Uno sguardo dal picco
Ecco il grafico del prezzo del barile aggiornato al 31 Ottobre 2010, a partire dallo stesso mese del 2001. Cliccate per ingrandire.
bb
Karagounis, permettimi di dissentire.
E' ovvio che i primi tagli saranno destinati al settore automotive che diventerà un lusso, per modo di dire, nel senso che verrà usato molto meno per bisogni voluttuari e più per bisogni di prima necessità e lavorativi.
Detto così sembra uno scenario idilliaco ma non lo è. La nostra economia (occidentale) è legata a doppio filo a questi bisogni voluttuari e quindi il taglio forzato di questi decreterà il calo delle economie reali (che passeranno a tassi di crescita negativi) con conseguente riduzione dei salari.
Quindi non è tanto il prezzo del barile di petrolio o del litro di benzina che fa la differenza, ma la quota parte del reddito che ognuno potrà dedicare ai carburanti che andrà via via scemando. E la scelta di ognuno, spero abbastanza coscienzioso, sarà quella di tagliare i bisogni voluttuari che nient'altro sono che l'ossatura dei famosi e tanto decantati consumi USA e europei che ne sostentano il tasso di crescita del PIL-
Quindi la fase della ricerca di surrogati ai prodotti plastici sarà successiva alla fase di decrescita finanziaria ed economica; poi approfondendo il discorso ci sono prodotti plastici essenziali e prodotti plastici voluttuari, il fatto che quest'ultimi aumentino di prezzo ha lo stesso effetto di quanto detto sopra (taglio dei consumi), nel caso la cosa si ripercuota invece sui primi la situazione sarebbe molto più grave, ma questo secondo scenario penso sarà molto più in là nel tempo (dal 2020 in poi).
Quindi, in definitiva, il peak-oil comincerà alla pompa di benzina (Francia non vi dice niente???)
Ragionavo oggi. Quando parlate di fine del petrolio intendete solo per quello ad uso automotive? Perché mi preoccupa pensare che diciamo tra 50 anni possa scarseggiare la materia prima per la produzione di plastica. Non posso immaginare un mondo senza tanto più che in alcune situazioni non vi sono alternative ecosostenibili.
E se data la scarsità di petrolio la plastica dovesse diventare troppo cara? Quella sarà una vera svolta epocale, altro che calo della benzina.
@ Hunter76Lima
Purtroppo di previsioni ne abbiamo azzeccata diverse, dico purtroppo perchè abbiamo visto realizzarsi più che altro quelle negative :)
Non credo molto alla caduta dell'euro a breve, in quanto non potrà mai essere meno apprezzabile del dollaro in questa fase, se non per qualche giochetto di breve momento.
PS
La grafica nuova di blogosfere la trovo veramente fiacca e non ergonomica, pensavo fosse impossibile peggiorare quella precedente.
Visto che la proiezione a medio/lungo termine l'abbiamo già fatta (e sarà sicuramente smentita dai fatti, come tutte le previsioni), che ne pensate di questo scenario di breve?
Impennata a 90$ al barile e successiva ricaduta dell'Euro a inizio dicembre (pre-natalizio) con conseguente deprezzamento del barile a circa 70$.
Causa scatenante: default parziale dell'Irlanda (cancellamento di crediti inesigibili e ristrutturazione Anglo Irish Bank)
Plausibile?
E' interessante notare ancora una volta come la curva del prezzo evidenzi che le quotazioni hanno perso la testa dal 2005, ovvero dal picco della produzione mondiale media giornaliera del petrolio convenzionale. Da quella data in poi, è in atto la "fisarmonica" che tutte le risorse subiscono sui mercati al passare di uno shock di offerta; mi ricorda il famoso grafico del prezzo dell'olio di balena che postava Ugo Bardi da qualche parte...
@ 10
La Russia ha chiuso da poco l'accordo con i norvegesi sulla linea di divisione del mare di Barents, uno dei prospetti piu' interessanti del mondo per quanto riguarda le risorse di idrocarburi, in particolar modo il gas. Erano decenni che si discuteva.
Invece coi Giapponesi non riescono a mettersi d'accordo per quelle quattro isolette che vanno dal nord del Giappone a quella penisola col nome strano che c'e' anche su Risiko.
I russi sono ancora nel gioco.
@cocqui: una nota molto ma molto greve, per una situazione molto ma molto grave. IN realtà nessuno sa cosa succederà, qualsiasi previsione a breve termine è puramente aleatoria, data la caoticità del sistema e l'incredibile numero di parametri che andrebbero tenuti in considerazione. Ma il mio sospetto è che a medio lungo termine assisteremo a un bel botto.
@10
Insomma... in questi ultimi anni la cina militarmente si è rafforzata parecchio.
ma la notizia uscita su wallstreetitalia relativa al mutiny day ?
:O
@ cataldo
in effetti la Russia vuole riproporsi (a mio avviso giustamente) come players internazionale. Inoltre a differenza della CIna che è solo (almeno finora) una superpotenza economica e non militare, la Russia vanta ancora un incredibile potenza offensiva.
Dove Medved & C. vogliano andare a parare è difficile da dirsi, io penso che il gioco alla lunga si muoverà nell'asse del sudest asiatico per l'economia e sull'asse artico per le risorse petrolifere (con tutto quello che ne comporterà in termini di conflitti armati e non).
Tieni inoltre presente che in Giappone vi è da diverso tempo un rinato nazionalismo che , se cavalcato da qualche politico imbecille (potremmo dargliene a centinaia dall'Italia), potrebbe trasformare il paese del sol levante in una polveriera.
Se devo essere sincero questo quadro mi preoccupa molto considerando inoltre che la lotta per le riserve artiche secondo me si farà sempre più bollente.
OT - Diplomazia Russa -
Continua il vortice della diplomazia Russa, negli ultimi mesi abbiamo assistito ad una serie di iniziative di difficile interpretazione, ed in effetti in pochi si sono sbilanciati anche tra i commentatori più scafati ;) ora abbiamo un altro puntino da collocare nel quadro in attesa di tracciare la figura generale, certo questo sonoro schiaffo in faccia ai Giapponesi con la visita di Medvedev alle Curili ha un rilievo di lungo periodo.
Niente di nuovo sotto il sole, vediamo i soliti noti che si affannano in manovre a "scuotitura di tappeto" lavorando sulle anticipazioni ed i rumors per colpire i piccoli che si sono giustamente aggrappati all'oro, è quanto è accaduto nella settimana passata, con le voci basate sul QE, che si dipinge a colori cangianti a seconda della bisogna.
In effetti il tutto è molto triste, perchè significa che non ci sono cambiamenti all'orizzonte. Obama non è il liquidatore che servirebbe agli USA in questa fase, per di più verrà azzoppato del tutto nelle prossime 48 ore.
Il petrolio resta in fase di accumulazione laterale.
Sul piano dei prezzi dei farinacei, ed in generale dei fondamentali prodotti del settore primario, si sono confermate le analisi dei mesi passati, e la trasmissione nel ciclo economico dei costi aggiuntivi sta arrivando a compimento.
PS
Il nord affoga al primo acquazzone serio, si dovrebbe riflettere su come la tragedia del territorio segua l'esplosione del governo locale da parte della lega. Il paradosso di questa banda di ignoranti con il fazzoletto verde, che esistono nel panorama politico come sottoprodotto dell'impero morente di B, è tutto nelle immagini di un degrado strutturale che si trasmette a catena, partendo dalla pochezza mentale e morale degli amministratori.
@ hunter
penso anche io che i mercati abbiano già dato per scontato il QE.
Resta però da vedere sul medio-lungo periodo il reale beneficio che questa manovrà avrà sul mercato reale.Le impennate di prezzo anche se numericamente importanti, tu sai bene, hanno in realtà sul lungo periodo l'effetto opposto di quello desiderato (basta vedere il prezzo del petrolio da luglio 2008 in avanti), ed inoltre a livello statistico non dovrebbero neanche essere prese in considerazione.
Come ho più volte ribadito bisogna vedere da un lato come si muovono gli USA/Israele verso l'Iran, e dell'altro se i nuovi investitori in Iraq riescono effettivamente ad aumentare l'estrazione petrolifera come promettono di fare (questo ovviamente potrebbe far diminuire il prezzo).
Io fino a poco tempo fa ero più propenso ad aspettarmi un ondata inflattiva sulle commodities, tra cui petrolio in primis, che avrebbe portato il petrolio a superare i 100$ al barile entro autunno 2010 e successivi nuovi minimi in borsa entro primavera 2011.
Il timing in effetti è sbagliato anche se condivido l'idea di Salvatore al #3 ovvero di una possibile fiammata a breve.
C'è un rovescio della medaglia però: la situazione reale dei mercati finanziari potrebbe aver già scontato gli effetti da nuovo quantitative easing programato e aver già pompato i prezzi (petrolio ora stabile sopra 80$ dopo un lungo periodo di flutttuazione tra 70 e 80). Una sua conferma da parte della FED potrebbe determinare un nulla di fatto tener invariato lo stato, invece una non conferma o una dichiarazione di QE2 ridotto potrebbe innescare le vendite e riportare il petrolio nella fascia di rispetto 70/80.
Nel medio/lungo periodo invece mi pare di vedere la stessa similitudine osservata da Paolo M. anche se spero non si tratti da un effetto indotto da suggestione da peak-oil :-)
Non penso però che il traguardo finale sarà 150$, penso molto meno (non più di 120$)
@ Salvatore
il QE2 previsto dalla Federal Reserve dovrebbe svalutare il dollaro, quindi in teoria la tua analisi potrebbe essere corretta.
Se però hai avuto modo di seguire il prezzo del petrolio ti rendi conto che il $ è solo UNO dei molteplici fattori che contribuiscono ad aumentare o diminuire il suo prezzo.
Io rimango della mia idea: difficilmente si supererà quota 90$. Comunque staremo a vedere..
Paolo @2, cioè hai scomposto lo storico del petrolio e ne hai tratto le componenti armoniche? Toglimi una curioisità: che frequenza, intesa come nota musicale, ha il grafico, ammesso che se ne possa trarre una? :-)
Venerdì 5 novembre, la federal reserve deciderà sul nuovo allentamento monetario per garantire la ripresa USA. Se ci sarà il famigerato "quantitave easing 2", il prezzo del petrolio potrebbe salire bruscamente.
Non a caso, un report sulle commodities della Goldman Sachs fissava il prezzo del petrolio, per la fine del 2010, in un target compreso fra i 90$ e i 100$.
Appuntamento a venerdì 5 novembre...
Forse mi sbaglierò, ma intravedo a sentimento alcune correlazioni fra questo periodo e il periodo 2005-2006. Pertanto prevedo un abbassamento dei prezzi fino a circa 70$, per poi imboccare una impennata, fino alla fine del 2011 primi del 2012, ad oltre 150$. E la giostra ricomincia!! Con una analisi di fourier fatta a spanne mi aspetto un armonica oscillatoria con periodo di circa 3 anni...
Cosa ne dobbiamo dedurre?
alle 15:12
Hunter76Lima
Petrolio a 86,50$
Questa fiammata repentina mi ha colto di sorpresa.
Vuoi vedere che questo QE2 è proprio l'inizio della fine ?!?!
Se il barile dovesse permanere continuativamente sopra gli 90$ al barile per i prossimi 3 mesi, avremmo una double dip garantita al limone.
Tensioni finanziarie di grossa portata stanno covando sotto la cenere.