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Referendum sull'acqua pubblica? Mmm...

Venerdì 14 Gennaio 2011, 12:16 in Italia, Risorse di

nasone.jpg

Cassandra, e pure pessimista cosmica. Così mi tacciano. Lungi dall'offendermi, persisto: e dico la mia sul referendum per l'acqua pubblica.

Mica sono tanto contenta, sapete. Tutti li a festeggiare "Evviva! Abbiamo vinto!", ma io ci penserei su prima di andare a brindare dal Nasone (nella foto, il rinomato locale romano). Non mi diverto a prospettare sempre sfaceli, mi limito ad osservare i precedenti.

E i precedenti mi dicono che i referendum, in Italia, non raggiungono più il quorum da un pezzo. La gente semplicemente non va a votare, se ne frega, se ne disinteressa. "Ehhh, ma stavolta è diverso..." replicherà qualche entusiasta. Sarà pure diverso, per carità, non discuto: ma occorre non dimenticare mai la potenza di fuoco dell'avversario. Riuscite ad immaginare i dibattiti televisivi, gli articoli di giornale, i volantini postali, e poi gli addetti al marketing, le agenzie di PR, l'immensa macchina pubblicitaria, tutti mobilitati per convincere il pueblo che andare a votare è inutile, che l'acqua "resterà pubblica", che privatizzare i servizi idrici significa avere poi un servizio meravigliosissimo e stupendissimo perché, si sa, lo Stato è inefficiente mentre i privati sono votati da sempre alla soddisfazione dell'utente e funzionano alla grande.

Se la berranno, temo. Tale potenza di fuoco riesce a far credere ai cittadini che Gesù Cristo è morto de freddo, per dirla irrispettosamente alla romana, e ne abbiamo ampi riscontri.

Riuscite ad immaginare cosa succederà se, Dio ci scampi, non si dovesse raggiungere il quorum? Ci privatizzeranno anche l'acqua piovana, come accadde a Cochabamba. Non si potrà più fiatare, e neppure appena obiettare fievolmente. "E' la volontà popolare!" tuoneranno, mentre ci attaccano il contatore al rubinetto del bidet.

Perché ho questa strana sensazione che ce la siamo cercata?

 

xx

25
25 commenti
25
17 Gen 2011
alle 10:05

Hunter76Lima

Grazie Antonio, per la tua tesi ineccepibile.

Volete gli asili nido? Allora pagate l'acqua al privato ....

Cosa facciamo ... buttiamo giù i bambini dallo scarico pur di permetterci l'acqua?

Gli eschimesi sono costretti dalla natura a sacrificare la prima figlia femmina ... ma è solo x ragioni di sopravvivenza estrema!!!

Noi lo faremo a causa del cappio capitalistico?

24
16 Gen 2011
alle 20:57

alan

Lottare tutti per il si e basta!

Poi vedremo...

23
15 Gen 2011
alle 10:02

pirkh2o

Allego questo per supportare la mia teoria:

http://www.italia.attac.org/spip/spip.php?article3357

22
15 Gen 2011
alle 09:48

pirkh2o

Io azzardo una previsione.Quando berlusconi casca ,metteranno un governo che si accorge che i conti pubblici stanno malissimo.Per non uscire dall' euro si dovrà ricorrere ad un prestito della banca mondiale.I prestiti della banca mondiale sono vincolati anche alla privatizzazione delle acque pubbliche.Trattasi di trattato internazionale ,quindi materia esclusa dal referendum.Del resto è quel che hanno fatto  in grecia e portogallo e fra poco in irlanda.Seguono spagna ,italia ect ect.

Secondo me,al massimo,ci possiamo liberare delle centrali nucleari che comunque non mi pare poco.

21
15 Gen 2011
alle 09:04

Cataldo

@ Antonio #11

Privato, nel caso dell'acqua, è semplicemente la pretesa dei controllori della distribuzione attuali di sancire in modo definitivo il loro sfruttamento per il futuro, al riparo da eventuali scossono politici nei sistemi di potere locali che rappresentano. Allo scopo si cooptano tecnocrati di società specializzate nella manipolazione della gestione a questo fine.

Poltrone diverse ospitano gli stessi grassi posteriori, i problemi di prima si complicano per la mancanza di investimenti insita nella necessità di accontentare anche i tecnocrati.

Le gestioni pletoriche sul piano dei consigli di amministrazione sono carenti del personale operativo. Nei casi come Latina si è arrivati all'arsenico nell'acqua in pochissimo tempo, altrove prevedo anche peggio, visto lo stato delle fonti.

20
15 Gen 2011
alle 08:56

Cataldo

@ eco1 #1

Il referendum, per il quale ho raccolto le firme negli sprazzi di politica attiva che riesco a esprimere, è lo strumento che abbiamo nel presente quadro istituzionale.

Convengo che il quadro è alterato, visto lo stato del rispetto dei principi elementari del patto sociale espressi nelle leggi vigenti, a partire dalla costituzione; alterazione che si esprime alla base della formazione del consenso.

Rimane intatta l'esigenza di articolare le proposte al recupero della legalità, non ci sono fughe in avanti indolori da questa prospetta, nemmeno nei ragionamenti in punta di tastiera.

19
15 Gen 2011
alle 00:10

Salvatore Varco

NON DIMENTICHIAMOCI CHE OLTRE AL REFERENDUM SULL'ACQUA, C'E' ANCHE IL REFERENDUM RELATIVO ALL'ENERGIA ATOMICA!!!!

18
14 Gen 2011
alle 23:26

Fabio Alemagna

Be', non mi pace ci fossero molte alternative, mi pare. O il referendum, o la privatizzazione.

Ora non ci resta che fare massiccia campagna pro referendum e pro acqua pubblica.

Debora, organizziamoci: raccogliamo fondi, compriamo manifesti, organizziamo convegni. Lo possiamo fare, basta crederci!

17
14 Gen 2011
alle 23:24

zio tibia

Antonio, chiedi anche agli abitanti di Arezzo... e magari, guardati sta puntata di Presa Diretta proprio sul decreto Ronchi, probabilmente quello che si è informato poco sei tu

http://www.presadiretta.rai.it/dl/portali/site/puntata/ContentItem-20c79af3-87c3-4e6a-b7df-84d3ffed9590.html

16
14 Gen 2011
alle 21:21

Mike

Antonio, vai a chiedere a quelli della provincia di Latina che begli asili nido hanno, e soprattutto quanto "risparmiano"... prezzi quadruplicati e servizio identico a prima.

Acqualatina è stata cacciata a furor di popolo dopo delle vere rivolte. la gente non gradiva dover pagare a un privato bollette da 300 euro per la stessa cosa di prima. I privati, la solita gentaglia.

Ma che parlo a fare? Tu ci arrotondi la pensione per stare qui a far finta di non capire.....

15
14 Gen 2011
alle 19:12

pirkoal

Antonio ,quelle solo le liberalizzazioni e non mi pare che le faranno con l´acqua ,forse qualche finzione fiscale al massimo.

14
14 Gen 2011
alle 19:12

iano

Antonio, non giriamoci intorno: anche se il controllo rimane(sse) teoricamente pubblico, il privato avrà comunque il potere di ricatto (economico, sull'ente pubblico) o di corruzione (sull'amministratore pubblico). Il privato investe solo se può guadagnare e se guadagna speculando su un bene pubblico a pagargli i profitti sono i cittadini. E' l'abc dell'economia e quindi della politica. Se il popolo italiano non capisce neanche questo e non si premura di difendersi (peraltro attraverso referendum, che non richiede nè di mettere un Paese a soqquadro nè di rifugiarsi sui monti) allora meritiamo qualsiasi sopruso per manifesta indegnità.

13
14 Gen 2011
alle 18:29

Antonio

@pirkoal

quelle citate da te sono privatizzazioni (spessi di monopoli) quella che si vorrebbe fare con l'acqua e' concorrenza.

12
14 Gen 2011
alle 18:13

pirkoal

X Antonio,i precedenti di telecom,autostrade,tabacchi e lotto non mi pare che depongano a favore della tua tesi...

11
14 Gen 2011
alle 17:55

Antonio

Il decreto Ronchi permette l'entrata del maledetto privato con quota massima del 40%. Il controllo dell'acqua rimane sempre del pubblico.

L'entrata di capitali privati permetterebbe ad alcuni comuni di fare cassa e prevenire il taglio di altri servizi essenziali (es. asili nido).

Oltretutto l'introduzione del capitale privato, in misura controllata, permetterebbe anche di avviare tutti i meccanismi virtuosi della concorrenza (riduzione dei prezzi, miglioramento dell'offerta, tagli degli sprechi).

Invece di sbraitare contro il contenitore, non sarebbe male informarsi sul contenuto.

10
14 Gen 2011
alle 15:22

pirkoal

Eh basta con queste arretratezze anni 70 ,si chiama idrocommercio e l´australia e´all´avanguardia

https://www.waterexchange.com.au/cgi-bin/_front/services.cgi?action=home

9
14 Gen 2011
alle 15:02

iano

Quoto totalmente ZioTibia (#5) ed Hunter (#7).

In più, riflettevo tempo fa, alcune regioni come la Sicilia hanno già approvato provvedimenti per mantenere pubblica la gestione, con tanto di manifesti celebrativi (del Pd nel caso siciliano). Questo potrebbe spingere tanti a restare a casa perchè comunque nella loro regione la faccenda è già sistemata.

Aggiungo che, se dovesse finire come tu Debora paventi, significherebbe che siamo diventati talmente nulli da lasciarci fregare NON da uno stato oppressore e dittatoriale armato e sordo, ma dalle nostre stesse manine (non)votanti. Quindi a quel punto tanto varrebbe prenderne atto e lasciare ogni speranza in favore del punk!

 

8
14 Gen 2011
alle 14:54

karagounis78

L'ultima volta forse non sono andato, ma su questa storia dell'acqua voglio esprimere il mio parere contrario. L'acqua è pubblica. Io non ho nessuna intenzione di pagare il primo st***o che vuole vendermi qualcosa che è già mio! E spero che per una volta i connazionali decidano di votare in massa.

7
14 Gen 2011
alle 14:25

Hunter76Lima

Io penso che la variabile più pericolosa è il possibile abbinamento al referendum sul "legittimo impedimento".

Speriamo che l'ultima decisione della consulta di dimezzare il leggitimo impedimento faccia stralciare il referendum abrogativo dello stesso in quanto oramai inutile.

Altrimenti il fuoco di sbarramento a tappeto da parte della maggioranza e del popolo di B. farebbe di tutta l'erba un fascio pur di salvare la pellaccia dello psiconano

Altro che propaganda delle lobbies dell'acqua

... e anche l'acqua se ne andrebbe giù dallo scarico assieme a tutto il resto.

6
14 Gen 2011
alle 13:52

Paolo B.

Debora, convinta anche tu che il popolo bue (per disinformazione, per pigrizia ad usare il cervello, per menefreghismo, ecc) sia la maggioranza?

Io voglio sperare che questa volta si voti in massa e nell'interesse del popolo, anche perchè non sono quesiti "astratti" ed apparentemente distanti dal quotidiano dell'uomo della strada.

In più l'informazione sul web, tipo la vostra, quella di Grillo, di Di Pietro e quelle sulla stessa riga, ultimamente è molto gettonata.

Ripeto, voglio sperare...

5
14 Gen 2011
alle 13:48

zio tibia

non ho letto bene il quesito del referendum, ma l'alternativa quale sarebbe stata? lasciar fare a questi manginifici politicanti e farla privatizzare senza fiatare.

Può darsi che poi gli italiani non andranno a votare, ma farsi rincoglionire fino a fargli pensare che privato è meglio non credo sia propabile, anzi, mi auguro non sia probabile.

D'altronde, l'unico mezzo a disposizione era questo, visti i bersani e co. che andavano in giro a dire che privatizzare l'acqua era cosa buona

4
14 Gen 2011
alle 13:33

Tubista

Si, basta la parola "gratis" e noi coglioni per misere due lire di sconto gli diamo anche l'uso della moglie!

3
14 Gen 2011
alle 13:29

Mike

Si, sai come sono i privati italiani: ti "regalano" 20 litri, ma poi il contatore è loro e magicamente i litri "regalati" diventano 15, o 10, o 8.

E noi imbecilli ci siamo fatti infinocchiare ancora una volta dal "regalino", da quei morti di fame che siamo....

>:-(

2
14 Gen 2011
alle 13:22

raimondo

Non sono contrario alla gestione del servizio da parte di un ente privato se viene garantito un minimo di 20/30 litri di acqua al giorno a persona gratis.

1
14 Gen 2011
alle 12:40

eco1

il referendum così com'è fa schifo

dopo l'ultimo flop per mancanza di quorum si parlò di innalzare il numero di firme necessarie (tipo qualche milione) e non richiedere il quorum allora si che varrebbe la pena

per quanto i referendum sono sempre strumentalizzati da una parte o dall'altra e, con i livelli medi di cultura e informazione degli italiani, non c'è espressione di democrazia in questo strumento


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