Uno sguardo dal picco
Torniamo a parlare dell'argomento che tanto ci ha coinvolto lo scorso anno: la marea nera nel Golfo del Messico e le sue conseguenze.
Gli scienziati del Woods Hole Oceanographic Institution nel Massachusetts hanno condotto la prima e più vasta ricerca sul disperdente Corexit, apparsa sul Journal of Environmental Science & Technology, scoprendo che la sostanza chimica ha mantenuto il petrolio sul fondale impedendo che affiorasse. A prima vista, sembrerebbe una buona notizia: in questo modo si è evitato che spiagge e coste fossero invase dal catrame.
Ma c'è anche un risvolto assai preoccupante: il disperdente è ancora tutto appiccicato sul fondo. Sembra non degradare il petrolio e il gas così velocemente come era stato annunciato, e il livello di biodegradazione viene definito "irrilevante".
Nei momenti più convulsi della marea nera, c'era stata un'infinita polemica sul Corexit. E molti ambientalisti avevano lanciato l'allarme sull'uso di un disperdente di cui non si conoscevano gli effetti a lungo termine. Erano stati tacciati da disfattisti, catastrofisti e noglobal. Mesi dopo, si scopre (come avviene spesso) che avevano ragione. In Florida si trovano ancora decine di pellicani morti, e non sono stati gli alieni. Nel Mississippi, palle di catrame arrivano ancora sulle spiagge.
Il Corexit è servito a poco, e forse ha fatto più danni che altro.
xx
"Pare che non sia una questione di "se si ferma...", anzi in pratica la portata si è ridotta dell'80%. Ed aveva rallentato la gittata già da un triennio"
Se hai guardato la documentazione e i rilevamenti satelitari del NOAA, vedi bene che non c'è paragone col rallentamento degli ultimi decenni e l'inchiodata dell'ultimo semestre...
#3
Pare che non sia una questione di "se si ferma...", anzi in pratica la portata si è ridotta dell'80%. Ed aveva rallentato la gittata già da un triennio, probabilmente sotto i getti di corrente fredda da scioglimento ghiacciai Groenlandia che l'anno deviata a Nord-Ovest.
Per quel che riguarda il clima temperato globale di parte dell'Europa, la Gulf Stream non è l'unico "motore" che la garantisce. In specifico, per l'Italia, il clima potrebbe rimanere esattamente uguale nel suo pattern, ma avere maggiori sbalzi di piovosità o nevosità. Ma viceversa la Francia si ritroverebbe il clima del Maine, drastico abbassamento del limite geografico della vigna e del grano che farebbe collassare l'agricoltura e l'Inghilterra avrebbe il clima del Labrador e Quebec dovendo rinunciare di fatto all'allevamento e mandando sul lastrico almeno un altro paio di milioni di famiglie per il riscaldamento di case inadatte ad un mese di inverno in più.
Ci sono una barca di articoli e qualche studio definitivo sull'argomento, in rete, se proprio vuoi farti del male.
Se si ferma la Corrente del Golfo possiamo dire addio al clima temperato.
Oltre al solvente, anche il petrolio è quasi tutto ancora lì a quanto pare...e secondo alcuni aumenterebbe pure, fuoriscendo tuttora dalle fratture sul fondale oceanico quindi il discorso potrebbe essere tutt'altro che chiuso sotto vari punti di vista.
Incluso il fatto che questo continua a bloccare la loop current e indebolire la corrente del Golfo, ma di questo a quanto pare è sempre meglio non parlare (chissà perchè).
Il petrolio sul fondo non è buono se nella zona si pratica la pesca a strascico, come accade nel golfo di Genova. Tuttavia si potrebbe pensare di insabbiarlo ricoprendo il fondale con qualche tonnellata di sabbia.
Che il solvente fosse velenoso pareva ovvio. Il solo fatto che sia un solvente lo rende velenoso.
alle 20:27
Hiei
Era per essere precisi.