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L'EROEI della stupidità.

Sabato 12 Febbraio 2011, 09:52 in Current Affairs di

dumber.jpg Adoro scoprire che la dura legge dell'EROEI può essere applicata praticamente a qualunque cosa. E' nota tra gli stimati scienziatoni dell'Aspo la mia personale e terra terra definizione del concetto: se vado in bicicletta a mangiare in trattoria un piatto di spaghetti, ma tra andata e ritorno consumo l'energia equivalente di un piatto di spaghetti, è più saggio restarmene a casa. Loro si divertono molto ma io considero serissimamente il piatto di spaghetti un po' l'unità di misura dell'EROEI.

Mi sono quindi divertita molto anch'io nel leggere questo argutissimo post, che l'autore titola "La bolla della stupidità" ma in realtà parla assolutamente di EROEI. Ecco un estratto:

Gli investimenti in stupidità davano grandi profitti, che - in parte - potevano essere reimpiegati per instupidire ancora di più consumatori ed elettori. Era un sistema a reazione positiva, in cui gli effetti rafforzavano la causa che li generava. La stupidità e i guadagni parevano destinati ad aumentare senza fine.

Il primo vincolo è che la crescita della stupidità non è lineare; non può cioè crescere all'infinito. In altre parole: una volta che qualcuno è stato rincitrullito per bene, non è facile rincitrullirlo ancora di più. E poi: una volta rincitrulliti i soggetti più facili, non è altrettanto a buon mercato raggiungere tutti gli altri.

La reazione ha dunque cambiato segno, ora è negativa: gli sforzi per rincitrullire non si ripagano più, sono una perdita. Siamo arrivati al punto in cui investire sulla stupidità non solo costa di più di quanto se ne possa ricavare, ma accade anche che la stupidità accumulata negli anni ha raggiunto la massa critica tale da bloccare il sistema.

Non servono tanti grafici sul bi e il ba del tale pozzo di petrolio o tanti calcoli sulla resa energetica di questo o di quello. E' che in un sistema finito funziona tutto così, inclusa la stupidità.

Anzi, forse, soprattutto quella. E compresa la nostra.

 

xx

23
23 commenti
23
18 Feb 2011
alle 20:05

Lorenzo

Non mi ero ancora reso conto di essere stato citato, anche se ti seguo regolarmente, e quindi ti ringrazio per l'attenzione. La genesi del mio post è in alcuni articoli di TOD da te citati, in particolare uno in cui gli stessi concetti si applicano alla decadenza dell'impero romano. Abbiamo quindi una reazione positiva, dal tuo blog al tuo blog ;-)

Ancora grazie, lorenzo

 

22
16 Feb 2011
alle 12:20

Gianni

il signor Cataldo o signora non so ,si esprime come nella liturgia in latino . Ove l'1% capisce e ne gode, il 99% apllaude entusiasta salvo all'uscita dire: MA CHE CAZZO HA DETTO? NON SO' CONTENTO LUI! Saluti e buon lavoro.

21
14 Feb 2011
alle 18:53

Karagounis

Hiei, non mi aspetto nulla dal governo attuale. La mia è una tendenza utopica che trova riscontro in ben poche democrazie occidentali (forse Svezia o Norvegia per quel poco che conosco). Tuttavia la mia idea di fondo resta quella: il cittadino ci può mettere la buona volontà, può essere propositivo, ma spetta allo Stato decidere la rotta da seguire. E un buono Stato dovrebbe comunque avvalersi dei proprii cittadini se vede che questi hanno buone idee. Resta fermo il punto che qualcuno deve prendere la responsabilità di decidre e far rispettare tale decisione.

20
14 Feb 2011
alle 11:18

Hiei

"Mi aspetto che certe decisioni arrivino dai governi e non dal cittadino che per quanto volonteroso ha una visione solo parziale del sistema e quindi non può decidere per tutti."

Se davvero aspetti Berlusconi e parti dal presuppposto che ci debba essere qualcuno "che decide per tutti" (e di conseguenza tutti gli altri sono schiavi, quante buone cose potranno venire dal "governo" detto questo?) mi sa che mi tocca ritrattare.

19
14 Feb 2011
alle 09:42

andreaX

I comportamenti umani non possono essere misurati e valutati solo in termini di EROEI.

E' sin troppo evidente che come eroei è molto meglio cucinarsi i cibi da se e mangiarseli a casa piuttosto che andare al ristorante per mangiare le stesse identiche cose, però... .

Però io essere umano ho anche delle esigenze materiali e psicologiche, ogni tanto dico a me stesso: "oggi ho voglia di uscire e di divertirmi un po, vado al ristorante", senza contare poi che al ristorante ci lavorano delle persone, se non ci andasse più nessuno chiuderebbe, e forse il danno economico sarebbe anche maggiore dell'energia risparmiata.

In nome dell'eroei dovrei forse andarmi a chiudere in un convento lavorando dalla mattina alla sera senza avere nulla in cambio come un frate francescano?, mi sembra un po esagerato.

Quello che invece non sopporto sono gli sprechi perfettamente evitabili, ad esempio trovo veramente assurdo, sotto tutti i punti di vista, comprare cibo per poi buttarlo nella spazzatura perchè non è stato consumato. Oppure trovo assurdo ci siano persone che prima si abbuffano e poi cercano di smaltire le calorie in eccesso andando in palestra: non era più semplice mangiare di meno sin dall'inizio?, perchè compensare uno spreco di energia (e di soldi) con un altro spreco di energia (e di soldi)?, vabbè in realtà pure questo esempio entro un certo limite si può anche tollerare, se una volta a settimana mangi un pò di più e poi recuperi il giorno dopo ci può anche stare.

P.S.

Io non vado mai al ristorante

18
14 Feb 2011
alle 08:32

Cataldo

La tentazione di allargare le applicazioni del concetto di EROEI è in parte giustificata, vista la sua solidità interpretativa; il meccanismo è comunque compreso anche in biologia con nomi diversi, dove assume aspetti particolarissimi nell'ambito della teoria evolutiva.

Nell'ambito della tecnica industriale la sua applicazione è indispensabile, troppo evanescente è il calcolo dei numerari per valutare correttamente i costi di estrazione e distribuzione, mentre l'apporto energetico è una misura indipendente da queste sovrastrutture.

Mi risulta invece di dubbia utilità applicato all'analisi dei fenomeni sociali e politici, se non al livello di evocazione di problemi. 

Non c'è lo spazio di una argomentazione seria, provo una sintesi, la capacità di manipolazione della società da parte delle minoranze che detengono il potere finanziario è stata amplificata a dismisura dalla rivoluzione digitale nelle comunicazioni, il processo è stato avviato per gradi, sul nucleo della concentrazione finanziaria che ha accompagnato l'esproprio della produttività del lavoro operato negli ultimi decenni.

Gli stilemi del consumo sono diventati imperativi, con questa potente forza a disposizione, hanno demolito man mano gli ostacoli.
Nella nostra società, ad esempio,  la famiglia, come ente di erogazione, mediazione, e accumulo di stock di capitale e di conoscenze, è stata particolarmente colpita da questa trasformazione, con le conseguenze che vediamo attorno a noi.

Queste forze hanno un contrappeso nella natura stessa del protocollo digitale come si è andato dispiegando nella sua applicazione globale, le regole della rete permettono, ad oggi, che vi sia ampia possibilità di produzione di informazione e di circolazione di questa, circostanza che sopperisce, in parte, solo in parte,  alla demolizione operata delle altre forme di socializzazione, e di formazione del "senso critico" verso il consumo e la visione della realtà.
Per un motivo generazionale questa nuova forma di socializzazione e circolazione delle idee si sta diffondendo sempre più,  da una chance, alla minoranza che puo fruirne in quanto ha ricevuto una formazione sufficente.

In questo senso si puo interpretare nella realtà operativa la sensazione descritta nel blog citato, ovvero che sembra esserci al momento un "ritorno negativo" agli sforzi di incitrullimento operati.

Io penso invece che siamo ad un momento critico di passaggio, a breve la spinta generazionale tornerà favorevole agli sforzi descritti; l'accumulo di danni al sistema dell'istruzione è tale che la quantità di persone che potra fruire delle possibilità della rete in modo critico diminuirà nettamente.
E questo senza parlare dell'alea che circonda le possibilità di mantenere integro il protocollo di base  nelle sue forme attuali.

 

17
14 Feb 2011
alle 00:06

Karagounis

@14 non sono facile all'offesa Medo, anzi. E ringraio Hiei per il sostegno, seppur farei notare che Medo è un fine ragionatore. Siamo solamente su posizioni differenti; o meglio forse condividiamo le stesse aspirazioni di fondo ma dissentiamo sulle modalità per raggiungere tali obbiettivi.

Io non è che sia proprio irriducibile, sarei il primo a voler vedere il sistema cambiato. Da anni oscillo tra liberismo sfrenato e utopie comuniste; alla fine sono contro ogni estremismo, che sia capitalista o ecologista. La scoietà ha bisogno di equilibrio a lungo termine non di un massiccio movimento di controrivoluzione (che sarebbe più che naturale dopotutto).

Dicevo che vorrei vedere il mondo cambiato, ma è probabile che non sarei molto attivo nel cambiarlo. Mi aspetto che certe decisioni arrivino dai governi e non dal cittadino che per quanto volonteroso ha una visione solo parziale del sistema e quindi non può decidere per tutti. Serve standardizzazione.

16
13 Feb 2011
alle 21:36

Hiei

"Karagounis è uno degli irriducibili proprio."

Non temete: è uno degli ultimi testardi che si ostinano a usare il cervello e a pensare, ma siamo rimasti pochissimi e in via di estinzione...presto il pianeta "martoriato" sarà vostro.

in fondo anche la Bibbia dice da sempre che gli ultimi saranno i primi.

15
13 Feb 2011
alle 20:25

francesco ganz

R commento 14 : Eh Eh....( Approvazione )

14
13 Feb 2011
alle 18:54

medo

Karagounis è uno degli irriducibili proprio. Mi stupisce di come sia cocciuta questa specie di uomo (maschio) che fino all'ultimo deve proprio sbatterci il muso. Lo cito ad esempio, sperando che non si offenda. Sono tanti che cicciano e ricicciano con i "tutto sommato" con gli "è l'economia che detta" bla bla.

Mangerete grafici, compassi, matite e cedole azionarie. Che volete ancora da 'sto povero Pianeta massacrato? 

13
13 Feb 2011
alle 17:49

Karagounis

@4

Debora, grazie per la delucidazione ma ancora non mi convinci del tutto. PEr me, stolto ingegnere drogato di grafici ed equazioni, sarebbe stato meglio se mi avessi spiegato le cose senza metafore.

Comunque se uso il petrolio per cercare altro ptrolio e la bilancia finale è positiva, sto comunque facendo un buon affare. Il gioco non vale la candela quando i costi ed i guadagni si pareggiano. Cioè non vale al fine di produrre utili, tuttavia potrebbe ancora continuare per mantenere i dipendenti dell'azienda, che non è un male.

12
13 Feb 2011
alle 14:36

fabio1979

@10 e @11

Quando il sistema non riesce a crescere puoi usare il QE quantitative easing monetizzi i debiti insolventi e festa finita. Credo che i QE saranno sempre piu' frequenti, inoltre il QE provoca inflazione quindi distrugge la possibilità di spesa dei risparmiatori i quali potranno consumare meno risorse in futuro.

p.s.

Per ora credo che siamo in stagflazione anche se la chiamano crescita

11
13 Feb 2011
alle 10:04

massimo

@ 10

il sistema economico cresce illimitatamente finchè trova risorse naturali in abbondanza da distruggere, dopo, cioè ora, inizia il decadimento, poi la morte, o meglio si spera nella trasformazione da uno capitalistico liberista ad uno socialista ad economia programmata, ovviamente con tanta soddisfazione dei potenti, ma anche dei montati e spocchioni, che poi in fondo non sono altro che dei poveri instupiditi.

10
13 Feb 2011
alle 01:19

Phitio

Il problema della necessità della crescita continua dei sistemi economici attuali risiede nel concetto stesso di interesse sulla moneta.

E' per il fatto di dover creare la ricchezza per ripagere gli interessi, che il sistema deve necessariamente crescere. Ma siccome non puo' crescere illimitatamente, significa che la catastrofe finale è matematicamente certa, anche se è incerto il momento.

Un po' come la morte, no? Matematicamente certo che avviene, molto incerto il come e quando.

 

9
12 Feb 2011
alle 19:43

claudioc.

p.s.: comunque approviamo il piatto di spaghetti quale unità di misura ;-)

8
12 Feb 2011
alle 19:35

claudioc.

@7 poldo alias marco: giustissimo quello che dici. E' esattamente il discorso della mercificazione della società che come ideale ha la crescita infinita contabilizzata attraverso il denaro (che oggi per la maggior parte è solo un'illusione), ovvero il PIL; ed anche la soluzione che proponi, penso tu già lo sappia, è in pratica quella che propone l'approccio della decrescita (Latouche, Pallante & co.).

C'è comunque un'imprecisione (penso) nell'articolo citato da Debora, quando si afferma "che la crescita della stupidità non è lineare; non può cioè crescere all'infinito":al contrario, se c'è un tipo di crescita sostenibile per un certo tempo è proprio quella che decresce nel tempo e che si ferma prima del raggiungimento del limite, quindi affatto lineare ma comunque sistemicamente accettabile (ricorda un po' il concetto di resilienza...). Ovviamente non potrebbe farlo nemmeno - e a maggior ragione - se fosse una funzione positiva esponenziale...

7
12 Feb 2011
alle 19:15

poldo alias marco

Vabbè ve lo spiego io visto che Debora non vuole deprimere nessuno, allora faccio io il cattivo: 

Se lavori e contemporaneamente paghi: la bambinaia a casa ad accudire i figli piccoli, la serva che fa le faccende e ti cucina, la badante per il genitore anziano, il dog sitter perchè non ti fai mancare nulla, spendi una cifra di soldi per essere sempre elegante in ufficio, mangi fuori, spendi una fortuna in carburante per recarti al lavoro eccetera, allora può capitare che spendi più per pagare questa gente e la benzina di quanto guadagni per lavorare fuori di casa.

Cioè ti conviene licenziarti per badare ai figli ed ai genitori ed al cane (un lusso comunque) ed alla casa e per cucinare e per fare la spesa con calma risparmiando, che è un lavoro pure quello sicuramente meno stressante e sicuramente più utile che farsi demolire in azienda.

Se la gente non avesse accesso al credito lo avrebbe capito da anni, ma continuando ad indebitarsi pur di far vedere che ancora ce la fanno a lavorare non capiscono che o tagliano le spese oppure affondano anche se lavorano fuori, gli stipendi sono troppo bassi.

 

6
12 Feb 2011
alle 19:01

massimo

hanno trasformato le formiche in cicale con 40 anni di bombardameto mediatico e abituarsi ad un paradigma migliore è stato senz'altro più facilmente ottenibile. Peccato che non ci restino a me, per l'età, e a tutti gli altri, altri 40 anni per vedere se con i soliti mezzi subliminali mediatici riescono a ritrasformarci da cicale a formiche. Hai voglia a fare rivolte colorate a giro per il mondo per voler continuare il bengodi!!!!

5
12 Feb 2011
alle 18:48

fabio1979

FANTASTICO!!!!!!!!!!!!

il titolo del manifesto potrebbe essere

IL LIMITE DELLA STUPIDITA' INDOTTA

4
12 Feb 2011
alle 17:58

Debora/Petrolio

Primo vado a mangiare in trattoria perché probabilmente mi piace la cucina.

Ovviamente l'aspetto "ludico" non è contemplato, nell'estrazione petrolifera. :D Ma il paragone è semplicemente con il concetto del procurarsi cibo, e ho parlato di trattoria per renderlo divertente. Avrei potuto dire "andare a caccia di bisonti" ma non ci saremmo identificati! :D

Secondo se non bruciassi tutte le calorie del piatto nei tragitti di A/R accumulerei grasso e iterando il processo tante volte diventerei obeso.

Esatto: ma se bruci TUTTE le calorie nel tragitto per procurarti cibo, e non ne conservi per altre attività, paradossalmente è come se il cibo non ti servisse se non per sopravvivere e cercarne altro. Il cibo diventa inutile. Se usi il petrolio solo per cercare altro petrolio, a che cacchio ti serve allora il petrolio?

Terzo sono gli spaghetti la mia fonte d'energia, non viceversa. Senza il loro apporto calorico non potrei andare in bici a mangiarli e tornare.

Esatto anche questo: senza petrolio, mia fonte di energia, non potrei andare ad estrarre petrolio. Rientra perfettamente nell'esempio di EROEI!

Sto paragone sta in piedi da anni, karagounis, credimi...

;-)

 

3
12 Feb 2011
alle 17:33

Karagounis

Scusa Debora ma il tuo esempio sugli spaghetti, per quanto molto chiaro per speigare il concetto, è errato da un punto di vista concettuale. Primo vado a mangiare in trattoria perché probabilmente mi piace la cucina. Secondo se non bruciassi tutte le calorie del piatto nei tragitti di A/R accumulerei grasso e iterando il processo tante volte diventerei obeso. Terzo sono gli spaghetti la mia fonte d'energia, non viceversa. Senza il loro apporto calorico non potrei andare in bici a mangiarli e tornare.

Per stare sul tema proposto, se la stupidità ha raggiunto la massa critica allora mi viene da pensare che non serva sprecare altre energie per incrementarla, perché il sistema si potrebbe autoalimentare mantendo il valore di massa critica costante. Se la massa di stupoidi è superiore a quella dei non-instupiditi questi ultimi saranno sempre in svantagio e anzi dovranno loro spendere molta energia pr invertire il processo.

2
12 Feb 2011
alle 17:21

Hackatao

Bellissimo voglio farne un manifesto!!!!!

1
12 Feb 2011
alle 12:01

Hiei

"se vado in bicicletta a mangiare in trattoria un piatto di spaghetti, ma tra andata e ritorno consumo l'energia equivalente di un piatto di spaghetti, è più saggio restarmene a casa."

Immagino quanto si divertono nella vita 'sti qui... :'D

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