Uno sguardo dal picco

Scandalizzarsi per il cinismo? Oppure apprezzare la saggezza e la responsabilità verso il Paese? A voi il giudizio.
ENI, comunque, prosegue per la sua strada e si annuncia imperturbata dai venti di rivolta nei Paesi amici. In Tunisia "Non un barile di petrolio o un metro cubo di gas sono andati persi" dichiara Scaroni. Tutto continua come se niente fosse, anche grazie alla collaborazione dei tunisini, e l'ENI pensa di investire presso i dirimpettai altri 500 milioni di dollari nei prossimi tre anni.
Scaroni dice la sua anche sulla Libia, e le dichiarazioni sono dello stesso tenore: "Non mi sembrano tensioni particolarmente forti. In Libia continuiamo a investire e la nostra attività prosegue regolarmente. E' un paese strategico per noi. Siamo lì da molti anni". D'altronde, proprio in Libia l'AGIP entrò finalmente nel 1967 grazie a Gheddafi, mentre al tempo del re era sempre stata bypassata dalle società americane. Ricambiò scoprendo subito due bei pozzi che ancora sono in funzione.
E tanto per rimanere in tema di rivoluzioni, sapevate che la prima avventura estera dell'AGIP e di Enrico Mattei fu proprio l'Egitto, nel 1955? E fu con la regola del fifty-fifty, applicata prima in Egitto e poi in Iran (anche lì, rivolte colorate) che Mattei si fece parecchi nemici oltralpe e oltreoceano.
Quando dicono che il governo si fa dettare la politica estera dall'ENI non si sa mai se indignarsi o rallegrarsene.
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perchè il sistema di gestione è dei messaggi è così CRETINO!?!?!
SI RIESCE A SPIEGARE UNA VOLTA PER TUTTE PERCHè MI DEVE PRENDERE IL NERVOSO OGNI VOLTA CHE VOLGLIO LEGGERE I COMMENTI.
SCUSATE LO SFOGO OT
Ot articolo interessante su bahrain, petrolio e mercati..
kairospartners.com/drupal/sites/default/files/newsletter/Nell%20improbabile%20evento-RN-17.02.11.pdf
"proprio in Libia l'AGIP entrò finalmente nel 1967 grazie a Gheddafi"
Ma Gheddafi non prese il potere nel 1969?
OT - I misteri del dollaro
Gli avventori più assidui ricordano che più volte ci siamo occupati della forza del biglietto verde, spesso potentemente controintuitiva.
Questo refrattarietà all'analisi è insita nella natura ambigua del numerario dollaro, che incorpora elementi espunti dalle correnti vulgate economiche, in modo fraudolento. Se lo chiamiamo complesso militare-industriale-universitario ci sono dei motivi.
Tornando all'attualità, si era segnalato una svolta possibile nell'andamento del dollar-index, la rottura del supporto al trend di risalita dal minimo del 2008, potenzialità visibilissima nell'analisi tecnica; il rimbalzo verso l'alto sulla resistenza inusitata del supporto, ha risolto la questione, in modo deciso.
Il controllo sui tassi di interesse ha verificato che questo andamento è sincrono ad un sostanziale rialzo dei tassi pluriennali, segno che la compressione della molla del tasso di interesse ha dei limiti operativi, voluto o meno questo elemento presto avrà le attenzioni che merita.
Ovviamente l'effetto di questo aumento del tasso è troppo generico, per quanto significativo, e non ha una valenza immediata nel tempo. Ci sono altri fattori che giocano sul momento.
Alzando la testa ai massimi del circo borsistico viene in aiuto questo articolo
Spesso negli ultimi anni abbiamo visto sparire correlazioni importanti nelle carte degli andamenti storici, qui si analizza invece una correlazione che sembra trovare forza proprio negli ultimi tempi, può aiutare a capire la realtà attuale.
Le implicazioni per il mercato del petrolio sono importanti. Intanto seguiamo le altre tracce ...
@ tahamata
Pur comprensibile la tua visione è miope, è difficile sviluppare le proprie risorse senza le tecnologie necessarie e senza una stabilità dei mercati, il riequilibrio nella gestione delle risorse non potrà mai essere raggiunto in modo unilaterale, serve uno sforzo politico di grande respiro, anche se e mi rendo conto della difficoltà che questo comporta in paesi di grande emigrazione.
R commento 6 di THomas sul wisconsin : ho letto che stanno tagliando del 10 % circa lo stipendio dei dipendenti pubblici esclusi pompieri e polizia ( ed aggiungerei io, saggio a dispensare la polizia dai tagli )...é la fine del mondo, tagliare lo stipendio dei dipendenti pubblici ?, o pensiamo che quando una azienda privata chiude ( ovviamente intendo molte)ciò non debba aver ripercussione sulle buste paga anche degli insegnanti o chi per loro ? preferite forse i tagli verticali caldeggiati da Napolitano ? ( Io li preferirei) le alternative sono, nell'ordine : default, default programmato o default mascherato, tagli orizzontali e poi qualche taglio verticale, solo tagli verticali , tagli verticali strettamente necessari+ quelli per la riallocazione della spesa...é ovvio che che ho messo le opzioni in un climax di preferibilità ma anche inversamente di probabilità e facilità di attuazione ,almeno qui da noi...
Concordo in pieno con Surak. Le rivolte ci danno la possibilità finalmente di apreire il mercato del nordafrica, cosa finora preclusa a causa delle differenze religiose. Se aiutiamo lo sviluppo democratico ne trarremo beneficio, potremmo vendere meglio le nostre merci e localizzare nuove aziende senza dover andare in Cina, per esempio.
Si cerebbe benessere per entrambe le parti.
Louise, per inciso, il migliore dei mondi possibili è quello in cui tu sei in armonia con la società che ti circonda, ti senti parte di essa e aiuti a farla progredire. Ciò significa che ogni sistema sociale è potenzialmente il migliore se rimane vivo, effervescente, non stagnante. Il nostro è forse un po' fermo, come lo spumante dopo qualche giorno, ma qualche bolicina c'è, come dimostrano i tanti movimenti che vogiono migiorare la situazione eco-sociale. Imporre il proprio modo di vedere è il modo migiore per creare ritrosia e antipatia.
@11 louise
"l´idea di benessere sostenibile alla surak la conosciamo gia´a memoria: centrali nucleari, tav, casermoni......puro benessere e sostenibile al 100%!"
Bé, può essere un sunto della questione tenendo conto che viene da una che non ha simpatia per la razionalità.
Tra l'altro ho solo rielaborato ovvietà che già altri prima di me, a mia insaputa, avevano detto sebbene ammodernandole tenendo conto che le possibilità sono aumentate.
Un certo "Le Corbusier" per esempio, solo che il mercato e il consumismo è cresciuto insieme al consumo di spazi orizzontali e a vari parassiti che nel costruire villette guadaganvano di più e a pseudo ambientalisti che si ritagliavano un modo per evitare di cercarsi un lavoro.
"altro che noialtri che ci spremiamo il cervello per cercare nuovi paradigmi...chi ce lo fa´fare, visto che viviamo nel migliore dei mondi possibili??"
Hai scordatodi finire la frase:
"visto che viviamo nel migliore dei mondi possibili _per noi incapaci di essere un minimo razionali_??"
Salutami le caprette che ti fanno ciao!
Io faccio una domanda. Sono convinto che il sistema in cui viviamo così com'è arriverà al collasso e non sarà bello. Credo anche possibile che il collasso avvenga in tempi non troppo lontani comunque quando ancora la maggior parte della gente che conosco sarà ancora in questa valle di lacrime insieme a me. E mi pare di non essere l'unico a vederla così. Dati questi presupposti mi chiedo: Che fare? Nel senso, oltre che fare la cronaca quotidiana del declino, esaminarne tutti gli aspetti in maniera dettagliata, denunciare la follia del sistema ogni volta che essa si manifesti in qualunque ambito, fare le cassandre e cercare di rendere edotta la popolazione a riguardo, Che fare? Perchè confesso che se disgraziatamente la mia visione delle cose, e quella che sembra essere anche la visione di altri qui, fosse esatta mi sentirei abbastanza stupido, a disastro avvenuto, nell'averlo previsto ma non essermi attrezzato a riguardo, trovandomi nella stessa situazione di chi invece cadrà dalle nuvole o asseriva il contrario. Credo che il gusto di dire "te l'avevo detto" non mi rincuorerebbe poi tanto. E poi se si sostiene tanto tenacemente e dettagliatamente una tesi, vuol dire esserne convinti, sennò è sofismo, gusto del discorrere o accademia, e se si è convinti che grossi cambiamenti, non proprio piacevoli siano all'orizzonte bisogna prepararsi, sennò è come prevedere un uragano e stare ad aspettarlo, che lo prevedo a fare? per far vedere che sono un bravo metereologo? ovviamente parlo a coloro che la pensano come me, se mai qualcuno risponderà :-) chi non la pensa così sarebbe pregato di non rispondermi, rispetto la sua idea, che magari è giusta ma non sarebbe una risposta alla mia domanda, che ripeto è "Che fare?"
@5
l´idea di benessere sostenibile alla surak la conosciamo gia´a memoria: centrali nucleari, tav, casermoni......puro benessere e sostenibile al 100%! altro che noialtri che ci spremiamo il cervello per cercare nuovi paradigmi...chi ce lo fa´fare, visto che viviamo nel migliore dei mondi possibili??
L´eni non conta un conta un ceppale.la francia si pappa l´algeria e la tunisia e l´inghilterra si pappa l´egitto e la libia.ovviamente i patrimoni degli ex dittatori melmosi vanno nelle spese generali.
non so se più avanti sara cosi, nel senso che l'ENI e company, andranno avanti ad investire per far ingrassare i loro derigenti e far riscaldare le ossa degli italiani con il gaz ed il petrolio della tunisia e l'algeria la libia e l'egitto...(la stessa cosa per la russia) pagandolo a basso costo e vendendolo a caro presso a casa loro, in cambio paese come l'italia, la francia e l'america ...sostenevano (per il loro torna conto)dittatore opressore dei loro popoli...costrengendo a l'immgrazione centinaia di persone tutti i giorni( con tutte le conseguenze)...
non so se più avanti sara cosi, anche perchè i tunisini hanno dato il via ad una revolta globale contro questo sistema ...che è quello del ricco diventa ancora più ricco e quello del povero se li va bene diventa ancora più povero se non morirebbe annegato nel mediterranio.
via tutti i dittatore fanculo ai loro sostenitore( stefania craxi. silvio berlusconi. maroni. sarcosy ...e via dicendo....) il potere al popolo, e quando scadranno i contratti di quei sfruttatore succhiatore "di sangue"di petrolio, vampiri...via anche loro...e giusto che le risorse del mio paese le godo prima io... non mi va di farmi un mazzo in europa sofrire la fame ed il razzismo, quando potevo stare meglio nel mio paese.....se non ci fossi tutta questa "monnezza"
@5 Paolo B.
"Se hai l'idea di un benessere realmente sostenibile, allora illustrala"
???
L'ho già detto più volte come sia possibile mantenere una società moderna, progredita, civile e sostenibile a livello planetario (abbondante), ma non vedo cosa c'entra nel discorso che facevo.
Sicuramente non era per fare un favore a Ben Ali che l'Eni investiva in Tunisia e noi continuiamo ad aver bisogno del gas e petrolio nordafricano e loro di avere gli introiti ed i lavoro che ne derivava.
Pure gli egiziani stanno chiedendo di far ripartire l'industria del turismo altrimenti tocca emigrare pure a quelli che là stavano bene a prescidere da Mubarak.
intanto nello stato del Wisconsin........
@4
Benessere secondo il modello consumistico/petrolifero che ci sta portando al collasso? In un mondo ormai a corto di risorse? Se hai l'idea di un benessere realmente sostenibile, allora illustrala, altrimenti non fare demagogia trita e ritrita parlando di investimenti occidentali nei paesi poveri per portarvi il benessere, ovviamente consumistico, e la finta democrazia dei paesi industrializzati (a loro volta in via di impoverimento), così da non fare emigrare nessuno...
Perchè mai non dovrebbe continuare ad investire soprattutto in Tunisia?
Perchè ci mancano tunisini in Italia e vogliamo che vengano in massa?
Al contrario, dovrebbero crescere gli investimenti proprio ora in modo che la situazione si stabilizzi e dopo il caos possa crescere una democrazia più solida che si basa sul benessere (e permette a molti qui di lamentarsi del nulla fantasticando, a pancia piena, di utopie ambientaliste o per noia sognando catastrofi che gli stimolino la vita).
Benessere possibilmente diffuso (anche se è in controtendenza).
Ma l'ENI ancora oggi no0n è la società petrolifera che assegna la maggior eprcentuale di profitti al paese sfruttato? o le cose sono cmabiate in ENI dal tempo di Mattei? Scusate ma non sono molto informato sulla sua situazione attuale.
Hai scoperto l'acqua calda Debora, e dico anche che se Berlusconi avesse fatto una politica meno sbilanciata verso il capitale, quindi più a favore dei cittadini e dei lavoratori, forse oggi la sua popolarità sarebbe in crescendo e temerebbe meno di essere fatto fuori, politicamente almeno, dai suoi detrattori yankee e dai loro servi dell'opposizione (il PD in particolare) al parlamento.
Scaroni gongola oggi ma, a differenza dei suoi proclami sull'abbondanza temporale delle riserve di petrolio esistenti, sicuramente sullì'avvenuto picco del crude ne sa molto più di quello che nega in pubblico.
Ultimi bagliori petroliferi di un'era morente...
"Quando dicono che il governo si fa dettare la politica estera dall'ENI non si sa mai se indignarsi o rallegrarsene."
Già, evidentemente i petrolieri cattivi sono solo quelli altrui. Quando il tuo governo invece prende cinque miliardi di soldi pubblici e li mette in tasca a Gheddafi che si fa?
alle 10:24
Hunter76Lima
Giusto sfogo, Marcello #12.
L'uragano è ben visibile da lontano, i nostri modelli l'hanno previsto ma ormai stiamo entrando nella zona turbolenta in cui i modelli predittivi non hanno più valore (perchè validi su profili storici e medi non su valori puntuali locali e attuali) e in questo contesto conta solo l'azione in stato d'emergenza.
Tu giustamente stai dicendo che è inutile cercare verifiche, ne abbiamo fin troppe, è ora di porsi all'azione.
Come? Secondo me secondo 2 scenari, il primo preparatorio e il secondo d'emergenza.
Il preparatorio dovrebbe essere: conversione della nostra dipendenza dal modello just-in-time sia dal punto di vista energetico che dal punto di vista alimentare.
Conversione energetico significa ridurre i consumi (quindi abbassare la temperatura della casa e l'impiego di elettrodomestici, non per rispetto all'ambiente o per guadagnare sulla bolletta, bensì per abituarsi alla mancanza) ed attuare tutti i cambi di abitudini del caso (coprirsi di più, utilizzare più attrezzi manuali, accontentarsi della soluzione non ottimale ma più ripetibile, usare meno TV e meno internet) oltre che a ridurre gli sprechi (aumentare isolamento con porte e finestre e mettere FV, per chi può).
Questione trasporti: non abbandonare la macchina, ma provare a pensare soluzioni alternative del tipo bici+treno+piedi nel caso la macchina venisse a costare troppo (assicurazione+manutenzione+carburante). Pensate ad una condizione con benzina a 2 euro al litro, solo 100lt di benzina al mese e vs stipendio dimezzato: continuereste ad usarla? Fate i vs calcoli, se sì usatela, se no cominciate a pensare all'alternativa.
Conversione alimentare significa abituarsi ad un diverso metodo di alimentazione, quindi mangiare meno e meno esotico possibile, basando piatti e alimentazione su ingredienti semplici e facilmente conservabili/reperibili. Anche qui, non serve fare i survivor e riempire i propri bunker di scorte, ma serve imparare a farsi un piatto sostanzioso e nutriente (e anche gradevole) anche solo con riso, uova e un po' di verdura (e soprattutto accontentarsi di mangiar bene solo nei dì di festa).
L'emergenza deve essere gestita diversamente.
Quali sono le situazioni critiche? Alimentazione, medicine, riscaldamento e trasporto.
Domani chiuderanno i benzinai per 2 settimane di fila? Pensiamo ad un nostro piano personale su come risolveremmo quest'urgenza e quali sono i ns movimenti essenziali, quindi tagliare il superfluo e arginare le perdite derivanti da questa situazione.
Il gas (o la luce) mancano per un giorno intero? Pensiamo a come possiamo sopperire per riscaldare la casa a livelli minimi (p.es. uno scaldino a GPL d'emergenza e/o uno piccola scorta di candele e /o torce ricaricabili).
E così via. Preparare un piano fattibile per ogni situazione critica in modo da ridurre i tempi di risposta ed alleviare le difficoltà