Uno sguardo dal picco

E' davvero una notizia da prima pagina, il fatto che in un Paese si inauguri una nuova raffineria. Come abbiamo notato più volte, sia in Europa che in USA si va avanti ormai da decenni con ferrivecchi che spesso non sono neppure in grado di raffinare il petrolio più "pesante" e ricco di zolfo che si trova oggi sul mercato. Costruire nuove raffinerie è, contrariamente a quel che si può pensare, un investimento azzardato: ci vogliono circa vent'anni per ripagare i costi, e nessuno sa se tra vent'anni ci sarà ancora sufficiente greggio per tutti, soprattutto che genere di greggio.
Gli unici a potersele permettere sono gli Stati, e infatti ecco Medvedev che inaugura una raffineria nuova di zecca nel Tatarstan. E' la prima raffineria di grandi dimensioni costruita in Russia dalla fine dell'era sovietica, evidentemente anche loro ci hanno pensato su parecchio.
.
Ne aprono una e ne chiudono un'altra...
http://www.e-cremonaweb.it/index.php?option=com_content&task=view&id=8270&Itemid=281
forse un investimento in raffinerie sarebbe sensato nell'ottica di accentrare la produzione per migliorare i margini sempre più risicati (difatti per molte la prospettiva è la chisura)
problemi con l'inglese? oh relax, al limite vai a leggere il giornale al bar mentre ti bevi uno spritz invece di usare il tuo notebook per leggere un blog su Internet
L'inglese è una necessità e soprattutto è conoscenza
Lo scorso settembre ero a cena con un ingegnere che lavora in una delle maggiori raffinerie italiane. Mi diceva che stavano avvertendo la concorrenza di una grande raffineria indiana da poco entrata in produzione (credo sia Jamnagar), e che in Italia probabilmente varie raffinerie chiuderanno (il che non è detto sia un cattiva notizia!).
Una lista delle raffinerie mondiali la trovate su Wikipedia (inglese):
en.wikipedia.org/wiki/List_of_oil_refineries
@6
Esiste, eccome. Sempre sull'"Oil and gas journal" :
...//images.pennnet.com/articles/ogj/thm/th_survey%20notes%2001.gif
Qui il documento intero, a pagamento : : ...://ogjresearch.stores.yahoo.net/worrefproj.html
Cercando con "OGJ" + "worldwide construction project(s)" si trovano oltre 14mila immagini, tra cui tabelle e grafici interessantissimi.
Ciao medo,
non esiste per caso un database delle raffinerie in costruzione? Mi pareva che ne stessero facendo alcune, nei paesi arabi ed in venezuela, ma forse mi baglio
Grazie per le informazioni che dai su questi ed altri argomenti.
P.S.
Usa pure tutti i termini anglofoni che vuoi, basta che siano usati a proposito e non a sproposito come fanno in molti ;)
Saluti
Phitio
@1
Tutto lo scibile umano ufficiale sulle raffinerie lo trovi in questa pagina dell'"Oil and gas journal" : ...://www.pennenergy.com/index/research-and_data/oil-and_gas/Refining.html
Se ti interessa il dato americano, il "peak rafinery" ( massima quantità di greggio raffinato nella storia) è stato nella prima settimana di luglio 2006, ammontava ad una media di input di 16 464 000 barili al giorno. (dati ...://www.eia.gov/dnav/pet/hist/LeafHandler.ashx?n=pet&s=wcrrius2&f=4).
Dalla metà degli anni '70 in poi, raramente si sono costruite raffinerie. Tra le più grandi al mondo vediamo l'anno di costruzione, che è ormai attestato a quasi un secolo fa :
IRAN : Abadan rafinery , 450mila b/g (1912, espansa 1980)
USA : Baytown refinery , 557mila barili al giorno (1919, espansa nel 1989)
UK : Fawley refinery , 326mila b/g (1921, espansa nel 1951)
Secondo me il fatto che le raffinerie giganti siano roba del passato ormai remoto, significa che l'industria petrolifera stessa non abbia realmente mai creduto alla infinita possibilità del petrolio. Poi, gli anti-picchisti hanno tutto da dimostrare come sempre la loro credibilià è vicinissima al livello zero...
@3
Non vivo più da anni nell'italietta, quindi non sono al passo con le mode! Chiedo venia se qualcuno si sente offeso nella sue tradizioni, ma mi è venuta in mente la definizione inglese, tanto più che non volevo fare ripetizioni e poi traducevo dall'inglese dell'articolo d'origine sulla produzione petrolifera "tatara". Infine, l'inglese è la lingua in cui si trovano il 90% delle informazioni sull'argomento petrolifero, sia per la predominanza di ingegneri e studiosi anglofoni, sia perchè le informazioni le trovo sul web e non certo cercandole con terminologia italiana! Almeno apprezza che le parole straniere io le metta quasi sempre in corsivo a sottolinearne l'estraneità culturale! Eccheccazzo...
@2
Piccola osservazione quasi polemica: ma invece che heavy oil e oil fields, non avresti potuto usare "petrolio pesante" e "campi petroliferi"?
Scusate, ma questo global english ha rotto davvero le palle perchè lo si usa anche quando non è necessario.
Sarà che nell'italietta colonizzata dagli USA é ormai una moda (o trendy?), ma l'Italiano infarcito di termini inglesi è un vero e proprio orrore linguistico.
A parte questa mia disquisizione, sei diventato prezioso per la mole di informazioni con cui impreziosisci il blog :-)...
La raffineria in questione in realtà è una parte di un grande progetto di riqualificazione, non ancora terminato, di un'intera area di estrazione, lavorazione e trasporto di idrocarburi nel Tatarstan.
Il progetto innanzitutto prevede di mettere in valore ed aumentare il rendimento di una preesistente unità specifica di lavorazione degli oli pesantissimi che si estraggono in zona, riuscendo a recuperare il massimo possibile di gas naturale (da usare in loco per lavorare le sabbie bituminose). Nel Tatarstan viene estratto il 65% di tutto l'heavy oil russo in circa 450 differenti oil fields. L'area del fiume Sheshma ha un tasso di presenza di petrolio con la quale solo le sabbie bituminose canadesi possono competere. Il costo alla produzione di un barile di petrolio di questa area si aggira attorno ai 15$.
Vista la sua collocazione, la mega-raffineria del Tatarstan è ad uso prettamente del mercato russo e cinese. Paradossalmente, l'aumentata capacità in loco di estrarre e raffinare il greggio pesante farà diminuire l'esportazione netta in termini di tonnellaggio...
C'è un grafico del "picco delle raffinerie" da qualche parte?
alle 10:01
medo
#8
In Francia hanno chiuso quattro raffinerie (circa il 25% del totale) negli ultimi cinque anni (mandato a casa un indotto di 10 000 persone circa, ma questo è il minimo tanto nessuno se ne frega; fatto sta che l'importazione di prodotto raffinato tocca ormai guarda caso il 25% del consumo nazionale! Finchè dura............