Uno sguardo dal picco
Parliamo spesso di rifiuti qui su Petrolio. Sono in fin dei conti un sottoprodotto della società petrolifera. Su Crisis poi, qualche giorno fa, si è discusso dei sistemi (spesso farraginosi) per la raccolta differenziata che si adottano nei Comuni italiani. Tutti a disquisire su carta e plastica, su tetrapak e bottiglie, su fazzoletti e ossa di pollo: come differenziare? Come uscirne?
Mentre noi ci affanniamo tanto a cercare di porre un freno ai rifiuti che ci sommergeranno fino a ridurre il pianeta in stile Wall-E, c'è qualcun altro che, come se non ci fosse un problema al mondo, imperterrito continua a sabotarci.
E' per caso arrivata la soffiata, alle industrie dei prodotti di consumo, sul nostro problema rifiuti? Visto che ridurre gli imballaggi a quanto pare si configura come un attentato all'economia, all'occupazione, al PIL, e proprio non si può fare, si potrebbe almeno avvisare questi innovatori del marketing di non AUMENTARE ulteriormente la produzione di rifiuti?
Due esempi freschi freschi. In TV, passano due spot che brillano per miopia e, secondo me, meritano il premio per "il prodotto più assurdo dell'anno".
Il primo è il detersivo "ecodosi". Traduzione, solite ecoballe: si spaccia per chissà quale rivoluzione verde il detersivo con le bustine biodegradabili, che si degradano nel bucato e "non inquinano", e poi le si vendono imballate in un orrendo scatolone di plastica trasparente che, si presume, finirà nella spazzatura appena assolto il suo compito. Perché mica penseranno che la gente lo "riciclerà" per altri usi, ritrovandosi in pochi mesi con la casa piena di scatoloni che per giunta puzzano di detersivo?
Seconda furbata, il brodo di dado... nel tetrabrik. Geniale. Forse era troppo laborioso per i cuochi casalinghi aprire la cartina del dado e buttarlo nell'acqua bollente, o forse occorre una competenza gastronomica non alla portata di tutti. Fatto sta che il piccolissimo dadino avvolto nella stagnola è oggi sostituito da un tetrabrik che contiene...brodo di dado bell'e pronto. Così poi, invece di gettare una microstagnola, dovremo smaltire un tetrabrik ogni volta.
L'impressione, mentre faticosamente si separa la bottiglia da suo tappino, si differenzia la salvietta sporca da quella pulita, si rinuncia ai piatti di carta e si lavano quelli di coccio, è che si stia in realtà svuotando il mare con un cucchiaino e che tutto ciò sia solo un'enorme, gigantesca, mastodontica, clamorosa presa per i fondelli.
xx
Capisco il tuo scoramento.
Il greenwashing è ovunque.
E' per questo che non bisogna mai dimenticare che la vera rivoluzione non stà nell'invenzione di un prodotto più "green", ma in un cambio graduale e radicale dei nostri stili di vita.
Oggi ci prendono per il culo perchè separiamo i tappini, domani li prenderemo noi per il culo perchè hanno ridotto il mondo quella merda che è, e quegli atteggiamenti che oggi sembrano solo di buon senso diventeranno haimè totalmente obbligatori.
E' solo questione di tempo.
@24 fausto
Certo che puoi fare o chiamarla "differenziata" anche solo se fai due "cassonetti" (indifferenziata e vetro-metallo) ma ad oggi quando si parla di indifferenziata s'intende una roba molto più ossessiva.
Tra l'altro questa stessa separazione la puoi anche evitare se i quantitativi in gioc sono minimi o allo stesso tempo puoi fare dei cassonetti tali che lo svuoti una volta al mese quello dei vetro-metalli perchè tanto non puzza o cola nulla se non irrilevanti residui.
Meglio ancora sarebbe istituire per tali elementi una forma che permetta di riutilizzarli pure così come sono ad un costo irrilevante nella loro produzione.
Per esempio, come già detto in precendenza, se i barattoli di vetro fossero di forma cubica o parallelepipeda (basta cambiare gli stampi e metterci una frazion irrisoria di vetro in più) potrebbero trovare svariati usi in quel che si chiama "ri-uso".
Il buonsenso è la migliore energia e il più grande risparmio, il resto è solo speculazione
@surak
In effetti non era una polemica: il vantaggio energetico insito nel recupero dei rottami ci forza a separarli. La differenziata per certe cose facili (metalli e vetro) esiste anche se la reprimi; certe volte sono i joule a decidere per noi.
@22 fausto
Ti risulta che l'alluminio sia un buon combustibile*?
Chiaramente metallo e vetro sono facilmente separabili da un ammasso di indifferenziato, quindi da una parte recuperi buona parte di vetro e metalli e dall'altra ti resta un miscuglio di carta, legno, plastiche e roba simile, ottima per farci il fuoco.
Ovviamente l'umido lo puoi buttare nel mare o nei fiumi o nei campi senza problemi dato che polvere era e polvere torna.
Puoi anche creare delle compostiere di quartiere dove a modica cifra puoi ritirare con dei gettoni l'eventuale compost per uso da giardino ma non orto e alimentare non potendone garantire la pulizia se non a proprio rischio e pericolo.
Eviti di far girare dei camion con dei tizi, etc.
Chiaro, che è solo un'ipotesi ma va bene anche altro.
Quindi vai colpire certi settori dove l'eccesso è maggiore tipo la carta, vedi le cassette postali sempre colme o le scatole matrioska, la plastica
con tutti gli involucri e forme non minimizzate, il legno dove ti ritrovi a comprare mobili di segatura incollata a costi alti e se giri troppo una vite di 4 millimetri fai un cratere attorno di 4 centimetri di diametro.
Potrai notare che invece l'uso di confenzioni metalliche è minore nel commercio di massa a meno che il prodotto non sia molto caro ed il costo dell'involucro risulti irrilevante.
Le lattine sono cilindriche proprio per minimizzare il metallo in uso*** perchè comunque ha già un suo costo e questo nonostante la facilità di riciclo.
Usando la logica che citavo, si potrebbe arrivare al punto che l'alluminio potrebbe sostituire diverse confezioni oggi di plastica nel lungo periodo, ma molto prima sarebbe il caso di usarne sempre meno dati i sempre maggiori costi.
Ottimo, no?
La gente avrebbe più soldi in tasca, avrebbe meno rifiuti da buttare ed energia...certo dovrebeb perdere quella ormai trascendentale abitudine di farsi portare per il naso
*(in realtà se è molto fine brucia benino)
** a meno che non sia roba tipo il tetrapack ed in tal caso finisce nel calderone senza necessità di piagnistei
*** eppure se le facessero quadrate risparmierebbero spazio nei trasporti, etc quindi soldi
@ surak: "...gli utili idioti verdeggianti..."
Giusto: spendiamo 14 kWh per recuperare un chilo di alluminio dalla bauxite. Che senso ha spendere solo un kWh per fondere alluminio di recupero...
La società della conoscenza.
Vedo il @20 e rilancio
Non ho mai capito perché non sono pagato quando differenzio. Addirittura ci avevano dato i sacchetti marroni di carta da riempire di umido (sì, di carta, da riempire d'umido...) esaltando nel volantino il fatto che le aziende ci potevano ricavare fertilizzanti e rivenderli. In pratica mi sbattono in faccia il fatto che la mia azienda domestica sta buttando fuori del capitale e lo sta regalando in giro.
Poi vado al supermercato e vedo quello che l'ottimo articolo descrive e mi rovino definitamente la giornata.
@17 Diego d'Andria
Alla fine sei arrivato al punto!
Il riciclaggio è a tutti gli effetti una truffa o almeno un inganno (a meno di grandi cumuli localizati, ovviamente) proprio perchè lo spreco di energie e risorse per ottenere tale ciclo probabilmente consuma più di quanto risparmi.
Applicamo l'eroei anche a questo e vediamo.
Quello anche maggiore poi è il consumo di risorse economiche tutte scaricate sul cittadino con le tasse e non solo nella voce smaltimento rifiuti (la Toscana ultimamente ha dovuto accordare incentivi ai comuni perchè sui accollassero manufatti in plastica riciclata cioè impasti di mescole che oltre al costo danno prodotti scadenti, sebbene lo spessore rimedi).
In fondo dietro a tutta questo baraccone ci sono sì gli utili idioti verdeggianti ma soprattutto gli economisti che sanno bene che questa trafila creà un settore produttivo (inutile) e quindi PIL (un po' come il brand del "biologico"), ma non solo, poichè scaricando i costi sui cittadini si ritrovano con un certo recupero di materie plestiche (etc) a costi dopati verso il basso e citando la regola del mercato per cui se abbonda l'offerta i prezzi calano, i costi delle materie plastiche si riducono (insignificatamente per il singolo, ma sono miliardi per chi tratta tonnellate di roba) e quindi ne possono fare l'abbondante uso che la Billi menzionava.
Quindi il cittadino è trattato come la formichina operaia un po' stupida che nonostante veda benissimo che le industrie abbondano di materie plastiche (cartacee, etc) per il loro basso costo, si mette lì a raccoglierle perchè gli hanno detto di dover salvare il formicaio e ci rimette pure di tasca, poi consegna tutto il raccolto a chi quella plastica gliela rivende nel prezzo del prodotto che acquista.
Dato che il prezzo è abbastanza irrilevante, ecco che può abbondare, anche grazie al riciclo.
Non solo la formica si fa fregare due volte, ma si fa fregare pure la terza in un colpo solo poichè se mandasse tutto al termovalorizzatore (tolto il biologico che non è immondizia) potrebbe diminuire la sua bolletta energetica invece di consumare energia per evitarlo.
Il brodo in tetrabrik lo trovo orrido non tanto per la confezione quanto per il prodotto in sé. Chissà cosa ci finisce lì dentro! Lo stesso dicasi per il dado. Piuttosto non uso il brodo.
Il detersivo in ecodosi potrebbe non essere una malvagità. Sicuramente costerà un po' troppo rispetto al detersivo in polvere tradizionale. Però sui detersivi io non faccio testo, dato che laverei tutto a 60 °C; l'acqua fredda o i 30 °C mi convincono poco.
Comunque il discorso di fondo è sempre il solito: mancano delle leggi chiare su questi argomenti.
@10: 86$/barile, davvero un prezzo basso per il petrolio.
Sui contenitori. Sono anni che uso il "brodo vegetale", un trito di verdure sotto sale che si conserva in un barattolo di vetro (riciclato) per qualche mese.
Sulle "ecopasticche" di detersivo. I detersivi sfusi hanno il vantaggio che li dosi. Sai (a prove ed errori) quanto ne va per il tuo bucato, con le pasticche devi sempre usare la dose "intera", ovviamente bella abbondante.
In generale ho esattamente la stessa sensazione espressa da Debora nell'articolo.
Qualche pensiero sparso:
- l'idea di riciclare piace, perché permette di ridurre i rifiuti in discarica o da "termovalorizzare", recuperandoli come materie prime. Alcuni materiali come carta, vetro e alluminio ottengono dal riciclaggio un prodotto con caratteristiche buone o eccellenti. Lo vediamo tutti i giorni: diversi prodotti sono realizzati in carta riciclata e la differenza con la carta vergine è minima. Per lo stesso motivo, oggi ci sono i ladri di cavi in rame, metallo che si recupera perfettamente.
Lo stesso però non vale per la plastica. A meno di separare le plastiche per tipologia (quantomeno le termoplastiche dalle termoindurenti), cosa che non si fa in Italia (non so in altri paesi), il prodotto "plastica riciclata" fa abbastanza pietà, ha caratteristiche termiche e meccaniche scadenti. Quindi, forse, sarebbe bene ridurre l'uso della plastica per il packaging e basta, senza troppo contare sul suo riciclaggio.
- riciclare riduce i rifiuti solidi. Ma non è che ne rilascia altri di inquinanti? Qualcuno sa quanti prodotti chimici per lo sbiancamento sono gettati nell'ambiente dai processi industriali di riciclaggio della carta? Quanta CO2 viene rilasciata dal sistema di raccolta, trasporto e riciclaggio? Il risparmio complessivo in termini ambientali non è proprio trasparente.
@ n.6 (Flavio):
Il problema della tassa di cui parli è la corretta commisurazione al costo di smaltimento. Ogni volta che cambia la tecnologia di packaging, poi, la tassa andrebbe ricalibrata. Insomma è un po' un casino applicarla per bene. Un sistema alternativo è quello per il quale si applica una accisa sul prezzo dei beni finali, con la possibilità di rimborsarla alla consegna del rifiuto al gestore della raccolta. Questa seconda soluzione incentiva al corretto smaltimento (sennò niente rimborso), e può prevedere un rimborso maggiore se il rifiuto è differenziato e quindi riciclabile.
Nella scuola di mia figlia danno le mele a fettine già tagliate dentro un sacchetto di plastica!!
continuo a dire che certi prodotti non c´e´bisogno di comprarli, e se certa gente ci guadagna sopra e´perche´ la massa di ****** li compra: il brodo gia´pronto nel tetra-pack?? ma mi faccia il piacere.... cucinate da voi oppure se non avete tempo mangiate pane e pomodoro, oltre a produrre meno monnezza ci guadagnate in salute. il detersivo nelle "ecodosi"??? a chi serve? per quanto mi riguarda sono anni che uso detersivo biodegradabile venduto in grossi sacchi di carta da 25 chili. lo compro insieme ad altre persone dividendo la spesa....(ooops! orrore.....bolscevismo?)
continuo a dire che il problema piu´grande e´la pigrizia di una buona parte dei consumatori, meglio comprare tutto gia´pronto in comode confezioni che far lavorare il cervello;
@10 - 12
Traduzione: il picco è già storia...
Vogliamo parlare dell'irrinunciabile macchinetta per caffè con capsule usa & butta monodose?
Sul brodo, oltre al problema di smaltire il brik, c'è quello relativo alla movimentazione. Portare in giro un chilo di roba per un volume di un dm3 al posto dei pochi grammi di un dado di un cm3.
Ma, tanto, finché la gente potrà permettersi di sprecare, lo farà... :-(
ragazzi il prezzo del petrolio continua a scendere!!! com'è possibile??? hanno scoperto nuovi giacimenti? oppure la propaganda sulla fine del petrolio serve a giustificare i folli prezzi dei carburanti e a spillarci più soldi?? sveglia!!!!!!!
questa storia del picco del petrolio è simile alla balla del global warming... non è che dietro c'è la stessa gente? magari la stessa che propaganda le rinnovabili???
E' evidente che finchè non inizieranno i reali razionamenti petroliferi post picco, certa sporca economia consumistica usa e getta continuerà ad alimentare l'oceano di rifiuti non biodegradabili che ci sta sommergendo.
Il PIL classico ci accompagnerà ancora per un po', come quell'orchestrina del Titanic mentre affondava...
Detersivo? esiste ancora? io uso da anni le palline di ceramica e un po' di bicarbonato di sodio. Un po' del vecchio sapone di marsiglia quando la bimba macchia i body di cacchina. viene tutto pulito e il pulito stranamente dura di più (prima quando usavo il detersivo una cosa la mettevi due ore e puzzava)!
Quando ho visto lo spot delle ecodosi mi veniva da ridere/piangere insieme...
gia... ma se per legge vi vieto di usare troppa vernice, forme inutili etc poi gridate tutti che é un governo comunista? in russia era cosi... pochi colori... solo scritte essenziali e forme tali da poterne stipare tanti nello stesso spazio. inoltre quando andavi a portare la carta al riciclo c'erano raccolte punti e davano premi a secondo di quanti kg portavi. ed i premi non erano pupazzetti dipelusces ma altri libri, cosi diventavi un poco intelligente.
Secondo me sarebbe opportuno che chi produce un bene fosse immediatamente tassato per la cifra necessaria allo smaltimento di tutte le sue parti. Sarebbe un bell'incentivo ai prodotti riciclabili e riusabili, ed un disincentivo ad assurdità tipo queste.
La pubblicità è molto più raffinata adesso che non 40 anni fà, come pure le tecniche di trivellazione : questo non vuol dire che l' EROI di questi anni sia maggiore...Al nonnino da giovane bastava un ambulatorio di campagna , adesso è in un tecnologico reparto di rianimazione....Dopo ? Per i nipoti ci sarà solo l'ambulatorio di periferia...
Cara Debora. Da un tuo precedete intervento sull'altro blog sappiamo che il lavaggio dei panni non è il tuo forte... ma questa volta hai ragione. Devo ammettere che nella mia debolezza, una volta in un attacco di momentanea pazzia, ho comprato anch'io gli "Ecodosi". Se mi ricordo bene, l'ho fatto perché non trovavo altri prodotti graditi e ho pensato: ... Vai, almeno si prova qualcosa di nuovo.
Comunque è una vecchia tecnica pubblicitaria, quello di sostanzialmente proporre il solito prodotto in una forma nuova. In linguaggio si chiama "Product Upgrade", anche se il contenuto è lo stesso appunto.
Uno dei pochi vantaggi dei "Ecodosi" è che almeno non si può eccedere nel consumo... se non si scelga, contra le indicazioni sul parchetto di mettere due invece di uno nel cestello.
Un altro esempio geniale ( ma non eclatante in miopia come i tuoi ) è che, se voglio lo zucchero bianco, industriale, classico lo trovo DA SEMPRE in sacchetti "appacchettati" in carta. Se voglio lo zucchero di canna bio, quello sufficientemente fino come piace a me, lo trovo solo confezionato nel sacchetto IN PLASTICA!!!! E, purtroppo, non è l'unico caso di bio.. solo dentro la confezione
Presa per i fondelli?
Bizzarro che certa gente se ne accorga solo quando gli fa comodo...ovviamente, in realtà, non è bizzarro per umanucci.
Ero rimasto al "bricco" col passato di verdura, quello poteva avere un seso ma, col brodo, idiozia è totale!!
alle 17:58
iano
bisognerebbe obbligare per legge tutti i produttori a farsi carico dello smaltimento, legale, degli imballaggi che hanno venduto:
art.1 tutto è vuoto a rendere