Uno sguardo dal picco

Non sono solita rispondere ai trolls (che barba che noia), e neppure alle tiritere internettiane contro ciò che scrivo. In fin dei conti ciascuno la pensa come vuole, e non ho alcuna voglia di affaticare inutilmente il mio cervellino.
Ma quando la critica arriva da un amico, e da una persona che stimo, non posso esimermi dal rispondere. Scrive Luca Pardi in un commento alla vignetta che qualche giorno fa ho (maliziosamente) collegato alla sovrappopolazione:
Debora, non ho mai letto una tua parola sui 250 milioni di donne che desiderano ritardare o evitare una gravidanza e non hanno accesso ai metodi anticoncezionali, mai una parola sui 75 milioni di gravidanze indesiderate che ogni anno affliggono le donne dei paesi poveri.
Caro Luca, mi stupisco di ciò che mi chiedi. Secondo te non ne scrivo perché sono segretamente connivente con chi nega alle donne l'accesso agli anticoncezionali o la libertà di decidere delle proprie gravidanze? Taccio su un argomento che considero scomodo e che preferisco la gente non sappia? Davvero resto basita.
Non sarà invece che questo blog, per un verso o l'altro e magari anche di striscio, parla sempre e comunque di risorse? A me dà un estremo fastidio, quando si parla di risorse insufficienti, che tutti pensino subito ai troppi umani asiatici, ai troppi umani africani, ai troppi umani neri, e MAI alle troppe, troppissime risorse che sprechiamo NOI. La tua ultima frase è assai significativa:
Sei anche te di quelli che aspettano che quelle donne facciano tutto il percorso delle donne euroamericane? Incluso il lavoro e l'automobile per raggiungerlo ogni mattina dopo essere passate a lasciare il piccolo all'asilo nido?
Ecco. Mi parli della pillola per le africane, e poi descrivi questa situazione per noi normale. Allora, secondo te: consuma più risorse questo bambino europeo... oppure i dieci figli della donna africana? Non ci piace ammetterlo, ma l'impatto sul pianeta di quei dieci è di gran lunga inferiore. Allora che senso ha mettersi a contare le teste? Io faccio un solo figlio, tu invece ne fai dieci, sei tu che devi smettere, eccetera. Non dovremmo invece basarci su quanto impoverisce e consuma il pianeta ciascuna testa? Scopriremmo che sì, è vero, siamo comunque troppi (certo che sono d'accordo) ma soprattutto che non è "una testa-un voto", perché qualcuno qui con una sola testa fa l'asso pigliatutto, e poi dà la colpa agli africani che campano invece con una patata al giorno.
La mia proposta per risolvere il problema della pressione demografica sul pianeta è la seguente: il terzo mondo dimezza le figliolanze, e noi dimezziamo i nostri consumi. Ci converrebbe comunque di gran lunga... ma scommetto che non troverei un cane disposto a condividere l'idea. Si sa, rinunciare a due frigoriferi, tre radio, tre televisori, quattro cellulari e due automobili è assai più difficile e impegnativo che indurre un morto di fame a rinunciare ai figli.
(Nella foto: due manager africane si recano in ufficio dopo aver portato i dieci figli all'asilo nido con la station wagon)
xx
E' solo una questione di tempo: prima o poi l'esaurimento delle risorse e la crescita demografica ci riporteranno alle stesse condizioni di miseria del passato.
Mi ricordo una affermazione di Jacques Le Goff riguardo alle rivoluzioni agricole del medioevo: in apparenza, esse non erano servite a migliorare le condizioni di vita degli uomini e delle donne dell'epoca, ma semplicemente avevano permesso ad un numero maggiore di affamati di vivere nelle medesime condizioni di disperata miseria.
Le Goff, forse inconsciamente, descrive la conclusione di un periodo di crescita; ed annota le condizioni di vita della popolazione al suo termine. Non fa menzione del fatto che, durante lo svilupparsi di quel cambiamento, doveva essersi diffusa in Europa una certa ricchezza. Vede solo lo stato finale del sistema.
La spinta alla crescita demografica tende a vanificare ogni miglioramento nella vita delle comunità umane; l'unica variabile è il tempo, ovviamente incognito. Non credo esistano soluzioni magiche; un pò di cultura magari sarà utile.
Ad un certo punto, dovremo decidere se scegliere il collasso sovietico o quello ruandese; sarà quel bivio a fare differenza.
Parlate da anni di questa crisi e ancora non avete capito che la crisi non è nè energetica nè finanziaria, è spirituale. L'uomo imbottito di sesso sfrenato e bestiale e tormentato dal senso di colpa per il fatto di divorare animali e di accoppiarsi senza sentimenti distrugge la natura insieme a sè stesso. Se non lo capisce da solo, ben vengano le sberle da fuori a rimetterlo in riga.
Weissbach
Il tuo ragionamento è da veri dementi. Di chi è la colpa se i nostri figli consumano + degli africani? Il fatto che qui dobbiamo riscaldare le abitazioni? Che abbiamo la sanità (mah)? Che abbiamo la macchina? che dobbiamo vestirci? che abbiamo la tv o il pc? per poter scrivere certe stupidaggini su questo blog...
Il consumo delle risorse perdurerà finchè rimarrà nelle nostre possibilità farlo. Vedrai che quando non potremo più permetterci l'auto, la tv, il riscaldamento, ecc ci sarà una bella rivolta del basso e medio ceto, che non potendo più contribuire allo sperpero delle risorse spaccheraà tutto... Probabilmente ci sarai anche tu tra quelli.
Voglio portare un'altra riflessione al tuo testone. Secondo te in percentuale consuma di più una famiglia con un figlio o una con tre? Se fai una media pesata su ogni singolo componente ti accorgerai che tre figli consumano meno di uno.
Inoltre i figli servono per evitare i flussi migratori, o vuoi che l'italia diventi patria di immigrati?
Sull'inutilità del gesto singolo sono abbastanza d'accordo con Debora. E anche il "pensare globalmente agire localmente" mi lascia perplesso. Pensare globalmente agire a tutti i livelli. Localmente per quanto riguarda la popolazione basterebbe assecondare la tendenza alla riduzione: introdurre almeno il dubbio che la virtù non sia riprodursi ad ogni costo. E' chiaro infatti che il nostro territorio è già largamente sovrappopolato se si considera la capacità di carico a meno dei combustibili fossili (capacità di carico carbon free).
Invece per quelli che pensano di imporre castità, povertà e santità a furia di sberle, penso invece che il gesto individuale sia appropriato, comincia da casa tua ad imporre queste sante cose e poi ci racconti quante sberle hai preso indietro (e giuro che a questo non gli rispondo più e manco lo leggo)
Poco centra con la sovrappopolazione ma molto con la disoccupazione che è destinata ad aumentare soppratutto quando scompaiono/fuggono altrove quei settori industriali volti alla produzione e lavorazione di minerali dai costi proibitivi guarda caso per colpa di chi?
Ma dei costi energetici!! che in Europa sono il doppio più alti!
E' in atto una deindustrializzazione che non finirà certo domani, ma pare che sia di pari passo con un certo $barrel che noi conosciamo tanto e che stà crescendo come un fiume in piena...
http://www.lettera43.it/articolo/2049/la-locomotiva-lascia-la-germania.htm
Il sesso bestiale delle africane e' una questione evolutiva.
Weissbach (e Luca),
chiedo scusa per non averlo precisato: il mio post era dedicato a Luca, ma parlava perché suocera intendesse, e la suocera sono certi estremisti della sovrappopolazione che spesso stanziano qui ad invocare sterilizzazioni di massa di indiani e africani in nome della salvezza del pianeta.
Mario,
credo proprio di non essermi mai astenuta dall'esprimere il mio pensiero per paura di risultare sgradita agli ambientalisti o chi per loro. Credo persino di averlo scritto, un post, che parlava dell'inutilità del "gesto singolo". Non credo alle favolette di Gandhi (chiunque abbia letto il racconto di fantascienza ucronica di Turtledove "The last article" ridimensiona di molto il mito di Gandhi) sull'esempio al mondo eccetera. Se trovo il post lo segnalo qui, ma dubito che la mia memoria riesca a tanto...
In demografia credo esista il concetto di "Deriva demografica", che significa che la popolazione aumenta pur facendo pochi figli perchè la gente muore sempre più tardi. Allora raggiunto un certo limite i vecchissimi moriranno tutti insieme (semplifico ma il concetto è questo), i conti pubblici respireranno gli ospedali pure i cassamortari faranno un sacco di soldi e con le mie spoglie farete del buon concime. Ma il sesso alle africane lo leverei lo stesso, il sesso bestiale è qualcosa che inquina la mente al pari delle droghe dell'alcol e del gioco. Castità povertà e santità vanno imposte a suon di sberle, in occidente come nel terzo mondo.
poldo alias marco, vuoi dire che le africane e i loro partner dovrebbero semplicemente praticare l'astinenza (o il coito interrotto, che è un metodo che NON FUNZIONA e puntualmente porta alla gravidanza)? come se non bastasse che noi sguazziamo nel lusso e loro nella fame, adesso gli vuoi negare anche il diritto sacrosanto di trombare come gli pare e piace? solo noi ce lo possiamo permettere perchè siamo più fighi&intelligenti?????
Forse serve una precisazione:
"Nel mio giro si pensa che si debba partire da qua"
significa "partire da noi in prima persona".
È proprio questo il punto Debora.
Quelli che pensano quello che descrivi ci sono.
Ma è offensivo metterlo in bocca a chi è veramente preoccupato, e vorrebbe semplicemente che si smettesse di vedere la natalità come una soluzione quando ormai è un problema. E lo è a tutte le latitudini.
L'utopia della crescita infinita del pil e della popolazione sono due facce della stessa medaglia, e io ritengo che sia ora di smetterla di identificare i "preoccupati per le risorse" con i suprematisti: "troppi asiatici, troppi africani, troppi neri". Nel mio giro si pensa che si debba partire da qua. Non so nel tuo.
Le cose che scrivi sono sottoscrivibili quasi al 100%, ma non laddove la tua dialettica è impropria; non mi permetto di definirla sofista o disonesta perché sono sicuro che ragioni col cuore, cosa che ti rende onore ma ti allontana da alcuni che invece meriterebbero la tua stima.
Ah, d'altra parte sarebbe anche ora di smettere di parlare di "controllo demografico" perché non c'è da controllare proprio nessuno.
Mettiamola così: un figlio in meno in Italia lascia libere molte più risorse che un figlio in meno in Africa, così come ridurre i consumi e donare una parte del risparmio. Credimi, io la mia parte la faccio su tutti i versanti.
Poldo Alias Marco, lo sanno benissimo solo che, guarda caso, sanno anche benissimo che esistono i metodi anticoncezionali e li vorrebbero usare senza bisogno di nessuno che glielo spieghi ne glielo impedisca. Se invece la strategia astenersi ... beh allora tanti auguri, non ha mai funzionato, il buon vecchio Malthus l'aveva capito 2 secoli e mezzo fa.
@Claudio Erba. Attenzione a dar per fatto ciò che è solo in prospettiva. Il declino del tasso di crescita non è decrescita è crescita più lenta. Per ora la popolazione mondiale continua a crescere alla velocità di 75 milioni di persone all'anno (1,2%) il che significa qualcosa come la popolazione della Germania (ogni anno). Per avventura questo numero è uguale al numero stimato (dalla World Bank) delle gravidanze indesiderate. Suggerisce qualcosa questo dato? Quindi caro Carlo Erba mi dispiace se non solletica il tuo desiderio di novità, ma si! Ancora con sta' storia della sovrappopolazione.
Se le donne del terzo mondo si astenessero da quel particolare tipolo di rapporte sessuale consistente nella penetrazione vaginale con eiaculazione all'interno del loro organo genitale non incorrerebbero in nessuana gravidanza indesiderata, e credo lo sappiano benissimo senza che luca Pardi glielo vada a spiegare. Basta cò sti preservativi e pillole, nel terzo mondo le sfigate occidentali che lavorano in ufficio e fanno i figli a 35 anni sono considerate delle poveracce. Sveglia ceto medio!
@31
Sei tanto sicuro che tra 40 anni, un'enormità temporale considerando la rapidità degli eventi correlati al picco, saremo aumentati a 9 miliardi di individui?
Ancora questa storia dellaq sovrappopolazione... in prospettiva il mondo si sta sottopopolando, l'Europa è già al picco ed entro il 2050 la popolazione inizierà a scendere. La domanda corretta da porsi è. COme gestire i 9 miliardi che raggiungeremo nel 2050 quando la popolazione inizierà a calare?
Cla
che non sei nessuno lo si era capito da parecchio
Debora, lo so che queste cose le sai, altrimenti manco perderei tempo a seguire il blog. Diciamo che era una miniprovocazione.
Quello che non capisco, visto che sei consapevole che ho ragione, e' perche' non lo scrivi. O meglio lo capisco, capisco che indigneresti molti lettori, ma si tratterebbe solo degli idioti.
Sia chiaro, non sono nessuno per dare consigli su come tenere il tuo blog, ma mai mi ricordo di aver letto frasi come le mie. Magari un po' mitigate nella forma, ma dello stesso senso.
Questo blog sembra una farsa pirandelliana, che ciclicamente ripropone gli stessi argomenti, e raccoglie gli stessi commenti.
Tutti i commentatori intelligenti, e ce ne sono, sanno benissimo che si parla di fuffa che nemmeno loro metterebbero mai in pratica, ma molti sono davvero convinti di tutte le menate che scrivono sul ridimensionamento dei nostri stili di vita, e credono davvero di essere importanti e modelli da seguire dopo aver firmato qualche petizione online o mandato un sms di beneficenza.
Non credo che rinunciare a questi lettori sia un danno irreparabile, a fronte del poter avere un dibattito un tantino piu' serio. Tanto mica ti pagano per numero di lettori, anzi mi sembra di capire che non ti pagano proprio.
Debora, non devi sentirti basita, litighiamo da anni su questo tema, ma te fai sempre uso del tasto demagogico che attrae molti consensi ma è intrinsecamente sbagliato. Sbagliato soprattutto perché ci attribuisce cose mai dette.
Non ho mai detto che loro devono rinunciare a qualcosa anzi sono convinto del contrario e che il residuo di crescita economica dovrebbe se possibile essere lasciato a quelli che non sono cresciuti mai. Nessuno che io conosco nel mondo che abbia una certa attenzione al tema demografico lo affronta come a te piacerebbe lo facesse in modo da avere un obbiettivo polemico.
Io dico esattamente quello che hai scritto nell'ultimo paragrafo, meno consumi nostri e meno popolazione ovunque. Questo è quello che abbiamo chiamato il Rientro Dolce. E non farci dire altro.
Tranne che per diminuire la crescita demografica non sarebbe necessario convincere nessuno a rinunciare a qualcosa, ma dare alle donne africane e di altri posto che lo vogliono quello che vogliono, cioè il modo di evitare o rimandare le gravidanze. Questo è il significato dei 75 milioni di gravidanze indesiderate che ogni anno si stimano nel mondo.
articolo bellissimo condivido i tuoi pensieri,
il controllo delle nascite è il modo con cui l'uomo obeso spera di garantirsi spera di garantirsi la cassoeula quotidiana a discapito degli altri
ehm... intendevo nel mondo...
un famoso indiano diceva "sii il cambiamento che vuoi vedere nel modo".
Aspettare di diminuire i propri consumi solo se lo fa la massa secondo me non è un buon ragionamento.
Se uno crede sia giusto fare una cosa deve farla senza stare a vedere quanti lo potrebbero seguire. Altrimenti non cambierà mai niente. Poi non è detto che cambi qualcosa ma averci provato è già una gran cosa
Ma questo blog non si chiama petrolio? Ormai si parla di tutto meno che di petrolio. Perche non scrivi anche ricette di cucina?
@11
andreaX, nessuna riduzione delle nascite avverrebbe volontariamente in tutto il mondo (anche se nei paesi industrializzati è avvenuta naturalmente dopo decenni di sviluppo economico) perchè nessun governo "democratico", a parte quello cinese, si sogna oggi di inaugurare serie politiche di pianificazione demografica.
E poi è ugualmente urgente non solo ridurre le nascite in molti paesi poveri e in via di sviluppo, ma anche i consumi mostruosi degli occidentali e delle economie emergenti. Però anche in questo caso nessun governo si sogna di "imporlo" ai propri "elettori". E poi come farebbero le solite povere lobby che vedrebbero ridursi i propri profitti?
Siamo nel classico "cul de sac"...
@11
In teoria quello che dici sarebbe la cosa più giusta ed equa.
Però già adesso possiamo vedere come lo sviluppo economico dei cinesi stia esaurendo rapidamente tutte le risorse naturali del pianeta, se facessero allo stesso modo gli indiani, i sudamericani, e gli africani è sin troppo evidente che la catastrofe planetaria arrriverebbe prestissimo, rischiamo che arrivi presto già così come staimo messi adesso figuriamoci se il benessere fosse diffuso su tutto il pianeta.
Cosa vuol dire questo?, che è giusto che pochi abbiano tanto e tanti abbiano poco?, assolutamente no, io dico: tutti devono avere a sufficienza, ma per fare si che questo sia fattibile, entro i limiti fisici del pianeta, l'unico modo è ridurre progressivamente la popolazione.
7 miliardi di persone non possono neanche ipoteticamente vivere col tenore di vita degli occidentali, quindi piuttosto che impoverirci tutti, piuttosto che essere messi al mondo per poi morire da li a poco di fame meglio programmare una lenta decrescita della popolazione parallelamente ad un miglioramento del tenore di vita dei paesi più poveri, sino ad arrivare ad un equilibrio sostenibile.
@16 mario
Privarci oggi del superfluo, ma facendolo in massa, per avere ancora un mondo vivibile domani per noi e i nostri discendendenti.
Come dice Debora invece, della quale approvo al 1000% il post, la rinuncia al superfluo da parte dei singoli(io ci provo) non serve ad un'emerita mazza in un oceano di sprechi.
La soluzione è sempre quella e a mio parere irrealizzabile a causa della natura "animalesca" (o da colonia batterica) dell'uomo: pianificazione concreta delle nascite e riduzione seria dei consumi energetici e delle risorse in genere(relativamente ai bisogni superflui soprattutto) nel contesto ovviamente di un paradigma molto diverso da quello attuale. E tutto questo è un discorso che possono avviare solo i governi di tutto il mondo, se si liberassero dalle lobby.
Le probabilità che ciò avvenga in tempi brevi sono le stesse di veder volare gli asini e allora sarà il pianeta stesso a massacrare il parassita umano.
Tempi interessanti e vicini...
P.S. Sempre discorsi simil-razzistici tu, neh?
La sovrappopolazione è un problema diffuso uniformemente in tutto il mondo. In Europa siamo in tanti e stretti, in Africa forse stanno più larghi ma vivono in un territorio dalle difficili condizioni climatiche che non supporta così bene milioni di persone. Basti pensare al Sudan: si ostinano a vivere in un deserto come 200 anni fa, ma all'epoca erano nomadi o piccole comunità non cittadine esose d'acqua.
Purtroppo non esiste una soluzione al problema, perché andrebbe contro una delle poche libertà fondamentali.
Sull'argomento spreco, io sono parimenti convinto che il mio apporto alla sostenibilità sia infimo, ma anche il mare è fatto da tante gocce. Debora da te mi aspettavo un discorso di questo tipo. Bisogna raggiungere la massa critica. Il mio non sprecare si rispecchia più che altro nel non eccedere nel superfluo, anche perché da buon biellese sono un po' "braccina corte".
Mario, che se tu consumi meno quelli stanno meglio forse lo hai letto su famiglia cristiana, non certo qui, dato che io non lo penso affatto.
Inoltre, NON credo che se io consumo meno salvo il mondo, anzi credo di non cambiare un emerito baffo, e credo fermamente che per il mondo il mio riscaldamento a 18 sia completamente INUTILE. Non sto scherzando. Quel che faccio io è INUTILE. Rassegnamoci: è questa la verità.
Perché lo faccio allora (quel poco)? Perché non sono fessa e non voglio ritrovarmi, quando succederà il casino, tra i molti imbecilli che non sanno neppure accendere un fiammifero, piantare un chiodo o cucire un bottone, ecco tutto.
Se poi si decidesse, tutti insieme, di dimezzare i consumi sarei prontissima a farlo: perché allora davvero si salverebbe qualcosa. Ma da soli non si salva altro che se stessi.
Come vedi, la pensiamo uguale: noi stessi innanzitutto...
;-)
@ 16.
Cheppalle Mario, a ri-consigliare sempre le stesse cose... yawn.
Armi, Acciaio e Malattie - di Jared Diamond
Troverai un'altra alternativa spiegazione alla tua al perchè le magnifiche sorti e progressive hanno dato all'uomo bianco il gravoso fardello della civiltà...
potrai poi non crederci per carità, ma intanto avrai passato qualche sera in maniera diversa (oddio, magari, -intellettualmente, oddio orrore - stimolante... piuttosto che stare quì a "provocare" (uhuh che spasso uhuh)
concordo tutto quello scritto da marco, ti invito a visitare stormfront.org , qui si può parlare tranquillamente di queste cose senza essere catalogati come mostri.
Soliti discorsi di facciata sul dimezzare i consumi, fatti con la fetida consapevolezza che quello che si scrive suona bene ma non va oltre il suono.
In altre parole, sono tutte notorie cazzate, e tutti sappiamo che nessuno di noi e' neanche lontanamente disponibile a privarsi di un decimo del proprio benessere. Tutti a esaltare la idilliaca vita al risparmio degli africani, e a rinnegare la nostra pinguedine, ma nessuno che metta in atto quello che afferma.
Tutti vomitevoli messaggeri della giusta causa, che si ritengono eroici dopo aver tenuto il riscaldamento a 18 o aver condiviso qualche link su Facebook. La cosa triste e' che questi ci credono davvero, come l'autrice.
Se gli africani fossero in grado di vivere come umani e non come gibboni, lo farebbero. Continuo a non capire il motivo per cui io dovrei privarmi di qualcosa al solo scopo di lasciarlo a qualcun altro, che sia il mio vicino di casa o un bambino africano con la pancia a cocomero.
Il discorso di poldo alias marco e' sensato, ma parte dal presupposto sbagliato che un africano subsahariano sia umano quanto noi, ed abbia le stesse nostre capacita' di controllo degli istinti scimmieschi.
Purtroppo per loro e per noi, ci si ostina ad attribuire la stessa intelligenza a tutti i popoli, piuttosto che prendere atto delle conseguenze dell'evoluzione.
L'Africa NON è sovrappopolata, siamo noi che vendiamo armi alle tribù africane in modo che si scannino fra di loro e finanziamo i governi autoritari in modo che ci diano libero accesso alle enormi risorse del Continente Nero. Gli antichi Romani, nelle cartine geografiche, in corrispondenza dell'inizio della savana, scrivevano "Hic sunt leones"; loro non lo sapevano ma, nella realtà, da lì iniziava l'Africa LIBERA, ricca di tribù, etnie e tradizioni antiche.
A quei tempi gli Africani vivevano di caccia e pastorizia, come fanno ancora adesso alcune etnie quali Masai e Bantù. Poi è stata scoperta l'America, e si è iniziato a deportare gli schiavi neri; da lì è iniziata la tragedia del Continente Nero il quale, in confronto all'Europa, è tuttora caratterizzato da una densità di popolazione veramente IRRISORIA.
La questione è diversa per il continente Asiatico, esso è decisamente sovrappopolato, ma a questo punto è anche inutile piangere sul latte versato: gli esseri umani che ormai sono al mondo (noi compresi) hanno la necessità di vivere dignitosamente, ed ogni donna in età fertile, SE LO DESIDERA, ha il diritto di avere (almeno) un figlio, anche perché, se così non fosse, l'umanità si estinguerebbe nel giro di una generazione.
Dalle informazioni che abbiamo a disposizione sembra che la crisi energetica precipiterà a breve, entro il 2015; non è allora attraverso il mero controllo delle nascite che si possono mitigare, in così breve tempo, alcuni problemi derivanti dalla crisi energetica, ma piuttosto attraverso LA RINUCIA (per quanto possibile) A TUTTO CIO' CHE NON E' INDISPENSABILE alla nostra vita.
Nella sostanza, bisogna ridurre i consumi e, contestualmente, rivalutare lavori socialmente utili come il riparatore di elettrodomestici, il calzolaio, il biciclettaio, il falegname etc etc etc Tutto ciò che si può riparare, vada riparato!! Un prodotto nuovo si acquista soltanto quando quello vecchio è ormai inutilizzabile. E così si dà nuova occupazione ad artigiani, riparatori e tecnici manutentori. Questo purtroppo determinerà la chiusura di molte fabbriche... in Asia naturalmente! Però la vita è così: non si può avere tutto...
A volte l'unica consolazione che trovo nel leggere certi commenti è che il genere umano è fortunatamente destinato ad estinguersi e quindi tra un po' di anni finiremo di ammorbare questo pianeta con i nostri piccoli egoismi e le nostre piccole guerre da pollaio. Per quanto riguarda i paesi sovrappopolati consiglio di fare un giro istruttivo su "worldmapper" per scoprire chi dovrebbe smettere di fare figli...
Dovrete aspettare a vedere la distruzione della civilta' che tanto sperata avvenga presto. La tencnologia va avanti. Fosse per voi saremmo ancora al Medio Evo
http://musibrasil.net/2010/12/in-brasile-si-vola-gia-verso-il-futuro/
Luca Pardi scrive:
Debora, non ho mai letto una tua parola sui 250 milioni di donne che desiderano ritardare o evitare una gravidanza e non hanno accesso ai metodi anticoncezionali, mai una parola sui 75 milioni di gravidanze indesiderate che ogni anno affliggono le donne dei paesi poveri.
Che vuol dire non hanno accesso ai metodi anticoncezionali, alla pillola... Sono obbligate ad essere penetrate ed a ricevere la secrezione maschile all'interno della vagina? O forse il modernista Luca Pardi sostiene surrettiziamente e senza esporsi che su tutte le donne grava il dovere piccolo borghese consumista di essere comunque penetrate ed anche inondate. Le donne possono anche astenersi dal sesso caro Luca Pardi, da quel tipo di sesso soprattutto, sesso al quale tu maschio virile Luca Pardi sembri condannarle senza rimedio, purchè l'uomo si sfoghi della dura giornata di lavoro e si senta forte dei sui tre noiosi minuti di su e giù..
Credo che il discorso andrebbe rovesciato, almeno se vogliamo attenerci alla realtà dei numeri.
I paesi, man mano che progrediscono economicamente, riducono il numero di figli per famiglia. È un processo spontaneo che si osserva un po' ovunque da un paio di secoli, anche senza affidarsi a programmi di riduzione coercitiva della natalità di tipo cinese (consiglio: cercare Hans Rosling su Youtube e guardare un paio di presentazioni, sono brevi e molto informative). Qui il problema, serissimo, non è di imporre una riduzione della natalità agli africani, ma al contrario di favorirne la crescita economica. Questo porterà a meno figli, meno malattie, meno povertà.
Che poi tale crescita, di noi occidentali come di loro africani ed asiatici debba essere più eco-sostenibile, è evidente e chi legge questo blog dovrebbe oramai esserne già convinto senza doverci spendere altre parole.
Mi permetto di inserirmi nel dibattito ancora una volta; concordo sostanzialmente con il post; volevo soltanto ricordarvi, che per esempio, già dall'anno prossimo in Italia non saranno finanziati, nemmeno sulla carta, i 3-4 miliradi necessari per i nuovi farmaci antitumorali su base immunologica,molto efficaci ed ottmamente tollerati, farmaci immessi nel mercato l'anno scorso o 2 anni fà al massimo ( Fonte medinews, periodico riserbato ai gli iscritti a medikey); io persinalmente non sono d'accordo; è solo per mettervi al corrente che la medicina moderna si è infilata in un vicolo cieco, prestando poca attenzione al rapporto costo/benificio sociale : se dimezziamo i consumi, e ci arriveremo, non ci sarà pià assistenza di alto livello per i malti cronici o per le malattie rare: è pur vero che mangiando meno, e facendo un pò più di strada a piedi, molti di noi ne trarranno giovamento....
linus,
nessuno ha detto che se noi consumiamo meno, lì si vive meglio, infatti non è così. Ma visto che qui si parla di risorse del pianeta, ciascuno le risparmia come può. E dovremmo cominciare noi, che il pianeta lo stiamo massacrando.
E quando sosteniamo che "fare meno figli" vale per tutti, è un discorso un po' ipocrita: noi ne facciamo già uno o due soltanto, quindi indovina chi è che deve diminuire? ;-)
Sono commosso! brava! hai guardato il problema dal punto di vista giusto!
Io continuo a usare tutto quello che ho a disposizione; se i bambini africani muoiono di fame non mi interessa. Se rinunciassi alla macchina o al viaggio al caldo a Natale, le risorse da me risparmiate andrebbero a qualcun altro piu' pronto di me ad utilizzarle. Punto!!
Io...mi sa che non condivido :-)
Fare meno figli non è qualcosa da riservare alle africane o alle asiatiche ma a tutti: una famiglia che faccia cinque figli (bianchi, verdi o gialli non cambia nulla) non è affatto "eroica" come viene regolarmente descritta, è semplicemente prona all'impulso di riprodurre il proprio pool genetico: nulla di meno "altruistico", in un mondo in cui gli uomini hanno un potere enorme e nessuna lungimiranza. E se si parla di risorse, a me pare che il problema sovrappopolazione sia davvero centrale. Invece siamo bombardati di messaggi che vogliono convincerci che fare figli è altruistico e generoso. Mi dispiace, non è vero. Fare figli è un enorme problema. Sai cos'è che un po' dispiace? Che i discorsi siano sempre o/o. Dire che vanno fatti meno figli non implica che si debbano avere 3 frigoriferi o 4 automobili, probabilmente è necessario prendere tutte le misure, e ancora non basta. E ultima cosa (scusa lo sproloquio) non credo che la faccenda funzioni a vasi comunicanti, se si consuma meno qui si vive meglio lì...
Condivido anch'io, sto post mi piace.
Noi dovremmo fare ancora di più che dimezzare i nostri consumi.
Ora aspettiamo i commenti degli illuminati che ci propineranno teorie sulle razze africane inferiori della nostra e che quindi se lo meritano, come già hanno fatto due post fa
Brava Debora, condivido in toto.
Condivido al 1000%...
LOL... la didascalia è da oscar
Grande Debora. Post condivisibile al 100%.
alle 17:45
Ebbeneshi
L'Occidente deve, naturalmente, avere come obiettivi prioritari la riduzione dei consumi e il passaggio ad un'economia e uno stile di vita più rispettosi dell'ambiente, oltre che l'eliminazione del problema del "debito ecologico" verso i paesi in via di sviluppo. Ma è indubbio che tali azioni non potranno salvare la popolazione mondiale dal problema della povertà; se la popolazione dei paesi in via di sviluppo non abbandona l'attuale trend demografico le nostre mosse si riveleranno, anzi, totalmente inefficaci. Che cosa è preferibile per il futuro dell'umanità: avere una popolazione di 7 miliardi di cui più di 1 miliardo senza cibo, avere più di 10 miliardi di individui (situazione a cui probabilmente rischiamo di essere confrontati) e lasciare miliardi di esseri umani in condizioni di vita disumane o avere non più di di 2 miliardi e, redistribuendo le risorse, permettere a ognuno di vivere una vita degna di essere vissuta?