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Uccelli e pesci morti: sarà mica colpa del fracking?

Sabato 15 Gennaio 2011, 12:00 in Current Affairs di

arkansearth.jpg

Maria Rita D'Orsogna è una ricercatrice abruzzese che lavora al Caltech, è stata ospite di questo blog tempo fa. Si interessa di petrolio e tiene un bel blog. Farei bene ad andare a trollarglielo per via che è tanto brava e sono gelosa, ma in realtà la stimo assai e vi invito a visitarla. Sigh.

Scherzi a parte Maria Rita, che ne sa una più del diavolo, ha messo su una teoria assai affascinante sul tema "Uccelli morti che piovono dal cielo e pesci morti in massa", argomento che ha impegnato la Rete in inesausti dibattiti che vanno avanti da giorni. Eccola qua, tenetevi forte:

Ci sara' un legame fra le trivelle del fracking e i terremoti? Fra il fracking e l'avvelenamento di campi e di aria? 

Come da copione, le ditte petrolifere dicono di no. 

La gente, arrabbiata, dice di si.

Urca. E continua:

Potrebbe essere che il fracking abbia causato fughe di metano nel sottosuolo o nell'aria che hanno causato la morte di pesci e uccelli? Potrebbe essere che qualche falda idrica si sia contaminata, dando origine ad acqua inquinata, che uccide orti e i pesci piu' sensibili?

Maria Rita parla ovviamente dell'Arkansas, uno degli Stati in cui è più intensa l'attività di fracking e dove la morìa di animali è cominciata. L'ipotesi di un coinvolgimento delle attività petrolifere è interessante, resta da vedere se applicabile anche nelle altre zone del mondo dove si sono verificati gli stessi fenomeni: dalla Svezia, all'Italia, al Brasile, all'Inghilterra, alla Nuova Zelanda. Non sarà facile scoprirlo.

 

xx

15
15 commenti
15
17 Gen 2011
alle 13:31

Cataldo

In attesa di verificare l'interessantissima relazione tra il fraking e le morie anomale possiamo dire due cose sulla crisi alimentare a venire, di cui abbiamo più volte analizzato i prodromi.

1) La quota energetica nella produzione agricola è costituita per lo più da petrolio, nelle sue varie forme, dalla produzione di base alla distribuzione, questo fatto incrementa la vulnerabilità della filiera agricola rispetto l'andamento del petrolio sui mercati, ed in prospettiva è un elemento di seria preoccupazione sulla stabilità della produzione globale

2) La politica svolta da UE ed USA nel sovvenzionare i prezzi agricoli nel passato ha determinato una serie di storture nel commercio mondiale dei beni alimentari che sono alla base di molti problemi attuali. Indirettamente questa politica  è stato uno dei pilastri del dominio dell'occidente sviluppato sul resto del mondo, ha contribuito a deprimere il valore delle produzioni agricole nel tempo, depredando le possibilità di sviluppo dei paesi che hanno subito questo dazio occulto.

3) Lo smantellamento della politica di cui sopra procede a rilento ed in modo non organico, con sacche di produzione politicamente protette ed altre invece lasciate al gioco del mercato, questo fattore è oggi attualissimo ed imporrebbe riflessioni maggiori.

4) La sopravvenuta capacità di spesa di masse enormi di popolazione mondiale, che fino ad oggi erano ai margini della domnada globale è un elemento del tutto nuovo, nelle sue proporzioni attuali; tendenzialmente porterà ad ulteriori diseconomie nella profittabilità energetica del settore agricolo, visto che i consumi di carne aumentano in modo più che proporzionale all'aumento di popolazione.

Mesi addietro, nei consueti bollettini ai naviganti, abbiamo esposto le matrici dei prezzi a venire dei principali beni agricoli, individuando quanto è poi accaduto sul fronte dei mercati, in definitiva le cose non sono andate malissimo, viste le premesse;  comunque i prezzi sono stati compressi da una serie di interventi una tantum, che saranno difficili da ripetere nel 2011 (pensiamo al dischiudersi delle riserve strategiche giapponesi di riso per contenere la speculazione sulle scorte). Nell'anno in corso si prevede una domanda sostenuta e continua, che profitterà di ogni ribasso per incrementare le scorte. Vedremo se si ripeterà lo scenario 2010 sul fronte della produzione, speriamo di no, sarebbe un elemento di accellerazione della crisi molto forte.

 

14
17 Gen 2011
alle 10:37

Hunter76Lima

mario2, guarda che qua non siamo nel PD?

Non ci mettiamo a discutere per ore per arrivare alla fine che stiamo dicendo la stessa cosa.

Tu e Debora state dicendo la stessa cosa ... purtroppo tu non te ne sei ancora accorto.

13
16 Gen 2011
alle 20:35

corrado

segnalazione news da confermare...

mentre in fiat vince il si, c'e' chi passa alla 40fires:

http://wiki.40fires.org/Wiki.jsp?page=Main

NEW HEAD OF DESIGN FOR RIVERSIMPLE Christopher Reitz, former Director of Design at Fiat and Alfa Romeo, has joined Riversimple. This is exciting news for Riversimple and it is very encouraging to see that very talented and experienced people from the auto industry acknowledge that the Riversimple model could be the future of personal transport.
12
16 Gen 2011
alle 13:17

Gregorio

Domani a sera a voyager parleranno (esame tossicologico) delle tortore morte nel fantino.

Ma intanto i primi ad analizzarle hanno trovato in tute il virus dell'influenza.

http://www.izsler.it/izs_home_page/archivio_news/00001510_MORIA_DI_TORTORE_DEL_FAENTINO.html

 

11
16 Gen 2011
alle 09:47

mario2

x debora

verissimo, intanto però la ragione del crollo della produzione agricola non è la mancanza di petrolio ma disastri naturali e climatici, erosione, diminuzione della fertilità, speculazione finanziaria e chi più ne ha più ne metta  

cmq per carità magari mi farò un blog mio sul post-picco agricolo. d'altronde a incendiare il nord-africa sono stati i prezzi alimentari, non quelli petroliferi. per non parlare del fatto (cosa che non ho letto ancora in nessun blog) che gli attuali prezzi alimentari in occidente sono prezzi POLITICI, imposti dal regime attraverso un finto libero mercato. pensate solo se dovessimo pagare il giusto ai pastori sardi e al resto degli agricoltori italiani... i prezzi si moltiplicherebbero di parecchie volte. se il governo ha preso a manganellate i sardi senza dar loro il minimo spazio è perchè sa che è un terreno privo del minimo spazio di trattativa: o fanno la fame loro, o facciamo la fame noi. 

qui in occidente siamo stati abituati a dare l'agricoltura come qualcosa di scontato, mentre è questo il punto debole del sistema

10
16 Gen 2011
alle 09:26

pirkoal

c' è già molto materiale on line.Personalissimamente mi pare una c...g..t.a pazzesca,però magari questi cattedratici hanno ragione.Se funziona,Debora deve chiudere il blog e a me mi dispiace ,mi piace tantissimo questo blog

http://www.net1news.org/fusione-fredda-a-bologna-cronaca-in-diretta-dellesperimento.html

 

8
15 Gen 2011
alle 20:32

Debora/Petrolio

mario2,

secondo te con cosa si produce il cibo per 7 miliardi di persone?

Con la terra: sbagliato.

Con l'acqua: sbagliato.

Con semi, stalle e trattori: sbagliato.

Prova un po' a indovinare cosa è in realtà che ci dà da mangiare a tutti...

;-)

7
15 Gen 2011
alle 19:46

medo

Modi di morire moderni... Prendiamo le ultime 72 ore:

India: processione religiosa, spintoni, 45 morti.

Brasile: piove, terreni disboscati franano, 550 morti.

Tunisia: un detenuto protesta dando fuoco a materasso, 40 morti.

Inghilterra: influenza virale, cure antipiretiche e antibiotiche inutili e dannose fanno 5 morti al giorno.

Francia: 5 ottantenni su un'auto escono di strada a 50 kmh, tutti morti sul colpo.

6
15 Gen 2011
alle 19:23

mia

Però, ogni volta pare una specie mirata...
ed è impressionante quanti di questi eventi in pochi giorni..

Qui hanno trovato 200 mucche morte ...notizia di oggi.

Non è detto che ci sia una unica causa.
Ovvio che si focalizzi in tutto il mondo tutto quello che entri in questo schema di moria.

Comunque,pare che ci sia qualcosa di annomalo.

http://www.leadertelegram.co/news/daily_updates/article_958bdf2a20b9-11e0-8f25-001cc4c03286.hml

5
15 Gen 2011
alle 18:34

Karagounis

Teoria suggestiva e sicuramente migliore di chi chiama in causa Haarp o altri fattori poco chiari. Qui almeno parliamo di realtà industriale.

Sui terremoti però occorre andare cauti. Servono dati: di che intensità, che profondità l'epicentro, zona d'interesse, classificazione sismica della zona, etc. Perché un conto è trivellare e sparare gas pressurizzato nelle vicinanze di una faglia attiva, penso a SanAndrea in California, altro discorso è farlo in una zona morta e calma. Comunque scopro che l'Arkanasa è attraversato dalla fagia New Madrid che già nel 1811-12 sconvolse la zona con un terremoto che deviò il corso del Missouri.

Potrebbe anche essere che la faglia sia di nuovo attiva e che la mora sia da ricollegarsi a questa attività tutta naturale. Ricordiamoci che anche terremoti e fenomeni vulcanici rilasciano in atmosfera ed in acqua gas prima sepolti sotto terra.

penso che se applicassimo il rasoio di Ochkam vincrebbe il terremoto.

4
15 Gen 2011
alle 15:44

Mario

@ mario2

Penso che ti basti leggere il nome del blog per capire che non sei nel posto giusto

3
15 Gen 2011
alle 15:42

mario2

salve a tutti ho già espresso il mio scetticismo sulla storia del picco del petrolio

molto più interessante sarebbe secondo me parlare di picco della produzione mondiale di cibo (picco probabilmente passato già da un pezzo). 

quel che io (e non solo io) temo nei prossimi anni è la mancanza di cibo, non di petrolio. del resto basta vedere cosa sta accadendo nel nord africa

che ne pensate?

2
15 Gen 2011
alle 13:44

pirkoal

Il fracking,haarp,magnetismo terrestre.Esistono dei prodotti che si spargono sui semi(e non solo) per evitare che funghi,roditori e pennuti si mangino tutto.Poi le suestese entità biologiche ovviamente crepano e ciò garantisce che il raccolto  arrivi sulle nostre tavole.Facciamola finita con l'ipocrisia....

1
15 Gen 2011
alle 13:13

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