Uno sguardo dal picco

Questa storia assume i contorni di una tragedia greca. Sembra quasi che aver messo fuorilegge i sacchetti di plastica ("le buste", per dirla alla romana) sarà causa di un disastro economico, occupazionale e industriale senza precedenti. Dramma! Dopo gli alti lai levati da più parti dalle aziende di packaging, adesso ci si mette anche il consorzio Carpi a fare le pulci al decreto. Il consorzio di riciclaggio della plastica ha scoperto che
Il divieto di commercializzare buste di plastica non biodegradabile non è infatti previsto da alcuna Direttiva comunitaria. Inoltre, il progetto di legge contenente le disposizioni per il divieto di commercializzazione dei sacchetti di plastica avrebbe dovuto essere notificato dal Governo italiano alla Commissione, ma non risulta
Oltre ai cavilli legali, il consorzio sottolinea come la plastica sia riciclabile, come occorrano ettari ed ettari di mais per produrre le buste "ecologiche", come si finirà col comprarle all'estero e così via. (A proposito di buste in Mater-Bi, vi segnalo questo vecchio post di Ugo Bardi).
Insomma, a dimostrazione che non appena si tenta di far qualcosa per l'ambiente, arrivano subito quelli che "ci rimettono" e comincia il lamento sulla perdita dei posti di lavoro, il PIL, gli stranieri che rubano il business agli italiani, le alluvioni e le cavallette.
Non si capisce poi come la diatriba si sia ridotta tra plastica e Mater-Bi: la messa al bando dei sacchetti in plastica non dovrebbe significare l'avvento di un altro tipo di buste, ma la loro sostituzione con qualcosa di meno effimero, come i bustoni in stoffa o anche in plastica pesante, da usare per anni.
Personalmente, sto cercando i vecchi fantastici retini della spesa, come quello che usava mia nonna. A differenza degli ingombranti bustoni, era piccolissimo da chiuso e diventava estremamente capiente quando riempito. Era in plastica resistente, color arancio, e la nonna lo usò per talmente tanti anni che rappresenta uno dei ricordi indelebili della mia infanzia. Nessuno ha pensato di produrli di nuovo.
Bisognerebbe dirlo ai cinesi.
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ANCHE IO SONO PER LA BUSTA UNICA, CHE SI COMPRA UNA VOLTA SOLTANTO E TI RESTA IN BORSA TUTTO L'ANNO. MA LA PREFERISCO DI STOFFA. AD OGNI MODO, LEGGEVO UN ARTICOLO INTERESSANTE SULLA ECO-SPESA E SUI PICCOLI ACCORGIMENTI CHE SI POSSONO USARE PER RISPARMIARE E NON SPRECARE. VI MANDO IL LINK, SE INTERESSA. CIAO!
Al di là degli aspetti che coinvolgono drammaticamente la vita professionale degli operatori del settore, stupisce l’improvvisazione culturale e sociale (si dirà, sicuramente, che il provvedimento era stato preannunciato con largo anticipo) di chi prende decisioni rivoluzionarie (ma soltanto nel senso che rivoluzionano la vita) per un intero comparto industriale senza aver prima messo in atto tutti i salvagente che sono necessari in queste occasioni.
Sia detto senza voler entrare nel merito della discussione shopper sì, shopper no.
, so che magari sarà impopolare perché ci potrebbero essere motivazioni ambientali tali da rendere questa mail del tutto vana, ma la situazione è grave e nessuno ne parla. Nessuno in modo obiettivo, tutti accecati da pensieri bio-eco-ambientalisti.
Lo shopper in plastica è stato messo al bando tramite un misero comunicato stampa nel quale non è spiegato nulla: non la tipologia, non informazioni ai produttori e grossisti.
Produciamo sacchetti e shopper e rischiamo posti di lavoro e sacrifici di una vita per una legge contraria alle Normative Europee, tanto che l’European Plastics Converters trade group ha già avviato un ricorso contro il bando, così come il C.A.R.P.I .
La legge sarebbe inapplicabile perché l’Italia ha violato le norme procedurali europee per le regole tecniche.
Noi produttori siamo in ginocchio, i Ministeri non rispondono, nessuno ci dà informazioni o le dà ai consumatori, i quali sono stati solo “imbeccati” dai media che hanno diffuso notizie false.
Come faremo?
Non esistono solo gli operai Fiat e non esiste solo la Fiat.
5000 posti di lavoro a rischio, sacrifici di persone e famiglie intere, fallimenti a catena e… NULLA.
Questa legge di “ambientalista” non ha nulla. Non è il sacchetto il problema, ma l’inciviltà degli italiani.
Altri considerazioni riguardano i biopolimeri, al momento introvabili, non sufficienti e costosissimi.
Le GDO (grande distribuzione organizzata) non sanno dove rifornirsi e sono costretti a vendere le bustine di stoffa o di plastica dura che provengono dalla Cina e che, in uno studio del NY Times, risultano tossiche.
Perché nessuno dice che in Francia hanno rinunciato alla legge per motivi occupazionali? E che l’Unione Europea ha già rigettato una legge francese in materia di bando nel 2007?
E che in America Obama ha stanziato 50 milioni di dollari per la ricerca sullo shopper composto da plastica riciclata?
Le chiedo di diffondere la notizia, mi sto battendo personalmente affinché si sappia la verità, ovvero che non esiste nulla al momento, né leggi né decreti, che impediscano la produzione e l’utilizzo di shopper di qualsiasi tipo.
Lo faccio per mio padre, per i ragazzi che lavorano con noi, per me… perché dopo essermi laureata 4 anni fa ho deciso di aiutare mio padre nel suo lavoro, visto che questo stato mi offriva solo precariato.
Rischiamo il “fallimento di Stato”, ovvero un fallimento dovuto non a incapacità imprenditoriali, ma ad una legge assurda di uno stato che diventa sempre più una barzelletta, a prescindere da chi sia al potere».
L'italiota medio è pigro non perchè è stupido ma perchè vengono attuate le politiche per consentire il trasporto di cibi su lunghe distanze che ,teoricamente, ogni territorio italiano potrebbe auto-prodursi da sè, ma si preferisce importare praticamente tutto riducendo gli agricoltori alla fame!
La rilocalizzazione dell'agricoltura è la prima cosa da fare per salvare l'Italia, ove ne consegue una maggior tutela del territorio, meno inquinamento, basso costo dei cibi e maggior benessere per le persone, meno traffico, e agricoltori che non fanno la fame (tutto ciò ovviamente no fà aumentare il PIL) ecc...
Ma haimè le leggi sul libero scambio internazionale di merci vietano ciò, la politica italica insensibile davanti a questo tipo di problematiche ed il made in Italy viene portato in questo modo alla morte.
non una parola sul fatto che la monnezza bisogna smettere di produrla? che bisogno c´e´di comprare verdure e formaggi avvolti in quintali di plastica? andate dal fruttivendolo con la borsa di cotone, il formaggio fatevelo incartare nella carta della pizza e se al negozio non ce l´hanno portatevela da casa....basta mettere un po´il moto il cervellino, ma l´italiota medio e´troppo pigro anche per questo.
Il problema di cosa usare come sacchetto dell'immondizia a posto della busta di plastica, beh basta utilizzare i sacchetti trasparenti (sempre in plastica) che nei supermercati vengono distribuiti nel reparto orto-frutta. Io li raccolgo e li riutilizzo man mano e li trovo comodi. E poi sono gratis, mentre il sacco nero te lo fanno pagare.
IN TOPIC
(che mi pare un bel topic, visto che riguarda tutti); togliere le buste con un 'mancato rinnovo di una proroga attesa' il 22 dicembre è stata l'ennesima stupidaggine; come al solito passiamo ore e metriquadri di giornali per ca..te che riguardano 1000 politici e un provvedimento che riguarda la vita di tutti passa sottovoce senza alcun dibattito; c'è da rivedere il modo di far la spesa (non noi 4 informati, gli altri 56 miliioni che non frequentano blog ambientalisti), c'è da rivedere il conferimento dei rifiuti, il modo per portarli ai cassonetti, (spero non vedremo presto cumuli di rifiuti sfusi appoggiati ai cassonetti come succedeva con i sacchetti). A mio avviso una bella accisa progressivamente crescente (aggiuntiva a quella gia' esistente), avrebbe creato molto meno disorientamento e avrebbe comunque portato al risultato di ridurre (non azzerare) lo SPRECO di contenitori in plastica; che male fa lo shopper? che colpa ha? Ne ha una sola: costa troppo poco, quindi lo sprechiamo, te lo regalano, te lo rifilano: costasse un euro, e poi due, e poi tre.. in poco tempo ce lo terremmo caro.... e riusabile.
@19 michele
Oh, finalmente!
Qualcuno che porta qualcosa di nuovo sui problemi del nucleare e non parla della solita centrale nucleare finlandese EPR (non ricordo in che cittadina la costruiscano quella) che i filonuclearisti prezzolati e folli smontano sempre dicendo che quello non fa testo essendo un prototipo e che comunque i costi sono ancora abbondantemente accettabili, bla bla bla...
Bravo! Stavolta li freghiamo!
@ 21
Che apocalittico medo... prova ad immaginare se tutto ciò fosse stato costruito in Italia tra 20 anni saremo ancora lì con la carcassa della centrale già costruita perchè cement land, si sà, non si ferma ed invece i permessi ambientali, di messa in sicurezza ecc... ancora fermi a 15 anni prima impantanati come al solito.
Mettici le conseguenze del picco ed ecco che avrai le più mostruose e costose costruzioni mai esistite nella storia di questo atollo incancrenito dal cemento e culturalmente malfamato che è l'Italia.
#19
Olkiluoto con l'EPR di Areva, il nucleare di nuova generazione insomma è come quei batuffoli di pelucchi (la fuffa) che si creano nei ventri obesi dei notai, quelli con le mani sudate. E giorno dopo giorno, se non ti lavi il corpo chè l'anima non ce l'hai, aumentano di volume attraggono altri peli via via che un giorno tiri via quella palla e non pesa niente, non è mai esistita.
Non saranno quattro reattori stracomplessi e strampalati in funzione tra dieci anni che ci salveranno dalla fine del secolo elettrico. Pensateci ora, fuggitene ed abituatevi prima al com'era prima. Vivere è scegliere, scegliere è rinunciare. Mi dispiace, anche se Silvio, Baudo, Magalli e Ligabue vi han ripetuto il contrario per anni, è sempre stato cosi'.
Beh, visto che si parla di tutto qualcuno ha fatto caso al Baltic Dry Index? Con o senza petrolio continua a scendere sempre più in basso.
A proposito di nucleare! conviene molto, vero, puntare sull'energia atomica!?
Ho fatto un po' di esperimenti e queste non sono male: http://www.ecottonbag.it/
I commenti a questo post, oltre che l'articolo stesso, sono una grottesca rappresentazione dell'ambientalista medio. Uno che va a fare la spesa in macchina al supermercato, compra prodotti venuti da chissa' dove, con un chilo di imballaggio ciascuno, e poi si vanta di non volere il sacchetto in plastica.
Per fortuna che c'e' medo che alza un po' il livello.
Sono anni che non uso le buste di plastica.
Il maggior problema è convincere il negoziante a non darmela, è talmente automatiuco imbustare il prodotto prima di consegnarmelo, nonostante io abbia al braccio una borsa di tela, che devo dirglielo due-tre volte. E gli rompo il ritmo, facendogli perdere tempo.
@13
Però si additano quotidianamente sempre i PIIGS, eh? Mentre zitta, zitta (si fa per dire) l'Inghilterra sta implodendo.
Medo, hai notizie di prima mano sullo stato di salute delle sue ex colonie a stelle e strisce oltreoceano?
Guarda, se tu dovessi dipingere una situazione simile a quella inglese sarei molto soddisfatto, checchè ne dicano che se vanno a fondo gli USA l'Europa li seguirebbe.
Vuoi mettere però che la fine del loro colonialismo nel vecchio continente e del neoliberismo economico (e globalizzazione allegata) sarebbe una contropartita ghiottissima per gli europei?
ot INGHILTERRA AL COLLASSO
Qualcuno si sta accorgendo che hanno una situazione ben peggiore che nel 2008? Record storico aumento prezzi carburanti, record prezzi carburanti su ultimo decennio, record storico negativo bilancia commerciale 2010 (causa importazioni gas) , record negativo consumi ultimo quadrimestre, record storico negativo disoccupazione giovanile, record deficit, record aumento prezzo del pane, 500 000 posti di lavoro pubblici cancellati per il prossimo triennio, il governo che propone una legge per razionare l'energia sotto ogni sua forma... Il tutto in pochi mesi. E senza alcuna nuova "crisi finanziaria" o "bancaria" intercorsa nel frattempo. Ovvio che il 70% della borsa inglese è pura fuffa e la sterlina nonostante tutto è sopravvalutatissima.
Il problema è che le buste della spesa venivano poi usate anche come buste per la spazzatura, se usi le sporte/borsoni/altro poi dovrai comprare comunque altre buste per buttare i rifiuti
il problema è che la cittadinanza non è stata bene informata e quindi la maggioranza si aspetta di sostiuire le buste di plastica con quelle in materbi e continuare come sempre. Io mi porto quasi sempre quelle resistenti che ho comprato al supermercato più di un anno fa. Bisognerebbe far pagare quelle in materbi molto di più.
Per il resto concordo con quanto scritto da louise
Io sto facendo scorta delle buste gialle Esselunga, dato che ora sono gratis, così per un po' avrò buste in plastica da utilizzare e riutilizzare. In fondo se trattate bene durano un bel po' di tempo e si risparmia di doverle ogni volta ricomprare.
Successivamente passerò o al buon cartone o a qualche busta di stoffa. Occhio però che le buste eccessivamente grosse come quelle in nylon (che poi sono anche bruttissime da vedere) diventano poi pesanti da spostare.
Sarebbe anche bello non dover fare la lotta con ogni commerciante e supermercato (ad esclusione delle "Botteghe del mondo") per non farsi dare buste o involucri. In genere vogliono dartene un po' (anche senza il loro nome sopra) con tale determinazione che mi viene da chiedermi e chiedervi: ci guadagnano anche se non te la fanno pagare?
Pubblicità spudorata. Io ho buste coop in cotone grezzo da sei anni. Hanno delle cuciture ben fatte e finora nessuna rottura. Ci posso trainare un'automobile. Quelle nuove le vedo un po' piu' delicate delle mie, uscite in tempi non sospetti e, quindi per fare vera concorrenza sulla praticità e robustezza a quelle in plastica. Tanto che un anno fa feci una scorticina di quelle che ho io... Come feci scorta di normali lampadine ad incandescenza ^_^
Basta volerlo. Esistono buste in rete, in stoffa, in plastica resistente, piccolissime o un po' più ingombranti. In realtà in commercio c'è già tutto. Io tengo sempre una busta in rete o una - anche meglio - in non so cosa ma piccolissima, dentro il mio zaino porta pc che mi tocca portarmi sempre appresso per lavoro. così se tornando a casa devo comprare qualcosa, ho dove metterla.
Il mater bi andrebbe pure bene come second best, ma qui a Roma non c'è la raccolta dell'umido separata dalll'indifferenziato, quindi in prtaica va in discarica o a bruciare...
i bustoni in plastica resistente (quelli della coop per intenderci) hanno le cuciture fatte piuttosto male e tendono a scucirsi.
E' vero che si possono ricucire... però che palle.
Anch'io ho trovato le sporte in rete, bianche però. Resistentissime, leggerissime, minimo ingombro: inferiore a quello della sporta di mia madre. Qui a Torino costano pochi centesimi e so dove trovarle: made in China, credo.
Mandami il tuo indirizzo, Debora. Te ne spedisco volentieri un esemplare o due :-)
"Bisognerebbe dirlo ai cinesi."
Eh, già: in Italia sono tutti talmente presi che non abbiamo personale da dedicare all'impresa...comunque ho un'amica a Prato, dirò di passar la voce...
"il consorzio sottolinea come la plastica sia riciclabile, come occorrano ettari ed ettari di mais per produrre le buste "ecologiche""
Che sull'olro di una crisi alimentare non è che sia un'obiezione poco sensata, comunque: mi sfugge anche con le vecchie buste di plastica l'insormontabile difficolta ad usare sempre la stessa, ripiegata e messa in tasca - a me non riesce così difficile.
Più che di profitto è questione di stupidità, probabilmente.
"Ma poi, dico io, una legge valida sotto ogni aspetto che metta al bando gli imballaggi industriali di qualsiasi tipo in plastica"
Eh, già: le leggi funzionano COSI' BENE in Italia che questa, questa è senz'altro la via!
Sarebbe poi divertente aprire un siparietto su come si predichi tanto la "democrazia" dimenticandosi che la democrazia è che se la maggioranza vuole i sacchetti di plastica così deve essere, mentre a ogni piè sospinto si invocano leggi e probizioni di qua e di là, per nobili che siano le intenzioni le due cose non si mischiano.
Ma sorvoliamo, il punto è che non puoi sconfiggire la stupidità per decreto quindi per come la vedo io il destino dell'umanità è segnato.
(per ora i fatti sembrano darmi ragione).
niente+ buste di plastica=perdita di posti di lavoro, stop alla cementificazione selvaggia=perdita di posti di lavoro, stop alle industrie inquinanti e cancerogene=perdita di posti di lavoro......che lagna mortale; possiamo crepare di fame sete e tumore, purche´si salvino i posti di lavoro (ovviamente precari sottopagati e con la minaccia continua di essere sostituiti da un clandestino pagato ancora meno)
il mater-bi non mi piace, lo considero uno spreco di risorse e di energia per qualcosa che non e´indispensabile, comunque il bustone di rete si puo´ realizzare col fai da te liberando la propria creativita´,( PSSSS! questo non si puo´dire in giro, senno´tutti fanno da se´e nessuno compra piu´ne le buste di plastica ne´quelle in mater-bi e quindi il pil cala e perdiamo altri preziosi posti di lavoro!)
Per conto mio uso da mesi per la spesa al supermercato delle belle borsone "made in China" da usare a tempo indeterminato e comprate all'ipercoop.
Se tutti i cittadini si attrezzassero in questo modo non ci sarebbe bisogno di leggi "virtuali" per mettere al bando i sacchetti di plastica non biodegradabili e i lamenti dei produttori del settore (per i mancati profitti, altro che per i dipendenti) si potrebbero rispedire al mittente.
Ma poi, dico io, una legge valida sotto ogni aspetto che metta al bando gli imballaggi industriali di qualsiasi tipo in plastica, non sarebbe decisamente più utile all'ambiente?
Il muro del profitto è quello dove stiamo per schiantarci senza alcun freno...:-(
alle 22:28
Giacinto Caputo
ragazzi , la legge per il mater b mandera' in fallimento tante aziende in italia, le buste costeranno il triplo (perche la materia prima costera' il triplo, e cosa che nessnuo dice , l azienda produttrice in italia, èuna ed è di proprieta dello stato e delle banche (almeno secondo le mie fonti ), a me sembra piu una legge per mettere il monopolio su un business e arricchire i soliti, con la scusa del salvare l ambiente.Il solito schifo all'italiana.