Uno sguardo dal picco
Questa è la storia di una bambina che si chiama Stella. Una bambina che vive con la sua famiglia in un Paese amato, il Messico. Corre l'anno 2125 e non c'è petrolio.
Comincia così questo delizioso breve cartoon messicano che racconta la giornata, senza petrolio, di una bimba del futuro. Sarebbe molto istruttivo da vedere, anche per i nostri bambini.
(Grazie a Luca per la segnalazione)
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La tristezza di questo video mi ricorda i cartoni animati cecoslovacchi e similiari dall'est che vedevamo da bambini (RAI non ci dava altro!). Sarà la visione di sinistra a essere un po sfigata? La realtà sarà ben diversa, ma i Paesi del terzo mondo soffriranno di più. L'elettricità sarà l'unica cosa che non mancherà. Può darsi che non ci saranno più tutte le auto di oggi e che si viaggerà più in treno e metropolitana e tram. Ma state sicuri che quando non ci sarà più petrolio, quel poco di bio o alternativo verrà usato per chimica e materiali, mentre il trasporto sarà quasi totalmente elettrico o a gas liquido (anche dal carbone). Il mondo sarà meno inquinato di oggi, e forse anche meglio.
@30Mario
Bah! Tutto ad un certo punto finisce, ma non è certo calcolabile oggi la durata di una certa materia anche perchè dipenderà dall'uso che ne viene fatto.
Se uno vuol per forza cercare la catastrofe è ovvio che "alcune decine di anni" diventano "solo alcune decine di anni"...il punto è però che voi non vedrete tale catastrofe (non questa almeno) poichè è chiaro che abbiamo già diverse alternative attuabili al petrolio sebbene porteranno a costi un po' superiori (gas e nucleare tradizionale almeno fino al 2100, fusione nucleare oltre).
Se uno poi dovesse usicrsene con una roba tipo "ma mica puoi amndare un'auto con il nucleare" beh, dopo aver scosso la testa, potrei rispondere "sì che si può, e con soluzioni già attuali e quindi con carburante di sintesi, batterie già previste o induzione magnetica".
Magari solo dei signorotti potrano fare motocross nei boschi, ma non mancherà latte e cornetto caldo alla mattina nelle tavole di nessuno solo per un'eventuale carenza di petrolio.
Ovviamente parlo senza tener conto dell'idiozia umana (di cui politic, imprenditori e pseudo ecologisti sono degni rappresentanti)
@31 Hunter76Lima
Bah, non vedo perchè non tutte le macchine esistenti non potrebbero essere convertite (nel tempo) da benzina a gas (compreso camion ed autobus, e con ovvi particolarismi pure trattori etc).
La "crescita infinità" però non richiede affatto una materialità di essa... anzi in buona parte é fatta e formata dal nulla finanziario.
Dato che però non sono un sostenitore di tale concetto, non mi metto certo a discutere in suo favore.
Resta il fatto che all'economia ottusa frega poco se fai viaggiare un taxi a gas o a benzina, anzi...se il petrolio scarseggia il muoversi costa di più, quindi hai avuto una "crescita".
Su quello che ha detto Mario ho già risposto
Ciao!
Per Surak
parlavo in termini di sostituzione totale ovvero conversione dell'intero parco macchine.
Ovvero il sistema di trasporto su gomma funziona con i derivati del petrolio e riesce a sostenere un economia in configurazione "crescita infinita" (l'entità del flusso delle benzine e la versatilità in termini di facilità di accumulo, di potere calorifico concentrato e facilità di trasporto e distribuzione ne determinano un vantaggio competitivo imparagonabile), non è invece sostenibile con carburanti alternativi (gas e biocombustibili) che sono solo un palliativo (utile allo stato attuale, meno efficace in un futuro prossimo di depletion) per contrastarne il lieve calo o la semplice non crescita.
Il fattore di scala non è replicabile con i carburanti alternativi, questo è il punto.
Mario ha colto il concetto e ha evidenziato anche l'ulteriore criticità che gas e uranio, fonti non rinnovabili, servono solo a spostare il problema e a rimandarlo nel tempo (ammetto che se si tratterebbe solo di dilazionare il problema nel tempo sarebbe già un buon risultato, solo che secondo me neppure questo obbiettivo è realizzabile per le ragioni sopra esposte)
@ 29
Immaginando anche che il problema possa essere risolto mandando a gas tutte le auto che ora vanno a petrolio, otterremmo solo alcuni decenni (massimo) di disponibilita' prima di dover affrontare nuovamente un picco, stavolta quello del gas.
Insomma, ogni risorsa non rinnovabile e' soggetta agli stessi meccanismi di produzione, ed ogni picco e' sempre peggio perche' ci sono meno alternative. Non e' che una volta finito il gas possiamo rimandare le macchine a benzina.
Lo stesso discorso si applica, ad esempio, se si sostituisse il carbone con l'uranio.
@26 Hunter76Lima
Spiega un po' questa parte:
"questo non vale assolutamente per l'uso del petrolio come carburante che non è sostituibile da nessuna valida alternativa energetica (biocarburanti o gas)."
Gli automezzi a gas esistono da decenni
quindi se il governo parla di un ritorno alla normalità si intende che gli scioperi sono finiti?
ot PENURIA FRANCIA
Dalle ultime notizie, nonostante si importi il 90% del consumo giornaliero dai paesi vicini, sono sempre di più le stazioni a secco. Benché il governo ieri dichiarasse "un ritorno alla normalità entro questo pomeriggio in tutto il paese", risultano in aumento le stazioni con problemi di approvvigionamento... Nel dipartimento Rhône (Lione) in due giorni si è passati da 87 a 159 stazioni, su un totale di 250, che sono o chiuse o a corto di almeno 1 carburante.
Si dovrebbe toccare (e sorpassare) il tasso di fuori-servizio del 50% nella giornata di oggi, al di là dei proclami governativi... A più tardi l'aggiornamento di mezzogiorno.
Fabrizio, condivisibile il tuo approcio rassicurante e anti-allarmistico che è fondamentale per poter poi parlare in termini costruttivi ed elaborare idee utili.
Ma mi sembra eccessivo minimizzare la "dipendenza da petrolio" come prodotto di un mondo occidentale viziato e di nessun o poco effetto in caso di sua mancanza
Non è così e ben lo sai.
L'esempio di Cuba è fuorviante e non fa testo: regime totalitario ed economia statalizzata, densità popolazione bassa con bassa percentuale di popolazione urbana, condizioni climatiche favorevoli.
Ergo il fabbisogno pro-capite energetico è limitato e controllato (e rigidamente controllabile/razionabile dall'alto).
Inoltre la situazione non è/era per niente rose e fiori come la dipingi tu: non ha mai parlato con un cubano e gli hai chiesto come si viveva là negli anni 90? Prova, e vedrai che risposte otterrai.
Non mi sembra che uno scenario di questo tipo sia quindi tranquillamente esportabile in qualsiasi altro paese del mondo.
Infine il discorso del petrolio è da differenziare a secondo delle applicazione: è ovvio che per le applicazioni "secondarie" (derivati del petrolio usati come materiale o materia prima, vedi materie plastiche o prodotti farmaceutici) si possono trovare surrogati validi pur con ridotte prestazioni, questo non vale assolutamente per l'uso del petrolio come carburante che non è sostituibile da nessuna valida alternativa energetica (biocarburanti o gas).
Come già detto la mobilità privata è la vittima sacrificale da immolare alla depletion petrolifera ma, per come è costituita la società occidentale e globalizzata dei nostri giorni, ne rappresenta la linfa vitale e la spina dorsale di questo sistema capitalistico.
E' per questo motivo che affrontare il problema del peak-oil è innanzitutto un problema di economia politica (o politica dell'economia); senza questo cambiamento di base (abbandono del turbo-capitalismo iper-finanziarizzato) non si avranno e non si potranno applicare soluzioni efficaci.
@23
Dopo aver letto il tuo post non sò se piangere o ridere oltre che se il 73 è il tuo anno di nascita abbiamo la stessa età!
specialmente questa
"che alla fine avrà molte meno conseguenze di quelle previste" ma pensi sia CocaCola il petrolio?
notizia ASCA:
Roma, 26 ott - Continua a migliorare la fiducia dei consumatori in Francia. A ottobre l'indice di fiducia rilevato dall'Insee registra un lieve miglioramento a -34 rispetto a -35 del mese precedente confermando il trend di crescita iniziato nel giugno scorso.
A chi l'hanno chiesto?
Il video mi fa più tristezza per l'arrendevolezza rispetto ad un evento (la fine o la depletion del petrolio) che alla fine avrà molte meno conseguenze di quelle previste. La nostra mentalità è infatti così dipendente dal petrolio, che non vediamo che ci sono delle alternative che già oggi potrebbero sostiturlo in molte delle sue applicazioni (a partire dalla plastica, o dai biocombustibili prodotti da materiali di scarto). Poi è chiaro che non si andrà più tutti quanti in macchina,o forse ci saranno solo macchine a gas, ma come molti di voi sanno la canapa potrebbe già oggi essere impiegata in molti settori nei quali si usa il petrolio.
Chi conosce la situazione di Cuba nei primi anni 90 sa bene che vivevano in una situazione di carenza enrgetica mostruosa con in più l'embargo da parte statunitense. Ebbene riuscirono con metodi tradizionali a mantenere la produzione agricola tale da fornire un apporto calorico procapite pari o in certi casi superiore a quello di quando l'URSS li aiutava.
Quindi ragazzi miei rilassatevi perchè ci sarà solo da rimboccarsi le maniche senza fare drammi inutili.
il fatto è che promettono cose per farsi votare e poi le disattendono costantemente
OT
Scusate l'autoreply, ma vi segnalo questo link fotografico sulle manifestazioni in Francia.
Molto carino il filmato. Certo è parecchio catastrofico: da qui al 2125 ne succederanno di cose che non siamo in grado di prevedere. Il filmato vuol far riflettere sull'utilità di iniziare fin da ora delle politiche serie a favore della rivoluzione energetica.
Su questo punto mi trovo ovviamente d'accordo ma forse la penso diversamente dalla maggioranza dei frequentatori del blog. Per me sono gli Stati che devono indicare quale sarà la politica energetica da perseguire. Il privato cittadino ci può anche mettere la buona volontà per dare il suo contributo ma senza una guida si rischia che, dopo qualche tempo, i vari piccoli sistemi non siano integrabili. Certo io presuppongo che la classe dirigente di un paese sia in grado di dettare certe regole, cosa che ravvedo in poche nazioni (forse quelle meno democratiche). Per questo, più che una lotta al di fuori del sistema per portare avanti piccole idee energetiche, occorrerebbe impegnarsi nel cambiare la classe dirigente, lavorando dentro e alle fondamenta del sistema.
OT Francia (Già che è il tema caldo dei commenti.)
@16 - il tuo ragionamento è corretto ma a me sembra che si contraddica da solo (o forse sono io che non ho ancora capito la democrazia rappresentativa). Se eleggo qualcuno perché decida al posto mio non posso poi essere sempre lì a contestarlo. Prima di votarlo avrò ascoltato ciò che aveva da dire, il suo programma. Se il politico è serio si atterrà a quello. Di pensioni ne avranno ben parlato e comunque abbiamo dato loro la delega di pensare per noi. E si pensa che abbiano tutti gli strumenti per decidere nel migliore degli interessi.
altrimenti nessun governo sarebbe mai veramente legittimato ad agire.
ot AGGIORNAMENTO POLIZIA DISTRUTTRICE IN FRANCIA
E' tutto il pomeriggio che su Le Monde si sono accorti che sono gli stessi poliziotti, travestiti da "giovani di periferia" o peggio da "sindacalisti" a distruggere beni pubblici e privati al fine poi di fare retate e reprimere nelle ore successive, provvedimenti che hanno anche giustificato il coprifuoco diurno in centro città a Lione lo scorso giovedi', in concomitanza dell'arrivo di un ministro del governo del nano fascista...
Anche gli altri giornali, ed i francesi tutti, se ne stanno accorgendo (ma cambierà qualcosa??): quando un governo è guardia, ladro, terrorista, bugiardo protettore degli interessi di una decina di persone che gestiscono la moneta, beh non si va tanto lontani:
...www.lemonde.fr
Articolo diretto :
Il finale mi ricorda un racconto di Pohl, in cui un bambino sogna una realta' come quella della bamibna, e poi si sveglia in una realta' sempre futura, in cui sono riusciti a mettere in atto energie alternative, limitazione dei consumi, servizi pubblici efficienti, denatalita', ...
O forse sogna questo mondo utopico, e si risveglia nel mondo senza risorse. Chi sa?
#16
La Francia, cosi come l'Italia, sono da decenni delle oligarchie competitive in cui il momento del voto è solo un resto simbolico. Le costituzioni dei nostri paesi da almeno 30 anni sono senza una corretta applicazione quindi viviamo in paesi a-legali dal punto di vista del diritto costituzionale. Sempre da questo lato, chiunque potrebbe opporsi al pagamento delle tasse e citare in giudizio lo stato, ma nessuno lo fa perchè "la ragione" arriverebbe forse dopo la sua morte e decine di sentenze e non so cos'altro.
Siccome per un minimo tornaconto personale, la maggioranza dei cittadini "accetta" di perdere gran parte della propria libertà, e sempre di più, finchè non avranno la pancia vuota non faranno nient'altro che mandare giù e madare giù, sperando in segreto che altri spacchino tutto... Ovviamente tranne il proprio metro quadro di cemento e mattoni o l'auto di proprietà o il bel pratino verde innaffiato di letali anti-muschio al cloro.
non entro nel merito della questione se i francesi facciano bene o no ad opporsi alla riforma delle pensioni, mi limito solo a fare delle considerazioni: al governo ci vanno (in teoria)i rappresentanti del popolo, ovvero coloro i quali rappresentano al maggior parte della popolazione, nel momento in cui questi governanti prendono delle decisioni a cui il popolo stesso si oppone energicamente ed in larga maggioranza mi sembra evidente che chi si trova al potere non rappresenta più la maggioranza che lo ha votato. In altre parole chi si trova al governo è delegittimato, non rappresenta più chi lo ha votato.
@14
Eppure una forma di pensione pubblica non sarebbe incompatibile in un contesto di economia a stato stazionario.
Va da sè che nel prossimo (brutto) futuro che ci aspetta gli stati sociali delle nazioni sviluppate potrebbero prendersi una lunga aspettativa.
Ciò che conta è che i popoli si sveglino e piglino a calci nel c...o le elite finanziarie...
E' chiaro che per mantenere le pensioni cosi' come l'Europa le conosce(va) servirebbe mantenere una gittata di produzione di valore aggiunto costante nel tempo, all'aumentare della popolazione e al diminuire della disponibilità delle risorse. In sintesi, mantenere ancora il concetto di "pensione" al di là delle risorse date nel sistema è un controsenso fisico, oltre che economico. Quindi, prima o poi, chiunque dovrà rassegnarsi.
Ma tanto prima si farà, tanto prima sarà il sistema privato a vincere a scapito del pubblico, quindi 3 stronzoni invece di 3000 stronzi, per capirci. Ecco, la battaglia è tutta qua: nel fare in modo che i 3 stronzoni ci rimettano il più possibile.
@12
Per ora il senato l'ha approvata e manca solo la ratifica di domani perchè diventi esecutiva.
Una volta con simili manifestazioni popolari un qualsiasi governo sarebbe già caduto in Europa.
Oggi la resistenza dei maggiordomi(delle lobby finanziarie) politici davanti alla rabbia popolare è allucinante.
Sarkozy si è politicamente suicidato ma sicuramente lui è solo il tramite di interessi altrui(la finanza angloamericana ovviamente).
Comunque continuo a sperare che questa riforma pensionistica crolli rovinosamente addosso all'esecutivo francese perché se dovesse passare temo che per l'Europa dei diritti e dei popoli non ci sarebbe più alcun futuro...
Scopriremo infine a che cosa serve un esercito senza la benzina per esercitare
Ho come l'impressione che i Francesi ci battano 10 a zero per quanto riguarda la coesione nei movimenti sociali.
E credo proprio che se non vogliono questa riforma pensionistica, allora non l'avranno.
Non so fino a che punto i Francesi avrebbero evitato questa "rivoluzione" se avessero eletto Segolene Royal alle scorse presidenziali, visto che la stessa oggi la cavalca(la rivoluzione) sfilando insieme agli scioperanti.
Per parte mia già quando dalle urne usci vincente il nano francese filoyankee, mi dissi che gli elettori transalpini si erano dati la zappa sui loro piedi.
Ma la socialista Segolene, se avesse vinto quelle elezioni, avrebbe fatto oggi una politica contraria alla volontà delle lobby finanziarie angloamericane?
Bella domanda...
ot PENURIA CARBURANTI FRANCIA
Nonostante da quattro giorni i prefetti abbiano "requisito" parte degli spazzini, chiamato ditte private o usato la protezione civile ed in piccola parte l'esercito, la penuria di carburante fa rallentare se non chiudere le discariche stesse e sono ad esempio oltre 8000 le tonnellate di rifiuti che ancora ricoprono Marsiglia (per fare un paragone, tutta la Lombardia "produce" 14 000 tonnellate di rifiuti al giorno), ma decine di altre città soffrono dello stesso tipo di sciopero, sia che il servizio sia garantito da imprese 100% pubbliche che da partecipate private o totalmente private (Véolia per esempio, che è in pieno boom di profitti in questi giorni e amerebbe vivere in un paese in costante emergenza...).
8@
Ogni volta che sento parlare di sprechi alimentari non dico che mi metto a piangere però mi sale su un magone misto a rabbia...
Comunque grazie che ci tieni informati su quello che succede in francia, le altre fonti di informazioni, e lo stesso internet, tacciono completamente, come se non stesse succedendo nulla.
ot AGGIORNAMENTO PENURIA CARBURANTI FRANCIA
Aggiorno l'evoluzione, da lunedi scorso ad oggi alla stessa ora, delle pompe di benzina dichiarate fuori-servizio (sul totale di 12311) per mancanza di carburanti.
lunedi h 12 : 1750 (tasso di fuori-servizio : 14,2%)
martedi h 12 : 2200 (17,8%)
mercoledi h 12 : 2750 (22,3%)
gio 21-10, h 12 : 3300 (26,8%)
ven 22-10, h 12 : 3700 (30,0%)
dom 24-10, h 12 : 4300 (34,7%)
lun 25-10, h 12 : 4850 (39,4%)
Sono decine ormai le discariche chiuse per mancanza di carburante, centinaia le industrie, soprattutto agro-alimentari, o i negozi ed i mini-market senza nessuna fornitura. E' in crisi nera la presa in consegna del latte fresco in tutto il nord del paese, il latte è già un prodotto in perdita in Francia (e non solo) dal 2007 e vive solo di sostegni pubblici a debito. Entro la settimana i produttori dovranno rilasciare il latte in eccedenza nei canali di scolo, in torrenti o simili. Stessa situazione per i raccolti autunnali ed i prodotti di serra. Le scuole sono chiuse per le vacanze di Ognissanti, ma la quasi totalità delle mense pubbliche è senza stock di prodotto fresco da giorni.
Nonostante questo, visto quanto il nano affarista figlio di padre immigrato clandestino ha rotto i coglioni a tutti, la sua popolarità è in continuo calo e stabile invece la popolarità delle manifestazioni. Ricordo che con questa riforma delle pensioni di fatto si costringe una enorme fetta di popolazione alla previdenza privata, la qual cosa è considerata un totale fallimento del modello di società francese basato sul mutuo soccorso senza lucro, che ha i suoi difetti ma meno dei sistemi "privati" all'inglese o all"americana, soggetti a fallimenti massivi ciclici ed a danno, comunque, delle finanze pubbliche.
Bellissimo!
Così imparo a fare le traduzioni senza sapere le lingue... ci provo persino col tedesco, che ti credi... :D
Il Messico dovrebbe più preoccuparsi dei narcotrafficanti che non star a fare 'sti così da bambini piccoli (la trama, non l'uso di plastiline).
Inoltre perchè li fanno sembrare dei morti di fame solo perchè finisce il petrolio?
Non ci sono le superfantasmagoriche "alternative"?
C'era pure un tizio, tempo fa, che aveva perso tempo a fare un trattore fotovoltaico
L'anno 2125 ??!
La media più ottimistca delle proiezioni sulla depletion mondiale non prevede nessuna produzione oltre al 2057 (per il Messico il punto zero è collocato attorno al 2053), quindi anche volendo essere ancora più vani, irresponsabili ed irrazionali ottimisti, da dove prenderebbe il Messico altri 68 anni di petrolio, questo qualcuno me lo deve spiegare.
Buenisimo, muchisimas gracias!
La voce off non dice "amato" ma "illamado" che si pronuncia "iamado" e significa "chiamato.
"Quindi "un paese chiamato messico" ;)
alle 20:54
Leonardo M.
Dimenticavo! L'elettricità si farà con l'uranio, poi con il Torio, poi inizierà lo sfruttamento della fusione e si farà con l'elio. I privati se la faranno con i pannelli. Vento e corsi d'acqua saranno ancora più sfruttati. L'efficienza energetica aiuterà, ma è il trasporto il vero settore energivoro. Con l'energia di un viaggio di 140 km in auto si può mandare la lavastoviglie per 1 mese o la lavatrice per 2 mesi. Chiaro il concetto?