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La chart dei vostri sogni: Baltic Dry + Crude!

Lunedì 10 Gennaio 2011, 12:16 in Current Affairs di

Certe volte mi chiedo chi altri potrebbe scrivere un titolo così assurdo per un post su un blog, e con la consapevolezza di far felici i lettori, se non questa malcapitata che scrive Petrolio.

Ma non appena ho trovato questo grafico, ho pensato che avreste fatto i salti di gioia: il Baltic Dry Index*, che amate forsennatamente, insieme al prezzo del greggio. Cosa sognare di più dalla vita? Non ringraziatemi troppo, su, non c'è bisogno.

bdioil.gif

Qualche osservazione al primo sguardo: il nostro BDI è nuovamente precipitato in basso, anche se non ancora ai livelli dell'ottobre 2008. Inoltre, sembra che per la prima volta la forbice veda salire il petrolio e scendere il BDI ad un livello mai successo prima. Per i maniaci, qui trovate la scala logaritmica (qualsiasi cosa significhi lol) a partire dal 2004.

Disquisizioni a seguire, confido nella vostra arguzia deduttiva.

* Il Baltic Dry Index (BDI) è un indice dell'andamento dei costi del trasporto marittimo e dei noli delle principali categorie delle navi dry bulk cargo. Lo so che è incredibile, ma a noi qui piace tanto 'sta roba...

 

xx

41
41 commenti
41
13 Gen 2011
alle 14:49

medo

...C'è eccesso di offerta sul trasporto, un tonnellaggio smodato rispetto alle reali capacità (di acquisto e di movimentazione) del mercato. E' finito il secolo del consumatore, proprio ora che stavano varando cargo sempre più immensi.

Pazienza, è andata cosi'.

40
13 Gen 2011
alle 11:53

riccardo

oggi BDI a 1.453...

minimo da 2 anni

39
12 Gen 2011
alle 17:42

medo

Alaska, guasto pipeline, congelamento petrolio greggio... Etc

Premesso che ogni greggio ha la sua peculiare temperatura limite di "pompaggio" dal giacimento e un'altra temperatura limite per essere spinto in tubature di varia grandezza e portata, la gamma di temperature sotto le quali il greggio congela stabilmente è tra i -26°C e i -37°C. Intendendo che sotto ai -37°C tutti i tipi di greggio gelano certamente.

Ora, una pipeline non puo' essere usata sotto una certa gittata, la quale gittata minima è tanto più elevata quanto è bassa la temperatura esteriore. Nel caso della rottura in Alaska, la temperatura atmosferica era di soli -10°C e la rottura era dalle parti di una sorta di grande tombino ad uno snodo del tracciato di tubi, dove si era accumulata acqua (...www.ft.com/cms/s/0/b4533ee8-1de5-11e0-badd-00144feab49a.html#axzz1Aq7iz2bq).

Il problema di questa pipeline pare sia attribuibile ad una mancanza di ordinaria manutenzione oppure ad un guasto tecnico "ordinario" e non da temperature eccessivamente rigide e/o di sbalzi di temperatura importanti.

Ancora una volta è homo homini lupus. Bene l'industria e bene la iper-complessità logistica della consegna di greggio, ma se mi costruisci 198 miliardi di kilometri di tubi, magari il 199esimo mi crea problemi alla prima gelata, perchè non ho un tale surplus produttivo che nel tempo mi consente nuovi investimenti ed il mantenimento della gittata finanziaria per l'ordinaria amministrazione e/o la sostituzione del "vecchio". Io uomo petrolifero, anche se ognuno dei miei mega-tubi lo ho progettato per resistere all'Apocalisse, non resistero' al passare dei secoli dei secoli.

Amen.

Scusate eh.

38
12 Gen 2011
alle 16:31

andreaX

Chissa perchè nessuna fonte di informazione "ufficiale" ha riportato questa storia dell'oleodotto danneggiato in alaska, che sembra essere la causa principale di questo improvviso e preoccupante rialzo del greggio.

Ormai siamo quasi arrivati al punto che i politici ed i media nascondono la testa sotto la sabbia, ormai però i nodi stanno venendo al pettine.

37
12 Gen 2011
alle 16:20

francesco ganz

Ottimo link Marco p. : lego anche che sotto un certo flusso, il petrolio delle pipeline dell'alaska congelerebbe, e sarà destinato a farlo fra qualche anno...Quindi i mega progetti di estrazione artica sono bufale  o contano di poter commerciare barili a 200 dollari?

..Leggo anche che la pipeline dell' Alaska ha orma quasi 40 anni : come diceva il buon vecchio Simmons, il principale fattore che porterà al collasso dell'economia e dello stato socilae da petrolio potrebbe non essere la depletion pura ma inizio di depletion + ruggine.

36
12 Gen 2011
alle 16:18

Thomas

(ANSA) - IL CAIRO - Violenti scontri a Tunisi, dove cinque manifestanti sono morti mentre si susseguono voci di colpo di stato. Secondo il sito del quotidiano egiziano El Wafd, il colpo di stato sarebbe legato al rifiuto dell'esercito di eseguire l'ordine del presidente Ben Ali di disperdere i manifestanti. Per la tv Al Jazira, l'esercito e' dispiegato ma non sta partecipando agli scontri. Le violenze continuano anche fuori dalla capitale: a Tozeur e' stato incendiato il tribunale.

35
12 Gen 2011
alle 15:54

marco p.

Alle 15.00 del 12 gennaio il petrolio Brent  e' salito a 98,19 $/b. Coincidenza negative o accelerazione del processo di picco ? Dai primi di novembre quando e' stato pubblicato il rapporto IEA 2010 il prezzo ,sia WTI sia Brent, e' salito ai massimi dall' ottobre 2008. Non sono uno specialista, ma la mia impressione e' che quanto scritto sul rapporto sia stato sottovaluto, almeno nei commenti pubblicati nei media.

34
12 Gen 2011
alle 15:13

Thomas

(ANSA) - MOSCA, 12 GEN - La Russia ha sospeso la fornitura di petrolio alla Bielorussia a causa del mancato accordo tra Mosca e Minsk sul prezzo del petrolio. Due i motivi per cui Russia e Bielorussia non si sono accordati: l'aumento del 12,5% delle tariffe di transito del petrolio russo sul territorio biellorusso; l'accordo siglato tra Mosca e Minsk per uno spazio economico unico grazie al quale la Bielorussia non pagherà più dazi sul petrolio russo esportato in altri paesi.Misura che comporterà perdite per la Russia.

32
12 Gen 2011
alle 09:24

Thomas

intanto qualcuno potrebbe aggiornare sul prezzo del carburante in America?

 

31
12 Gen 2011
alle 09:21

Cataldo

@ Hunter76Lima  #23

L'occupazione di quelle nicchie da parte delle produzioni degli "emergenti" è quanto è accaduto negli ultimi 15 anni, è un fatto del passato.

Il futuro vedrà invece una sempre maggiore qualificazione tecnologica e politica della presenza della Cina e degli altri, nei mercati globali. Basta che si analizzi la novità dell'acquisizione di debito europeo da parte dei tecnocrati Cinesi.

Rispetto la capacità di questi paesi nell'autosostenere la crescita su basi di consumo interno mi sembra ancora molto prematuro dare giudizi. Distinguerei i paesi come la Cina, in grado di espandere la propria fiscalità da paesi come l'India ed il Brasile, che non hanno nella stessa misura questa potenzialità espansiva.

Mario2 si è lasciata sfuggire l'analisi del prezzo e la sua depurazione dagli aspetti inflazionistici che abbiamo cercato di condurre nelle ultime settimane, non sarà Cataldo a sottovalutare gli aspetti inflazionistici :) ma la sostanza nella ragione di scambio c'è tutta.

Basti pensare alla insensibilità del prezzo del petrolio anche rispetto le dinamiche di costo del gas, rispetto il quale ha ormai assunto un apprezzamento nella ragione di scambio, arrivando al triplo* della capacità termica equivalente; questo punto, tra l'altro, va a rinforzare anche quanto detto sulla maggiore anelasticità della domanda in futuro.

(EIA)
Natural gas  $4.52 per MMBtu.
West Texas $15.57 per MMBtu

30
12 Gen 2011
alle 09:05

Thomas

intanto per il Baltic altro -1% a 1480, e proprio ora vedo il Brent a 98,02.

Pochi post fà, qualcuno ha scritto che ci potrebbe volere anche qualche anno per avere degli effetti devastanti sull'economia, mi sembra o la musica stà cambiando?

Chiedo a Cataldo e a tutti gli altri, è cambiato qualcosa rispetto a qualche mese fa o è normale e preventivabile una accellerazione di questo tipo del prezzo del petrolio?

 

29
11 Gen 2011
alle 22:48

michele

http://www.italiannetwork.it/news.aspx?ln=it&id=23336

Interessante...

Pare che L'Istat si sia svegliata a riconoscere che solo il PIL non è sufficiente per misurare il grado di benessere della società italiana, ed introdurrà il BES (benessere equo e sostenibile) che è il suo esatto antagonista!!

A parer mio il nuovo indicatore sarà sempre e comunque in secondo luogo rispetto al primo (PIL) ed, inoltre, mal capito e guardato male.

Di fatto significa creare 2 modi di vedere la realtà, uno in antitesi con l'altro: far acrescere il PIL significa costruire un centro commerciale nel nulla, collegarlo tramite molte arterie asfalto e cemento, non consentire spostamenti a piedi o bici data la distanza, usare la macchina, quindi far spendere i soldi per la benzina, fare la coda per arrivarvi, e nel frattempo il flusso di denaro cresce appunto ciò che è misurato dal pil.

Il bes cambia le carte in tavola, il benedetto centro commerciale mi grava sul terreno, più macchine vuol dire più aria inquinata, e code che influiscono sull'umore dei cittadini.

Ora, l'Italia è come una pianta di limoni dove i suoi cittadini sanno che per loro natura, come diceva D'Annunzio, saranno sempre spremuti! E vuoi vedere che anche stavolta sarà la medesima soluzione all'italiana e non cambierà nulla!?

28
11 Gen 2011
alle 20:21

Surak 2.0

@17 Loozern

Sì, sembrano bufale.
Sia perchè non sembra che le notizie di novità sulla fusione fredda che vi sono scritte non trovano conferme in altri siti e la chiusa "complottista" dà l'idea dell'autore dell'articolo.

 

27
11 Gen 2011
alle 20:06

pirkoal

Non è OT bensì dejà vu

http://www.staffettaonline.com/articolo.aspx?ID=89815

26
11 Gen 2011
alle 17:44

poldo alias marco

@ zamparutti

Forse hai ragione sul fatto che non sono le alluvioni in australia le sarebbero responsabili del crollo del prezzo dei noli per il trasporto di carichi secchi. Si dice pure che siano state ultimate da poco nuove navi navi coreane per il trasporto, navi commissionate in anni di vacche grasse e che ora starebbero ammazzando i prezzi dei trasporti.

Quello che voglio dire è che bisogna stare attenti a non illudersi troppo, che la crisi potrebbe durare ancora anni prima che il divertimento cominci sul serio almeno qui in occidente, e che quindi va bene aspettare, va bene informarsi ma non illudiamoci. Il massacro verrà ma purtroppo per colpa dei nostri governanti sarà improvviso, subitaneo, inspiegabile e rischiamo di vederlo dove non è e di perdercelo dove sbrana con violenza inaudita.

25
11 Gen 2011
alle 15:28

mario2

beh, questo dovrebbe chiarire (come dicevo tempo fa su questo blog) quanto il petrolio sia sopravvalutato, o più che altro quanto si è svalutato il dollaro (vedo male o l'inizio della divergenza coincide con l'annuncio del QE2?)

ma con la benzina a 1.50 quanto volete che duri ancora l'economia italiana? alla fine hanno vinto gli ecologisti: tutti a piedi!!!

24
11 Gen 2011
alle 14:41

Thomas

ma è normale la differenza tra il brent e il light di ben 7 dollari?
intanto si sono sorpassati i 97

23
11 Gen 2011
alle 09:33

Thomas

ma se il porto di Gioa Tauro ha chiuso per due giorni Sabato e Domenica per mancanza di navi e il Baltic va giù dal 16 Dicembre ininterrottamente, possiamo dare la colpa alle innondazioni in Australia se mancano navi a Gioa Tauro?

22
11 Gen 2011
alle 09:20

Hunter76Lima

A mio modo di vedere non è possibile stabilire una correlazione tra BDI e prezzo del petrolio, solo forse una vaga correlazione di lungo termine.

2 fatti sono certi però in linea predittiva:

- prezzi del petrolio in costante e rapida crescita anticipano crisi economiche

- prezzi BDI in costante e continua decrescita denotano riduzione degli scambi commerciali ovvero struttura logistica sottoutilizzata

La differenza sostanziale rispetto alla precedente crisi del 2008 in cui era evidente la correlazione tra BDI e petrolio è che in questo caso il contesto globalizzato sta disintegrandosi. I mercati emergenti stanno tirando a manetta e ormai si auto-alimentano con la propria capacità produttiva interan, i mercati sviluppati vivacchiano e cercano in tutti i modi di salvaguardare il proprio lavoro e le proprie risorse per cercare di mantenersi il più possibile in vita.

Ergo è in atto uno sfilacciamento delle maglie globalizzanti ed è possibile l'inizio di un movimento di retro-colonizzazione capitalistica (paesi emergenti, leggi Cina, che vanno a cannibalizzare frange povere dell'economia occidentale conquistando posizioni low-cost interne ai mercati sviluppati)

Ovviamente la materia principe, il re nero petrolio, rimane in cima alla lista dei desideri e continua a pompare il motore dell'economia, fino al prossimo grippaggio.

PS

Stamattina BDI sotto quota 1500. Aspettiamo almeno fine mese per capire se sta stabilendo un minimo (quindi se rimbalzerà) o se sta puntando verso nuovi minimi assoluti (quota 600).

Propendo per la prima ipotesi.

21
11 Gen 2011
alle 09:20

Cataldo

Il BDI è uno degli indici che abbiamo sempre utilizzato, con profitto, negli anni passati. Oggi assistiamo a questa forbice spettacolare rapportata al monetario petrolifero

1) La correlazione negli anni passati è stato un precursore prociclico, anticipava gli andamenti generali della produzione, con i dovuti sfasamenti temporali e stagionali dei vari settori (primario e minerario)

2) La perdita di correlazione attuale data dal crollo del BDI è amplificata da modifiche strutturali dell'offerta nei noli per l'immissione di nuovo naviglio, un caveat che appariva nelle considerazioni di due anni addietro.

3) Pur depurata dal punto 2 la forbice dice ancora cose interessanti; per stare ai punti più fermi è indubbio che è un precursore di come si declinerà nell'economia reale la stretta monetaria, in primis in Cina, ma a seguire lo vedremo anche per gli altri Bric e bricconcelli.

4) L'analisi del gradino verso l'alto che ha assunto l'accumulazione laterale nel grafico del petrolio, nell'intento di depurarne gli aspetti meramente numerari dati dall'inflazione del cartaceo, ha avuto una prima parziale conferma qualitativa dall'analisi del Gold/Oil ratio, qui trova ulteriori corroboranti, nel senso di una forza interna della ragione di scambio che è destinata a durare, vista la sua insensibilità ad indicatori come il BDI.

Detto questo abbiamo altre considerazioni che vengono a maturazione, giusto per andare su quanto ci tocca da vicino, va segnalato come la domanda nei paesi sviluppati ha esaurito le sue riserve di elasticità rispetto al prezzo del petrolio, nel senso che i mesi che ci aspettano dimostreranno che la domanda non potrà più scendere in rapporto al prezzo con le dinamiche del passato, a meno di  andamenti catastrofici, indebolendo gli argini alle richieste dei produttori e controllori del petrolio.

 

 

20
10 Gen 2011
alle 22:54

Emme

Partecipo anch'io al grande gioco.

E' partita la domanda interna dei paesi produttori di merce (asia, per lo più) ? Ciò spiegerebbe il petrolio che và su ed il BDI che và giù: se consumano all'interno ci sarà meno domanda di navi cargo.

19
10 Gen 2011
alle 19:43

pirkoal

Secondo me,normalmente associando le due curve (petrolio e costo dei noli) si vede che il costo dei noli aumenta all'aumentare del costo del petrolio.Poi ci sono due casi particolari (forbici) :

A)nonostante il petrolio scende il prezzo dei noli aumenta perchè sono insufficienti le navi B) nonostante il prezzo del petrolio aumenta ,diminuisce il costo dei noli a causa di un rallentamento o diminuizione dei consumi oppure perchè ci sono troppe navi sul mercato.I cantieri navali cinesi devono pur fare qualcosa.

18
10 Gen 2011
alle 19:18

Hiei

@16

Ma infatti non mi convince molto ed è un fattore concorrente, sicuramente all'ultima fase di calo che ha portato a questi minimi, ma è senz'altro una correlazione meno campata in aria che con il prezzo del petrolio.

D'altra parte, perchè stupirsi del BDY di nuovo in calo quando l'economia VA COSI' BENE, giusto?

17
10 Gen 2011
alle 19:16

Loozern

Scusate se vado fuori tema, ma ho trovato per caso questo articolo e non so come recapitarlo a Debora Billi per avere un commento e/o approfondimenti a riguardo:

http://www.iltamtam.it/Cronache-italiane/Il-2011-lanno-del-contatto-con-lenergia-pulita-made-in-Italy-.aspx

Sapete dirmi qualcosa voi? E' vero? E' una bufala? Che tempi si prevedono?

Chiedo di nuovo scusa per il "fuori tema".

Saluti.

16
10 Gen 2011
alle 19:01

paolo zamparutti

le pioggie nel queensland sono cominciate piu' o meno il 10 dicembre, non mesi fa

le alluvioni hanno iniziato a manifestarsi ovviamente giorni dopo

15
10 Gen 2011
alle 18:16

Hiei

P.S.: Dimenticavo che moltissime navi sono al momento utilizzate come magazzini galleggianti in conseguenza del calo dei consumi dovuti alla crisi, il che spiega in parte sia la discesa dell'indice che la bassa velocità di cabotaggio.

A voler essere seri sull'argomento, sono tutti fattori da tenere in considerazione.

14
10 Gen 2011
alle 18:13

Hiei

Non è UN PO' di carbone, è un BEL PO' DI CARBONE, e a catena pare che l'impossibilità di approvvigionamento possa creare grossi problemi all'industria dell'acciaio.

Ma a pensarci bene, se il BDY col petrolio a 88 dollari è schiantato a livelli mai visti prima, nemmeno quando il petrolio accarezzava i 150 dollari, la correlazione è evidente, no?

13
10 Gen 2011
alle 18:04

Mike

Hmmm dubito che per un po' di carbone si fermino tutte le NOVANTAMILA navi cargo che solcano i mari!!! :D

12
10 Gen 2011
alle 17:06

Hiei

@11

Guastafeste! Shhht! :'S

11
10 Gen 2011
alle 16:22

poldo alias marco

Dicono che formidabili alluvioni hanno allagato le miniere di carbone in Australia e che le navi carboniere che portano il combustibile in Cina non possono essere riempite; per questo i noli calano da mesi. Speriamo sia per questo, e non per la CRISI mamma mia...

10
10 Gen 2011
alle 16:00

pirkoal

x Renso Roberto,

scusa l´ignoranza,ma che indice e´quello della velocita´delle navi ,dove posso trovarlo?

9
10 Gen 2011
alle 15:44

Debora/Petrolio

karagounis, se clicchi in alto a sinistra sotto "Argomenti correlati", sulla tag "Baltic Dry Index", trovi tutto il blabla di anni e annorum che spiega parecchio.

:-)

8
10 Gen 2011
alle 15:42

Mike

Prezzi bassi significa che non noleggia nessuno, e no noleggio no party...

7
10 Gen 2011
alle 15:31

karagounis78

Potete spiegare il grafico ai nuovi utenti non aveezzi da anni a queste cose? Ame sembra che l'indice basso significhi costi minori di trasporto marittimo, il che mi sembra cosa buona.

6
10 Gen 2011
alle 15:26

pirkoal

Di algoritmo tra i due grafici ne vedo ben poco,tuttavia possiamo dire che assistiamo adesso allo stesso fenomeno avvenuto nella seconda meta´del 2006 (non mi ricordo nulla di eclatante)pertanto sparo la mia solita ipotesi da scienziato pazzo ed affermo che sia dovuto l´ingresso di navi nuove di zecca sul mercato

https://www.bimco.org/Members/News/2010/2010/12/08_Dry_Bulk_Shipping.aspx

 

5
10 Gen 2011
alle 13:09
4
10 Gen 2011
alle 13:08

Paolo Marani

Aspetto con ansia la "chart dei vostri incubi" ...

3
10 Gen 2011
alle 12:44

Debora/Petrolio

Ma sarai un tremendo rosicone???

Su questo blog seguiamo il BDI da anni e anni, stai a vedere che anche questo devo metterlo su Crisis! Grrrrr...

(Scusate, beghe di redazione)

2
10 Gen 2011
alle 12:39

Renso Roberto

Debora, dovresti aggiungere anche la velocità media delle navi, ridotta drasticamente per risparmiare carburante.(se lo trovo posto il link)

1
10 Gen 2011
alle 12:37

pietro/Crisis

Mo mo mi faccio un post pure io, cosi impari a non metterlo su Crisis, tie'!!

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