuata ho una spiegazione piu' terra-terra dei gomblottismi dell'autrice: se non s'e' rotto fino ad oggi - dopo 15 anni che dicono che si rompe da un momento all'altro perche' ripararlo? Lo so, e' sbagliato, che' se si rompe son problemi, ma l'incuria e' un tratto umano assai diffuso. Soprattutto quando si parla di spendere 4 miliardi di dollari.

3
18 Ott 2010
alle 12:31

andreaX

@2

L'ho letto e non mi convince, mi sembra troppo arzigogolato.

Forse la spiegazione è che sia gli americani sia gli iracheni vogliano deliberatamente centellinare la produzione di petrolio proprio in vista della futura crisi. Con la scusa dei terroristi o dell'oleodotto danneggiato quando il mondo entrerà nel vivo della penuria di greggio l'iraq sarà l'unico paese rimasto a poterne ancora fornire, e soprattutto potrà continuare a fornirlo agli stati uniti.

2
18 Ott 2010
alle 11:40

Debora/Petrolio

Leggiti l'ultimo link, AndreaX... ;-)

1
18 Ott 2010
alle 10:18

andreaX

Mi sembra strano, con tutti i soldi spesi possibile che non ne trovino un po per riimettere a posto ciò a cui americani ed iracheni tengono di più?. Anche perchè è inutile spendere 100 liliardi l'anno seppoi non rientri delle spese pgandone solo un altro mezzo in più, non ha proprio senso. Deve esserci sotto qualcos'altro. Forse, ad esempio, nessun tecnico accetta di fare questo lavoro perchè hanno paura.

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