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La seconda Atlantide e la fine del "mondo"...

Sabato 22 Gennaio 2011, 09:02 in Clima, Scenari di

theworlddubai.jpg

Ebbene, il 2012 si avvicina, la catastrofe incombe, e tutti si chiedono quale sarà la moderna Atlantide che pagherà l'amaro fio della resa dei conti planetaria. Qual è il luogo più rappresentativo del "mondo"? E quale merita in fin dei conti di sprofondare nelle acque, a causa dei propri misfatti? Quale il luogo simbolo dello spreco e del disastro ambientale finale?

Tutti questi requisiti si trovano in un unico luogo perfetto: ovvero le lussuose isole artificiali a forma dei cinque continenti costruite a largo di Dubai, luccicante capitale dell'impero petrolifero arabico. E tocca proprio a queste isolette, con il loro carico di principesche residenze coi rubinetti d'oro, il ruolo di Atlantide 2 la vendetta: stanno infatti lentamente sprofondando nel Golfo Persico.

The World, Il Mondo, così si chiama l'arcipelago di 300 isole tutte vendute a chissà quali ricconi. Si spostano da sole, subiscono l'erosione delle loro sabbie e pian piano saranno inghiottite dai flutti. Tale disastro sta per essere prosaicamente discusso in tribunale, e non vorrei essere nei panni di chi dovrà pagare i danni.

 

xx

12
12 commenti
12
25 Gen 2011
alle 19:14

fine mondo 2012

poveri noi

11
25 Gen 2011
alle 19:11

fine mondo 2012

e se avesse ragione come penso io!

tanto da farne un sito dedicato alla fine del mondo

10
24 Gen 2011
alle 08:32

Anacho

Attorno al Burj Khalifa c'è un laghetto, nemmeno tanto piccolo. Con il clima che c'è da quelle parti il tasso di evaporazione è spaventoso, solo tenerlo pieno deve costare fior di dollari. Tutta Dubai è tenuta in piedi dall'energia e dai soldi, se vengono a mancare sono guai... ma questo vale anche per noi.

9
23 Gen 2011
alle 19:29

Andrea

SPENDI SPANDI EFFENDI Rino Gaetano

Essence benzina e gasolina
soltanto un litro e in cambio ti do Cristina
se vuoi la chiudo pure in monastero
ma dammi un litro di oro nero
Ti sei fatto il palazzo sul Jumbo
noi invece corriamo sempre appresso all'ambo
ambo terno tombola e cinquina
se vinco mi danno un litro di benzina
Spendi spandi spandi spendi effendi
spendi spandi spandi spendi effendi
Spider coupè gitti alfetta
a duecento c'è sempre una donna che ti aspetta
sdraiata sul cofano all'autosalone
e ti dice prendimi maschiaccio libidinoso coglione
non più a gas ma a cherosene
il riscaldamento centralizzato più ti scalda più conviene
niente carbone mai più metano
pace prosperità e lunga vita al sultano
Spendi spandi spandi spendi effendi
spendi spandi spandi spendi effendi

 

Questa canzone è del '77 ma sembra scritta oggi

8
23 Gen 2011
alle 19:13

Antonio na

Un vecchio "picchista" diceva:

“ciò che conta nell’agricoltura (come nell’industria estrattiva) non è solo la produttività sociale del lavoro , ma anche la sua produttività naturale, che dipende dalle sue condizioni naturali. Può darsi che l’aumento della forza produttiva sociale nell’agricoltura non compensi che la diminuzione della forza naturale, oppure neanche riesca a raggiungere ciò – una simile compensazione può essere soltanto provvisoria – in maniera che qui malgrado lo sviluppo tecnologico, il prodotto non cala di prezzo, ma unicamente esso non rincara ancora di più. Può anche darsi che la quantità assoluta del prodotto diminuisca…”.
Carlo Marx, Libro Terzo, sezione sesta del Capitale.

7
23 Gen 2011
alle 11:08

Cataldo

OT - Forse ....Il Bizzarro mondo del QE2

Sentiamo John Mauldin sul QE2

In a November speech in Frankfurt, Germany, Dr. Bernanke said that the use of the term "quantitative easing" to refer to the Federal Reserve's policies is inappropriate.

He stated that quantitative easing typically refers to policies that seek to have effects by changing the quantity of bank reserves.

(...)Dr. Bernanke goes on to argue that securities purchases work by affecting yields on the acquired securities in investors' portfolios, via substitution effects in investors' portfolios on a wider range of assets.
Un effetto normale, lo possiamo capire anche noi profani ...

This may well be true, but the substitution effects are just as likely to be detrimental (i.e. the adverse implications of increasing commodity prices and rising borrowing costs for some and reducing interest income for others). Importantly, the Fed has no control over these substitution effects.
Mauldin qui mi sembra insincero ...

In his reputation-establishing 2000 book, Essays on the Great Depression, Dr. Bernanke argues that "some borrowers (especially households, farmers and small firms) found credit to be expensive and difficult to obtain. The effects of this credit squeeze on aggregate demand helped convert the severe, but not unprecedented downturn of 1929-30 into a protracted depression." Interestingly, when QE2 drives up borrowing costs for homeowners and municipalities, thereby restricting credit, the Fed is creating (according to Dr. Bernanke's book) the exact same circumstance, albeit on a reduced scale, that helped cause the great depression---rather bizarre!

Vediamo se prossimamente il Nostro estende la portata delle sue considerazioni e comincia ad indagare su cosa spinge il Bernanke a questa incongruenza.

6
23 Gen 2011
alle 10:44

Cataldo

La foto di Debora disvela uno dei rifugi di InFlazilla, il terribile mostro inflattivo che apre la schiera delle Bestie dell'Apocalisse.

Qui  una impronta del leviatano, una stringata sintesi, che ci ricorda come i tassi di interesse abbiano dei limiti di compressione. Interessante il commento di tal D.G. Wolley, molto in sintonia con l'aria che tira nei commenti nostrani.

5
22 Gen 2011
alle 18:51

francesco ganz

...Sinceramente non me ne dispiaccio, nè di questo nè del fatto che sempre a Dubai attualmente i 3/4 degli apparatamenti nel grattacielo più alto del mondo siano invenduti ed attualmente vengano proposti a 4000 euri al metro quadro; a proposito di effetto serra, lovelockiana teoria di Gaia , grandi estinzioni passate e venture, glaciazioni, produttività biologica e diversità di specie mi permetto di aegnalare che su amazon uk è possibile acquistare libri di Peter Ward, ( paleoclimatologo ed astrobiologo) a pochi pounds ( veramente pochi )

4
22 Gen 2011
alle 18:09

bik

Il problema di Dubai non sta solo nello sprofondamento di "The world" quell'arcipelago di 300 isole artificiai, il problema di Dubai è Dubai stessa, quì sotto un bel articolo riassuntivo della sua insanabile crisi.

http://www.ilsole24ore.com/art/notizie/2010-12-28/nella-torre-deserta-nuvole-191808.shtml?uuid=AY5XKNvC&fromSearch

3
22 Gen 2011
alle 16:41

Karagounis

La Palma è stata un buon successo mi pare. Ho visto il documentario sulla sua costruzione a Megastrutture su Sky. Ingegneria davvero d'alta scuola. Forse solo qualche problema di ricircolo dell'acqua nei canali interni ma nulla di irrimediabile.

I Mondo è stato forse un po' tropo pretenzioso. Idea originale ma forse ma realizzata, specie nelle barriere frangiflutti esterne. In ogni caso poco male: dovesse venir inghiottito a causa del'innalzamento marino non creerebbe tanti danni. Le isole sono inabitate, salvo sparute ville. In breve ritornerebbe parte de fondale marino.

1
22 Gen 2011
alle 11:14

Mammifero Bipede

Nel momento in cui, collettivamente, abbiamo scelto di basare la distribuzione della ricchezza nel mondo sull'unico criterio dell'avidità, premiando l'accumulo sconsiderato di capitale, ci siamo messi il cappio al collo.

Interi ecosistemi sono andati distrutti per consentire a dei ricchissimi idioti di costruire certe cazzate.

Spero almeno che le generazioni future imparino dai nostri errori, per noi è ormai troppo tardi.

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