Uno sguardo dal picco
Mentre voi eravate qui tutti presi a litigare per il clima (o almeno così mi pare di aver capito - non riesco neppure io a raccapezzarmi con la nuova versione dei commenti), io me ne stavo in quel di Trento per il 4° Congresso Aspo Italia.
Conferenza interessante, ottimamente organizzata dai membri Aspo della facoltà di Ingegneria di Trento (un posto splendido con una terrazza panoramica sui monti che invoglia a non studiare!). Ho incontrato moltissimi lettori dei blog, fin troppi direi per la mia scarsa memoria: sono convinta di essermi doverosamente presentata a persone a cui mi ero già presentata a Torino, a Firenze, a Pisa eccetera. Però tutto ciò fa bene all'amor proprio, specialmente ad una timidona come me. Qualcuno mi ha persino abbracciato e baciato.
Ho riincontrato anche i vecchi amici dell'Aspo, gli illustri scienziatoni che mi mettono ogni volta un po' in soggezione: per fortuna davanti a un piatto di lasagne torniamo tutti comuni mortali!
Oltre alle conferenze singole, si è parlato un bel po' di quale dovrà essere il destino di Aspo. Un'associazione di storici, ironizza qualcuno: a picco passato, ormai non resta che annotare gli eventi. Io ricordo invece come, tra tutte le Aspo internazionali, la versione italiana sia quella meno orientata a disquisire di barili e trivelle e più rivolta verso il futuro. Godiamo di una certa stima per questo. Aspo Italia è forse l'unica dove i membri sono attivamente coinvolti nel campo delle energie rinnovabili, e nei movimenti di transizione in generale. Credo, e con me molti altri, che Aspo sia destinata a trasformarsi in un think tank dedicato proprio a questo: la transizione energetica. In fin dei conti, nessuno più degli aspisti italiani ha approfondito il tema negli anni e ha inquadrato con esattezza la questione. Sarebbe bello che i politici riuscissero ad approfittare di tale know how a disposizione, ma per il momento temo sia troppo occupati a litigarsi le poltrone.
bb
Nel frattempo sul fronte petrolio, il rafforzamento temporaneo del dollaro contro euro (il cambio è passato da 1,42 a 1,37 in pochi giorni) non ha influito minimamente sulla quotazione del barile già a livelli record dell'anno, anzi abbiamo avuto leggero ritocco in alto dei massimi fino a 88,5$. La soglia dei 90 è vicina. Era dal 2008 che non si vedevono certi valori
Effetti da QE2 !?!
Secondo me la perdita di correlazione tra dollaro debole e petrolio in salita è un indice importante di quanto le commodities in genere (e il petrolio in particolare) si stiano slegando in generale dalla fluttuazione dei cambi e dagli andamenti delle singole economie, andando cmq a catalizzare gli investimenti di capitali freschi in momenti di incertezza (come quello attuale, nello specifico).
Speculazione sì, ma fino ad un certo punto, perchè evidentemente i capitali si focalizzano dove il rendimento è maggiore, e in questo momento probabilmente la spare capacity si sta cominciando ad erodere giustificando la previsione di un apprezzamento.
Considerazione personale: il livello degli 85$ è un livello critico sopra il quale le economie mondiali vanno in affanno.
Più viene superato più viene ridotta la capacità di resistenza delle economie. Con un valore medio mensile (non picco ma mediato sul mese) di 100$ al barile, p.es., si può tirare avanti la carretta al massimo per 3 mesi.
Se non dovesse esserci un ritracciamento entro Natale sotto tale soglia (85) penso proprio che il destino di una nuova recessione a partire dalla primavera 2011 sia segnato.
#medo
Non ho detto che la produzione sta passando quella del 2008, ci si sta avvicinando, e secondo me la passerà, dato che l'Iraq è in ripresa (lenta ma costante) e Kashagan sta per entrare in produzione (e qui non c'è niente di lento, la produzione di isola D sarà il massimo da subito).
Concordo ch disquisire sull'anno esatto del picco sia forse futile, ma affermare che il picco è stato nel 2008 espone al rischio di sentirsi dire "Ah si, allora siamo al post picco, pensavo fosse peggio".
Fabrizio, insisti nel non volere capire.
Il picco del petrolio (crude oil o total liquid, scegli quello che vuoi), trattandosi di risorsa non rinnovabile, è ineluttabile.
Come per tutte le risorse non rinnovabili in un sistema finito e chiuso.
Punto.
C'è chi spinge di più sul trasmettere il senso di emergenza e lo dà già per conclamato (leggi pikkisti) e chi invece vuole trasmettere tranquillità e dice che ancora non ci siamo arrivati (e addirittura è molto al di là dal venire, leggi Fabrizio&C).
Entrambi gli atteggiamenti sono accettabili però il primo è preferibile perchè è più prudenziale e spinge a cercare soluzioni ora che c'è tempo. Se, per assurdo, stessimo anticipando i tempi per la sostituzione delle fonti energetiche da idrocarburi, non faremmo comunque un favore a noi e ai nostri figli evitando magagne più grandi e più urgenti nel futuro?
E' per questo che le tue provocazioni del tipo "E' tutto come prima, state solo gridando al lupo al lupo" sono di nessuna utilità perchè di fatto misconosci un evento che si sta dispiegando con tutta la sua forza e lo farà sempre di più nel prossimo futuro.
E i fatti ci danno ragione.Non ci interessa azzeccare la data esatta del picco, non c'è nessun premio in palio, solo ci interessa trasmettere il senso dell'urgenza del cambiamento e la consapevolezza della necessità di un nuovo approcio all'economia, alla società e alla politica, in sostanza alla vita sociale.
Questo vuol dire essere pikkista.
Almeno qua ci arrivi?
@ medo
guarda che i dati danno ragione ad anacho e torto a te e ai picchisti incalliti. Gli ultimi dati sulla produzione parlano chiaro inoltre l'opec ritiene di avere una spare capacity di 6 milioni di barili al giorno.
Se ASPO o chi per loro, ha dati migliori e più aggiornati di chi il petrolio lo produce quotidianamente è pregato di accomodarsi e di raccontarci la sua versione, che ovviamente sarà MOOLTO più affidabile di quella dell'opec.
Ai posteri l'ardua sentenza. Per quanto io sia un fine teorico che non si tira indietro se c'è da disquisire sui temi astratti, direi che fate bene a parlare poco e agire di più.
Anacho??! Il Crude Oil, il "petrolio" ha avuto il picco di produzione nel 2008 e la produzione sta "risalendo" da un minimo toccato a metà 2009, non sta risalendo dopo aver superato quel picco. Quindi, forse con l'aggiunta di tutti i li liquidi potrà ripiccare, ma sappiamo tutti quanto sia più importante per l'economia il picco della energia genericamente disponible per abitante, ormai lontano nel passato ed in discesa sempre più ripida!
Lasciam perdere i giochini che procrastinano i picchi globali, il picco pro-capite di quasi tutto è ormai alle spalle. Deve solo arrivare il picco dei problemi...
Ho sempre seri dubbi che il picco sia stato raggiunto, i prezzi al barile stanno salendo, e anche la produzione è in crescendo. A questo punto sono possibili due scenari, o l'economia riprende e prezzi e produzione continuano a salire per un periodo di qualche anno, fino a quando non si arriverà davvero al picco (diciamo il 2015, tanto per dire una data), oppure siamo di fronte a una crisi a W, prezzi e produzione scenderanno assieme, e allora magari il picco potrebbe già essere arrivato. La capacità produttiva residua è comunque ancora abbastanza rilevante, e sicuramente in grado di superare la produzione del 2008, anche se non lo rimarrà per molto.
Io c'ero anche se, purtroppo, solo venerdi'. Complimenti a tutti ed in particolare agli organizzatori. Da non dimenticare che un momento importantissimo e' stato anche il pranzo in mensa! Mi ha dato la possibilita' di conoscere e di discutere con persone speciali che altrimenti non avrei mai avuto modo di conoscere.
Grazie a tutti!
Le emergenze prossime venture di oggi, come il futuro declino petrolifero, saranno considerate dai maggiordomi della politica degne di rilievo solo quando saranno emergenze in atto.
Temo che al momento il peak oil e la transizione energetica siano solo argomenti dibattuti nei salotti ed in qualche anfratto della rete, praticamente sconosciuti alle masse.
Non è ammissibile che i padroni dei fossili debbano veder ridotti i propri profitti perchè si consumano meno petrolio, carbone, metano, ecc.
Anche se la "silenziosa" avanzata di eolico e fotovoltaico continua, mancano purtroppo i segnali di quell'evoluzione culturale che farebbe la differenza, ovvero iniziare a concepire un'economia sganciata dal dogma della crescita infinita, quella a stato stazionario per intenderci, l'unica opzione percorribile dall'homo sapiens per la sopravvivenza della civiltà...
Abbiamo passato anche il "picco delle poltrone", sebbene nessuno se ne sia ancora accorto... :-)
alle 08:05
marco p.
E' stato pubblicato il rapporto Iea 2010 (per gli ignoranti come me c'e' una sintesi in italiano). Invito tutti a leggere e commentare, l' anno passato mi ha fatto capire cose importanti l' intervento di Hunter76Lima. Invito quindi soprattutto lui a far conoscere le proprie impressioni.