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Petrolio artico: ma quanto mi costi?

Venerdì 28 Gennaio 2011, 19:37 in Peak Oil, Risorse di

piattalaska.jpg

Abbiamo parlato spesso della nuova corsa all'oro. Come quella di zio Paperone nel Klondike, si svolge alle latitudine più gelide del mondo, quelle artiche (e, nei sogni di qualcuno, anche in quelle antartiche). La caccia al greggio polare, così è chiamato, è ardua, costosa e talvolta impossibile, come ci raccontò Ali Bakhtiari tempo fa.

Ora un articolo uscito sullo Spiegel racconta che i geologi statunitensi, in una ricerca non pubblicata, hanno stimato i costi di esplorazione ed estrazione in una remota area della Groenlandia. Le stime sulle riserve della zona ammontano a 7,5 miliardi di barili (memo: circa 3 mesi di consumo mondiale). Secondo la ricerca, stimando i costi di produzione fino a $100 al barile, solo 2,5 miliardi di barili potranno essere estratti, e solo con una probabilità del 50%. Per raggiungere le riserve più difficili, poi, i costi salirebbero a 300$ al barile, e sarebbero 4,1 miliardi di barili sempre con una probabilità del 50%. "E questo prima di pagare un solo cent di tasse o di ricavare un qualsiasi profitto".

Comprendiamo il motivo per cui la ricerca non viene pubblicata. Non è carino far sapere che siamo ridotti a cercare con un costosissimo lanternino...

xx

15
15 commenti
15
22 Apr 2012
alle 11:56

Diego

Sembra proprio che vi divertite se per caso non si trova petrolio o è difficile estrarlo...quasi che voi abitaste su un altro pianeta e non godiate dei benefici che derivano dall'uso dei combustibili fossili. Speriamo che se vi viene mal di pancia ci sia benzina nel serbatoio dell'ambulanza...ciao e spero che pubblichi tutto se sei una vera giornalista.

14
01 Feb 2011
alle 00:29

Hydraulics

@ pedro

La teoria del petrolio abiotico appare almeno una volta all'anno; sono cose già viste e discusse, vedi ad esempio qui sul blog dell'ASPO.

13
31 Gen 2011
alle 13:58

Gianluca U.

Se il costo del petrolio arrivasse ipoteticamente a 1.000 $ al barile e la benzina arrivassea  15 euro al litro, la società sarebbe già sfasciata da un pezzo e sarebbe completamente inutile andare a pompare greggio. Le città sarebbero distrutte da un pezzo, i negozi saccheggiati e l'uomo ritornato alla caverne col fuoco al bivacco e le pietre da lanciare contro i nemici.

12
29 Gen 2011
alle 18:23

magnagati

il polo nord stranamente quest'inverno sta soffrendo e il vortice polare , la trottola di aria gelida che mantiene il freddo in loco, se ne va in giro per l'emisfero nord  causa uno strat-warming sopra il polo che si verifica da qualche anno. vuoi vedere che quest'anno si apre il famoso passaggio del polo per la gioia degli estrattori di petrolio. sarò complottista, ma qualcosa non mi torna.

11
29 Gen 2011
alle 13:40

medo

ot INONDAZIONI ARABIA SAUDITA

madre natura si vendica anche sui sauditi... distruzione e morte ovunque per un po' di pioggia:

...://www.google.com/hostednews/afp/article/ALeqM5gMVvQXmow57Bc8Ubdx5TsLFmG6rw?docId=CNG.a6ed2ece62cfa5942a7f27d02a7cbe48.491

10
29 Gen 2011
alle 13:38

medo

ot NORD-AFRICA IN FIAMME

Questi paesi gestiti da finte monarchie democratiche e/o d oligarchie buone, da decenni sotto stato di polizia, durano il tempo che durano. Il declino produttivo dell'Arabia Saudita e l'ammanco sul mercato di almeno 10 milioni di barili giornalieri in questo tipo di mondo, fanno il resto.

Immaginate cosa potrà accadere quando l'Arabia Saudita dimezzerà gli export... In realtà sta già accadendo ed i risultati sono questo caos. Caos promettente, di reale democrazia. Ma non esiste democrazia senza una giusta distribuzione di energia primaria per abitante e non esiste democrazia nella sovrappopolazione, nella storia. Possiamo provare ad inventarla, forse noi vecchi europei. Ma non son certo egiziani e tunisini che possono rifondare un futuro democratico, di pace e giusto, dopo 30 anni di buio della ragione a colpi di manganelli, oppressione, censura, silenzio e corruzione.

9
29 Gen 2011
alle 10:12

eco1

@ phitio

guardiamo la situazione: il cairo, milioni di poveri che vivono di espedienti sotto il sole cocente

quando il prezzo del cibo lievita è tempo di rivoluzione contro il governo che non da risposte, è ora

io stimo queste popolazioni perchè sanno muoversi contro i governi a differenza dell'europa, è positivo perchè i governi di tutto il mondo cominciano di nuovo a pensare che devono fare un minimo gli interessi del popolo (abbiamo visto le auto in fiamme anche a roma quando hanno dato la fiducia al governo)

noi occidente abbiamo ricchezza, risparmio, istruzione e walfare che frenano i movimenti di piazza ma non sarà così per sempre

fine OT

quanto al petrolio artico chiedo cortesemente a deborah di fare un report sui costi di esplorazione e estrazione crescenti delle maggiori società di petrolio e gas (dati pubblici per le società quotate nei bilanci trimestrali)

8
29 Gen 2011
alle 09:20

Cataldo

Nella contabilità del petrolio, più che per altre attività, si deve sempre scontare l'elemento strategico. Considerare i costi senza tener conto di questo fattore non è corretto economicamente, in quanto non si mette a fuoco la ratio nella destinazione degli investimenti, e si perde di vista l'aspetto globale delle singole situazioni.
Il petrolio artico comprende in se la presenza ed il controllo delle aree, la necessità di proteggere le installazioni, la creazione di rotte di rifornimento, l'inserimento nella scaletta degli obiettivi, etc.
Nel futuro queste considerazioni saranno sempre più prevalenti, con  l'esaurimento progressivo delle fonti "facili" .
La buona cartina dell'articolo segnalato mostra questa realtà operativa meglio di tante parole.

 

7
29 Gen 2011
alle 01:24

Phitio

Scusate l'OT, ma che $%$ sta succedendo nell'africa del Nord?

Prima scoppia l'algeria, ora l'egitto, domani chissa! Sono stati fatti i computi su quali sarebbero stati i paesi maggiormente soggetti a stress economico e politico causa Peak Oil? Credo che la natura ci stia fornendo, come sempre, le risposte più ovvie e inattese: quei paesi a forte urbanizzazione, abbastanza "ricchi" eppure abbastanza poveri, dotati di un tessuto sociale non ancora ridotto a tappetino da bagno, tuttavia recante la presenza di ampie fasce povere. E governate in maniera piuttosto autoritaria e/o corrotta.  

In Algeria c'erano le rivolte per il pane, badate.

Io ho come l'impressione che gli stati di occidente a parole siano per la democrazia, ma che ora sotto sotto se la stiano facendo nelle mutande per la paura di perdere l'Egitto come elemento stabilizzzatore del mediooriente, e potrebbero benissimo tollerare una svolta fortemente autoritaria e antidemocratica del governo.

Benvenuti nel nuovo mondo che avanza. L'Incendio si avvicina.

6
28 Gen 2011
alle 23:52

eco1

un commentino sul prototipo pronto di VW di auto da 0.9litri/100km (litri di gasolio)?

5
28 Gen 2011
alle 22:02

massimo

l'ing. Vacca è convinto dell'esistenza di immense o quasi distese di petrolio di origine non biologica a 10.000 metri di profondità!!!! Forse col petrolio a 1000 $/b e benzina a 15 Euro/l ce la potremmo fare, in fondo i soldi basta stamparli. O forse sbaglio??

4
28 Gen 2011
alle 21:49

Mario

Non mi stupirebbe se questo Vacca fosse lo stesso coglione che fa gli spettacoli con Grillo

3
28 Gen 2011
alle 21:22

zio tibia

Dall'articolo dell'ing. Vacca:

Il primo fattore è che non sono disponibili dati su riserve ancora non provate: potrebbero anche essere enormi e costituite da greggio di ottima qualità e di facile accessibilità.

direi che si commenta da solo

2
28 Gen 2011
alle 20:53

sdfg

@1 pedro

tutti sono liberi di scrivere sciocchezze irrilevanti.
Rimangono i fatti e i dati a parlare. La speranza e' che tutta questa gente ci creda davvero a quello che scrive, cosi' il loro impatto contro la realta' sara' abbastanza duro da levarceli di torno una volta per tutte.

1
28 Gen 2011
alle 20:34

pedro

Secondo l'Ing. Vacca non c'è nessun rischio picco e il sottosuolo sarebbe ancora pieno di giacimenti da esplorare:

http://www.climatemonitor.it/?p=15514

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