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Milano, Roma e Napoli, fratelli d'Italia.

Venerdì 12 Novembre 2010, 08:42 in Italia di

seveso.jpg

Una volta mi capitò di scrivere: "Siamo pronti a combattere il sistema a fianco di un impiegato statale, o di un commerciante, o di un pensionato?". Adesso mi chiedo: sono pronti un milanese e una mamma di Terzigno a combattere fianco a fianco senza darsi del terrone o del leghista a vicenda?

Sarebbe un miracolo. Ma sarebbe contemporaneamente quanto di più ovvio e logico aspettarsi. Nello stesso giorno infatti, arriva la medesima notizia da Milano da Roma e da Napoli, quasi in fotocopia: contaminate le falde acquifere a Terzigno, contaminata la falda acquifera sotto l'enorme discarica di Malagrotta a Roma, contaminata la falda acquifera e terreni tossici a Milano. L'ha notato nessuno?

Qui bisogna ficcarsi in testa al più presto che abbiamo tutti gli stessi problemi. Che la divisione tra sudici sudisti, nordici razzisti, romani fancazzisti è una stronzata colossale che serve solo a portare voti a chi sfrutta tali idiozie. Bisogna al più presto sostituire simili passatempi televisivi con una consapevolezza diversa. Uniti si vince, divisi si perde. Altro che dar retta a Zaia che afferma "Pompei, quattro sassi", oppure a chi vorrebbe lasciar affogare i veneti così imparano. Se Pompei crolla e i veneti affogano nell'alluvione la colpa è solo e sempre delle stesse persone, dello stesso sistema, della stessa indifferenza che tutti ci governa, al nord come al sud come a Roma, a destra come a sinistra.

Qualcuno gestisce potere e soldi sulle nostre spalle. Non possiamo essere così imbecilli da continuare a farci avvelenare, affogare, crollare, smottare, esondare, cementare, inquinare mentre invochiamo come burattini il federalismo e il disprezzo per chi vive qualche parallelo più in là. Altro che federalismo: qui dovremmo federarci sì, ma tra cittadini di ogni regione, stufi di farci prendere per i fondelli in questo modo.

In fin dei conti sono sessant'anni che cantiamo "l'Italia s'è desta", cari fratelli. Sarebbe anche ora di mettere in pratica.

 

bb

14
14 commenti
14
12 Nov 2010
alle 22:08

stefano

e pensare che non c'è bisogno neanche di manifestare per cambiare le cose....cambiare le cose o cambiare il sistema come leggo spesso nei post, cosa vuol dire? cosa vuol dire cambiare il sistema? andare dal vicino e convincerlo di alcune cose? che assurdità, cambiare il sistema vuol dire prima di tutto cambiare se stessi. Solo ed esclusivamente se stessi. Cominciate da voi stessi e poi tutto il resto seguirà, è un problema culturale e basta. Certo la comunicazione e relazionarsi con gli altri sono cose primarie, ma in primis bisogna agire dall'interno di se stessi, altrimenti è tutta aria fritta. Eliminate i vecchi dogmi dalla vostra testa, la chiesa, il natale, l'italianità il comunismo o il fascismo o il consumismo avidità aggressività.... ecc ecc. L'uomo è acora radicato nel passato con concezioni che non gli liberano il pensiero. Anzi, l'essere umano ha costruito questa società con linee guida ben definite, avidità aggressivita, competitività, brutalità e così via...

Come si fa a pensare ad un futuro se ancora l'essere umano è radicato nel passato?  l'uomo in generale pensa con il passato e non è più in grado concepire nuove idee, nuove formule talmente è abituato e radicato in vecchi dogmi che non portano da nessuna parte. Liberate le vostre menti. Voi siete il tutto 

non esistono leader, allievi, guru, insegnanti o salvatori.... non abbiate paura, la vita è una sola, ricordatevelo.  Dobbiamo renderci conto che siamo stati programatti come dei computer, è ora di liberarci di questi programmi, vecchi, obsoleti e che portano alla rovina dell'umanità intera.

un'abbraccio

13
12 Nov 2010
alle 21:50

persenaro

@12 Surak.

Sì, il Veneto è spopolato, con degli spazi enormi a disposizione; i cementificatori lo ripetono quotidianamente da 50 anni. 

 

12
12 Nov 2010
alle 19:54

Surak 2.0

345 persone per km2?
Sì, sono pochine di un fattore 100 almeno.
Anche perchè  un km2 sono un milione di m2 che diviso 345 fa circa 3 mila metri quadri a testa (fai te per famiglia).
Quanto alle infrastrutture industriali, poco c'entra con il numero di persone presenti ma molto con il modello economico scelto.
E' il modello piccola impresa che utilizza molte più risorse anche se è ovvio che se il 90% dei veneti si suicidasse lo stesso modello occuperebbe molto meno posto.
Partire però dal dire che la gente è troppa vuol dire non aver scelto il modello giusto, visto che altrove...molta più gente sta benissimo.
Se invece hai semplificato troppo, ok..hai l'occasione di spiegarti meglio

 

11
12 Nov 2010
alle 18:49

valerio

Surak, non ho da decidere proprio nulla. Se togli Belluno (quasi totalmente montuosa) e Rovigo (zona sempre alluvionale), stai parlando di 13.000 km2 con una popolazione di 4.500.000: 345 persone al km2 ti sembrano pochine?

Alta densità di popolazione significa anche alta densità di infrastrutture industriali; nel Veneto in particolare si parla di piccole e medie aziende che comportano un insediamento nel territorio ancora più vasto e capillare.

Mi sembra che stiamo dicendo la stessa cosa, quindi non vedo il nesso.

10
12 Nov 2010
alle 17:52

Surak 2.0

@9 Valerio

Deciditi! E' la forte densità della popolazione il problema o l'aver coperto il territorio di cemento?
In tutto il Veneto non sono neanchè 5 milioni di abitanti, cioè manco il necessario per fare una cittadina seria.
Il guaio è che si sono dispersi sul territorio e molti si sono fatti la "fabbrichetta", cioè il capannone.
Il guaio nel guaio è che sono andati a farli anche nella bassa padana cioè una zona che fino a pochi decenni fa era una palude.
L'hanno bonificata per farci campi...ed ok...poi però hanno visto i campi e si son detti...perchè non farci fabbriche e villette? E questo è idiota.
Così come è idota, nel caso di Massa, aver costruito su una scarpata come si può vedere dalle immagini in rete.
Non è quindi la densità il problema, ma la stupidità che porta il privato a fare un po' come gli pare per poi chiedere allo Stato di risolvere, salvo poi che se lo Stato fa qualcosa...il privato costruisce dell'altro e si ritorna da capo, ma se poi i soldi non bastano si dice "non c'hanno dato i soldi".

9
12 Nov 2010
alle 14:40

valerio

Si ritorna sempre lì, la densità di popolazione e lo iper-sfruttamento delle risorse. Provate a guardare con Google Earth tutta la pedemontana vicentina e veronese, la colata di cemento copre il 50% del territorio: c'è un paesello, che si è ingrandito di 5 volte in cinquant'anni, e una zona industriale grande quanto il restante territorio urbanizzato.

L'acqua non ha la possibilità di permeare il terreno, da qualche parte dovrà pure andare. E poi non ho sinceramente capito ancora la pretesa dell'uomo di arginare qualsiasi corso d'acqua all'interno di un canale di cemento dalla sorgente alla fine del suo corso, non riesco a capire come un sistema del genere possa reggere. E infatti non regge.

Stesso discorso per le discariche; ci siamo moltiplicati come le zecche. Fino a che la popolazione non si riduce, non vedo nessuna soluzione possibile.

8
12 Nov 2010
alle 13:56

Debora/Petrolio

Hunter, Fratelli d'Italia è solo dal dopoguerra che è ufficialmente l'Inno italiano (anche se è ancora "provvisorio", come tutto in questo Paese!). Prima era solo "La canzone degli italiani", un inno patriottico come altri.

7
12 Nov 2010
alle 13:45

karagounis78

Concordo con le parole di ForseTroppoGiovane, perché da buon taoista sto imparando che le categorie in fondo non esistono, sono un espediente fallace che ci creiamo per gestire più facilmente il mondo.

Tuttavia un'analisi storica dovrebbe farci notare come l'Italia sia semplicemente un concetto geografico. Come entità sociale non è mai stata coesa. non dico che non potrà esserlo, ma ci vuole ben altro che appelli all'unità. I popoli si uniscono quando hanno un obbiettivo comune, un nemico esterno da combattere. Ma deve essere qualcosa di tangibile che tocchi i sentimenti. Discariche e inquinamento non toccano abbastanza nel profondo, non quanto una bella guerra alle porte. 

6
12 Nov 2010
alle 13:41

Hunter76Lima

Piccola rettifica

Sono 150 anni che l'italia s'è desta, non soltanto 60.

L'Unità è venuta prima della Repubblica (e non parlo di testate giornalistiche)

5
12 Nov 2010
alle 11:58

Debora/Petrolio

Io sono pronta a cambiare il sistema con chiunque voglia farlo.

E se tanto vuoi saperlo, Antonio, l'ho già fatto con un banchiere, che non smetterò mai di rimpiangere. :-(

Ti sbagli sempre.

4
12 Nov 2010
alle 11:40

ForseTroppoGiovane

Quelle che nel mio piccolo chiamo "linee di frattura sociali" sono le linee lungo cui si dividono le persone e lungo cui si generano immediatamente strappi a fronte di tensioni in una società. Cambiano di paese in paese, di periodo storico in periodo storico, ma hanno tutte una caratteristica comune: sono linee semplificatorie. Quando ci sono problemi è molto più semplice ricondurli genericamente ad una categoria di persone -spesso facilmente individuabile- in cui il problema compare, per chissà quante ragioni contingenti, con maggiore incidenza. Individuata la categoria più semplice, la si sostituisce a quella propria del problema e la si criminalizza. Questo processo umano, pigro e stupido, è la causa di moltissimi mali passati, presenti e futuri, secessioni, guerre etniche, razzismi. Da noi sono ad esempio terrone e leghista, romeno e cinese, destra e sinistra, statale, napoletano, gay, valletta....

Siamo pigri perchè le distinzioni che contano non sono immediate, non sono semplici. Onesto contro disonesto, morale contro immorale, distinzioni sensate che richiedono troppa fatica per noi uomini. Un confine sfumato, labile, difficile e mutevole. Ma cedere a semplificazioni è la strada più facile verso l'ingiustizia ed il male.

3
12 Nov 2010
alle 11:04

medo

Petrolio: Berlusconi, no fee sopra 50% Ancora piu' grave speculazione su materie prime alimentari 12 novembre, 10:14

Guarda la foto1 di 1 (ANSA) - SEUL, 12 NOV - 'E' urgente che i Paesi del G20 vietino gli acquisti futures oppure che per il petrolio a consegna futura si impongano versamenti che vanno dal 50% in su'. Ha detto Berlusconi a Seul. Quello del petrolio, ha aggiunto, 'e' un problema grave, ma la speculazione sulle materie prime alimentari e' un problema gravissimo, perche' influenza negativamente la vita di milioni di persone.

2
12 Nov 2010
alle 10:33

Antonio

Siete pronti a combattere il sistema a fianco di un banchiere?

E lei, signora Billi? E' pronta?

1
12 Nov 2010
alle 09:54

zio tibia

eppure, complice la disinformazione e l'aumento esponenziale dell'ignoranza qua al nord, i leghisti sono sempre di più. E sono la peggior specie del genere italiota.

Più spegni il cervello più diventi leghista.

Non possiamo essere così imbecilli da continuare a farci avvelenare, affogare, crollare, smottare, esondare, cementare, inquinare mentre invochiamo come burattini il federalismo e il disprezzo per chi vive qualche parallelo più in là.

Possiamo.... eccome se possiamo....

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