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L'Italia è in guerra.

Lunedì 11 Ottobre 2010, 10:58 in Energia, Geopolitica, Italia di

GAS_MAP.gif

Vi segnalo un post assai illuminante di Beppe Caravita (del Sole24Ore). Mi piacerebbe sapere il vostro pensiero in proposito. Ecco un riassunto della situazione:

Berlusconi ha ottenuto da Putin le commesse Eni in Turkmenistan. Il gas turkmeno è invece essenziale al progetto Nabucco vitale per Usa e Europa, che rischia di fallire. E' vitale anche per Tapi, il gasdotto che porterà energia in tutta la regione asiatica. Berlusconi e Putin lo vogliono invece per il loro progetto South Stream. Berlusconi quindi ha di fatto dichiarato la guerra energetica a Usa e Europa (nonchè allo stesso sviluppo economico dell'Afghanistan e dei paesi vicini) nei fatti all'oscuro del Parlamento italiano.

Siamo in guerra energetica con Usa e Europa, Afghanistan, Pakistan e India e manco lo sappiamo. Non c'è da meravigliarsi se il giorno esatto in cui Berlusconi e Putin trattano in segreto su South Stream (il gasdotto per il monopolio sull'Europa che si prenderà il conteso gas turkmeno fregando sia Tapi che Nabucco...) arriva un pesante e sanguinoso "segnale diplomatico" da quelle terre agli italiani. Che coincidenza. Alla faccia dei diversivi e delle inutili bombe di La Russa.

Ci spieghino questo. A partire dalla feroce opposizione del Pd.

Vi ricordo che Beppe non è certo un estremista né un complottista. Questi sono FATTI. Adesso dovremmo capire da che parte stiamo, considerando sempre che, malgrado i nostri appelli per il solare e l'eolico, abbiamo al momento bisogno di energia: credo sia utile ricordare, anche se lo abbiamo ripetuto molte volte, che il 50% dell'energia elettrica in Italia è prodotto da centrali a gas. Non si tratta solo di caldaie, insomma.

 

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90
90 commenti
90
28 Nov 2010
alle 00:59

dantes76

WIKILEAKS. SILVIO BERLUSCONI VLADIMIR PUTIN L'AFFARE DA 500 MILIARDI DEL GAS E DEL PETROLIO RUSSO.

http://www.corsera.it/notizia.php?id=3302

89
25 Ott 2010
alle 00:06

Beppe Caravita

Credo che Vladimir, capo del Kgb ritenga, a torto o ragione, di tenere per le palle B.

Il quale, dopo il piacevole week-end nella dacia di Stalin, per una settimana si è messo in clausura.

88
19 Ott 2010
alle 09:06

andrea carancini

gentili interlocutori,

ma avete visto che faccia nera aveva Berlusconi durante l'ultimo summit con Putin? Zar Vladimir gli deve aver fatto una lavata di capo memorabile!.

87
18 Ott 2010
alle 00:28

Debora/Petrolio

Beppe, se posso intervenire (LOL), credo che la posizione "equidistante" del governo italiano fosse una posizione di facciata. In realtà, da tempo sembra a tutti gli effetti che siamo schierati da una sola parte.

Quello che è cambiato, secondo me, è che alcuni "nemici" sono usciti allo scoperto negli ultimi mesi e quindi anche il nostro governo ha smesso la recita dell'equidistanza.

Poi sarò anche complottista, per carità... :D

86
17 Ott 2010
alle 20:44

andrea carancini

Gentile sig. Caravita,

grazie a lei e alla sua collega dell'informazione contenuta nel suo ultimo intervento. Posso avere un'altra informazione? Come è potuta entrare l'Eni (e quindi il governo) in un paese chiuso come il Turkmenistan? Non è che Putin ha speso una buona parola in proposito?

85
14 Ott 2010
alle 23:17

Claudio B

@83 Beppe Caravita

Permettimi di dissentire dall' analisi fatta dagli " esperti " del settore che basano tutto su un precedente avvenuto dieci anni prima per giustificare opere ad alto costo e che necessitano di molti anni di funzionamento per ripagarsi.

Lo scenario , rispetto a dieci anni fà è completamente mutato.

Io , da " non esperto " dopo aver analizzato i dati reali di consumi di petrolio , gas , energia elettrica , ( principalmenti Italiani ) sono dell opinione che i consumi di gas sopratutto in Italia e in misura minore in Europa saranno stabili , tendenti a un minimo ribasso per i prossimi due anni per poi calare in modo esponenziale nei successivi , grazie ad un apporto sempre maggiore delle fonti rinnovabili nella generazione elettrica e ad una maggiore efficienza degli edifici .

Pertanto posso essere d' accordo sulla costruzione di un paio di rigassificatori per diversificare i fornitori mettendoci al riparo da blocchi improvvisi dei gasdotti.

Per chiudere , io sono convinto che nessuno di questi progetti verrà portato a termine .

Ti sarei grato se ci volessi esporre la tua visione prospettica di sviluppo energetico mondiale , europeo e Italiano in primis .

Grazie in anticipo  Saluti  Claudio B.

84
14 Ott 2010
alle 17:02

Beppe Caravita

La mia collega Cappellini mi conferma. Quando è andata in Turkmeninstan (poche settimane fa) la posizione del Governo italiano era di giocarsi il gas turkmeno su tutti i gasdotti. Ora, dopo il vertice con Putin, B. ha accettato di schierarsi in guerra, per una sola parte. Cosa ha avuto in cambio?

83
14 Ott 2010
alle 13:43

Beppe Caravita

La posizione di molti italiani che contano è per la coesistenza, non la guerra dei gasdotti.

-------------

Articolo del 3 ottobre 2010 sul Sole 24 Ore:

Guai a farsi ingannare dalla momentanea abbondanza di metano nello scacchiere energetico internazionale. Guai a frenare i progetti per i nuovi gasdotti. Tra un ventennio potremmo pentircene. Guai a considerare alternative tra loro le infrastrutture che si stanno o si vorrebbero realizzare. Il Nabucco e il South Stream, ad esempio. Entrambi sulla direttrice vitale Oriente-Occidente. Il monito viene da Riccardo Puliti, direttore per i progetti energetici della Bers, la Banca europea per la ricostruzione e lo sviluppo chiamata a sostenere gli investimenti nei paesi in transizione verso l'economia di mercato. Proprio quelli da cui dipende il nostro futuro metanifero.
Bolla del gas alle porte, sostiene qualche analista. Puliti non è d'accordo. «Bisogna guardare avanti. Guardi cosa accadde 10 anni fa con l'oleodotto Itg che attraversa la Turchia. Iniziò la sua avventura negli anni 90 con un prezzo del petrolio tra i 12 e i 14 dollari al barile, che avrebbe dovuto uccidere il progetto. Ma quando si finanziano queste infrastrutture bisogna avere una visione a 30-50 anni. Nuove incertezze? È vero: l'economia rallenta, i consumi energetici frenano. Ma lo scenario tendenziale è inequivocabile: il nuovo gas servirà, e molto. Ecco perché siamo assolutamente soddisfatti di aver partecipato lo scorso anno alla firma dei contratti intergovernativi per il gasdotto Nabucco, attivando finanziamenti per 4 miliardi di euro. E contiamo nel closing del progetto finanziario tra la fine del 2012 e inizio 2013».
Rinascita del nucleare, via al carbone pulito: come la mettiamo? «Siamo convinti – ribatte Puliti – che il gas rimpiazzerà progressivamente il carbone nella generazione elettrica. Una strada comunque obbligata dai vincoli sulle emissioni di CO2. Un processo già in atto negli Stati Uniti. Un trend che apre addirittura le porte a una nuova rivoluzione del gas, trainata dal cosiddetto gas non convenzionale, frutto di nuove tecnologie di estrazione».
Ma se anche l'Europa si mettesse ad operare nel gas non convenzionale che bisogno ci sarebbe degli altri gasdotti? «Sta di fatto che in Europa nessuno si sta applicando su questo versante e anche se si cominciasse ora i primi risultati arriverebbero non prima di un decennio» osserva Puliti.
Nabucco e South Stream: hanno senso tutti e due, subito? «Sì. Quando saranno a pieno regime tutti e due ci sarà forse una sovrabbondanza di forniture. Ma l'orizzonte è lontano. Nabucco promette 30 miliardi di metri cubi l'anno, ma partirà con 12, al massimo 15. Lo stesso per South Stream. Va semmai osservato che mentre South Stream offre una diversificazione nel tragitto ma non dei fornitori, il Nabucco garantisce una diversificazione su entrambi i fronti. E questo per l'Europa ha una grande importanza».
Grande futuro dell'Italia come hub continentale del metano, sostiene tra gli altri il presidente della nostra Authority per l'energia, Alessandro Ortis. «Lo sostiene lui. Lo sostiene la Commissione europea e chiunque abbia una buona congnizione dello scenario».

82
13 Ott 2010
alle 21:43

andrea carancini

vorrei chiedere agli edotti interlocutori un parere su questa informazione:

http://rassegnastampa.mef.gov.it/mefeconomica/View.aspx?ID=2010091516641662-1

davvero l'eni è pronta a soffiare il gas sotto il naso di putin in favore del nabucco?

81
13 Ott 2010
alle 14:52

Beppe Caravita

E Putin lo sa. E comanda un paese che ha solo tre prodotti da esportare: armi, caviale e gas.

80
13 Ott 2010
alle 13:53

Terenzio Longobardi

Come ho scritto sul blog Aspoitalia, secondo Euan Mearns durante il nostro secondo congresso, la produzione dei più grandi giacimenti russi è da tempo in declino e ciò determinerebbe un sostanziale plateau di picco fino al 2020. Ma il punto principale è che la crescita dei consumi interni, già ora pari ai due terzi della produzione, ridurrà drasticamente la quota destinata alle esportazioni. 

79
13 Ott 2010
alle 12:37

Claudio B

Nessuno si è posto il problema se tutto questo gas servirà in futuro ?

Visto che per investimenti del genere occorrono certezze , io personalmente non ci investirei un centesimo.

Cordiali saluti  Claudio B

78
13 Ott 2010
alle 10:48

Cataldo

Per passare alla disamina dell'incontro di B con Putin è indispensabile riferire anche del resto delle attività diplomatiche di P. Un elemento interessante che prende luce diversa oggi è questo  su ariannaeditrice la traduzione.

Nel frattempo nessuno oggi stipulerebbe una polizza agli ufficiali dei servizi russi, che stanno cadendo al ritmo di uno al mese, vedremo, se il processo continua.

Solo per evitare di vedere le questioni strategiche da prospettive troppo prossime agli eventi del giorno.

 

77
13 Ott 2010
alle 10:07

Cataldo

@ Caravita

Mediaset un'azienda che si regge sulla capacità di sfruttamento delle istituzioni di B. Difficilmente è appetibile di per se da parte di "investitori", mentre puo essere utilizzato come cavallo di troia per sdoganare e movimentare capitali più o meno occultamente, come è sempre stato. Sul ruolo dei tedeschi, a mio avviso è indispensabile per il SS che ci sia una loro partecipazione.

76
12 Ott 2010
alle 23:56

Anacho

Berlusconi ha nei fatti messo l'Italia in una guerra energetica contro l'Europa e gli Usa.

A chi fosse sfuggito rammento che siamo in guerra energetica con gli USA dai tempi di Mattei. Berlusconi sa benissimo da che parte può arrivare l'energia che ci serve, e sa che un gasdotto provoca meno proteste di una centrale nucleare... ma anche di una a biogas e di una wind farm... e del kitegen.

Quanto al gas russo ne resta molto, e molto ne resta da scoprire, prima o poi piccherà anche lui, ma passeranno parecchi anni.

75
12 Ott 2010
alle 18:05

Beppe Caravita

Vi sarebbero però alcuni contrasti su chi tra Gazprom ed Eni, dovrebbe vendere le sue partecipazioni ai tedeschi. Il cane a sei zampe non vuole veder ridotto il suo ruolo di socio paritario di Gazprom, e in generale non ritiene indispensabile l' ingresso di nuovi soci.

 

http://ricerca.repubblica.it/repubblica/archivio/repubblica/2010/10/10/accordo-berlusconi-putin-su-south-stream-tedeschi-di.html

73
12 Ott 2010
alle 17:33

Beppe Caravita

Antonio quella è una proposta di mediazione Eni che sabato Putin ha definitivamente affossato. Di fatto dichiarando il "confronto" duro con gli occidentali. L'ho messa come riferimento, guarda la data.

72
12 Ott 2010
alle 17:04

Antonio

Beppe, dall'ultimo articolo da lei linkato parrebbe che South Stream e Nabucco potrebbero trovare sbocco comune. Questo non andrebbe molto a braccetto con l'idea di concorrenza sfrenata, tanto sfrenata da poter sfogare in un attentato politico.

Fin qui a me par di leggere solamente di una concorrenza tra due progetti mastodontici (lasciando perdere ipotetiche connessioni con gli attentati talebani, al momento ancora indimostrate). Chi perde, lascia sul campo miliardi di finanziamenti e miliardi di futuri introiti. Certo, l'idea di lasciare che l'80% del futuro approvvigionamento di gas all'europa stia in mano alla Russia non e' certo ottimale, specie vista la situazione politica russa, ma se l'Italia dovesse essere parte del monopolio, perche' no? Perche' se la Russia si sveglia male un giorno rimaniamo al fresco? E che differenza ci passa con l'elettricita' francese o il gas algerino?

71
12 Ott 2010
alle 15:53

Beppe Caravita

Però l'ultimo articolo omette di dire che l'Eni in questo moento pare il vaso di coccio tra i vasi di ferro. Qui un'altra recentissima analisi.

http://www.aspeninstitute.it/aspenia-online/article/unire-nabucco-e-south-stream

69
12 Ott 2010
alle 15:38

Giancarlo Liviano D'arcangelo

Complimenti Debora, per il blog e per l'altissimo quoziente informativo. Grande lavoro.

Giancarlo.

68
12 Ott 2010
alle 15:30

Beppe Caravita

Non mi risulta. Nessuno, almeno finora, ha notato la coincidenza. Quello che sostiene oggi il Fatto Quotidiano è che Putin, forse in cambio del declassamento di quota dell'Eni, ha reiterato l'offerta di un ingresso di Gazprom nel capitale Mediaset. Una polpetta avvelenata, a mio modesto avviso.

67
12 Ott 2010
alle 14:03

Antonio

Aggiungo, Beppe, che secondo IlSole24ore tedeschi e francesi stanno entrando in South Stream.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-10-09/putin-berlu-South-Stream-141936.shtml?uuid=AYiBoPYC

66
12 Ott 2010
alle 13:06

Antonio

Beppe, sa di qualcuno che sta portando avanti la connessione tra l'attentato talebano e South Stream? Non glielo chiedo per essere pedante, ma perche', se ci fossero indizi concreti in tal senso, sarebbe un'arma formidabile.

65
12 Ott 2010
alle 12:03

Beppe Caravita

Certo, in una interrogazione parlamentare sarebbero inopportuni. Là si può usare "confronto", "posizione radicalmente negativa", "controllo di risorse strategiche" e quant'altro. Qui sono solo termini un po' più coloriti e evocativi. Nessun isterismo. Come la dacia di Stalin in cui Putin ha ricevuto Berlusconi. Lo stesso posto, credo, in cui quel dittatore ubriaco uccise la seconda moglie nel corso di un'orgia. Per l'editore del "libro nero sul comunismo" deve essere stato un posto davvero piacevolmente adatto.

64
12 Ott 2010
alle 10:56

Antonio

Si chiede a Berlusconi i vantaggi della sua strategia, e delle ricadute del progetto South Stream in termini di relazioni internazionali e concorrenza.

Perche' i fatti, Beppe, sono che ci sono due progetti concorrenti - Nabucco e South Stream - e che ogni paese ha il diritto e il dovere di scegliere quello che ritiene piu' opportuno. Ecco, il dibattito dovrebbe essere: perche' Berlusconi ritiene South Stream piu' opportuno? Quali i vantaggi e gli svantaggi rispetto a Nabucco?

Personalmente credo che ci sia spazio per una interrogazione parlamentare. Scevra, pero', da accuse di "lotta senza quartiere", "scontro frontale" e "guerra energetica". Gli isterismi, lasciamoli a Berlusconi.

63
12 Ott 2010
alle 10:45

Beppe Caravita

L'Eni, fin dagli anni 50, è in partnership con i russi sul gas. E' un dato di fatto. Ha sviluppato insieme a loro il progetto South Stream. In concorrenza con Nabucco. L'Ue ha sposato Nabucco anche perchè, tra l'altro, consente una diversificazione degli approvvigionamenti di gas e allo stesso tempo offre agli Usa uno sbocco per il gas irakeno e mesopotamico, favorendo la loro exit strategy (e di altri paesi euroepei) dai conflitti dell'area. I russi hanno avuto sempre una strategia estremistica su Nabucco: lotta senza quartiere. L'Eni, pochi mesi fa si è vista pendere sulla testa una minaccia di multa antitrust europea pesante sui suoi gasdotti storici verso la Russia giudicati non aperti alla concorrenza. L'Eni, guardacaso, dopo la minaccia in primavera annunciava un cambiamento di linea sulla questione Nabucco-South Stream: facciamoli ambedue e raccordiamoli. Putin si è infuriato e ha detto No. E allo scorso vertice con Berlusconi gli ha fatto digerire l'entrata dei tedeschi di Basf-Wattenfal (già soci in North Stream) e la corrispondente riduzione della quota Eni in South Stream. Berlusconi dal vertice russo porta quindi a casa la progressiva emarginazione di Eni, di fatto, anche dalle scelte energetiche su South Stream. Non parliamo dei prezzi del gas russo, tuttora segreti. E' passata la linea Putin di scontro frontale con Ue e Usa su Nabucco. Sono andato a memoria sui fatti, ma sono fatti.

Ora che si fa, i servi sciocchi di Putin e i cornuti e mazziati? Isolati dalla comunità occidentale?

62
12 Ott 2010
alle 09:21

Cataldo

In estrema sintesi

Se qualcuno crede nella strategia USA "dell'arco di crisi", non nel senso che esista, visto che è sotto i nostri occhi, ma nel senso che continuerà, non si capisce perchè dovrebbe opporsi al difficile gioco dell'Italia con i Russi sulle partite del gas. Il problema è che B è come re Mida ma al contrario, il suo influsso trasforma ogni prosa in scatologia, questo è un problema che ormai è gravissimo per l'Italia, stante la pericolosità del momento internazionale.

61
12 Ott 2010
alle 09:08

Cataldo

Mi permetto di osservare che il gas costa oggi più caro all'Italia per via della tipologia di contratto, che privilegia, come è giusto, la sicurezza della fornitura rispetto l'adeguamento del prezzo. Che su questo si inneschino speculazioni è normale, oltre che deprecabile e da combattere, ma il principio è corretto.

60
12 Ott 2010
alle 09:00

Antonio

@Beppe Caravita

<i>Perdonami Antonio, il punto politico è un altro al di là delle ipotesi. Berlusconi ha nei fatti messo l'Italia in una guerra energetica contro l'Europa e gli Usa. Il Parlamento ne è cosciente? Che ne pensa al proposito l'opposizione. E Fini?</i>

La risposta politica, Beppe, e' che quella che tu chiami "guerra energetica" la si puo' anche chiamare "concorrenza", che esiste da quando esiste il mercato. Berlusconi ha scelto di stare con Putin per motivi di approvvigionamento. Se l'UE importera' l' 80% del gas da Putin (ipotesi) L' Italia, socia di Putin, ne trarra' sicuro giovamento.

Piu' che non le scelte l'interrogazione dovrebbe riguardare le ripercussioni strategiche della scelta: i) gli italiani ne trarranno giovamento? Finora, alleanza con Putin o no, il gas in Italia costa caro; ii) ripercussioni sugli altri paesi? 

59
12 Ott 2010
alle 08:47

Cataldo

Quando si parla di "nessi" bisogna sempre andare cauti. Vediamo una cosa per volta

L'azione posta in essere contro il convoglio italiano è particolarmente pesante sul piano politico-militare. Gli assetti italiani sul campo pur aumentati in qualità, sono comunque esigui rispetto l'estensione geografica delle zone di appartenenza; pur integrati nel comando ISAF, l'allargamento dei compiti non è stato seguito da una parallela autonomia nelle funzioni di CAS (close air support), controtiro di artiglieria, controllo visuale diretto. Discutere di bombe guidate sugli AMX è veramente questione di lana caprina, quando si spara tutti i giorni con mortai da 120, pudori senza senso che spesso costano caro agli uomini sul terreno, senza giustificazioni plausibili, come abbiamo visto in iraq con la base "aperta" per semplice stupidità di politici e stellette senza spina dorsale. La qualità della nostra classe dirigente la vediamo in questi casi.

Fino a quando ci saranno uomini sul terreno con ordini come quelli assegnati nel corso degli ultimi mesi, comprese le catture programmate e le azioni "preventive" è stupido far decollare un aereo per costose ore di volo senza armamenti a distanza, anche perchè per usare il cannone l'aereo dovrebbe scendere molto pericolosamente  per supportare uno scontro a fuoco. Inoltre non c'è il colpo opportunità da utilizzare nei voli di controllo.Solo le capacità operative del "mangusta" e dei suoi equipaggi, sono stati in grado di risolvere autonomamente situazioni complesse sul terreno dove la rapidità del CAS è stata indispensabile.

O gli cambiamo gli ordini o gli diamo la possibilità di operare con margini di sicurezza minimi, altrimenti si che è sciacallaggio.

Un nesso con gasdotti ed oleodotti c'è nella presenza generale dell'Italia in zona, ma collegare l'attentato allo sviluppo degli eventi sul Nabucco vs South stream è azzardato, senza una prova o indizi, stante la modalità che è stata riportata, che si discosta dalla routine di morte quotidiana solo in quantità.

E' evidente invece il nesso tra il viaggio di B dal suo amico Putin e l'indifferenza che ha accompagnato questa strage sui media main-stream di tutto il mondo, contrariamente ad altre analoghe tristi occorrenze, questi sono segnali che B. capisce.

 

58
11 Ott 2010
alle 21:29

anonimo

@55. lopez,

Un poco criptico, in particolare l'ultima domanda.  ;)

57
11 Ott 2010
alle 21:01

Beppe Caravita

Alcune banche tedesche, sul North Stream, hanno fatto lo stesso ragionamento (diciamo, di redditività garantita a lungo termine). Così Schroeder e persino la Basf. Non ci sono mica solo i liberali e gli idealisti in Europa.

56
11 Ott 2010
alle 20:57

Beppe Caravita

Berlusconi è il monarca di un sistema di potere. Che si finanzia con grandi masse di danaro. Mediaset è ormai un'azienda a tappo e in parte decotta. Ha bisogno di un flusso di danaro nuovo, stabile e crescente. Per pagare clientes, partiti, e tutto l'ambaradan. Partecipare alla rendita monopolistica russa sul gas per lui è perfetto. Non trovo altra ipotesi esplicativa.

55
11 Ott 2010
alle 20:10

lopez

Io penso che la cosiddetta realtà sia stratificata, cioè puoi limitarti ad ammirarne la superficie ed accontentarti  di ciò che ti è dato di vedere. Se non ti basta allora scava. Gli archeologi lo fanno, per cercare la memoria del passato, e la memoria conta, per capire  cose altrimenti oscure. Ho esagerato?

54
11 Ott 2010
alle 19:56

paolo zamparutti

riassumendo

si deduce che Berlusconi abbia compreso che il problema del futuro è l'energia, dimostra dalle sue mosse che abbia compreso il dramma dell'imminenza del picco delle energie fossili.

nel farlo dimostra di voler smarcarsi dall'europa e interessarsi direttamente alle fonti usando la sua amicizia con putin.

berlusconi dimostra di non apprezzare la democrazia ed ha un idea alquando macchiavellica della gestione del potere, inoltre è parecchio intelligente, al di la del disprezzo sulla sua persona che gli viene dal gioco delle parti, intelligenza che è propenso a utilizzare per i suoi scopi grazie al potere acquistato.

Allora perchè fa questo? Ritiene l'Europa un progetto fallito per il futuro? Che diavolo ha in mente per il futuro?

53
11 Ott 2010
alle 19:36

anonimo

Cerchi sovrastrutturali... capitali anonimi... miliardi sequestrati... agenzie di rating... ovviamente le Sette (non le ore) incluse le Massonerie... downgrade... e perchè no: TdG con funerale Cattolico (sapete si scrive che vi siano altre piste...)

Circa i Capitali Anonimi:

cronachelaiche.it/2010/10/%E2%80%9Ci-capitali-anonimi-rovinano-l%E2%80%99umanita%E2%80%9D-e-lo-ior/

(non che non sapessimo già che lo IOR abbia ormai poco a che fare coi precetti Cristiani)

Circa i downgrade: Santander - Gotti Tedeschi - JPMorgan (et Altri)

Circa l'UE che sia sovrastruttura non c'è dubbio, e dubbio non c'è sul fatto che in questa vi siano Altre sovrastrutture...

Chissà come finisce la storia, aperta dai Radicali, dei beni della chiesa in seno all UE... già sovrastrutture e sottostrutture... e CFR

52
11 Ott 2010
alle 19:08

pirkoil

Eh giustamente l'europetta della mafia dei deboli(leggasi massoneria) dice a berlusconi:"Ma che fai pappi da solo????chi mangia da solo si strozza,il porco campa un anno ect ect".Sono luoghi comuni ,non serve andare a bruxells.

51
11 Ott 2010
alle 19:04

Beppe Caravita

Bè, di sicuro c'è un livello sovrastrutturale sullo Stato Italiano. Si chiama Unione Europea. Dove un suo rappresentante piuttosto autorevole, l'eurodeputato Daniel Cohn Bendit dice di Berlusconi:
«L'Italia oggi è completamente fuori dalla responsabilità e dai giochi europei. Di fatto l'Italia di Berlusconi non conta, non c'è. Nessun governo europeo ne capisce le politiche, le strategie e gli obiettivi. E il fatto che il riferimento di Berlusconi in politica estera sia la Russia di Putin la dice tutta. Non c'è bisogno di aggiungere altro». Io non scomoderei troppe dietrologie, basta andare a Bruxelles o a Strasburgo.

50
11 Ott 2010
alle 18:59

anonimo

@49. lopez,

Non è una domanda, vero?  ;)

49
11 Ott 2010
alle 18:52

lopez

@46 A proposito di Fini ed opposizione ti riferisci forse a quel "cerchio sovrastrutturale" che appena emerso dalle intercettazioni è stato subito riseppellito dai media della disinformazione? Mi ricorda un po' Mani Pulite, stessa strategia.

48
11 Ott 2010
alle 18:49

pirkoil

X Beppe,le prove non servono nei paesi civili.In ogni altra democrazia vagamente sostanziale se un politico non da spiegazioni serie ed esaurienti sui conti all'estero si deve dimettere e questo perchè le indagini sui conti all'estero sono molto opinabili.L'Italia è il paese dove il presidente della camera fini si fa il bagnetto con l'amichetta nella riserva naturale ultraprotetta sotto l'occhio attento dei vigili del fuoco.Del resto ognuno ci vessa come può.....,ma pensate se lo avesse fatto un qualunque altro politico di un altro paese.

47
11 Ott 2010
alle 18:38

Christian

Per chi ha voglia di approfondire... andate a vedere la storia degli accordi Eni-Enel-Gazprom per la spartizione di parte dei beni ex Yukos.... guardate chi siede nei vari cda e relativi collegamenti... è storia che viene da lontano... ed storia che ha interessato anche governi di sinistra... poi qualcuno unisce l'utile al dilettevole... il pubblico con il proprio privato...

Non è questione di complottismi... qui si tratta di impudenza trasparente... l'arroganza non teme nulla...

Quando ci rammarichiamo dell'uccisione di giornalisti russi (vedi la Politkovskaja uccisa il 07/10/2006) ricordiamoci che il mancato controllo democratico sulle nostre istituzioni (e sul loro mancato controllo sulle imprese PUBBLICHE) qualcosa determina anche se in un lontano "piccolo angolo d'inferno"...

Non so in quali paesi "civili" è consentito al Presidente del Consiglio di andare in giro per il mondo per non precisati motivi... senza che qualcuno ne chieda conto... Solo perchè si commettono ben altre nefandezze non vuol dire che bisogna far finta di nulla...

come consiglia pirkoil leggete ogni tanto il Kommersant fra gli altri...

per @Altiero Spinelli... salvo casuale omonimia non dovresti utilizzare il nome di un vero antifascista per esprimere opinioni che lo avrebbe fatto almeno arrossire... per la vergogna! Esprimile pure... ma con il tuo vero nome... e continua a leggere questo sito  puoi imparare qualcosa di interessante (per me è stato così...)

Saluti da un fregnacciaro... pignolo.

 

46
11 Ott 2010
alle 18:26

anonimo

Perdonami l'intromissione Beppe, il dibattito parlamentare è già stato fatto probabilmente (prima della storia su Montecarlo), anche se è avvenuto fuori dal Parlamento  :D

Su Fini, se può interessare un parere anonimo, ricorderei una domanda interessante (che potrebbe aiutare a capire cosa ne pensa): ...chi c'è dietro Fini?...

Sull'"opposizione" ripeterei la stessa domanda  :D

@44. pirkoil,

Che la politica energetica potrebbe essere migliore non c'è dubbio...pensiamo alle rinnovabili per esempio.

 

In realtà sulle rinnovabili non è che vada cosi male, e forse di quella politica energetica (del B.) in qualche modo sono componente importante:

ilsole24ore.com/art/tecnologie/2010-10-08/russia-apre-rinnovabili-084108.shtml?uuid=AYibvrXC

rinnovabili.it/italia-e-russia-confronto-diretto-sullenergie-rinnovabili-700392

 

45
11 Ott 2010
alle 18:18

Beppe Caravita

No vi sono prove,  almeno per ora.

44
11 Ott 2010
alle 18:11

pirkoil

Eh già si prende il 12% dai francesi per i reattori cesso,il 10% da gheddafi per introdurre il beduino nel mercato italiano,il 18 % dall'emiro del quatar per il rigassificatore ,da putin solo il 7% perchè gli sta simpatico.Se questa è una politica energetica.... a me mi sembra la politica della mamma de li c...i sua.

43
11 Ott 2010
alle 18:04

Debora/Petrolio

pirkoil, direi che l'unica politica che ha questo governo è proprio quella energetica...

42
11 Ott 2010
alle 18:01

Beppe Caravita

Perdonami Antonio, il punto politico è un altro al di là delle ipotesi. Berlusconi ha nei fatti messo l'Italia in una guerra energetica contro l'Europa e gli Usa. Il Parlamento ne è cosciente? Che ne pensa al proposito l'opposizione. E Fini?

41
11 Ott 2010
alle 18:00

anonimo

Bravo a Beppe Caravita per l'articolo,

Il Nabucco...
I Russi...
Ungheria...uno stato per due progetti...(ed è anche stato accusato di cercare di affossare il Nabucco)

bloomberg.com/news/2010-08-16/hungary-supports-south-stream-nabucco-gas-pipelines-nepszabadsag-reports.html
(giusto per esempio...)



...già, Ungheria...e maree di colori vari...
Circa la Mal Zrt (guarda caso alluminio*...pipeline...e non lontanissimo dal tracciato del gasodotto) :

maps.google.fr/maps?f=q&source=s_q&hl=fr&geocode=&q=Kolont%C3%A1r,+Hungary&sll=47.06638,18.363647&sspn=1.855882,4.938354&ie=UTF8&hq=&hnear=Kolont%C3%A1r,+Hongrie&t=h&ll=47.094903,17.518044&spn=0.05738,0.219727&z=13

Osservate in questa pagina la seconda inquadratura:

feww.wordpress.com/2010/10/09/hungarian-rhapsody-in-red-major/

Il WWF ritira fuori fotografie dei "bacini" dove si segnalano particolari che poco interessano la zona dove la "diga" è "ceduta" (...già, ceduta... come no...direi piuttosto: dove "è stata ceduta" :D ) :

wwf.panda.org/wwf_news/press_releases/?195541/Hungary-toxic-mud-disaster-could-have-been-avoided



(*) non che la produzione sia enorme in Ungheria:

minerals.usgs.gov/minerals/pubs/country/2008/myb3-2008-hu.pdf

A titolo di paragone Italia:

minerals.usgs.gov/minerals/pubs/country/2008/myb3-2008-it.pdf



P.S.
Per i malcapitati che leggono (anche i commenti) per la prima volta del Nabucco o del South Stream può essere un riepilogo questo (ENG):

euractiv.com/en/energy/europes-southern-gas-corridor-great-pipeline-race-linksdossier-498558

 

Saluti.

40
11 Ott 2010
alle 17:41

Beppe Caravita

Quando l'Europa importerà all'80% solo gas di Putin, e dei suoi soci, ci faremo grasse risate con la concorrenza.

39
11 Ott 2010
alle 17:40

medo

URENGOY e YAMBURG sono i più importanti giacimenti di gas russo e sono in forte declino. La "depletion" petrolifera russa è calcolata al 4% annuo, tradotto per i lettori meno avvezzi a questa terminologia: ogni anno il calo di produzione di prodotto petrolifero, gas compreso, dal 2008 in avanti è stimata di 4% inferiore rispetto all'anno precedente. La fine dell'incremento produttivo data del 2008, l'inizio del "collasso" è del 2004 quando gli incrementi di produzione mensile hanno cominciato la picchiata verso il basso.

La Russia continuerà ad esportare almeno per venti anni, perchè la regola dell'export energetico è che "you cannot eat oil" e che sostanzialmente i paesi industrializzati non possono giocarsi la carta del full export visto l'aumentata domanda interna. Tuttavia io vorrei sapere come faranno a vendere tutto quel volume di gas che vogliono piazzare nei nuovi gasdotti a quel prezzo e se anche fosse come possono garantire un flusso come quello che giustifica il South Stream. Non ci sono i numeri, tranne nelle fantasiose previsioni della stessa Gazprom, per fare in modo che l'immensa speculazione su Nord e Sud Stream diventi una reale fornitura di gas. La Russia è l'unico paese dell'OCSE ad essere governata da un ex-militare e l'Italia unico dell'OCSE ad essere governato da un ex-imprenditore, entrambi stanno giocando col fuoco, speculando, facendo gli uomini d'affari in maniera losca e palesemente per gli interessi di tre o quattro aziende ed il profitto di poche decine di persone.

Ripassatevi il declino petrolifero russo ed il "nulla" che Silvio e Vladimir stanno vendendosi l'un l'altro... http://www.theoildrum.com/node/3626

38
11 Ott 2010
alle 17:34

Antonio

Il problema, Beppe, e' che in mancanza di connessioni certe tra l'attacco talebano e la politica gasenergetica di Berlusconi, non c'e' margine per un dibattito. Berlusconi rispondera' a qualsiasi accusa che lui ha scelto di stare con South Stream, e che la concorrenza e' normale in qualsiasi mercato. Gas incluso.

37
11 Ott 2010
alle 17:31

Antonio

Direi di si', Beppe. Molto di piu' di quanto non ve ne sia per parlare di nucleare. 

36
11 Ott 2010
alle 17:28

pirkoil

Ma perchè berlusconi ha una politica energetica?

35
11 Ott 2010
alle 17:03

Beppe Caravita

C'è materia per un dibattito parlamentare sulla politica energetica di Berlusconi, al di là di ogni ipotesi sui fatti afghani?

34
11 Ott 2010
alle 16:46

Antonio

Interessante teoria, Beppe. Vi lavorera' sopra per trovarne degli elementi fattuali? Sarebbe interessante.

32
11 Ott 2010
alle 16:26

Beppe Caravita

Andrebbe capito piuttosto qul è il paese, a cui ha alluso Berlusconi, che ancora fa resistenza al passaggio di South Stream. Se ho ragione aspettiamoci delle belle.

31
11 Ott 2010
alle 16:24

Beppe Caravita

Cooreggo: South Stream (non Blue) non funziona se non c'è quell'enorme giacimento di gas in quei tubi. Punto. Lo hanno detto loro, Putin e quelli di Gazprom, felici di aver lasciato a secco Nabucco. Che ora è nei guai.

30
11 Ott 2010
alle 16:23

Beppe Caravita

Blue stream non funziona se non c'è quell'enorme giacimento di gas in quei tubi. Punto. Lo hanno detto loro, Putin e quelli di Gazprom, felici di aver lasciato a secco Nabucco. Che ora è nei guai.

29
11 Ott 2010
alle 16:21

Beppe Caravita

Magari non esiste nesso, Antonio, magari è solo una coincidenza. Ma i fatti dietro sono quelli, e sono tutti linkati da notizie pubblicate in rete. Recentissime, recenti e non. E che Berlusconi sia in scontro frontale con la Ue e gli Usa è scritto ovunque, in italiano e in inglese. Che karzai stia trattando coi talebani per spartirsi l'Afghanistan anche. Che il gasdotto tapi per loro siano soldi anche. Che là girino bande di banditi comuni a pagamento anche. Che comprarli per dare una lezione mi pare molto credibile. Che nella dacia russa B. e Putin stessero decidendo anche sulla destinazione di quel gas destinato altrove, evidente e pubblico. Magari il nesso non c'è,  magari è solo una coincidenza.

28
11 Ott 2010
alle 16:06

pirkoil

Per chi non ha voglia di leggersi tutto riporto il succo:"

Gazprom picked Central Energy Italian Gas Holding (CEIGH) as a partner delivering gas to Italy. CEIGH’s 33 percent belongs to the Italian Mentasti-Granelli, the rest is owned by Gazprom’s subsidiaries. Mentasti-Granelli pertains to Bruno Mentasti Granelli, the old friend and associate of Silvio Berlusconi, who is reputed to act in his interest".

27
11 Ott 2010
alle 16:06

Antonio

Io non ho ancora capito il nesso tra l'attentato dei talebani e l'accordo italo-russo.

26
11 Ott 2010
alle 16:04

pirkoil

Caravita è un bravo ragazzo e serio,ma si tiene giustamente cara la vita.Io posso parlare liberamente e vi posso dire perchè  berluscane ottiene prezzi di favore per la sua eni.

http://www.kommersant.com/page.asp?id=636565

25
11 Ott 2010
alle 15:49

lopez

Lei sicuramente, Caravita, sarà molto più informato di me  ma non mi pare abbia chiarito granchè. Cerco di spiegarmi: per gli Stream, grosso modo, tedeschi, italiani e francesi,  per Nabucco l' Unione Europea. Forse il problema  è a monte(rifornirsi dai russi o dagli USA)?

24
11 Ott 2010
alle 15:47

karagounis78

Per una volta che facciamo la parte del leone ci diamo contro da soli?! Ben vengano questi accordi.

23
11 Ott 2010
alle 15:28

Beppe Caravita

Io non ho certezze, nè verità in tasca. Ma tante domande sì.

22
11 Ott 2010
alle 15:05

Beppe Caravita

A nabucco invece partecipano grandi gruppi tedeschi, altri europei, e lo sponsor principale non sono gli Usa ma l'Unione Europea. Tanto per chiarire.

21
11 Ott 2010
alle 15:03

Beppe Caravita

Ai gasdotti russi partecipano: a Nord banche tedesche e aziende che di fatto controllano il grande giacimento artico di Stockton e pagano i tubi. A Sud Edf che vuol vendere centrali nucleari all'Italia e ora qualche opportunista tedesco (si dice). Il prezzo del gas comunque lo deciderà Putin-gazprom discrezionalmente, ai paesi amici lo fa basso, ai rompipalle (estonia, polonia, ucraina...) molto alto. Il prezzo che fa Putin all'Eni è tuttora segreto, come mai?

20
11 Ott 2010
alle 14:27

lopez

A me non sembra siano segreti gli accordi coi russi. Per Southstream c'è anche la partecipazione di Francia e Germania(i crucchi tengono pure Northstream). La cosa perciò infastidisce solo e come sempre gli angloamericani. Si sa, le autonomie sono invise ai poteri centrali e, of course, la grancassa di Riotta non fa altro che il suo porco mestiere ma, per pietà, non mischiamo l'Afghanistan con Karzai, sono fra loro agli antipodi.

19
11 Ott 2010
alle 14:08

max

'ngiorno a tutti.

la frase ministro, si goda lo spettacolo davanti alle bare dei 4 alpini è tutto un programma. proprio come gli ispano-americani anche gli italiani ormai vanno alla guerra perchè il lavoro latita e maledetto il bisogno certuni non capiscono che quei soldi anche se insanguinati sono SUDATI e non regalati.

detto ciò non pretendo che domenica in mi faccia una analisi geopolitica degna del buon lucio caracciolo ma sentire dire che vanno a morire x la democrazia afgana mi fa girare le palle e non solo. dopo 9 anni di bombe e stragi pure la foresta amazzonica sarebbe stata rasa al suolo; se nel 2001 c'era solo sabbia ed argilla per quale cazzo di motivo si bombardano ancora quei poveri cristi? ecco che entra in gioco la strategia neoconservatrice-massonica del quartetto diabolico wolfowitz-perle-cheney-rumsfeld che nonostante siano nell'ombra fanno sentire ancora la loro voce.

Brzezinski lo aveva ipotizzato, Bush lo aveva realizzato e Obama ahimè lo sta continuando: la campagna bellica afgana durerà decenni. Fine della storia. Fukuyama ti saluto.

l'italia non è in guerra.

lo è il suo presidente stragista-piduista colluso con la mafia dei santapaola e dei corleonesi.

un presidente affarista che complotta contro il suo paese merita la cacciata verso lidi infuocati degni del peggiore dei gironi danteschi.

oppure sentirsi dire presidente, si goda lo spettacolo dal parente di una vittima di guerra/pace.

18
11 Ott 2010
alle 13:29

Antonio

Io non ho mica capito gli elementi fattuali che, per Caravita, associ senza ombra di dubbio l'attentato talebano con gli accordi italo-russi e la compezione con USA e UE.

La domanda finale pero' e' encomiabile: Adesso dovremmo capire da che parte stiamo, considerando sempre che, malgrado i nostri appelli per il solare e l'eolico, abbiamo al momento bisogno di energia.

Da che parte stiamo?

17
11 Ott 2010
alle 13:21

medo

Abitavo vicino al Turbo Gas in Italia, poi mi sono trasferito in Francia nel punto più lontano dalle centrali nucleari ed uso energia elettrica Enercoop. Quindi è vero che essendoci la rete "europea", nella mia elettricità finisce di tutto anche se il 90% di quel che la pago (tranne le tasse) finisce a finanziare rinnovabili vere, ma non ho il gas ne' per la cucina, ne' per altro. Uso solo elettrico e spendo solo il canone avendo un consumo bassissimo. 

16
11 Ott 2010
alle 13:20

Marco Pagani

Fare accordi segreti con la Russia alle spalle dell'Europa è un politica antieuropea in contraddizione con la nostra appartenenza all'UE.

Fare accordi segreti con la Russia alle spalle del PArlamento è una politica antidemocratica in contrasto (l'ennesimo!) con la nostra Costitutizione.

Mettersi contro una bella fetta di mondo non è poi una così grande idea; questa storia mi ricorda lo scellerato Patto di Londra del 1915, firmato dal "porco Salandra". Quello sappiamo tutti come andò a finire...

15
11 Ott 2010
alle 13:13

Debora/Petrolio

Io non uso gas da 3 anni e sono vivo.

Sei sicuro che non usi gas, Medo? Il tuo computer, il tuo frigorifero, la tua lampadina sono alimentati "a gas", qui in Italia... ;-)

14
11 Ott 2010
alle 13:00

francesco ganz

....Siamo tutti in guerra, quando si presentano nuove risorse o si crea una dimunuzione delle risorse disponibili pro capite.

Il punto è : col gas che ci facciamo ? Se lo utilizziamo solo per scaldare le case, allora male;se in parte potremo rivenderlo, ed utilizzare parte del ricavato per ripioanre il debito pubblico/ investire in recupero del territorio bene ; in tutti gli altri casi male.

Se la guerra di risorse avesse potuto garantirci l'approvigionamento di terre rare credo che ci sarebbe sato il potenziale per costruirci sopra una filiera di ricerca/produzione di alto livello tecnologico; il gas invece fa più male che bene. parecchio più del petrolio.

13
11 Ott 2010
alle 12:22

Paolo B.

Il destino dei paesi colonizzati(la colonia a stelle e strisce Italia) é quello di non essere autorizzati alle politiche autonome, specie quelle energetiche, dal tracciato del padrone. E chi ci prova rischia la pelle, anche se "perdere" mister B. non é che sia proprio un danno per l'italietta.

Allora se questa crisi delle risorse deve travolgere l'Occidente ed il resto del mondo, é bene che travolga prima di tutto l'unità nazionale USA, alla maniera dell'Unione Sovietica, perché é l'unica speranza di scrollarceli di dosso.

Diversamente affonderemo(tutta l'Europa) insieme ad essi...

12
11 Ott 2010
alle 12:19

Roberto

IL controllo, questo e' il problema. Poi gli apparati statali guardano le cose in prospettiva: sanno bene l'entita' dei problemi futuri e cercano "rimedi" gia' ora.

11
11 Ott 2010
alle 12:19

medo

Ripassarsi i fondamentali legati alla produzione mondiale di gas ( http://www.energytribune.com/articles.cfm?aid=379 ) e poi tornare qui a commentare.

Comunque vada, rimanendo ottimisti, solo la metà degli europei accederà alla risorsa gas attorno al 2020. In gran parte, i paesi dove Nabucco e/o South Stream passeranno non potranno acquistare gas che per una sempre più piccola parte di abitanti. Non sono notoriamente paesi stabili, quindi ad ogni inverno ci si troverà davanti a scintille di guerra civile se non peggio.

Io non uso gas da 3 anni e sono vivo.

Vedete voi.

10
11 Ott 2010
alle 12:16

Giovanni Orru'

@AltieroSpinelli

Come già ripetuto da qualcuno a qualcun altro piu' o meno come te non devi staccare nessun assegno per leggere su questo blog per cui se ti sembrano solo frustrazioni, benissimo, cambia pure pagina web. Io normalmente lo faccio perchè non ho tempo da perdere.

Thanks

 

 

 

9
11 Ott 2010
alle 12:10

andreaX

Non capisco quale sia il problema, se l'italia si approvvigionerà grazie al south stream vorrà dire che le altre nazioni si approvvigioneranno dal nabucco. Tanto il gas non rischiamo mica di averne troppo, anzi.

Inoltre diversificando le forniture di gas evitiamo anche i problemi legati al monopolio: se esiste un unico gasodotto chi lo possiede può chiuderlo e riaprirlo a suo piacimento così invece è costretto a fare i conti con un altro. E poi agli americani cosa gliene importa?, non prendono certo il gas dai russi, casomai prendono il petrolio dall'iraq.

Boh, forse non ho capito bene io quale sia il problema.

 

8
11 Ott 2010
alle 12:07

Spengler

l'intreccio è molto più intricato della sola energia: http://www.dagospia.com/rubrica-4/business/articolo-19270.htm ci sarebbe la volontà di Silvio di cedere parte di Fininvest a amici russi fidati.

La partita è veramente grossa, forse la più importante dal 92-94. Quella volta l'intreccio fu tangentopoli/bombe/speculazione finanziaria, vediamo questa come va...

7
11 Ott 2010
alle 12:01

Beppe Caravita

Grazie dei commenti. Urge un serio e trasparente dibattito parlamentare sulla politica energetica internazionale di Berlusconi. Tutto qui.

6
11 Ott 2010
alle 11:57

Roberto

Che alcune nazioni siano destinate a scontrarsi nei prossimi anni(non solo diplomaticamente) per il controllo dell'energia e' praticamente certo; che poi l'Italia abbia deciso una propria politica autonoma nella regione mettendosi contro mezzo mondo non so quanto sia saggio: in ogni caso ci penseranno i nostri "alleati" occidentali a riportarci alla realta'(ricordate l'esempio di Mattei del cane e dei gattini affamati?).

5
11 Ott 2010
alle 11:48

Debora/Petrolio

Il povero scemo al commento 3 non ha capito che io la penso come lui (e anche Beppe Caravita, che è l'autore del testo riportato). Ma evidentemente gli piace insultare le donne al punto da non capire neppure quello che legge.

Le parolacce sono state censurate.

4
11 Ott 2010
alle 11:41

Emanuele Agus (kurdt)

Personalmente sono per una volta d'accordo con berlusconi, la potenza regionale a cui accodarsi è la russia, piuttosto che gli Usa, che perderanno con il tempo la vecchia autorità-

 

 

3
11 Ott 2010
alle 11:40

AltieroSpinelli

Per una volta che ci portiamo a casa qualche commessa noi, questa si preoccupa che il nostro piano potrebbe non piacere del tutto agli americani , i quali non solo hanno da sempre operato in questo modo e si sono garantiti la sicurezza energetica in qualunque parte del mondo, ma che ora mirano anche a farlo con i nostri vicini di casa.

assurdo... io sono proprio a favore della libertà di stampa ma certe volte mi domando se far chiudere posti come questo, dove le frustrazioni private di qualcuno vengono assopite scrivendo fregnacciate, non sia una buona idea.

2
11 Ott 2010
alle 11:35

guastatore

Come disse il non ancora compianto Giulio:

"A pensare male si fa peccato, ma spesso ci si azzecca"

In questo decennio del nuovo millennio troppi fatti (mediaticamente non collegati) combaciano tra di loro, mostrando realtà losche e disegni diabolici. Non ci resta che attendere la carota.

G.

1
11 Ott 2010
alle 11:28

corrado

altro che pollicino e le briciole di pane, qui basta seguire i tubi, quelli fatti e quelli da fare...

"it's the oil, stupid"

 

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