Uno sguardo dal picco

Avete presente l'Incredibile Hulk, quando diventa un gigante tutto d'un botto e gli si stracciano i vestiti diventati troppo stretti? E' la stessa impressione che mi dà la Cina. La crescita cinese, data da tutti per scontata, non lo è affatto: manca dell'armonia necessaria proprio ad una crescita proporzionata e duratura.
E' una crescita zoppa, e come tale si fermerà piuttosto presto. La prova è qui (grazie medo):
La scarsità di gasolio in molte province e città non è finita. Anzi, sta peggiorando. In un paio di settimane, la scarsità che era originariamente solo all'est e al nord si è estesa a tutta la Cina. I prezzi del gasolio continuano ad aumentare, il che porta ad un fenomeno di prezzi alti e niente vendite. In alcune aree remote del sudovest è arrivato ad 8 yuan al litro.
Molte stazioni di servizio chiudono, sulle autostrade ed in città si vedono lunghe code di automobili e camion in attesa di fare rifornimento. Non è un evento occasionale: questa faccenda va avanti da parecchio e non accenna a risolversi. La cosa più sorprendente è il motivo per cui stavolta si è verificata la scarsità di gasolio: la corsa all'acquisto di generatori di elettricità a motore diesel da parte delle imprese, a causa dei tagli alla fornitura di energia elettrica dei programmi governativi di conservazione energetica! E' il classico caso di un problema che esce dalla porta per rientrare dalla finestra.
Non è una crescita che può durare. Qui non siamo in condizioni in cui "l'unico limite è il cielo", come durante la rivoluzione industriale o il boom del dopoguerra. Qui si deve combattere con l'importazione di greggio e di prodotti finiti, scavare dighe, consumare carbone, e persino preoccuparsi per la carenza di cibo e per il prezzo alle stelle. Quanto reggerà questo precario equilibrio, prima che il sistema grippi? Non certo un intero secolo, il "secolo cinese" appunto.
xx
#30
Ahahah! Peso 64 kg, brucio in fretta e produco proprio una manciata di ceneri. Più ecologico e sostenibile di cosi!?
E' ora che organizziamo una scazzottata e/o una bevuta dei lettori di "petrolio". Purtroppo per me significa svariate centinaia di kilometri di viaggio assai poco sostenibili, ma posso sempre partire a piedi per tempo.
@ Surak
Tranquillo, anche se avra avuto ragione, per bruciare il medo basteranno 4 fascine secche come per il savonarola.
PS -ot-
Vediamo se al vertice di Lisbona i turchi daranno seguito alla loro pressione per non includere Iran e Siria tra i "nemici" contro i quali si articola lo scudo spaziale.
(scusate il dato è di 2,96 MLD di tonnellate annue; vedi surak mi fai sbagliare; in ogni caso, estraggano e brucino quanto vogliono, non è nel 22esimo secolo che smetteranno di fare il gioco dell'Allegro Minatore, ma molto molto prima.......)
#27
Su alcuni dati ho fatto la pupù fuori dal vaso alcune volte, come tanti, come tutti. Capita. Se me ne sono accorto o mi è stato fatto notare in tempi utili, ho rettificato.
Da qui a dirmi che "se la tua fonte è quella roba di TOD, stiamo freschi", ce ne passa. La mia fonte è un aggregatore di notizie omnicomprensivo, con settings sistemati da me stesso, ma non toglie che fino ad oggi "quelli di TOD", ovvero una pletora di decine, centinaia di esperti non ne ha sbagliata una. Nel senso che le loro previsioni non si sono mai dimostrate troppo basse o pessimistiche rispetto ai riscontri reali mese dopo mese.
Senza che ti parlo dei loro link, dei commentatori che "raddrizzano" certi grafici o simili. Tanto di cappello.
Sul carbone cinese, posto che in Cina vige un controllo micidiale dei dati industriali e minerari, c'è molto da scoprire rispetto agli stessi dati reali di produzione, ma è chiaro che se è dato 100 di riserva totale, in Europa il tasso si estrazione del carbone non ha mai passato il 25% reale (trovi riscontri in rete facilmente), in Russia qualcosa di più e anche negli Stati Uniti ma non ci aggiriamo oltre al 30%.
Ecco. LEGGI BENE qua sotto...
Posto che le riserve rimanenti cinesi totali di carbone (lignite + antracite) ufficiali al 2006 ammontavano a 114 MLD tonnellate e che il dato ufficiale ultimo è di 3,96 MLN di tonnellate annue di produzione, che raddoppiano ogni biennio, ci troviamo davanti ad un punto di svolta costituito da un plateau produttivo e da un seguente calo in una forchetta tra i 5 ed i 7 anni; poi diranno che è la crisi di non so cosa o il calo di domanda; ma è la rapidità di estrazione attuale che sta sbranando riserve che GIA contano al loro interno le scoperte potenziali.
@18 medo
Beh, hai già dimostrato di non essere molto affidabile nel dare dati e te li scegli con il lanternino (soprattutto poi se la tua fonte è quella roba di TOD, stiamo freschi).
Quindi se magari quando citi dei dati portassi anche la fonte ed il periodo, sarebbe meglio per la discussione meno per la tua posizione da Savonarola.
Appena uscito su TheOilDrum un sunto sulla crescita esponenziale della produzione di carbone in Cina (link sotto!). Di pari-passo con il suo consumo e con un tasso impressionante di depletion della riserva stimata, tanto che vien da pensare "eh ne avevano tantissimissimissimo di carbone, ma tantissimissimo è andato già in fumo a cinque volte la velocità massima stimata").
Roba da plateau produttivo, con susseguente "crollo verticale" nei prossimi 5-7 anni, non 50!
Tutto cio, ribadiamolo, anche se l'energia prodotta dall'uso del carbone estratto già da un triennio non sta dietro alla domanda come si è detto e dimostrato qui ed altrove, tra tariffe elettriche bizzarre e razionamenti in tutto il paese... ...://europe.theoildrum.com/node/7123
Domani parto per due settimane di lavoro in Cina (Wuxi, Jiangsu). Sarà facile determinare la situazione perché in caso di vera crisi ci saranno ripercussioni anche sulla linea di produzione, nonché sulle grandi opere in atto in città.
Quello che dice Medo sulle condizioni di lavoro di alcune fabbriche cinesi è vera. Lo testimoniano tanti documentari e alcuni sopralluoghi presso fornitori esterni. Quello che vorrei sottolineare però è che tutto ciò è per almeno il 30% colpa nostra. Noi siamo andati ad impiantare là le fabbriche. Noi abbiamo richiesto sempre più merce a prezzi sempre più bassi. Noi non abbiamo insegnato la cultura della sicurezza e della prevenzione contro l'inquinamento. Non siamo superiori. A quanto mi dicono i peggiori sono gli americani che sfruttano fin dove possibile.
La Cina si è svegliata da "un torpore centenario"... Come se il torpore centenario fosse un escremento, mentre lo è questa corsa verso il nulla... Pochi decenni di "tutto per tutti" (da vedere e dimostrare realmente che sa un progresso sociale, economico, culturale, etc) sono diventati l'obiettivo supremo al quale sacrificare secoli e secoli di umano lento mettendoci letteralmente una pietra sopra : tonnellate di asfalto, cemento ed acciaio costruite dall'oggi al domani ed abbattute per costuirne altre prima ancora che siano abitate e scopriamo oggi che gran parte dei cinesi non c'hanno manco una tanica di gasolio per incenerire un morto!
La vita degli uomini e delle società vista come una prestazione, una continua performance, nel mito di un umano sempre grottescamente "giovane", sempre 3.0 o 4.0, upgraded, updated, cool , hipster, trendy, busy è qualcosa di abominevole che porta all'eliminazione reciproca, alla solitudine; non del quale bearsi dicendo che bello cresciamo alla grande wow fico che bello. Ne ho visti tanti abbracciare questa filosofia di vita, non ti dico che fine hanno fatto. E ti auguro di non farne una simile, chè il conto da pagare è stato salatissimo sempre, anche in termini economici.
Di hi-tech sono piene le discariche. Se grazie a millenni di sviluppo tecno-logico produci oggi immondizia di domani ed ancora ti pagano, ottimo. Auguri. Ma è in un mondo diventato escremento che vivi. Quando tutti sono daccordo sul fatto che l'escremento sia buono e giusto, non c'è più bisogno di guerre, riguardati "Le 120 giornate di Sodoma" di Pasolini.
@20 Medo
Medo, il ritratto che fai della Cina sembra piuttosto quello della Corea del Nord. Io ho girato abbastanza la Cina, e ti assicuro che quello che si vede in giro è uno sviluppo enorme, autostrade piene di macchine nuove e di livello medio/alto, tantissima gente in giro per le strade che appare allegra e positiva. A livello accademico e high-tech (il mio settore) gli interlocutori sono di ottimo livello. 4 anni fa sono stato in mensa alla Huawei di Shenzen (apparati TLC), stabilimento con credo 10-20.000 dipendenti, età media 28 anni, e appariva molto simile alle nostre mense aziendali (cibo a parte). Tanto per dare un idea, c'erano 10.000 ricercatori, 8000 operai, 2000 impiegati al marketing, 35 impiegati che da soli gestivano il magazzino robotizzato fatto dalla Siemens.
Certamente, si vedono anche tantissimi dormitori vicini alle fabbriche, con i panni appesi alle finestre, e il livello di vita di molti lavoratori, specie nei settori più maturi, può anche essere quello che dici. Non so se la gente non si sposi. Certo, la Cina pratica sul serio il controllo demografico.
Insomma, lungi da me idealizzare la Cina, ma l'impressione è di un paese enorme che si è svegliato da un torpore centenario e sta crescendo alla grade.
Che tutto ciò poi non sia sostenibile a lungo (e probabilmente anche a medio) termine, è un dato di fatto. Resto comunque del parere che, quando inizierà la crisi vera, la Cina sarà ben attrezzata ad affrontarla, probabilmente molto meglio di noi.
Quando accade che "un problema uscito dalla porta ti rientra dalla finestra" vuol dire semplicemente che stai cercando di violare un principio di conservazione di qualche tipo.
Per l'energia, questa regola e' assolutamente ferrea.
Il problema della Cina, da come la vedo io, e' che credono di poter ripercorrere la strada che fu dell'occidente negli anni 50 e 60, del boom economico.
Ma allora c'erano immense risorse non sfruttate e vasti spazi in cui correre. Adesso non c'e' alcun punto inesplorate della mappa del progresso economico e dello sfruttamento delle risorse. Stiamo ripulendo gli angoli e raccogliendo gli scarti, e cercando di figurarci come fare per ottenere sempre di piu' con sempre di meno, attivita' che chiaramente deve terminare da qualche parte, e presto.
La cina e' arrivata troppo tardi al banchetto. Se sono saggi, devono prepararsi da adesso per il dopo.
#19
"In cina, in 30 anni, centinaia di milioni di persone si sono allontanate dalla fame o da una semplice sussistenza"
Questo è vero, ma se centinaia di milioni si sono allontanate dalla fame, sono finite ad abitare in "gabbie" o capanne attorno o appena fuori dai centri "storici" delle città sconvolt da fiumi di cemento, asfalto e acciaio. Mangiano più regolarmente, perchè hanno yuan da scambiare, ma devono vivere in promiscuità e comunque se sono maschi è sempre più improbabile che si sposino quindi riescono a vivere perchè sono soli... Tempo fa era uscito un servizio su Hong Kong, dove si mostravano appartamenti in cui vivevano decine di cinesi ex-contadini, in gabbie (qui una immagine: http://money.unblog.fr/files/2009/07/h9ill117185840d3hongkong.jpg) in cui dormivano e dovevano tenere i loro effetti personali, al costo di circa il 75% il loro stipendio, di giornalieri senza contratto. In Cina accade ben di peggio, i contadini praticamente deportati dalle campagne per lavorare nelle fabbriche spesso vivono in pensionati dove versano fino al 90% del loro salario in cambio di un letto, di un pasto serale e di una doccia di 120 secondi alla settimana. Prospettive matrimoniali? Nulle. Le femmine da una parte, i maschi dall'altra: nessuna forma di risparmio per poter progettare altro che il giorno dopo (spesso i denari "in più" vengono spediti alla famiglia di origine, in Asia è comunissimo che i giovani mantengano i genitori ed i nonni, ho un'amica che è nata in Cina ma lavora da anni ed anni ad Hong Kong, forma occidentale ed evoluta della Cina, la quale a 42 anni ha a carico i due genitori pensionati ed una sorella disoccupata dopo il tracollo del fret nel 2008; aveva un fidanzato ma si sono mollati perchè ognuno aveva la sua famiglia da mantenere! Non a caso Hong Kong è l'ultimo paese al mondo per fertilità, natalità, etc e quando nasce un bimbo in un quartiere ci sono forme di sconto per tutti perchè è considerato un vero evento...).
Questo hanno avuto in cambio di costruiure e passare merci di scarsa qualità a degli occidentali, noi, diventati dei sub-umani che passano dall'adorare un gadget ad adorare la sua versione successiva, salvo buttare il precedente in discariche illegali, abusive, schifose e puzzolenti, laddove i nostri nonni sporchi coltivavano "la maledetta sussistenza".
Se questo tu hai il coraggio di chiamarlo, tutto questo, un "progresso" o un progresso "non zoppo". Devi avere il coraggio di dirci qua che cosa fai nella vita, quanti anni hai, chi ti paga, che studi hai fatto e come ti documenti sul reale. Perchè non dico che sbagli di grosso, ma sei lontano anni-luce da una idea di giusto reale.
Certamente il progresso economico e sociale di una intera nazione, innegabile per quel che riguarda i numeri della Cina (ma con futuro grigio scuro!), è andato e va a scapito di un ambiente naturale ed umano di giorno in giorno sempre più impossibile, invivibile, suicida. Dimostrami il contrario.
Che la crescita della cina non possa continuare all'infinito così è un conto. Che sia una "crescita zoppa", scusami, ma mi fa un po' sorridere.
Puoi guardare la cosa da 1000 punti di vista diversi. Io suggerirei di andare su wikipedia e dare uno sguardo alle 20 aree metropolitane più grandi della cina. Se questa è crescita zoppa...figuriamoci se avessero avuto tutte e due le gambe funzionanti! :-)
In cina, in 30 anni, centinaia di milioni di persone si sono allontanate dalla fame o da una semplice sussistenza. E, a differenza di altri paesi, Italia in primis, si investe molto ANCHE in nuove tecnologie.
Comunque concordo sul fatto che, soprattutto dal punto di vista finanziario, potremmo assistere a breve ad una rilevante correzione. Ma questo dipende, sul breve termine, soprattutto da altri fattori.
@16
In Cina, per essere precisi, il costo del gasolio è aumentato del 90% in due anni ed il governo sta prevedendo di controllare l'inflazione incontrollata della materie prime, ma fa sapere che i prezzi carburanti rimarranno tali per non precisate esigenze industriali ed ecologiche. Se non fa picchia duro una cosa del genere, non so cos'altro dovrebbe e potrebbe farlo.
Che alla lunga tutto il mondo, incluse Cina e India, debba fare i conti con la finitezza delle risorse, non ci sono dubbi.
Che la carenza di gasolio in Cina sia il primo passo verso la catastrofe, beh, su questo ho qualche dubbio.
Ai primi di Dicembre vado in Cina (Pechino e Wuhan). Quando torno, vi racconterò le mie impressioni.
Qualcuno si è preso la briga di controllare quanto siano 8 Yaun a litro, record che dalla descrizione sembra preso come il più alto del Paese in zone sperdute e dimenticate da Dio, o visto che è la Cina, dimenticate dal Partito? Uno Yuan sono 11 centesimi.
Prima poi di parlare di una sorta di "rimbaltamento della macchina cinese", sarebe il caso di scoprire le cause di questa crisi e qui lo spiega sebbene non nel particolare.
Sembra che il Governo cinese, se così si può chiamare una dittatura, abbia imposto un taglio delle forniture elettriche per un non meglio specificato "obbiettivo di conservazione" e taglio delle emissioni.
Le varie regioni hanno rigirato questa cosa in maniera, pare maldestra, è le ditte si sono buttate a comprare gasolio per non dipendere dalla fornitura pubblica.
Sembra una roba molto all'italiana
Significativo è ciò che sta succedenod in Darfur e SudSudan... Cina e Stati Uniti si stanno praticamente spartendo l'africa, come negli anni 80-90 facevano Francia Usa E GB... tramite le Multinazinali (sempre quelle) e i preziosi "consigli" di Banca Mondiale e FMI...
Per chi fosse interessato ci sono dei bei documentari di Silvestro Montanaro (C'era una volta - Ombre Africane) che parlano della faccenda Charles Taylor e del mondo che ci girava attorno..
@ medo
Sulle considerazioni del tuo #11 è notorio che sono in pieno accordo, è importante però che i giudizi di valore non si prendano lo spazio delle analisi delle realtà di fatto ( più facile a dirsi che a farsi ;).
Gli shortage ricorrenti dei beni a prezzo controllato non devono far gridare subito alla crisi sul fronte della disponibilità effettiva, ricordiamo che sono avvenuti in passato anche da noi fenomeni del genere in tempo di inflazione, molti anni addietro sparì addirittura lo zucchero per qualche giorno, in attesa di aumenti, e qui in Italia. Detto questo, che il sistema sia sballato e che Cina ed India siano nel solco della rovina tracciato dal capitalismo finanziario di sfruttamento è assodato, vedremo le forme che prenderà il necessario aggiustamento globale, a partire dal confronto USA e Cina.
benettazzo... un vero enigma!
un genio pazzoide, forse chissà !
E' giusto che anche gli ultimi miliardi rimasti fuori dallo "sviluppo", abbiano l'opportunità di lottare per guidare la mercedes, TV in ogni stanza, 10 telefonini, etc.
Peccato che il pallone si sgonfierà molto prima che l'ultimo sfortunato in lista d'attesa, abbia potuto provare l'ebrezza del consumismo sfrenato.
Se non ci fosse da piagere, mi verrebbe da ridere. Ed infatti sono piuttosto sorridente ultimamente. Ma mica perchè "tutto crolla", anzi: io "attorno a me" di prove del crollo totale ne ho viste ben poche e quando ho assistito a certi spettacoli, mica ero là che applaudivo ed urlavo di gioia.
Ma io volevo chiedere ai presenti: ma ve li ricordate tutti i coach aziendali, che non importa di dove in realtà fossero ma avevano tutti l'accento milanese, che urlavano ai poveri giovani degli anni '90/'00 che la Cina era il futuro, che delocalizzare avrebbe garantito a tutti una vita piena di yacht, gnocche, tutti abbronzati come l'ex-geometra Briatore col Rolex ed una puella ridens sempre alle calcagna?
Chissà dove sono ora quei coach? Magari assieme a tutti quegli assistenti delle facoltà di economia e finanza che hanno formato gente già licenziata (se per caso aveva trovato un qualcosina a più di 900 € al mese...). Bah.
Ed anche le tre "i". Inglese, Internet, Impresa. Coi nostri figli già a 6 anni a imparare le parole "credit", "swap", "default", "bond", "barrel".
Magari i troll che ogni tanto ci pregiamo di leggere anche su queste pagine, sono reincarnazioni di un certo tipo di formatore-motivatore di fine '900... Ma ve li ricordate? Pigliavano la metropolitana, o il taxi, sotto ai grattacieli del mondo, uscivano alle 7 e tornavano alle 22 perchè erano fautori e padroni del futuro...
@9
I Cinesi possono fare shopping ovunque nel mondo, stringere accordi con chiunque nel mondo, ma alla fine dovranno anche loro inchinarsi fragorosamente al cospetto del "Re dei re", il picco delle risorse.
Altro che superpotenza del futuro, qualunque persona di estrazione culturale tecnica, che ha ben chiaro il concetto di crescita infinita in un sistema a risorse finite, direbbe che è una fregnaccia colossale.
E le ottime informazioni di medo rafforzano ciò.
Più che il secolo della Cina al massimo è il suo decennio(o quinquennio)...
@6
Tieni presente che i cinesi hanno ancora quel potere economico che gli americani e gli europei satnno perdendo sempre di più, i cinesi ad esempio hanno comprato, qui dove abito io a roma, svariati negozi, da quello che leggo hanno stretto accordi in molti paesi dell'africa, insomma loro hanno i margini per far scattare un piano b in caso di emergenza. Può perfino succedere che anche nel caso in cui il petrolio si rialzi molto solo loro sarebbero ancora in grado di comprarlo, quindi i cinesi sono "coperti", noi no. Se loro crollano significa che noi saremo già crollati prima.
R commento 6 di medo : subumani è un termine che a me piace particolarmente....
http://www.dhm.de/lemo/objekte/pict/d2b04856/index.html
..Se posso andare un pò outopic..che cosa pensate delle opinioni di Eugenio Benetazzo ?..Mi ha colpito un suo scontro verbale con la Santanchè in cui lei è dovuta battere fisicamente n ritirata ( linguaggio delcorpo) probabilmente riconoscendo la freschezza e la presenza fisica di un figlo di baby boomer che minacciava ( sempre col linguaggio del corpo ) di passare alle vie di fatto dopo che la Santanchè aveva provato a far sentire le sue ragioni non dialetticamente ma alzando il volume.....
Sinopec, prima azienda raffinatrice cinese, ha dichiarato che importerà (ulteriori) 200 000 tonnellate di gasolio per la crisi del gasolio. PetroChina ha dichiarato di aumentare la propria produzione a 300 000 tonnellate di gasolio finito per il mese di novembre.
Insomma: record di produzione e di importazione di gasolio in vista, ma "non basta più". Mi ricorda quando due anni fa in questo blog dicevo che la potenza installata al mondo ad oggi prevederebbe, già ora, una offerta petrolifera fino a 800 mln di barili al giorno mentre a "poter funzionare" sono motori ed infrastrutture industriali pari a non oltre 75 mln di barili; discrepanza che causa ciclici collassi ed un profilo di collasso socio-economico a gradoni discendenti via via che l'umano torna a livelli di vita precedenti, salvo sperare in una ripresa, fare il pieno di carburanti e poi collassare di nuovo in verticale.
Notizia pigliata di striscio da questo articolo, in cui si parla della "crisi delle cremazioni": in alcune regioni le famiglie cercano da sole del gasolio perchè le pompe funebri cominciano a non averne più... Ed i cadaveri si bruciano in cortile.
...://french.peopledaily.com.cn/VieSociale/7201703.html
(se vi annoio, ditelo, torno nell'orto e non vi stimolo più.....)
"se sprofonda la Cina noi tutti sprofondiamo assieme a lei"
Spesso rimbomba tra gli umani contemporanei questo tipo di pensiero. Se pensiamo alle migliaia di tonnellate di inutili cianfrusaglie che dalla Cina invadono l'Occidente da un ventennio, nonostante questo dia da campare a qualche milione di sub-umani commercianti occidentali di bassa lega , non c'è che da rallegrarsi per questo crollo, sperando che sia una implosione rapida.
Meglio morti che schiavi di merci e sotto-merci.
Il problema è che se sprofonda la cina noi tutti sprofondiamo assieme a lei.
Volevo puntualizzare che il regime dittattoriale in Cina esiste da 2200 anni, dalla dinastia Qin e dal nascere di un sistema di sopraffazione per gerarchia; sistema non fondato sulla proprietà privata, sul mercato, sulla condivisione repubblicana di valori o sulla ricchezza, ma su una supremazia naturale del "principe" (del "primo arrivato", resti di un retaggio mistico, di "eletti dal divino") il quale nomina collaboratori che tutto controllano e li protegge con la violenza di leggi imposte dall'alto e grazie ad una possente e capillare milizia. Con la svolta capitalistica, non è sostanzialmente cambiato nulla, se non che il sistema che aveva garantito uno sviluppo costante di ognuno nel grande disegno imperiale, ora consuma in accelerazione costante una parte sempre maggiore di umanità ed individui (contadini deportati per esser schiavi dell'industria, tornano ai paesi nel frattempo sommersi da bacini idroelettrici, da colate di fango da smottamenti, falde freatiche inquinate per sempre da fabbriche non controllate per corruzione, etc). Questo consumo accelerato di "umano" accade perchè il principe non è più l'imperatore, non è più un umano, ne' il comitato politico centrale o il presidente della Cina, ma è il capitale stesso. Durerà quel che durerà. C'è chi parlava del 2018 come anno della "guerra USA-Cina". Se quel che accade sul lato delle monete non ne è l'inizio, mi domando quali segnali diversi attendere.
Penso che sia molto difficile ad oggi prevedere il futuro del mondo. Di certo un regime sostanzialmente dittatoriale come quello cinese reggerà la crisi economica permanente meglio della anrcodemocrazia nostrana o di quella americana. Quando la crisi morderà davvero mi aspetto di vedere paesi che si spappolano a mo' di ex-Yugoslavia un po' dappertutto... tranne Cina ed India.
Questa è la verità sulla Cina, ma è comodo per le lobby economico/finanziarie far sbandierare dai media asserviti ai quattro venti che la sua economia è in crescita impetuosa e quindi per stare al suo passo serve ridurre le retribuzioni dei lavoratori occidentali aumentando nel contempo la produttività(più ore di lavoro e meno sicurezza) e precarizzando i contratti di lavoro ed erodendo sempre più i diritti dei lavoratori.
E con le classi politiche asservite a queste lobby ed i sindacati conniventi andrà sempre peggio per il mondo del lavoro occidentale.
Io in questo blog e Crisis ho sempre sostenuto che la Cina(e l'India) sia una tigre di carta. Nazioni con popolazioni mostruose sempre più consumatrici di beni rinnovabili e non, come quelle dei due giganti asiatici, non hanno speranze di sostenere a lungo la crescita economica in un mondo a corto di risorse.
Il boom economico di Cindia ha in se già i germi del suo collasso prossimo venturo...
Riciccio il papiello, visto che qui è più in topic, il succo è che il problema in Cina è più visibile, in questa fase, per la dinamicità del sistema in crescita, mentre nei paesi OCSE è mitigato dalla decrescita avviata, pensiamo ai consumi petroliferi nostrani, ma non vedo una specifica debolezza cinese sul fronte dell'energia, se non sul piano della sciurezza globale. Ci sono anche altre considerazioni, che credo verranno meglio articolate da un confronto.
Il fatto che vi sia una potente salita dei prezzi alimentari in Cina non sorprende nessuno, le dinamiche monetarie sono solo un esaltatore di visibilità, come il glutammato nel brodo, in quanto abbiamo più volte evidenziato nei mesi passati i problemi strutturali del settore primario, sul fronte delle scorte e della produzione, anticipando una proiezione sui prezzi nel tipico ciclo di trasmissione.
La corsa cinese agli acquisti, risultante anche dalla revisione delle scorte operata nel 2009, ha prodotto un aumento dello zoccolo dei costi, che si riflette nei prezzi al consumo oggi, per fortuna la situazione della siccità al nord sembra migliorata, dicono.
La percezione della Cina che viene fuori dal post è molto limitante. Intanto il secolo cinese è di la da iniziare, stante la minorità strategica della tecnodittatura capitalistica cinese al cospetto della superpotenza unica.
La Cina è alle prese con una potente inversione di rotta, mirata a stabilire un decoupling effettivo dai destini USA attraverso l'espansione del mercato interno, con lo scopo di arrivare ad una vasta espansione della base fiscale dello stato*.
Semmai dalle ultime notizie viene dimostrata la capacità di intervento nella politica economica attraverso il controllo dei parametri finanziari nel sistema. Il limite della politica cinese sui mercati è dato dalla penetrazione angloamericana in alcuni settori delicati, legati alla esplosione immobiliare e borsistica, ma ci sono segnali che il decoupling è iniziato anche su questo fronte.
Non si coglie poi l'imponente trasformazione qualitativa delle produzioni cinesi, la penetrazione nel settore della proprietà intellettuale, la consapevolezza strategica che è stata data alla produzione di prodotti e semilavorati che incorporano le "terre rare", l'affrancamento nei cicli produttivi dai colli di bottiglia tecnologici nella meccanica e nell'elettronica. Tutti fattori che ormai sono parte del gioco, altro che giocattoli a basso prezzo.
Nel futuro a medio termine la loro capacità di garantirsi il petrolio necessario ad alimentare il processo sarà tendenzialmente maggiore degli altri, sarà molto difficile continuare in una politica di contenimento di questa capacità, cosi come è attualmente configurata porterà ad uno scontro aperto, di cui le manovre per il dumping del dollaro sono un prodromo.
*Questa espansione si accompagna con una grande ristrutturazione e potenziamento dell'apparato militare
alle 20:17
Surak 2.0
Medo...se sei davvero 64 kg...dovresti togliere dal tuo vocabolario il termine "scazzottata" ;-)
Per il resto sono astemio, quindi "passo"