Uno sguardo dal picco

Improvvisamente, tutti a parlare di gas di scisti. Non certo per il mio post di martedì scorso sull'avvento del fracking in Europa, più probabilmente per l'assurdo editoriale di Massimo Mucchetti uscito sul Corriere di venerdì. Ne avevamo già accennato qui.
In sintesi, l'articolo sostiene che comprare gas dalla Russia è inutile perché gli americani hanno scoperto... l'America: ovvero una fonte di gas ubiqua e pressoché infinita. Quanto si parla di energia in questi termini, è già di per sé obbligatorio diffidare. Ancora più obbligatorio, se poi chi ci racconta la faccenda da un autorevole quotidiano omette accuratamente quelli che sono gli aspetti più controversi della questione. Mezzo nordamerica si rivolta contro l'estrazione di shale gas, e Mucchetti lo dipinge come un dono degli dei facile ed economico. Sembra un piazzista, che diamine. Non ci credete? Ecco qua:
in America inizia una rivoluzione tecnologica che rende abbondante il gas, e dunque riduce in prospettiva la centralità dei fornitori storici, Russia, Algeria e Libia (traduzione: gli americani hanno risolto il problema con mirabolanti tecnologie, e noi ancora nella tenda con Gheddafi)
In tre anni questo gas non convenzionale emancipa gli Usa dalle importazioni e fa crollare i prezzi sul mercato (traduzione: lo shale gas è praticamente regalato, perché dar soldi ai russi?)
perché l'Eni si impegna in un investimento miliardario per raddoppiare le onerose importazioni dalla Russia quando c'è tanto gas più a buon mercato nel mondo (traduzione: lo shale gas è convenientissimissimo e l'ENI è incompetente o corrotta)
Non è un articolo, è uno spot. Soprattutto quando si sostiene che il gas di scisti sia economico: è invece costosissimo, tanto è vero che per implementarlo in USA si è atteso che il prezzo del barile salisse al punto da renderlo conveniente. Inoltre, la tecnica del fracking non è MAI stata praticata al di fuori degli Stati Uniti, e sarebbe assai sorprendente che l'ENI rinunciasse ad importare gas per la Nazione, in favore di una tecnologia che da noi è puramente sperimentale (e coperta per soprammercato da brevetto Halliburton, che occorrerebbe quindi pagare profumatamente). Per tacere poi dello spreco di acqua dolce e della devastazione ambientale che il fracking puntualmente garantisce ai territori che hanno la disgrazia di ospitare l'estrazione del gas di scisti, al cui confronto un semplice gasdotto è un giardino di rose.
A proposito di Halliburton, c'è chi invece fa loro una pessima pubblicità. Come l'attore Mark Ruffalo, che ha organizzato al Sundance Film Festival la proiezione di Gasland -poi premiato vincitore-, un film sui disastri prodotti dall'estrazione del gas di scisti in Pennysylvania (eh sì, ci fanno su persino i film). Ebbene, il povero attore, su pressione Halliburton, è stato bollato nientemeno che come "terrorista" ed è finito nella "watch list" della Polizia dello Stato.
(Grazie a Claudio Marsilio per la segnalazione)
xx
grazie per il ringraziamento, Debora. In realtà, s'è trattato di pure congiunture "astrali"!
Phitio:
grazie della risposta, quello che dici è interessante.
Oltre che nell'energia il gas nel mondo è sempre + usato nei trasporti, con il picco del petrolio siamo destinati a breve anche a quello del metano?
http://www.newseconomia.com/vendite-di-auto-metano-nel-mondo-nel-2010-una-crescita-continua/
Debora, qui scrivono di te, e poco carinamente mi sembra..
Record prezzi carburanti USA
Record su base settimanale, mensile, annua. In California si vola rapidi verso i 4$ al gallone entro Natale!
Soglia psicologica dei 3 $ al gallone sorpassata in tutto il paese stabilmente, sia per benzina che gasolio. Il gasolio in alcuni stati si avvicina ai 3,75 $ e la benzina ai 3,50 $ al gallone. Sono i prezzi dell'inizio-crisi di un paio di anni fa...
...://www.eia.gov/oil_gas/petroleum/data_publications/weekly_petroleum_status_report/wpsr.html
Prezzi carburante Italia, ancora aumento della media nazionale
Con questo andazzo, i record assoluti del 2008 verranno battuti nella primavera 2011. Ma il potere d'acquisto, essendo diminuito dopo la crisi 2008/2009, già trasforma questi numeri in un record (relativo). In molte città, stazioni di servizio urbane, si legge già da giorni la soglia psicologica del "1,50 €/l". Passata quella, molte aziende fragili hanno cominciato a chiudere. Gli eventi non sono sempre strettamente legati, ma essendo l'Italia il 1° paese per dipendenza da trasporto su gomma in Europa... Magari c'entra.
Ah una domanda: è ancora conveniente il metano ("è il futuro durevole della mobilità"?
Quanto costa un'auto ibrida?
In quanto la si ammortizza?
Benzina ................. 1,396 €/l
Benzina speciale ...... 1,496 €/l
Gasolio ................... 1,273 €/l
Gasolio speciale ....... 1,358 €/l
GPL ....................... 0,704 €/l
Metano .................. 0,864 €/l
prezzibenzina.it
#18
Il gas di scisti c'è, per sapere quanto ce n'è in questo o quel luogo preciso, oltre a prove sismiche etc, bisognerebbe proprio forare... E' un'attività ad altissimi costi di messa in sicurezza del prima/durante/dopo attività estrattiva. Una geniale attività per luoghi in cui la politica è corrotta e l'economia ha fatto "fallire" de terreni dal punto di vista valoriale.
Ma in Italia questo gas di scisti c'è o no? Perchè se non c'è, di cosa discutiamo?
Sulla situazione da allarme rosso dei prezzi carburanti in Italia, copio un commentino, in inglese, molto interessante dal drumbeat di "THEOILDRUM" di oggi :
"...When we talk about energy production, Italy is the most oil-dependent country from oil in UE, after Greece ("public debt bankrupted") and Ireland (going "private debt bankrupt" these weeks).
HERE ARE ITALY "FUEL NUMBERS":
2000-2010 lowest hit in august 2001 :
Diesel fuel ... 0,84 €/l
Gasoline ... 1,02 €/l
2000-2010 record high hit in july, the 16th 2008 :
Diesel fuel ... 1,56 €/l
Gasoline ... 1,56 €/l
Where we are now?
Prices are rising in november 2010
Diesel fuel ... 1,30 €/l
Gasoline ... 1,42 €/l
As Ugo Bardi from ASPO-Italy used to say: like RyanAir, Italy cannot afford a 100$ barrel (or 1,50 €/l fuel ?) without major problems. We'll see this time. For now the italian Parlement is CLOSED for political crisis until 14th december, with the PM Silvio Berlusconi left alone by many political allies and he is also expected to resign, with no new elections in sight and to let place to a "stand-by" gouvernment guided by Mr Draghi (he is now CEO at Bank of Italy) or Mr Tremonti (he is now the italian Minister of Economy). Italian debt is at his all-time record and many of the "Too Big To Fail" entreprises in Italy have been downgraded these last days from rating agencies. Finmeccanica for example, which is the second largest industrial group and the largest of the hi-tech industrial groups based in Italy, operating in 100 countries and being a very strategic company. And Assicurazioni Generali, 1st financial group in Italy, is also facing rough seas.
A pre-default (or pre-civil war) situation for the country? "
La borsa non gode ottima salute, l'euro boccheggia (1,3380 rispetto al dollaro), i debiti pubblici dei vari stati europei stanno esplodendo (mentre per altri sono prossimi a farlo) eppure il prezzo del barile continua a salire ed ora viaggia oltre i 90 $/b.
Sembra proprio che si stia preparando la classica crisi a W e mi sa che l'economia globale sia prossima alla seconda ripida discesa dalla sommità di un qualcosa che non è stata nemmeno lontanamente simile ad una ripresa dell'economia reale...
Lo faccio io stesso il commento: diffondono queste notizie sul gas ricavato con nuove tecniche per sperare di fermare il rialzo del petrolio, a quanto pare però non ci sono riusciti.
Intanto il petrolio è salito sopra i 90 dollari al barile, qualche commento al riguardo?.
@ Linus
Penso di poterti dare una risposta.
Le quotazioni del gas a cui generalmente si fà riferimento sono quelle relative al "Henry Hub", ovvero al gas scambiato sui circuiti del NYMEX di New York. Questo gas interessa solo il mercato degli Stati Uniti, ma non ha nulla a che vedere con il gas comercializzato in Europa che segue dinamiche di mercato totalmente indipendenti da quelle del "Henry Hub".
Cos'è allora che stà generando confusione? Semplice: in seguito alla messa in produzione degli shale gas negli USA, il prezzo del "Henry Hub è crollato dal record di circa 16-17$ agli attuali 4-5$. In Europa però non è cambiato proprio nulla. Sono solo gli usa che pagano il gas di meno.
E non vale neppure pensare che si possa andare a comprare il gas negli USA, per due semplici motivi: 1) la produzione totale del gas USA è appena sufficiente per il mercato interno, quindi almeno per il momento (e forse per sempre) non ne hanno da vendere ad altri. 2) Essendo gli USA decisamente distanti, quel gas andrebbe importato con le metaniere anziche con i gasdotti. Probabilmente questi costi alla fine non renderebbero comunque conveniente il gioco.
E poi c'è da considerare che una volta finito il boom degli shale gas gli USA si ritroveranno con le riserve di gas convenzionale ormai ridotte al lumicino....facile pensare a un'esplosione dei prezzi.
Quindi, attenzione a non confondere il mercato del gas americano con quello europeo. Non funziona come per il petrolio.
I contratti di fornitura del gas sono di norma trentennali, comunque non strappiamoci troppo i capelli, che il pezzo e' destinato a salire inevitabilmente.
Piuttosto, ringraziate se il gas continuera' ad arrivare reglarmente.
Scusa se insisto: non dubito che quello che tu dici sia vero: il tema dell'articolo però non è la bontà o meno della tecnologia degli scisti, ma il fatto che quella tecnologia ha fatto calare i prezzi del gas è che l'Italia sta comprando gas alla Russia ai prezzi vecchi, ora non di mercato. Se questo è vero a me pare grave: cala il prezzo del gas e noi lo dobbiamo pagare il doppio?
L'ennesima bufala energetica di fine impero. Sullo shale gas si è detto in Petrolio tutto quello che c'era da dire, soprattutto per parte dei blogger (me incluso), ed il post non aggiunge nulla di nuovo sulle implicazioni ambientali e sulla brevissima vita media dei giacimenti.
Interessanti invece le implicazioni Eni-Halliburton ed il "siluramento" di quel povero attore, mentre la rivolta di mezzo nord America dubito che inciderà sulle estrazioni, visto quanto conti poco per politica e lobby la volontà della gente.
Intanto la bomba globale relativa all'aumento dei debiti pubblici nel contesto di fine strutturale della crescita (o meglio, a decrescita già iniziata) delle nazioni occidentali, è sempre più prossima alla deflagrazione...
Linus,
il problema non è quello che dice o dice velatamente l'articolo, ma proprio quello che non dice ovvero:
- inquinamento falde acquifere derivante da fracking
- sfruttamento poco meno decennale dei pozzi shale gas (modello estrai, arraffa e molla tutto) causa curva di depletion molto accentuata
Ciò significa che lo shale gas è il prodotto tipico finale del turbo-capitalismo: privatizzazione degli utili e socializzazione delle perdite (profitti alti e ritorni brevi e come risultato finale scempi ambientali, danni alla salute e furto di risorse energetiche alle generazioni future)
Niente di tutto ciò è giustificabile.
Il mercato libero è un falso mito destinato a cadere ma non prima di aver portato le sue ultime devastazioni su questa terra martoriata
L'articolo sostiene che l'italia compra gas alla russia a prezzi doppi di quelli di mercato. Non è vero? E l'articolo sostiene che il prezo del gas si è smarcato da quello del petrolio grazie alla tecnologia del gas di scisti. Non è vero? Non mi pare invece che l'articolo si spenda a favore di una qualche energia magica che risolverebbe il problema energetico. Mi pare che i "fatti" dell'articolo da contestare (o da confermare) siano due. Il prezzo di mercato del gas, e il fatto che il calo (eventuale) di questo prezzo sia ascrivibile alla nuova tecnologia.
La legge italiana vieta il mestiere di ciarlatano.
Il dizionario del corriere.it mi dice che il ciarlatano è:
"2. Chi si spaccia o spaccia qlco. per quello che non è".
Basterebbe applicare la legge e vivremmo in un mondo migliore.
@andreaX
Sarà pure solo propaganda, il guaio è che la gente lo legge, ed in base a quel che legge decide (o meglio crede di decidere...)
Sbaglio...(Sono io che sono una pippa) o effettivamente non e' possibile lasciare un commento a questo articolo del corriere ? (normalmente gli articoli si possono commentare) .
Coincidenza?
Probabilmente questa accellerazione di estrazione non convenzionali ha a che fare con l'aumento del costo del barile, ormai sfiora i 90 dollari. Inoltre anche il prezzo dei carburanti, almeno qua in italia all'estero non so, non è mai stato così alto. Non credo sia una coincidenza, i fornitori di idrocarburi hanno bisogno disperato di nuovi pozzi e per farlo sono pronti a tutto.
#2
La subsidenza di tutta la costa romagnola, veneta e friuliana non è una novità (vedasi accelerazione dello sprofondare di Venezia, in concomitanza con costruzioni e trivellazioni sia costiere sia in mare aperto). Se il fracking venisse autorizzato in zone sismiche, allora autorizzare qualcuno a far qualcosa non avrebbe più senso. Già un milione di italiani non hanno acqua potabile a norma, ora (vedasi scandalo arsenico, inchieste a Viterbo, etc), figuriamoci dopo i vari fracking...
Comunque i servi ed i cani da guardia di un certo capitalismo non dormono mai; se vedranno anche un minimo guadagno, andranno giù pesante facendo articoli di lode e gloria a questo o quel fratturatore. Non esiste più la legge, il regolamento, gli enti di controllo o una stampa libera in Italia. Fatevene una ragione e siate pronti a trasferirvi altrove in caso di nuovi progetti energetici vicino casa vostra. Essere leggeri e mobili, scappare, è l'unica strategia.
Penso che la Fratturazione da noi sarebbe dannosa
oltre che per i problemi ambientali acque in primis
siamo un pese leggermente sismico e un po franoso
non è il caso di dare una mano.
Quello del corriere è uno di quegli articoli sensazionalistici privi di spessore, è solo propaganda.
alle 23:55
Anacho
X Massimo:
In Italia il gas di scisti non c'è, anche perché non abbiamo grosse formazioni di scisti, roccia metamorfica non diffusissima.
Se qualcuno cita gli scisti bituminosi di Monte San Giorgio, la Formazione di Besano, posso essere d'accordo, ma diciamolo, è uno sputo a confronto con la Marcellus della Pennsylvania.
Portarlo dagli USA non è al momento possibile, e comunque non credo proprio che durerebbe molto, gli USA lo useranno per il loro consumo, e credo che arriverà al picco in pochi anni.
Giustissimo che il gas di scisto non sia più economico del gas normale, la tecnica di perforazione orizzontale per chilometri è parecchio costosa.
Un appunto marginale, l'high-volume hydraulic fracturing è stato fatto più volte fuori dagli USA, anche se non in giacimenti superficiali di scisti, dubito che sia coperto da brevetto Halliburton, forse hanno qualche attrezzatura brevettata, ma non l'operazione in sé.