blogo, informazione indipendente
Logo Blogosfere

Grafico storico prezzo del petrolio - Gennaio 2011.

Martedì 1 Febbraio 2011, 11:28 in Current Affairs di

storicobarile01:11.jpg

Ecco il solito grafico che rappresenta l'andamento del prezzo del barile negli ultimi 9 anni. E' aggiornato al Gennaio 2011, per vederlo ingrandito cliccateci su. Rispetto a ciò che accadde nel 2008, la risalita stavolta sembra più lenta... ma comunque la tendenza è quella.

 

xx

14
14 commenti
14
02 Feb 2011
alle 20:44

michele

A mio avviso fin che ci sarà energia potremmo aspettarci un cambimento a bassa velocità ma quando comincerà a scarseggiare o a costare spropositatamente con razionamenti o interruzioni sempre più frequenti, addio finanza, borsa, risparmi, lavoro, ordine e tutto il resto!

6 o 7 anni li abbiamo dinnanzi, di scivolamento, prima del baratro totale.

13
02 Feb 2011
alle 14:17

Phitio

Ciao Hunter76Lima, era da tempo che non leggevo un tuo post, o forse sono io ad essermi assentato ;)

Si, concordo con te, la capacita' di assorbimento dei traumi in giro per il mondo ormai e' limitatissima.

Potremmo dire che ormai basta un qualsiasi evento per innescare fratture e dislocazioni, come una faglia fin troppo compressa.

Per chi invece si chiedeva come mai le borse continuano a salire, ormai lo sanno anche i sassi (tranne il parco buoi, che notoriamente non ha nemmeno le pigne nel cervello) che i mercati finanaziari sono pieni fino alla punta dei capelli di droga monetaria, e tenuti su da un sistema parossistico di fraudolenza (dal flash trade a vere e proprie pratiche illlecite, quali la sistematica violazione e rifacimento delle norme contabili).

Il governo americano ormai e' completo ostaggio dei personaggi di alta finanza. Le politiche che vedremo in atto saranno tutte volte a inflazionare il debito pubblico, e ad allentamenti quantitativi che non sortiranno alcun effetto, dato che il mostruoso vortice del debito che annichilisce tutta questa moneta fittizia e' alimentata per via esponenziale da tutto il nuovo debito che viene creato.

Se consideriamo che i derivati a livello mondiale ammontavano ad un nozionale di 700.000 miliardi di dollari ( lo scrivo tutto in cifre: 700.000.000.000.000 dollari) ovviamente fittizi, ci vuole poco a vedere che lo sgonfiarsi di una simile mostruosita' possa annichilire qualunque sforzo di rifinanziarizzazione. Per confronto, tutte le ricchezze mobiliari ed immobiliari e monetarie terrestri ammontano a 50.000 miliardi di dollari.

Questi signori della finanza e i loro sodali e complici nei gabinetti di potere e negli uffici di controllo hanno fatto l'equivalente della trama di un brutto film di fantascienza: hanno generato un buco nero sulla terra, in grado di risucchiarla e farla sparire.

12
02 Feb 2011
alle 12:54

Hunter76Lima

Il mondo è in fibrillazione.

State fuori da qualsiasi long, e anche da qualsiasi short. L'imprevedibilità è regina ma il destino a medio-lungo è segnato.

Si notano in ogni dove segni di una resilienza economica praticamente scomparsa; ogni piccola modifica dello status-quo genera scosse di assestamento e vibrazioni strutturali sempre più forti, vuoi che sia un uragano, un default di un paese periferico, la rivolta popolare da un'altra parte.

Notizie che qualche tempo fa coinvolgevano solo marginalmente l'attività economica e che ora ne divengono quasi il fulcro dei movimenti.

Guardate il seguente grafico del basket OPEC:

...//www.opec.org/opec_web/en/data_graphs/40.htm

pare evidente come si stia procedendo a ritoccare le medie di prezzo già viste nel 2008 (con un dollaro attualmente più ri-valutato rispetto ad allora)

Il grafico monthly è ormai proiettato sopra quota 100 che ben sappiamo essere la soglia critica sopra la quale la sopravvivenza dell'economia ha i giorni contati.

Quindi il movimento al rialzo, ormai innescato, potrebbe subire a breve delle accelerazioni. Gli andamenti borsistici, nel frattempo, subiranno forti oscillazioni (sia al rialzo che al ribasso). La borsa USA sembra destinata ad un secondo crollo Lehman perchè, a differenza di quelle europee ed asiatiche, non accenna a nessun ritracciamento ragionevole.

Contiamo i mesi perchè ormai è certo che il 2011 sarà l'anno in cui ripiomberemo nella grande recessione da cui la gente pensa di essere uscita ma che non in effetti non è mai finita e dura ininterrottamente dal 2001 (con proiezione finale 2020)

11
02 Feb 2011
alle 12:05

medo

Ma... La finanza sta benissimo perchè questa fase inflazionistica è una fase di ingrasso delle cedole! E' un disastro umano, perchè queste cedole si ingrassano con profitti sugli ultimi "surplus" di produzione naturale, sia di carburanti da fossile che di grano o riso da organico. Ma questo interessa a pochi, poveri i nostri figli e nipoti (per chi ne puo' avere o ne avrà, fortunatamente per loro, sempre meno gente). 

Ad esempio, guardati il grafico del carbone australiano: 

...://www.indexmundi.com/commodities/?commodity=coal-australian&months=180

Tra l'incapacità di aumentare la produzione, il "peak oil', i disastri naturali che allagano le miniere e i cicloni che bloccano i porti e tutto, in pochissime settimane il prezzo è schizzato. Per i grandi trader, le commissioni salgono. Chiamala shock economy o come ti pare. Fino alla rottura totale del sistema, fino al "troppo", per i mercati finanziari va tutto bene.

10
02 Feb 2011
alle 11:55

Paolo B.

Quindi l'economia reale va sempre più a rotoli.

Intanto le borse vanno alla grande.

Qualcuno esperto mi spiega come c...o fa l'economia virtuale a infischiarsene dei PIL occidentali in caduta libera, i debiti pubblici stratosferici ed i default degli stati?

Possibile che che solo il barile a prezzi record sia il solo capace di mandare a puttane i mercati borsistici (e sarebbe ora!)? 

9
02 Feb 2011
alle 11:44

medo

#8

Il Baltic Dry Index che in pochi mesi perde il 75% in una situazione di inflazione materie prime del 75% significa una cosa molto semplice: che il 2011 vedrà spazzato via il reddito di una caterva di europei. E quante aziende dovranno ancora tirare a campare renegoziando il fido, ricorrendo al nero, non pagando i fornitori o rovinando la clientela anche storica con rincari folli?

Chi è tutti i giorni in tali problematiche sa che è sempre più dura, ma forse il 2011 ci porterà tanti sani fallimenti, di attività che divorano risorse, territorio, uomini. C'è da consolarsi.

8
02 Feb 2011
alle 10:50

riccardo

e il caro vecchio baltic sta riacciuffando quota mille... il modo è proprio in frenata?

7
02 Feb 2011
alle 10:50

medo

ot: TIFONE DA RECORD DEVASTA IN AUSTRALIA

Non dura abbastanza una giornata di 24 ore per tener d'occhio tutti i disastri. Dimenticate le inondazioni di qualche settimana fa, il Nord-Est dell'Australia sta per essere colpito dal più grande uragano della storia del continente. In molte città costiere, non c'è stato tempo tecnico per l'evacuazione, sono attese onde di oltre 12 metri. Tutti i rifugi dell'entroterra sono completi e agli abitanti di Cairns che abitano sulle alture è stato consigliato di mettersi al riparo nelle cantine perchè venti di 295 km/h toccheranno la costa. Città come Cardwell potrebbero essere distrutte al 50%.

Una sola blogger è rimasta a testimoniare quel che sta per accadere... ...://www.desdemonadespair.net/

6
02 Feb 2011
alle 10:16

Phitio

A proposito, avete visto quell articolo su The Oli Drum, dove viene chiaramente fatto vedere come la stragrande maggioranza dei membri dell'OPEC sta' sovraproducendo rispetto alle quote da ormai diversi anni? E che le uniche nazioni che producono sotto i loro livelli sono quelle ormai con produzioni morenti ?

Non vi puzza un po' come " Si vabbe' ci sono le quote, ma intanto io produco al massimo che riesco, ho bisogno di soldi" ?

 

Saluti

Phitio

 

5
02 Feb 2011
alle 10:11

Phitio

Scusa debora, ma il trend rialzista e' nettamente piu' ripido adesso: se ci fai caso, il prezzo era tornato ai livelli della meta del 2004, e in soli due anni ha raggiunto il livello dei prezzi di fine 2007 ( gap di prezzo coperto in due anni rispetto ai tre anni e mezzo di prima).

Piuttosto c'e' da dire che se i pattern rialzisti restano simili, dovremmo testimoniare quest' anno ad una accelerazione ulteriore dell'incremento dei prezzi, a meno che non si incocci prima in un prezzo di rottura come a meta' 2008, innescando un crollo.

E' difficile dire coa succedera', l'ambiente economico attualmente e' fortemente degradato rispetto a tre anni fa, gira moltissimo denaro preso a prestito ad interessi zero, ma chiaramente il greggio non si puo' stampare. Se si riaffaccia uno shortage (e qui c'e' un grosso punto interrogativo: le industrie non sono piu' surriscadate come un tempo, manca la domanda di beni) petrolifero, potremmo benissimo vedere prezzi molto superiori ai 150 a barile, per il semplice fatto che la valuta con cui si effettuano i pagamenti ( il dollaro) si sta' diluendo. Potremmo persino assistere all'inusitata uscita del dollaro quale riferimento unico dei pagamenti, e a questo punto il grafico dei prezzi in dollari diverrebbe poco significativo.

Saluti

Phitio

4
01 Feb 2011
alle 22:21

mario2

blogger mi raccomando vai long! se sei così convinta... però se poi crolla tutto come nel 2008 tutto non t'incazzare... 

3
01 Feb 2011
alle 20:28

michele

Già il collasso sistemico si stà per intravedere ed ormai bussa alla porta!! E' davvero impossibile prevedere il futuro, non si sà ne come ne quando colpiranno gli effetti del picco del petrolio l'unica manovra di movimento che abbiamo è alleviarne gli sconvolgimenti socio politici ed economici ma che tal volta dimostrato peggiorano la situazione!

2
01 Feb 2011
alle 12:09

medo

Il tutto si è fatto meno elastico, indotto compreso. In quasi tutti i paesi europei, anche a parità di dollar index, la soglia dei 90 per il barile significa comunque record dei raffinati e inflazione stellare del settore petrolchimico. Un po' anche perchè il settore è stato decimato dalla crisi del 2008/2009... 

Controllate i listini delle vernici, dei medicinali, non voglio parlare di tutti i prezzi di materie prime che si estraggono con macchine che usano energia primaria fossile o elettricità da primaria fossile. E tralascio i trattori, i mulini, le macchine per torrefazione, i fornelli ed i forni di tutto il mondo che trasformano i mesi di naturale in minuti di cibo.

In tanti si puntava al 2011 come un forte gradino di discesa degli stili di vita e come anno di collasso sistemico, pare che ci siamo. Anche se qua fuori, ora, c'è un bel sole e l'inverno sembra finito.

1
01 Feb 2011
alle 12:00

Massimiliano

Scusa ma sembra invece più veloce. Se il 2011 coincidesse con il 2008 se guardiamo i due anni precedenti siamo partiti da più in basso 35 dollari dell'inizio 2009 invece che i 60 del 2006, ma siamo arrivati praticamente allo stesso prezzo, gennaio 2008 circa uguale a gennaio 2011.

Lascia il tuo commento

Accedi con Facebook Esci da Facebook

Attendere la pubblicazione del commento

Seguici

Iscriviti ai nostri feed rss. Leggi in tempo reale tutti i post pubblicati dal blogger!

Post in evidenza su Blogosfere