Uno sguardo dal picco

Cominciò tutto qui, quasi sei anni fa, con i dubbi su Ghawar. Si approfondì un pochino qui. Nel 2006, qualcuno annunciava un calo di produzione dell'8% annuo. Sempre nel 2006, si cominciava a ventilare la crisi.
Nel 2007, Guerra del Golfo, vennero fuori scottantissimi altarini, assai rivelatori della situazione. Poi un'interessante vista satellitare del 2008. Si finì anche col litigare, pur di non ammettere l'evidenza (così imparano a non prendere sul serio i cablogrammi segreti).
Tutto ciò per dimostrare che le rivelazioni di Wikileaks sui problemi petroliferi dell'Arabia Saudita, che vi stanno tanto emozionando, non sono esattamente una notizia da prima pagina per chi si occupa di esaurimento delle risorse da anni e annorum. Da molto prima la ASPO manifestava seri dubbi sulla veridicità dei dati delle riserve saudite e di quelle dell'OPEC in generale, sulla spare capacity araba che probabilmente non esiste, sulle esportazioni in calo e l'aumento della domanda interna. Qui, qui e qui alcuni vecchi articoli di TOD, e qui un post di Euan Mearns che nel 2007 ipotizzava il picco di produzione per l'Arabia Saudita nel 2011.
I cablogrammi, rilasciati da Wikileaks, sollecitano Washington a prendere sul serio gli avvisi di un alto dirigente petrolifero del governo saudita, che le riserve del regno sono state gonfiate addirittura di 300 miliardi di barili - circa il 40%. Sadat-Al-Husseini, geologo ed ex-capo delle esplorazioni Aramco, ha incontrato il console generale USA a Riyad nel Novembre 2007 e ha detto al diplomatico che la capacità di 12,5 milioni di barili al giorno che occorre per controllare i prezzi non può esser raggiunta. Secondo i cablogrammi, che datano 2007-2009, Husseini ha detto che l'Arabia Saudita potrebbe raggiungere i 12 milioni di barili al giorno entro 10 anni ma molto prima, anche nel 2012, la produzione globale di petrolio raggiungerà il suo massimo. Questo punto fatidico è noto come "peak oil".
Al-Husseini, nel 2007, lo aveva detto anche a noi tutti.
xx
OT - Della tattica e della strategia
Obama ieri è incorso in una sconfitta, sul piano tattico, in Egitto la situazione è ancora fluida, e Mubarak con il suo gruppo di potere, hanno evidentemente cose importanti ancora da fare, visto che mettono a rischio la possibilità di una transizione "ordinata".
Ma la sconfitta è sul piano tattico, non scalfisce la strategia di Obama, anzi la rafforza nel punto nodale.
Negli ultimi tempi raramente abbiamo potuto fare analisi a caldo con previsioni positive, ne abbiamo azzardata una qui al #5
Non erano elementi senza contesto, all'avvento di Obama, sulla considerazione della sua storia e formazione e delle condizioni politiche della sua elezione, avevamo espresso la speranza che potesse fungere da "liquidatore" delle sovrastrutture imperiali e incrostazioni ideologiche sottostanti; un ruolo di breve respiro per Obama in se, ma di grande importanza per il futuro degli USA in prospettiva.
Ieri la mancanza di ambiguità delle sue dichiarazioni hanno contribuito al disvelarsi del grande tentativo di riconquistare le giovani generazioni arabe, di incassare una fiducia preventiva dalla piazza come elemento su cui costruire la transizione.
Che il tentativo abbia forti ostacoli interni, peraltro comprensibili, lo ha dimostrato la cruda cronaca dell'azione diplomatica, che ha visto la decapitazione sul campo di F. Winser.
Obama ha lasciato nei bunker i tatticismi, rafforzando in prospettiva la sua presa sul futuro del paese.
Siamo vicini al popolo egiziano, non solo per la familiarità ultramillenaria, sappiamo che il loro futuro condizionerà tutto il mediterraneo, come è sempre stato, chiamo Eduardo per dirlo con lingua franca
adda passa a nuttata
Prima parlavo con un cardellino che si è posato vicino alla mia scrivania, gli dicevo: "eh beh Tunisia, Egitto, se succedesse un qualcosina in Libia ed Algeria, sarebbe un grossissimo problema per l'Europa. ma tu pensa se succedesse qualcosa in Arabia Saudita,...". Poi lui mi ha sussurrato: "beh, sta già accadendo con la depletion molto più rapida del previsto di riserve petrolifere molto più ristrette del previsto."
Allora io a questo cardellino ci voglio meno bene.
carissima debora, se ti seguiamo da anni è proprio perchè sappiamo che le tue notizie arrivano con anni di anticipo, quindi nessuan sorpresa
A causa dell'Egitto, sembra che le relazioni tra USA e Arabia Saudita (che non gradisce il fatto che Obama abbia mollato Mubarak) siano ai minimi storici.
Si dice che re Abdullah )87 anni) , attualmente in convalescenza in Marocco abbia avuto un infarto durante il colloquio con Obama. Sembra anche che abbia invitato delegazioni iraniane per migliorare i rapporti con Teheran.
Infine, l'Egitto sta collassando per lo sciopero generale. Non è chiaro come si riuscirà a rifornire la popolazione di cibo nei prossimi giorni, a meno che l'esercito non prenda il controllo totale della situazione. Anche per questo sembra che stasera Mubarak dia le dimissioni. Bisogna però vedere se resta Suleiman, che di fatto è un suo clone.
articolo riportato su qualenergia.it
http://www.qualenergia.it/view.php?id=1789&contenuto=Articolo
Caro Alex, quel che tu cerchi è stato per anni studiato da tantissimi, tra cui Richard Duncan. Se ne è parlato anche qui varie volte e gli studi sul declino di disponibiltà energetica pro-capite sono conosciuti da molto tempo.
Cerca, tanto per iniziare a farti un'ide, la Teoria di Olduvai. Là si parla di energia netta, del declino della disponibilità pro-capite fondendo tutte le fonti e guardando ad una unità equivalente. Sempre secondo Duncan e gli studi non solo suoi di circa quindici anni fa, dopo un collasso tra 2008-2012, il periodo 2012-2030 prevede sconvolgimenti sociali di ampiezza e qualità mai registrati nella storia dell'homo sapiens sapiens (da quando l'uomo studia la propria storia).
@23
sono d'accordo con te ma è difficile aggregare i dati, bisognerebbe prendere i bilanci delle società grandi e piccole in troppi settori
le TEP (tonnellate equivalenti di petrolio) già ci sono come indicatore omogeneo
io chiedo sempre a Debora di fare un sunto dei bilanci delle maggiori società OIL del mondo per vedere come variano i flussi (se non di oil di dollari almeno) e come vengono a pesare i nuovi investimenti in esplorazioni e impianti (con eroei in calo)
Ho letto un po' sul peak oil e mi è venuto in mente che forse sarebbe più significativo avere un grafico che descriva il flusso energetico netto, piuttosto che la curva nuda e cruda della produzione petrolifera.
Cioè quello che conta per qualsiasi sistema reale è il flusso energetico entrante. E' questo valore che determina in maniera sostanziale il modo di esistere di un sistema.
Occorre prendere il grafico di produzione mondiale di petrolio, gas e carbone e convertirli in equivalenti energetici (joule/sec prodotti) e moltiplicare ogni tipo di prodotto (crude oil, sabbie bituminose ecc) per l' efficienza calcolata come 1-1/EROEI . Il valore dell' eroei dovrebbe essere calcolato sul costo energetico di realizzazione dell' impianto/ì (riparito per gli anni di funzionamento) e sui costi funzionamento e trasporto (del prodotto) . Quest' ultimi tenderanno ad essere variabili dato che gli impianti degradano con il tempo.
Mettendo tutto assieme dovrebbe uscire un grafico in grado di descrivere la contrazione reale.
# sul brent collassato
La forbice del brent è alta perchè sul mercato non ce n'è a sufficienza per giustificare un indicatore chart. Il brent non esiste fisicamente, ormai. Lo si è previsto anni fa ed ora andrebbe tolta la quotazione.
E' come quotare il fieno per cavalli da traino. Capiamoci: è finita un'era e bisogna cominciare a cancellare la finanziarizzazione corrispondente, prima che crei ulteriori irreparabili disastri.
Da un post di Staniford (che condivido) sul suo blog Early warning dichiara, con una serie di ragionamenti, che la produzione max di picco per l'Arabia Saudita non potrà superare i 9,5mbd toccati nel 2008 prima della demand destruction, ne oggi ne mai, nonostante i buoni propositi degli amici arabi.
Ora siamo a 8,5, risaliti dagli 8mbd in piena crisi. C'è spazio ancora per massimo 1 mbd (personalmente ritengo che il limite di 9,5 si sia abbassato a 9mbd nel giro di questi 2 anni e mezzo, quindi i sauditi potranno iniettare al più 500-600 mila barili al giorno supplementari nell'arco del 2011)
Quindi questa spare capacity residua sarà consumata nel corso del 2011 con un trend via via crescente di crescita che accompagnerà la contemporanea ascesa del prezzo del petrolio.
Per rispondere a Tomas, Il WTI accusa un gap sul Brent perchè a quanto pare gli stock negli USA sono cresciuti di molto negli ultimi mesi. Tale gap dovrebbe ridursi (e fors'anche annullarsi) nei prossimi 2-3 mesi.
Ritengo sempre più affidabile in termini previsionali ragionare sul OPEC basket price che viene influenzato meno dalle operazioni di stoccaggio (a terra o flottante) dei paesi importatori.
Attualmente siamo a 96$ e la media mensile è in costante crescita. (dai 75$ di luglio 2010 siamo già arrivati ai 93$ di gennaio 2011)
Sulla base di questo paniere la produzione saudita si muoverà nel prossimo futuro, quindi io lo terrei d'occhio con particolare attenzione
in effetti non ho capito neanche io perchè a Londra quota così alto rispetto a NY
intanto la forbice light/brent è sempre più ampia, siamo nell'ordine dei 15 dollari!
ma è normale?
@Mauro M
Conviene cercare una protezione più affidabile per le parti a rischio, visto che le informazioni disponibili, anche qui recentemente, hanno chiarito dei problemi di base in tutta la faccenda, ad iniziare dal vantare brevetti che sono in realtà domande di ..., e per di più sostanzialmente sul binario morto della procedura di registrazione.
Non sarebbe male iniziare con un articolo adeguato che ne definisca i principi teorici, visto che su questa parte, essenziale, c'è un buco nero, a quel punto sarebbe sensato dedicare risorse di approfondimento.
@14 E' un po presto per tirare il fiato. Come il solito la scoperta è avvenuta fuori dalle università. Il dispositivo è coperto da brevetto e nessuno ha verificato quello che accade. Nessuno, a parte Rossi e Focardi che l'hanno costruito. Potrebbe anche essere solo una truffa per vendere il brevetto a prezzi milionari, chissà? Attendiamo e vedremo.
@ eco1 #11 sui vantaggi dell'aumento dei prezzi
La complessità della partita energetica è tale che la risposta data è riduttiva, probabilmente anche sbagliata.
E' sempre necessario insistere* sull' export/land model, almeno per i produttori principali, per afferrare il bandolo dei vantaggi e svantaggi annodati.
A ben vedere l'aumento del prezzo potrebbe essere oneroso per i produttori, specie se non sono stati in grado di fiscalizzare il consumo interno in modo equilibrato; un onere parzialmente occultato nel breve, che avra effetti moltiplicativi negativi per le possibilità di investimento nel medio periodo.
Sulla nostra sponda un vantaggio erariale è garantito, mentre per gli operatori, magari alle prese con un monte consumi ancora in calo, potrebbe essere un impiccio, non una difficoltà, visto lo stato larvale a cui è ridotta la funzione di governo e controllo della Repubblica.
*La consapevolezza del modello negli interlocutori è uno degli spunti più interessanti, per dire, della minestrina wiki citata
@14
potrebbe essere anche soltanto una banalissima reazione chimica che produce calore, come la pila da 1,5 w che diventa incandescente per la liberazione quasi immediata dell'energia chimica in essa contenuta in un differenziale di tempo molto corto. Poi teniamo conto che i trattori da 15 ton. non li sposti nè col calore, nè colla corrente elettrica e nemmeno coi biofuels, che sfasciano i motori, anche solo in percentuali minime. Orlov è stato chiaro, abbiamo solo pochi anni per prepararci, ma secondo me ciò non avverrà per l'egoismo dei potenti e l'idiozia dei sottoposti.
LA FUSIONE FREDDA CI SALVERà IL .ULO! e per di più si tratta di una scoperta italiana(patria di grandi inventori, oltre che di mafiosi e farabutti in generale), grazie a Focardi e Rossi, questi l'hanno già brevettata e sono in procinto di venderla alle aziende per metterla in produzione! con 400 w hanno tirato fuori 12kw(in laboratorio, ma hanno specificato che si poteva ottenere molto di più!!)usando del nickel e dell'idrogeno, senza radiazioni e non sembra avere nessun tipo di problema riguardo la sicurezza...il petrolio ci servira per i derivati(plastica ecc) molto probabilmente basterà a tempo "indeterminato"..speriamo bene, per saperne di più..http://www.journal-of-nuclear-physics.com/
@12 cioè dire "fra 3 anni la produzione cala" perchè di questo si tratterebbe a dichiarare meno
Allora non gli conviene all'arabia mentire dichiarando meno risorse di quelle che hanno, per alzare i prezzi ?
Se tanto devono mentire...
@10:
solo i paesi produttori ne guadagno dall'aumento del prezzo, tutti gli altri ci rimettono per l'inflazione che si propaga o i margini che si riducono nelle attività produttive
@9:
ci sono tante case in vendita ma le compravendite sono in calo e i prezzi sono ridicoli, gonfiatissimi, ci si riduce schiavi dei mutui per acquistarle
Quali sono i paesi che, perlomeno a breve termine, guadagnerebbero su un aumento dei prezzi ?
sono d'accordo con medo circa il fatto che il collasso mondiale è in atto, anche se si rileva una relativa tranquillità a giro..
la gente parla di investimenti, autovetture, vacanze..per non parlare delle persone con cui sono a contatto in questi giorni (agenti immobiliari) che mi parlano di monolocali da 150mila euro come investimenti e considerano basso il prezzo di un bilocale di periferia (Firenze) intorno ai 210mila..eppure ci deve essere ancora molta liquidità in giro visto che le case si continuano a vendere..
Ho su google news il tag "picco del petrolio", appena visto che wikileaks ha fatto lo scoop, sono venuto qui per leggermi l'articolo che Debora aveva sicuramente scritto e infatti... ;)
Quindi Euan Meyers ( di The oil Drum) ha vinto la scommessa di 1000 dollari. Aveva affermato che l'arabia non avrebbe MAI potuto superare una produzione di 12.5 milioni di barili al giorno, e direi che abbiamo la conferma.
Ed abbiamo la conferma che ora siamo davvero fottuti, con licenza di linguaggio.
Secondo Orlov l'EROEI 3:1 del crude sarebbe insostenibile per l'industria e se ora siamo intorno al 10:1, nel contesto del picco possiamo aspettarci un veloce declino fino al suddetto valore di insostenibilità.
Ecco che tornerebbe utilissimo incrociare i grafici delle varie produzioni con quelli dei relativi EROEI.
Che il countdown abbia inizio...
Prima di andare al punto si confermano ad oggi le analisi sul ruolo di wikileaks, non ci torniamo;
questa la ascriviamo alla serie delle minestre riscaldate, fa risplendere giustamente lo scoop operato illo tempore da Debora, rivelatosi molto utile ad inquadrare gli eventi successivi, è commovente rileggere la discussione del 2007 ...un saluto a tutti, ivi si legge tra gli altri reperti
Le riserve dovevano essere aumentate negli anni 80, fu creato un meccanismo di ricalcolo delle "quote di produzione" come elemento di sostegno alla politica del petrodollaro. I prezzi si mantennero sotto controllo, anche perche erano stati saziati i produttori con una "leva finanziaria" basata sulla predicibilità dei flussi nel tempo. Questo avveniva prima della deregulation dei mercati di titoli. Oggi le operazioni di finanza hanno raggiunto una sofisticazione che non richiede un simile artifizio per ottenere risultati. Questo background penso sia uno dei riferimenti delle dichiarazioni ricorrenti di Husseini, le capacità effettive di produzione attuale e futura devono scontare questa sopravvalutazione, visto che non serve più a nessuno.
Oggi questa (ri)rivelazione è foriera probabilmente di un moto del dollaro, come si volesse preparare il terreno ad una discesa dell'ottovolante verde.
Ottimo Debora, ma per chi è addentro alle cose, non c'è nulla di nuovo. Il collasso mondiale è abbondantemente in atto. Ed invece di disporre dei soliti "40 anni", siamo ridotti ad un orizzonte di 4-7 anni di importazioni "massive" alle quali non solo siamo da tempo abituati ma senza le quali non puo' funzionare il sistema economico (e sociale) nel quale viviamo.
La posta consegnata una volta a settimana. La fine della logistica a 24 ore. La fine della catena del freddo. Il collasso delle metropoli, a partire dalla spese di alimentazione e riscaldamento...
Sono tutti problemi che già vedete se aprite occhi e orecchie, se riflettete. I vostri figli non avranno niente di niente, poi si tratterà di trovare qualche categoria a cui dare la colpa. In Italia si è bravissimi a bastonare il primo debole innocente di turno, i capi-tribù al potere non tarderanno a picchiare forte e duro e trovare giovani alleati per i quali il mondo è un'immensa curva da stadio, pieno di nemici aldilà della rete metallica.
esemplare l'ultimo articolo di Dimitri Orlov riportato oggi da comedonchisciotte sul peak oil...
Purtroppo, anche se per gli addetti i lavori e' nulla di nuovo, finche' la notizia non va mainstream, sui grandi giornali e mezzi di comunicazione di massa, rimarra' una notizia pressoche' sconosciuta, se non una specie di "conspiracy theory".
Il fatto che il Guardian abbia titolato in prima pagina una notizia simile e' un ottimo passo in avanti, a mio parere.
ahahhaaaaa non te sfugge niente!!!
alle 09:00
Hunter76Lima
A proposito di Brent
medo, concordo con te sulla scarsa rilevanza attuale della quotazione del Brent come riferimento per il commercio mondiale del petrolio.
Questo però spiega solo parzialmente la forbice di quasi 15$ con il WTI; tieni conto infatti che la forbice si attesta sui 10$ anche rispetto al basket Opec che non è proprio così ininfluente a livello internazionale, anzi.
Se poi consideriamo la situazione di circa 1 anno fa quando il basket Opec ha fatto la sua comparsa sulle contrattazioni ufficiali, allora il confronto si fa ancora più marcato perchè al tempo la forbice era invertita (solitamente 4-5$ più basso rispetto alla quotazione WTI)
Quindi possiamo dire che 2 sono i fattori principali che sembrano influenzare questo contango: eccesso di stock negli USA e temporanea aumento del gap domanda-offerta per quanto riguarda il crude oil del Golfo.
Su tutto ciò pesano fortemente anche cause geo-politico (evidenziate da Cataldo) con influssi egiziani e maghrebini in genere
Ovvero ulteriore brutte notizie dal mondo arabo in arrivo.
Teniamo le antenne ben sintonizzate